domenica 24 aprile 2011

MASSACRO RINVIATO_4° libro_131° episodio

Recentemente alcune amministrazioni comunali hanno deciso di affittare greggi e mandrie, con tanto di pastore e cane, per tagliare l'erba dei prati. Più che tagliare, si tratta di brucare, ma funziona decisamente bene. Il pastore, aiutato dal suo cane, conduce bovini ed ovini nell'area da trattare; e loro trascorrono mattina e pomeriggio a mangiare di gusto tutta quell'erba verde. Famiglie che passano da quelle parti apprezzano quella pace e quel lavorio ininterrotto e placido di bocche e di denti. Qualche vitellino o agnellino incuriosito si avvicina ai passanti, per la gioia dei bambini non ancora completamente rimbambiti dai videogames. Peccato che gli stessi umani, tanto sensibili alla vista degli animali vivi, non pensino di risparmiare loro la vita. In particolari ricorrenze, intere moltitudini di assurdi bipedi si sentono in diritto ed in dovere di sopprimere un numero esagerato di animali, ancora più piccoli e teneri del solito: il massacro degli innocenti. Dragonfire, che è un rettile extraterrestre, non augura agli umani di incontrare una delle moltissime razze carnivore che popolano il cosmo; esse gradirebbero fare a noi ciò che noi facciamo a bovini, capre, pecore, cavalli e bipedi piumati, senza scordare gli abitatori dei mari. Il drago di Evolution ha rinunciato fin da piccolo a nutrirsi di carne, per rispetto di tutta la vita terrestre; non solo dei presuntuosi umani. Dragonfire sa che i rettili come lui hanno colonizzato moltissimi mondi, e non avrebbero problema alcuno a trasformare l'umanità a bestiame d'allevamento. Piacerebbe agli umani trovarsi dentro, e non fuori, dal recinto elettrificato? Ovviamente no. Capirebbero gli umani cosa provavano le loro vittime? Difficile: gli umani sono pieni di sé, cioè di aria fritta. Il grande lupo nero, amici della mutante Nancy, osserva con attenzione il colosso verde, mentre Dragonfire riserva tutta la sua attenzione ai simpatici e pacifici quadrupedi. La mente extraterrestre del drago, che è in collegamento costante con stati dell'esistenza a dir poco alieni, si placa in tal modo dopo ogni battaglia. Dragonfire non ha dubbi che le guerre ci saranno sempre, perché sempre ci saranno individui votati alla sopraffazione. Eppure si chiede come mai tutte le forme di vita non assomiglino a quegli esseri tanto pacifici e placidi, che ha di fronte. Il grosso lupo nero si sforza di apprendere quanto differisca questo tempo, da quello dal quale lui e Nancy provengono. Anche allora gli umani allevavano bestiame, per nutrirsene, ma oggi esistono tecnologie alimentari che renderebbero possibile non uccidere gli animali innocui. Il lupo nero sembra una bestia tremenda, ma ha un cervello ed un cuore. Lui e Dragonfire si capiscono, sebbene non sia chiaro in quale lingua conferiscano l'uno coll'altro. Il drago osserva interessato le mosse del suo nuovo alleato, che si avvicina di soppiatto ad un gruppo di piccoli bovini. Muovendosi in maniera tale da evitare che il suo odore allarmi gli animali, il lupo demoniaco dimostra di possedere un'intelligenza non da sottovalutare. Alcune bestiole non si avvedono dell'avvicinarsi del grosso canide, finché uno di loro, un vitellino particolarmente attento a ciò che lo circonda, gira la testa e spalanca gli occhioni. Il vitellino dovrebbe gridare “al lupo”, ma i vitellini non gridano, e poi lui di lupi non ne ha mai visti prima. Per cui il vitellino rimane fermo, con la bocca spalancata, per lo stupore ed il timore. Quando gli adulti della mandria si accorgono del grosso lupo nero, ha luogo un fuggi fuggi generale. Tutti scappano, eccetto il vitellino che per primo ha posato gli occhi sul terribile nuovo arrivato. Il cane, preposto alla sorveglianza della mandria, si precipita nella direzione del pericolo. È molto coraggioso, ma quel lupo demone potrebbe spezzargli la colonna vertebrale con un morso. Dragonfire, che nonostante pesi settecento chili, e sia alto tre metri, si muove silenzioso come il vento, interpone una sua grossa zampa tra il cane ed il lupo, a garanzia dell'incolumità del primo. Il cane osserva il drago grosso, verde e coperto di scaglie; riflette sul da farsi, e decide di calmarsi in fretta ed in maniera convincente. Il lupo intanto si è avvicinato al vitellino, al punto di sfiorarlo con il naso; lo fiuta, sentendo l'odore del latte e dell'erba fresca. Il vitellino senza paura lo lecca sul muso, come segno di amicizia. A questo punto il grosso e pericolosissimo lupo nero sorride, come sanno sorridere i lupi più terrificanti. Il vitellino certo non immagina di essere destinato al macello; perché dovrebbe pensare a certe cose un animaletto innocente ed innocuo? Neppure il grosso lupo nero è al corrente del prossimo appuntamento del vitellino con la mietitrice. Se lo sapesse farebbe il possibile per evitarlo. Neppure Dragonfire è in grado di leggere il futuro, ma di certo il suo immenso potere può azzerare qualunque progetto umano di morte e distruzione. Il drago presto avrà l'occasione di manifestare la sua forza ed anche la sua sensibilità; il lupo nero gli fornirà il pretesto. Durante la notte i vitellini della mandria dormono e sognano, accanto alle loro mamme premurose. Quando il sole torna ad illuminare quella parte del globo terrestre, gli animali pregustano un'altra bella giornata, da trascorrere nei prati, a mangiare e riposare. Invece no, perché il pastore è stato costretto a vendere gli animali ad un macellatore. Anche in questo caso, le istituzioni non aiutano chi lavora, ma chi gioca con i soldi altrui: le banche. I macellatori ed i macellai nascono evidentemente con una predisposizione all'assassinio. Chiunque acquisti carne da loro dovrebbe provare allarme nel vederli squartare gioiosamente bestie vive e morte da poco, impugnando grossi coltelli affilati. Sorridono, mentre tagliano e distruggono la sostanza di esseri che, fino a poche ore prima, pensavano, sentivano e volevano vivere. Per il macellatore, il tenero vitellino non è altro che carne già morta. Al macellatore non importa della sensibilità della bestia, la cui morte è per lui inevitabile, ma anche irrilevante. Ride, mentre costringe madri e figli a salire sui camion che li condurranno al tempio del dolore estremo. I vitellini cominciano a provare paura, e emettono teneri muggiti. Le madri cercano di proteggerli, ma chi proteggerà loro? Se il lupo demone fosse un semplice canide peloso, il vitellino e la mandria sarebbero spacciati. Fortunatamente per loro, invece, il contatto fisico tra due esseri tanto diversi, appartenenti a periodi storici distanti tra loro centinaia di anni, ha creato un legame telepatico. Il lupo demone rizza le orecchie, emette un borbottio crescente, ed infine ulula. Nella base di Evolution, Ferox, la donna leopardo, reagisce per prima a quei rumoracci. Balza dalla branda, dal letto, o dalla cuccia che sia; scende le scale, senza quasi toccarle, ed arriva in pochi secondi nel locale dove il lupo ha appena finito di emettere i suoi latrati. Ferox lo guarda attentamente e con curiosità, giacché si aspettava di trovare un intruso. Alla donna leopardo dispiacerebbe di essere stata svegliata da un brutto sogno del loro ospite peloso. Giungono anche gli altri eroi, Kong in testa. Il lupo nero non parla la lingua degli umani, o forse sono gli umani che non parlano la sua. Neppure i mutanti di Evolution riescono a tradurre le sue emissioni gutturali. La Maga potrebbe leggere i suoi pensieri, e ritrasmetterli ai presenti, ma gli chiederebbe preventivamente il permesso, perché è una mutante educata. Nancy l'anticipa, preferendo un approccio meno invasivo nei confronti del suo amico lupo nero. I mutanti di Evolution si fanno da parte, per lasciarla fare. È indiscutibile il legame mentale tra Nancy, telepate nata nel medioevo, ed il suo lupo demone. I due sono stranieri nel nostro tempo, dopo che l'accesso alla caverna del collezionista è stato chiuso da Dragonfire. Nancy in qualche modo capisce ciò che il lupo le dice, ed anzi gli chiede chiarimenti nella sua stessa lingua lupesca. Poi la mutante adolescente spiega tutto ad Evolution ed a Dragonfire. Nancy ha appreso in pochissimo tempo la lingua di Ferox, Kong, Fulminatore e Maga; le doti telepatiche della ragazza sono formidabili. L'urgenza del messaggio del lupo si impone però su ogni altra considerazione. Dragonfire posa la sua enorme zampa verde sul dorso del lupo demone; senza bisogno di parlare, così facendo gli comunica che voleranno assieme, alla ricerca del vitellino e della mandria in pericolo. Frattanto i camion hanno raggiunto il luogo del massacro, pervaso di vibrazioni che solo la morte violenta riesce a produrre. Gli animali sono atterriti, perché hanno capito ciò che li aspetta. Non riescono neppure più a muggire, avendo perso ogni speranza. Sbagliano, fortunatamente per loro, perché, provenienti dalla base di Evolution, sono in arrivo il colossale Dragonfire ed il lupo nero, che fiuta l'aria per trovare la pista del suo amico vitellino. All'interno del macello, uomini sanguinari cercano a loro modo di guadagnare uno stipendio. Privi come sono di sensibilità, non si curano degli sguardi terrorizzati dei piccoli innocenti e delle loro madri. Tra qualche ora, in quel luogo di morte, ci saranno molti meno cuori pulsanti. Per gli umani presenti, quei cuori non meritano più di battere; perché quelle carni sanguinose devono essere ridotte a fette, e vendute a caro prezzo. I vitellini sono separati dalle madri, che verranno assassinate subito dopo. Ordigni di sterminio sono impugnati con abilità e disinvoltura, mentre i macellai parlano tra loro di argomenti vari: sport e donne. Mancano pochi istanti all'inizio della mattanza, quando un ululato terrificante invade l'intero macello. Bovini ed umani temono, a livello atavico, quel suono proveniente dalla gola di un vero carnivoro. Gli umani vorrebbero essere lupi o addirittura leoni, ma la natura ha fornito loro piccoli e deboli denti, a malapena in grado di masticare la carne cotta. Il gigantesco lupo che irrompe adesso nel macello, invece è in grado di masticare carne e frantumare ossa con estrema disinvoltura. Si aggira brontolando cupamente; scruta con occhi di brace gli umani pronti a versare sangue innocente. Nessuno tra gli addetti osa muoversi; finché qualcuno si chiede timoroso da dove sia giunto un simile mostro. Sicuramente da un luogo d'incubo. Il lupo demone giunge infine nei pressi del suo amico vitellino, che lo riconosce ed emette un flebile muggito. Il macellaio non è un pazzo; quindi posa quella sorta di pistola che avrebbe dovuto impiegare contro il vitellino ed altri come lui. L'umano guarda il lupo, ed il lupo guarda l'umano, che ritiene non sia il caso di tentare la sorte. Tutti noi sappiamo come l'idiozia sia molto diffusa tra gli uomini e le donne. Sull'idiozia si può sempre fare affidamento: la storia lo insegna. Ecco perché un tizio, armato di coltello, decide di attaccare alle spalle il lupo demone. Il gigantesco canide se lo aspettava e quasi ci sperava, perché lui in fondo è un vero predatore ed un vero carnivoro. Lupi, felini rapaci ed ogni altro uccisore naturale fanno quel che devono, con rapidità, somministrando il minimo di sofferenza. Se un carnivoro fasullo ne attacca uno vero, non c'è battaglia; neppure se cerca di prenderlo di sorpresa. Le religioni degli uomini raccontano di divinità antropomorfe, giacché gli uomini si illudono di essere il meglio, dal punto di vista dell'evoluzione. Invece non c'è paragone tra l'efficienza del lupo, paragonata a quella di un uomo. Gli umani dovrebbero riscrivere i loro libri religiosi, riconoscendo che il loro dio ha dato il meglio di sé quando ha creato i lupi e gli altri predatori. Mentre il tizio, lanciato al massimo della sua velocità, già pregusta di affondare il lungo coltello in quel corpo peloso e muscoloso, il lupo si sposta con un solo movimento fluido. Dragonfire, il cui ingresso ha completamente immobilizzato i macellai, ammira le movenze del lupo, che gli ricordano in un certo modo quelle di Ferox, la donna leopardo di Evolution. Poi le mascelle del lupo demone si serrano sul braccio che regge il coltello, rendendo inutile l'uno e l'altro. Gli urli di dolore, provenienti da chi un istante fa voleva pugnalarlo, lasciano indifferente il bestione ringhiante. Le vere bestie non chiedono, né concedono pietà. Con un solo lacerante movimento, il lupo demone strappa il braccio al predatore fasullo, che sanguina come un vitello sgozzato. Mentre cade a terra, assaggia la medicina che voleva somministrare: dolore e morte che arriva galoppando. I suoi colleghi accorrono per arrestare la fuoriuscita del sangue, ma al lupo non interessa che viva o muoia. E neppure a Dragonfire, a dire il vero. Nancy, la cui simbiosi con il grosso lupo è fortissima, ha nel frattempo rintracciato il precedente proprietario della mandria. Grazie ai suoi poteri psichici, su suggerimento della Maga, ha convinto una banca a prestare al pastore la cifra necessaria a a riacquistare il bestiame. I bancari studiano sempre nuovi motivi per non aiutare chi abbia necessità di un sostegno economico. Ferox si era offerta di invogliare quei passacarte a fare un'opera di bene, a suo modo ovviamente. Il dottor Occulto, capo di Evolution, non ha dubbi che la donna leopardo ci sarebbe riuscita. Però chi avrebbe raccolto tutte quelle frattaglie di bancario sparse in giro? La giovane Nancy ha quindi scatenato sul bancario il suo potere mutante di fascinazione, con risultati positivi. Forse la banca lo licenzierà, ma potrà abbastanza facilmente impiegare altrove le sue doti di vessatore della povera gente. All'interno del macello, Dragonfire ed il lupo demone si apprestano a condurre all'esterno vacche e vitelli, a cui hanno salvato letteralmente la pelle. Dragonfire, che non ha avuto ancora modo di scatenare la sua super-forza, spezza personalmente tutte le catene che tengono prigionieri gli animali. Poi, con un solo potentissimo pugno, sfascia la porta d'acciaio, che esplode verso l'esterno, come se fosse il tappo di un vulcano in eruzione. La polizia accorsa potrebbe eccepire sui metodi del drago e di quel grosso lupo nero che lo affianca. Ma Evolution ha acquisito tanti e tali meriti da indurre le istituzioni a chiudere un occhio. Il grosso lupo demone, proveniente dal medioevo, è diventato l'eroe di tutti i vitellini della mandria, che lo attorniano e lo ringraziano a loro modo. È molto felice, lui che è una bestia sanguinaria, di avere salvato tutte quelle tenere vite.

domenica 17 aprile 2011

AGAVE LA MALVAGIA_4° libro_130° episodio

Il grosso e potente lupo nero trasporta velocemente il corpo di Nancy, posseduto dalla malvagia Agave. Ogni tanto il bestione si volta indietro e brontola, sperando che al drago non venga voglia di arrostire lui e le due donne, che stanno in un corpo solo. Nancy, una mutante dotata di poteri psionici, nata in un periodo storico nel quale sarebbe stata considerata una strega, è costretta a subire l'ingombrante presenza di Agave. Nancy ha assistito, dall'interno del suo stesso corpo, al combattimento tra Agave e la Maga. Poi è arrivato quel colosso verde, che, emettendo fiamma come un vero drago ha risolto la contesa a vantaggio della sua alleata, Maga. Peraltro Nancy ha rilevato come Agave fosse già stata ampiamente castigata da quella formidabile donna volante. Nancy deve ancora capacitarsi del mondo nel quale fino a pochi minuti fa si trovava, assieme al lupo nero. Un mondo molto differente da quello in cui lei è nata. Più che altro, ma questo Nancy ancora non lo sa, lo scontro con Evolution è avvenuto sulla Terra del futuro, rispetto al suo periodo storico di provenienza. Agave è ancora più antica, ma non è nella sua natura riflettere troppo profondamente sulla natura degli eventi. Agave sente che Nancy scalpita per riprendere possesso del suo corpo e dei suoi poteri. Il collezionista alieno, la cui consapevolezza pervade la caverna nella quale Agave, Nancy ed il lupo sono tornati, insiste nel suo progetto di sottomettere Nancy alla strega malvagia. Nella dimensione della Terra del ventunesimo secolo, la caverna si chiude, come un'astronave che si prepari a decollare. Non visto, il cagnolino Cyberdog si introduce nello strano antro. L'organismo biologico che fu il piccolo canide sfortunato, conosciuto come Rifiuto, si è da tempo amalgamato con l'alieno di metallo vivente, conosciuto come Transformatron. Cyberdog ed il Transformatron stanno operando per conto del dottor Occulto, che intende scoprire quali forze agiscano a partire da quella strana caverna mutaforma. Maga e Dragonfire si allontanano, per fare ritorno alla base, dove aspetteranno che Cyberdog comunichi sue notizie. Il grosso lupo demoniaco inizia a fiutare l'aria della caverna: il suo olfatto sviluppatissimo ha colto la presenza del cagnolino cibernetico. Transformatron agisce però con grande efficienza, emettendo vibrazioni, che interferiscono con la percezione del grosso canide. L'odore di Cyberdog non sparisce, ma si mescola ad altre emissioni, virtuali ma ugualmente capaci di confondere il demone peloso. Agave invece non si accorge dell'intruso, e cammina all'interno della strana caverna, intendendo esplorarne ogni anfratto. Agave non ha ancora capito che quella caverna è una struttura tecnologica che simula un antro roccioso. Mentre la strega percorre un corridoio, altri se ne formano a destra, sinistra e dietro di lei. Il collezionista extraterrestre ed incorporeo gioca con lei, per valutarne le capacità intellettuali. Durante la notte artificiale, le luci delle torce si abbassano di intensità, ed il grosso lupo consente al corpo di Nancy di utilizzarlo come cuscino e materasso. Il collezionista viceversa non ha alcun bisogno di dormire, e continua a progettare piani che sfidano la comprensione umana. Mancano alcune ore all'alba, nel luogo ove la caverna sta aprendo un nuovo portale. L'aria fresca penetra all'interno, inducendo le due dormienti a stringersi ancor di più al gigantesco, ma evidentemente buonissimo, lupo nero. Lui, il lupo demone, ha infatti imparato ad apprezzare in parte anche quella pazza di Agave. In fondo quella specie di strega si comporta in maniera decisamente inconsueta, secondo gli standard umani; ma i lupi demoni hanno differenti e più elastici punti di vista. Agave finalmente si sveglia, e balza in piedi, decisa a conquistare il mondo. Il lupo, che ha già inquadrato le sue stravaganti uscite, sospira, ma il suono che esce dalle sue fauci è una specie di ringhio. Al che, anche Nancy, reclusa nel suo stesso corpo, si sveglia. Ha capito che la sua situazione di prigionia non è merito esclusivo di Agave, bensì di una forza di difficile comprensione. Nancy scopre di avere stabilito una sorta di contatto psichico con la Maga. Se si sforza, la visualizza. Vede lei, il drago verde, assieme ad un uomo bestia. Poi, nella sede di Evolution, arrivano anche Ferox e Fulminatore. Nancy non riesce più a mantenere il contatto telepatico, ma è contenta di essere riuscita a fare breccia in quella sua prigione senza sbarre né muri visibili. Transformatron sveglia il suo cagnolino, che sbadiglia e si stira. Il robot extraterrestre emette allora una sorta di lieve scarica, che convince Cyberdog a scattare in azione. Il cagnolino cibernetico esce dalla caverna, poco prima di Agave e del lupo demone. Tornati nello spazio dimensionale della Terra del ventunesimo secolo, suscitano subito l'attenzione di Navigatrice, che era stata messa in preallarme dal dottor Occulto. Cyberdog inizia a trasmettere ad Evolution le coordinate del nuovo varco, poi però si accorge di essere stato visto dal lupo demone, e scappa a zampe levate. Il nuovo portale dimensionale si trova questa volta molto lontano dalla sede di Evolution, per cui ai super-eroi occorrerà qualche ora per intervenire. Kong guida il suo velivolo multifunzione, che raggiunge in pochi minuti una quota quasi orbitale, per poter utilizzare al meglio i suoi razzi. Ferox, Kong, la Maga e Fulminatore indossano apposite tute con respiratori. Dragonfire non ha bisogno di simili protezioni, ma prende posto nell'apposito sedile che Kong ha ideato per lui e per la sua coda. Mentre il lupo demoniaco cerca di sbranare Cyberdog, Agave saltella già dalla collina, avvicinandosi ad un villaggio. Nancy, che ha già dimostrato di possedere un'intelligenza più portata all'approfondimento, si stupisce nel vedere delle persone che viaggiano all'interno di strutture metalliche su ruote di materiale mai visto, non trainate da alcun animale. Se chiede se quegli umani non posseggano a loro volta poteri insoliti. Per Agave, invece, le automobili sono solo aggeggi fastidiosi, che le impediscono di camminare liberamente attraverso quella strana cittadina, molto più pulita di qualunque strada lei abbia visto in precedenza. Nancy sente che la strega attinge alle sue potenzialità psioniche. In un certo senso trova interessante quell'esperienza, giacché, osservando, impara parecchie cose sulle sue stesse energie e sul modo di impiegarle. Agave non ha poteri suoi, ma mostra un'attitudine innata ad impiegare al meglio quelli altrui. Agave in fondo è una specie di coach per mutanti e maghi alle prime armi. Guarda male un'automobile, guidata da una donna. Costei, l'autista, regge il volante con una mano, mentre nell'altra trova posto un piccolo aggeggio che ovviamente né Agave, né Nancy hanno mai visto. La donna al volante telefona imperterrita, e così facendo rappresenta un pericolo non da poco per chiunque intersechi il suo divenire. Agave concentra nelle mani tutta l'energia che riesce ad evocare. Le sue mani, che in realtà sono le mani di Nancy, prendono contestualmente a brillare. Poi la malvagia sedicente strega proveniente dal passato spara! La scarica psionica non assomiglia ai lampi bluastri di Fulminatore, ma viaggiano alla stessa velocità fotonica. La centralina elettronica, che comanda il motore dell'auto della telefonista si blocca di colpo. In più, la natura telecinetica dell'energia emanata da Agave prende di mira i cilindri del motore, grippandoli di colpo. L'auto viene attraversata da una vibrazione che annuncia il disfacimento meccanico ed elettronico del mezzo pesante e puzzolente. La donna al volante si accorge che la macchina è in panne solo perché anche il telefonino ha iniziato a fumare, ed ha infine smesso di trasmettere le sue sciocche parole alla sua amica, e quelle della sua amica a lei. Scende dall'auto e si trova davanti Agave, che la squadra con aria soddisfatta. La donna ha un lampo di lucidità, gira i tacchi e scappa via, prima di fare lei stessa una brutta fine. Frattanto Cyberdog si è scocciato di scappare da quel lupo attaccabrighe. Fronteggia quella montagna di muscoli e pelo. Il lupo demone nota che quel cosino di fronte a lui non è fatto solo di carne, ma non è uno scienziato; si prepara a balzare, per spezzargli collo e schiena in un solo colpo. Quando atterra, però Cyberdog non è più lì. Schizzato verso l'alto, grazie a mini-propulsori forniti dal Transformatron, il nostro super cagnolino atterra sulla schiena del pelosone. Poi gli si aggrappa con artigli retrattili, di metallo alieno duro come il titanio. Il lupo demone scalcia come un toro ad un rodeo, ma Cyberdog ha appena iniziato a divertirsi. Gli artigli di Cyberdog, forniti dal Transformatron, iniziano ad inoculare nel grosso cagnone nero un tranquillante per cavalli. Così, dopo alcuni minuti di super agitazione, il lupo demone di sente i muscoli in pappa, e si ferma ansimante. Solo allora Cyberdog molla la presa, saltando a terra. Il lupo nero però ha a sua volta un'arma segreta: la sua natura quasi demoniaca, che combatte fin dall'inizio gli effetti dei farmaci inoculatigli. Gli anticorpi dello strano quadrupede sono loro stessi delle piccole bestie attaccabrighe; in breve si bevono i tranquillanti come se fossero degli innocui aperitivi. Lo sguardo del lupo torna quasi subito vispo e vigile, ma per ora non intende riprovarci con quella specie di cane nano, tutto coperto di strano metallo in perenne mutamento. Di comune intesa, i due rivali, apparentemente cane e lupo, corrono verso il paese, alla ricerca di quella pazza di Agave. Lei, mentre Cyberdog ed il lupo facevano conoscenza, si è fatta notare dagli umani di quel tranquillo borgo. Convinta di possedere un potere inesauribile, la strega nel corpo di Nancy ha maltrattato tutti quelli che le hanno rivolto uno sguardo che lei ha ritenuto irriguardoso. Agave non si rende conto di aver avuto fortuna a non trovare qualcuno armato di pistola, ma lei non ha mai visto un'arma da fuoco, solo lance, frecce e spade. Nancy, prigioniera nel suo corpo, avverte però che la situazione sta volgendo al peggio. Qualora la folla decidesse di aggredire Agave, i poteri che lei trae dall'inesperta Nancy non sarebbero sufficienti a proteggerla per più di qualche minuto. Ma la strega è una che cerca grane, per il gusto di farlo; comincia a diventare chiaro il motivo per il quale uomini di un altro tempo decisero di metterla a morte. Kong inizia la discesa del suo velivolo ultra veloce, superando più volte la barriera del suono. Quel suono costringe la folla a distrarsi un attimo da Agave, consentendole di scappare. Solo il talento di Navigatrice sarebbe riuscito a tracciare con tale precisione la rotta per il velivolo di Evolution, che nel frattempo atterra. Ovviamente Cyberdog ed il Transformatron hanno fornito tutti gli input di loro competenza. Ferox salta fuori dal velivolo, atterrando tra la folla infuriata ed Agave in fuga. La donna leopardo emette un mugolio di avvertimento, che sconsiglia ai più di proseguire nella loro caccia alla strega. Ma qualcuno ci prova, solo per essere intercettato prima da Kong e poi da Fulminatore. Il primo è una massa di grossi muscoli, in grado di spezzare facilmente le ossa umane. Il secondo si limita ad emettere pericolosi lampi bluastri, che sono pericolosi come sembrano. La folla esagitata finalmente si ferma, convinta con le buone maniere e con qualche minaccia non verbale. La Maga decide invece di risolvere la sua disputa con Agave, e le intima di fermarsi. La strega, ben lungi dal ringraziare Evolution per averle salvato la pellaccia, prova a scatenare i poteri di Nancy contro la mutante, ma Nancy questa volta la spunta, bloccando l'emissione delle sue energie. Ad Agave non resta che un attacco fisico; si tuffa contro la Maga, con tutta la furia che le proviene dalla malattia mentale. La Maga ha visto e combattuto di peggio; non vuole ferire la legittima proprietaria di quel corpo, ma non per questo subirà danni psico-fisici. Invece di friggerle il cervello, la Maga adopera sapientemente le sue emissioni telecinetiche per bloccarle le ginocchia. Agave cade in avanti dolorosamente; anche Nancy se ne accorge, ma è disposta a sopportare altro dolore, per togliersi di torno l'insopportabile intrusa. Ora la Maga, in contatto mentale con il dottor Occulto, trae da lui potere e conoscenza, per attuare un esorcismo. Non invoca alcuna divinità, ma convoglia nel cervello, nel sistema nervoso e nel cuore di Nancy un fiume di energia purificatrice. Agave prova a resistere, però cede quasi subito, dimostrando di essere una dilettante, o poco più. Nancy finalmente riapre gli occhi, e la Maga le offre una mano per alzarsi. La mutante adolescente, nata nel medioevo, inizia ad apprendere quanto sia diverso il periodo storico nel quale è pervenuta. Dragonfire non ha preso parte alla missione di Evolution, perché suo era il compito di trovare la caverna, che funge da portale tra una moltitudine di tempi e di luoghi. Dragonfire non vuole visitare il sorprendente antro, ma solo bloccare questa sua manifestazione. Evolution non intende attaccare il collezionista, che è la vera consapevolezza della caverna, ma il drago è lì per proteggere i terrestri da quel varco che si apre letteralmente sull'ignoto. La fiamma cosmica, che scaturisce dalle tremende fauci dell'alieno di Evolution, non si limita a fondere la pietra, ma interferisce distruttivamente con la tecnologia extraterrestre del collezionista. Il varco nel fianco della collina assomiglia alla carne di una mostruosa lumaca, che si ritrae di fronte ad un calore in grado di vaporizzare l'acciaio. Dragonfire non vuole uccidere quella singolare forma di vita; si accontenta di ferirla lievemente, in maniera tale da instillarle un sano terrore. La caverna in effetti urla, più di paura che di dolore; poi implode, trasferendo se stessa e la consapevolezza definita “il collezionista” in un altro stato dell'esistenza. Sebbene non siano nelle immediate vicinanze, la Maga e Nancy percepiscono il grido mentale della caverna. Dragonfire invece capta, grazie alla sua sensibilità aliena, parole di resa e di gratitudine per una vita che lui ha deciso di risparmiare.

domenica 10 aprile 2011

STREGONERIA DEVIATA_4° libro_129° episodio

Nancy non è una ragazza come tutte le altre, e non ci tiene ad esserlo. Lei ha un dono, sebbene non si sia ancora manifestato appieno. Vive in un villaggio di capanne, con le pareti di fango. In quel periodo storico, chiunque abbia la sfortuna di abitare all'esterno delle mura delle città fortificate rischia costantemente la vita. Cavalieri in armatura, oppure banditi a cavallo irrompono sovente nel povero villaggio, come in tutti i villaggi che incontrano sul loro cammino. Cavalieri blasonati o banditi da strada hanno in comune la rapacità e la lussuria. Dopo aver rubato il poco che c'è da rubare, cavalieri e briganti abusano delle ragazze, sotto gli occhi dei padri e delle madri. In molti casi, prima ammazzano i padri ed i fratelli delle ragazze, così da poter agire indisturbati. A volte, violentano anche le madri. Nancy è dotata di una intelligenza non comune; se fosse nata in un posto diverso, in un tempo diverso, non dovrebbe temere certa marmaglia. Studierebbe e metterebbe a frutto i suoi doni naturali. Nancy ovviamente non conosce il futuro e neppure luoghi diversi da quella piana fangosa, in riva ad un fiume. Finora i briganti ed anche i cavalieri l'hanno risparmiata, ma oggi si direbbe che tocchi a lei soddisfare le loro voglie. Pare proprio che non sarà un principe azzurro a chiederla in sposa, per poi unirsi a lei in ciò che chiamano amore. Nancy non ha ancora le idee chiare in merito, perché ha solo quindici anni. Quindici splendidi anni la rendono quasi una donna, molto più appetitosa delle trentenni del villaggio, sfiorite dalle gravidanze e dagli stenti. La mamma cerca di proteggerla, quando arrivano i briganti, ma loro la scagliano lontano, senza pietà. Fortuna che non la uccidono. Immobilizzano il padre, e si lanciano su Nancy. Sono tutti ubriachi, ma rispettano la gerarchia: si mettono in fila come i gatti randagi che intendano accoppiarsi con una gatta in calore. Ma Nancy non è in calore; non sa neppure cosa voglia dire, sebbene abbia già notato comportamenti singolari tra gli animali da cortile e da traino. Il primo dei briganti, perché oggi tocca ai briganti invadere in villaggio, si fa avanti. Baffuto, puzzolente, rumoroso, voglioso di cogliere quel fiore innocente, la spinge in un angolo della capanna nella quale lei si era rifugiata. Nancy è una mutante, in un periodo storico nel quale molte donne sono state arse vive per molto meno. Il popolo bue adora bruciare le streghe, specialmente quando le poverette negano di esserlo. Forse Nancy si è già accorta del potere che è in lei: un fascino che induce tutti a fare quel che lei vuole. Se il suo potere mutante consistesse nei poteri di un leopardo, l'avrebbero uccisa i suoi stessi familiari, o almeno ci avrebbero provato. Nancy non è una donna leopardo come Ferox di Evolution. Se avesse le doti della meraviglia felina, potrebbe essere una sua lontana progenitrice, dato che il secolo in cui Nancy vive è molto antecedente al nostro. Forse è più simile alla Maga, sebbene le manchi la guida di un dottor Occulto medievale. Nancy deve quindi fare tutto da sola: l'attacco del puzzone libera in lei un potere selvaggio ed incontrollabile. L'adrenalina scorre nel suo sangue. Attraverso i suoi occhi, la ragazza spedisce un'onda di energia psichica direttamente nel cervello avariato di quel maiale bipede. Non possedendo l'abilità della Maga, Nancy non resetta l'intera mente del brigante. Non lo riduce, come meriterebbe, ad un fungo biascicante. Lo blocca semplicemente, congelandolo nell'atto di calarsi le braghe. Il cervello della feccia umana reagisce a quell'attacco insolito in maniera caotica. Del resto tutta la vita del fetido brigante è stata un caos. Come se sognasse e fosse preda di incubi il capo banda urla. Vede serpenti, ragni, scorpioni, scolopendre, vermi che escono dalle orbite vuote di un teschio. L'attacco psionico di Nancy porta in superficie tutto quanto è sinonimo di paura, di disgusto e disperazione. Quanto ha distribuito a piene mani, ricade su di lui, e lui grida come un pazzo: questo è diventato. La reazione degli sgherri non si fa attendere: estraggono spade e coltelli, pronti a versare il sangue della strega. Si direbbe che il suo destino sia segnato, giacché, anche provandoci con convinzione, non riesce più a scatenare il suo colpo mentale. È priva di allenamento, ed i tizi presenti non paiono intenzionati a farle sconti, né a darle il tempo di ricaricarsi. Un lupo completamente nero irrompe attraverso una breccia nella parete, che funge da finestra. Mentre passa, distrugge le sbarre fatte di legno, come fossero rametti secchi. Il lupo ha occhi di brace, ma i banditi non hanno tempo di rimirarli, perché la sua dentatura è a dir poco formidabile. Un brigante è già a terra, dove sanguina come un porco sgozzato, e non ce ne vogliano i porci. Il lupo ulula, o forse parla con voce tremenda e gutturale. Nancy non si sorprende di sentire parlare il lupo, dato che solitamente colloquia amabilmente con i cani ed i gatti; e loro rispondono in maniera adeguata ed intelligente. I due briganti voltano le spalle, per fuggire a quel demone diurno. Però, stupidi come sono, si intralciano a vicenda, scivolando e rotolando all'esterno della capanna. Poi si rialzano e corrono come se avessero alle calcagna i diavoli dell'inferno. Il lupo, che è più di un lupo, ulula qualcosa a Nancy, assordandola. È talmente grosso e potente, da prestarsi ad essere cavalcato. La ragazza gli sale in groppa, sparendo così dalla vista degli umani del villaggio in riva al fiume. Si dice che quando siamo pronti per incontrare il nostro maestro, il nostro maestro appare. Il lupo-demone corre e salta tra gli alberi del bosco, salendo e scendendo colline. Salta torrenti, mentre Nancy si regge con tutte le sue forze a quel pelo folto e spesso. La ragazza perde la cognizione del tempo, ma le ore passano, ed il sole si avvia al tramonto. Alla fine della corsa forsennata il demone-lupo entra in una caverna, illuminata da torce. La ragazza scopre che in quell'antro ci sono cibi dei quali lei può nutrirsi. Il lupo ovviamente predilige la carne gocciolante sangue, ma non può pretendere di estendere alla sua ospite umana i suoi pessimi gusti alimentari. Quella notte, la mamma di Nancy pensa alla sua piccola. Non le importa ciò che dicono sul suo conto. Non le importa che sia una strega; lei le vuole ancora bene, e le augura il meglio. Nancy avverte nitidamente il pensiero della mamma, perché ormai i suoi poteri mutanti stanno sbocciando pienamente. La ragazza cerca di promettere alla madre che prima o poi si rivedranno, ma il destino ha disposto diversamente, almeno nel breve periodo. Nancy accetta di essere stata salvata dal lupo gigantesco, ben sapendo che cose del genere non accadono se non in ossequio a disegni superiori. Come abbiamo detto in premessa, Nancy è una ragazza intelligente. Se il lupo non è solo un lupo, neppure la caverna è solo una caverna. È più che altro una forma di vita a se stante, differente da tutte quelle conosciute dagli umani, di quel secolo ed anche del nostro. La caverna esiste a suo modo, nello spazio-tempo, in maniera contestuale. Ha differenti sbocchi, in momenti differenti della storia umana. In verità la consapevolezza della caverna è quella di uno studioso, giunto da un altro mondo, o da un altro piano dell'esistenza. Assieme al lupo, che non è un lupo, raccoglie e collezione individui interessanti. Mentre Nancy dorme, vegliata dal lupo che già la ama, la caverna apre un portale spazio-temporale nel nostro secolo. Il gigantesco quadrupede peloso non si staccherà dalla ragazza; per cui la consapevolezza che pervade la caverna dovrà adattare il suo piano di conseguenza. Sulla Terra, la Maga dorme anch'essa, non sapendo che presto dovrà incontrare una sua progenitrice. I tentacoli psionici del collezionista alieno non sfuggono tuttavia all'attenta percezione extra sensoriale del dottor Occulto, che si prepara ad accettare la sfida, ed a vincerla. Come indurre Nancy a combattere contro la Maga? L'entità aliena, che pervade la caverna interdimensionale, evoca un'anima collezionata in precedenza: una vera strega. Una donna tremenda, esperta in intrugli bolliti nei calderoni. Una femmina umana bruttissima e deforme, divenuta una malvagia fattucchiera anche per vendicarsi di quanti la dileggiavano. Una strega più nel carattere che nei poteri. Una che spaventava la gente lanciando un malocchio inesistente. Sfortunatamente per lei, alla fine le hanno dato credito, condannandola a morte. Stava morendo sul rogo, quando il lupo gigantesco la salvò per portarla dal suo padrone. Il suo corpo era ormai danneggiato irrimediabilmente dal fuoco, ma il potere del collezionista separò l'anima dal corpo, lasciando il secondo ai vermi. Poi mise l'animaccia starnazzante in una bottiglia piena di veleno alcolico. La strega oggi non è più pazza di quando lo fosse in vita, perché lo era fin troppo per un essere umano. Nancy viene pervasa dalla maligna essenza, che la soggioga mentre le sue difese psichiche sono al minimo. Poi la fattucchiera rediviva esce all'aperto, respirando per la prima volta da centinaia di anni. Agave, questo il nome della creatura, desiderosa di terrorizzare il mondo. Non avendo una scopa da cavalcare, monta su un tronco abbattuto, ancora provvisto di radici, e riesce a farlo volare! Agave si accorge che, dentro di lei, Nancy oppone resistenza. La giovane mutante è la fonte di potere della strega reincarnata, che si concentra al massimo per tenerla sotto controllo. Ci riesce solo perché Nancy è giovane e priva di allenamento. La strega deve fare in fretta a combattere e sconfiggere la Maga, perché quanto prima Nancy spezzerà le catene che la imprigionano nel suo stesso corpo. Il lupo nero segue da terra Agave, che svolazza pericolosamente tra le cime degli alberi. Il suo obiettivo è la base di Evolution, in città. Però, come già anticipato, il dottor Occulto ha organizzato la sua controffensiva. La Maga arriva volando, sul suo craft: una geniale struttura tubolare che trasforma l'energia della mutante psionica in antigravità. Lei ed Agave si incontrano, o meglio si scontrano, sopra un'area poco abitata, nei pressi della città dove si trova la base di Evolution. Agave grida come una pazza; Nancy si tapperebbe le orecchie, se potesse controllare il suo corpo. Anche la Maga prova fastidio per quell'esibizione sonora, ma non perde tempo, e colpisce per prima. Una scarica psicocinetica disarciona Agave, che precipita da una ventina di metri. Sotto di lei, in letto di un torrente quasi in secca. I grossi massi l'aspettano per fracassarle le ossa. Adesso è il turno di Nancy di gridare, ma nessuno l'ascolta. Il grosso lupo nero pare sbucare dal nulla; scatta velocissimo, interponendo il suo corpo muscoloso tra la ragazza posseduta e le pietre. Il bestione subisce l'impatto, ma salva la ragazza. Agave finalmente scopre di avere poteri veri, e li usa. La forza ovviamente è quella telecinetica di Nancy. Una discreta massa di pietrisco decolla, volando incontro ed addosso alla Maga. Lei accelera e sale, ma subisce qualche doloroso impatto. La sua disciplina e la sua magia le consentono di guarire, o quantomeno di assorbire quasi tutto il dolore. Ora però la Maga è furiosa, al punto di lanciarsi in picchiata verso Agave. Si prepara a spararle addosso una delle sue scariche cerebrali; riuscirebbe a friggerle il cervello, ma così facendo ucciderebbe anche Nancy. Forse il collezionista alieno ritiene che questa battaglia possa servire come allenamento per Nancy, ma si sbaglia di grosso. Il grosso lupo-demone capisce tutto ciò, in una frazione di secondo; il suo balzo, con le fauci spalancate, promette poco di buono per la Maga. Chi conosce Evolution si stupirebbe qualora un singolo mutante si lanciasse insensatamente nella battaglia. Il loro capo, il dottor Occulto, è un grande sostenitore del lavoro di gruppo. Dal cielo scende a grande velocità Kong, l'uomo bestia di Evolution, la cui forza è seconda solo a quella di Dragonfire. Vola mirabilmente sul suo craft, avendolo realizzato lui stesso (come del resto anche quelli del colleghi). Il lupo che è più di un lupo pare avere preso il volo; l'impatto gli arriva addosso come una frana rocciosa. Il colossale pugno di Kong gli sloga quasi la mascella. Il bestione quadrupede atterra dolorosamente tra i sassi del greto del torrente. Sanguina da quelle fauci che avrebbero voluto squartare la Maga. Agave è una pazza, e vorrebbe ingaggiare battaglia con i due mutanti. Il lupo viceversa tornerebbe alla caverna, per riprendersi dalle mazzate subite, ma si vede costretto a rimanere, per salvare il corpo di Nancy. La situazione viene risolta dall'arrivo del un formidabile colosso verde. Volando grazie al dragoncraft, l'alieno di Evolution emette una fiammata d'avvertimento, che induce Agave ed il lupo a saltare indietro, a dir poco allarmati. L'acqua del torrente prende a bollire, appena entra in contatto con la fiamma cosmica di Dragonfire. Il drago si prepara ad entrare nello scontro, ma l'ordine telepatico della consapevolezza che pervade la caverna induce il lupo a caricarsi sulla groppa la recalcitrante Agave. Grande è la sua velocità, ma, se Evolution volesse la sua pelliccia, la otterrebbe con facilità. Il dottor Occulto invece accetta la resa degli avversari, senza infierire. Anche la Maga si è accorta della consapevolezza mutante, prigioniera nel corpo posseduto dalla strega. Occorre separare i nemici dagli amici, per evitare che l'eccessiva irruenza danneggi anche i secondi. Ci saranno altre occasioni di confronto e di scontro.

domenica 3 aprile 2011

CAMPO DI BATTAGLIA_4° libro_128° episodio

I mutanti di Evolution sono disposti fianco a fianco, in una formazione a semicerchio. Alle loro spalle, Dragonfire chiude la configurazione difensiva. Strano che Ferox, Fulminatore, Kong, Maga e Dragonfire interpretino la parte di quelli che sono assediati. Chi potrebbe costringerli in tal senso? In effetti si tratta di un sogno, che però presto potrebbe diventare realtà. Il sognatore non è altri che il committente dei numerosi attacchi, portati recentemente da alcuni mercenari, contro Evolution. Il misterioso soggetto si è assopito respirando i vapori allucinogeni di erbe di difficile reperimento, dotate da caratteristiche quasi magiche. Il committente è sicuramente molto ricco, se può permettersi di inviare i suoi raccoglitori su montagne altissime, ed all'interno di foreste molto pericolose. C'è gente che per la giusta cifra non teme di rischiar la vita, e lui fa leva sull'avidità. È molto ricco, e lo ha dimostrato quando ha dovuto sborsare cifre impressionanti per pagare gli acconti ai sicari. Il fatto che detti sicari abbiano fatto una brutta fine, ha consentito al committente di risparmiare il grosso della cifra pattuita. Ma gli eroi di Evolution sono usciti indenni dalle aggressioni, e di certo sospettano una correlazione tra i vari attentati. Il sogno allucinogeno, dal quale è appena uscito, reca con sé un potere predittivo. Il committente riuscirà presto a circondare Evolution ed anche il drago. Sarà di certo necessario impiegare risorse molto più grandi, rispetto alle precedenti esperienze, giacché ogni mutante si è facilmente liberato di almeno un mercenario. Per non parlare di Dragonfire. Lui è la vera incognita. Ferox, Fulminatore, Maga e Kong sono terrestri, lui no. Il drago verde è un alieno praticamente invulnerabile. Il sogno si è interrotto sul più bello, per cui questo progettista di nefandezze è sicuro che le sue forze riusciranno a circondare Evolution. Poi però come finirà? Pensa che sacrificherà in un solo epico e sanguinoso scontro tutti i mercenari che riuscirà a scovare e foraggiare. C'è una buona probabilità che, tutti assieme, riescano a ferire gravemente i quattro mutanti, prima di essere inevitabilmente eliminati dal drago. Non sappiamo cosa spinga quest'uomo, ma non è completamente pazzo (ci manca veramente poco). Strateghi che lavorano per lui formulano attacchi differenziati, nei confronti dei mutanti di Evolution. I sicari, che hanno cercato invano di sconfiggere i super-eroi, sono stati tracciati e seguiti nei loro attacchi. Ora gli strateghi studiano i filmati, per individuare i punti deboli delle loro “vittime”. Ferox è velocissima, ed i suoi artigli uccidono con efficacia indiscutibile, ma solo a distanza ravvicinata. Fulminatore invece preferisce colpire da lontano, essendo meno portato per il corpo a corpo. Anche Kong deve aggredire l'avversario, come Ferox, ma i suoi pugni suscitano meno paura degli artigli della donna leopardo. La Maga è forse la meno conosciuta tra i quattro; gli analisti ritengono che disponga di poteri mentali, ma non sono in grado di dire di più. Che dire di Dragonfire? Nessun sicario sano di mente pensa sia il caso di aggredire anche lui. Se il sogno del committente dovesse avverarsi appieno, nessun analista è in grado di concepire alcuna difesa contro la sua super-fiamma. Conseguentemente i sicari ingaggiati dovranno credere che il piano preveda un attacco massiccio contro i quattro mutanti, senza l'apporto devastante del drago. Contro la donna leopardo, vengono ingaggiati alcuni cacciatori, in grado di lanciare reti e funi contenitive. Abituati a combattere contro le belve della jungla e della savana, troveranno pane per i loro denti. Per soggiogare Fulminatore, vengono preparati costumi isolanti, muniti di cavi per scaricare a terra le enormi energie del mutante. Kong appare agli analisti come un grosso scimmione, che dovrebbe cadere facilmente sotto il fuoco incrociato di fucili e mitragliette. Sottovalutare l'uomo bestia di Evolution è chiaramente da cretini, ma non saremo noi ad andarlo a dire ai sicari alla perenne ricerca di sangue. Ultima ma non ultima la Maga, che potrebbe essere catturata viva, al fine di studiare i suoi strani talenti. Noi sappiamo che la Maga non è solo una telepate; merita il suo nome di battaglia, disponendo di incantesimi, che chiaramente trascendono la capacità di comprensione degli studiosi delle battaglie altrui. Il committente è quasi soddisfatto di ciò che i suoi tirapiedi gli hanno rifilato. Sente che questa volta le cose andranno diversamente. Ha ragione, ma non diversamente come crede lui. Il piano prevede che i quattro mutanti si rechino in un luogo, dove troveranno ad attenderli torme di sicari, criminali e cacciatori. Qualunque piano di battaglia presuppone la scelta ed il controllo del territorio. La cosa è scontata, ma non si può prescindere dal fattore campo, per cui tutto sta nell'indurre i nemici a cadere in trappola. Nelle battaglie tra fanti e cavalieri, quelli che scappavano avevano il compito di condurre gli avversari in situazioni che penalizzassero la loro mobilità. In questo caso, i nemici di Evolution credono che rapire la detective Lucrezia possa rappresentare un'esca per accalappiare Ferox. Se assieme a Lucrezia dovesse essere rapita anche Navigatrice, è probabile che tutti e quattro i mutanti partano alla loro ricerca, cadendo nella trappola. Quello che i criminali non sanno di Navigatrice è ancora più di ciò che non sanno della Maga. I tattici assunti dallo strano soggetto sono sotto pressione, e di conseguenza sottovalutano anche questo aspetto. Rapire Navigatrice può sembrare addirittura più semplice che rapire la detective. In fondo una poliziotta gira armata, ed è spesso accompagnata da colleghi. Navigatrice invece si direbbe sia una ragazza assolutamente normale, perché a differenza della Maga, i suoi poteri non le consentono di friggere i cervelli altrui. Il dottor Occulto, i cui poteri sono tali da consentirgli di agire a grande distanza, percepisce i pensieri di due sicari, inviati a rapire la sorella di Fulminatore. Non avrebbe alcun problema a neutralizzarli subito, ma si ferma e formula un differente piano. Contatta Navigatrice, avvisandola delle sgradite presenze, che però daranno la possibilità ad Evolution di stanare l'organizzazione ostile. Occulto non intende peraltro che alla sua allieva sia torto un solo capello; di conseguenza manipola a suo piacimento le menti di quegli stolti energumeni. Si avvicinano a Navigatrice, ma non la aggrediscono. Immersi in una percezione rallentata, scoprono che la ragazza li asseconda e li segue, senza opporre resistenza. Potrebbero trovarci qualcosa di strano, solo se potessero resistere al potere del dottor occulto; e nessun mortale può farlo. Contemporaneamente, la Maga, i cui poteri non hanno una portata così vasta, si sposta nella zona della città dove opera la detective Lucrezia. Da quando è entrata in simbiosi psico-fisica con Ferox, la poliziotta si è abbonata alle cose strane. Invece di estrarre la pistola, si volta anche lei ad accogliere i due ex berretti verdi, che, invece di spintonarla, la trattano come fossero stati educati in casa di qualche lord. La prima parte del piano è andata in porto: Lucrezia e Navigatrice sono nelle mani del nemico. Diventeranno l'esca grazie alla quale i sicari del committente porteranno a termine il loro piano di morte. Peccato per lui che Evolution sappia già tutto, e si prepari a distribuire ai sui sgherri una montagna di mazzate. Le due ragazze, Navigatrice e Lucrezia vengono quindi trasportate in una casa isolata, che sorge praticamente al centro di un grosso prato. L'indirizzo di posta elettronica di Evolution è di pubblico accesso. Il cattivaccio di turno invia quindi personalmente la sua sfida al super-gruppo, chiarendo di avere rapito le due ragazze. Si vede come il capo della fazione dei cattivi che sfida i buoni, o viceversa. Ferox, Fulminatore, Kong e Maga si precipitano nella trappola, o almeno così pare. Volano, grazie supporti detti “craft”, inventati da Kong. Le energie mutanti, assorbite dai craft, diventano antigravità e propulsione. I quattro atterrano e circondano la casa; la Maga segnala che le due ragazze si trovano all'interno, legate ma incolumi. Kong abbatte una porta, con una sola pedata, ed entra. I sicari si sono defilati, preferendo dare battaglia all'aperto. Sospettando che la casa sia stata minata, i sei mutanti si precipitano all'esterno. Fulminatore e la Maga scatenano un turbine di energie, che provoca il collasso della vecchia costruzione, che però non esplode. In effetti alcuni esperti in demolizioni avevano collocato alcuni ordigni, con un timer, ma i sensori sono impazziti per effetto della tempesta elettrica prodotta da Fulminatore. A questo punto, inizia la resa dei conti, o quello che dovrebbe essere secondo la marea di mercenari che si precipita urlante verso i mutanti di Evolution. I cacciatori, armati di reti, le lanciano con grande perizia addosso a Ferox, ma alcune saette di Fulminatore le rendono inutilizzabili, prima che tocchino terra. Ferox restituisce il favore, spingendo Fulminatore fuori dalla traiettoria di frecce ed arpioni, lanciati da lontano. I super- sensi di Ferox si dimostrano sempre preziosi. Il piano d'attacco dei mercenari inizia a mostrare i suoi difetti; infatti gli eroi combattono in gruppo, scambiandosi i nemici. Kong, considerato erroneamente una specie di innocuo scimmione, è già atterrato nel mucchio degli ex legionari, marines e berretti verdi. Tutta gente bravissima a menar le mani, ma che ora incassa botte ferocissime da un mutante più grosso e più veloce di chiunque di loro. Fulminatore gradirebbe intervenire, ma non vuole colpire il collega; volge quindi altrove la sua attenzione. I tizi con le uniformi isolate, non possono più raggiungerlo, perché le stanno prendendo alla grande da Ferox e Kong. Ferox non ha problemi a tuffarsi nella rissa, e non ha di sicuro remore a sguainare i suoi artigli, per colpire a fondo. I mercenari, convinti che il numero possa servire a controbattere i super-poteri degli avversari, estraggono i pugnali affilati. Sia Kong, sia Ferox incassano ferite di striscio, ma i loro fattori di guarigione lavorano a pieno ritmo. I sicari ed i mercenari invece fattori di guarigione non ne hanno, e sanguinano copiosamente, oppure crollano al suolo con le ossa fracassate. Un tizio, particolarmente esaltato, si prepara a lanciare due granate nel mucchio, sicuro di far fuori Ferox e Kong. Ucciderebbe anche una decina dei suoi, ma se ne frega altamente. Fulminatore, che cercava appunto un bersaglio da friggere, lo trasforma quasi istantaneamente in una forma scintillante per un brevissimo istante di gloria: l'ultimo della sua vita. Essendo morto sul colpo, non può lanciare le bombe, che gli esplodono in mano. Di lui rimane una specie di cratere bruciato, pieno di qualche frattaglia fumante. Un gruppo di donne-Rambo schizza addosso alla Maga, per catturarla viva, se possibile. Sono armate di mazze da baseball in alluminio, per non farle troppo male. Lei si direbbe disarmata; poi però porta le mani avanti, con le braccia tese, pronunciando una parola che nessuno dei presenti capisce. Le energie semi senzienti evocate dall'incantatrice di Evolution sentono il richiamo, ed emergono come una nebbia oscura dalla terra, invadendo i polmoni delle donne-Rambo. Soffocate, ma ancora abbastanza vive, crollano rantolando ai piedi della Maga. Nel tumulto dello scontro, un serial killer armato di kriss malese si avventa addosso a Lucrezia e Navigatrice. La seconda schiva la coltellata micidiale, perché il suo potere è quello di sapere cosa faranno gli altri, prima ancora che abbiano deciso di farlo. Lucrezia invece imprevedibilmente attinge ai poteri che ha ottenuto entrando in simbiosi con Ferox, e balza addosso al delinquente. Non è la donna leopardo, ma non è neppure una semplice umana. È più veloce e forte di qualunque donnina caduta in precedenza sotto l'attacco del serial killer. La poliziotta trova liberatorio poter strappare con due sole unghiate la trachea e l'esofago al losco figuro. Mentre muore in un lago di sangue, il delinquente vede le facce delle sue vittime, che lo irridono. La detentrice del marchio della ferocia sta frattanto dando il meglio di sé. La marmaglia scappa, o prova a farlo, ma lei balza su di loro, gridando come una belva malvagia. Kong, al suo fianco, sebbene sia dotato di muscoli più potenti, non riesce a tenere il passo di tanta capacità distruttiva. Anche la Maga e Fulminatore trovano con difficoltà nemici ancora in grado di camminare. D'improvviso, una granata esplode nei pressi degli eroi, scagliandoli a terra con il solo spostamento d'aria. Nessuno tra i componenti di Evolution è ferito, e tutti si volgono verso la strano aggeggio metallico che è sbucato dal bosco. Evidentemente il generale oscuro di questo esercito ormai ridotto in briciole aveva progettato un piano B: una specie di blindato, fornito di lanciafiamme. Gli addetti al cannone ricaricano con una granata dirompente. Sono sicuri di beccare quasi tutti i mutanti in un colpo solo. Sogghignano come pazzi, pregustando la vittoria ed il grandissimo premio in denaro promesso dal committente. Dragonfire compare improvvisamente sul campo di battaglia. Corre, o per meglio dire balza. La sua mole di settecento chili si carica di una grande energia cinetica, che diventa inerziale appena impatta contro il tank rovesciandolo con fragore assordante di ferraglia distrutta. Le scaglie praticamente invulnerabili del drago ammaccano e sfondano l'acciaio. L'aggeggio si muove ancora, ma è ridotto molto male. Dragonfire, che finora non ha partecipato alla festa, afferra la torretta del carro armato, scardinandola praticamente senza sforzo. I sicari all'interno rimangono feriti, ma non accennano a proseguire l'attacco. Peccato, pensa Ferox, che era già accorsa per chiudere la partita.