domenica 11 aprile 2010

PROTODRAGO_libro 2°_77° episodio

Abbiamo assistito, nell'episodio 71, allo scontro tra Evolution ed i quattro protocloni. Nonostante ci abbiano provato, le copie non sono state in grado di battere gli originali. I protocloni di Kong, Ferox, Fulminatore e Maga sono quindi stati condotti in apposite celle di detenzione. Il pubblico ministero pensa a quali capi d'imputazione potrebbe individuare, per chiedere che a quei quattro replicanti sia comminata una pena adeguata. Ma, a parte i danni che il combattimento ha causato a strade ed edifici, non crede di poterli accusare di tentato omicidio o lesioni. L'opinione pubblica non vede di buon grado gli scontri tra super-eroi e super-criminali, specie quando ci vanno di mezzo auto parcheggiate, balconi, lampioni, vetri e tutto ciò che può essere frantumato. Evolution ostacola con perizia l'operato dei soggetti asociali e criminali, ma qualcuno pretenderebbe che i cattivi non sfasciassero tutto, per il gusto di farlo. Gli stessi insulsi benpensanti pretenderebbero altresì che i super-eroi catturassero i cattivi senza contribuire alla distruzione della città. I poliziotti ed i vigili del fuoco, che sanno cosa significhi affrontare le situazioni pericolose, ovviamente non condividono l'ingratitudine degli imbecilli. Purtroppo gli imbecilli sono troppi, ed il pubblico ministero avrebbe difficoltà a convincere una giuria che Evolution e Dragonfire possano essere la parte lesa in un procedimento penale e civile. In più, non è certo facile interrogare i protocloni, che, semplicemente non rispondono alle domande. Mentre la magistratura si dibatte nelle tortuosità procedurali, i replicanti vengono reclusi in celle normali. Gli altri detenuti, come prevedibile, insistono che i quattro mostri siano collocati lontani da loro, e così avviene. I protocloni presumibilmente avevano auspicato che ciò avvenisse. Si tratta di forme di vita dotate di schemi di pensiero semplici, ma efficaci; il fatto di trovarsi in una diversa ala del carcere, rispetto agli umani, gioca a favore dei super-criminali. Le celle in cui sono custodite le protobestie sono sfortunatamente inadatte a contenerle. Possibile che il direttore del carcere ed i secondini non abbiano pensato ai super-poteri che caratterizzano quelle forme di vita? Forse vivere in un carcere, e sorvegliare la feccia dell'umanità, non favorisce lo sviluppo di un pensiero brillante. Fatto sta che adesso i replicanti hanno solo l'imbarazzo della scelta su quale facoltà super-umana impiegare per uscire dalle celle e dalla prigione. Il proto Kong dispone di una forza muscolare che rivaleggia con quella del vero Kong; non è altrettanto bravo a combattere, ma non ha grosse difficoltà a strappare la porta della cella dai cardini. Il proto Fulminatore è più sottile, perché adopera i suoi poteri per azionare l'apertura meccanizzata della porta della sua cella. Rimangono le proto Ferox e Maga, che, non disponendo di sufficiente super-forza, né di talenti elettrici ed elettronici, dimostrano di ricordare ciò che erano prima di scimmiottare le due super-eroine. I due corpi paiono sciogliersi, mentre ritornano ad essere masse amorfe, pulsanti di vita. Per quelle due creature primordiali non comporta alcun problema filtrare letteralmente attraverso le sbarre delle loro celle. In meno di mezz'ora, i proto Kong, Ferox, Fulminatore e Maga hanno risolto il primo problema. Ora si muovono spavaldi attraverso i corridoi del carcere, decisi a recuperare del tutto la loro libertà. Proto Maga e proto Ferox hanno subito ripreso le fattezze delle eroine duplicate. Ma i quattro super-criminali, prima di varcare il portone principale, devono attraversare il cortile, stipato di detenuti che usufruiscono dell'ora d'aria. I delinquenti umani reagiscono in vario modo al passaggio dei quattro replicati. C'è chi preferisce mantenere le distanze, e chi invece cerca rogne. Del resto molti di quei cretini si trovano lì perché sono aggressivi oltre ogni logica. Chissà perché ritengono di poter avvicinare proto Ferox e proto Maga. Di certo, i detenuti quando vedono una donna impazziscono; il punto è che quelle non sono di certo donne! Proto Ferox è, se possibile, ancora più selvaggia e priva di scrupoli della vera donna-leopardo. I suoi occhi gialli emanano furia animale; dovrebbero pertanto sconsigliare approcci sbagliati nei suoi confronti. Non è così: due o tre stupidotti si prendono nei suoi confronti delle libertà che sono le ultime delle loro squallide vite. Proto Ferox li colpisce con completa assenza di considerazione per la vita umana. Ma, del resto, quella feccia detenuta ha fatto del poco rispetto per i propri simili una regola di vita. Visceri fumanti sgorgano da addomi squarciati con facilità estrema dagli artigli della replicante. I moribondi prendono a gridare, sentendo la vita che velocemente li abbandona. A quel punto, i secondini decidono di volgere lo sguardo annoiato verso i tumulti che avvengono in cortile. Proto Maga può sembrare più umana di proto Ferox, ma è pura dissimulazione. Il tizio che cerca di aggredirla, apprende con sommo rammarico che quella protoforma è dotata di poteri mentali in grado di friggere facilmente un cervello umano. Proto Maga riduce in pappa la materia grigia di uno stupratore grande e grosso, che, prima di cadere e di contorcersi nella polvere, prova un dolore assimilabile a quello di un cervello che, attraversato da un'ascia da guerra, si squarci ed imploda. I delinquenti prigionieri della struttura penitenziaria hanno sviluppato un istinto territoriale, come avrebbe fatto qualunque altro animale. Per cui non possono tollerare che quei quattro intrusi vengano a razzolare ed uccidere nel loro cortile. La reazione è spontanea e decisamente stupida, perché anche proto Fulminatore e proto Kong hanno ora modo di lanciare scariche energetiche fatali e non meno letali pugni e calci. Un centinaio di feroci tagliagole urla ed attacca i quattro replicanti, che non si agitano più di tanto, limitandosi ad uccidere, con artigli, pugni, fulmini e scariche mentali. Dopo meno di quindici minuti, le guardie carcerarie, che si sono saggiamente tenute fuori dalla battaglia, osservano agghiacciate i circa cento corpi umani stesi al suolo, nel loro stesso sangue. Qualcuno è ancora vivo, ma ne avrà per poco. Altri sono stati ridotti a vegetali dai poteri mentali della proto Maga. Considerando il loro magro stipendio, le guardie carcerarie si guardano bene dall'intervenire. Inoltre, durante il breve scontro, tutti i secondini avevano fatto il tifo per i quattro replicanti. Uscite dal penitenziario, le protoforme, che non parlano ma evidentemente comunicano telepaticamente, si avviano con decisione verso il loro vero obiettivo. Che le protobestie obbediscano ad un padrone occulto o meno, di certo manifestano una indiscutibile professionalità nel cercare rogne. Infatti oggi hanno deciso di scontrarsi addirittura con il possente Dragonfire. Per avere qualche possibilità, si aggregheranno per dar vita ad un protodrago. Non avendo una fisicità che li vincoli ad una forma specifica, quei quattro ammassi di protoplasma ambulante confluiscono facilmente in un'unica forma. Essendo sprovvisti di informazioni genetiche su Dragonfire, le protobestie improvvisano una connotazione approssimata, in base alle informazioni visive accumulate. Il protodrago dispone della somma delle masse dei proto Kong, Maga, Ferox e Fulminatore. Così facendo però la nuova entità si deve accontentare di una massa approssimativa di quattrocento chili, che è decisamente inferiore a quella di Dragonfire. Il protodrago decide di attirare allo scoperto i propri nemici, recando distruzione per le vie della città. La sua forza è sufficiente a danneggiare e sfasciare le automobili, ed esercita questo potere senza parsimonia. Inoltre, il protodrago continua a detenere i poteri di Fulminatore, di Ferox e della Maga. A proposito di queste ultime facoltà, c'è però da dire che il mostro manca delle conoscenze che gli consentirebbero l'esercizio dei poteri magici della mutante di Evolution. Il protodrago non emette fuoco dalle fauci, ma scariche elettriche dagli artigli. Adopera in maniera funzionale le doti psioniche della proto Maga, respingendo le pallottole dei poliziotti mediante potenti emissioni telecinetiche. La bestia protoplastica assomiglia vagamente ad un Dragonfire di due metri e mezzo, ed ha altresì imparato ad emettere ruggiti sufficientemente spaventosi. Mentre l'essere orripilante dà spettacolo, anche i più stupidi tra i benpensanti rimpiangono di aver criticato Evolution. I poliziotti fanno il possibile, ma ci vorrebbe l'esercito, con carri armati, elicotteri e lanciarazzi. Poi finalmente, come se il destino lo avesse appositamente destato e trasportato in loco, giunge Dragonfire, che manifesta subito la sua intenzione di massacrare di botte quel pocket replicante. Protodrago spara subito una serie di scariche elettriche verso il formidabile alieno, allo scopo di ammorbidirlo prima dello scontro fisico vero e proprio. Le scariche del proto Fulminatore, confluito nel protodrago ma non annullato, colgono di sorpresa Dragonfire, che si aspettava un attacco a base di fiamme. Protodrago insiste, cambiando potere: la pseudo Maga contribuisce con la sua versione della scarica mentale. Tutto ciò non fa che aumentare l'ira dell'alieno verde, che solleva un ammasso di rottami metallici. Senza apparente sforzo, Dragonfire scaglia addosso al nemico quel che rimane di un'automobile. Protodrago impiega tutta l'agilità della proto Ferox per scansarsi; poi scatta velocissimo all'attacco, sguainando gli artigli. Le scaglie di Dragonfire sono a prova di molte cose, e tra esse ci sono gli artigli del protodrago. Dragonfire si accorge della maggiore fluidità nelle movenze del nemico: come se un lottatore peso massimo affrontasse un maestro di kung fu. Il drago di Evolution invece di cercare di colpire con le zampe, lancia la sua potente coda in una rotazione di grande potenza. Protodrago vede arrivare l'attacco, e schizza via, cumulando i poteri di proto Kong e proto Ferox. Ma, pesando circa quattrocento chili, non può essere agile al punto di schivare completamente la coda del vero drago. L'impatto è minore del previsto, ma il protodrago prova un dolore che lo induce a retrocedere. Dragonfire sogghigna e stringe i colossali pugni. Il possente alieno afferra le zampe dell'avversario con le sue, ed inizia una prova di forza che da subito vede in difficoltà la copia rispetto all'originale. Protodrago non demorde, neppure quando Dragonfire lo piega verso il basso, costringendolo ad inginocchiarsi. Il proto Fulminatore che è in lui scarica tutta la sua energia, a distanza molto ravvicinata. Dragonfire è costretto a lasciare la presa, ma l'intorpidimento dura pochi secondi; il suo metabolismo super-umano ripara quasi istantaneamente i danni dell'attacco elettrico del protodrago. Allora il replicante tenta il tutto per tutto, scagliando il potere mentale della proto Maga contro il cervello del poderoso rettile extraterrestre. Come si diceva, le protoforme difettano di esperienza, ma ora dimostrano di difettare anche di conoscenza. Infatti non è la prima volta che un nemico di Evolution commette questo errore: l'errore di entrare in una mente completamente aliena. Il contraccolpo è più potente del colpo: Dragonfire accusa l'intrusione, ma la sua stessa natura reagisce ferocemente, senza l’intervento della volontà cosciente. Protodrago ha un pensiero unico ma anche quadruplice. Il potere della Maga replicante sgorga dal corpo protoplastico, colpisce Dragonfire, producendo piccoli danni. Poi però viene riflesso contro ognuna delle quattro identità, costringendole a separarsi. Mentre Dragonfire è ancora ben saldo sulle zampe, la massa del protodrago inizia a pulsare ed a scomporsi. La procedura inversa è decisamente più traumatica di quella che aveva fuso assieme le quattro protobestie. Si separano emettendo suoni che corrispondono ad un dolore profondo e diffuso. Nel giro di pochi minuti, quattro ammassi indistinti giacciono al suolo, davanti al potente drago di Evolution. I liquidi che rilasciano vengono assorbiti dalla terra, e non è chiaro se le proforme si stiano stabilizzando e riprendendo, o se la morte le stia chiamando a sé.


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