Nel sessantatreesimo episodio, lo scienziato extraterrestre Zzaax ha trasformato il cagnolino Rifiuto nel super-cane Cyberdog. Il Transformatron di Zzaax ha combinato il suo metallo e la sua elettronica veramente super-tecnologica con la carne e le ossa della piccola creatura. In quell'occasione il destino ha ricompensato il cagnolino per le sofferenze fino ad allora subite. Ora Cyberdog non si muove più solo grazie alle zampe anteriori, ma schizza veloce grazie agli esoscheletri con i quali il Transformatron ha rigenerato le zampe posteriori. Il super-cagnolino ha combattuto assieme alla mutante Ferox, contro criminali umani che hanno commesso l'errore di fare arrabbiare la donna leopardo. Dopo quell'avventura, il sodalizio tra il dispositivo senziente Transformatron e Cyberdog si è affinato. Anche questa notte si aggirano per le strade della città, coll'intento di combattere il male in tutte le sue manifestazioni. Si potrebbe obiettare che si tratti di un compito forse esagerato, se riferito ai poteri del cagnolino; ma lui ci tiene a specificare che ora è un super-cagnolino. Grande è l'impegno che profonde in ogni suo intervento. Un giovane gatto si trova alle prese con un suo simile molto più grosso e più forte. Si sa che i gatti sono territoriali, quindi le rumorose baruffe che disturbano le notti degli umani sono sempre riconducibili a sconfinamenti. Il micio più giovane è particolarmente ardimentoso, ma non è precisamente un adulto, in grado di competere con la belva che lo squadra con occhi di fuoco. Il piccolo vorrebbe scappare da quel cortile, ma il più grosso pare intenzionato a fargli molto male. Di solito in questi scontri non ci scappa il morto, però un'artigliata maligna può facilmente rovinare un occhio. Gli umani, affacciati alle loro finestre, tirerebbero qualcosa in testa a quei rumorosi felini, ma le tenebre avvolgono il cortile. Cyberdog però ci vede benissimo al buio, e balza velocemente tra i due contendenti. Il piccolo comincia lentamente ad avvicinarsi al portone, per mettersi in salvo. Il gattaccio squadra il nuovo venuto, che non è tanto più prestante della vittima designata. Se quel veterano di mille battaglie feline potesse ridere lo farebbe. Riderebbe sul muso al cagnolino, poi gli darebbe una lezione coi fiocchi. Il veterano ha affrontato cani ben più grossi, ed è sopravvissuto per raccontarlo agli amici. Come una molla compressa, il gatto feroce si lancia all'attacco, ma non ha tenuto conto delle zampe potenziate di Cyberdog. Il super-cane salva in aria da fermo, elevandosi di almeno un metro. Mai visto una cosa simile, pensa il gattaccio; poi, sebbene non abbia più tanta voglia di combattere, riparte all'attacco. Peggio per lui, dice il Transformatron, ed il suo cagnolino non può che essere d'accordo. Un piccolo tentacolo di metallo blu sbuca da un punto imprecisato del corpo cibernetico, e spara una piccola carica energetica. Non c'è modo di essere più veloci di quel piccolo fulmine, che impartisce una severa lezione al gatto guerriero. Nel giro di due secondi, Cyberdog rimane solo nel cortile, e gli umani se sapessero ciò che ha fatto, lo ringrazierebbero. Terminata con successo la prima missione di quella lunga notte, cane e simbionte si allontanano trotterellando. La ronda li conduce attraverso strade più o meno grandi, ed i due osservano gli strani comportamenti umani. Sovente non intervengono perché non è chiaro chi abbia ragione e chi torto. Poi Cyberdog si trova nei pressi della base di Evolution, e non si sorprende che i suoi passi apparentemente casuali lo abbiano condotto lì. Dopo l'incontro con Ferox, il cagnolino ha sempre pensato che avrebbe voluto rivederla, e questa notte le loro strade di incroceranno di nuovo. Wharl Ax: chi era costui? Al dottor Occulto risulta che si chiamasse così l'autore di un libro mitico, che ora si trova nei locali della base di Evolution. Il libro è talmente intriso della personalità di quell'antico monaco, che ricorda episodi della perfida esistenza del suo estensore. Oppure non è escluso che libro e monaco ad un certo punto siano divenuti la stessa cosa, quasi. Tant'è che questa notte dal tomo demoniaco emanano pericolose vibrazioni. Il dottor Occulto ha ovviamente previsto che il libro avrebbe cercato di liberarsi, giacché non sopporta di essere impiegato a fin di bene. Il libro di Wharl Ax è scritto con il sangue, su pelle umana, ma questo è solo l'inizio. Nella sua pazzia, il monaco vedeva il futuro, o almeno un futuro abbastanza probabile. Trascinato dal suo talento, praticamente in trance, riportò sulla pergamena frasi enigmatiche, che però non possono sfuggire ai poteri congiunti di Occulto e della Maga. Questa notte il libro chiama, e, nella sala sotterranea dove rimase per un tempo enorme e sconosciuto, qualcosa risponde. Il libro semi-senziente non può sapere che il Transformatron di Cyberdog intercetta proprio ora il suo messaggio. Essendo un simbionte tecnologico, fatto di metallo e carbonio, il Transformatron non si intende di morti viventi e di magia, e neppure Cyberdog è in grado di aiutarlo. Però per il cagnolino super-eroe il pensiero è azione; ed allora corre alla ricerca della sua amica Ferox, che di sicuro saprà come combattere il male. Il libro di Wharl Ax si agita, mentre trasmette ordini concitati; se fosse un uomo suderebbe, come faceva il monaco pazzo quando torturava le sue vittime con il fuoco. Nella sala sotterranea, una colossale lapide inizia a muoversi, sospinta dal basso. Con forza crescente, una zampa mostruosa sbuca dalla terra. Nel giro di pochi secondi. Un braccio, una spalla ed una testa eruttano da quel suolo arido, immerso nell'oscurità perenne. Il non morto, che riprende possesso della terra su cui camminava secoli or sono, è sicuramente un mostro. Non che i non morti “normali” siano belli e simpatici: bianchicci, non sopportano il sole, cercano sempre di mordere il collo a chiunque, e mostrano sempre quelle insopportabili zanne. Questo però è alto il doppio, gobbo, un occhio solo funzionante, unghie lunghe una decina di centimetri. Prova a gridare, ma stare sotto terra per tanto tempo gli ha guastato le corde vocali. Un altro handicap rispetto ai vampiri: loro curano molto la voce. Ciò che vuole il libro di Wharl Ax è estremamente facile: ha convocato quella specie di zombie di tre metri affinché lo liberi. Uscito dalla fitta boscaglia che circonda il tumulo e la sala sotterranea, il mostro inizia a percorrere istintivamente i vicoli della città vecchia. I topi, che di solito non si fanno spaventare neppure dai gatti, scappano prudentemente al suo avvicinarsi. Lo zombie deve assolutamente nutrirsi, perché l'incantesimo non basta a tenere assieme le sue parti. In un vicolo vicino, un umano che si ritiene un predatore naturale per i suoi simili, sta per incontrare la cessazione delle sue sofferenze. Il tizio mascherato ha spiato una coppietta, che si è appartata su un auto, in una zona buia. Lei lo aveva detto che quel tratto è troppo fuori mano, ma lui si sentiva un gradasso, anche se ora non è più tanto convinto. Una specie di istinto primordiale costringe il ragazzotto a guardare fuori dal finestrino, per incrociare lo sguardo allucinato di quel serial killer delle coppiette. I due ragazzotti non leggono i giornali, e in televisione seguono solo i video musicali; altrimenti avrebbero sentito parlare di lui. Il teppista è contento quando la sua presenza induce le vittime a spalancare gli occhi. Ora però non capisce come mai la ragazza gridi ancora più forte, indicando qualcosa che non è lui. Anche il ragazzo sembra impazzito, mentre prova a mettere in moto l'auto. Il teppista allora sfonda il vetro con una sbarra metallica, e stordisce il conducente dell'auto. A questo punto, all'improvviso avverte una immane presenza alle spalle. Quella cosa si è avvicinata con la soprannaturale attitudine dei non morti a muoversi nel silenzio quasi totale. Il teppista si gira e colpisce, con tutta la sua forza; poi prova a scappare. Ma la sbarra rimbalza contro la sostanza semi-putrescente del mostro, che si dimostra velocissimo nell'afferrare il predatore divenuto preda. La ragazza sull'auto non ha ancora smesso di urlare, ed a quel suono si somma quello dell'agonia estrema del serial killer. Il mostro finalmente può tornare a nutrirsi. Non ha chiesto lui di diventare uno zombie, ma il suo istinto primario è quello di sopravvivere. Sarebbe rimasto nella tomba per l'eternità, ma l'incantesimo del libro è formidabile. Il modo di fagocitare del mostro è simile a quello di un grosso serpente: la mandibola si disarticola per consentire al gigante di inghiottire grossi bocconi sanguinolenti del criminale decisamente defunto. Il Transformatron guida il cagnolino fino al locale ove, nella sede di Evolution, è custodito il libro demoniaco. Però Cyberdog non riesce a trovare la sua amica Ferox. Dove sarà andata la donna leopardo? Evidentemente il destino ha deciso che non spetti a lei intervenire in questa crisi. Mentre una zampa scagliosa e verde lo solleva senza sforzo, il cagnolino cibernetico scopre a chi spetti il turno di guardia nella base di Evolution. Transformatron allarmato inizia subito a trasmettere segnali amichevoli alla volta di Dragonfire, che però non ha cattive intenzioni, ed anzi è divertito di quell'incontro. Il drago studia Cyberdog, avvertendo la dualità del personaggio; la sua percezione super-umana consente altresì al drago di riconoscere la matrice extraterrestre della simbiosi. Dragonfire è curioso di sapere i motivi di quella visita, e Cyberdog è desideroso di parlare con il famoso colosso verde di Evolution. Il non morto, chiamato e guidato dal perfido libro, giunge nei pressi della sede di Evolution. I vicini di casa ormai non si stupiscono quasi più dei visitatori del super-gruppo; tuttavia è difficile ignorare quel mostro rumoroso, che danneggia le auto in sosta per il gusto di farlo. Poi se la prende con il portone blindato, che dovrebbe reggere ad impatti prodotti da aggressori meno forti di Dragonfire. Il mostro, dato che si è appena nutrito, evidenzia muscoli molto tonici e potenti. Il drago si sporge dal quarto piano, e decide di non perdere tempo coll'ascensore. L'impatto che produce colpendo l'asfalto sveglia chiunque, nel raggio di chilometri. Dragonfire ha ascoltato Cyberdog ed il Transformatron, che gli hanno riassunto quanto da loro intercettato. Prima o poi il drago incenerirà il libro senziente e malefico, ma non questa notte. Questa notte c'è un non morto che deve capire quale sia il suo posto nell'ordine delle cose: sotto terra a decomporsi. Il mostro attacca per primo, illudendosi che le sue possenti zanne possano superare le scaglie del drago. Ha appena smembrato carne ed ossa umane, ma Dragonfire è pressoché invulnerabile. Ora tocca a lui manifestare la sua velocità di reazione, e lo fa impiegando la coda estremamente versatile. Le ossa del non morto risentono della botta colossale, ma subito tornano all'assetto normale. Il drago non è minimamente impressionato. Avverte però che il suo avversario non è mosso dalla voglia di uccidere, quanto da un ordine imperioso a cui non può sottrarsi. Decide allora di risolvere in fretta la questione, colpendo con un pugno colossale il nemico. Sebbene non possa sentire dolore, lo zombie vampiro avverte la forza soverchiante dell'alieno. In questo frangente, Cyberdog si ritaglia un ruolo ben preciso nella battaglia in corso. Il maledetto libro del monaco pazzo continua infatti ad emettere vibrazioni nefaste, che sono ovviamente la causa dell'attacco dello zombie. Il Transformatron calcola con facilità la lunghezza d'onda adoperata dal perfido tomo; ora tocca al super-cagnolino emettere un suono che sfugge ad ogni classificazione. Non si tratta del classico latrare canino, bensì di una sventagliata ultrasonica, che scaglia momentaneamente nell'oblio la mente fantasma del libro di Wharl Ax. Subito l'attacco del mostro cessa, e lui quasi si immobilizza. Se fosse umano, forse Dragonfire si chiederebbe cosa fare, ma è un rettile super-potente, per il quale l'azione è sempre la risposta. Colpito dalla fiamma del drago, il mostro si ridesta dal torpore, mentre le sue cellule quasi completamente estinte provano un dolore estremo. Ora vorrebbe scavare nella terra, per piombare in un'animazione sospesa che potrebbe rigenerarlo. Ma la fiamma lo consuma, e nell’agonia ricorda chi era in vita, prima di essere trasformato. Il mostro si trasforma in cenere, e rimpiange di essere morto secoli or sono, non questa notte.
domenica 27 giugno 2010
domenica 20 giugno 2010
ANTICHI TOMI_libro 3°_87° episodio
Kong, l'uomo bestia di Evolution, ha concepito cinque dispositivi di volo super-essenziali, che utilizzano le energie dei mutanti e di Dragonfire. Oggi, Ferox, Maga, Fulminatore e Kong volano in formazione attorno al drago: lui è al centro di un quadrilatero, gli altri si collocano ai vertici. Volano senza produrre alcun rumore ed alcun inquinamento, giacché, grazie al genio di Kong, i craft trasformano l'energia dei super-eroi in antigravità. Il loro capo li ha incaricati di trovare un antico libro di profezie; gli allievi del più potente telepate del pianeta si chiedono come faccia a sapere certe cose, ma concludono che non è un caso che si faccia chiamare dottor Occulto. La gente che vede passare volando Evolution ammira la loro formazione e la forza che emana da ognuno di loro. Qualcuno tra la folla però odia i super-eroi, ma non osa esprimere la sua opinione, per paura che qualche innocuo cittadino lanci loro in testa qualche borsa della spesa piena di frutta e lattine. Evolution ha infatti sempre agito per difendere la gente comune dai grandi, ma anche dai piccoli pericoli. Un loro denigratore rischia di trovarsi accanto il fratello o il marito di una ragazza, che Ferox ha salvato da un tentativo di stupro. La riconoscenza nei confronti della donna leopardo potrebbe diventare ira funesta verso chi ne parli male. In quell'istante proprio la mutante felina viene chiamata in causa dal destino. La vista acutissima di Ferox nota un volatile apparentemente morto, nella strada che stanno sorvolando. Le sue orecchie però l'avvisano di lieve movimento di quel corpo. Subito la mutante rompe la formazione, e scende a terra con il suo craft. Gli altri non si sorprendono affatto dell'operato della collega, giacché al suo posto lo avrebbero fatto anche loro. Con velocità e precisione, Ferox prende contatto con il volatile, che è ferito ma non ancora morto. Non avendo tempo a disposizione, la donna leopardo toglie quell'essere ferito e dolorante dalla strada. Nessuno lo investirà per caso o volontariamente. A proposito di automobilisti pericolosi, un tizio sta avvicinandosi a velocità sostenuta. Forse ubriaco, o forse è solo stupido. Non potrebbe investire Ferox neppure su guidasse una macchina da corsa, figuriamoci cosa può combinare con quella vetturetta rumorosa e pretenziosa. Ferox ovviamente sa che lo stupido sta per commettere il più grande errore della sua vita, ma le sue pulsazioni non aumentano di un battito al minuto. Sebbene non lo meriti, in aiuto del giovinastro scende al suolo Kong, che, con un balzo, atterra dietro la vettura; poi la super-forza del mutante gli consente di sollevare dal suolo il retrotreno. Le ruote motrici posteriori girano furiosamente ed invano; ma l'auto è ancora carica di energia cinetica, per cui Kong, non potendola trattenere, è costretto a farla uscire di strada. Ferox, incurante di quel piccolo dramma, osserva il suo nuovo amico volatile, e lo rassicura che tornerà. Il corvo osserva con attenzione i due mutanti, ma non prova paura; forse il suo cuore selvaggio percepisce la genuinità in chi gli sta davanti. Ferox e Kong riprendono i loro craft, e raggiungono gli altri, nella formazione iniziale. Il tizio che guidava l'auto è illeso, ma non felice per i danni meccanici ed alla carrozzeria. Gli è andata bene: Ferox avrebbe potuto contestualmente salvare una vita, e prenderne un'altra. La donna leopardo non serve il dio della morte; è anzi felice quando può fare qualcosa per salvare una vita innocente. Evolution si allontana, perché il libro delle profezie non è ancora stato trovato. I craft non sono provvisti di troppi aggeggi elettronici, perché Evolution può contare sui poteri unici di Navigatrice. Lei adesso guida telepaticamente con estrema precisione i suoi colleghi, fino alle rovine che custodiscono l'antico tomo. Rovine perse in mezzo ad un bosco percorso da pochi sentieri, invasi da rovi. Un bosco incredibilmente vecchio e nodoso, animato da strani suoni anche di giorno. Una collina che sembra non sia stata percorsa da piede umano da secoli, o forse millenni. Accade di notare molto spesso, non lontanissimo dalla civiltà, delle zone collinose, coperte da una fittissima vegetazione. E ci chiediamo come mai non ci passi alcuna strada degna di tale nome. Perché gli abitatori delle colline limitrofe hanno rinunciato a colonizzare certi boschi? Forse perché sapevano cose che noi ignoriamo; poi le informazioni sono diventate leggenda, e la leggenda è diventata tabù. Detto ciò, ad Evolution non interessano le chiacchiere da comare. Se da quelle parti ci sono rovine, che custodiscono un'antica saggezza, è inevitabile che siano esistiti ed esistano tuttora deterrenti molto efficaci, almeno nei confronti degli umani. Più che rovine, sembrano tumuli mortuari. Posti del genere sono solitamente pieni di serpenti, ma i rettili sono più furbi di quel che sembrano, e sanno quando farsi da parte. Ora però è atterrato un rettile che non è di questa Terra. Dragonfire trova quasi subito un enorme lastrone di pietra, e lo solleva con una facilità sconvolgente. Kong contribuisce a spostare massi meno grossi, ma comunque troppo pesanti finanche per una decina di uomini. Ferox si inoltra nelle profondità del tumulo; la donna leopardo non ha bisogno di torce per vedere al buio, e pare non conoscere la paura. La seguono Fulminatore e Maga; il mutante elettrico produce una luminosità sufficiente a capire dove mettere i piedi. Kong resta in superficie, assieme a Dragonfire, in attesa di una eventuale chiamata, ed anche per coprire le spalle ai colleghi. L'antico tomo emette vibrazioni che una praticante delle arti magiche non ha problemi a sentire e seguire. In profondità sotto il tumulo, Ferox, Maga e Fulminatore trovano una grande sala, antichissima. Lungo le pareti, antichi guerrieri mummificati, simili a statue. Al centro della sala, un gigantesco libro, collocato su un leggio di metallo, presumibilmente bronzo antichissimo. I guerrieri lungo le pareti non tornano alla vita, quando i mutanti si avvicinano al libro. Sicuramente quelle guardie dovrebbero spaventare gli intrusi umani, però non sembrano minacciare Evolution, come se attendessero quella visita da millenni. Il libro è talmente grosso che necessita l'intervento di Kong per portarlo in superficie. La missione si è svolta con una linearità sconcertante: nessuna aggressione da parte di mostri vivi o non morti, e nessun crollo dell'antica sala. Il dottor Occulto potrà consultare l'antico testo, e da esso trarre preziosissime informazioni. Tornando alla base, il gruppo sorvola il luogo nel quale poco prima aveva salvato un volatile. Lui è ancora lì, perché Ferox era finito in mezzo all'erba troppo alta. La donna leopardo scende al suolo, e corregge il suo errore. Così il corvo ferito può assumere una postura sufficientemente eretta. Poi sbatte gli occhi, muove la bocca, e pare quasi tornato alla vita. Il corvo non parla, ma il suo atteggiamento suggerisce che stia ringraziando la ferocissima mutante. Lei sa che è così, ed è felice di averlo salvato. Lo saluta, e torna alla base con gli altri eroi. Qualcuno potrebbe eccepire che salvando un predatore si sancisca la morte di molte prede. Ferox non ha dubbi in proposito: ha salvato l'animale in difficoltà, in quanto tale, e non intende farsi coinvolgere il disquisizioni ovvie. Il dottor Occulto è particolarmente contento dell'operato dei suoi, e decide di testare l'antico testo di profezie. Nella sala sotto il tumulo violato da Evolution qualcosa si muove. Gli antichi guardiani non prendono vita, ma sono pervasi dall'energia oscura che caratterizza i non morti. Il libro di Wharl Ax si presenta come un insieme di grandi pagine di pelle, presumibilmente umana. Chiunque lo abbia scritto non ha adoperato inchiostro, bensì sangue. La copertina del libro di Wharl Ax assume di continuo forme differenti, in rilievo, tutte riconducibili ad immagini raccapriccianti. Il dottor Occulto ben conosce il pericolo insito nel maneggiare direttamente il libro, ed utilizza i suoi poteri telecinetici per girare le pagine. Il tomo maledetto stride di continuo, di fronte a queste intromissioni nel suo mistero. Il libro di Wharl Ax è a suo modo senziente; non ha coscienza del bene e del male, ma di sicuro non tiene in alcun conto la vita umana. Il dottor Occulto è sicuro di riuscire a studiare le profezie nascoste tra le farneticazioni attribuite appunto a Wharl Ax. Costui era un monaco pazzo; il punto è semmai quanto tempo fa visse e quale dio adorava. Di sicuro le sue profezie hanno un tono assai pesante: distruzioni, disastri, massacri, e chi più ne ha, più ne metta. In qualche modo, il tomo è venuto a conoscenza del salvataggio del corvo, ad opera di Ferox. Il libro demoniaco ride a suo modo, inducendo Dragonfire a guardarlo come se volesse incenerirlo da un momento all'altro. Nel caso di Dragonfire, “incenerire” significa proprio ridurre in particelle infinitesimali. Occulto percepisce la repulsione innata che il drago prova nei confronti dell'odioso manufatto. Il libro di conseguenza inizia a sentire a suo modo qualcosa che ricorda la paura. Evolution non si è soffermata ad esplorare la sala sotto il tumulo; altrimenti avrebbe scoperto la presenza di cose che gli umani incontrano solo nei loro incubi peggiori. Una di esse attende che il sole sia calato, per prendere il volo. Il libro la chiama, ordinandole di assalire ed uccidere il corvo salvato da Ferox. Quella specie di demone assomiglia ad una nebbia più scura della notte stessa, e sa dove andare per eseguire gli ordini ricevuti. Il corvo frattanto è riuscito a riprendere le vie del cielo. Una speciale sensibilità animale lo avverte dell'avvicinarsi di qualcosa che naturale non è. Ed allora il corvo, che non avrebbe problemi a combattere contro cose di carne ed ossa, scappa per salvare la vita. Il corvo si rifiuta di cedere nuovamente alla morte, non a poche ore dal suo salvataggio. Forse Ferox lo ha in qualche modo marchiato, perché il nero volatile solca i cieli alla sua ricerca. Il demone non guadagna terreno, ma lo segue come se fosse certo del risultato finale. Quando giunge al palazzo di Evolution, il corvo è stremato, e si ferma poco prima di schiantarsi contro un vetro blindato. Subito i potenti sensi felini della donna leopardo lo localizzano. Con un balzo, apre la finestra, per farlo entrare. Il corvo ovviamente non parla, ma è evidentemente in preda alla disperazione. Occulto ed anche la Maga sentono in maniera distinta una sorta di richiamo provenire dal tomo malvagio. Si direbbe che il maledetto stia provando a vendicarsi per essere stato destato. La vista notturna di Ferox scorge quella macchia nera in avvicinamento, ma per una volta si rende conto che i suoi artigli non riuscirebbero a strappare ed uccidere. La Maga potrebbe tentare un colpo telepatico, ma non è salutare aprire la mente a simili manifestazioni dell'oscurità. Fulminatore dispone di scariche di diverso tipo, però non ha il tempo di commisurare la lunghezza d'onda adeguata. Il drago però non ha questi problemi: eliminerà quel fantasma, mostrando nel contempo al libro di Wharl Ax cosa lo aspetta. Gli eroi si allontanano da Dragonfire, che si prepara a scatenare la sua super-fiamma. Mentre Ferox prende da parte il corvo, il demone oscuro si lancia in picchiata stridendo orribilmente. In un passato lontanissimo, quel mostro quasi incorporeo uccise uomini ed entità più pericolose. Non conosce la paura, però non ha ancora incontrato Dragofire. La super-fiamma erompe in misura contenuta, per non danneggiare i presenti ed il locale. Il demone nebbioso pare irridere il fuoco, certo che non intaccherà la sua sostanza, che è in grado di attraversare la roccia come fosse acqua. Ma la fiamma di Dragonfire non è di questa Terra, e colpisce in profondità l'essenza vitale stessa. Neppure la maligna energia dei non morti può reggere il confronto. Così il demone prova un dolore che forse non ha mai provato nei millenni della sua esistenza. La nebbia necromantica non dovrebbe bruciare, ma il potere del drago obbedisce a leggi fisiche più alte e possenti. Il demone che voleva uccidere urla, si contrae, perde il controllo di sé, ed infine implode, precipitando in qualche inferno terrificante. Il corvo guarda il drago colossale, e, per la seconda volta nel giro di poche ore, prova riconoscenza nei confronti di Evolution.
domenica 13 giugno 2010
TROLL_libro 3°_86° episodio
Incatenato ad una parete rocciosa, in una catacomba oscura, centinaia di metri sotto un'antica città, un essere irsuto non cessa di agitarsi. Quel gigante muscoloso avrebbe già spezzato le catene che lo vincolano alla roccia, se non fossero incantate. Solo la magia permette al metallo di rigenerarsi dagli stress prodotti dai continui strappi del gigante. Non si ricorda da quanto tempo si trova prigioniero, perché in quella catacomba non può certo calcolare il succedersi dei giorni. Lui è un troll pressoché immortale, e non ha neppure bisogno di mangiare. Se venisse liberato, divorerebbe mandrie intere, ma in questi lunghi secoli si è nutrito solo della sua rabbia costante. Un essere intelligente, nel senso stretto del termine, probabilmente sarebbe impazzito da tempo, per il solo fatto di essere costretto ad un'immobilità quasi completa. Lui non è solo incatenato, ma anche privato di luce e nutrimento. Non gli importa: è come una centrale nucleare impazzita, che continui a produrre energia per un tempo incalcolabile, nonostante i suoi creatori abbiano deciso di disattivarla. Ogni tanto il troll urla ferocemente, così per tenersi in allenamento. Forse ricorda di essere stato sconfitto in combattimento da un antico mago, che non volle o non fu in grado di distruggerlo. Il troll non lo sa, ma quell'antico mago gli risparmiò la vita in ossequio ad un'antica profezia, che sta per avverarsi. Sulla superficie, i mutanti di Evolution si occupano di questioni piccole e grandi, perché anche la vita di un bimbo può essere estremamente importante nell'ordine delle cose. I mutanti non lo sanno, ma il bambino rapito direttamente dalla culla è il settimo figlio di un settimo figlio. Al dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, questo fatto non è sfuggito, e gli pare estremamente improbabile che chi ha rapito il neonato abbia agito casualmente. Il grande telepate ritiene che il “caso” si configuri in una mancanza di informazioni. Un passante può essere investito per caso, ma solo dal suo punto di vista bidimensionale. Una persona affacciata ad un balcone potrebbe evitare quell'incidente, grazie all'informazione che gli deriva dal suo punto di vista privilegiato. Occulto è naturalmente dotato di una visione delle cose che gli perviene da un punto di vista privilegiato. Il sogno gli parla, e lui parla al sogno. Così ha saputo di questo settimo figlio di un settimo figlio. Ora Kong e Ferox stanno annusando la pista lasciata dalla donna che ha rapito il piccolo. Navigatrice, che possiede il potere di rivelare la via più breve per giungere ad un obiettivo, coordina la sua abilità psionica con quella fisica di Kong e Ferox. In breve, la donna leopardo e l'uomo bestia di Evolution si muovono attraverso la città, nei loro peculiari modi di procedere. Ferox balza sulle auto in movimento, per poi schizzare via prima che l'autista possa accorgersene. Kong ha scelto la via dei tetti, ed i suoi balzi colossali gli consentono di colmare abissi di decine di metri. Ferox si immobilizza, come una belva della jungla; Kong atterra a qualche metro da lei, ammortizzando la caduta con i suoi muscoli possenti. Navigatrice avverte telepaticamente che il bambino di trova nei pressi. L'uomo bestia si arrampica sulla parete di un palazzo, sfruttando ogni piccola asperità. I passanti si fermano, per ammirare l'azione dei due mutanti di Evolution. Ferox è scomparsa alla vista, perché sta già salendo le scale a velocità impressionante. La donna che ha rapito il neonato crede di avere i suoi motivi, che nulla hanno a che fare con il settimo figlio di un settimo figlio. Lei ha appena perso un figlio, ed ha pensato di “procurarsene” un altro. Qualcuno la sta manipolando, ma lei crede di muoversi in nome dell'amore materno. Ferox e Kong irrompono nello stesso istante nell'alloggio della rapitrice. Porta e finestra non sono in grado di reggere alla forza preternaturale dei due mutanti. Ferox non è qui per uccidere, ma solo per riportare il bambino alla madre naturale. La donna leopardo percepisce la confusione mentale della donna che la fronteggia; le spiace di dover infrangere il sogno di quella madre, ma quel figlio è di un’altra donna. Gli occhi della donna leopardo, che di solito trasmettono rabbia e minacce di morte, calmano sorprendentemente la rapitrice, che si lascia condurre via da Kong. Nelle catacombe sotto l'antica città, un'esile creatura pare materializzarsi nei pressi dell'iracondo troll. Il nuovo venuto è magrissimo e coperto di stracci, ma tiene in mano quella che pare essere una bacchetta magica. Il gigante incatenato grida a quella vista, e cerca di ritrarsi, perché fu grazie ad una bacchetta magica che il suo nemico lo imprigionò secoli or sono. Se qualcuno fosse presente, noterebbe l'incongruenza di quella massa di muscoli che mostra timore nei confronti di una specie di spettro, la cui massa pare essere un decimo della sua. La bacchetta pare estendersi, mentre il troll grida e strabuzza gli occhi, ma dove potrebbe scappare. Un lampo ed un rumore di metallo infranto costringono l'ottuso essere ad ammettere di essere stato liberato dalle sue catene secolari. Un urlo di esaltazione scuote le catacombe, poi il troll si ferma ad ascoltare parole che risuonano nella sua mente. Il pensiero si fa largo a fatica in quel cervello poco scattante, fino ad accendere una lampadina in profondità. Un colossale pugno colpisce la roccia viva, iniziando a scalfirla: il mostro si sta aprendo la strada verso la superficie. La carne e le ossa del troll hanno una consistenza simile a quella della roccia che colpiscono, ma, a differenza della vera roccia, le cellule del troll sono vive e si rigenerano. Quando i suoi giganteschi pugni frantumano tutto ciò che lo divide dalla superficie, lui prova dolore, ma inizia a guarire subito dopo essersi ferito. Il sangue verde di quella creatura mitologica sgorga da ferite che si rifiutano di restare aperte. Intanto il neonato liberato da Evolution è tornato dalla madre legittima. La rapitrice si mostra frastornata, come se si fosse appena svegliata da un sonno popolato da incubi. Si ricorda di avere rapito il settimo figlio di un settimo figlio, ora che l’hanno resa edotta, ma racconta di essersi vista agire come se fosse stata sbalzata fuori dal suo corpo. Occulto ora sospetta che qualcun altro proverà a rapire nuovamente il piccolo, perché la sua condizione si presta a dare un senso a molte profezie. Forse qualcuno vuole aprire una soglia verso altri mondi, o forse questo qualcuno ritiene che il settimo figlio di un settimo figlio possa innescare la fine di questo mondo. Di sicuro, pensa il dottor Occulto, chiunque intenda esercitare violenza contro il piccolo dovrà vedersela con la potenza di Evolution. Scende ancora una volta la notte, e nulla pare muoversi nella stanza d'ospedale dove si trova il neonato conteso. Gli altri bambini sono stati allontanati da quel locale, per evitare rischi. Un aliante veleggia silenziosamente, passando a qualche metro sopra il tetto dell'ospedale. Una forma silenziosa ed aggraziata si stacca dal suo supporto, ed atterra sul tetto, non producendo rumori percepibili da esseri umani. Ma la Maga non è un essere umano: le sue facoltà psioniche trascendono la trasmissione dei suoni nell'aria, e l'avvertono che qualcuno è appena entrato nell'area proibita. L'essere calatosi sul tetto dell'ospedale ora sta scendendo lungo il muro, aderendo alla parete come farebbe un insetto o una lucertola. Indossa un costume nero, per dissimularsi nelle tenebre, ma la mutante telepatica di Evolution segue ogni sua mossa prima ancora che lui la esegua. L'intruso giunge infine alla porta della camera del bambino. Un dispositivo termico o forse un potere innato gli permettono di tagliare il vetro ed il telaio. Deposita l'uno e l'altro appena dentro la camera, senza quasi muovere l'aria. Procede senza scatti, come se fosse privo di ossa, con la grazia spaventosa di un serpente predatore. Occulto non crede che questo secondo tentativo di rapimento preluda all'assassinio del neonato. Ma Evolution non si basa sulle supposizioni e sugli auspici: Evolution agisce. La Maga può sollevare lo schermo magico che aveva posizionato per impedire che l'intruso vedesse lei e Fulminatore. Ora quello strano personaggio soffia e mostra di possedere unghie e zanne. Fulminatore dimostra di meritare il suo nome, anche dal punto di vista della reattività; due scariche gemelle scaturiscono dalle sue mani, e raggiungono il bersaglio alla velocità della luce. Fulminatore ha dosato la sua forza in modo tale da scagliare lontano l'intruso. L'effetto termico è contenuto, ma l'impatto ricorda il calcio di un mulo. Il tizio nerovestito esce rovinosamente dalla finestra, dopo pochi secondi dalla sua entrata minacciosa. Tuttavia, mentre cade verso la strada, ruota su se stesso con una perizia unica, così da potersi agganciare all'aliante, che è tornato per portare in salvo il suo padrone. Ferox e Kong lo osservano, e potrebbero intervenire, ma l'obiettivo principale è la sorveglianza del bambino, che si agita nel sonno, ma solo per qualche secondo. Non troppo distante, il troll delle rocce si appresta a sbucare in superficie, dopo innumerevoli anni di prigionia. Naturalmente mai si aspetterebbe di doversi scontrare con un drago extraterrestre! La pavimentazione stradale vibra, come se fosse percossa da una mazza gigantesca, e si crepa. Un altro colpo, e frammenti di selciato volano verso il cielo. Le automobili circolanti prendono saggiamente le distanze da quella singolare eruzione. Poi spalle rocciose, sormontate da una testa non meno dura, sfondano l'ultima tenue barriera che impediva al troll di tornare sulla Terra. Quando il colosso esce dalla fossa, che lui stesso ha scavato, ha luogo un fuggi fuggi. Quell'affare è alto come due uomini, ed è mostruosamente tozzo e muscoloso. Grida al cielo la sua felicità, ma tutti odono il ruggito di una belva mai vista prima. La Maga si porta nei paraggi, per poter meglio usare la sua sonda mentale, ed accerta che anche il troll ha avuto l'incarico di prelevare il bambino dall'ospedale. Occulto pensa che si tratti di una mossa disperata, giacché il mostro non pare in grado di controllare la sua brutalità. Dovesse mettere le zampe sul bimbo, equivarrebbe ad assassinarlo. I mutanti di Evolution non attaccano il troll, perché Occulto ha deciso si tratti di un lavoro degno di Dragonfire. Ferox, Kong, Fulminatore e Maga sorridono e sogghignano quando il drago entra nel campo visivo del mostro scavatore. Con un cervello come il suo, il troll non può perdere tempo a provare stupore. Invece, attacca come una furia, con una specie di pugno che provoca un gran spostamento d'aria. Dragonfire si limita a pararlo, infliggendogli un colpo di taglio all'interno del braccio che avanza. Il bruto ulula per il dolore e la sorpresa: non ha mai combattuto con qualcuno che si limitasse a parare. Il braccio gli fa male, e così ripete il colpo dall'altra parte; identico. Dragonfire potrebbe controbattere anche dormendo con un occhio solo, ma è ben sveglio. Il drago si chiede dopo quante parate di quel tipo il troll cambierà attacco. In effetti il mostro si ripete ottusamente per altre due volte, poi le braccia indolenzite, più che la poca materia grigia, lo convincono a cercare uno scontro tipo abbraccio dell'orso. Il troll è molto pesante, ma lo stesso si può dire di Dragonfire; in più l'alieno impiega la coda come freno per non farsi spingere indietro. Un nuovo stupore si disegna su quel volto che pare scolpito nella roccia. Dragonfire ha trovato un nemico veramente forte, ma privo di ogni tecnica. L'extraterrestre non è il classico super-bruto dei fumetti, che tira un pugno e ne incassa un altro. Lo fanno ridere quei super-eroi di cartone che arrestano tutti i colpi con la faccia! Basta sbilanciarsi su un lato, e ruotare, per sfruttare la forza del troll contro di lui. Il suo muso impatta contro un muro, e lo sfonda facilmente. L'animalone è frustrato, ed i mutanti di Evolution si sono seduti nei paraggi, per gustarsi lo spettacolo. Ferox ridacchia con Kong, mentre Fulminatore e la Maga si chiedono da dove arrivi quella stupida bestia bipede. Dragonfire non assale il troll, intuendo che sarà lui a corrergli incontro come un treno. Come ipnotizzato dalla guardia del drago, il troll non si accorge della tremenda codata che lo investe su un fianco. Gli eroi di Evolution si chiedono quale organo sia stato quasi spappolato: milza o fegato? Il mostro si piega di lato, privo di fiato. Il suo sistema di rigenerazione è formidabile, ma tutte quelle botte lo stanno mettendo in crisi. Per riequilibrare l'incontro, qualcuno dovrebbe tirare una tonnellata di mattoni in testa a Dragonfire, ma nessuno si fa avanti. Tuttavia il troll trova l'energia necessaria a percuotere il terreno con uno dei suoi giganteschi piedoni. I mutanti di Evolution schizzano via, per evitare di essere coinvolti in crolli. Dragonfire oscilla appena, e si chiede cosa voglia combinare il suo nemico. Forse il cervello del troll ha attivato il turbo, o forse è stato solo fortunato; fatto sta che è lui a sprofondare nel terreno dissestato. Ora può tentare di riprendere il fiato, mentre il drago lo aspetta senza fretta. La voce che aveva sentito nella sua testa gli consiglia però di tagliare la corda, vista l'impossibilità di completare la missione. Il troll è un valoroso a suo modo, però ha capito che quello strano essere verde è troppo... non trova la parola. Nella sua testolina appare un concetto nuovo, per lui che ha sempre abbattuto i nemici a testate. Il concetto di abilità. I troll non sono mai stati conosciuti per la loro abilità; nulla a che spartire con gli elfi, ad esempio. Allora il troll tornato libero da poco decide di rimanere tale, e di apprendere dall'esperienza. La roccia e la terra sono ancora frammentate e non compattate, per cui scavare in profondità gli risulta relativamente facile. Dragonfire potrebbe inondare tutto lo scavo con la sua super-fiamma, ma gli sembrerebbe eccessivo, sia nei confronti del suo valoroso avversario, sia nei confronti della città. Il dottor Occulto non è mai felice quando riceve richieste di risarcimento, a causa dell'esuberanza dei suoi. Dragonfire si chiede come mai nei fumetti questo aspetto collaterale sia poco trattato: tutti si tirano addosso pezzi di palazzi, sfondano il selciato, tirano giù i ponti, ma chi paga?
