domenica 25 aprile 2010

CASA DOLCE CASA_libro 3°_79° episodio

Nel cinquantaseiesimo episodio, Maschera di Ferro ha affrontato Dragonfire, ed ha perso. Maschera di Ferro è uno spaventoso gigante coperto di metallo vivente, ma non è stato in grado di competere con la super forza del drago di Evolution. Adesso lo psicopatico corazzato continua ad aggirarsi senza meta, camminando con passo pesante sul suolo di un mondo apparentemente disabitato. La sua residua sanità mentale è poca cosa, perché su quel pianeta non rileva punti di riferimento stabili, che possano fornirgli delle certezze. Gli esseri che popolano quel mondo, animali e piante, non sopportano più di quel pazzo che grida e cerca di prendere a calci rocce ed alberi. Loro, le rocce e gli alberi, si spostano prima che i colpi di Maschera di Ferro giungano a segno, e lui allora grida più forte, in preda ad una ulteriore esasperazione. Gli abitatori di quel mondo vorrebbero evitare che qualcuno pensi di poter scaricare da loro tutti i pazzi che i loro mondi originari non vogliono più. Se Maschera di Ferro cerca un punto di riferimento, il pianeta gliene fornirà uno. Non si tratta ovviamente di un pianeta “normale”, ma noi terrestri che ne sappiamo di cosa sia “normale” nell'universo infinito? Maschera di Ferro non mangia da mesi, o forse da anni, perché in quel luogo anche il tempo è relativo. Maschera di Ferro però non ha più bisogno di mangiare, giacché la sua carne non è più carne. Forse il pazzo in armatura è ormai diventato un cyborg, parte circuiti e metallo, parte sostanza necromantica, fornita dai demoni che hanno favorito l'attuale trasmutazione. L'armatura vivente tiene insieme ciò che resta del corpo, della mente e dell'anima del pessimo individuo. L'energia che permette a quell'abominio di deambulare e di starnazzare proviene da un piccolo reattore atomico, inserito nella sua armatura. Dopo avere incassato mazzate su mazzate, il reattore e l'armatura potrebbero presto raggiungere un grado di instabilità, e deflagrare rovinosamente. Per ora tuttavia la magia demoniaca pare ritardare il disastro. Il pianeta conosce anche questo particolare non di secondaria importanza, ed agisce per eliminare il fastidioso e pericoloso intruso. Quando la nebbia sempre presente si solleva, Maschera di Ferro scorge non a grande distanza una sorta di maniero, nero e non completamente diroccato. Dapprima Maschera di Ferro pensa si tratti dell'ennesimo inganno proposto da quel mondo mutevole. Poi, avendo poco o nulla da perdere, il semi-demone si avvia verso il castello. Nella pianura desolata, gli stivali del mostro producono un clangore assordante. I piccoli esseri gentili che vivono nel sottosuolo osservano incuriositi la disastrosa presenza che si accinge ad entrare nel castello. I piccoli autoctoni sanno che, fino a pochi minuti prima, il castello non c'era, ma sul loro mondo le cose non sono esattamente ciò che sembrano a prima vista. Una costruzione in pietra può sorgere dal suolo, come farebbe una pianta o un fungo. Maschera di Ferro trova il portone sbarrato, e subito parte all'attacco per abbatterlo. Si direbbe che, per realizzare detto portone, sino stati impiegati alberi alti e massicci. Il legno è tenuto assieme da metallo annerito, inchiodato. Il semi-demone impatta in velocità contro il portone, gridando come un pazzo. Il legno vivente, che compone il portone, si disimpegna velocemente, con la collaborazione del metallo sorprendentemente elastico ed intelligente. Per Maschera di Ferro, è come passare attraverso una cascata d'acqua. Legno e metallo si aprono, si spostano e si riassemblano dopo il suo passaggio. Le lamine chiodate percuotono l'armatura, mentre passa loro davanti ed attraverso. La corazza vivente risente dell'impatto, ma subito dopo inizia a guarire. Lo psicopatico prosegue nello slancio, fino a cadere rovinosamente al suolo. Risate soffocate accompagnano la comica scivolata del sedicente super-criminale. Lui non ci fa più caso, e si solleva con grande dignità. Poi inizia ad esplorare il castello che poco prima non c'era. Grandi stanze lo accolgono. Alte pareti sono coperte da quadri ed arazzi, che però non mostrano immagini e ritratti definiti. Il terrestre non lo sa, ma il castello si sta completando sotto i suoi occhi. Potrebbe aggirarsi per giorni, in sale in continuo mutamento ed evoluzione, ma il mondo vivente sta cercando di liberarsi di Maschera di Ferro, non di tenerlo prigioniero. La mente torturata dello psicopatico corazzato assomiglia a quella di una bestia pressoché primordiale, dominata da istinti e messaggi subliminali. Grazie a questi ultimi, il castello mutaforma attrae Maschera di Ferro nelle sue viscere, nelle segrete che sta ancora scavando nella roccia. Infine lo sguardo allucinato di quell'improponibile ambasciatore dell'umanità si posa su un enorme specchio nero, che apparentemente non riflette ciò che lo circonda. Quel nero sembra vetro pulsante, ma anche lava in perenne movimento. Lo specchio non reagisce in alcun modo alla luce che illumina la maschera del pazzo, ma ad un tratto, al suo centro, un vortice inizia a formarsi. Quel vortice cattura inesorabilmente lo sguardo degli occhi allucinati del criminale. Gli pare di essere assorbito da un abisso senza fine, ed essendo un pazzo ne è felice. Allunga una mano ricoperta da metallo stregato, ed il vetro o la lava si sollevano per accoglierla. Il nero si estende dallo specchio, fino alla mano, poi al braccio ed alla spalla. Il mostro non vuole rinunciare alla fascinazione dello specchio; non lo farebbe neppure se lo conducesse alla morte. Infine Maschera di Ferro entra completamente nello specchio, e sparisce da quel mondo. Il pianeta tutto plaude a quella dipartita, e subito il castello prende a dissolversi nel terreno. I piccoli simpatici animaletti che vivono nel sottosuolo vincono la loro timidezza naturale; escono allo scoperto e festeggiano tra canti e balli. Alberi e rocce partecipano a loro modo ai festeggiamenti spontanei. Il destinatario di tanto amore veleggia nelle tenebre. Si muove e rimane fermo nello stesso tempo. Lo spazio si muove attorno a lui, per rendergli più fluido il pervenire in un luogo preordinato. Lo specchio compare sulla Terra, e, con molta meno enfasi che all'andata, lo espelle quasi brutalmente. Poi si appresta a ritornare nel vuoto tra i mondi. Maschera di Ferro precipita da qualche metro, ma l'impatto viene smorzato dall'armatura. Poi odori tipici del nostro mondo raggiungono le narici del criminale corazzato, che, per la prima volta da anni, sorride. Infatti si sente finalmente a casa; ed anche il cane più rognoso scodinzola quando può tornare nella sua fetida cuccia. Ci piacerebbe quasi poter dire che sulla Terra il ritorno di Maschera di Ferro scateni il panico. Che Evolution parta all'attacco, temendo che il vecchio nemico detenga un'arma in grado di distruggere la vita nel sistema solare. Nulla di tutto questo. Maschera di Ferro torna sulla Terra più alto e grosso di quando la lasciò, ma non riesce a mantenere le dimensioni che aveva raggiunto sul pianeta da cui è stato appena espulso. La gente lo evita, ma non scappa a gambe levate. Dato che nessun allarme mobilità i mutanti di Evolution ed il drago, Ferox si aggira per la città, alla ricerca di un criminale poco super. Qualcuno deve pur catturare anche i pazzi privi di super-poteri. Il soggetto in questione oggi si è svegliato già con cattive intenzioni. Ha sparato all'ex moglie, a due vicini, a qualche passante. La polizia lo insegue per fermarlo; Ferox lo insegue per allenarsi. Il delinquente sa di non avere scampo, quindi rientra nella tipologia di quelli che vogliono farsi ammazzare, dopo avere prodotto più danno possibile. Ferox, come è noto, ottiene molte informazioni dalla sua rete di gatti randagi. Per cui, nel giro di pochi minuti, è già sulle tracce della sua preda. Impugnando una doppietta, il teppista lascia l'auto parcheggiata, e si avvia verso un centro commerciale gremito da migliaia di persone. Sogna di morire in un fulgore di gloria, ma non sarà così. Ferox non intende permettergli di avvicinarsi agli umani inermi. Quando il criminale mostra la doppietta, molte persone si allontanano sollecitamente, e lui si sente benissimo. Poi, dietro di lui, il mugolio di morte della donna leopardo chiarisce chi sia la vittima e chi il carnefice. Non sappiamo se esista un umano in grado di ascoltare il mugolio di morte di Ferox, senza provare brividi lungo la spina dorsale. Il tizio si sente come se aghi di ghiaccio lo avessero attraversato da parte a parte. Si volta, ma senza quella spavalderia che ostentava qualche minuto fa. Lei, la donna leopardo, lo aspetta sul tetto di un'auto vicina, e lo scruta come se avesse fame. Lui forse ha capito che la durata residua della sua vita ormai si misura in minuti. Trema mentre alza la doppietta, e spara ambedue i proiettili a frammentazione. Peccato per l'auto sulla quale si trovava la mutante: i vetri scoppiano, e la carrozzeria è piena di buchi. Ma Ferox non è più lì da alcune frazioni di secondo. Troppo veloce per essere vista in tempo utile per reagire, lo investe con una delle mosse preferite dai leopardi: gli artigli delle mani affondano nelle spalle, mentre quelli dei piedi lo colpiscono al ventre, dall'alto verso il basso. Inutile indulgere in descrizioni truculente: il risultato è immaginabile. Ferox non è necessariamente contenta di avere ucciso l'ennesimo assassino: per lei è naturale trattare in maniera definitiva i nemici. Torniamo al vecchio Maschera di Ferro, che finalmente è riuscito ad attirare l'attenzione di qualche emittente tv. Quel colosso di oltre due metri, coperto di metallo opaco, grida minacce ad Evolution. La giornalista si chiede quando il super-gruppo si farà vedere. La Maga è già lì da alcuni minuti, per scrutare il cervello avariato dello psicopatico corazzato. Comprendendo le intenzioni di Maschera di Ferro, la mutante telepatica chiede l'intervento di Fulminatore. Un attacco meno fisico del solito potrebbe evitare danni a persone e cose. Maschera di Ferro intanto sfascia qualche auto parcheggiata, per confermare anche a se stesso di essere nuovamente il pericolo pubblico numero uno. La Maga dice che il loro vecchio nemico intenderebbe fare deflagrare il reattore nucleare della sua armatura. Insomma, Maschera di Ferro è pazzo almeno quanto il tizio con la doppietta. Fulminatore non perde tempo: una sua scarica molto potente, ma ad effetto concentrato, scioglie tutti i collegamenti elettrici tra l'armatura ed il piccolo reattore. Quando il fumo di solleva, l'armatura crepita, ma è pressoché priva d'energia. Il pazzo, se ne avesse il tempo, tenterebbe un piano B, che consisterebbe in qualche incantesimo di distruzione di massa. Naturalmente Evolution non intende sottovalutare troppo Maschera di Ferro, ed il drago si fa avanti tra la folla, per neutralizzare del tutto il pessimo soggetto. L'ultima volta che si erano scontrati, Dragonfire e Maschera di Ferro avevano quasi la stessa stazza, ma ora sono sulla Terra, e l'armatura del criminale è ferraglia. Dragonfire ignora ogni tentativo del nemico di combatterlo. Lo afferra con un'enorme zampa sulla testa, e lo ruota con facilità. La Maga gli ha detto dove cercare, così, mentre Maschera di Ferro sbraita e si agita invano, il drago gli stacca facilmente una grande sezione dorsale dell’armatura. Il metallo vivente grida il suo dolore, e secerne una sorta di olio acido, che nulla può contro le scaglie dell'alieno. Dragonfire strappa via il reattore nucleare, che è ancora in attività. Maschera di Ferro cade al suolo, ma adesso nessuno lo considera più una minaccia. Kong raccoglie il reattore nucleare in un apposito contenitore schermato, facendo cessare la minaccia. Ignorato da tutti, Maschera di Ferro è tuttavia felice di essere tornato sulla Terra, dove se non altro puoi tirare un calcio ad un albero o ad una roccia, senza che questi se ne vadano a spasso.


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