Fulminatore, come la Maga, potrebbe sembrare un comune essere umano. Lui e sua sorella Navigatrice non hanno subito alla nascita una mutazione esteriore, a differenza di Kong e di Ferox. Fulminatore quando si aggira per la città passa relativamente inosservato. Non ha bisogno di indossare una maschera, come i super eroi dei fumetti, che sentono il bisogno di mantenere l'incognito. Evolution non è un gruppo di mutanti alla ricerca di notorietà mediatica; preferiscono semmai un basso profilo, per agire in fretta e scomparire. Né Fulminatore, né i suoi colleghi hanno intenzione di entrare in uno studio televisivo, per sottoporsi allo stupido rituale delle domande che farebbero loro i telespettatori. Oggi però Fulminatore non riesce a camminare sui marciapiedi cittadini senza suscitare l'attenzione dei passanti, che lo additano, o meglio additano quel grosso granchio blu che lo segue. Granchio-lampo sembra felice di tutta quell'attenzione da parte dei terrestri. Lui e i suoi soci sono arrivati sulla Terra per sconfiggere Dragonfire; poi, non riuscendo nel loro intento, hanno ripiegato su un piano di riserva. Adesso i quattro granchi extraterrestri seguono, come fedeli cagnolini, Ferox, Fulminatore, Kong e Maga. Il capo di Evolution, il dottor Occulto, ha raccomandato ai suoi mutanti di studiare quelle forme di vita senzienti. A dire il vero, quei granchi sono talmente senzienti da essere in grado di volare nello spazio a velocità molto superiori a quella della luce. Granchio-lampo osserva tutto ciò che lo circonda, muovendo a gran velocità i suoi occhi peduncolati. Fulminatore sembra uno che porti a spasso il cane, sennonché al posto del cane c'è un granchio blu, che, se camminasse eretto, sarebbe alto circa due metri. Invece cammina con tutte le sue otto zampe, perfettamente sincronizzate. La gente è incuriosita ma anche timorosa, specie per quelle grosse chele che scintillano di energia elettrica. È difficile che un super eroe possa farsi una passeggiata, guardando le vetrine; dovunque cammini o svolazzi un super eroe succede qualcosa di speciale o di pericoloso. Così accade che Fulminatore ed il suo assistente Granchio-lampo giungano, senza essere stati richiamati da alcun messaggio radio della polizia, nei pressi di una banca, all'interno della quale è in atto una rapina. Qualcuno potrebbe eccepire che l'attività bancaria qualche volta abbia naturalmente dei punti di contatto con le rapine, ma non raccoglieremo la provocazione. Il nostro intento è di metter a confronto le forze del bene e le forze del male. Le forze del male in questo caso sono interpretate da un gruppo di soggetti mascherati, che sono irrotti in pieno giorno nella filiale bancaria. Ed ora pretendono, come è ovvio, che i cassieri trasferiscano il contante in loro possesso nelle borse che i rapinatori astutamente si sono portati con loro. La rapina può essere fatta da banditi forti e silenziosi che sussurrano ai cassieri, oppure da esagitati che starnazzano, minacciando di morte chiunque. I banditi forti e silenziosi probabilmente preferiscono i furti con scasso: fanno grossi buchi nei muri e nei pavimenti, per entrare nella grandissima cassaforte che tutte le banche degne di tale nome dovrebbero avere. I banditi forti e silenziosi lavorano nel week end, e se ne vanno prima che la banca riapra il lunedì mattina. Invece i rapinatori sono quasi sempre come quelli che proprio adesso hanno fatto sdraiare a terra tutti i clienti e quasi tutti i bancari. A forza di sentirli gridare, la gente sdraiata sul pavimento si innervosisce, si agita e rischia di incassare ben altro che un assegno. Fulminatore odia avere a che fare con questa feccia criminale, ma sa di poter risolvere il problema meglio della polizia. I poliziotti cercherebbero di ragionare con quei pazzi drogati, non potendo rischiare di sparare nel mucchio. Fulminatore è viceversa un mutante elettrico, sprovvisto di armi da fuoco, ma dotato di energie letali, pronte ad obbedire alla sua volontà. Granchio-lampo è felicissimo di entrare in azione; ha già capito a grandi linee il piano di Fulminatore, giacché i granchi spaziali dispongono di indiscutibili talenti telepatici. Così accade che la porta della banca si apra ancora una volta, per lasciare entrare il mutante ed il suo allievo granchio. Fulminatore non ha neppure toccato la porta, ordinando semplicemente ai meccanismi elettrici di provvedere in merito. Ora c'è spazio anche per Granchio-lampo, che si dispone in guardia, alla destra del mutante di Evolution. La reazione della gente sorprende un po' Fulminatore, giacché sembrano più spaventati dai nuovi arrivati che dai banditi stessi. Poi si volta, e vede Granchio-lampo in assetto da battaglia, con le grosse chele pronte a colpire. I rapinatori reagiscono come ci si aspetterebbe da teppaglia simile: impugnano pistole e fucili, e sparano. Fulminatore ha imparato da tempo a tessere attorno a sé un campo di forza, che agisce in due tempi: identifica l'oggetto in avvicinamento, e lo collassa con una adeguata emissione di energia. Si potrebbe pensare che, tra la prima e la seconda fase, il proiettile faccia in tempo a raggiungere il bersaglio. Non è così, dato che il campo di Fulminatore agisce alla velocità della luce, mentre i proiettili forse arrivano a quella del suono. Non c'è gara! Se i presenti potessero percepire i movimenti dei proiettili, noterebbero come siano annichiliti da scariche elettriche pressoché istantanee. Ora i banditi sparano anche addosso a Granchio-lampo, e Fulminatore teme di non avere esteso a sufficienza il suo scudo energetico. Ma, del resto, uno scudo troppo esteso riduce il suo potere di interdizione. Granchio-lampo non è però indifeso. Sebbene non in grado di duplicare la mossa del suo maestro, l'alieno è provvisto di una corazza naturale, che viene scheggiata ma non distrutta dall'offensiva dei cattivi. Fulminatore ne è felice, perché sarebbe stato complicato spiegare al dottor Occulto il ferimento o addirittura l'uccisione del “suo” granchio. Prima che i banditi volgano prevedibilmente le armi contro gli ostaggi umani, Fulminatore agisce veloce come un lampo, e ci si perdoni la banalità. Scariche elettromagnetiche si muovono in linea non rettilinea dalle mani del mutante alle armi metalliche. Un istante dopo nessuno dei rapinatori è più in grado di reggere quel metallo divenuto una fonte di folgorazione. Granchio-lampo è quanto mai esaltato, e lo si capisce da come muove i peduncoli oculari e le chele. Il singolare extraterrestre scatta in avanti, con tutte le otto zampe in azione contemporanea. A differenza di Granchio-bestia, questo crostaceo di dimensioni spropositate non salta, ma ripiega su una strategia differente: investe in pieno gli sportelli rivolti al pubblico. Una cosa che moltissimi utenti delle banche vorrebbero fare almeno una volta nella loro vita. Ma loro non dispongono di quelle possenti chele, che tranciano legno e metallo con facilità. Granchio-lampo prende di mira i banditi che hanno resistito in qualche modo all'attacco del mutante di Evolution. Sicuro di raccogliere il consenso di Fulminatore, il granchio da un altro mondo atterra uno dopo l'altro tre banditi. A contatto con le sue chele, gli umani sono investiti da una scarica ad alto voltaggio. I loro capelli si rizzano sulla testa, poi i banditi, ormai ridotti decisamente male, volano letteralmente indietro di alcuni metri, come se fossero stati colpiti dal calcio di un mulo. Granchio-lampo ruota velocemente su se stesso, per guardare negli occhi Fulminatore. L'extraterrestre sembra per un istante un grande cagnone blu, che attenda i complimenti da parte del suo padrone. Solo che il granchione di zampe ne ha otto, e non quattro, e di peli neppure uno. I clienti della banca ora possono sollevarsi da terra, e si avvicinano titubanti al bestione extraterrestre. Vogliono toccarlo per ringraziarlo, o forse per appurare se sia vero, e Granchio-lampo li lascia fare. Ora è la volta di Granchio-bestia, che attende dal mutante Kong un input per dimostrare quanto vale. Come a voler fornire il materiale necessario, uno scienziato pazzo decide di scatenare il suo robot assassino! Uno scienziato pazzo senza robot assassino è un nessuno! L'aggeggio è abbastanza grosso e pesante, munito di cingoli, con quattro braccia estensibili. Lo scienziato pazzo si ricorda proprio ora di non aver previsto una via d'uscita dal suo laboratorio, che sia adeguata al suo tremendo robot. Forse si è concentrato troppo su altri aspetti della sua creazione criminale; nessuno è perfetto, si dice e si assolve. Tanto vale iniziare buttando giù un muro di mattoni. Il cingolato vagamente umanoide traballa un po' nell'impatto, si ammacca la carrozzeria, ma riesce a passare quasi indenne attraverso il varco. Attraversa un giardinetto, schiaccia alcuni innocenti fiori, e prosegue come un tank. Se il robot assassino avesse le gambe, camminando tra le auto in movimento rischierebbe di cadere, facendo subito una gran brutta figura. Invece ha i cingoli, perché lo scienziato suo padre creatore aveva fin da subito individuato i problemi di mobilità in cui la sua creatura sarebbe incorsa. Il robot assassino non è propriamente senziente: diciamo che riferisce quel che vede, ed aspetta che il creatore gli dica cosa fare. Questa procedura lo rende un po' lento, ma in fondo non è facile fare lo scienziato pazzo. I prossimi modelli saranno più scattanti ed anche più assassini del primo. Le auto sono incolonnate nella via di grande scorrimento; gli autisti pensano a quanto poco sia veloce il flusso del traffico. Una scena comune a quasi tutte le grandi città. Come se non bastasse stare fermi ad inquinare l'aria già satura di smog, ora ci si mette anche il robot assassino a complicare le cose. Seguendo gli ordini del suo capo, l'aggeggio semicingolato sale sul retro di un'auto ferma in coda, poi le transita tranquillamente sul tetto. Vetri che si frantumano, lamiere che stridono, urla di rabbia e dolore da parte degli automobilisti. Qualcuno vorrebbe sganciarsi, ma il robot assassino si mette a fare slalom sui tettucci delle auto, producendo disastri ed incubi per gli assicuratori. Kong arriva in quel frangente, accompagnato dal suo fido scudiero. Lo scienziato pazzo vede ciò che accade, grazie alle telecamere montate nella “faccia” del robot. Granchio-bestia salta abbastanza bene, per essere un grosso crostaceo. Peccato che, atterrando sui tettucci delle automobili, produca un danno paragonabile a quelli causati dai cingoli del robot assassino. Kong è decisamente più agile, ed anche più esperto. Il suo attacco a piedi uniti (piedoni o zampe) colpisce in pieno petto l'aggeggio metallico, che traballa ma non cade. Lo scienziato pazzo però riscontra un calo di qualità nella ricezione delle immagini; disturbi vari, tipo: righe, oscillazioni delle immagini, perdite di colore. Granchio-bestia, volenteroso come i suoi simili aggregati ad Evolution, piove addosso al robot, ma il robot lo vede arrivare. Due braccia estensibili scattano in una rotazione dall'interno verso l'esterno; si ode un rumoraccio riconducibile all'impatto contro la corazza del granchio. Granchio-bestia rotola, cade dal groviglio di auto, poi cerca di rimettersi in posizione d'attacco. Peccato che i granchi non siano strutturati per fare acrobazie. Kong ammira tutta quella buona volontà, ma non vorrebbe perdere troppo tempo con questa ferraglia semovente, giacché alla base di Evolution ci sarebbe la navetta spaziale dei granchi da studiare. Ammesso che la navetta collabori. Il robot assassino ruota la sua testolona piena di telecamere ed antenne. Si guarda attorno non ravvisando altro che il granchio spaziale intento a manovrare con tutte le zampe e le chele che si ritrova. Gli automobilisti delle vetture imprigionate sono intanto scappati lontano da quella battaglia tra robot e mostri vari. Non visto dalle varie telecamere del robot assassino arriva Kong, con un salto mirabolante dei suoi. Questa volta non prende a calci il metallo del semovente, ma si limita a strappargli due o tre antenne o parabole dalla testona. Lo scienziato pazzo si accorge di essere stato fregato. La prossima volta dovrà ricordarsi di integrare le antenne nella carrozzeria, come i cellulari fanno già da anni. Il robot assassino si muove senza controllo, e scende dal groviglio di auto. Urta un muro, si gira e riprende a sferragliare senza meta. Granchio-bestia, deciso a vendicarsi del maledetto aggeggio, lo carica come un lottatore di wrestling. Il grosso granchio risente dell'impatto contro tutto quel metallo, ma questa volta è il robot a cedere: la torretta rotante, comprendente testa e braccia, si sgancia dalla base cingolata. Scintille, sfrigolii di materiale elettrico in avaria, qualche movimento residuo, poi più nulla. Granchio-bestia acciaccato ma felice corre e salta a suo modo, per non perdere contatto con Kong che torna alla base di Evolution. Il grosso crostaceo vorrebbe fermarsi a festeggiare con il suo pubblico, ma il dovere lo chiama (e forse non ha neppure un pubblico).
domenica 19 dicembre 2010
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