L'umano corre a perdifiato, voltandosi continuamente indietro. Nella sua mente malata, l'urgenza è massima. Non può fermarsi o cadere ora; non adesso che è così vicino al raggiungimento del suo obiettivo. Il piano che ha messo in moto proseguirà anche senza senza di lui, ma solo se i suoi nemici senza volto non lo bloccheranno nel prossimo tratto di strada. Ferox, la donna leopardo di Evolution, potrebbe stroncare quel debole essere umano in qualsiasi momento. Invece di limitarsi a terrorizzarlo con i suoi mugolii di morte, potrebbe balzare su di lui, strappandogli pelle e muscoli. Gli artigli della mutante, sapienti nel loro potere distruttivo, sarebbero in grado di mantenerlo in vita, nonostante le tremende ferite da loro stessi inferte. Come mai allora Ferox lascia che la feccia umana continui a correre in quel modo ridicolo e disfunzionale? Un semplice gatto, uno di quelli che sempre seguono le gesta della donna leopardo, si muoverebbe al doppio della velocità di quel ridicolo bipede vestito e sudato. Ferox percepisce le pulsazioni della sua vittima; il cuore dell'umano pare voler uscire dal petto, non abituato a quello sforzo prolungato. La mutante sogghigna pensando a quando strapperà davvero quel cuore ancora pulsante, da quel debole petto. L'uomo si è probabilmente macchiato di un duplice omicidio. La feccia umana, prossima a sprofondare all'inferno, ha con ogni probabilità assassinato le sue due figlie gemelle, di sei anni. Lo ha fatto per recare danno e spregio alla moglie, che lo aveva lasciato. Ecco perché Ferox lo sta seguendo da diversi chilometri. Sta cercando il posto giusto, isolato e nascosto, che si presti al suo interrogatorio. È sicura che il delinquente rivelerà se ha ucciso le figlie, e come. Dovessero essere ancora in vita, Ferox lo risparmierà momentaneamente. Qualora la donna leopardo fosse però sicura che il tizio avesse commesso un tale efferato delitto, prolungherebbe oltre ogni limite immaginabile la sua sofferenza, prima di divorargli il cuore. Ferox non possiede i poteri mentali della sua collega Maga; altrimenti saprebbe che il morituro è in effetti un assassino dei peggiori. Scoprirebbe altresì che intende sfuggire ad ogni resa dei conti gettandosi sotto un treno. La donna leopardo non gli consentirebbe mai di cavarsela in un modo quasi indolore. Ma non lo sa, ed il tizio giunge correndo disperatamente nella stazione. Solo nei paesi piccoli o arretrati è possibile accedere liberamente alle stazioni ferroviarie. Nelle città degne di tale nome, ci si deve prima munire di un biglietto. La fortuna dei topi di fogna gli sorride, perché proprio ora sopraggiunge un treno, che non ferma in quella stazione. L'assassino, volge per l'ultima volta la faccia all'indietro, per schernire la formidabile avversaria. Forse aveva capito si trattasse di Ferox, forse no. Ora però, negli ultimi istanti di vita, trema al pensiero di ciò che la tremenda creatura gli avrebbe fatto soffrire. Salta quasi felice incontro alla morte; felice come un maledetto pazzo, che abbia ucciso chi aveva di più caro per mostrare il suo eterno odio verso la moglie, alla quale un tempo aveva giurato eterno amore. Ferox ha capito con un istante di ritardo, ma scatta comunque come una molla d'acciaio. Vuole completare la sua missione, squartando quella larva maledetta. Il treno però è in vantaggio, ed il conducente non prova neppure a frenare. Questione di secondi e l'acciaio lanciato a oltre cento chilometri orari frantumerà e sparpaglierà deboli ossa e fragile carne, schizzando sangue ed altri liquidi ovunque. Inosservato come sempre, il ninja grigio arriva però una frazione di secondo prima. O meglio è la sua spada nera a farlo. Ferox è l'unica tra i presenti in grado di comprendere, grazie ai suoi super-riflessi, cosa stia accadendo. L'unica oltre al ninja grigio, ovviamente. Il tempo pare formarsi, per il lurido assassino, sospeso in aria in attesa di essere spappolato dalla pesantissima motrice. La lama pervasa di un potere necromantico gli seziona l'intero stomaco, bevendo il suo sangue maledetto. La spada nera del ninja grigio reclama così facendo l'anima maledetta del cane in parvenza umana. Quando, in istante dopo, il treno spappola, disarticola, frantuma e disintegra la sostanza del criminale, la sua anima non è più lì. Il potere ultraterreno della spada nera ha già scagliato quella consapevolezza assassina in un inferno nel quale soffrirà pene inenarrabili. Se un istante prima di morire aveva creduto che sarebbe tutto finito, ora scopre che quello è solo l'inizio. Il ninja grigio solleva la sua spada, per salutare Ferox, poi scompare nell'ombra come sempre. La donna leopardo è frustrata, ma si limita a squarciare con i suoi artigli micidiali parte della pensilina metallica dalla quale ha osservato tutto. Il metallo piange e si apre come fosse carne, ma si rifiuta di sanguinare. Il mugolio di Ferox è particolarmente acuto, ed ogni essere vivente nei paraggi sente lungo la spina dorsale un brivido di morte. Poi anche la mutante di Evolution abbandona la scena. Ha ben compreso ciò che è accaduto, conoscendo i poteri della spada nera. Si consolerà squarciando quanto prima qualcun altro che lo meriti. Le anime possono soffrire come e più dei corpi, perché non è facile distruggere un anima. I torturatori infernali si divertono senza il timore che la preda possa sfuggire loro. In fondo è già morto! Le anime gridano di dolore, e, come se non bastasse, quei suoni di estrema sofferenza continuano all'infinito, o quasi. Buon divertimento feccia! Il ninja grigio non era però l'unico ninja in circolazione. Sfortunatamente per Ferox, un ninja nero, appartenente alla setta degli assassini, la colpisce con un dardo avvelenato. Se la donna leopardo non si fosse distratta, il colpo non sarebbe giunto a segno. Riposta la cerbottana, il sicario prezzolato si accinge a scappare. Immagina di mettere le mani sui soldi che gli hanno promesso. Ora però è lui a distrarsi, ma non gli capiterà più. Infatti un metro di acciaio lo passa da parte a parte. Poi il ninja grigio estrae velocemente la spada necromantica, per evitare che faccia indigestione e diventi ingorda. Il ninja nero esce dalla storia. Forse qualcuno lo aiuterà a guarire, o forse morirà dissanguato sul pavimento della stazione; non ci interessa neppure se i corvi pasteggeranno con i suoi occhi. La nostra narrazione concerne Ferox, e la donna leopardo, colpita dal dardo avvelenato, fatica a reggersi. Per il ninja grigio il pensiero è azione. Senza perdere un secondo, se la carica in spalla, e corre verso la base di Evolution. Convince un tassista a fermarsi, ed il tassista, fortunatamente per lui, asseconda la volontà dell'eroe mascherato, armato di una convincente katana nera. Ferox non ha perso conoscenza, grazie alla sua grande forza, ma deve ricevere cure immediate. Kong ed il dottor Occulto faranno per lei ciò che i medici umani non potrebbero. Il fondatore e capo di Evolution ha percepito in tempo reale l'attacco contro Ferox. Potrebbe recriminare sul fatto che la donna leopardo fosse in azione da sola; ma è grato all'alleato ninja grigio per il sollecito soccorso. Il dottor Occulto, quando si muove all'interno della base di Evolution, occupa il suo corpo fisico. In questo modo i suoi poteri sono più forti. I talenti psionici del dottor Occulto e della sua allieva Maga si accompagnano ai loro incantesimi di magia naturale. Quando il ninja grigio e Ferox giungono nei locali della base di Evolution, Kong, l'uomo bestia, nonché scienziato, ha già predisposto tutte le sue apparecchiature diagnostiche. Il dottor Occulto deve necessariamente sedare la donna leopardo, e lei accetta di malavoglia, non potendo disobbedire al suo maestro. La scansione tecnologica e psionica individua subito la natura letale della tossina, inoculata dal dardo proveniente dalla cerbottana del quasi sicuramente defunto ninja nero. A questo punto è irrilevante individuare il mandante del tentato omicidio. Tutte le energie del super-gruppo servono a disperdere la carica assassina. La Maga contatta Ferox, che si sente prigioniera del suo stesso corpo malato. La mutante felina vorrebbe lottare attivamente, per aiutare le sue stesse cellule, che combattono strenuamente contro l'invasore. Può capitare che, in momenti come questo, con le difese abbassate, un potente nemico attacchi. La dimensione degli incubi è atemporale, perché sicuramente da qualche parte nel mondo è notte. Loro, gli incubi, lavorano ventiquattro ore su ventiquattro. Forse non dormono neppure, dovendo lavorare nei sogni altrui. Evolution è osservata con estrema attenzione da un essere incappucciato, che ha avuto recentemente la sfortuna di incontrare Dragonfire. Adesso l'incappucciato medita vendetta. Se Ferox non fosse drasticamente indebolita, gli incubi non sfiderebbero la sua furia, ma la situazione che si presenta non possono e non vogliono lasciarsela sfuggire. La donna leopardo si sente pertanto sprofondare in un diverso stato dell'esistenza. Gli incubi, come è noto, perseguitano il genere umano fin dagli albori. Sono i soli esseri che non siamo riusciti a sottomettere, perché non possiamo affrontarli armi in pugno. Gli incubi però tendono a strafare, comportandosi come se tutti i terrestri dovessero scappare terrorizzati al loro arrivo. La novità è per Ferox tutt'altro che paralizzante. Lei è abituata a suscitare terrore, non a subirlo. Pensa che chiunque la stia catturando avrà ciò che si merita. Si ritrova così in un sorta di tenebra schiumosa, che la segue, la precede e le si appiccica addosso. Ciò indurrebbe un umano a sentirsi a disagio, e forse a disperarsi. Ferox invece estoflette i suoi artigli, e percuote quella melma cedevole. Un attacco fisico non dovrebbe essere in grado di ferire un ectoplasma oscuro; è vero, ma la mutante di Evolution attacca comunque. Il suo non subire, non cedere, non arretrare incrementa la sua già grande forza. Sulla Terra, la guarigione del suo corpo accelera. La tenebra melmosa risente della decisione indomabile di Ferox, ed è essa stessa a recedere, per rintanarsi impaurita negli angoli. L'incappucciato, capo di quel nugolo immane di mostriciattoli verrucosi, decide allora di attaccare personalmente. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia impaurito. Evidentemente anche l'incappucciato deve rendere conto a qualcuno. Compare all'improvviso di fronte a Ferox. È molto più grosso e alto di lei, e regge una falce; vorrebbe atteggiarsi a manifestazione locale della morte. Potrebbe funzionare, oppure no. Conosce il valore dell'avversaria, che non ha avuto problemi a liquidare un lupo mannaro da lui inviato. La falce sibila pericolosamente; Ferox non cede neppure un istante all'impulso di lasciarsi colpire, essendo quello solo un sogno. Il suo istinto di belva della jungla non le permetterebbe di commettere una tale leggerezza, che peraltro le risulterebbe fatale. Purtroppo il corpo etereo di Ferox non è scattante come quello in carne ed ossa. Nonostante ciò, lei salta, schivando di poco la lama mortale. Si rende conto che sta combattendo per la vita, ma non chiederebbe mai pietà. Piuttosto ringhia, scattando a sua volta in avanti. L'incappucciato prova un istante dopo il morso dei suoi artigli mortali, ma quel corpo necromantico guarisce quasi istantaneamente. La lama cala, con un fischio agghiacciante, addosso alla donna leopardo. L'aggeggio mortale si conficca in quel suolo roccioso, dimostrando con quale facilità potrebbe amputare gli arti a Ferox, e non solo. I felini esistono sulla Terra da molto più tempo di noi umani. Il motivo del loro successo è la capacità di combattere all'ultimo sangue contro chiunque. Un gatto di pochi chili può infliggere ferite profonde, e finanche cavare gli occhi, ad un uomo di cento chili. In questa battaglia, nella dimensione degli incubi, c'è solo uno che può ferire ed uccidere: l'incappucciato. Allora come mai Ferox lo costringe ad arretrare? Forse la mutante è furia inarrestabile allo stato puro. O forse sa che Evolution non la abbandonerà. Esistono sulla Terra pochi in grado di aprire un portale verso la dimensione degli incubi. Il dottor Occulto può farlo, lo ha fatto in passato e lo sta rifacendo. Lo spazio stesso pare strapparsi, mentre un colosso verde irrompe in quello stato dell'esistenza. Guarda l'incappucciato con disprezzo, per il suo meschino attacco contro la sua alleata. La falce ora sibila, mentre acquista velocità. Il suo bersaglio è Dragonfire, che non accenna a spostarsi, né a difendersi. Non ne ha bisogno, giacché è il metallo fortissimo a non reggere l'impatto. Il clangore si ripercuote a grandissima distanza, mentre l'incappucciato cade in ginocchio. Sanguina una sostanza putrescente, da ferite che non si chiudono. La simbiosi con la lama, ora distrutta, lo ha praticamente frantumato. Dragonfire lo solleva con una sola zampa, e coll'altra lo colpisce con un pugno a dir poco formidabile. Quando cade dolorosamente al suolo, dopo un lungo volo, l'incappucciato chiama a sé i suoi sgherri, ma quelli hanno già preso il largo. Prova a rialzarsi, per scappare a sua volta da quella forza terrificante e sicuramente non terrestre. Dragonfire lo lascia fare, perché Ferox è ormai guarita dall'avvelenamento, e, nella dimensione degli incubi, affonda finalmente con successo i suoi artigli nelle carni ora vulnerabili del mostro. Gli strappa carne, cartilagini, organi e tutto ciò che si trova alla sua portata. Anche lei sa che questo non ucciderà l'incappucciato, ma la soddisfazione è grande. Il demone guardiano soffre le pene della carne distrutta, e del sangue versato a fiumi; poi finalmente riesce, con le sue forze residue, a trasportare altrove ciò che resta di lui. Ferox ringrazia il colosso verde, provando insolita commozione per il fatto che Evolution sia per lei una vera famiglia, e molto di più.
domenica 13 febbraio 2011
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