domenica 28 novembre 2010

MOLOCH IL VAMPIRO_libro 3°_110° episodio

Un tempo, migliaia di anni or sono, un popolo di guerrieri e commercianti adorava un dio di nome Moloch. A lui dedicavano sacrifici umani; non solo giovani vergini, ma anche schiavi, condannati a morte, e prigionieri di guerra. Quel popolo credeva in un dio concreto; non in un'astrazione letta su libri. A Moloch avevano dedicato numerosi templi, ma lui, il dio, risiedeva nei sotterranei di un grosso e tenebroso palazzo, posto al centro della capitale di quella nazione ricca ed ambiziosa. Moloch non si limitava a divorare le vittime a lui sacrificate, ma forniva anche preziosi suggerimenti, che i governanti seguivano per fare bella figura; infatti la lungimiranza di quella terribile entità era incontestabile. Moloch sapeva di essere il vero re di quel popolo, e lo sapeva anche la famiglia reale. Ma il sistema funzionava: un dio vivente, che risolve molti problemi terreni (compreso quello delle esecuzioni capitali), lo vorrebbero tutti. Da un dio ci si attende che viva per sempre, o almeno per un tempo che dal punto di vista dei mortali sia “per sempre”. Nessuno ricordava come e quando quel dio-demone fosse arrivato da quelle parti. Né se fosse stato catturato, o se avesse scelto lui di fermarsi in mezzo ai suoi adoratori. Pensare che qualcuno avesse potuto catturare un dio appariva tuttavia una ipotesi blasfema. La versione diffusa ed accettata da tutti era che Moloch fosse sceso dal cielo, o presumibilmente salito dall'inferno, ed avesse pattuito con i mortali un accordo senza precedenti. Gli uomini che amano ritenersi “moderni” inorridiscono nel pensare ad un dio sanguinario, invece che buono, anzi buonissimo. Ma gli uomini moderni non riflettono sul fatto che tutti i giorni tantissimi di loro muoiono investiti da un'auto, o per incidenti sul lavoro. Essere uccisi da un'auto o da una pressa è accettabile per gli uomini “moderni”. Per le genti che adoravano Moloch era viceversa accettabile saziare il dio, per ottenere in cambio la sua protezione. I popoli vicini ci pensavano due volte prima di attaccare briga, perché sapevano di Moloch. Non si aspettavano certo di vederlo guidare le truppe, cavalcando un gigantesco cavallo nero; ma erano comunque certi che Moloch vedesse e sapesse tutto. Il dio tenebroso viveva da centinaia, se non addirittura migliaia di anni, sotto il palazzo colossale a lui dedicato. Non era prigioniero, ma usciva solo di notte, perché il sole lo avrebbe disintegrato. Poteva trasformarsi in un gigantesco pipistrello, o in un lupo, ed in quelle forme seminava ulteriori dolori e morte. Era un dio temuto più che amato, e del resto un dio amato viene preso poco sul serio, e dopo un po' tutti pensano che non esista. Nessuno osava bestemmiare Moloch, tale era la certezza che il dio-demone fosse in grado di arrivare a chiunque, ovunque. In effetti gli bastava estendere i suoi tentacoli mentali, oltre i sotterranei, per raggiungere l'incauto bestemmiatore. Quella notte sarebbe passato a trovarlo, per chiedergli spiegazioni. Poi ovviamente lo avrebbe dissanguato, lasciando quel cadavere devastato come monito. La ragazza aveva meno di vent'anni, e tremava dalla paura e dal freddo. Si trovava nei sotterranei del palazzo di Moloch, dove era stata condotta dalle guardie del gran sacerdote. La ragazza aveva commesso l'errore di negarsi a lui, ed il gran sacerdote aveva promesso che allora non sarebbe stata sposa di alcun uomo. Il gran sacerdote di Moloch non era ovviamente vincolato ad alcun voto di celibato. Il dio-demone uscì dal suo sarcofago appena calato il sole, ed aveva fame. Subito fiutò la preda, gentilmente fornitagli dal suo servo; a Moloch non importavano i motivi del gran sacerdote. A quel vampiro millenario non interessavano le spinte e le pulsioni dei mortali. Lui doveva placare la sua fame; il resto era secondario. Moloch prese a fluttuare, senza quasi toccare il freddo pavimento del sotterraneo. Il buio non gli dava alcun fastidio, essendo lui una creatura delle tenebre. La ragazza invece non lo vide arrivare. Moloch sorprendentemente rallentò il suo incedere, perché quel volto e quelle fattezze risvegliarono in lui ricordi che credeva schiacciati e scacciati dai secoli. Il dio-demone, senza pietà né anima, ricordò improvvisamente la sua umanità, ed il suo grande amore perduto. I super-sensi del vampiro si affievolirono in quel momento imprevisto ed imprevedibile di debolezza. La macchina di distruzione si inceppò per pochi secondi, ma da quello stop voluto dal destino trasse tutto il vantaggio possibile un uomo, che recava come arma un semplice paletto di legno. L'amante della ragazza: il motivo per cui lei si era negata al gran sacerdote di Moloch, abbatté con tutta la sua forza l'arma apparentemente inadeguata. Il legno penetrò abbastanza facilmente nella schiena del mostro, che conobbe il sommo dolore della ferita mortale. L'uomo però non sopravvisse alla sua vittoria, dato che Moloch lo incenerì con la forza del pensiero, poco prima di iniziare a morire. La ragazza invece riuscì a liberarsi ed a scappare. Grazie a lei, questa leggenda attraversò i millenni. Non aveva solo un bel faccino, ma era predestinata alla distruzione del dio-demone; fu il catalizzatore della caduta di uno status quo durato un tempo superiore alla memoria umana. Moloch morì quella notte, millenni or sono, grazie all'incantesimo del legno. L'uomo che lo uccise sapeva che arma usare, ed anche che probabilmente sarebbe morto a sua volta. Quell'eroe sconosciuto agì per amore, ma ottenne solo la morte. Moloch morì, ma il suo spirito si rifiutò di abbandonare la Terra. Si rintanò in una piccola parte della sua sostanza aliena, pervadendola con gli ultimi residui della sua forza quasi divina. Poi Moloch dormì, mentre il mondo cambiava. Millenni dopo lo abbiamo trovato su Akros, dove aveva rinnovato il suo potere. Evolution e la K-Force sconfissero i suoi cavalieri dell'apocalisse, e Dardo Assassino lo uccise, con una freccia nel cranio. Tutto ciò nel ricordo di Moloch, che sa di non essere morto, non del tutto. Ancora una volta, è riuscito a rintanarsi in una goccia del suo sangue immortale. Questa goccia è finita sulla pelliccia del mutante Kong. Ed ora Moloch è tornato sulla Terra. Questa volta il vampiro non intende dormire per millenni, bensì procurarsi al più presto un nuovo corpo. E quale corpo è migliore di quello del mutante terrestre che lo ha attaccato nel suo maniero oscuro, assieme a Dardo Assassino? La goccia di sangue, di colui che venne adorato come un dio e temuto come un demone, giunge a contatto con la pelle di Kong, penetrandola. Ora la materia necromantica potrebbe espandersi come un cancro, e distruggere quel corpo super efficiente. Potrebbe se Kong, come altri mutanti, non fosse nato con un potente sistema di autorigenerazione. Gli anticorpi del mutante identificano subito l'intruso, e lo mettono sotto assedio. Moloch non aveva ancora avuto a che fare con mutanti, ma solo con esseri umani. La consapevolezza del mostro circonda con un campo di forza la goccia di materiale biologico alieno. Di fatto, il cancro che doveva dilagare nell'organismo dell'eroe di Evolution è stato isolato sul nascere. Moloch non vuole però rinunciare alla sua vendetta, e riesce a produrre potenti neurotossine, che giungono al cervello di Kong. I colleghi di Evolution notano in lui qualcosa di strano; tanto più che, come si è detto, il fattore di guarigione di Kong lo ha sempre posto al riparo da qualsiasi malattia umana. L'uomo bestia di Evolution ritiene a torto (ma non del tutto) di risentire degli effetti della recente battaglia, su Akros. Confida pertanto in una notte di sonno, per recuperare tutte le sue forze. Durante la notte, Kong sogna di essere prigioniero in un sotterraneo senza fine, e senza via di fuga. L'immagine onirica simboleggia l'aggressione a cui è sottoposto. Nessuno tra i suoi amici e colleghi ha mai saputo che Kong fosse sonnambulo, ma ora devono ricredersi. Il primo a notarlo è Fulminatore, che quella notte si trova di guardia nella stanza del computer centrale. Fulminatore, quasi preso di sorpresa dall'arrivo di Kong, si volta e gli chiede per quale motivo non sia riuscito a dormire. Ma Kong non può rispondere, dato che la sua consapevolezza è bloccata dall'attacco del vampiro, che contemporaneamente riesce a muovere, seppur goffamente, il corpo del mutante. Quello che balza contro Fulminatore è quindi un Kong sotto tono, ma è comunque molto veloce. Il mutante elettrico lo schiva a malapena. Fulminatore nota solo in quel frangente gli occhi dell'amico: uno sguardo privo di vita, ma colmo di minaccia. Kong cerca di colpire nuovamente, ma Fulminatore risponde con una scarica stordente. Moloch, che dirige le azioni del corpo di Kong, si avvede dell'enorme potenza che risiede nel mutante dall'aspetto umano. Pensa che forse i poteri di Fulminatore si presterebbero meglio ai suoi disegni di sottomissione dei popoli e di conquista dell'intero pianeta. Per possedere Fulminatore, Moloch deve prima sconfiggerlo, e la cosa gli sembra un tantino improbabile. Il vampiro ordina al corpo dell'uomo bestia di allontanarsi velocemente da quell'inutile conflitto. Ma Fulminatore gli si para davanti, deciso ad impiegare tutti i suoi poteri, per riportare alla ragione il suo amico Kong. La scarica energetica di Fulminatore ha avuto un altro effetto, oltre a bruciacchiare la pelliccia di Kong. L'uomo bestia di Evolution comincia a vedere la luce, e non per modo di dire. Una parte del soffitto del sotterraneo è franata, rivelando una luminosità lontana. Nel sogno, Kong è ardimentoso come nella vita reale, e decide di scoprire se sia anche in possesso della super-forza che gli compete per diritto di nascita. Il mutante inizia a spostare grossi massi, avvicinandosi sempre più verso l'uscita. Moloch, sulla Terra, sospetta di essersi imbarcato in un'impresa difficile da realizzare. Ulteriore conferma di ciò perviene dall'arrivo in sala computer di Ferox e Maga. La donna leopardo fiuta subito la presenza ostile, ed i suoi artigli si estroflettono spontaneamente. Ora Ferox è puro istinto, e potrebbe uccidere Kong, posseduto dal demone vampiro. Maga però le chiede di fermarsi, mentre si concentra per scatenare la sua sonda mentale. Kong, nel sogno, avverte di correre un pericolo reale; accelera quindi la sua azione di rimozione dei macigni che lo separano dalla luce. Ad ogni macigno spostato, Moloch avverte una fitta nel corpo che non ha. Né Fulminatore, né Ferox, né la Maga possiedono la forza fisica di bloccare il grosso mutante. Ferox ritira gli artigli, non volendo danneggiare il corpo del compagno di molte battaglie. Moloch potrebbe sfruttare questa impasse per allontanarsi; un pareggio è meglio di una sconfitta. Eppure il dio demone spodestato non ha tenuto conto del drago di Evolution, che, incredibilmente silenzioso, è entrato nella sala. Se Kong fosse in sé, Dragonfire non riuscirebbe a bloccarlo, prendendolo di sorpresa. Moloch accenna a saltare da una finestra, contando sull'agilità innata in quel corpo eccezionale. Flette le possenti gambe, ma non riesce a staccarsi dal suolo, giacché due mani eccezionalmente forti lo bloccano completamente. O forse dovremmo dire “zampe”, giacché ora si trova nelle grinfie di Dragonfire. Moloch, che si è sempre creduto una specie di dio, ora avverte una forza che sfida ogni descrizione. Alza lo sguardo, ed incontra gli occhi dell'alieno. Capisce quindi che il gioco è finito. La Maga coglie l'attimo giusto per attaccare, con tutte le sue energie psioniche e magiche. Moloch cerca di resistere, ma perde la presa con il cervello di Kong. Si vede roteare in uno spazio vuoto, senza punti di riferimento. L'uomo bestia di Evolution contestualmente solleva e scaglia via, con uno sforzo erculeo, l'ultimo masso, quello che lo separava dalla luce. La consapevolezza del mutante riprende velocemente possesso del suo corpo, e si trova protetto ed imprigionato da Dragonfire. Il drago capisce subito che la forza che controllava il corpo dell'amico mutante è stata allontanata. Anche i super sensi di Ferox l'avvisano che la battaglia è vinta. Ad essere precisi, è quasi vinta, poiché la Maga ha individuato l'intrusione fisica, causata dal sangue del vampiro. Si tratta di una neoformazione dorsale, mantenuta superficiale dal fattore di guarigione del mutante. L'intervento deve avvenire a grande velocità: occorre asportare il tumore, prima che torni a crescere. Kong non capisce come mai l'alieno verde lo abbia nuovamente immobilizzato. Ancor meno comprende per quale motivo la donna leopardo abbia snudato gli artigli mortali, e si prepari ad uno dei suoi balzi mortali. La Maga indica mentalmente a Ferox dove si trovi il tumore chiamato Moloch. A Kong non resta che fidarsi dei suoi amici, perché ormai la donna leopardo si è mossa, ed, in una frazione di secondo, i suoi artigli hanno squarciato la pellaccia dell'amico. Sebbene Ferox non abbia adoperato un bisturi, il tumore è stato efficacemente rimosso. Ancora una volta la consapevolezza di Moloch si trova scagliata in uno spazio caotico e tenebroso. Precipiterà di sicuro all'inferno, se non troverà al più presto un appiglio per tornare nel mondo della materia. La ferita inferta da Ferox inizia a far male, e la donna leopardo si scusa con Kong. È quindi la volta di Fulminatore, che, con un colpo di calore, cauterizza la ferita, distruggendo eventuali residui dell'intruso.

domenica 21 novembre 2010

SUPER EROI DI ALTRI MONDI parte terza_libro 3°_109° episodio

Che fine ha fatto Guerra? Questa è la domanda che si pongono i super eroi alleati. Non significa che siano ansiosi di vederlo tornare, ma Guerra è stato l'unico dei quattro demoni a saper scomparire prima di essere distrutto. La Maga e Farie hanno abbattuto Pestilenza, mentre Drexx e Fulminatore facevano altrettanto con Carestia. Il demone che pareva il più forte di tutti, Morte, non è stato in grado di resistere alla fiamma di Dragonfire. Ma il maledetto Guerra rimane in circolazione. Kong e l'arciere non sono ancora stati coinvolti nel combattimento dei loro gruppi, ed ora ricevono la notizia che uno dei quattro demoni è ancora vivo. Evolution ed i super eroi di Akros partono alla ricerca del vampiro, responsabile dell'evocazione dei demoni chiamati Pestilenza, Carestia, Guerra e Morte. Aroo, l'uomo lupo, e Ferox, la donna leopardo, sono quanto mai desiderosi di dimostrare il loro valore, giacché è stato Dragonfire a sconfiggere il demone chiamato Morte, non loro. Utilizzando i super sensi animali, Ferox ed Aroo rintracciano la pista di un covo di vampiri. I succhiasangue non collaboreranno volentieri, perché temono rappresaglie da parte dell'antico, ed anche perché non avrebbero alcun motivo di mostrarsi accondiscendenti. Anche su Akros, i vampiri dormono nelle cripte dei cimiteri. Forse non tutti i vampiri, a dire la verità; più che altro quelli che si crogiolano in una esaltazione del lugubre. Come accade sulla Terra, anche qui su Akros ci sono vampiri civilizzati, che di giorno riposano in camere da letto pressoché uguali a quelle degli umani. Il cimitero sta per essere avvolto dalle ombre della sera. Ambedue i soli di Akros si apprestano ad illuminare l'altro emisfero del pianeta. Cade un po' di pioggia, ed una nebbiolina completa lo scenario da film dell'orrore. Il capo della congrega locale dei vampiri cimiteriali inizia a svegliarsi. Tra qualche minuto chiamerà a raccolta tutti i suoi, per stabilire il piano di lavoro per la notte. Non si può tollerare che vampiri solitari sfuggano al controllo del clan; se uno di loro si mette a fare il pazzo, rischiano tutti di morire definitivamente. Red O'Neal, capo della congrega del cimitero monumentale, viene afferrato da due mani munite di artigli. Ferox ed Aroo, una mano a testa, sollevano di peso O'Neal, e lo mettono seduto. Altri due vampiri irrompono nella cripta, per difendere il loro capo, ma si trovano di fronte due paraumani desiderosi di versare sangue e squarciare viscere. Red O'Neal è un vampiro da circa duecento anni, e qualcosa ha imparato dalla vita, anche se qualcuno dice che i vampiri siano morti. Impartisce un veloce ordine mentale ai suoi, che si fermano a qualche metro dalla mutante terrestre e dall'uomo lupo. I vampiri guardano con ammirata attenzione Ferox, ma Aroo non suscita in loro analoga simpatia. Si sa che licantropi e vampiri non si amano; è così sulla Terra, ed evidentemente anche su Akros. Lo sguardo ipnotico di O'Neal rende inutili le parole; il messaggio dice “giù le mani dal mio colletto”. Ed i due super eroi obbediscono. Questo gruppo di vampiri è abbastanza anarchico, per cui si dice disposto a collaborare con i visitatori piantagrane. I vampiri, in maggioranza numerica, potrebbero benissimo ingaggiare battaglia, e sarebbero un osso duro da rodere per Ferox ed Aroo. Però O'Neal ritiene sia giunta l'ora che l'antico che stanno cercando incassi una bella battuta. Evocare demoni per sterminare la razza umana! Ci sono ancora vampiri desiderosi di sterminare gli umani? Red O'Neal guarda i suoi accoliti, ed anche loro la pensano come lui. Quando Ferox ed Aroo escono dalla cripta e dal cimitero, lo fanno salutati da una decina di vampiri amichevoli. L'uomo lupo e la donna leopardo sono contenti di aver ottenuto informazioni utili, ma sono meno felici di non aver avuto scuse per scatenarsi con unghie e denti. L'antico che stanno cercando vive in un maniero, che si trova su una ripida collina, in mezzo ad una foresta millenaria. Ambientazione più che adatta. Ma ecco che, alle spalle di Aroo e Ferox, compare il gigantesco demone di nome Guerra. Lancia su di loro, senza attendere che si accorgano di lui, una gigantesca ascia. In guerra non esiste l'attacco a tradimento, ma solo i furbi ed i fessi. Ferox ode un lieve fruscio, prima che l'ascia inizi il suo viaggio di distruzione. Veloce come il pensiero, la donna leopardo di Evolution posiziona i suoi piedi artigliati sul torace e sullo stomaco di Aroo, poi spinge con tutte le sue forze. Lei schizza da una parte, lui dall'altra. Aroo si domanda cosa diavolo stia facendo Ferox, ma il dubbio permane nella sua mente per una frazione di secondo. Poi anche Aroo si rende conto di essere sotto attacco, e somma la sua agilità alla forza della spinta di Ferox. L'ascia di Guerra è ovviamente adatta ad un bestione alto sei metri e largo tre. In più è dotata di potere esplosivo: colpisce una grossa roccia e la disintegra. Frammenti volano da tutte le parti, ed il demone è convinto di avere ucciso quei due animali bipedi. Unghiate possenti, accompagnate da mugolii e ringhi, lo colpiscono però in più parti del corpo. L'armatura regge, ma inizia a scricchiolare. Ferox ed Aroo attaccano contemporaneamente, ma altrettanto velocemente evitano le reazioni del mostro, che sembra disporre di un quantitativo inesauribile di armi. Guerra è troppo forte per essere battuto in quel modo, ma è in difficoltà perché preferirebbe avere a che fare con avversari meno salterini. Guerra, che rivendica l'astuzia dell'agguato però non si rende conto di essere a sua volta caduto in trappola. Krom, che è un gigante d'uomo, seppur alto meno della metà del demone, lo infilza da dietro con la sua spada assetata di sangue e di energie vitali. Solo adesso Ferox ed Aroo smettono di attaccare. La spada di Krom ha violato l'armatura, passando da parte a parte il mostruoso colosso. Guerra prova a resistere, ma Krom presta la sua forza alla spada, che rimane infissa nelle viscere del demone. Ed allora il più forte dei quattro inizia ad avvizzire ed a rimpicciolire. Quindi ce ne mette del suo per concludere, con una bella deflagrazione, questa sua sciagurata apparizione. Pezzi di metallo, osso, pelle, carne, volano in tutte le direzioni. Ferox ed Aroo riescono a schivarli quasi tutti. Krom si trova ricoperto dal sangue di quel maledetto, ma ci vuole altro per farlo vomitare. Giunge quindi Dragonfire, che si congratula con lui, Ferox ed Aroo, per il successo ottenuto. Kong e l'arciere si trovano in un luogo molto lontano. La Maga ha rivelato loro come e dove trovare il vampiro antico, ideatore del piano dei quattro demoni. Le informazioni raccolte da Aroo e Ferox sono state e saranno utilissime. Ma i quattro demoni non sono stati completamente debellati, giacché Pestilenza ha ancora un corpo fisico. È stato abbattuto, ma è ancora vivo, a modo suo. Il suo ritorno in gioco sorprende tutti, e lui adopera il suo potere al massimo. Attraverso portali noti solo ai demoni, compare alle spalle del vittorioso Krom, e lo colpisce. Il gigante risente dell'aggressione, cadendo in ginocchio. Pestilenza sembra più grande e più pericoloso di prima. Minaccia di avvolgere l'eroe di Akros nel suo manto. Se succedesse, neppure la spada magica salverebbe Krom dalla morte. Dragonfire non può usare la super fiamma, per non uccidere chi vuole salvare. La sua mossa è dettata dalla consapevolezza di quanto siano pressoché invulnerabili le scaglie della sua armatura naturale. La sua codata lo espone ad un contatto infinitesimale, e nessun contagio si estende al possente alieno verde. Il drago percuote il mostro con una forza alla quale poche cose potrebbero resistere. Tra queste cose non è compreso Pestilenza, che si accartoccia letteralmente. Il mostro non riesce più a riprendersi, nonostante ci provi, e, prima che Dragonfire lo sottoponga al trattamento che ha disintegrato Morte, implode in una disgustosa massa che ricorda il pus. Mentre ciò accadeva, Kong e l'arciere facevano la conoscenza con gli sgherri del vampiro. Anche adesso i non morti continuano il loro assalto, ma l'uomo bestia di Evolution non è in alcun modo impressionato dalla loro forza. Potrebbero sottomettere dei normali esseri umani, ma la potenza muscolare di Kong è, all'interno di Evolution, seconda solo a quella di Dragonfire. L'arciere, detto Dardo Assassino, gode di tutta quella confusione: mostriciattoli che vengono avanti, con le zanne snudate, come se tutti dovessero farsela addosso dalla paura. Dardo Assassino si merita il suo nome lanciando frecce che, come fossero missili teleguidati, cercano il bersaglio, lo inseguono ed infine lo trafiggono. Strana coppia quella costituita da Kong e da Dardo. Il primo schizza in alto, rimbalza contro le pareti, per poi cadere addosso ai vampiri come due quintali i mattoni. Non morti o meno, quel trattamento frantuma loro le ossa, rendendoli innocui. Dardo Assassino lancia con una velocità impareggiabile; le sue frecce fischiano, e non solo perché tagliano l'aria. Il capo vampiro si fa chiamare Moloch, come un'antica divinità terrestre. Kong ipotizza che costui possa essere stato il vero Moloch: essendo un vampiro antichissimo, sarebbe plausibile. Questo significa che tra la Terra ed Akros esistono e sono esistiti numerosi portali. A proposito di portali, la Maga e Farie stanno unendo le loro energie psico-cinetiche per aprirne uno che conduca Evolution e la K-Force al covo di Moloch. Gli eroi di Evolution sono contenti che i loro alleati abbiano finalmente rivelato il nome del loro gruppo: K-Force, dove “K” sta per Krom, il loro capo. Magia terrestre ed incantesimi del popolo delle fate convincono il tessuto spazio-temporale ad aprirsi. Dragonfire guida l'attacco al maniero di Moloch. Gli eroi appena arrivati sono sorpresi di non essere circondati da torme di mostri. Poi la Maga stabilisce il contatto mentale con Kong, che spiega di essere assediato. Dragonfire decide di attirare su di sé l'attenzione dei non morti. Solleva quindi un grosso macigno, che dopo un istante vola spinto da formidabili muscoli extraterrestri. Il macigno è quasi grande come il portone del castello; il portone però è fatto di legno, quindi non ha la minima possibilità di reggere all'impatto. Appena la polvere si posa, un urlo agghiacciante anticipa l'attacco finale dei non morti di Moloch. C'è di tutto: zombie, vampiri, licantropi, demoni, mutaforma. Tutti gridano, sbavano e roteano gli occhi. Evolution e la K-Force iniziano a distribuire grandi mazzate, che frantumano clavicole, vertebre, corna, crani, femori, costole. Ferox preferirebbe strappare via le viscere ancora calde, ma questi di caldo hanno proprio poco. Ferox si adegua, ed i suoi artigli lavorano bene come sempre. Aroo non ha artigli forti come quelli di Ferox, ma le sue zanne strappano chili di carne morta ad ogni morso. Poi la sputano con sommo disgusto. Tutto sommato, i due si divertono un mondo. I vampiri provano a volare, ma Fulminatore li frigge prima che piombino sul bersaglio. Farie evoca il suo potere sul fuoco; non è paragonabile alla fiamma cosmica di Dragonfire, ma gli zombie bruciano che è una meraviglia. La Maga non spreca la sua scarica mentale con gli zombie, i cui cervelli sono ormai stati mangiati dai vermi. Vampiri e licantropi però provano a causa sua un gran mal di testa. La velocissima Drexx schiva con facilità le unghiate dei licantropi, che poi colpisce con un pugnale quasi lungo come una spada. Altro sangue non umano che rende sdrucciolevole il terreno dello scontro. Krom distribuisce spadate dall'alto della sua altezza. La sua spada non pare gustare quelle animacce nere, ma comunque penetra nelle carni e spezza le ossa. Dragonfire con un solo colpo di coda spezza decine di paia di gambe. Solo qualche licantropo salta in tempo, ma di lui si occupano Ferox ed Aroo, che sono coperti di sangue, ma non è il loro. Ci siamo forse dimenticati di Kong e di Dardo Assassino? La risposta è no, infatti li vediamo saltare e correre verso Moloch. Lui, il vampiro più antico di Akros, è bianchissimo ed apparentemente molto magro, ma Kong non ha dubbi sulla sua grande forza. Come se non bastasse, Moloch, rimasto solo, cerca di ipnotizzare i due super eroi, per poi prosciugarli di tutto il sangue. Moloch pensa a quanto sia gustoso il sangue del mutante terrestre, tanto scattante e possente. Forse in parte il potere di Moloch rallenta l'attacco di Kong, ma il grosso mutante si trova già nella fase discendente del suo enorme salto. Il vampiro è veloce, ma la gravità reclama Kong con un'accelerazione che lo rende quasi inarrestabile. Il vampiro risente dell'impatto e cade. Poi però si accorge che il suo potere sta agendo, seppur in ritardo, ed afferra Kong. Pregusta già il travaso di globuli; poi si occuperà di quello sciocco arciere. Dardo Assassino non si fregerebbe di quel soprannome, se i suoi nemici non lo sottovalutassero frequentemente, ma per la prima ed ultima volta. Tutti a dire: “è solo un umano, con un arco”. E ancora: “chi crede di essere?”, “Robin Hood!”. E giù a ridere. I dentacci di Moloch si estendono, e Kong teme seriamente per l'integrità della sua gola. Ma la freccia di Dardo Assassino è già partita, e fischia come ad annunciarsi. Il vampiro la vede e si abbassa, convinto di avere fregato quello spaccone. La freccia però, invece di schiantarsi contro la parete rocciosa, devia con un impossibile angolo di novanta gradi, poi di altri novanta e torna indietro. Il potere mutante di Dardo Assassino gli consente di condividere l'istante in cui la freccia, apparentemente di semplice legno, sfonda l'osso occipitale di Moloch. Il mostro non muore all'istante, ma resta paralizzato; Kong scivola via con uno scatto dettato dalla voglia mattra di sopravvivere. Gli occhi di Moloch sono sbarrati, perché anche lui credeva che i vampiri potessero morire solo in seguito alla perforazione del cuore. Evidentemente non è così, giacché le sue cellule millenarie capiscono che la loro avventura tra la vita e la morte è conclusa. Mentre Dragonfire, Krom e gli altri irrompono nella sala, dopo avere polverizzato tutta la marmaglia, Moloch fuma, brucia e contemporaneamente si squaglia. Rimane un mucchietto di robaccia nera, senza alcuna parvenza di vita o di non morte.

domenica 14 novembre 2010

SUPER EROI DI ALTRI MONDI parte seconda_libro 3°_108° episodio

Lo spazio tempo è virtualmente infinito, anche perché, oltre agli innumerevoli pianeti che ruotano attorno ad un numero sterminato di stelle, dobbiamo considerare i piani dimensionali. Ogni pianeta ospita pertanto, non solo la vita visibile nel nostro stato dell'esistenza, bensì un numero indefinito di dimensioni. E pensare che i piccoli e pressoché inutili umani pensano fermamente di essere stati creati ad immagine e somiglianza del padrone dell'universo. Per loro, per quei piccoli cervellini, mondo ed universo sono la stessa cosa, specie perché non perdonerebbero mai al loro dio di aver popolato altri mondi. L'ordine delle cose è fortunatamente molto più logico di quanto un umano possa lontanamente immaginare. Inoltre un dio somigliante a quei bipedi lenti di gamba e di cervello sarebbe lo zimbello dei suoi colleghi. Gli umani religiosi hanno risolto in partenza la questione, decidendo che ci sia un solo dio. Una volta gli umani credevano ci fossero moltissimi dei, ora va di moda il dio unico. Ovviamente l'universo non si cura degli stupidi. Il piano dell'esistenza, obiettivo dei mutanti di Evolution e di Dragonfire, coesiste con quello terrestre, ma ciò non significa che sia allineato esattamente nello spazio tempo. Il mondo che è loro destinazione potrebbe ad esempio trovarsi tra Giove e Marte, in corrispondenza con il vuoto tra i due pianeti. Noi chiamiamo Terra il nostro pianeta; loro chiamano Akros il globo sul quale vivono. Anche su Akros ci sono i buoni ed i cattivi, i super eroi ed i super criminali. Esseri dotati di poteri superiori possono decidere, sulla Terra come su Akros, di impiegarli per compiere rapine o per sventarle. Non tutti gli abitanti di Akros sanno dell'esistenza della Terra, perché, come da noi, si è pensato di non divulgare notizie in grado di sconvolgere i cervellini più teneri. Gli stessi super eroi di Akros fanno fatica a credere che Krom sia stato mandato in un'altra dimensione, a prelevare loro colleghi terrestri. L'uomo lupo non si agita per le riflessioni sull'esistenza di altri piani dimensionali. Lui è un pragmatico, ed è interessato alla battaglia; preferisce lasciare le chiacchiere agli altri. L'uomo lupo è una garanzia per i suoi colleghi, essendo un professionista molto serio. La sua professione è quella di strappare a morsi ed artigliate le braccia e le gambe ai nemici. Meglio farselo amico, o, il alternativa, sparargli subito addosso, sperando di abbatterlo. Accanto all'uomo lupo troviamo l'arciere. Si potrebbe eccepire che un arciere non sia dotato di alcun super potere. Errore: le sue frecce sono pervase ed intrise dalla sua natura mutante, e gli obbediscono al di là delle leggi fisiche di quello e di altri mondi. L'arciere è come carattere lo spaccone del gruppo. Nulla di nuovo sotto il sole, diremmo noi, giacché anche sulla Terra abbiamo molti libri che narrano di abilissimi lanciatori di frecce, rigorosamente spacconi. Nulla di nuovo sotto il sole, sennonché su Akros splendono due soli quasi gemelli. Mutante come l'arciere, ed anche sua sorella, ecco la velocista del super gruppo. Il suo potere consiste nel ridurre il proprio peso, e di muoversi in una corsa talmente veloce da renderla quasi invisibile. I suoi riflessi sono ovviamente adeguati al suo incedere senza pari. Lei, la velocista, riduce il proprio peso grazie ad un controllo sulla gravità negativa. In effetti è anche in grado di levitare, ma quando corre toccando appena il suolo è imbattibile. I super eroi che attendono l'arrivo di Evolution su Akros sono quattro. L'ultima nella nostra elencazione è dotata di un pericoloso potere sul fuoco. Non è una mutante, ma, diremmo noi, una specie di fata. Il suo popolo vive su Akros come il popolo delle fate vive sulla Terra. Si tratta di mutaforma, che hanno un rapporto molto stretto cogli elementi naturali. Farie, questo il suo nome, ha uno stretto rapporto con la fiamma dei vulcani, ed i suoi occhi sono pieni di quella furia primigenia. Farie è veramente inumana, più dei suoi colleghi mutanti, ma di certo non più del colossale Dragonfire, che emerge su Akros, subito seguito dal gigante locale, Krom. I due super gruppi si contrappongono, come se dovessero scontrarsi, ma si limitano a scambiarsi i saluti. Contemporaneamente, come ogni buon combattente, cercano di capire quali siano i punti deboli degli alleati di oggi, che potrebbero diventare nemici domani. Un punto di similitudine tra Evolution ed il gruppo di Krom sono Ferox, la donna leopardo, e l'uomo lupo che risponde al nome di Aroo. Gli altri hanno poteri differenti, che possono integrarsi in un lavoro di squadra. Krom inizia ad illustrare i motivi del coinvolgimento di Evolution. In sintesi: i nemici da combattere sono dotati di facoltà sconosciute, e potrebbero conoscere i poteri del super gruppo di Akros. È però più difficile che conoscano Evolution. Un antichissimo vampiro ha risvegliato quattro demoni, i cui poteri ricordano i quattro cavalieri dell'apocalisse. I Dormienti preparano quattro attacchi distinti, in quattro località distanti tra loro. Non sarà quindi possibile unire i super gruppi in un unico letale squadrone, ma occorrerà dividersi. Mentre il gigante Krom, il cui aspetto ricorda un essere tratto dalle mitologie biblica o greca, esprime questi concetti, giunge la notizia di un'improvvisa alluvione, causata da precipitazioni impreviste. Sebbene Evolution si trovi su Akros per combattere nemici soprannaturali, non intende tirarsi indietro, ed aderisce alla missione di soccorso. La tecnologia di Akros non sembra più sviluppata di quella terrestre, ed anche loro dispongono di velivoli sospinti da motori a getto. Giunti sul luogo del disastro, i super eroi dei due mondi si precipitano verso terra, per soccorrere le persone che rischiano le vita. Kong, l'uomo bestia di Evolution, utilizza la sua grande forza e la sua agilità per districarsi tra le rovine, ed estrarre le persone ancora vive. Meno forti fisicamente, ma più leggeri, Ferox ed Aroo, l'uomo lupo, camminano su rami pericolosamente in bilico sulle acque tumultuose. Poi, agganciate le gambe ai rami medesimi, si sporgono capovolti ad issare altre vittime dell'alluvione. La velocista Drexx dimostra di possedere doti antigravitazionali, che le consentono di camminare sull'acqua. Però poi, una volta rintracciate le persone in difficoltà, non è in grado di trasportarle. Il lavoro di gruppo serve anche a questo, e l'arciere dimostra di possedere una sensibilità che il suo consueto comportamento non suggerisce. Non potendo impiegare proficuamente le sue amate frecce, guida un natante di soccorso dove sua sorella ha individuato la necessità d'intervento. Dragonfire, studiata la situazione di un grosso corso d'acqua che procede tumultuoso, sfonda un diaframma di terra e roccia. L'acqua si libera nei campi, riducendo la pressione e la corrente. Krom plaude a quell'iniziativa, e sorridendo brandisce la sua spada, che per una volta non distruggerà vite ma ne salverà. Colpisce con grandissima forza, in un altro tratto del fiume, duplicando con efficacia la strategia del drago alieno. I due super gruppi proseguono con instancabile energia, supportati da professionisti e da dilettanti del soccorso. Tutto questo rimboccarsi le maniche riduce di molto le vittime dell'alluvione, fino a superare la fase dell'emergenza più acuta. L'intervento comune ha cementato la solidarietà tra i super eroi della Terra e di Akros. Ora affronteranno con spirito ancora più battagliero la venuta dei Dormienti. Il dormiente che chiameremo Pestilenza è un gigante di circa due metri e mezzo, dall'aspetto macilento. Purtroppo però quella è solo una parvenza, giacché Pestilenza dispone di un eccezionale potere distruttivo. Può infatti diffondere la malattia con il tocco e finanche con lo sguardo. La Maga e Farie, entrambe detentrici di poteri psionici, giungono sul luogo della contesa. Pestilenza ha già iniziato a somministrare malattia pura: non qualcosa di specifico e curabile, bensì l'essenza stessa del malessere. Pestilenza comunica altresì la rassegnazione di fronte al morbo. Tutti gli umani di Akros, che capitino a tiro del maledetto gigante cadono al suolo, e cessano di reagire ai sintomi delle innumerevoli malattie che si moltiplicano a dismisura. La Maga per prima cosa proietta uno scudo di forza magica, in grado di proteggerla dallo sguardo malevolo del demone. Farie non abbisogna di tale barriera magica, essendo lei stessa intrisa di magia non umana. Pestilenza nulla può contro il popolo fatato. Così le due super donne possono muovere all'attacco, contro il mostro gigantesco. Il fuoco di Farie piomba addosso a Pestilenza, iniziando a consumare quelle carni ributtanti. Eppure il demone non prova dolore, essendo esso stesso preda delle malattie che propaga. Il punto è che dette malattie non lo uccidono, perché lui in un certo senso è oltre la morte. La scarica mentale della Maga dimostra tuttavia a Pestilenza quanto sia vasto il concetto di dolore. Il demone, prodotto da un inferno velenoso e verminoso, urla per l'attacco congiunto della mutante terrestre e della fata di Akros. Prova a raggiungerle, muovendo passi sempre più pesanti, ma, con uno sforzo finale congiunto, le due super eroine abbattono il mostro. Il suo corpo putrescente inizia ad esalare gas venefici, segno che lo stato dell'esistenza in cui si trova lo respinge verso l'inferno di provenienza. Il demone che chiameremo Carestia sembra anch'esso macilento, ma come nel caso di Pestilenza l'apparenza inganna. Carestia non diffonde malattie, bensì consunzione. Le sue vittime perdono visibilmente sostanza corporea, ma anche la voglia di nutrirsi. Chiunque volesse aiutare una persona colpita dal potere di Carestia, dovrebbe costringerla a mangiare, ma non ci riuscirebbe. Carestia si lascia dietro scheletri viventi, che bramano di ritornare polvere, ma non prima di essersi fatti divorare dai vermi! La velocista Drexx ed il mutante terrestre Fulminatore attaccano Carestia, prima che lui si avveda della loro presenza. Scariche elettriche percuotono il corpo demoniaco, che però non crolla al suolo. Drexx evita il contatto fisico con il demone, ma gli giunge alle spalle, dove può colpirlo e trafiggerlo con uno spuntone di ferro. Sebbene il metallo sbuchi dal ventre del demone, non una sola goccia di sangue cade al suolo, perché Carestia è il simbolo della morte vivente. Ora però Fulminatore coglie la sottigliezza dell'azione super veloce di Drexx: il ferro può fungere da parafulmine per la scarica più potente che il mutante terrestre sia in grado di emettere. Su Akros si ode un possente tuono, che segue il lampo rossastro di Fulminatore. Quell'energia pura pervade il ferro, e da esso si proietta in tutte le direzioni, frantumando letteralmente il corpo necromantico del demone della fame e della consunzione. Guerra è un demone rossastro, alto sei metri e largo tre, coperto di ferro e teschi. Ad affrontarlo giungono Dragonfire e Krom, e la disputa sembra equilibrata, giacché i più forti dei due super gruppi non sono in alcun modo impressionati dalla statura del nemico. La spada di Krom invita il suo detentore ad un attacco velocissimo e devastante. Il drago attende l'esito dell'azione dell'alleato, per evitare confusione. La spada di Krom perfora, sebbene con fatica, la spessa corazza del demone detto Guerra. Poi si infila nelle dure carni del gigante. Lui urla, perché, a differenza dei suoi fratelli, il suo corpo è vivo e vitale. Una gran quantità di sangue erompe dalla ferita, ma Guerra pare godere di quell'evento. Un demone che diffonde lo scontro ed il massacro deve necessariamente trovare affascinante lo scorrere del sangue. Fosse anche il suo. Krom è disattento, e si merita un gigantesco pugno in faccia. L'impatto avrebbe fracassato le ossa a decine di uomini, ma Krom rotola, rimbalza, sputa sangue dalla bocca, e si rialza. La sua spada manifesta tutto il suo disappunto per non aver potuto suggere l'anima del mostro. Sempre che Guerra abbia un'anima. Ora tocca a Dragonfire, che, alto la metà di Guerra, lo colpisce come un ariete verde. Il demone non ricorda di essere stato colpito con tale possanza; non negli ultimi secoli, di sicuro. Tocca a Guerra rialzarsi e ringhiare. Poi attacca, giacché il suo messaggio per gli uomini è gettare la propria vita in un impeto di frenesia e pazzia sanguinaria. Dragonfire e Krom si scambiano uno sguardo d'intesa, e due pugni potentissimi giungono a segno contemporaneamente. L'urto è tale da far vibrare il terreno, e causare piccoli crolli. Il rumore è quasi assordante; l'armatura di Guerra risente della super forza di Dragonfire e di Krom. I due possenti alleati convergono sul nemico. Il drago vorrebbe incenerirlo con la sua fiamma cosmica, mentre Krom ha la ferma intenzione di dare completa soddisfazione alla sua spada vampira. Guerra però li sorprende ambedue, applicando il detto “se il nemico attacca, ritirati”. Il terzo demone si è mostrato più furbo di Pestilenza e Carestia, per cui i super eroi terrestri e quelli di Krom non possono considerarlo veramente sconfitto. Ora è la volta di Morte, che rappresenta da subito gli obiettivi che gli altri tre intendono raggiungere con approcci diversi. Morte è più metafisico: appare come un fantasma oscuro, apparentemente immune ai pugni, alle spade, alla magia ed ai fulmini. Ferox, la donna leopardo terrestre, ed Aroo, l'uomo lupo di Akros, non paiono indicati ad affrontare quello dei quattro demoni che sembra il più invincibile. Ma loro, che la morte l'hanno sempre dispensata con i loro artigli e le zanne (Aroo), balzano in avanti e colpiscono. Morte è oscurità pura, che però comunica un gelo cosmico. Gli artigli della mutante di Evolution e dell'uomo lupo sono preda di un gelo che prelude all'estinzione. I loro meccanismi biologici di difesa stanno funzionando al massimo, ma il mostro è su di loro. Sprezzanti del pericolo e della morte, Ferox ed Aroo guardano negli occhi il demone che si appresta a terminarli. Poi la fiamma cosmica di Dragonfire si scatena, investendo in pieno il mostro quasi immateriale. Il potere del drago extraterrestre trascende ogni presunzione di intangibilità. Come un fiume di distruzione, calde come le fiamme di un sole, le emissioni del drago prendono in pieno Morte, che grida una sola volta prima di scomparire in quell'olocausto. Solo il potere mentale della Maga può proteggere Ferox ed Aroo, ma l'azione di Evolution è congegnata alla perfezione.


domenica 7 novembre 2010

SUPER EROI DI ALTRI MONDI_parte prima_libro 3°_107° episodio

In questa, come in altre città, il traffico automobilistico ha raggiunto livelli spaventosi. Camion e furgoni trasportano approvvigionamenti e pacchi, ma tutti questi somari, uno o due per auto, dove diavolo vanno? Tutti a riempirsi la bocca con le chiacchiere sulle potenzialità della “rete”. Ma gli acquisti per corrispondenza c'erano anche prima di Internet. Ed adesso come allora sono i camion ed i furgoni a trasportare i pacchi acquistati in Internet. L'uomo crede di evolversi, ma rimane sempre una brutta scimmia rumorosa. Ora, oltre che rumoroso, l'uomo è anche inquinante. In tv dicono che benzina e gasolio costano cari, ma allora tutti questi stupidi bipedi sono ricchi? Perché gli sciocchi piccoli bipedi implumi non si mettono d'accordo per utilizzare un'auto in due o tre? Circolano uno per auto, e poi si aspettano anche di trovare parcheggio davanti al negozio dove devono comprare, o presumibilmente solo guardare la vetrina. Perché questi che girano, giorno e notte, feriali e festivi, sono una massa di morti di fame. Tutto questo inquinamento non è neppure bilanciato dagli acquisti, visto che tutti i soldi li hanno spesi in benzina e gasolio. Al mattino c'è gente che va a lavorare, ma alle dieci cosa ci fanno tutte quelle macchine in giro? Chissà come mai, un pedone quando sale in auto diventa molto più maleducato. I ciclisti ed i motociclisti si salutano, pur non conoscendosi. Gli automobilisti, pur non conoscendosi, si mandano a stendere. Tutti gridano contro tutti, mentre sgasano veleni, che respirano felici, a pieni polmoni. Il colosso comparso improvvisamente in mezzo alla strada pensa che questi umani siano pazzi. Perché diavolo qualcuno dotato di super-poteri dovrebbe faticare e rischiare la vita per certe capre? Per ogni automobilista il pedone è uno da spaventare, con manovre pericolose. L'automobilista si crede fatto d'acciaio come la sua auto. Si crede pesante una tonnellata, ed in possesso di una forza pari alla cilindrata del motore della sua vettura. Quando uno di quegli ometti entra in un concessionario, compra l'aggeggio più grande che possa permettersi. Ometti e donnine circolano con enormi macchinoni, come se dovessero attraversare deserti e savane. Invece percorrono pochi chilometri, quasi sempre in coda con altri esagitati cyborg della mutua. Il tizio con gli occhialini pesa una sessantina di chili, e riesce anche ad avere la pancia. Si è comprato un grosso suv, per piacere alle donne, ma deve accontentarsi di intasare le strade della città. Si chiude dentro, accende il condizionatore, e respira i gas di scarico che respirerebbe gratis se abbassasse un finestrino. Seduto alla guida del suo suv nero, il nanerottolo si sente un gigante. Il suo suv è nero, perché così d'estate deve accendere al massimo il condizionatore. Poteva comprare una macchina più piccola, e bianca o gialla, ma lui è fatto così: è un cretino come tanti. Al posto di comando della sua corazzata comprata a rate, l'ometto nota qualcosa che non quadra. Quel tizio enorme e mezzo nudo, in mezzo alla strada, non dovrebbe essere troppo più alto del suo suv. Gli uomini di solito arrivano con la testa appena sopra il tettuccio, ma il tizio mezzo nudo guarda lui e la sua macchina come se fossero un bambino e la sua macchinina a pedali. L'ometto non ci sta ad essere maltrattato da un pedone, neppure uno alto due metri e mezzo. Per cui gli scatena contro la potenza immane delle trombe della sua vettura de luxe. Gli altri automobilisti ed i pedoni si tappano le orecchie, e gli gridano dietro consigli su dove andare, con chi ed a far cosa. Giungono altresì alle sue orecchie ipotesi sulla professione della sua cara mamma. No, pensa l'ometto, mamma non faceva quel mestiere. Intanto il gigante si è voltato completamente verso il suv nero, con a bordo l'ometto occhialuto. Il ghigno che si disegna su quel volto extra large promette poco di buono. Per cui il piccolo e fastidioso umano cerca di evitare il mostro, non potendolo mettere sotto. Si chiede tuttavia se il suo potente suv sarebbe in grado di abbattere e schiacciare quello sfrontato, che sembra uscito da un film mitologico. Il gigante però non si limita a voltarsi ed a sogghignare, ma estrae una spada a due tagli, a dir poco monumentale. Lui, con quelle manacce, la impugna come un carnefice pronto a staccare una o più teste da uno o più colli. La lama cala contro ed attraverso il suv nero, ma non di taglio, bensì di punta. Con quelle sue braccia, ognuna delle quali grossa come ambedue le gambe dell'ometto, il gigante infila lo spadone nel cofano, nel motore e nell'asfalto sottostante. Il suv non va né avanti, né indietro, dato che il motore da tre litri è stato spezzato in due, come una noce di cocco. Benzina ed olio colano al suolo. L'operazione del colosso è durata pochi secondi, quindi gli umani presenti non hanno pienamente afferrato le implicazioni di quel gesto. Si dice che il cervello umano sia il massimo dell'evoluzione terrestre. Nulla di più sbagliato. Forse, se parliamo di Einstein, di Nietzsche, di Freud, o di qualche grande medico, o architetto di una volta, potremmo concordare. Ma loro non erano e non sono uomini comuni. Gli uomini comuni fanno già fatica alle medie con la matematica insegnata da cani. Gli umani hanno i riflessi lenti, e ragionano per input elementari. Ecco perché adesso, che qualche donnina ha iniziato a gridare, tutti mollano le macchine dove si trovano, e scappano a piedi. Il gigante era sicuro di essere atterrato in mezzo alle mammolette. Si sorprende peraltro che con i loro muscoli rattrappiti per il poco uso riescano a scappare così in fretta. Potenza della fifa! Scappano tutti come conigli, ed il gigante non ha ancora iniziato a fare a pezzi le auto, con la sua spada fatta con un metallo senza pari su questa Terra. Strappa il suo colossale spadone dal cadavere del suv nero. Ovviamente anche il nano che guidava il suv è scappato veloce come il vento, o quasi. Dovrà pagare le rate di una macchina buona per la demolizione. Gioie della civiltà dei consumi. Il colosso cala qualche spadata di taglio, su cofani e tettucci. Il rumore è spaventoso, ma questo non è l'aspetto più grave della questione. Il punto è semmaila benzina, che scorre a fiumi sull'asfalto, e sta per prendere fuoco. Il gigante non se ne cura, come se non fosse un problema suo. Ed invece pare che lo sia, dato che si scatena un incendio, che avviluppa il suv e numerose auto vicine. Le fiamme salgono ad avvolgere il colosso, e gli osservatori pensano che forse il tizio si sia fatto fuori da solo. Pensano che in fondo sia solo muscoli e niente cervello. Ma il gigante ride, mentre le fiamme lo avvolgono, poi ne esce come se le piccole fiamme terrestri nulla potessero contro la sua pellaccia. Pare che sia così. Lui grida, ma non di dolore. Molla spadate a lampioni, e riduce in ferraglia, frantumi e poltiglia tutto ciò che si trova davanti. La polizia ha ricevuto ordine di sparare per uccidere, ma non sembra plausibile riuscirci con armi più piccole di un lanciarazzi anticarro. La situazione è sbloccata dall'arrivo dei mutanti di Evolution, spalleggiati dal colossale drago Dragonfire, che sogghigna pensando a quanto sarà divertente mettere le sue zampe addosso a quell'umanoide ipertrofico. Dragonfire apre le danze mollando una codata micidiale ad un'auto, che era già stata gravemente danneggiata dalla spada dell'energumeno. Il dottor Occulto, capo di Evolution, insiste perché il drago non distrugga, per il gusto di distruggere, quel che trova sul campo di battaglia. È il caso di tutte le automobili abbandonate dai piagnucolosi umani. Se Dragonfire scatenasse la sua super forza su di esse, poi Evolution sarebbe costretta a pagare i danni. Il drago però, furbescamente, ha fatto un po' di scena, scegliendo un veicolo comunque spacciato. Il gigante armato di spada registra il gesto di Dragonfire, ma non sembra spaventato. Si direbbe sia addirittura compiaciuto. Poi la spada micidiale sibila, senza essere preceduta da alcun annuncio. Il bersaglio della spada è ovviamente il drago alieno di Evolution. Con una velocità ed una perizia quasi da ninja, il gigante verde blocca la lama tra le palme delle sue enormi zampe anteriori. Il clangore è assordante, e l'umano mitologico alto due metri e mezzo non riesce più a liberare la spada dalla presa fantasmagorica del drago. Dragonfire prosegue la sua azione imponendo alla lama una rotazione, che impedisce al guerriero di continuare a reggerla. La spada, che ha tagliato con facilità interi monoblocchi, tettucci ed auto intere, vola ruotando su se stessa. Più veloce della spada è Kong, l'uomo bestia di Evolution, che l'afferra al volo, per poi domarla con la sua grande forza. Krom, questo il nome dell'avversario di Dragonfire, proviene da un altro mondo, ma conosce già le gesta del super gruppo. Si lancia quindi addosso al drago, che lo aspetta immobile come una roccia. Come previsto da Dragonfire, Krom è molto forte, ma la sua massa non è assimilabile a quella che vorrebbe rimuovere. Per cui rimbalza dolorante, ma subito si alza in piedi. Ferox, Fulminatore e Maga sono presenti, e la prima vorrebbe occuparsi personalmente di quel gigante. La donna leopardo gradirebbe valutare la consistenza della sua pelle. Uno che sfidi Dragonfire dovrebbe come minimo essere coperto da scaglie cornee. Ferox è sicura che i suoi artigli siano in grado di cavare sangue da quel grosso buffone. Krom passa ora a una delle mosse preferite dai super eroi e dai super criminali dei fumetti: lanciare sull'avversario un gigantesco pietrone. Come mai siano sempre disponibili tali monoliti pesantissimi lo sanno solo gli sceneggiatori. Il blocco di mattoni pieni di oggi è il risultato di uno dei colpi di spada di Krom, che non ha disdegnato di sventrare qualche edificio, al piano terra. Il macigno estemporaneo vola velocemente, segno che il gigante umano è forte come appare. Dragonfire non sembra impressionato, ed a sua volta si direbbe sia interessato più a studiare l'avversario, che a stenderlo. Fulminatore potrebbe distruggere in volo quel blocco di laterizi, ma è sicuro che Dragonfire voglia fare di testa sua. Ed in effetti il drago colpisce con un solo pugno il macigno, distruggendolo in piccoli frammenti. Krom è veramente impressionato; è un guerriero senza paura, ma adesso si rende conto che il drago è quasi sicuramente più forte di lui. Maga, che fin dall'inizio del combattimento, ha scandagliato la mente di Krom, ha scoperto il motivo della sua venuta sulla Terra. Maga sa che il drago può decidere da un momento all'altro di chiudere la disputa, impiegando la sua super fiamma. Krom forse non si rende conto di rischiare la vita, e non solo di prendersi una brutta battuta. In fondo il gigante umano è qui per reclutare Dragonfire, non per farsi abbrustolire. Maga sa quel che deve sapere, per cui colpisce. Sarebbe difficile spiegare a Krom che Maga stia agendo per il suo bene: la scarica mentale della mutante provoca un terrificante mal di testa al guerriero, che cade in ginocchio. Dragonfire avrebbe preferito bastonare ancora un po' quello sfrontato, ma in fondo lo ammira per il suo ardore guerresco. Grazie a Maga, ora tutti quelli di Evolution sanno che il tizio si chiama Krom. Meglio un nome qualsiasi, anche strano, piuttosto che chiamarlo “quello là”. L'attacco della mutante cessa, perché il suo scopo è raggiunto. Ora Krom si alza in piedi, e si avvicina a Dragonfire per stringergli la zampa. Krom parla ovviamente una lingua diversa da quella parlata dai membri di Evolution, ma la Maga vede i simboli mentali che si trovano dietro i vocaboli. Maga traduce i pensieri e le parole di Krom, che annuncia di essere giunto sulla Terra per invitare il possente Dragonfire sul suo mondo, per combattere contro una micidiale manifestazione del male cosmico. Krom, che ha apprezzato la presenza fisica ed i poteri dei mutanti di Evolution, estende anche a loro l'invito. Ferox lo squadra attentamente: ora non desidera più fargli assaggiare i suoi artigli, giacché lui è qui ad offrirle una battaglia ben più impegnativa. Gli altri di Evolution condividono la possibilità di aiutare altri paladini della giustizia, ma vigileranno contro eventuali tranelli. Fidarsi è bene, ma... Krom presumibilmente non sa dei poteri del dottor Occulto, e questa variabile gioca sempre a favore dei nostri eroi.