Il micio Felix non è un randagio, ma non disdegna di gironzolare sui tetti, nei cortili e nelle cantine. Felix ha visto, durante i suoi spostamenti, cose che anche il popolo felino considera strane. Ecco perché capisce il comportamento della sua padroncina, che ha paura di ciò che si annida nell'armadio. Felix cerca sempre di dormire assieme alla piccola Meg, per difenderla da ciò che effettivamente si annida nelle ombre. Anche Felix ha paura di quelle tenebre, che neppure i suoi occhi possono penetrare, ma farebbe di tutto per proteggere la bambina. Gli umani adulti sembrano non ricordare di quando erano piccoli, ed avevano paura delle cose senza nome, nascoste sotto i letti, dentro gli sgabuzzini, gli armadi, nelle cantine ed in molti altri luoghi tenebrosi. Felix sa che spesso la piccola Meg si sveglia nel cuore della notte, in preda alla paura, e gli racconta di aver sognato di artigli e tentacoli che stavano per ghermirla. Il coraggioso micio si lascia coccolare, e rassicura la padroncina facendo le fusa. Felix non può raccontarle che è stato lui ad allontanare, soffiando e minacciando con le unghie ed i denti, quelle forme fantasmatiche. Inutile per Meg raccontare ai genitori dei suoi sogni; sogni nei quali Felix le appare come un giovane leopardo docile, ma in grado di compiere grandi imprese. I genitori di Meg, che non ricordano di essere stati bambini, sminuiscono i racconti della figlia, e sostengono che lei si inventi tutto per poter tenere Felix sul letto. E se anche fosse? Di sicuro, la piccola gradisce la presenza del suo micio, a prescindere dalla sua funzione di guardiano. Il gatto è effettivamente il protettore notturno di Meg, perché i nostri piccoli felini ci adottano, facendoci credere che siamo noi ad adottare loro. Il popolo felino, fiero e coraggioso, avverte nei piccoli umani una purezza da difendere. Adesso Felix sta terminando le sue passeggiate nei dintorni di casa; è già sera, e pensa di essersi meritato una lauta cena. Poi, come sempre, lo attende un'altra notte di attenta sorveglianza. Nessuno riuscirà a fare del male alla piccola Meg, finché Felix potrà impedirlo. Il gatto in questione non è particolarmente grosso, ma è veloce ed ardimentoso. Ha parlato con gli anziani del suo popolo, ottenendo conferma delle sue preoccupazioni: anche loro hanno sentito parlare, ed hanno visto in azione le tenebre pulsanti che fuoriescono dagli armadi. Felix, come tutti i gatti della città, adora la donna leopardo Ferox. Lui è sicuro che Ferox non avrebbe paura di entrare in quei luoghi di oscurità maligna. La donna leopardo estrofletterebbe i suoi artigli, più grossi e potenti di quelli di qualunque gatto, ed ucciderebbe chiunque osi spaventare la dolce Meg. Felix parlerebbe a Ferox di questo pericolo, se sapesse dove trovarla; ed è sicuro che la potente e splendida creatura lo ascolterebbe. Felix sogna di combattere fianco a fianco con Ferox, per difendere Meg e tutti gli altri bambini spaventati da ciò che si annida negli armadi. Sono da poco passate le otto di sera, quando il micio coraggioso salta ed entra da una finestra di casa sua. Il suo passo è disinvolto e quasi regale. La mamma di Meg lo chiama, per dargli da mangiare, e lui ringrazia facendo le fusa. Poi il micio si sottopone volentieri alle carezze della padroncina, con la quale condivide segreti che gli umani adulti non vogliono risolvere. Anche quella sera, Felix si infila velocemente nella cameretta della piccola, e si nasconde per evitare che i genitori di lei decidano di mandarlo fuori. Ormai ha capito come deve comportarsi con quelle persone che sono simpatiche, ma poco attente a quel che accade nella loro stessa casa. Meg non prenderebbe sonno se Felix non saltasse sul letto. La bambina è abituata al caldo contatto con quell'animaletto peloso e flessuoso. Il sonno arriva un po' alla volta, chiudendo gli occhietti della piccola. Anche Felix chiude gli occhi, ma le sue fusa rumorose indicano uno stato di veglia vigile. Meg è quanto mai rassicurata dalla combinazione tra pelo folto, caldo contatto ed espressività sonora felina. Il sogno si presenta con un'ambientazione campagnola, con tante case che ricordano quelle dei puffi o degli hobbit. Costoro, vestiti di mille colori, accolgono festosamente Meg, e la invitano a prendere un the. In una delle casupole a forma di fungo, la bambina incontra Felix, che passava di lì, e si è fermato a fumare la pipa. Che strano, si dice Meg, che Felix fumi la pipa! Sul letto, nel cuore della notte, il micio apre un occhio, per tenere d'occhio quell'armadio dall'aspetto sospetto. Ma la porta è chiusa, e qualunque cosa abiti da quelle parti non può uscire. Felix avverte un sottilissimo grattare; potrebbe essere un topo, ma il micio i topi li riconosce dall'odore. Il gatto si rilassa: questa notte non sarà necessario tirare fuori le unghie. Al mattino, Meg si alza appena la luce del sole entra nella sua camera. In quel momento, la forza della luce scaccia tutti i fantasmi, rendendo difficile credere che, pochi minuti prima, costituissero una presenza assillante. Anche il gatto, sebbene ami la notte, è felice quando il sole illumina il volto della sua padroncina. Le oscure presenze dell'armadio si ritraggono fino a scomparire quasi completamente. Ad osservare bene, però, rimane sempre un atomo di perfida e sfuggente oscurità, che aspetta il ritorno del buio per meditare nuove aggressioni ai danni delle anime tenere. Infatti è corretto affermare che gli adulti siano immuni dalle insidie che stiamo esaminando; ma il punto è semmai che le anime degli adulti sono poco appetitose per i fantasmi tentacolati. Adesso però siamo costretti a registrare la mancata presenza del micio Felix sul letto di Meg, durante la notte. La situazione non dovrebbe essere particolarmente tragica, sennonché in quell'occasione un'anta dell'armadio è rimasta aperta. La bambina non vorrebbe dormire, senza il suo gatto, ma lui non si vede. Dipendesse da lui, Felix sarebbe già in casa, ma ha trovato tutte le finestre chiuse. Possibile che i genitori di Meg abbiano volutamente chiuso fuori il micio? La bambina è molto agitata, ed a poco servono le parole della mamma, che ad un certo punto la sgrida per “l'eccessiva fantasia”. C'è poco da fare: questa notte Meg dovrà affrontare da sola i tentacoli di colui che si annida nell'armadio. Si asciuga le lacrime, e si rannicchia sotto le coperte, cercando di ignorare certi piccoli rumori, come di piccolissime unghie. Felix, miagola frustrato ed inascoltato. O forse lo ascolta qualcuno che gode nel sapere dell'impedimento occorso al tenace animaletto. Il micio, se sapesse come fare, chiamerebbe Ferox, e lei non avrebbe problemi ad irrompere attraverso quella finestra. Le molte avventure della donna leopardo assieme ai colleghi di Evolution hanno sviluppato in lei una sorta di sesto senso. Non una sola volta i super-eroi mutanti ed il drago alieno hanno affrontato e vinto il male in contesti non propriamente terrestri. La telepatia di Ferox nei confronti del popolo felino è la stessa che la lega alla detective Lucrezia. Non è escluso che lo scettro di Uglux, usato per forgiare un legame tra la poliziotta umana e la mutante, sia la fonte del nuovo potere della donna leopardo. Così accade che, mentre Felix miagola frustrato, Ferox percepisca a chilometri di distanza il suo stato d'animo ed i motivi dello stesso. Analogo al dragoncraft, il supporto volante di Ferox trae da lei l'energia per vincere la gravità. Oppure consente al corpo mutante di liberare le energie che le consentono di levitare e di spostarsi in tutte le direzioni. Fedele al suo addestramento ed alla sua natura, la donna leopardo si precipita verso l'allarme che ha ricevuto telepaticamente. La piccola Meg non guarda, ma la porta dell'armadio della sua cameretta si apre lentamente. Se fosse presente, Felix si ergerebbe in tutta la sua statura, pronto alla battaglia; ma il micio non è lì, purtroppo. Simile ad un fumo viola, un tentacolo prende forma, e si muove simile ad un serpente verso il letto della piccola indifesa. Felix interrompe la sua serenata, di maledizioni in idioma felino, per guardarsi alle spalle. Grande stupore e meraviglia provoca in lui la vista della formidabile Ferox, che lo osserva con i suoi lucenti occhi gialli. Felix vorrebbe spiegarle tutto, ma la donna leopardo ha già compreso il messaggio, e non è lì per combattere una battaglia fisica. Non servirebbe prendere ad unghiate un armadio e gli abiti contenuti. Il nemico deve essere affrontato nel suo stato d'esistenza. Questa notte Ferox ed il micio di nome Felix combatteranno assieme, per la salvezza della piccola Meg. Il tentacolo fantasmatico non intende aggredire il corpo della bambina, bensì il suo spirito. Ecco perché, appena la sfiora, la precipita nel reame degli incubi. Il panorama onirico che accoglie Meg è solo apparentemente il solito: casette colorate a forma di fungo, circondate da suggestive colline verdi. Il cielo è sempre azzurro, ma qualcosa stona. Gli abitanti delle casette non sono i nani o hobbit simpatici ed ospitali di sempre. Cominciano ad uscire dalle porte esseri più simili ai troll delle leggende nordiche: mostriciattoli con la testa enorme, pochi denti in bocca, occhi fuori dalle orbite. Una marmaglia pericolosa e vociante circonda la bambina, minacciandola e strattonandola. Lei vorrebbe piangere, perché qualcosa ha irrimediabilmente distrutto il suo mondo ideale. In quel frangente, Ferox irrompe nel sogno, accompagnata dal micio Felix, che subito accorre in difesa della padroncina. Lui stesso rischia però di essere aggredito da quelle laide figure vocianti e sputacchianti. Ferox invece preferisce colpire d’anticipo, e lo fa con la naturalezza che contraddistingue il suo operato in tutti i mondi che ha visitato. Mentre gli artigli della donna leopardo sibilano nell'aria, provocando severi danni ai folli nani mutati, ode il dottor Occulto, che la avverte dei rischi derivanti dal subire ferite nella dimensione dell'incubo. Il dottor Occulto, capo del super gruppo Evolution, conosce quei demoni della disperazione, e ricorda a Ferox di agire in fretta, prima che gettino nella mischia tutte le loro forze. Potenza della forza di volontà e della dedizione, Felix ha frattanto almeno raddoppiato le sue dimensioni. Quel gattaccio terribile getta fiamme dagli occhi, quasi come Ferox. Lo spirito di Meg si risolleva, perché vede cosa può fare l'amore: il suo micio ha addirittura chiamato e coinvolto una super-eroina pressoché invincibile. I nani mostruosi sollevano clave e spade rugginose, ma esse nulla possono contro la velocità di Ferox: lei danza come una dea della vendetta, e pare avere sei braccia armate di pugnali saettanti. Felix balza sulla testaccia calva del capo dei nani malvagi, ed i suoi artigli fanno scempio di quegli occhi acquosi. La feccia grida e sanguina, privato della vista, e quasi impazzito dal dolore. Se quello non fosse un sogno, il pavimento sarebbe cosparso di sangue verdastro, che fuoriesce copioso dalle mostruose ferite aperte nei corpi mutati degli pseudo-nani. Il dottor Occulto lancia un nuovo segnale d’urgenza, e mediante il suo potere magico produce un portale di uscita da quel mondo corrotto. I piccoli demoni, travestiti da nani o hobbit, intensificano il loro attacco, con il solo risultato di cadere in maggior numero sotto gli artigli di Ferox e del suo assistente Felix. Poi improvvisamente la feccia urlante inizia ad esultare, ma non è chiaro per quale motivo lo facciano, giacché finora non hanno fatto altro che prenderle. Le colline verdi paiono squarciarsi, mentre un tentacolo oscuro esce dalle viscere della terra. Meg riconosce in esso il tentacolo che, in dimensioni decisamente più ridotte, proveniva dal suo armadio. Meg non ha mai veramente visto prima quell'agglomerato disgustoso di oscurità, ma forse tutti gli umani ne conservano un indistinto ricordo ancestrale. I nostri lontani antenati combatterono, prima della storia, contro simili entità extraterrene, e le allontanarono dal nostro stato d'esistenza. Le scacciarono, grazie alla magia naturale, ma non le distrussero. Da allora, esse vivono nei nostri incubi, e di lì muovono per distruggere il nostro senso del bello. Se riusciranno ad inaridire anche i bambini, i demoni dell'oscurità torneranno a reclamare la Terra. Fortunatamente per gli umani, il dottor Occulto ha fondato Evolution. Per fortuna di tutto ciò che vive sulla Terra, il drago alieno Dragonfire è una forza del bene. Un enorme ruggito scuote le colline stesse, gettando a terra i mostriciattoli mutati. Ferox coglie al volo l'occasione di entrare nel portale, conducendo con sé Meg ed il fedele micio. Ferox si volge un'ultima volta, e scorge Dragonfire, che in quel contesto onirico dispone di gigantesche ali. Il drago sorride, come solo sanno fare i draghi. Si direbbe che si stia divertendo. Mentre si prepara a scatenare la sua super-fiamma, il suo atteggiamento suggerisce che sia giunto alla resa dei conti con qualche nemico particolarmente esecrabile. I tentacoli oscuri si sono nel frattempo moltiplicati, ma nulla possono contro il potere di Dragonfire. La sua fiamma cosmica erompe dalle sue fauci, con forza crescente, finché l'oscurità stessa grida per un dolore incalcolabile, mai provato in eoni innumerevoli. Quella simulazione del sogno di Meg viene vaporizzata senza pietà, liberando la versione originale. Quando Meg tornerà a dormire e sognare, troverà nuovamente le capanne a forma di fungo, abitate da simpatici soggetti colorati e festaioli. Felix sarà con lei, dentro e fuori dal sogno. In quanto all'armadio, la liberazione dell'estrema forza del drago nella dimensione dell'incubo ha esorcizzato per sempre quel portale oscuro.
domenica 14 marzo 2010
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