Rupert è un assassino di uomini, ed anche di donne, se capita. Prima di andare a dormire, controlla la sua pistola preferita. Toglie il caricatore, estrae i proiettili, e lubrifica i meccanismi. Poi rimonta l'aggeggio, e lo ricarica. Rupert è un mercenario, che sa sparare anche con i mitragliatori leggeri e quelli pesanti. Usa granate ed altri esplosivi. Non disdegna le armi da taglio e da lancio. Si tiene in forma, facendo esercizi con i pesi, ed a corpo libero. Prima di addormentarsi, invece di pregare il dio dei cristiani o quello degli ebrei o dei musulmani, medita sulle prossime cattive azioni, che per lui non sono così cattive. Forse dovrebbe pregare la dea Kali, patrona dei tagliatori di teste e dei pugnalatori. Poi si addormenta come un bravo bambino, in pace con se stesso. Rupert è la dimostrazione vivente di come l'essere umano possa sguazzare nella crudeltà premeditata, non facendoci assolutamente caso. Il mercenario poggia la testa sul cuscino; sotto il cuscino, riposa la sua pistola, pronta ad uccidere chiunque capiti a tiro. Rupert non si stupirebbe se qualcuno cercasse di ammazzarlo durante la notte, ma lui trova divertente che qualcuno possa provarci. Alcuni dei suoi nemici sono ancora vivi, ma si ripromette di provvedere quanto prima. Anche Rupert sogna, come tutti gli umani e le altre bestie. I benpensanti auspicano e credono che gli spettri di chi è stato ucciso da quelli come Rupert li perseguitino nottetempo. Ma i benpensanti, come è noto, dispongono di un numero di neuroni inferiore al quantitativo richiesto per ragionare sul serio. Infatti gli spettri suddetti non riescono quasi mai a dannare i loro assassini, neppure quando detti assassini dormono. Si direbbe che nel mondo non ci sia giustizia, eccetto che nel caso in cui accanto ai giudici ci siano delle guardie nerborute, pronte a massacrare di botte il colpevole. La morale è sempre soggettiva, e quella di Rupert è solo sua; lui non si lagna di certo. Cosa sogna il nostro pessimo individuo? Sogna un gattino, sottoposto ad una sevizia particolarmente feroce. Legato ed immobilizzato, il piccolo felino subisce l'azione letale di una macchina, che lo sottopone ad un crescente aumento di temperatura. O forse si tratta di una specie di sedia elettrica. Che delitto può aver commesso quel piccolo micetto? Il mercenario non saprebbe dirlo, e lui di delitti se ne intende. Rupert è lì, nel suo sogno, ed assiste senza reagire. Il punto è che il mercenario, massacratore di uomini, ama e rispetta i cuccioli. Fin da piccolo, non ha mai condiviso la crudeltà dei suoi coetanei verso gli animali. Per cui assiste controvoglia alle sevizie crescenti, assieme ad altri due individui, non meglio identificati. Anch'essi non muovono un dito, mentre la sofferenza del piccolo gatto incrementa, fino a diventare mortale. D'un tratto, l'ordigno maledetto provoca una copiosa emorragia, nella vittima inerme. Il sangue cola sul terreno, ma nonostante tutto Rupert non riesce ancora a muoversi. Il mercenario non si spaventa certo per gli spargimenti di sangue, ma ora che ci pensa ha sempre evitato di sparare sui bambini. Si stupisce di essersi dato inconsciamente delle regole, e di averle rispettate. Intanto il gattino soffre e sanguina copiosamente. Finalmente Rupert vince la sua immobilità, disattivando il meccanismo di morte, ma è sicuro di essere arrivato in ritardo. Nel sogno, l'uccisore di uomini prova una sensazione quasi ignota: non è abituato a subire supinamente gli eventi. Di solito, imbraccia un fucile mitragliatore, per spiegare al prossimo come debbano funzionare le cose. Tuttavia il sogno ha le sue regole, e Rupert deve subirle almeno in parte. Quando riesce a reagire, torna dal gattino, quasi per rendergli gli estremi onori. Ma sorprendentemente il gattino muove ancora faticosamente la testolina, e lo guarda negli occhi. Il piccolo respira appena, lottando contro gli effetti del trattamento mortale a cui esseri malvagi lo hanno ingiustamente sottoposto. Ormai Rupert ha capito di non essere un dissennato sacerdote della morte. Il gattino si muove a fatica, ma vuole vivere. Ha perso molto sangue, ma è ancora vivo! Rupert può redimersi; frantuma ed apre la macchina infame. Prende tra le mani il piccolo felino, cercando di trasmettergli la sua forza. Rupert è commosso alle lacrime; giura a se stesso che mai più subirà gli eventi, come gli è appena accaduto. Mai più un inerme rischierà di morire, mentre lui attende e non agisce. Affida quindi il gattino ad una persona, che lo curerà, perché lui non è un guaritore. La furia che monta dentro il mercenario è strana e nuova. Accompagnato da queste sensazioni, Rupert, assassino di uomini ma salvatore di gattini, si sveglia più agitato del solito. Cerca la pistola sotto il cuscino, la impugna e la carica con un movimento fluido e pericoloso. Vorrebbe ammazzare qualcuno, ma chi? Quale messaggio gli ha trasmesso l'insolito viaggio onirico? Mentre la mente cosciente e l'inconscio del mercenario lavorano, lui non sa che il suo atto di bontà lo ha marchiato. Evidentemente le forze del male non sono le sole a lasciare su di noi traccia del loro passaggio e della loro azione. Rupert ha superato una prova, e questo gli salverà la vita, quando si confronterà con la donna leopardo di Evolution. Il suo lavoro è uccidere; lo ha scelto pensando di avere a che fare con altri che, come lui, mettono in conto di giocare un gioco dove la posta è la vita. Non ucciderebbe mai una donna che porta a spasso un bambino. Non è un terrorista bastardo. Rupert i terroristi li impiccherebbe tutti, ma prima strapperebbe loro la pelle a frustate. Il mercenario odia anche i cosiddetti benpensanti, che fabbricano scuse per proteggere i delinquenti. Rupert è quel che è, ma non è un buffone. Il committente ha indicato al mercenario dove recarsi, ed a chi sparare. Alcuni suoi colleghi, assassini a pagamento, hanno accettato di confrontarsi con esseri super-umani. Questo prometteva o minacciava l'annuncio pubblicato sul giornale. Rupert è però convinto che una bella pallottola in testa possa riequilibrare il rapporto di forza tra un uomo ed un non umano super-potente. Ovviamente non proverebbe mai a sparare al drago di Evolution. Rupert è un mercenario, non uno stupido. Dragonfire non è un semplice super-umano: il drago è un alieno ed una forza della Natura. Rupert tuttavia non considera a sufficienza gli alleati di Dragonfire. Oggi capirà che non si scherza con i mutanti di Evolution. Se sopravviverà allo scontro con la donna leopardo, forse capirà che affrontarla non è una cosa che i dollari possano comprare. Il bersaglio di oggi è una donna, ma si tratta di una specie di super-sbirro. Rupert inizia a seguirla, con una tecnica affinata negli anni, intenzionato comunque a non assalirla a tradimento. Le darà la possibilità di estrarre la sua arma; e che vinca il migliore. Non capisce cosa ci sia di super in quella donna, ma si attiene all'accordo stipulato mediante versamento di un congruo anticipo. La detective Lucrezia di solito percorre a piedi quel tratto di strada. Nel suo mestiere le ripetizioni e le abitudini possono però significare la morte. Il committente ha avvisato Rupert che la preda sarebbe passata da quelle parti più o meno a quell'ora. Brutta cosa diventare prevedibili. Il killer attende che Lucrezia sia sola per strada, e le va incontro. Lei finalmente avverte il pericolo. I poteri felini, frutto della simbiosi con la donna leopardo di Evolution, acuiscono i suoi sensi. Lucrezia percepisce il battito cardiaco del suo nemico, che si avvicina, ed il suo odore che trasmette una sensazione di morte imminente. Gli occhi della detective penetrano la notte, quasi come quelli di Ferox. Rupert scosta il suo impermeabile, preparandosi ad estrarre la pistola, munita di silenziatore. Lucrezia fa lo stesso, pronta a vendere cara la pelle. Frattanto Ferox, la mutante felina del super gruppo Evolution, avverte il pericolo che minaccia Lucrezia, e salta da un tetto all'altro, per giungere in tempo ad aiutarla. Si trova a qualche chilometro di distanza, ma la sua velocità e la sua agilità sono impressionanti. Rupert spara con la sua pistola tre colpi in rapida successione, ma nessuno dei tre coglie Lucrezia. Il mercenario è seriamente impressionato dalle movenze dell'avversaria. La detective decide di condurre il suo aggressore sui tetti; corre velocemente su per numerose rampe di scale, dimostrando resistenza ed elasticità fuori del comune. Il mercenario, allenato da anni di guerriglia e di pratica all'assassinio, la segue, sebbene con difficoltà. Capisce che questa missione non sarà certo una scampagnata. A cinque piani sopra la strada, un tetto orizzontale si presta ottimamente allo scontro a fuoco, che subito inizia. Né Rupert, né Lucrezia hanno remore ad impiegare le rispettive potenze di fuoco. Proiettili colpiscono metallo e cemento, producendo suoni quasi di frustrazione. I proiettili vengono forgiati per penetrare e distruggere carne ed ossa; quando si schiantano contro l'acciaio ed il cemento manifestano come possono la loro rabbia. Schegge volano nell'aria, ma nessuno dei due riesce a ferire l'altro. Nel frattempo, la donna leopardo di Evolution è giunta sul luogo dell'agguato e della battaglia. Osserva con attenzione il comportamento pericoloso dell'aggressore di Lucrezia, e subito balza in azione. Un breve slancio consente ai suoi muscoli super-potenti di proiettarla da un vicino tetto a quello che vuole raggiungere. Numerosi metri saltati praticamente senza sforzo: se Rupert non fosse distratto, ora capirebbe il senso dell'annuncio sul giornale, a proposito dei nemici super-umani. Gli artigli di Ferox fuoriescono spontaneamente, desiderosi di squarciare le carni ed estrarre le viscere. La morte piomba improvvisa e non annunciata addosso al mercenario. Piomberebbe all'inferno, dopo pochi istanti di dolore neppure troppo acuto. Ferox è in grado di somministrare la morte in maniera più o meno dolorosa. Questa notte è di luna buona, per cui risparmierebbe lunghe agonie a quello sprovveduto umano. Poi però il marchio onirico, ottenuto la notte precedente, frena la mutante felina. Con un'azione velocissima, abbatte schiena a terra il mercenario, senza ferirlo più di tanto, poi gli occhi terrificanti della mutante Ferox cercano e trovano quelli umani di Rupert. Lucrezia esce allo scoperto, e si avvicina. Il mercenario quasi non la nota, preso com'è a cercare di contrastare la strana fascinazione della mutante felina di Evolution. Forse Ferox non sapeva di possedere questo potere, o forse non aveva mai avuto occasione di impiegarlo. Un flusso di forza animale penetra negli occhi dell'assassino di uomini, bloccandogli le articolazioni. Rupert non è un vigliacco, e combatterebbe anche a mini nude contro Ferox. Meglio per lui che il suo corpo non risponda, perché morirebbe due secondi dopo. Ferox sta scrutando nell'anima di quel criminale a pagamento, ed ora vede l'episodio del gattino, come se fosse accaduto nella realtà. Ferox però sa, avendo visitato stati dell'esistenza differenti dal nostro, che il termine “realtà” non corrisponde ad un monolite inamovibile. Ciò che vede nell'anima di Rupert le suggerisce di non scannarlo, come aveva intenzione di fare. Tuttavia la donna leopardo deve sanzionare il male e gli intenti che il mercenario reca con sé. Una specie di mezza grazia. Manifestando una grande forza fisica, Ferox lo solleva, facendogli perdere contatto con il tetto su cui poggiava. Rupert adesso potrebbe muoversi, ma intuisce che in quel caso la pena comminata sarebbe la morte certa. Poi Ferox usa la sua super-forza per gettarlo verso la strada. Mentre precipita, il mercenario si agita convulsamente. Poi impatta su un'auto parcheggiata; il tettuccio si piega ed i cristalli esplodono. La donna leopardo, nella sua spietatezza, lo ha sottoposto ad una specie di roulette russa, e gli è andata abbastanza bene, tutto sommato. Rupert capisce che Ferox lo ha fatto cadere appositamente su un'auto, e non sul marciapiede. Di sicuro ha riportato qualche frattura, ma riesce a muoversi; quindi la colonna vertebrale non è danneggiata. Ferox e Lucrezia guardano giù dal tetto, mentre qualche passante telefona ad un'ambulanza. Questo terzo attentato contro un componente di Evolution, o una persona vicina al gruppo, comincia a delineare un piano più ampio. Qualcuno sta muovendo un attacco contro Evolution tentando una strategia differente dal solito. Non robot pesantemente armati o mostri super-potenti, ma mercenari umani avvezzi alle uccisioni. Il dottor Occulto pensa che il mandante non sia lo sprovveduto che sembra. Non è infatti plausibile che qualcuno appena dotato di cervello possa ritenere vincente una strategia di questo tipo.
domenica 13 marzo 2011
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