domenica 27 marzo 2011

UCCIDERE LA MAGA_4° libro_127° episodio

Si direbbe che “sbagliando si impara” sia il motto di quei mercenari, che, nonostante le sconfitte subite, perseverano nei loro tentativi di eliminare componenti di Evolution, amici e parenti. Cosa possono avere appreso dagli scontri con i super-eroi mutanti e finanche con il drago? La prima lezione è: non provateci con Dragonfire! Non si può escludere che un gruppo numeroso di mercenari, pronti a tutto ed armati degli aggeggi più devastanti in commercio, sfidi l'alieno verde. Sarebbero però sicuramente spinti dalla disperazione, e destinati a finire all'ospedale, o all'obitorio. Dovesse succedere, ci sarà da ridere a raccontarla. La seconda lezione, appresa dai mercenari attaccabrighe, riguarda Kong. Avvicinarsi alle sue spalle, e prenderlo di mira, non significa necessariamente segnare un punto a proprio vantaggio. L'uomo bestia di Evolution ha riflessi e muscoli super-umani; quindi balza fuori tiro con estrema facilità. Essendo tanto veloce, nonostante la mole, risulta estremamente difficile colpirlo con pistole e fucili durante uno scontro dichiarato. Forse con una mitraglietta sarebbe in grado di sforacchiarlo un po', sempre che Kong non sia già atterrato addosso ai suoi tentati killer, come una tonnellata di mattoni. Ossa rotte, nella migliore delle ipotesi. Terza lezione: Ferox non perdona. Non significa che uccida chiunque le capiti tra le zampe; diciamo però che è quasi così. Ci sono anche quelli che sopravvivono ai suoi artigli, ma sono ridotti talmente male, feriti in profondità e doloranti a vita, che forse preferirebbero essere morti. Lei non è indebolita, né rallentata da alcuna etica umana. Ferox è una donna leopardo, con i poteri ed il carattere di un grande felino. Di suo ci mette l'intelligenza superiore dei mutanti. Kong è più “buono”, nel senso che non si diverte particolarmente ad estrarre la colonna vertebrale dalle schiene dei nemici. Lui si accontenta di sferrare pugni e calci, con una super-forza che le ossa le frantuma dove si trovano, con tutti gli effetti collaterali da non sottovalutare. Kong è uno scienziato, che si arrabbia veramente solo quando qualcuno lo ostacola nel corso delle sue ricerche. Mercenari che lo assalgono per strada rientrano in questa categoria di futuri pluri-traumatizzati. Fulminatore, come abbiamo più volte rilevato, sembra un essere umano. Questo lo aiuta a passare abbastanza inosservato, quando circola per le strade. Sembra un essere umano, ma non lo è. Chiunque si lasci ingannare dall'apparenza di Fulminatore, è destinato a soccombere dolorosamente sotto le sue scariche potentissime. Anche la Maga sembra umana; la Maga, come Fulminatore, è molto pericolosa anche perché sembra una ragazza comune. Non una Wonder Woman sotto mentite spoglie. I precedenti agguati, ai membri di Evolution, e non solo, sono stati attuati grazie ad informazioni che i mercenari hanno ricevuto dal loro committente. La mutante conosciuta come Maga ora aspetta quasi con ansia che ci provino con lei. I mercenari sanno di dover tentare di uccidere esseri dotati di super-poteri. Nel caso della Maga, chiunque le si avvicini con pensieri ostili viene tuttavia immediatamente individuato dalle sue difese psioniche. Sapendolo, i killer la spiano da lontano, con potenti cannocchiali. Presumibilmente cercheranno di farla fuori con un fucile di precisione; di quelli che i cecchini usano per ammazzare buoni e cattivi; l'importante è che qualcuno paghi bene il lavoretto. Il piano prevede che la Maga sia attirata allo scoperto, in una zona compresa nel campo di tiro del cecchino. Lui si è piazzato, come prevedibile, in cima ad un tetto piatto, ed aspetta paziente. Questi tiratori di precisione vivono di pazienza: assomigliano a dei coccodrilli, immobili e mimetizzati. Sparano uno, massimo due colpi, di fucile, poi smontano l'aggeggio e scappano. La Maga sembra non sospettare alcunché, ma la sua mente mutante è perlustrabile solo da telepati più forti di lei. Il dottor Occulto, capo di Evolution, rientra in questa categoria, ma è molto discreto con i suoi allievi. La Maga rischia perciò di ritrovarsi con la testa spappolata da un proiettile ad alta velocità, senza sapere neppure di essere sotto tiro. Questo è ciò che risulta al tizio appostato sul tetto; questa è più che altro la sua speranza. Al momento però la mutante cammina all'interno di un ipermercato, facendo shopping come una donna qualsiasi. Il cecchino invece prende il sole, ed ascolta le istruzioni che gli arrivano via radio. La Maga intanto è giunta al reparto profumeria, dove numerose femmine umane testano le varie essenze, spruzzandosele addosso. Ogni tanto fa bene mescolarsi a gente che pensa ad argomenti non certo eccelsi. Nessuna tra le donnine presenti desidera ammazzare quel vicino o quel parente. Pensano più che altro a sedurre qualche ometto, collega di lavoro o vicino di casa. Anche la Maga cede alla tentazione di testare alcuni profumi, ed alla fine decide quale acquistare. Si mette in coda, per pagare, e proprio in quel frangente inizia a percepire un allarme telepatico. Sente che nei paraggi c'è qualcuno, rilassato, ma pronto ad agire, che non vede l'ora di impallinare la sua preda. Un killer in agguato! Maga impiega pertanto i suoi enormi talenti per contattare il dottor Occulto. Un essere umano avrebbe telefonato o mandato un sms. Lei invia viceversa un'onda mentale, veloce come la luce, alla ricerca del suo capo. Se stesse telefonando, lo smartphone dovrebbe prima agganciare una cella; poi sarebbe compito della cella medesima cercare una specifica utenza telefonica. L'onda mentale della telepate mutante invece non ha bisogno di alcuna cella, ma scivola sulla città, aggirando qualsiasi ostacolo. Con un potere come quello della Maga, non ci sono problemi di copertura. Quasi istantaneamente, Occulto raccoglie il segnale, e di lì a poco risponde allo stesso modo. Se il tizio sul tetto non si muove, le sue onde pensiero tendono a mimetizzarsi tra un milione di altre onde pensiero. Funziona come la percezione del serpente, che nota il movimento, non l'immobilità. Si direbbe che questa volta i sicari si siano fatti furbi. Sempre ammesso che la Maga esca all'aperto, e si renda un bersaglio possibile. La mutante telepatica si avventurerebbe senza paura fuori dall'ipermercato, convinta di percepire l'attacco prima che si realizzi. Il dottor Occulto però non trova opportuno che lei rischi la vita contro una pallottola che viaggia alla velocità del suono. Il cecchino continua a ricevere indicazioni via radio. Evidentemente qualcuno dentro l'ipermercato sta tenendo d'occhio la Maga. Inaspettatamente però, una donna, che corrisponde alla descrizione fisica della Maga, cammina proprio adesso all'interno della zona presa di mira dal killer. La donna non si guarda troppo in giro, come se nulla sospettasse della morte che le arriverà addosso tra pochi secondi. Il cecchino non prova alcunché nei confronti delle sue vittime. A lui non interessa se abbiano famiglia, quali sogni coltivino, o in cosa credano. I mercenari hanno chiuso da tempo quelle stanze nelle loro testacce dure come il marmo. Bersaglio inquadrato, colpo in canna, mirare, fuoco! Il tutto in una frazione di secondi. Un proiettile di quel tipo scarta di pochissimo, essendo sospinto da esplosivo ad alto potenziale. Se miri alla testa, forse colpisci il collo, ma il bersaglio è comunque fritto. Quel proiettile è fatto apposta per penetrare nelle carni, ma anche nelle ossa. Un piccolo foro d'entrata, con un grosso foro d'uscita. Giunto che sia nel corpo della vittima, il piccolo maledetto aggeggio si frantuma, per recare il massimo danno. Nessuno può sopravvivere ad un colpo simile. Certo che gli esseri umani si impegnano moltissimo quando devono studiare modi e maniere di massacrare i propri simili. Troppo veloce per essere vista da occhio umano, Ferox, che indossava abiti simili a quelli della Maga, si sposta quel tanto che basta per evitare di essere massacrata dal proiettile. Quando il suono dello sparo perviene alle orecchie degli umani in strada, il piombo si è già schiantato contro l'acciaio di un veicolo in sosta, perforando una spessa portiera. Il potere di Navigatrice, unito ai super-riflessi di Ferox, hanno ottenuto un risultato che appare sovrannaturale. Navigatrice ha calcolato la traiettoria del proiettile prima ancora che il dito dello sparatore premesse sul grilletto. La donna leopardo ha, di seguito, individuato il tetto dal quale le hanno sparato, e freme dalla voglia di uccidere lentamente l'ignobile individuo. Lui, lo sparatore, sente un brivido corrergli lungo la schiena, e teme che la giornata non si concluderà come aveva previsto. Il “palo” del tiratore scelto è a sua volta un killer; si è appena reso conto di ciò che è accaduto, ed ora tocca a lui provarci con il piano B. Il rumore dello sparo è penetrato all'interno dell'ipermercato, ponendo in agitazione la folla. La Maga si accinge ad uscire, per iniziare a sua volta la caccia al cecchino. Teme che Ferox lo raggiunga troppo in fretta, e che troppo in fretta lo faccia fuori. Una telepate deve rimanere sempre all'erta, vigilando e vagliando i pensieri di chi le sta accanto. Per cui il suo ombrello mentale si allarga, fino ad avvolgere centinaia di persone. I più si chiedono cosa sia successo in strada; vorrebbero andare a vedere, ma temono che chi ha sparato possa rifarlo. In mezzo a questi stati d'animo prevedibili, la mutante di Evolution individua finalmente una nota stonata. Si tratta di una frenesia di caccia e di morte. Così comprende di essere seguita da un secondo aspirante uccisore. Lui non può estrarre la pistola, e sparare alla Maga, non in mezzo a quella calca. La super-eroina invece lo potrebbe raggiungere, isolare e bloccare. Nel frattempo, l'altro assassino fugge precipitosamente, scendendo le scale, due gradini alla volta. Ferox giunge sul tetto, dal quale il killer ha sparato, alcuni minuti dopo la fuga. Ferox sorride, pregustando l'inseguimento e la cattura. Essere un cecchino lo ha finora tenuto alla larga dagli scontri corpo a corpo, e lui vorrebbe continuare così. Peccato che Ferox lo abbia già fiutato. L'odore è quello della paura, e fa bene ad averne. Nell'ipermercato, il mercenario si avvicina alle spalle della Maga. Commette l'errore di credere che lei abbia bisogno di vederlo, per sapere che è lì. Il sicario ora è pronto a sparare al bersaglio; poi, ne è sicuro, la folla scapperà in tutte le direzioni, consentendogli di allontanarsi indisturbato. La Maga però improvvisamente si volta, ed i suoi occhi convogliano verso il nemico una forza mai provata prima. Non riesce più ad alzare il braccio armato; non riesce neppure ad aprire la mano che regge la pistola. L'allarme lo invade, ma il suo corpo non risponde. Il cecchino intanto è finalmente arrivato alla sua auto. Non ha abbandonato il suo fucile di precisione, che si trova, smontato, nella valigetta che reca con sé. L'auto parte al primo colpo; sgomma ferocemente, prendendo velocità. Ferox atterra sul tetto del veicolo, lanciato a folle velocità. Reggendosi con i poderosi artigli, che affondano nel metallo, scivola in avanti, per scrutare il volto della sua vittima. Lui, terrorizzato, cerca di sbalzarla via, curvando a velocità pericolosa. Ad un tratto, pensa di esserci riuscito, perché la donna leopardo schizza via dal tettuccio. Ora sì che potrà allontanarsi: questo il pensiero del killer; ma il sollievo dura pochi secondi. Infatti si trova improvvisamente la strada sbarrata da un colosso verde, che non può essere altri che il mitico Dragonfire. Alto tre metri, e pesante settecento chili, il drago solleva i pugni colossali, per abbatterli subito dopo sul cofano dell'autovettura lanciata oltre i cento chilometri orari. Nell'impatto terrificante e rumorosissimo di ferraglia distrutta, tutta l'inerzia della vettura si spegne, ma non prima di avere indotto la macchina a saltare il drago, ruotando su se stessa. La Maga impiega i suoi vasti poteri per allontanare la gente dal terreno di scontro. Non provano dolore o pressioni di vario genere; semplicemente desiderano andar via. Questa è più magia che telecinesi. La Maga fronteggia il mercenario, come fosse un duello tipo vecchio West. Decide finanche di restituirgli la mobilità degli arti, affinché possa dimostrare ciò che vale. Lui, erroneamente, crede che la mutante sia impazzita. Con una velocità che al sicario sembra fulminea, alza la pistola e preme il grilletto. La Maga fa un solo gesto, e la pistola esplode nelle mani dell'avversario. Quasi accecato, si lancia in avanti, forse per strozzare con la forza bruta dell'uomo delle caverne quella donna apparentemente esile. Lei allora protende la sua mente attraverso la distanza che li separa: tre metri. La sonda mentale della Maga viaggia ad una velocità prossima a quella della luce, e gli attraversa il cervello come se il killer fosse immobile. Ferox balza a terra, nei pressi dell'auto semidistrutta. I suoi artigli sono pronti a completare l'opera iniziata da Dragonfire, ma pare proprio che il cecchino nell'incidente ci abbia rimesso l'osso del collo. Lo sguardo è vitreo, e gli occhi ruotano verso l'alto, a guardare l'anima che diparte. Un rivolo di sangue gli esce dalla bocca e dal naso; poi si arresta, giacché il cuore ha cessato di lavorare. Il drago quasi si scusa per l'eccesso di zelo, ma è andata come doveva andare. La sonda mentale della Maga agisce come una lama d'acciaio, che passi da parte a parte un cervello. Ecco perché anche il secondo killer non sparerà più, almeno non in questa vita.

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