La Maga scruta attentamente il Granchio-Gandalf, che le cammina accanto, semi-eretto come un velociraptor. Strano questo accostamento, specie perché il Granchio-Gandalf per il resto non assomiglia assolutamente ad un rettile preistorico. Sembra proprio quel che è: un crostaceo che con questo assetto tocca quasi i due metri d'altezza. Come un rettile preistorico però l'extraterrestre non passa assolutamente inosservato. E come potrebbe farlo, se non adoperando la magia? Il dottor Occulto, che osserva l'evolversi dei fatti grazie ai suoi grandi poteri mentali, avvisa la sua allieva Maga che Granchio-Gandalf ha sviluppato a suo modo delle facoltà che potrebbero essere considerate magiche. Il super crostaceo si guarda attorno, con i suoi occhi peduncolati, e giunge alla conclusione di dover dare sfoggio delle sue arti, onde evitare che i terricoli ostacolino lui e la mutante, nella loro attività di contrasto delle forze del male. Quelli che utilizza adesso il super-crostaceo non sono precisamente incantesimi, ma funzionano ugualmente. Crea una specie di campo energetico molto esteso, all'interno del quale lui assume parvenze poco allarmanti e poco sconcertanti. Non è chiaro cosa vedano le persone, ma non degnano il Granchio-Gandalf di una seconda occhiata, come se avessero incrociato per strada la persona più insignificante del pianeta. La Maga avrebbe potuto ottenere il medesimo risultato con il suo potere psionico, ma si sarebbe dovuta concentrare su ogni singola mente umana presente. I poteri dei super crostacei, giunti da un lontano pianeta, continuano a colpire profondamente il capo di Evolution. Il dottor Occulto è molto felice che la razza di provenienza di quei quattro visitatori non abbia manifestato intenzioni bellicose contro la Terra. Altrimenti chi potrebbe controbattere l'attacco di miriadi di esseri dotati di grandi poteri, padroneggiati con estrema facilità. Fortuna che il popolo dei granchi ha sviluppato non solo una grande tecnologia e grandi facoltà intrinseche, ma anche un considerevole rispetto verso le altre specie. Almeno pare sia così. Cosa può capitare al singolare duo, composto dalla Maga e dal Granchio-Gandalf? Quale genere di nemico della legge e dell'ordine dovranno stanare e sconfiggere? Di sicuro qualcuno che abusa della magia, conoscendola bene o magari facendo esperimenti sconsigliabili. Il loro nemico di oggi è infatti un mago dilettante, ma questo fatto non deve indurre la mutante ed il crostaceo extra large a sottovalutarlo. Il tizio in questione ha collezionato per lunghi anni molti testi considerati proibiti, traendo da essi conoscenze confuse e pericolose. Di carattere schivo, quel bravo studente non si è accontentato di eccellere a scuola ed all'università. Non ha mai capito come mai le ragazze non siano affascinate dalle storie che racconta. Eppure si tratta di riflessioni che mai sentirebbero dalle bocche dei loro amici decisamente poco intellettuali. Anche lui, come molti adolescenti, si è trovato isolato dai gruppi di amici che si formavano a scuola e per strada. Tutta questa frustrazione lo induce, a distanza di anni, a cercare vendetta contro nemici più immaginari che reali. Non vorrebbe mettere in pericolo le ragazze che preferirebbe conoscere, e dalle quali vorrebbe ricevere considerazione. Tuttavia il nostro cattivo di turno non tratterebbe altrettanto bene i loro accompagnatori. Lui, il sedicente mago Chiron, intende scatenare tutte le energie in suo possesso per causare grandi dolori di stomaco a quei giovinastri che gli sembrano più belli di quel che sono realmente. Ad essere precisi, anche le ragazze del gruppo che sta osservando di nascosto non sono esattamente delle bellezze. Lui, il mago Chiron, ha perso troppo tempo a tradurre testi sconclusionati dal greco e dal latino. Forse la vista gli fa un po' cilecca, perché non si avvede che le due o tre ragazzotte, che gli sembrano dee in terra, sono in realtà non particolarmente alte e non particolarmente ben fatte. Ma ormai Chiron ha deciso: ha seguito a lungo quel gruppetto di maschietti e femminucce, ed ora scatenerà l'attacco dei demoni. Quei ragazzotti rumorosi hanno l'abitudine di passare ore in un locale collinare. Il fresco della sera fornisce poi la scusa di abbracciare questa o quella ragazza; giusto per non limitarsi al solo eloquio. Nel momento in cui il sedicente mago Chiron inizia il suo rituale evocatorio, la Maga percepisce una distorsione in atto, ad alcuni chilometri di distanza da dove si trovano lei ed il suo accompagnatore extraterrestre. La Maga potrebbe volare in loco, grazie al dispositivo individuale studiato da Kong, ma l'uomo bestia di Evolution non ha un craft adattabile alla conformazione ed alla fisiologia di Granchio-Gandalf. La Maga ripiega allora sul velivolo leggero multifunzione di Evolution. Anche questo velivolo è stato progettato e costruito dal genio tecnologico del gruppo: Kong. Qualcosa c'è di vero nelle formule che Chiron declama con enfasi, infatti le fronde dei cespugli si agitano sebbene non ci sia il vento. Forse il merito è attribuibile alla capacità di traduttore dell'aspirante mago, o forse lui senza saperlo è nato con facoltà mutanti. Il risultato è comunque fuori controllo, giacché i demoni che strisciano fuori dalla vegetazione e dall'oscurità difficilmente si accontenteranno di provocare la dissenteria ai soli maschietti della sfortunata compagnia. Vermi con i denti, biancastri e semiciechi, si muovono a velocità soprannaturale. Sono muniti di zampe, che compaiono e scompaiono in quelle masse ribollenti di protoplasma necromantico, che costituiscono i loro ributtanti corpi. Le ragazze del gruppo, motivo del contendere e dell'evocazione, gridano quasi all'unisono, perché quei fetidi mostriciattoli giungono da tutte le direzioni. Strisciano, ma ogni tanto balzano come se avessero delle molle incorporate. Inizialmente i ragazzi vorrebbero difendere le loro amiche, ma dopo pochi secondi la fuga appare loro come l'opzione migliore. E poi con cosa dovrebbero combattere contro quei “cosi”? Con le bottiglie, le sedie, i tavoli? Meglio tagliare la corda, e si salvi chi può. Chiron, il mago autodidatta che ha combinato il disastro, gode nel vedere dimostrata la viltà nel cuore dei ragazzotti suoi rivali. Però ora improvvisamente si rende conto che più che di viltà forse si tratta di volontà di sopravvivere. I mostri che ha evocato sono atti a sbranare gli esseri terrestri; non certo a provocare loro un passeggero malessere intestinale. Chiron sbuca allora a sua volta dai cespugli, ove si era rintanato dopo l'evocazione estemporanea, cercando di difendere da quei mostri le ragazze che voleva conquistare. I demoni non sono assolutamente impressionati, e fanno capire di voler mangiare anche lui. Chiron si appresta così a concludere sul nascere la sua sfortunata carriera di mago da strapazzo. Ma chi salverà le povere ragazze, che non sono riuscite a mettersi in salvo? La scarica psicocinetica della Maga colpisce uno dei mostriciattoli, facendolo schizzare per aria, più morto che vivo. Gli altri demoni si voltano verso i nuovi venuti, e li fiutano. Granchio-Gandalf ha un odore alieno anche per loro, che si bloccano quasi all'istante. Lui, il grosso crostaceo extraterrestre, agita il primo paio superiore di zampe, come se tessesse qualcosa nell'aria. Ed ecco che addosso agli intrusi demoniaci piove una sorta di rete di energia, che li blocca al suolo. Ma non sono ancora sconfitti, e mutano subitaneamente forma per sfuggire alle maglie della rete gettata da Granchio-Gandalf. Strano che un granchio getti una rete, ma quello è un granchio che guida una navetta attraverso gli anni luce che separano i pianeti. La Maga ha appreso dal dottor Occulto alcuni incantesimi, che ora le tornerebbero utili. Fruga nella sua memoria, e, come per magia, la formula più adeguata sorge e si afferma sulle altre. La mutante non aveva mai considerato questo aspetto delle arti magiche: ogni incantesimo è in qualche modo senziente, non una semplice arma. I mostri fiutano il vortice magico prima che il vortice arrivi. Cercano di scappare da quel potere superiore, essendo chiaramente a conoscenza di ciò che comporta. Il vortice grida come un indemoniato, e le ragazze umane si gettano a terra, tappandosi le orecchie. Chiron in quell'istante vede la Maga nella sua sembianza più vera: un essere luminoso, di grande potere, con la capacità di usarlo. Anche lui cade in ginocchio, di fronte allo smacco subito. Granchio-Gandalf è favorevolmente impressionato da ciò che vede. La sua razza, abilissima in abito tecnologico, non lo è altrettanto nella magia. Meno male, aggiunge mentalmente il dottor Occulto, dal suo punto di osservazione remoto. La sua allieva lo rende orgoglioso, specie ora che il vortice magico riporta i demoni da dove sono venuti, o in qualche altro inferno. Granchio-Gandalf intenderebbe a questo punto mangiare l'umano Chiron, cosicché non riprovi a combinare analoghe sciocchezze. La Maga però lo ferma: un granchio gigante che mangia un mago dilettante è difficile da spiegare all'opinione pubblica. Granchio-Gandalf annota questo ennesimo strano costume dei terricoli. La crisi non è però rientrata, dato che i vermi-demoni evocati da Chiron non sono usciti solo dal varco dimensionale ora sigillato dalla Maga. La collega mutante Navigatrice avvisa tutti i membri di Evolution che è in corso una fuoriuscita ancora più massiccia. Ferox, Kong, Fulminatore e Maga, confluiscono nell'area indicata dalla collega Navigatrice, accompagnati dai sempre più euforici granchi extraterrestri. Questa volta però la scena è tutta di Dragonfire, che si trovava da quelle parti per caso, oppure più plausibilmente era lì perché lui è il supremo difensore della Terra. Vermi-demoni ancora più numerosi sbucano da tombini, e cominciano a mangiare i copertoni delle auto in sosta. Qualcuno di essi viene investito da auto in transito, ma, sebbene schiacciato, sopravvive e si avventa sul veicolo. La fuoriuscita dei vermi si arresta, in concomitanza con l'incantesimo della Maga. Quelli in circolazione sono comunque decine, e tutti affamati. Passi pesanti e disumani preannunciano l'arrivo del drago di Evolution. Lui non ha dubbi sulla pericolosità di quei mostri, e si prepara a distruggerli. Loro lo attaccano, dimostrando di non conoscere la paura, ma anche di essere poco furbi. Le scaglie del drago sono infatti inviolabili per i denti dei vermi-demoni. Dragonfire li afferra e li scaglia contro i muri, spiaccicandoli senza possibilità di recupero. Vista la situazione disperata, i mostri extradimensionali manifestano un nuovo potere: le loro sostanze si fondono fino a formare un solo grosso vermone, che incombe sul colosso verde. I mutanti di Evolution, giunti sul posto, tengono a freno l'esuberanza dei loro granchi, perché si aspettano che il drago impieghi la super-fiamma. Ferox, Kong, Fulminatore e Maga non vorrebbero che Dragonfire senza volere arrostisse anche Granchio-gatto, Granchio-bestia, Granchio-lampo e Granchio-Gandalf. I mutanti di Evolution si sono in qualche modo affezionati alle creature spaziali. I quattro giganteschi crostacei parlottano tra loro, come se assistessero ad un film fantasmagorico. Quando il mega-verme demoniaco scatta in avanti, i mutanti di Evolution ed il dottor Occulto sanno già come andrà a finire. I granchi no, e muovono gli occhi peduncolati in tutte le direzioni possibili. Il drago pare sorridere, mentre apre le fauci possenti. Il tempo pare arrestarsi, quando la materia demoniaca incontra la fiamma cosmica del drago. Nessun inferno ha abituato i vermi-demoni ad un tale calore dirompente. Le loro componenti necromantiche cercano di disimpegnarsi in qualche modo, ed il vermone si divide in molti frammenti che cercano singolarmente di sfuggire alla morte. Ma ormai la super-fiamma si è radicata nella loro sostanza, che implode su se stessa. Nulla resta sulla Terra del passaggio dei vermi-demoni.
domenica 26 dicembre 2010
domenica 19 dicembre 2010
GRANCHI DA UN ALTRO PIANETA_2_libro 3°_113° episodio
Fulminatore, come la Maga, potrebbe sembrare un comune essere umano. Lui e sua sorella Navigatrice non hanno subito alla nascita una mutazione esteriore, a differenza di Kong e di Ferox. Fulminatore quando si aggira per la città passa relativamente inosservato. Non ha bisogno di indossare una maschera, come i super eroi dei fumetti, che sentono il bisogno di mantenere l'incognito. Evolution non è un gruppo di mutanti alla ricerca di notorietà mediatica; preferiscono semmai un basso profilo, per agire in fretta e scomparire. Né Fulminatore, né i suoi colleghi hanno intenzione di entrare in uno studio televisivo, per sottoporsi allo stupido rituale delle domande che farebbero loro i telespettatori. Oggi però Fulminatore non riesce a camminare sui marciapiedi cittadini senza suscitare l'attenzione dei passanti, che lo additano, o meglio additano quel grosso granchio blu che lo segue. Granchio-lampo sembra felice di tutta quell'attenzione da parte dei terrestri. Lui e i suoi soci sono arrivati sulla Terra per sconfiggere Dragonfire; poi, non riuscendo nel loro intento, hanno ripiegato su un piano di riserva. Adesso i quattro granchi extraterrestri seguono, come fedeli cagnolini, Ferox, Fulminatore, Kong e Maga. Il capo di Evolution, il dottor Occulto, ha raccomandato ai suoi mutanti di studiare quelle forme di vita senzienti. A dire il vero, quei granchi sono talmente senzienti da essere in grado di volare nello spazio a velocità molto superiori a quella della luce. Granchio-lampo osserva tutto ciò che lo circonda, muovendo a gran velocità i suoi occhi peduncolati. Fulminatore sembra uno che porti a spasso il cane, sennonché al posto del cane c'è un granchio blu, che, se camminasse eretto, sarebbe alto circa due metri. Invece cammina con tutte le sue otto zampe, perfettamente sincronizzate. La gente è incuriosita ma anche timorosa, specie per quelle grosse chele che scintillano di energia elettrica. È difficile che un super eroe possa farsi una passeggiata, guardando le vetrine; dovunque cammini o svolazzi un super eroe succede qualcosa di speciale o di pericoloso. Così accade che Fulminatore ed il suo assistente Granchio-lampo giungano, senza essere stati richiamati da alcun messaggio radio della polizia, nei pressi di una banca, all'interno della quale è in atto una rapina. Qualcuno potrebbe eccepire che l'attività bancaria qualche volta abbia naturalmente dei punti di contatto con le rapine, ma non raccoglieremo la provocazione. Il nostro intento è di metter a confronto le forze del bene e le forze del male. Le forze del male in questo caso sono interpretate da un gruppo di soggetti mascherati, che sono irrotti in pieno giorno nella filiale bancaria. Ed ora pretendono, come è ovvio, che i cassieri trasferiscano il contante in loro possesso nelle borse che i rapinatori astutamente si sono portati con loro. La rapina può essere fatta da banditi forti e silenziosi che sussurrano ai cassieri, oppure da esagitati che starnazzano, minacciando di morte chiunque. I banditi forti e silenziosi probabilmente preferiscono i furti con scasso: fanno grossi buchi nei muri e nei pavimenti, per entrare nella grandissima cassaforte che tutte le banche degne di tale nome dovrebbero avere. I banditi forti e silenziosi lavorano nel week end, e se ne vanno prima che la banca riapra il lunedì mattina. Invece i rapinatori sono quasi sempre come quelli che proprio adesso hanno fatto sdraiare a terra tutti i clienti e quasi tutti i bancari. A forza di sentirli gridare, la gente sdraiata sul pavimento si innervosisce, si agita e rischia di incassare ben altro che un assegno. Fulminatore odia avere a che fare con questa feccia criminale, ma sa di poter risolvere il problema meglio della polizia. I poliziotti cercherebbero di ragionare con quei pazzi drogati, non potendo rischiare di sparare nel mucchio. Fulminatore è viceversa un mutante elettrico, sprovvisto di armi da fuoco, ma dotato di energie letali, pronte ad obbedire alla sua volontà. Granchio-lampo è felicissimo di entrare in azione; ha già capito a grandi linee il piano di Fulminatore, giacché i granchi spaziali dispongono di indiscutibili talenti telepatici. Così accade che la porta della banca si apra ancora una volta, per lasciare entrare il mutante ed il suo allievo granchio. Fulminatore non ha neppure toccato la porta, ordinando semplicemente ai meccanismi elettrici di provvedere in merito. Ora c'è spazio anche per Granchio-lampo, che si dispone in guardia, alla destra del mutante di Evolution. La reazione della gente sorprende un po' Fulminatore, giacché sembrano più spaventati dai nuovi arrivati che dai banditi stessi. Poi si volta, e vede Granchio-lampo in assetto da battaglia, con le grosse chele pronte a colpire. I rapinatori reagiscono come ci si aspetterebbe da teppaglia simile: impugnano pistole e fucili, e sparano. Fulminatore ha imparato da tempo a tessere attorno a sé un campo di forza, che agisce in due tempi: identifica l'oggetto in avvicinamento, e lo collassa con una adeguata emissione di energia. Si potrebbe pensare che, tra la prima e la seconda fase, il proiettile faccia in tempo a raggiungere il bersaglio. Non è così, dato che il campo di Fulminatore agisce alla velocità della luce, mentre i proiettili forse arrivano a quella del suono. Non c'è gara! Se i presenti potessero percepire i movimenti dei proiettili, noterebbero come siano annichiliti da scariche elettriche pressoché istantanee. Ora i banditi sparano anche addosso a Granchio-lampo, e Fulminatore teme di non avere esteso a sufficienza il suo scudo energetico. Ma, del resto, uno scudo troppo esteso riduce il suo potere di interdizione. Granchio-lampo non è però indifeso. Sebbene non in grado di duplicare la mossa del suo maestro, l'alieno è provvisto di una corazza naturale, che viene scheggiata ma non distrutta dall'offensiva dei cattivi. Fulminatore ne è felice, perché sarebbe stato complicato spiegare al dottor Occulto il ferimento o addirittura l'uccisione del “suo” granchio. Prima che i banditi volgano prevedibilmente le armi contro gli ostaggi umani, Fulminatore agisce veloce come un lampo, e ci si perdoni la banalità. Scariche elettromagnetiche si muovono in linea non rettilinea dalle mani del mutante alle armi metalliche. Un istante dopo nessuno dei rapinatori è più in grado di reggere quel metallo divenuto una fonte di folgorazione. Granchio-lampo è quanto mai esaltato, e lo si capisce da come muove i peduncoli oculari e le chele. Il singolare extraterrestre scatta in avanti, con tutte le otto zampe in azione contemporanea. A differenza di Granchio-bestia, questo crostaceo di dimensioni spropositate non salta, ma ripiega su una strategia differente: investe in pieno gli sportelli rivolti al pubblico. Una cosa che moltissimi utenti delle banche vorrebbero fare almeno una volta nella loro vita. Ma loro non dispongono di quelle possenti chele, che tranciano legno e metallo con facilità. Granchio-lampo prende di mira i banditi che hanno resistito in qualche modo all'attacco del mutante di Evolution. Sicuro di raccogliere il consenso di Fulminatore, il granchio da un altro mondo atterra uno dopo l'altro tre banditi. A contatto con le sue chele, gli umani sono investiti da una scarica ad alto voltaggio. I loro capelli si rizzano sulla testa, poi i banditi, ormai ridotti decisamente male, volano letteralmente indietro di alcuni metri, come se fossero stati colpiti dal calcio di un mulo. Granchio-lampo ruota velocemente su se stesso, per guardare negli occhi Fulminatore. L'extraterrestre sembra per un istante un grande cagnone blu, che attenda i complimenti da parte del suo padrone. Solo che il granchione di zampe ne ha otto, e non quattro, e di peli neppure uno. I clienti della banca ora possono sollevarsi da terra, e si avvicinano titubanti al bestione extraterrestre. Vogliono toccarlo per ringraziarlo, o forse per appurare se sia vero, e Granchio-lampo li lascia fare. Ora è la volta di Granchio-bestia, che attende dal mutante Kong un input per dimostrare quanto vale. Come a voler fornire il materiale necessario, uno scienziato pazzo decide di scatenare il suo robot assassino! Uno scienziato pazzo senza robot assassino è un nessuno! L'aggeggio è abbastanza grosso e pesante, munito di cingoli, con quattro braccia estensibili. Lo scienziato pazzo si ricorda proprio ora di non aver previsto una via d'uscita dal suo laboratorio, che sia adeguata al suo tremendo robot. Forse si è concentrato troppo su altri aspetti della sua creazione criminale; nessuno è perfetto, si dice e si assolve. Tanto vale iniziare buttando giù un muro di mattoni. Il cingolato vagamente umanoide traballa un po' nell'impatto, si ammacca la carrozzeria, ma riesce a passare quasi indenne attraverso il varco. Attraversa un giardinetto, schiaccia alcuni innocenti fiori, e prosegue come un tank. Se il robot assassino avesse le gambe, camminando tra le auto in movimento rischierebbe di cadere, facendo subito una gran brutta figura. Invece ha i cingoli, perché lo scienziato suo padre creatore aveva fin da subito individuato i problemi di mobilità in cui la sua creatura sarebbe incorsa. Il robot assassino non è propriamente senziente: diciamo che riferisce quel che vede, ed aspetta che il creatore gli dica cosa fare. Questa procedura lo rende un po' lento, ma in fondo non è facile fare lo scienziato pazzo. I prossimi modelli saranno più scattanti ed anche più assassini del primo. Le auto sono incolonnate nella via di grande scorrimento; gli autisti pensano a quanto poco sia veloce il flusso del traffico. Una scena comune a quasi tutte le grandi città. Come se non bastasse stare fermi ad inquinare l'aria già satura di smog, ora ci si mette anche il robot assassino a complicare le cose. Seguendo gli ordini del suo capo, l'aggeggio semicingolato sale sul retro di un'auto ferma in coda, poi le transita tranquillamente sul tetto. Vetri che si frantumano, lamiere che stridono, urla di rabbia e dolore da parte degli automobilisti. Qualcuno vorrebbe sganciarsi, ma il robot assassino si mette a fare slalom sui tettucci delle auto, producendo disastri ed incubi per gli assicuratori. Kong arriva in quel frangente, accompagnato dal suo fido scudiero. Lo scienziato pazzo vede ciò che accade, grazie alle telecamere montate nella “faccia” del robot. Granchio-bestia salta abbastanza bene, per essere un grosso crostaceo. Peccato che, atterrando sui tettucci delle automobili, produca un danno paragonabile a quelli causati dai cingoli del robot assassino. Kong è decisamente più agile, ed anche più esperto. Il suo attacco a piedi uniti (piedoni o zampe) colpisce in pieno petto l'aggeggio metallico, che traballa ma non cade. Lo scienziato pazzo però riscontra un calo di qualità nella ricezione delle immagini; disturbi vari, tipo: righe, oscillazioni delle immagini, perdite di colore. Granchio-bestia, volenteroso come i suoi simili aggregati ad Evolution, piove addosso al robot, ma il robot lo vede arrivare. Due braccia estensibili scattano in una rotazione dall'interno verso l'esterno; si ode un rumoraccio riconducibile all'impatto contro la corazza del granchio. Granchio-bestia rotola, cade dal groviglio di auto, poi cerca di rimettersi in posizione d'attacco. Peccato che i granchi non siano strutturati per fare acrobazie. Kong ammira tutta quella buona volontà, ma non vorrebbe perdere troppo tempo con questa ferraglia semovente, giacché alla base di Evolution ci sarebbe la navetta spaziale dei granchi da studiare. Ammesso che la navetta collabori. Il robot assassino ruota la sua testolona piena di telecamere ed antenne. Si guarda attorno non ravvisando altro che il granchio spaziale intento a manovrare con tutte le zampe e le chele che si ritrova. Gli automobilisti delle vetture imprigionate sono intanto scappati lontano da quella battaglia tra robot e mostri vari. Non visto dalle varie telecamere del robot assassino arriva Kong, con un salto mirabolante dei suoi. Questa volta non prende a calci il metallo del semovente, ma si limita a strappargli due o tre antenne o parabole dalla testona. Lo scienziato pazzo si accorge di essere stato fregato. La prossima volta dovrà ricordarsi di integrare le antenne nella carrozzeria, come i cellulari fanno già da anni. Il robot assassino si muove senza controllo, e scende dal groviglio di auto. Urta un muro, si gira e riprende a sferragliare senza meta. Granchio-bestia, deciso a vendicarsi del maledetto aggeggio, lo carica come un lottatore di wrestling. Il grosso granchio risente dell'impatto contro tutto quel metallo, ma questa volta è il robot a cedere: la torretta rotante, comprendente testa e braccia, si sgancia dalla base cingolata. Scintille, sfrigolii di materiale elettrico in avaria, qualche movimento residuo, poi più nulla. Granchio-bestia acciaccato ma felice corre e salta a suo modo, per non perdere contatto con Kong che torna alla base di Evolution. Il grosso crostaceo vorrebbe fermarsi a festeggiare con il suo pubblico, ma il dovere lo chiama (e forse non ha neppure un pubblico).
domenica 12 dicembre 2010
GRANCHI DA UN ALTRO PIANETA_1_libro 3°_112° episodio
La navicella spaziale, colpita dal macigno lanciato da Dragonfire, è conciata male, ma non è da buttare. Fatti uscire i granchi, il drago la solleva agevolmente, per trasportarla nella sede di Evolution. Kong muore dalla voglia di studiare il sistema di propulsione che ha consentito ad un aggeggio così piccolo di superare una distanza presumibilmente quantificabile in centinaia se non migliaia di anni luce. Le navette terrestri arrivano a malapena in orbita, e potrebbero a fatica arrivare alla nostra luna. Poi però finirebbero il carburante, e non ce la farebbero a tornare. Qualcuno pensa che la Luna sia più “in alto” della Terra; di conseguenza, tornare indietro dovrebbe essere tutta una questione di freni. Peccato che nello spazio le cose vadano diversamente rispetto a ciò che accade sulle strade di montagna. Tornare sarebbe più facile, grazie alla maggiore attrazione della Terra, ma anche la Luna ha una sua gravità, che pretende un pedaggio energetico non indifferente. Ora Kong ha sotto mano (o sotto zampa) una realizzazione tecnologica che non si sposta nello spazio tra i mondi bruciando petrolio. È evidente che, solo sulla Terra, Einstein ha trovato seguito: chi viaggia più veloce della luce, se ne frega palesemente delle teorie del fisico terrestre. E viaggiare più veloci della luce significa migliaia di volte, come minimo. Questi granchi sono esemplari non adulti, che però hanno avuto a disposizione una navetta spaziale. Le implicazioni sono sconvolgenti: sul loro pianeta, fare un giro nello spazio corrisponde al nostro fare un giro in città. I granchi usciti dalla navetta sono quattro, e tutti belli grossi. I mutanti di Evolution e il drago si guardano sconcertati. Non esprimono a parole il loro stato d'animo, ma è evidente che si chiedano come diavolo abbiano fatto quei quattro a stare stipati in uno spazio così contenuto. Come se quattro nostri adolescenti fossero riusciti a salire in quattro su un unico motorino, e con esso avessero percorso centinaia di chilometri. Inspiegabile per il momento. Il dottor Occulto dispone che Ferox, Kong, Fulminatore e Maga si accollino ognuno un granchio, così da tenerli d'occhio, e studiarli. È evidente che, mentre Evolution studierà i granchi, i granchi studieranno Evolution. I giovani extraterrestri sembrano entusiasti dell'iniziativa del misterioso capo di Evolution. Si esprimono emettendo suoni che ai terrestri paiono quantomeno strani, ma hanno sicuramente facoltà telepatiche, per cui capiscono i concetti che si trovano dietro le parole. Ferox, la donna leopardo di Evolution, non intende fare la baby sitter o la hostess, ma gli ordini sono ordini. Visto che il suo granchio segue con molta attenzione le sue mosse, la mutante felina gli rivolge uno sguardo eloquente, che significa: “stammi dietro, se ci riesci”. Poi Ferox si congeda velocemente dai colleghi mutanti e da Dragonfire. Non abbiamo mai preso in considerazione il versante meno truculento del carattere della donna leopardo, ma ora notiamo che Ferox si sta divertendo a mettere alla prova il “suo” granchio. Dubita che, con tutte quelle zampe e le chele, il crostaceo possa seguirla sui tetti, e nei suoi salti spericolati. Però, quando si ferma, dopo alcuni minuti di esibizioni mirabolanti, Ferox trova il grosso granchio accanto a sé, e non ha neppure il fiatone. Per inciso, nessuno ha forse mai visto un granchio col fiatone: è solo un modo di dire. Guardando meglio, tuttavia, la mutante felina nota che la conformazione di quell'essere si è per così dire adattata al nuovo compito. Mentre pensa a come classificarlo, una definizione le si presenta spontaneamente alla mente: ecco a voi il granchio-gatto! A dire il vero il granchio-gatto non sembra troppo diverso da prima, ma è più sciolto nei movimenti. È fluido in una maniera impensabile, se usiamo come termine di paragone un animale marino con movenze adatte alle profondità oceaniche. Un granchio alto quasi due metri, che cammina semi-eretto. Il granchio-gatto fa pensare a un super-crostaceo che abbia preso lezioni da un maestro ninja! L'extraterrestre volge i suoi occhi peduncolati verso Ferox, e quel che fa ricorda ciò che gli umani chiamano “occhiolino”. Ferox pensa che, portare con sé il granchio-gatto, sarà più complicato del previsto. Kong dedica meno attenzione al suo granchio, perché la navetta spaziale lo affascina a dir poco. L'uomo bestia di Evolution è uno scienziato sotto mentite spoglie. Uno stupidotto, vedendo Kong, penserebbe ad una specie di scimmia ottusa. Nulla di più sbagliato: Kong in sé unisce la forza e l'agilità delle grandi scimmie, con un genio veramente multiforme. Aiuta Dragonfire a posizionare la navetta dei granchi, poi il drago si allontana, felice di non dover far da balia ad alcun crostaceo troppo cresciuto. Se Kong non guarda il granchio, non si può dire che il granchio non guardi Kong. Fedele ad una consegna che i quattro extraterrestri si sono dati, questo esemplare inizia ad adattarsi al suo nuovo ruolo. Adattarsi, per gli umani significa più che altro indossare un metaforico abito mentale. Per i granchi provenienti da un altro mondo invece adattarsi significa ben di più. Il granchio-bestia si manifesta quasi di colpo nella nostra realtà planetaria. Mai visto prima da alcun terricolo, il grosso crostaceo ingrossa le zampe posteriori: il quarto paio, per intenderci. Così ora può saltare come Kong, o può provarci. Le zampe del secondo e del terzo paio si riducono di dimensioni e di ingombro, mentre le zampe frontali assumono un assetto adatto a colpire, come fossero braccia. E le chele? Come nel caso del granchio-gatto, anche in questo le chele si riducono di massa e lunghezza, divenendo ornamenti della testa (se ne avessero una). A questo punto, lo scienziato di Evolution non può più ignorare il prodigio in atto. L'uomo bestia ed il granchio-bestia si studiano reciprocamente; Kong, pragmatico per carattere e disciplina, pensa che gli converrà portare a spasso il nuovo acquisto. Imparerà di sicuro più in questo modo, che restando a rimirare un manufatto alieno che, nel frattempo, si è riparato da solo, e galleggia a mezzo metro dal pavimento. Granchio-lampo non è riuscito a duplicare quella sorta di impermeabile che Fulminatore indossa in tutte e stagioni. Per il resto, ha deciso di continuare a non camminare eretto, giacché il suo potere elettrico scaturisce dalle chele. Senza bisogno di alcun contatto fisico, il crostaceo ha interpretato correttamente quale sia la caratteristica che rende unico il mutante noto come Fulminatore. Si direbbe che la razza extraterrestre dei granchi non sia all'avanguardia solo per ciò che riguarda i viaggi spaziali. Pare proprio che abbiano parallelamente sviluppato una considerevole plasticità fisica, nel senso dell'attitudine di ricollocare i propri tessuti biologici a comando. Granchio-lampo ora è blu, perché evidentemente ha associato le scariche elettriche a quel colore. Non c'è dubbio che quegli esseri coltivino altresì una propria estetica indiscutibile. Rimane solo il granchio della Maga. Ferox, Kong e Fulminatore si chiedono che nome avrà assunto, e quale sarà la sua parvenza. Stupendo la stessa Maga, con la sua conoscenza della letteratura fantasy terrestre, il suo crostaceo alto quasi due metri ha deciso di chiamarsi granchio-Gandalf. Come fa la Maga a sapere che l'alieno si chiama così? L'informazione si è tranquillamente manifestata nella mente della Maga, senza bisogno che lei la cercasse. Granchio-Gandalf cammina quasi eretto come granchio-gatto e granchio-bestia. Le zampe del primo paio sono cresciute a dismisura, mentre le chele si sono ridotte. Ferox, che per natura è la più irruente del gruppo, decide di valutare sul campo i poteri del granchio-gatto. Lei si arrampica sulle pareti quasi lisce dei palazzi cittadini. Lui fa altrettanto, grazie alle otto zampe ed alle chele. In onore di Ferox, il granchio-gatto ha assunto una colorazione gialla e nera, che ricorda l'abito mimetico di una belva della jungla. Ferox ora non cerca di lasciare indietro l'extraterrestre. Procede semplicemente come se lui non ci fosse. Il granchio-gatto, come un bravo allievo, si impegna al massimo per non perdere terreno. Pensa a quanto la sua maestra sia efficiente, con quattro soli arti. Salgono e scendono dai tetti e lungo i muri. È notte, quindi quasi nessuno li nota, eccetto i soliti gatti, amici di Ferox. A loro modo, i piccoli felini mostrano stupore nel vedere il granchio-gatto correre dietro alla donna leopardo. Poi però riprendono a scrutare la notte, con il solito distacco. Ferox fiuta il male: gli umani, che normalmente già puzzano, lo fanno ancor di più quando si preparano a colpire un proprio simile o un animale innocente. Odore a parte, il super-udito della donna leopardo capta un'animata discussione proveniente da un'automobile parcheggiata in una via poco trafficata. Potrebbe essere un litigio tra amanti; nulla che la riguardi. Si accinge quindi ad allontanarsi, per proseguire la sua ronda notturna. All'improvviso, però l'odore la raggiunge, e lei osserva con maggiore attenzione quel che accade nella strada. Per fare questo si avvicina all'automobile. I due a bordo non la possono vedere, ma gli occhi di Ferox penetrano l’oscurità con facilità. Ad un tratto, il tizio, seduto al posto di guida, estrae una pistola. La punta contro la donna, con chiari intenti omicidi. Potrebbe essere un tentativo di spaventarla, ma Ferox ritiene non sia il caso di attendere la conferma. Tanto più che potrebbe consistere in un colpo mortale. Come un fantasma, la donna leopardo compare di fronte alla vettura parcheggiata. In questo modo, distrae l'uomo armato. La donna coglie l'attimo, apre la portiera ed esce dall'auto. Corre con il cuore in gola, perché ha capito di rischiare la vita. Lui, forse pazzo o drogato, spara attraverso il cristallo, mirando a Ferox. Non si può dire che lei non se lo aspettasse, giacché per sua natura la mutante felina è sempre pronta a tutto. Anche quando è rilassata, i suoi riflessi sono a dir poco fulminei. La pallottola le passa accanto, e Ferox ha già estroflesso i suoi artigli mortali. L'uomo farebbe meglio ad usare su se stesso quell'arma, perché Ferox gli farà molto, molto male. Forse il pazzo si rende conto di non avere possibilità contro quella belva in forma umana, quindi il suo cervello non è completamente andato. Esce a sua volta dall'auto, e corre dietro alla donna. Ferox è scomparsa: con alcuni balzi ha già raggiunto i tetti, dai quali potrà piovere sul caprone, come un rapace notturno. La donna corre ed inciampa. Come mai le donne calzano scarpe inadatte a correre? Non si sa. Il suo ex amante crede di farcela ad ammazzarla, prima che Ferox lo massacri in un lago di sangue e budella fumanti. La donna leopardo potrebbe prenderlo anche adesso, ma il dottor Occulto, capo di Evolution, la raggiunge telepaticamente. C'è chi dice che il potentissimo mago mutante non dorma mai, e forse è vero. Ferox rallenta la sua azione di qualche secondo, correndo il rischio che quell'umano incapace raggiunga il suo obiettivo. Ma ecco spuntare dalle tenebre il granchio-gatto! Il pazzo umano grida per lo spavento: mai visto un crostaceo così grosso. Si sfrega gli occhi, e si chiede se la cocaina che ha sniffato poco fa sia responsabile di quella visione. La donna è gelata dall'orrore: un pazzo armato di pistola, ed un granchio leopardato, alto quasi due metri. Fosse ancora il granchio che era, non ce la farebbe a balzargli addosso in quel modo. Ma ora lui è granchio-gatto, e cinque metri di salto in lungo per lui sono un bazzecola. L'uomo non riesce a sparare in tempo; una massa corazzata, tutta zampe e chele, gli rovina addosso. Uno, forse due quintali! L'uomo se la fa letteralmente addosso dalla paura, quando capisce che il crostaceo ha chiaramente fame. La salvezza arriva da una fonte inaspettata: Ferox allontana il suo assistente, sebbene sia curiosa di vederlo addentare la faccia, il collo ed il torace di quella feccia umana. Il dottor Occulto le ha appena raccomandato di evitare situazioni che sarebbero difficilmente giustificabili alle forze dell'ordine, che finalmente giungono in soccorso della donna, più sconvolta che mai. Ferox conduce il granchio-gatto alla sede di Evolution, dove dovrà capire cosa dargli da mangiare.
domenica 5 dicembre 2010
DIFENDIAMO I NOSTRI CUCCIOLI_libro 3°_111° episodio
Una famigliola come tante altre: mamma, papà e figlia piccola. Una situazione comune in una giornata di festa: i genitori hanno portato la piccola alle giostre. Ma, da questo momento in avanti, la normalità lascia il posto al dramma. Il papà si allontana un attimo, e la bambina, che chiameremo Katy, rimane con la madre. Poi improvvisamente un'altra donna nei paraggi grida il nome del figlio. Succede di continuo che i bambini si facciano trascinare dall'euforia, e si allontanino dai genitori. La mamma di Katy in quel momento si accorge di non stingere più la manina della piccola, e si allarma a sua volta. Non pensa più a dove sia finito il figlio dell'altra donna, giacché tutta la sua attenzione è risucchiata dall'allarme personale. Pensa ad uno scherzo di Katy, ma non è così. Piange e si dispera, ma nessuno pare aver visto la bambina. Il padre torna ed inizia anche lui a chiamare Katy, che non si trova. Marito e moglie, non avendo di meglio da fare, litigano, cercando di attribuirsi a vicenda la responsabilità dell'accaduto. Le ore trascorrono lentissime, come in un incubo, ed arriva il nuovo giorno. La polizia inizia ad interrogare le persone che quel giorno ed a quell'ora erano presenti nel luna park. La detective Lucrezia sospetta fin dall'inizio che la bambina sia stata rapita. Ma chi potrebbe aver portato via la bambina quasi sotto gli occhi della madre? Questo qualcuno deve aver convinto Katy che si trattasse di uno scherzo, altrimenti la piccola avrebbe urlato. La detective ha chiesto espressamente di occuparsi del caso, perché i poteri che ha acquisito dalla simbiosi con la mutante Ferox potrebbero fare la differenza. Lucrezia chiede ed ottiene un capo di vestiario di Katy. L'olfatto della detective è particolarmente sviluppato, molto più di quello umano, ma non come quello della donna leopardo. Lucrezia prova a seguire la pista olfattiva, ma non ci riesce. Qui è necessario l'apporto di un vero super-potere. Lucrezia e Ferox si incontrano nel luna park deserto, il giorno successivo quello del rapimento di Katy. Ferox condivide il desiderio di Lucrezia di liberare al più presto la bambina. In più, Ferox desidera strappare le viscere a chi lo ha fatto. La donna leopardo ragiona come una belva della jungla, ma come darle torto? I leopardi non hanno bisogno di alcun giudice e di alcuna giuria, per comminare la pena di morte a chi attenti all'incolumità dei loro cuccioli. Gli umani sono differenti, specie quelli “civilizzati”. Ferox è sempre più convinta che l'evoluzione dell'uomo rispetto alla scimmia abbia indebolito gli istinti basilari. La civilizzazione ha poi tutelato più il violatore che il violato. Ferox fiuta la pista, e parte alla ricerca della piccola rapita. Lucrezia la segue, sapendo che non potrà arrestare i rapitori, perché Ferox farà giustizia. La donna leopardo è una forza della natura, che, una volta messa in moto, non può essere arrestata. Katy è stata allontanata dalla madre grazie alla collaborazione di un altro bambino. Costui è stato abilissimo a convincere la bambina a partecipare allo “scherzo”. Ora però la piccola comincia a capire come stanno le cose. Non è stata portata molto lontana dal luna park, ed è prigioniera di una coppia di pazzi serial killer. Non è la prima bambina che rapiscono, e secondo loro sarà la prossima a morire. Poi distruggeranno il corpo e le prove del misfatto. Intanto Ferox è entrata in contatto telepatico con la collega mutante Navigatrice, le cui abilità psioniche si integrano con il super-olfatto della donna leopardo. Lucrezia nota che Ferox accelera il passo, avvicinandosi al luogo in cui la bambina è prigioniera. In questo frangente, la storia di Katy si interseca con un'altra trama del destino. Una trama che ha come protagonista il possente Dragonfire. Il rettile alieno che lavora con i mutanti di Evolution, ha un animo gentile. A vederlo non si direbbe, ma, sotto quella pelle verde e scagliosa, batte un cuore. Di sicuro è un super-cuore, dato che il drago pesa settecento chili, ed è alto tre metri. Il possente extraterrestre non prova particolare piacere nell'incenerire i suoi nemici con la sua fiamma. Lo fa e basta, perché quello è il suo lavoro. Peraltro non prova neppure dispiacere, quando percuote mostri e disumani in genere con la sua coda potentissima. Dragonfire oggi vola grazie al suo leggerissimo supporto antigravitazionale. Il dragoncraft, inventato dal geniale uomo bestia Kong, trae energia dal corpo super potente del drago, convertendola in spinta di sostentamento e di propulsione. Silenziosissimo, Dragonfire vola sopra alberi e pascoli, respirando gli odori della natura. Se l'alieno verde non avesse stretto subito amicizia con la natura di questo pianeta, non avrebbe dato tutto se stesso in numerosissime battaglie contro le forze della devastazione. La collina sottostante è semi abbandonata, perché gli uomini hanno preferito spostarsi in massa in città, a respirare i fetori dei gas di scarico. Qualcuno però e rimasto, giacché sotto di lui pascolano placidamente numerosi bovini. Qualcuno di loro solleva la testa, e muggisce come se salutasse, o forse per dire agli altri: “guardate chi sta arrivando”. Il dragoncraft, quando non serve per volare, si ripiega in una sorta di zaino super tecnologico. Nonostante la sua massa, Dragonfire si muove con estrema leggerezza; non per cogliere di sorpresa il bestiame, bensì per non spaventarlo. I vitellini continuano a prendere il latte dalle mamme, che però osservano con una certa apprensione quel colosso mai visto prima. Il pastore, avendo riconosciuto il super eroe, trattiene il suo grande cane bianco, che potrebbe attaccare Dragonfire, e farsi male. Un vitellino giovanissimo gli si avvicina, fino ad annusare la possente zampa verde. Poi, soddisfatto dei risultati ottenuti, lecca delicatamente quello strumento di distruzione. Il pastore assiste alla scena, e vede che gli occhi del drago brillano, mentre il suo volto pare sorridere. Ma purtroppo la ricreazione è finita, dato che, da un pianeta lontano numerosi anni luce, sono giunti sulla Terra alcuni giovani granchi. Loro chiaramente non si chiamano “granchi”, ma noi non saremmo in grado di parlare la loro lingua. Neppure loro sarebbero in grado di parlare alcuna lingua terrestre, ma la cosa non li turba. Il loro scopo non è infatti il turismo, quanto attaccar briga con Dragonfire. Il dottor Occulto, capo di Evolution, ha avvisato il suo alleato alieno della possibilità che si sia sparsa la voce della sua presenza sul nostro pianeta. Tanto basterebbe ad attirare su questo mondo periferico esseri mossi da passioni, che vanno dalla curiosità alla frenesia di versare il sangue del drago. I granchi si sono sobbarcati un viaggio ad una velocità inimmaginabile per i terrestri, per fare il tiro a segno contro la pellaccia verde di Dragonfire. Ovviamente non si rendono conto di rischiare di farsi fracassare tutte le ossa, nella migliore delle ipotesi. Il dottor Occulto, grazie ai suoi poteri psionici e magici, avverte la presenza dei granchi, appena costoro entrano nell'atmosfera terrestre. Occulto avvisa Dragonfire che, nel giro di pochi secondi, gli saranno addosso. Il drago considera i granchi per quella scocciatura che sono, ma non vuole che ci vadano di mezzo i suoi amici quadrupedi. Fa appena in tempo ad alzare la testa, che una carica esplosiva vola verso di lui. Smentendo chi pensa che essere un colosso significhi muoversi lentamente, Dragonfire sposta dalla traiettoria del missile il suo nuovo piccolo amico quadrupede. Lo affida alla mamma, poi si appresta a reagire come è nella sua natura. Una roccia, infilata in profondità nel fianco della collina, viene brutalmente estratta dalla sua residenza millenaria. Dragonfire scaglia verso l'alto quel bolide di roccia, schivando di poco la navetta dei granchi. Quelli starnazzano a loro modo; se li ascoltassimo però i loro suoni ci sembrerebbero tutt'altro. Occulto capisce in quell'istante che quelli che stanno rischiando di farsi spezzare le chele dal drago sono solo stupidi adolescenti! Evidentemente l'adolescenza, con i suoi flussi ormonali fuori controllo, non è una peculiarità solo umana. Il dragoncraft, collocato sulle gigantesche spalle del drago di Evolution, si dispiega al comando mentale del colosso verde. L'energia cosmica, che pervade Dragonfire, si converte in spinta antigravitazionale, ed il drago balza verso il cielo. La navetta dei granchi è mossa da una tecnologia decisamente superiore a quella terrestre, ma il dragoncraft è un convertitore di forza, e come tale funziona meravigliosamente. I granchi si vedono arrivare addosso Dragonfire, e subito accelerano per evitare un impatto disastroso. Poi però sono i granchi ad attaccare, mediante le armi di bordo. Dragonfire potrebbe scatenare su di loro la sua super fiamma, con esiti prevedibili. Ma il dottor Occulto lo contatta telepaticamente, per avvisarlo che nei paraggi si trova Ferox. Il capo di Evolution ci tiene ad evitare che l'esuberanza del drago distrugga non solo i granchi, ma anche la donna leopardo, la detective Lucrezia e la bambina che stanno cercando. Come già dimostrato in numerose situazioni, il drago pone in primo piano la sopravvivenza degli innocenti; per cui, invece di attaccare i granchi, si allontana volando. Loro, i granchi adolescenti, si comportano come gli stupidotti che sono. Inseguono Dragonfire, credendosi grandi cacciatori interplanetari. Più in basso, in mezzo alla sterpaglia di una campagna semi abbandonata, Lucrezia fatica a star dietro a Ferox, che ha sicuramente individuato in quale costruzione si trovi Katy. Poi la donna leopardo nota il drago volante, inseguito dalla navetta aliena. Il dottor Occulto assiste, grazie ai suoi enormi poteri psionici, all'incontro tra i due componenti di Evolution. I granchi scelgono quel momento per bersagliare Dragonfire con un potente raggio disgregatore. Il drago è più sorpreso che ferito. Il dragoncraft non è altrettanto forte, e vola in pezzi. Il colosso verde precipita da decine di metri, meditando di fare molto male a chi lo ha colpito in quel modo. Come se il destino avesse volutamente intersecato le sue trame, Dragonfire atterra come una meteora sulla casa verso cui si stava recando Ferox. Le tegole si disintegrano, le travi di legno si sbriciolano, i pavimenti collassano, mentre l'invulnerabile drago subisce l'effetto della gravità terrestre. Katy si trova in una stanza al piano terra della casa su cui Dragonfire è precipitato. Viene risparmiata dall'impatto principale, ma il soffitto minaccia di schiacciarla nel giro di pochi minuti. Ferox scatta come una furia, sfonda una finestra, e seguendo il suo istinto, raggiunge Katy un attimo prima che le macerie la travolgano. Lucrezia, giunta nei pressi della casa distrutta, assiste alla fulminea uscita di Ferox, che, reggendo la bambina, schizza fuori dal disastro incombente. I due rapitori si sono miracolosamente salvati, ma adesso affrontano Dragonfire. Sono atterriti, e lui non ha motivo di prendersela con loro. Sennonché nota un forno acceso, all'interno del quale individua alcune piccole ossa quasi distrutte dalle fiamme. Il dottor Occulto realizza, in quella frazione di secondo, un ponte mentale tra il drago e la donna leopardo. Ed allora Dragonfire ringrazia il destino di averlo coinvolto in quella vicenda. Lui diventa giudice, giuria e carnefice, restituendo ai due inqualificabili criminali una piccola dose del male che troppo spesso hanno somministrato. Le fiamme del drago sono fin troppo pietose, e concludono in maniera eccessivamente pulita due squallide esistenze volte all'adorazione della morte. Ciò che resta della casa prende fuoco. Dragonfire è ovviamente immune alla sua cura, ed esce dai ruderi fumanti per regolare i conti con i suoi stupidi aggressori extraterrestri. Questa volta la roccia che vola verso il cielo coglie in pieno la navetta, che precipita, rimbalza e si frantuma. I granchi riescono a cavarsela con alcune contusioni, e cercano di allontanarsi, prima che il drago metta loro le zampe addosso. Ma prima di lui arriva Ferox, che, desiderosa di restituire il favore a Dragonfire, esibisce i suoi pericolosi artigli, pronta ad affondarli. I granchi perdono ogni velleità, e fanno capire di volersi arrendere. L'arrivo del colosso verde induce gli extraterrestri ad accentuare la loro sottomissione, agitando le chele e gli occhi peduncolati. Il dottor Occulto intanto si chiede cosa dovrà farne di quegli stupidotti extraterrestri. Come farà a rimandarli a casa? Sarà possibile contattare i loro genitori, perché vengano a riprenderseli?
