domenica 27 marzo 2011

UCCIDERE LA MAGA_4° libro_127° episodio

Si direbbe che “sbagliando si impara” sia il motto di quei mercenari, che, nonostante le sconfitte subite, perseverano nei loro tentativi di eliminare componenti di Evolution, amici e parenti. Cosa possono avere appreso dagli scontri con i super-eroi mutanti e finanche con il drago? La prima lezione è: non provateci con Dragonfire! Non si può escludere che un gruppo numeroso di mercenari, pronti a tutto ed armati degli aggeggi più devastanti in commercio, sfidi l'alieno verde. Sarebbero però sicuramente spinti dalla disperazione, e destinati a finire all'ospedale, o all'obitorio. Dovesse succedere, ci sarà da ridere a raccontarla. La seconda lezione, appresa dai mercenari attaccabrighe, riguarda Kong. Avvicinarsi alle sue spalle, e prenderlo di mira, non significa necessariamente segnare un punto a proprio vantaggio. L'uomo bestia di Evolution ha riflessi e muscoli super-umani; quindi balza fuori tiro con estrema facilità. Essendo tanto veloce, nonostante la mole, risulta estremamente difficile colpirlo con pistole e fucili durante uno scontro dichiarato. Forse con una mitraglietta sarebbe in grado di sforacchiarlo un po', sempre che Kong non sia già atterrato addosso ai suoi tentati killer, come una tonnellata di mattoni. Ossa rotte, nella migliore delle ipotesi. Terza lezione: Ferox non perdona. Non significa che uccida chiunque le capiti tra le zampe; diciamo però che è quasi così. Ci sono anche quelli che sopravvivono ai suoi artigli, ma sono ridotti talmente male, feriti in profondità e doloranti a vita, che forse preferirebbero essere morti. Lei non è indebolita, né rallentata da alcuna etica umana. Ferox è una donna leopardo, con i poteri ed il carattere di un grande felino. Di suo ci mette l'intelligenza superiore dei mutanti. Kong è più “buono”, nel senso che non si diverte particolarmente ad estrarre la colonna vertebrale dalle schiene dei nemici. Lui si accontenta di sferrare pugni e calci, con una super-forza che le ossa le frantuma dove si trovano, con tutti gli effetti collaterali da non sottovalutare. Kong è uno scienziato, che si arrabbia veramente solo quando qualcuno lo ostacola nel corso delle sue ricerche. Mercenari che lo assalgono per strada rientrano in questa categoria di futuri pluri-traumatizzati. Fulminatore, come abbiamo più volte rilevato, sembra un essere umano. Questo lo aiuta a passare abbastanza inosservato, quando circola per le strade. Sembra un essere umano, ma non lo è. Chiunque si lasci ingannare dall'apparenza di Fulminatore, è destinato a soccombere dolorosamente sotto le sue scariche potentissime. Anche la Maga sembra umana; la Maga, come Fulminatore, è molto pericolosa anche perché sembra una ragazza comune. Non una Wonder Woman sotto mentite spoglie. I precedenti agguati, ai membri di Evolution, e non solo, sono stati attuati grazie ad informazioni che i mercenari hanno ricevuto dal loro committente. La mutante conosciuta come Maga ora aspetta quasi con ansia che ci provino con lei. I mercenari sanno di dover tentare di uccidere esseri dotati di super-poteri. Nel caso della Maga, chiunque le si avvicini con pensieri ostili viene tuttavia immediatamente individuato dalle sue difese psioniche. Sapendolo, i killer la spiano da lontano, con potenti cannocchiali. Presumibilmente cercheranno di farla fuori con un fucile di precisione; di quelli che i cecchini usano per ammazzare buoni e cattivi; l'importante è che qualcuno paghi bene il lavoretto. Il piano prevede che la Maga sia attirata allo scoperto, in una zona compresa nel campo di tiro del cecchino. Lui si è piazzato, come prevedibile, in cima ad un tetto piatto, ed aspetta paziente. Questi tiratori di precisione vivono di pazienza: assomigliano a dei coccodrilli, immobili e mimetizzati. Sparano uno, massimo due colpi, di fucile, poi smontano l'aggeggio e scappano. La Maga sembra non sospettare alcunché, ma la sua mente mutante è perlustrabile solo da telepati più forti di lei. Il dottor Occulto, capo di Evolution, rientra in questa categoria, ma è molto discreto con i suoi allievi. La Maga rischia perciò di ritrovarsi con la testa spappolata da un proiettile ad alta velocità, senza sapere neppure di essere sotto tiro. Questo è ciò che risulta al tizio appostato sul tetto; questa è più che altro la sua speranza. Al momento però la mutante cammina all'interno di un ipermercato, facendo shopping come una donna qualsiasi. Il cecchino invece prende il sole, ed ascolta le istruzioni che gli arrivano via radio. La Maga intanto è giunta al reparto profumeria, dove numerose femmine umane testano le varie essenze, spruzzandosele addosso. Ogni tanto fa bene mescolarsi a gente che pensa ad argomenti non certo eccelsi. Nessuna tra le donnine presenti desidera ammazzare quel vicino o quel parente. Pensano più che altro a sedurre qualche ometto, collega di lavoro o vicino di casa. Anche la Maga cede alla tentazione di testare alcuni profumi, ed alla fine decide quale acquistare. Si mette in coda, per pagare, e proprio in quel frangente inizia a percepire un allarme telepatico. Sente che nei paraggi c'è qualcuno, rilassato, ma pronto ad agire, che non vede l'ora di impallinare la sua preda. Un killer in agguato! Maga impiega pertanto i suoi enormi talenti per contattare il dottor Occulto. Un essere umano avrebbe telefonato o mandato un sms. Lei invia viceversa un'onda mentale, veloce come la luce, alla ricerca del suo capo. Se stesse telefonando, lo smartphone dovrebbe prima agganciare una cella; poi sarebbe compito della cella medesima cercare una specifica utenza telefonica. L'onda mentale della telepate mutante invece non ha bisogno di alcuna cella, ma scivola sulla città, aggirando qualsiasi ostacolo. Con un potere come quello della Maga, non ci sono problemi di copertura. Quasi istantaneamente, Occulto raccoglie il segnale, e di lì a poco risponde allo stesso modo. Se il tizio sul tetto non si muove, le sue onde pensiero tendono a mimetizzarsi tra un milione di altre onde pensiero. Funziona come la percezione del serpente, che nota il movimento, non l'immobilità. Si direbbe che questa volta i sicari si siano fatti furbi. Sempre ammesso che la Maga esca all'aperto, e si renda un bersaglio possibile. La mutante telepatica si avventurerebbe senza paura fuori dall'ipermercato, convinta di percepire l'attacco prima che si realizzi. Il dottor Occulto però non trova opportuno che lei rischi la vita contro una pallottola che viaggia alla velocità del suono. Il cecchino continua a ricevere indicazioni via radio. Evidentemente qualcuno dentro l'ipermercato sta tenendo d'occhio la Maga. Inaspettatamente però, una donna, che corrisponde alla descrizione fisica della Maga, cammina proprio adesso all'interno della zona presa di mira dal killer. La donna non si guarda troppo in giro, come se nulla sospettasse della morte che le arriverà addosso tra pochi secondi. Il cecchino non prova alcunché nei confronti delle sue vittime. A lui non interessa se abbiano famiglia, quali sogni coltivino, o in cosa credano. I mercenari hanno chiuso da tempo quelle stanze nelle loro testacce dure come il marmo. Bersaglio inquadrato, colpo in canna, mirare, fuoco! Il tutto in una frazione di secondi. Un proiettile di quel tipo scarta di pochissimo, essendo sospinto da esplosivo ad alto potenziale. Se miri alla testa, forse colpisci il collo, ma il bersaglio è comunque fritto. Quel proiettile è fatto apposta per penetrare nelle carni, ma anche nelle ossa. Un piccolo foro d'entrata, con un grosso foro d'uscita. Giunto che sia nel corpo della vittima, il piccolo maledetto aggeggio si frantuma, per recare il massimo danno. Nessuno può sopravvivere ad un colpo simile. Certo che gli esseri umani si impegnano moltissimo quando devono studiare modi e maniere di massacrare i propri simili. Troppo veloce per essere vista da occhio umano, Ferox, che indossava abiti simili a quelli della Maga, si sposta quel tanto che basta per evitare di essere massacrata dal proiettile. Quando il suono dello sparo perviene alle orecchie degli umani in strada, il piombo si è già schiantato contro l'acciaio di un veicolo in sosta, perforando una spessa portiera. Il potere di Navigatrice, unito ai super-riflessi di Ferox, hanno ottenuto un risultato che appare sovrannaturale. Navigatrice ha calcolato la traiettoria del proiettile prima ancora che il dito dello sparatore premesse sul grilletto. La donna leopardo ha, di seguito, individuato il tetto dal quale le hanno sparato, e freme dalla voglia di uccidere lentamente l'ignobile individuo. Lui, lo sparatore, sente un brivido corrergli lungo la schiena, e teme che la giornata non si concluderà come aveva previsto. Il “palo” del tiratore scelto è a sua volta un killer; si è appena reso conto di ciò che è accaduto, ed ora tocca a lui provarci con il piano B. Il rumore dello sparo è penetrato all'interno dell'ipermercato, ponendo in agitazione la folla. La Maga si accinge ad uscire, per iniziare a sua volta la caccia al cecchino. Teme che Ferox lo raggiunga troppo in fretta, e che troppo in fretta lo faccia fuori. Una telepate deve rimanere sempre all'erta, vigilando e vagliando i pensieri di chi le sta accanto. Per cui il suo ombrello mentale si allarga, fino ad avvolgere centinaia di persone. I più si chiedono cosa sia successo in strada; vorrebbero andare a vedere, ma temono che chi ha sparato possa rifarlo. In mezzo a questi stati d'animo prevedibili, la mutante di Evolution individua finalmente una nota stonata. Si tratta di una frenesia di caccia e di morte. Così comprende di essere seguita da un secondo aspirante uccisore. Lui non può estrarre la pistola, e sparare alla Maga, non in mezzo a quella calca. La super-eroina invece lo potrebbe raggiungere, isolare e bloccare. Nel frattempo, l'altro assassino fugge precipitosamente, scendendo le scale, due gradini alla volta. Ferox giunge sul tetto, dal quale il killer ha sparato, alcuni minuti dopo la fuga. Ferox sorride, pregustando l'inseguimento e la cattura. Essere un cecchino lo ha finora tenuto alla larga dagli scontri corpo a corpo, e lui vorrebbe continuare così. Peccato che Ferox lo abbia già fiutato. L'odore è quello della paura, e fa bene ad averne. Nell'ipermercato, il mercenario si avvicina alle spalle della Maga. Commette l'errore di credere che lei abbia bisogno di vederlo, per sapere che è lì. Il sicario ora è pronto a sparare al bersaglio; poi, ne è sicuro, la folla scapperà in tutte le direzioni, consentendogli di allontanarsi indisturbato. La Maga però improvvisamente si volta, ed i suoi occhi convogliano verso il nemico una forza mai provata prima. Non riesce più ad alzare il braccio armato; non riesce neppure ad aprire la mano che regge la pistola. L'allarme lo invade, ma il suo corpo non risponde. Il cecchino intanto è finalmente arrivato alla sua auto. Non ha abbandonato il suo fucile di precisione, che si trova, smontato, nella valigetta che reca con sé. L'auto parte al primo colpo; sgomma ferocemente, prendendo velocità. Ferox atterra sul tetto del veicolo, lanciato a folle velocità. Reggendosi con i poderosi artigli, che affondano nel metallo, scivola in avanti, per scrutare il volto della sua vittima. Lui, terrorizzato, cerca di sbalzarla via, curvando a velocità pericolosa. Ad un tratto, pensa di esserci riuscito, perché la donna leopardo schizza via dal tettuccio. Ora sì che potrà allontanarsi: questo il pensiero del killer; ma il sollievo dura pochi secondi. Infatti si trova improvvisamente la strada sbarrata da un colosso verde, che non può essere altri che il mitico Dragonfire. Alto tre metri, e pesante settecento chili, il drago solleva i pugni colossali, per abbatterli subito dopo sul cofano dell'autovettura lanciata oltre i cento chilometri orari. Nell'impatto terrificante e rumorosissimo di ferraglia distrutta, tutta l'inerzia della vettura si spegne, ma non prima di avere indotto la macchina a saltare il drago, ruotando su se stessa. La Maga impiega i suoi vasti poteri per allontanare la gente dal terreno di scontro. Non provano dolore o pressioni di vario genere; semplicemente desiderano andar via. Questa è più magia che telecinesi. La Maga fronteggia il mercenario, come fosse un duello tipo vecchio West. Decide finanche di restituirgli la mobilità degli arti, affinché possa dimostrare ciò che vale. Lui, erroneamente, crede che la mutante sia impazzita. Con una velocità che al sicario sembra fulminea, alza la pistola e preme il grilletto. La Maga fa un solo gesto, e la pistola esplode nelle mani dell'avversario. Quasi accecato, si lancia in avanti, forse per strozzare con la forza bruta dell'uomo delle caverne quella donna apparentemente esile. Lei allora protende la sua mente attraverso la distanza che li separa: tre metri. La sonda mentale della Maga viaggia ad una velocità prossima a quella della luce, e gli attraversa il cervello come se il killer fosse immobile. Ferox balza a terra, nei pressi dell'auto semidistrutta. I suoi artigli sono pronti a completare l'opera iniziata da Dragonfire, ma pare proprio che il cecchino nell'incidente ci abbia rimesso l'osso del collo. Lo sguardo è vitreo, e gli occhi ruotano verso l'alto, a guardare l'anima che diparte. Un rivolo di sangue gli esce dalla bocca e dal naso; poi si arresta, giacché il cuore ha cessato di lavorare. Il drago quasi si scusa per l'eccesso di zelo, ma è andata come doveva andare. La sonda mentale della Maga agisce come una lama d'acciaio, che passi da parte a parte un cervello. Ecco perché anche il secondo killer non sparerà più, almeno non in questa vita.

domenica 20 marzo 2011

REATTORI IMPAZZITI_4° libro_126° episodio

La recente grave crisi nucleare ha indotto il dottor Occulto ad inviare Fulminatore nei pressi del reattore nucleare danneggiato. L'energia atomica è tuttora percepita dagli umani come una fonte pressoché inesauribile di benessere, ma anche un pericolo latente. Ovviamente i distributori di energia elettrica, tratta da reattori atomici, fanno il possibile perché i popoli sottovalutino la pericolosità degli impianti. Quando però, come in questo caso, un terremoto danneggia un reattore nucleare, non è possibile ignorare gli effetti mortali delle radiazioni. Gli uomini d'oggi sono abituati a consumare moltissima energia. I nostri progenitori si scaldavano bruciando legna, ed illuminavano le loro case con torce e candele. Oggi ci pare impossibile fare a meno delle auto, ma almeno quelle non sono mosse dall'energia elettrica. Per ora. Però il petrolio potrebbe esaurirsi nel giro di decine d'anni; ed allora il nucleare ci attrarrà ancora di più, nonostante il pericolo. Oppure torneremo a muoverci a bordo di carrozze trainate da cavalli, velieri e treni a vapore. Un futuro per nulla spaventoso, riflettendoci bene. Fulminatore è un mutante, nato con il potere di scagliare scariche elettriche potentissime. Riesce però ad adoperare il suo potere anche in altri modi. Adesso, per esempio, si è circondato di un campo protettivo, che dovrebbe schermarlo dalla radiazioni atomiche che si sprigionano dal maledetto aggeggio. Gli umani che lavorano all'interno del reattore, sfortunatamente per loro, non detengono i poteri di Fulminatore, e devono sperare che le tute protettive salvino loro la pelle. Fulminatore ha sentito dire che quegli uomini sanno benissimo che i loro abiti piombati rappresentano una protezione inadatta. Come è già successo in un caso analogo, sono all'opera degli eroi, che stanno sacrificando scientemente le loro vite per la collettività. Non importa quanto siano pagati, giacché il denaro non ridarà loro la salute e la vita. L'acqua, che copriva le sbarre di uranio, è evaporata, per il grandissimo calore. Così dall'uranio si sprigiona una forza che attacca e distrugge le cellule degli esseri viventi. Fulminatore costituisce un'eccezione, grazie al suo potere elettrico, e forse anche grazie alla sua natura mutante. Fulminatore sta aspettando Dragonfire, perché assieme devono seguire una traccia per conto del loro maestro: il dottor Occulto. Il grande telepate cerca infatti di capire i motivi per cui una reazione a catena, iniziata in un reattore atomico, tenda a propagarsi ad altri, che non sono in diretto contatto. Occulto ha inviato in quel luogo pericolosissimo il drago e il mutante, per sondare il comportamento di quelle sorgenti di morte. Fulminatore non è un telepate, e non dispone dei super-sensi di Ferox e Kong. Ecco perché due sicari riescono ad avvicinarlo, con intenti non certo benevoli. Le tentate aggressioni a Navigatrice, Kong ed alla detective Lucrezia hanno però messo sul chi vive il dottor Occulto. Adesso che Evolution deve occuparsi di questioni ben più importanti per il destino dell'umanità, si trova tra i piedi questi cretini. Qualcuno si è preso la briga di scatenare dei mercenari, che dovrebbero in teoria riuscire ad uccidere i super-eroi di Evolution, ed, a quanto pare, anche i loro amici. Occulto non ha tuttavia trascurato completamente il rischio connesso a quegli attacchi dissennati. Fulminatore potrebbe infatti essere ucciso da una pallottola, se i sicari arrivassero abbastanza vicini, e se lui non se ne accorgesse per tempo. È proprio quello che sta succedendo adesso. Non sorprende tanto che due mercenari addestrati siano riusciti a portarsi in zona di tiro, quanto che siano tanto stupidi da essersi volontariamente esposti alle mortali emissioni del reattore impazzito. Forse la loro etica dell'assassino li induce a non prendere in considerazione alcun pericolo, ed a mancare di rispetto alla loro stessa incolumità. Forse qualcuno ha somministrato loro farmaci miracolosi, che si riveleranno inevitabilmente delle bufale radioattive. Forse i due mercenari si sono semplicemente bevuti il cervello. Sono impazziti dopo aver ricevuto un corposo acconto, e non considerano che il saldo non potranno di certo spenderlo loro. Forse neppure l'acconto. La Maga, che è decisamente più intelligente e dotata di quei due cretini, li osserva mentalmente grazie al suo potere psionico. Forse la sua capacità di creare campi di energia la proteggerebbe dalle emissioni atomiche, o forse no. Lei non rischia scioccamente la pelle, perché le sue doti mutanti funzionano egregiamente anche a chilometri di distanza. In questa missione, Fulminatore non è mai stato un facile bersaglio, giacché la Maga ha seguito tutti i movimenti dei due sprovveduti sicari. Fulminatore non li ha sentiti arrivare, e non li sente tuttora, ma la Maga lo ha già avvisato. Lei, la mutante psionica di Evolution, vuole capire cosa ci sia dentro quelle testoline morbide. Prova un certo fastidio, per la loro intromissione nella missione di Evolution, ma si concede alcuni secondi per scrutare quelle menti tutto sommato elementari. E vede due ragazzotti cresciuti per strada, che hanno frequentato bande di teppisti. Poi il biondo ed il bruno si sono arruolati nell'esercito, dove si sono conosciuti. Tra loro è sorto un saldo cameratismo, essendo entrambi privi del rispetto che tutti gli uomini civili dovrebbero provare per il prossimo. I due sicari, come tutti i sicari, pensano che il prossimo sia quello a cui toccherà di morire prima degli altri, che si trovano ignari, in coda. Come se il destino avesse mandato al massacro uno stuolo di vittime sacrificali, per la gloria di quei due esauriti. La Maga adesso sa quel che c'era da sapere, e ne prova disgusto. Il biondo carica il fucile con proiettili a frammentazione, capaci di fare esplodere un cranio umano. Il bruno preferisce la mitraglietta, con la quale intenderebbe crivellare il corpo di Fulminatore, ma solo dopo che il suo socio gli abbia fatto saltare le cervella. Mancano pochi secondi alla conclusione del loro piano di morte, quando, a dir poco inaspettato, piomba su di loro Dragonfire. Per quanto si sia mosso con cautela, il colosso verde non sarebbe riuscito a giungere alle spalle dei due delinquenti, se la Maga non ci avesse messo lo zampino. Ha offuscato le loro percezioni, grazie alle sue doti magiche, apprese dal dottor Occulto, e perfezionate di continuo. Il drago afferra i due malcapitati con le sue enormi zampe, sollevandoli come se pesassero poco o nulla. Un terrore senza none si impadronisce dei mercenari, appena comprendono di chi siano quelle scaglie verdi. Dragonfire da quando è arrivato sulla Terra ha incontrato varie specie di delinquenti. Questi due gli mancavano: stupidotti che, mentre il mondo trema per il pericolo atomico, cercano di portare a termine una commessa di morte. Due talmente cretini da essere ormai dei morti che camminano. Dragonfire li osserva attentamente, come fossero insetti armati di pungiglioni. Cosa farne? Si chiede. Poi decide di affidarli a Fulminatore, dato che è lui quello che volevano crivellare di proiettili. Uno dei due sicari, il bruno, decide di portare con sé i suoi nemici, estrae una granata, e toglie la sicura. Questi personaggi hanno una mentalità bacata; non possono capire i veri giochi di potere. Quando sfidi Evolution, giochi in serie A! Cosa farebbe una granata a Dragonfire? Fulminatore potrebbe azzerarla facilmente con uno dei suoi lampi. Dragonfire decide finalmente di liberarsi dei due non invitati, scagliandoli verso l'alto, in una sua riuscita imitazione del tiro al piattello. Fulminatore capisce al volo, ed al volo colpisce ambedue i bersagli. Il mutante non ci tiene a somministrare ai due mercenari più dolore di quanto serva. Ma difficilmente il passaggio dalla vita alla morte è indolore. Energie possenti attraversano i loro sistemi nervosi, costringendo tutti i muscoli dei corpi dei sicari a contrazioni drastiche. Poi i cervelli poco usati sono invasi da una specie di plasma elettrico, che resetta quel che c'è da resettare. Quelli che piombano al suolo, fumanti, sono due simulacri ex umani, forse non ancora morti, ma difficilmente recuperabili. Peccato distruggere organi che potrebbero essere trapiantati, ma adesso non è possibile andare troppo per il sottile. La granata esplode, scagliando in giro schegge che non riescono a ferire, né ad uccidere alcuno. In questo frangente, mentre l'attenzione di Dragonfire e di Fulminatore si volge verso il reattore impazzito, la Maga avverte la presenza di una forza maligna e decisamente aliena. Detta emanazione semi-senziente proviene proprio dall'inferno nucleare. Il drago extraterrestre sopravvive alle radiazioni atomiche, grazie alla propria attitudine naturale ad assorbire energia solare e cosmica. Le particelle sparate dal reattore impazzito distruggono i nuclei delle cellule degli animali terrestri, ma nulla possono contro le cellule di Dragonfire, che dispongono di una struttura cristallina decisamente aliena. Il drago ed il mutante entrano nella centrale, dove trovano i tecnici, soprannominati kamikaze, che si muovono sempre più stancamente. La malignità semi-senziente, che si nasconde dietro quell'attività atomica, aspira letteralmente la vita dai corpi dei coraggiosi che cercano di spegnere il reattore. Il dottor Occulto aggiunge i suoi enormi poteri psionici a quelli dell'allieva Maga, per rendere visibile anche a Fulminatore e Dragonfire la bestia terrificante che sovrintende a quell'inferno. Un mostro di varie tonalità di rosso, muove i suoi tentacoli in tutte le direzioni. Intende estendere la sua azione distruttiva agli altri reattori. L'entità non è semplicemente malvagia: è distruzione pura. Divenuta cosciente di sé, la massa ribollente di energia, cerca di riprodursi, come farebbe un'ameba. Vive in un suo stato dell'esistenza, e non è chiaro se abbia percepito la presenza di Dragonfire e di Fulminatore. Per quella cosa, tutto ciò che esiste nella nostra dimensione è cibo. In particolare, gradisce quei piccoli bipedi, contenenti una piccola scintilla di vita. Il mostro atomico è virtualmente immortale, giacché il materiale impiegato nel reattore continuerà a bruciare per venticinquemila anni. Poi però non si spegnerà, ma il suo potere si dimezzerà. Venticinquemila anni sono una misura di tempo inimmaginabile per la mente umana. In più, è quasi impossibile che nell'arco di quella specie di eternità il mostro atomico si accontenti di bruciare, senza tentare e portare a termine espansioni territoriali. Esso, il mostro, già adesso si sta trasformando in un buongustaio, e gli umani rappresentano un settore culinario da esplorare. Una scossa, nel vero senso del termine, gli arriva però dal potere di Fulminatore. Seguendo le istruzioni di Occulto, il mutante elettrico riesce ad emettere scariche di energia su una lunghezza d'onda tale da ferire l'orrida ameba atomica. A questo punto, il divoratore di vite si accorge degli intrusi. Prova una sorta di dolore, ma il suo potere è immenso. La reazione a catena, teorizzata dai fisici umani, è in corso. Molti studiosi sono felici di avere avuto ragione, ma sono anche spaventati perché non vedono all'orizzonte soluzioni a quel problema. Tutto ciò all'esterno della centrale atomica, mentre fiumi di energie letali hanno già iniziato ad avvelenare gli alimenti. Come evacuare la metropoli che sorge a poche centinaia di chilometri dalla centrale? Il dottor Occulto aveva previsto fin dall'inizio quell'epilogo. Sapeva che Fulminatore non sarebbe stato in grado di distruggere il mostro. Lo avrebbe ferito, ma tocca a Dragonfire contrapporre il suo potere alieno a quello del dispensatore di morte. Ed il drago accetta la sfida. In quel contesto, Dragonfire è ancora più forte del solito, e brilla di luce propria; ma la sua è una luce che significa vita e non morte. Il drago, giunto sulla Terra per salvare gli umani da loro stessi, spalanca le fauci possenti, scatenando la fiamma cosmica. Fulminatore si ripara dietro il drago, perché il suo campo di energia non basterebbe a proteggerlo. Gli umani presenti si allontanano come possono, mentre Dragonfire perviene alla resa dei conti con il dispensatore di morte, proveniente da un inferno atomico. La fiamma cosmica raggiunge le barre di uranio, ammesso che non si sia già trasmutato in altro. L'acqua nella vasca evapora istantaneamente, ed il mostro atomico gioisce, sapendo che quel liquido lo frenava. Ora, pensa di poter invadere completamente quella realtà abitata da strani esseri, dotati di una piccola, breve, gustosa vita. Ma il potere di Dragonfire trascende anche la comprensione di quell'entità composta di pura energia. Il metallo inizia a fondere, ma per effetto della fiamma cosmica, non più per la reazione a catena. Quando il mostro comprende ciò che sta accadendo, riesce a materializzare un tentacolo nel nostro mondo, e prova ad attaccare Dragonfire. Fulminatore non si lascia sfuggire l'occasione, e, dando fondo alle sue riserve di forza mutante, gli somministra un lampo della potenza di migliaia, se non milioni, di volt. Il reattore cessa di esistere, disintegrato dal potere del drago. L'esplosione finale distrugge il tetto della struttura, considerata un tempio della tecnologia. Il calore si disperde verso l'alto, consentendo a Fulminatore ed ai tecnici presenti di sopravvivere. Dell'entità tentacolata nessuna traccia, eccetto forse un grido di frustrazione che solo il dottor Occulto riesce ad udire.

domenica 13 marzo 2011

ASSASSINO DI UOMINI_4° libro_125° episodio

Rupert è un assassino di uomini, ed anche di donne, se capita. Prima di andare a dormire, controlla la sua pistola preferita. Toglie il caricatore, estrae i proiettili, e lubrifica i meccanismi. Poi rimonta l'aggeggio, e lo ricarica. Rupert è un mercenario, che sa sparare anche con i mitragliatori leggeri e quelli pesanti. Usa granate ed altri esplosivi. Non disdegna le armi da taglio e da lancio. Si tiene in forma, facendo esercizi con i pesi, ed a corpo libero. Prima di addormentarsi, invece di pregare il dio dei cristiani o quello degli ebrei o dei musulmani, medita sulle prossime cattive azioni, che per lui non sono così cattive. Forse dovrebbe pregare la dea Kali, patrona dei tagliatori di teste e dei pugnalatori. Poi si addormenta come un bravo bambino, in pace con se stesso. Rupert è la dimostrazione vivente di come l'essere umano possa sguazzare nella crudeltà premeditata, non facendoci assolutamente caso. Il mercenario poggia la testa sul cuscino; sotto il cuscino, riposa la sua pistola, pronta ad uccidere chiunque capiti a tiro. Rupert non si stupirebbe se qualcuno cercasse di ammazzarlo durante la notte, ma lui trova divertente che qualcuno possa provarci. Alcuni dei suoi nemici sono ancora vivi, ma si ripromette di provvedere quanto prima. Anche Rupert sogna, come tutti gli umani e le altre bestie. I benpensanti auspicano e credono che gli spettri di chi è stato ucciso da quelli come Rupert li perseguitino nottetempo. Ma i benpensanti, come è noto, dispongono di un numero di neuroni inferiore al quantitativo richiesto per ragionare sul serio. Infatti gli spettri suddetti non riescono quasi mai a dannare i loro assassini, neppure quando detti assassini dormono. Si direbbe che nel mondo non ci sia giustizia, eccetto che nel caso in cui accanto ai giudici ci siano delle guardie nerborute, pronte a massacrare di botte il colpevole. La morale è sempre soggettiva, e quella di Rupert è solo sua; lui non si lagna di certo. Cosa sogna il nostro pessimo individuo? Sogna un gattino, sottoposto ad una sevizia particolarmente feroce. Legato ed immobilizzato, il piccolo felino subisce l'azione letale di una macchina, che lo sottopone ad un crescente aumento di temperatura. O forse si tratta di una specie di sedia elettrica. Che delitto può aver commesso quel piccolo micetto? Il mercenario non saprebbe dirlo, e lui di delitti se ne intende. Rupert è lì, nel suo sogno, ed assiste senza reagire. Il punto è che il mercenario, massacratore di uomini, ama e rispetta i cuccioli. Fin da piccolo, non ha mai condiviso la crudeltà dei suoi coetanei verso gli animali. Per cui assiste controvoglia alle sevizie crescenti, assieme ad altri due individui, non meglio identificati. Anch'essi non muovono un dito, mentre la sofferenza del piccolo gatto incrementa, fino a diventare mortale. D'un tratto, l'ordigno maledetto provoca una copiosa emorragia, nella vittima inerme. Il sangue cola sul terreno, ma nonostante tutto Rupert non riesce ancora a muoversi. Il mercenario non si spaventa certo per gli spargimenti di sangue, ma ora che ci pensa ha sempre evitato di sparare sui bambini. Si stupisce di essersi dato inconsciamente delle regole, e di averle rispettate. Intanto il gattino soffre e sanguina copiosamente. Finalmente Rupert vince la sua immobilità, disattivando il meccanismo di morte, ma è sicuro di essere arrivato in ritardo. Nel sogno, l'uccisore di uomini prova una sensazione quasi ignota: non è abituato a subire supinamente gli eventi. Di solito, imbraccia un fucile mitragliatore, per spiegare al prossimo come debbano funzionare le cose. Tuttavia il sogno ha le sue regole, e Rupert deve subirle almeno in parte. Quando riesce a reagire, torna dal gattino, quasi per rendergli gli estremi onori. Ma sorprendentemente il gattino muove ancora faticosamente la testolina, e lo guarda negli occhi. Il piccolo respira appena, lottando contro gli effetti del trattamento mortale a cui esseri malvagi lo hanno ingiustamente sottoposto. Ormai Rupert ha capito di non essere un dissennato sacerdote della morte. Il gattino si muove a fatica, ma vuole vivere. Ha perso molto sangue, ma è ancora vivo! Rupert può redimersi; frantuma ed apre la macchina infame. Prende tra le mani il piccolo felino, cercando di trasmettergli la sua forza. Rupert è commosso alle lacrime; giura a se stesso che mai più subirà gli eventi, come gli è appena accaduto. Mai più un inerme rischierà di morire, mentre lui attende e non agisce. Affida quindi il gattino ad una persona, che lo curerà, perché lui non è un guaritore. La furia che monta dentro il mercenario è strana e nuova. Accompagnato da queste sensazioni, Rupert, assassino di uomini ma salvatore di gattini, si sveglia più agitato del solito. Cerca la pistola sotto il cuscino, la impugna e la carica con un movimento fluido e pericoloso. Vorrebbe ammazzare qualcuno, ma chi? Quale messaggio gli ha trasmesso l'insolito viaggio onirico? Mentre la mente cosciente e l'inconscio del mercenario lavorano, lui non sa che il suo atto di bontà lo ha marchiato. Evidentemente le forze del male non sono le sole a lasciare su di noi traccia del loro passaggio e della loro azione. Rupert ha superato una prova, e questo gli salverà la vita, quando si confronterà con la donna leopardo di Evolution. Il suo lavoro è uccidere; lo ha scelto pensando di avere a che fare con altri che, come lui, mettono in conto di giocare un gioco dove la posta è la vita. Non ucciderebbe mai una donna che porta a spasso un bambino. Non è un terrorista bastardo. Rupert i terroristi li impiccherebbe tutti, ma prima strapperebbe loro la pelle a frustate. Il mercenario odia anche i cosiddetti benpensanti, che fabbricano scuse per proteggere i delinquenti. Rupert è quel che è, ma non è un buffone. Il committente ha indicato al mercenario dove recarsi, ed a chi sparare. Alcuni suoi colleghi, assassini a pagamento, hanno accettato di confrontarsi con esseri super-umani. Questo prometteva o minacciava l'annuncio pubblicato sul giornale. Rupert è però convinto che una bella pallottola in testa possa riequilibrare il rapporto di forza tra un uomo ed un non umano super-potente. Ovviamente non proverebbe mai a sparare al drago di Evolution. Rupert è un mercenario, non uno stupido. Dragonfire non è un semplice super-umano: il drago è un alieno ed una forza della Natura. Rupert tuttavia non considera a sufficienza gli alleati di Dragonfire. Oggi capirà che non si scherza con i mutanti di Evolution. Se sopravviverà allo scontro con la donna leopardo, forse capirà che affrontarla non è una cosa che i dollari possano comprare. Il bersaglio di oggi è una donna, ma si tratta di una specie di super-sbirro. Rupert inizia a seguirla, con una tecnica affinata negli anni, intenzionato comunque a non assalirla a tradimento. Le darà la possibilità di estrarre la sua arma; e che vinca il migliore. Non capisce cosa ci sia di super in quella donna, ma si attiene all'accordo stipulato mediante versamento di un congruo anticipo. La detective Lucrezia di solito percorre a piedi quel tratto di strada. Nel suo mestiere le ripetizioni e le abitudini possono però significare la morte. Il committente ha avvisato Rupert che la preda sarebbe passata da quelle parti più o meno a quell'ora. Brutta cosa diventare prevedibili. Il killer attende che Lucrezia sia sola per strada, e le va incontro. Lei finalmente avverte il pericolo. I poteri felini, frutto della simbiosi con la donna leopardo di Evolution, acuiscono i suoi sensi. Lucrezia percepisce il battito cardiaco del suo nemico, che si avvicina, ed il suo odore che trasmette una sensazione di morte imminente. Gli occhi della detective penetrano la notte, quasi come quelli di Ferox. Rupert scosta il suo impermeabile, preparandosi ad estrarre la pistola, munita di silenziatore. Lucrezia fa lo stesso, pronta a vendere cara la pelle. Frattanto Ferox, la mutante felina del super gruppo Evolution, avverte il pericolo che minaccia Lucrezia, e salta da un tetto all'altro, per giungere in tempo ad aiutarla. Si trova a qualche chilometro di distanza, ma la sua velocità e la sua agilità sono impressionanti. Rupert spara con la sua pistola tre colpi in rapida successione, ma nessuno dei tre coglie Lucrezia. Il mercenario è seriamente impressionato dalle movenze dell'avversaria. La detective decide di condurre il suo aggressore sui tetti; corre velocemente su per numerose rampe di scale, dimostrando resistenza ed elasticità fuori del comune. Il mercenario, allenato da anni di guerriglia e di pratica all'assassinio, la segue, sebbene con difficoltà. Capisce che questa missione non sarà certo una scampagnata. A cinque piani sopra la strada, un tetto orizzontale si presta ottimamente allo scontro a fuoco, che subito inizia. Né Rupert, né Lucrezia hanno remore ad impiegare le rispettive potenze di fuoco. Proiettili colpiscono metallo e cemento, producendo suoni quasi di frustrazione. I proiettili vengono forgiati per penetrare e distruggere carne ed ossa; quando si schiantano contro l'acciaio ed il cemento manifestano come possono la loro rabbia. Schegge volano nell'aria, ma nessuno dei due riesce a ferire l'altro. Nel frattempo, la donna leopardo di Evolution è giunta sul luogo dell'agguato e della battaglia. Osserva con attenzione il comportamento pericoloso dell'aggressore di Lucrezia, e subito balza in azione. Un breve slancio consente ai suoi muscoli super-potenti di proiettarla da un vicino tetto a quello che vuole raggiungere. Numerosi metri saltati praticamente senza sforzo: se Rupert non fosse distratto, ora capirebbe il senso dell'annuncio sul giornale, a proposito dei nemici super-umani. Gli artigli di Ferox fuoriescono spontaneamente, desiderosi di squarciare le carni ed estrarre le viscere. La morte piomba improvvisa e non annunciata addosso al mercenario. Piomberebbe all'inferno, dopo pochi istanti di dolore neppure troppo acuto. Ferox è in grado di somministrare la morte in maniera più o meno dolorosa. Questa notte è di luna buona, per cui risparmierebbe lunghe agonie a quello sprovveduto umano. Poi però il marchio onirico, ottenuto la notte precedente, frena la mutante felina. Con un'azione velocissima, abbatte schiena a terra il mercenario, senza ferirlo più di tanto, poi gli occhi terrificanti della mutante Ferox cercano e trovano quelli umani di Rupert. Lucrezia esce allo scoperto, e si avvicina. Il mercenario quasi non la nota, preso com'è a cercare di contrastare la strana fascinazione della mutante felina di Evolution. Forse Ferox non sapeva di possedere questo potere, o forse non aveva mai avuto occasione di impiegarlo. Un flusso di forza animale penetra negli occhi dell'assassino di uomini, bloccandogli le articolazioni. Rupert non è un vigliacco, e combatterebbe anche a mini nude contro Ferox. Meglio per lui che il suo corpo non risponda, perché morirebbe due secondi dopo. Ferox sta scrutando nell'anima di quel criminale a pagamento, ed ora vede l'episodio del gattino, come se fosse accaduto nella realtà. Ferox però sa, avendo visitato stati dell'esistenza differenti dal nostro, che il termine “realtà” non corrisponde ad un monolite inamovibile. Ciò che vede nell'anima di Rupert le suggerisce di non scannarlo, come aveva intenzione di fare. Tuttavia la donna leopardo deve sanzionare il male e gli intenti che il mercenario reca con sé. Una specie di mezza grazia. Manifestando una grande forza fisica, Ferox lo solleva, facendogli perdere contatto con il tetto su cui poggiava. Rupert adesso potrebbe muoversi, ma intuisce che in quel caso la pena comminata sarebbe la morte certa. Poi Ferox usa la sua super-forza per gettarlo verso la strada. Mentre precipita, il mercenario si agita convulsamente. Poi impatta su un'auto parcheggiata; il tettuccio si piega ed i cristalli esplodono. La donna leopardo, nella sua spietatezza, lo ha sottoposto ad una specie di roulette russa, e gli è andata abbastanza bene, tutto sommato. Rupert capisce che Ferox lo ha fatto cadere appositamente su un'auto, e non sul marciapiede. Di sicuro ha riportato qualche frattura, ma riesce a muoversi; quindi la colonna vertebrale non è danneggiata. Ferox e Lucrezia guardano giù dal tetto, mentre qualche passante telefona ad un'ambulanza. Questo terzo attentato contro un componente di Evolution, o una persona vicina al gruppo, comincia a delineare un piano più ampio. Qualcuno sta muovendo un attacco contro Evolution tentando una strategia differente dal solito. Non robot pesantemente armati o mostri super-potenti, ma mercenari umani avvezzi alle uccisioni. Il dottor Occulto pensa che il mandante non sia lo sprovveduto che sembra. Non è infatti plausibile che qualcuno appena dotato di cervello possa ritenere vincente una strategia di questo tipo.

domenica 6 marzo 2011

PAGATI PER UCCIDERE E PER MORIRE_4° libro_124° episodio

L'annuncio comparso su molti giornali a tiratura internazionale è molto chiaro: un committente non identificato offre grosse somme a chi sia disposto a combattere anche contro creature non umane. Guerrieri a pagamento ce ne sono sempre stati, ed anche ai giorni d'oggi l'umanità ha prodotto una élite di assassini spregiudicati. Non si tratta di serial killer, che organizzano sevizie ed uccisioni ai danni di inermi, bensì di ex militari che di civili ne hanno ammazzati molti di più. Che differenza passa tra un criminale seriale ed un guerriero a pagamento? Il primo viene considerato a ragione la feccia dell'umanità. Il secondo invece può anche atteggiarsi ad eroe. Prendiamo un bambino particolarmente portato per la violenza, ed addestriamolo militarmente; otterremo un eroe o un mercenario. Comunque sia non sarà un delinquente, nel senso che non violerà il codice penale, agendo in un contesto bellico. A questo punto i margini si allargano, giacché non ci sono più le guerre dichiarate, che vedevano contrapposti eserciti di lancieri a cavallo. Nessun senso dell'onore; solo denaro in grossi quantitativi. C'è chi afferma di dover mantenere la famiglia, ma parecchi mercenari una famiglia tradizionalmente intesa non ce l'hanno. L'annuncio desta l'interesse di uomini grossi e piccoli, e anche di qualche donna pericolosa nei modi e nell'aspetto. Corpi tonici ed abbronzati, con riflessi pronti; nessuna remora nell'utilizzare un mitragliatore contro nemici armati o civili “sacrificabili”. Gente nata per uccidere e per morire, con un fucile in mano ed il coltello tra i denti. Gente che si vede ammantata di uno strano eroismo, che i libri di storia mitizzeranno o smonteranno. Aspiranti capitani, colonnelli e generali; senza cavallo bianco o nero, solo perché non si usa più. Oggi gli ingaggi di mercenari si realizzano tramite Internet, che tutti noi scriviamo con la maiuscola, per rispetto. Una volta si contattava una casella postale, rispondendo ad un fantomatico intermediario. Poi il mercenario riceveva un acconto ed un biglietto ferroviario, navale o aereo. Seguiva le istruzioni, per trovarsi in un posto abbastanza sperduto. Il mercenario, oggi come prima di Internet, non riesce a dissimularsi bene tra la folla, perché cammina in maniera baldanzosa e marziale. Bull, detto il sergente, ha risposto tramite e-mail all'annuncio pubblicato sul giornale. Il committente non ha avuto problemi ad informarsi sul suo curriculum: in rete trovi di tutto. Fatto il primo passo, Bull si è recato sul luogo dell'appuntamento, ed adesso aspetta la mossa successiva. Un bar malfamato è il posto giusto per sottoscrivere contratti di morte. Postacci fumosi, in paesi privi di legge, oppure schiacciati da una dittatura assillante. Bull da queste parti c'è già stato, ed ha combattuto per chi lo pagava di più. Il regime raccontava di controrivoluzionari, ma erano solo contadini affamati. Bull e gli altri, a bordo di fuoristrada scoperti, spararono senza pietà sugli inermi: una carneficina. Bull sogghigna, mentre ci pensa; più che un toro, sembra una jena. L'uomo che si siede al suo stesso tavolino unto si è mosso in silenzio. I due si guardano in faccia, ma entrambi portano occhiali da sole. Il nuovo venuto beve una birra da mezzo litro, come se fosse acqua; poi allunga a Bull una busta chiusa. Mentre il mercenario apre la busta, per leggere il messaggio in essa contenuta, il tizio si alza ed esce, senza neppure traballare. Regge bene l'alcol. La sera stessa, Bull si reca in un diverso quartiere di quella specie di città del terzo mondo. È euforico, il sergente, perché finalmente potrà iniziare la caccia. Un tizio decisamente grosso, coperto da una specie di lungo impermeabile, attraversa la strada. Da queste parti, in questa stagione, piove quasi tutti i giorni; poi però l'umidità pervade l'aria, rendendola quasi irrespirabile. Il tizio grosso se ne frega, e continua ad indossare il suo impermeabile. Bull lo segue con discrezione. Lui è un militare, un sergente, per cui non usa pistole con il silenziatore. Bull si è portato una doppietta a canne mozze, con proiettili caricati a grossi pallettoni. Ridacchia tra sé, pensando a come ridurrà l'impermeabile e chi lo indossa. Kong non vede l'ora di tornare a casa. Il dottor Occulto, capo di Evolution, gli ha affidato un incarico, da svolgere in quel postaccio. Kong, lo scienziato di Evolution, capisce che il suo maestro non poteva fidarsi di un normale corriere per trasportare ciò che adesso trova posto in una tasca dell'impermeabile. Kong non ha bisogno di calzare scarpe: non è un umano con i piedi delicati. Adesso però è costretto ad indossarle, provando un fastidio indescrivibile. Se non gli facessero male le zampe, si sarebbe accorto già da alcuni minuti di essere seguito. Bull è in missione di morte ai danni del mutante Kong. Forse non lo sa, ma forse la cosa non gli interesserebbe comunque. Il sergente Bull vuole solo raggiungere la sua vittima in un vicolo oscuro, per poterla freddare con una doppia scarica del suo fabbricante di vedove. Così chiama affettuosamente la doppietta a canne mozze. Kong non si guarda neppure attorno; si direbbe sia distratto, e questo potrebbe costargli caro. Bull allarga le falde del suo spolverino da Matrix, come ha visto fare in troppi film. Il sergente, a differenza di tanti scemotti, però sa quello che fa, e spara molto bene. Non perde neppure tempo a mirare: sa che il suo bersaglio è lì, a dieci passi di distanza. Il suo bersaglio è spacciato. Il quella città abbandonata, se non addirittura maledetta, da Dio, se la gente sente colpi di arma da fuoco si chiude in casa, e non chiama la polizia. Serrande si abbassano, mentre tutti i residenti, che hanno finestre che si affacciano sul vicolo, cambiano stanza. Bull sta già contando i soldi che gli hanno promesso, quando si accorge di aver scaricato i suoi preziosi pallettoni in aria e contro i muri. Dove diavolo può essere andato quel maledetto? Questo si chiede il mercenario, pochi istanti prima di essere sollevato da terra, e sbattuto contro una serranda. Il nuovo e diverso rumore continua a non suscitare l'interesse dei residenti, che continuano a farsi gli affari loro. Bull vede le stelle, ed il sangue gli cola dal naso e da una ferita al cuoio capelluto. Da bravo soldato, non ha mollato il fucile, sebbene sia scarico. Ora lo lancia addosso a quell'accidente d'uomo che incombe su di lui. Secondo errore: quello non è un uomo. Kong prenderebbe al volo quel fucile anche se si fosse appena svegliato e stesse bevendo il caffè. Lo afferra, lo soppesa, poi lo spezza in due, come fosse un fuscello. Bull urla come un pazzo, per darsi un contegno, e farsi coraggio. Scatta come una molla, o almeno lui crede di essere un fulmine di guerra. Kong, che per sfuggire alla fucilata si era liberato delle scarpe, ferma la carica del mercenario con un calcione neppure troppo forte. Per il sergente è come sbattere contro un muro di mattoni: che botta; tutte le costole scricchiolano, ed il fiato è a zero. Bull capisce quando il suo nemico è troppo forte. Capisce anche cosa intendesse l'annuncio che si riferiva a nemici “non umani”. Bull preferirebbe vivere, non essendo un fanatico, ma la sua mano corre al coltello stile Rambo. Kong pare ascoltare qualcosa che Bull non può sentire. Il mercenario suda come un maiale, e puzza altrettanto. Poi sorprendentemente il mutante si gira e si allontana. Il sergente si chiede se sia il caso di infilargli il coltello nella schiena. Una breve esitazione, poi l'esaltazione criminale ha il sopravvento. In fondo quel mostro se l'è cercata. La mano si solleva, bilancia in grosso coltello, poi con un movimento fluido il braccio arretra. Questione di un secondo e la missione sarà compiuta. In molto meno di un secondo, un lampo attraversa il vicolo, raggiungendo il coltello tenuto dal mercenario. La scarica di Fulminatore colpisce la lama, attraversandola assieme alla mano che ora non può più smettere di reggerla. I capelli radi di Bull si rizzano e prendono fuoco. Le pupille si allargano, ed il sangue inizia a sgorgare dalle orbite. Il cervello frigge, trasmettendo il suo disappunto all'intero sistema nervoso. Bull non lo sa ancora, ma è già clinicamente morto. Forse lo scoprirà mentre scende all'inferno. Kong si volta e saluta il collega Fulminatore, che gli ha levato di dosso quella fastidiosa zecca umana. Zara è uno strano tipo di donna: muscolosa, fanatica di armi da fuoco, collezionista di armi da taglio. Rave è la sua amica inseparabile: con lei ha condiviso missioni pericolose, rischiando numerose volte la vita. Zara è più magra e scattante. Rave è più bassa e più tozza, ma è quella che svolge volentieri il lavoro più sporco e pesante. Anche loro hanno letto l'annuncio, che prometteva un sacco di soldi per chi non disdegnasse di confrontarsi con nemici diciamo “insoliti”. Bravissime a districarsi nelle jungle infestate da insetti e serpenti, le due mercenarie sono quasi offese per essere state schierate in un parco cittadino. Con chi pensa di avere a che fare il loro datore di lavoro? Rave ringhia, fedele al personaggio che si è creata: la bestia umana. Le piace uccidere i suoi nemici con le sue mani, aiutandosi magari con un laccio da strangolatore o con un nunchaku di legno durissimo. Zara strattona la socia, per riportarla alla realtà. La donna che cammina lungo i percorsi sterrati di quel parco cittadino rappresenta per le mercenarie un bel mucchio di bigliettoni. A loro non interessa chi sia, e di certo non pare possedere alcuna qualità extra. Il talento di Navigatrice non è in effetti appariscente come quelli delle colleghe e dei colleghi di Evolution. Il suo super potere è psichico, e consiste nell'individuare sempre il miglior percorso possibile. Un potere utilissimo quando si viaggia tra le dimensioni; non da sottovalutare neppure quando ci si muove nello spazio ordinario, come tutti i mortali. A questo punto c'è da chiedersi come mai Navigatrice stia invece seguendo un itinerario a dir poco pericoloso per la sua incolumità. Possibile che il più potente telepate della Terra, il dottor Occulto, sia ignaro del rischio che corre la sua allieva? Zara e Rave sono lì per prendere di sorpresa, ma le prede in realtà sono loro. Navigatrice sembra inerme, e la sua finzione ha lo scopo di stanare le nemiche. Rave vorrebbe balzare sulla sua preda, per ucciderla a mani nude; ne trarrebbe grande godimento. La sera inoltrata aiuta le belve umane, in agguato dietro gli alberi di quella piccola ed insignificante jungla urbana. Navigatrice potrebbe camminare ad occhi chiusi, lungo quel sentiero che i suoi poteri indicano con il rosso del pericolo estremo. Invece gli occhi li tiene ben aperti, per assistere alla venuta delle due mercenarie. Loro sono convinte di suscitare nella loro vittima tutte le paure del mondo; lei trattiene a stento una risata. Zara, che, come abbiamo detto, è la più furba tra le due, fiuta la trappola. Ha sviluppato una sorta di istinto animalesco, che molte volte le ha salvato la pelle. Tra le due, Zara è quella con il cervello, sebbene i muscoli non le manchino. Trattiene per un braccio la socia, che però parte in quarta, emettendo suoni inarticolati. La Maga si trova all'esterno del parco cittadino, ma non ha alcuna difficoltà a seguire l'evolversi degli eventi. Anche a distanza di due chilometri, il suo potere mentale è in grado di friggere qualsiasi cervello umano. Non volendo correre rischi, dato che Navigatrice è una sua amica, la Maga scarica nel cervello poco usato di Rave un'energia forse eccessiva. La nerboruta mercenaria riesce tuttavia a fare ancora un passo, come un pachiderma dopo essere stato ferito a morte. Poi però crolla e scalcia due o tre volte. Morta o meno, sarà difficile cavare qualcosa da quel cervello ridotto in pappa. Zara capisce all'improvviso cosa significhi avere a che fare con dei super-umani, sebbene non abbia capito bene cosa sia accaduto. La sua amica è chiaramente terminata, come direbbero in un film, per cui Zara converte tutte le sue energie nella velocità delle gambe, e fila via tra gli alberi. Dubita che qualcuno possa trovare una come lei, in grado di dissimularsi perfettamente tra la vegetazione tropicale. Quasi spera che qualcuno ci provi ad inseguirla; estrae il suo coltellaccio, mollando qualche fendente di prova. Ora si sente rassicurata, ma continua a scappare. Ferox non è abituata a contenere la sua naturale esuberanza, diciamo così. Solo che questa volta il dottor Occulto si è raccomandato di catturarne una viva. Sapendo ciò che la Maga ha fatto al cervello della cicciona, la donna leopardo è costretta suo malgrado a non estrarre gli artigli. Compare quindi all'improvviso e senza alcun rumore davanti alla fuggitiva, come se il teletrasporto fosse il suo potere. La mercenaria avverte subito la pericolosità di quella creatura, che la guarda come se volesse invitarla a pranzo. Zara teme però di aver capito che le toccherebbe fare la parte del secondo piatto. La mercenaria non è stupida, ma nel suo mestiere le riflessioni troppo lunghe sono deleterie. Scatta quindi in avanti, protendendo in braccio destro, con in pugno quella lama di solido acciaio. Ferox l'ammazzerebbe volentieri più e più volte, ma dopo tante missioni con Evolution ha imparato a controllarsi, almeno un po'. Zara allora vede una gran quantità di stelle; le vede direttamente nella testa. La testa che è stata colpita una sola volta dal pugno di Ferox. Poi le stelle si spengono una a una, e lo svenimento prende il sopravvento sulla coraggiosa ma inadeguata umana.