domenica 27 giugno 2010

TRANSFORMATRON ED IL SUO CAGNOLINO_libro 3°_88° episodio

Nel sessantatreesimo episodio, lo scienziato extraterrestre Zzaax ha trasformato il cagnolino Rifiuto nel super-cane Cyberdog. Il Transformatron di Zzaax ha combinato il suo metallo e la sua elettronica veramente super-tecnologica con la carne e le ossa della piccola creatura. In quell'occasione il destino ha ricompensato il cagnolino per le sofferenze fino ad allora subite. Ora Cyberdog non si muove più solo grazie alle zampe anteriori, ma schizza veloce grazie agli esoscheletri con i quali il Transformatron ha rigenerato le zampe posteriori. Il super-cagnolino ha combattuto assieme alla mutante Ferox, contro criminali umani che hanno commesso l'errore di fare arrabbiare la donna leopardo. Dopo quell'avventura, il sodalizio tra il dispositivo senziente Transformatron e Cyberdog si è affinato. Anche questa notte si aggirano per le strade della città, coll'intento di combattere il male in tutte le sue manifestazioni. Si potrebbe obiettare che si tratti di un compito forse esagerato, se riferito ai poteri del cagnolino; ma lui ci tiene a specificare che ora è un super-cagnolino. Grande è l'impegno che profonde in ogni suo intervento. Un giovane gatto si trova alle prese con un suo simile molto più grosso e più forte. Si sa che i gatti sono territoriali, quindi le rumorose baruffe che disturbano le notti degli umani sono sempre riconducibili a sconfinamenti. Il micio più giovane è particolarmente ardimentoso, ma non è precisamente un adulto, in grado di competere con la belva che lo squadra con occhi di fuoco. Il piccolo vorrebbe scappare da quel cortile, ma il più grosso pare intenzionato a fargli molto male. Di solito in questi scontri non ci scappa il morto, però un'artigliata maligna può facilmente rovinare un occhio. Gli umani, affacciati alle loro finestre, tirerebbero qualcosa in testa a quei rumorosi felini, ma le tenebre avvolgono il cortile. Cyberdog però ci vede benissimo al buio, e balza velocemente tra i due contendenti. Il piccolo comincia lentamente ad avvicinarsi al portone, per mettersi in salvo. Il gattaccio squadra il nuovo venuto, che non è tanto più prestante della vittima designata. Se quel veterano di mille battaglie feline potesse ridere lo farebbe. Riderebbe sul muso al cagnolino, poi gli darebbe una lezione coi fiocchi. Il veterano ha affrontato cani ben più grossi, ed è sopravvissuto per raccontarlo agli amici. Come una molla compressa, il gatto feroce si lancia all'attacco, ma non ha tenuto conto delle zampe potenziate di Cyberdog. Il super-cane salva in aria da fermo, elevandosi di almeno un metro. Mai visto una cosa simile, pensa il gattaccio; poi, sebbene non abbia più tanta voglia di combattere, riparte all'attacco. Peggio per lui, dice il Transformatron, ed il suo cagnolino non può che essere d'accordo. Un piccolo tentacolo di metallo blu sbuca da un punto imprecisato del corpo cibernetico, e spara una piccola carica energetica. Non c'è modo di essere più veloci di quel piccolo fulmine, che impartisce una severa lezione al gatto guerriero. Nel giro di due secondi, Cyberdog rimane solo nel cortile, e gli umani se sapessero ciò che ha fatto, lo ringrazierebbero. Terminata con successo la prima missione di quella lunga notte, cane e simbionte si allontanano trotterellando. La ronda li conduce attraverso strade più o meno grandi, ed i due osservano gli strani comportamenti umani. Sovente non intervengono perché non è chiaro chi abbia ragione e chi torto. Poi Cyberdog si trova nei pressi della base di Evolution, e non si sorprende che i suoi passi apparentemente casuali lo abbiano condotto lì. Dopo l'incontro con Ferox, il cagnolino ha sempre pensato che avrebbe voluto rivederla, e questa notte le loro strade di incroceranno di nuovo. Wharl Ax: chi era costui? Al dottor Occulto risulta che si chiamasse così l'autore di un libro mitico, che ora si trova nei locali della base di Evolution. Il libro è talmente intriso della personalità di quell'antico monaco, che ricorda episodi della perfida esistenza del suo estensore. Oppure non è escluso che libro e monaco ad un certo punto siano divenuti la stessa cosa, quasi. Tant'è che questa notte dal tomo demoniaco emanano pericolose vibrazioni. Il dottor Occulto ha ovviamente previsto che il libro avrebbe cercato di liberarsi, giacché non sopporta di essere impiegato a fin di bene. Il libro di Wharl Ax è scritto con il sangue, su pelle umana, ma questo è solo l'inizio. Nella sua pazzia, il monaco vedeva il futuro, o almeno un futuro abbastanza probabile. Trascinato dal suo talento, praticamente in trance, riportò sulla pergamena frasi enigmatiche, che però non possono sfuggire ai poteri congiunti di Occulto e della Maga. Questa notte il libro chiama, e, nella sala sotterranea dove rimase per un tempo enorme e sconosciuto, qualcosa risponde. Il libro semi-senziente non può sapere che il Transformatron di Cyberdog intercetta proprio ora il suo messaggio. Essendo un simbionte tecnologico, fatto di metallo e carbonio, il Transformatron non si intende di morti viventi e di magia, e neppure Cyberdog è in grado di aiutarlo. Però per il cagnolino super-eroe il pensiero è azione; ed allora corre alla ricerca della sua amica Ferox, che di sicuro saprà come combattere il male. Il libro di Wharl Ax si agita, mentre trasmette ordini concitati; se fosse un uomo suderebbe, come faceva il monaco pazzo quando torturava le sue vittime con il fuoco. Nella sala sotterranea, una colossale lapide inizia a muoversi, sospinta dal basso. Con forza crescente, una zampa mostruosa sbuca dalla terra. Nel giro di pochi secondi. Un braccio, una spalla ed una testa eruttano da quel suolo arido, immerso nell'oscurità perenne. Il non morto, che riprende possesso della terra su cui camminava secoli or sono, è sicuramente un mostro. Non che i non morti “normali” siano belli e simpatici: bianchicci, non sopportano il sole, cercano sempre di mordere il collo a chiunque, e mostrano sempre quelle insopportabili zanne. Questo però è alto il doppio, gobbo, un occhio solo funzionante, unghie lunghe una decina di centimetri. Prova a gridare, ma stare sotto terra per tanto tempo gli ha guastato le corde vocali. Un altro handicap rispetto ai vampiri: loro curano molto la voce. Ciò che vuole il libro di Wharl Ax è estremamente facile: ha convocato quella specie di zombie di tre metri affinché lo liberi. Uscito dalla fitta boscaglia che circonda il tumulo e la sala sotterranea, il mostro inizia a percorrere istintivamente i vicoli della città vecchia. I topi, che di solito non si fanno spaventare neppure dai gatti, scappano prudentemente al suo avvicinarsi. Lo zombie deve assolutamente nutrirsi, perché l'incantesimo non basta a tenere assieme le sue parti. In un vicolo vicino, un umano che si ritiene un predatore naturale per i suoi simili, sta per incontrare la cessazione delle sue sofferenze. Il tizio mascherato ha spiato una coppietta, che si è appartata su un auto, in una zona buia. Lei lo aveva detto che quel tratto è troppo fuori mano, ma lui si sentiva un gradasso, anche se ora non è più tanto convinto. Una specie di istinto primordiale costringe il ragazzotto a guardare fuori dal finestrino, per incrociare lo sguardo allucinato di quel serial killer delle coppiette. I due ragazzotti non leggono i giornali, e in televisione seguono solo i video musicali; altrimenti avrebbero sentito parlare di lui. Il teppista è contento quando la sua presenza induce le vittime a spalancare gli occhi. Ora però non capisce come mai la ragazza gridi ancora più forte, indicando qualcosa che non è lui. Anche il ragazzo sembra impazzito, mentre prova a mettere in moto l'auto. Il teppista allora sfonda il vetro con una sbarra metallica, e stordisce il conducente dell'auto. A questo punto, all'improvviso avverte una immane presenza alle spalle. Quella cosa si è avvicinata con la soprannaturale attitudine dei non morti a muoversi nel silenzio quasi totale. Il teppista si gira e colpisce, con tutta la sua forza; poi prova a scappare. Ma la sbarra rimbalza contro la sostanza semi-putrescente del mostro, che si dimostra velocissimo nell'afferrare il predatore divenuto preda. La ragazza sull'auto non ha ancora smesso di urlare, ed a quel suono si somma quello dell'agonia estrema del serial killer. Il mostro finalmente può tornare a nutrirsi. Non ha chiesto lui di diventare uno zombie, ma il suo istinto primario è quello di sopravvivere. Sarebbe rimasto nella tomba per l'eternità, ma l'incantesimo del libro è formidabile. Il modo di fagocitare del mostro è simile a quello di un grosso serpente: la mandibola si disarticola per consentire al gigante di inghiottire grossi bocconi sanguinolenti del criminale decisamente defunto. Il Transformatron guida il cagnolino fino al locale ove, nella sede di Evolution, è custodito il libro demoniaco. Però Cyberdog non riesce a trovare la sua amica Ferox. Dove sarà andata la donna leopardo? Evidentemente il destino ha deciso che non spetti a lei intervenire in questa crisi. Mentre una zampa scagliosa e verde lo solleva senza sforzo, il cagnolino cibernetico scopre a chi spetti il turno di guardia nella base di Evolution. Transformatron allarmato inizia subito a trasmettere segnali amichevoli alla volta di Dragonfire, che però non ha cattive intenzioni, ed anzi è divertito di quell'incontro. Il drago studia Cyberdog, avvertendo la dualità del personaggio; la sua percezione super-umana consente altresì al drago di riconoscere la matrice extraterrestre della simbiosi. Dragonfire è curioso di sapere i motivi di quella visita, e Cyberdog è desideroso di parlare con il famoso colosso verde di Evolution. Il non morto, chiamato e guidato dal perfido libro, giunge nei pressi della sede di Evolution. I vicini di casa ormai non si stupiscono quasi più dei visitatori del super-gruppo; tuttavia è difficile ignorare quel mostro rumoroso, che danneggia le auto in sosta per il gusto di farlo. Poi se la prende con il portone blindato, che dovrebbe reggere ad impatti prodotti da aggressori meno forti di Dragonfire. Il mostro, dato che si è appena nutrito, evidenzia muscoli molto tonici e potenti. Il drago si sporge dal quarto piano, e decide di non perdere tempo coll'ascensore. L'impatto che produce colpendo l'asfalto sveglia chiunque, nel raggio di chilometri. Dragonfire ha ascoltato Cyberdog ed il Transformatron, che gli hanno riassunto quanto da loro intercettato. Prima o poi il drago incenerirà il libro senziente e malefico, ma non questa notte. Questa notte c'è un non morto che deve capire quale sia il suo posto nell'ordine delle cose: sotto terra a decomporsi. Il mostro attacca per primo, illudendosi che le sue possenti zanne possano superare le scaglie del drago. Ha appena smembrato carne ed ossa umane, ma Dragonfire è pressoché invulnerabile. Ora tocca a lui manifestare la sua velocità di reazione, e lo fa impiegando la coda estremamente versatile. Le ossa del non morto risentono della botta colossale, ma subito tornano all'assetto normale. Il drago non è minimamente impressionato. Avverte però che il suo avversario non è mosso dalla voglia di uccidere, quanto da un ordine imperioso a cui non può sottrarsi. Decide allora di risolvere in fretta la questione, colpendo con un pugno colossale il nemico. Sebbene non possa sentire dolore, lo zombie vampiro avverte la forza soverchiante dell'alieno. In questo frangente, Cyberdog si ritaglia un ruolo ben preciso nella battaglia in corso. Il maledetto libro del monaco pazzo continua infatti ad emettere vibrazioni nefaste, che sono ovviamente la causa dell'attacco dello zombie. Il Transformatron calcola con facilità la lunghezza d'onda adoperata dal perfido tomo; ora tocca al super-cagnolino emettere un suono che sfugge ad ogni classificazione. Non si tratta del classico latrare canino, bensì di una sventagliata ultrasonica, che scaglia momentaneamente nell'oblio la mente fantasma del libro di Wharl Ax. Subito l'attacco del mostro cessa, e lui quasi si immobilizza. Se fosse umano, forse Dragonfire si chiederebbe cosa fare, ma è un rettile super-potente, per il quale l'azione è sempre la risposta. Colpito dalla fiamma del drago, il mostro si ridesta dal torpore, mentre le sue cellule quasi completamente estinte provano un dolore estremo. Ora vorrebbe scavare nella terra, per piombare in un'animazione sospesa che potrebbe rigenerarlo. Ma la fiamma lo consuma, e nell’agonia ricorda chi era in vita, prima di essere trasformato. Il mostro si trasforma in cenere, e rimpiange di essere morto secoli or sono, non questa notte.

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