Nancy non è una ragazza come tutte le altre, e non ci tiene ad esserlo. Lei ha un dono, sebbene non si sia ancora manifestato appieno. Vive in un villaggio di capanne, con le pareti di fango. In quel periodo storico, chiunque abbia la sfortuna di abitare all'esterno delle mura delle città fortificate rischia costantemente la vita. Cavalieri in armatura, oppure banditi a cavallo irrompono sovente nel povero villaggio, come in tutti i villaggi che incontrano sul loro cammino. Cavalieri blasonati o banditi da strada hanno in comune la rapacità e la lussuria. Dopo aver rubato il poco che c'è da rubare, cavalieri e briganti abusano delle ragazze, sotto gli occhi dei padri e delle madri. In molti casi, prima ammazzano i padri ed i fratelli delle ragazze, così da poter agire indisturbati. A volte, violentano anche le madri. Nancy è dotata di una intelligenza non comune; se fosse nata in un posto diverso, in un tempo diverso, non dovrebbe temere certa marmaglia. Studierebbe e metterebbe a frutto i suoi doni naturali. Nancy ovviamente non conosce il futuro e neppure luoghi diversi da quella piana fangosa, in riva ad un fiume. Finora i briganti ed anche i cavalieri l'hanno risparmiata, ma oggi si direbbe che tocchi a lei soddisfare le loro voglie. Pare proprio che non sarà un principe azzurro a chiederla in sposa, per poi unirsi a lei in ciò che chiamano amore. Nancy non ha ancora le idee chiare in merito, perché ha solo quindici anni. Quindici splendidi anni la rendono quasi una donna, molto più appetitosa delle trentenni del villaggio, sfiorite dalle gravidanze e dagli stenti. La mamma cerca di proteggerla, quando arrivano i briganti, ma loro la scagliano lontano, senza pietà. Fortuna che non la uccidono. Immobilizzano il padre, e si lanciano su Nancy. Sono tutti ubriachi, ma rispettano la gerarchia: si mettono in fila come i gatti randagi che intendano accoppiarsi con una gatta in calore. Ma Nancy non è in calore; non sa neppure cosa voglia dire, sebbene abbia già notato comportamenti singolari tra gli animali da cortile e da traino. Il primo dei briganti, perché oggi tocca ai briganti invadere in villaggio, si fa avanti. Baffuto, puzzolente, rumoroso, voglioso di cogliere quel fiore innocente, la spinge in un angolo della capanna nella quale lei si era rifugiata. Nancy è una mutante, in un periodo storico nel quale molte donne sono state arse vive per molto meno. Il popolo bue adora bruciare le streghe, specialmente quando le poverette negano di esserlo. Forse Nancy si è già accorta del potere che è in lei: un fascino che induce tutti a fare quel che lei vuole. Se il suo potere mutante consistesse nei poteri di un leopardo, l'avrebbero uccisa i suoi stessi familiari, o almeno ci avrebbero provato. Nancy non è una donna leopardo come Ferox di Evolution. Se avesse le doti della meraviglia felina, potrebbe essere una sua lontana progenitrice, dato che il secolo in cui Nancy vive è molto antecedente al nostro. Forse è più simile alla Maga, sebbene le manchi la guida di un dottor Occulto medievale. Nancy deve quindi fare tutto da sola: l'attacco del puzzone libera in lei un potere selvaggio ed incontrollabile. L'adrenalina scorre nel suo sangue. Attraverso i suoi occhi, la ragazza spedisce un'onda di energia psichica direttamente nel cervello avariato di quel maiale bipede. Non possedendo l'abilità della Maga, Nancy non resetta l'intera mente del brigante. Non lo riduce, come meriterebbe, ad un fungo biascicante. Lo blocca semplicemente, congelandolo nell'atto di calarsi le braghe. Il cervello della feccia umana reagisce a quell'attacco insolito in maniera caotica. Del resto tutta la vita del fetido brigante è stata un caos. Come se sognasse e fosse preda di incubi il capo banda urla. Vede serpenti, ragni, scorpioni, scolopendre, vermi che escono dalle orbite vuote di un teschio. L'attacco psionico di Nancy porta in superficie tutto quanto è sinonimo di paura, di disgusto e disperazione. Quanto ha distribuito a piene mani, ricade su di lui, e lui grida come un pazzo: questo è diventato. La reazione degli sgherri non si fa attendere: estraggono spade e coltelli, pronti a versare il sangue della strega. Si direbbe che il suo destino sia segnato, giacché, anche provandoci con convinzione, non riesce più a scatenare il suo colpo mentale. È priva di allenamento, ed i tizi presenti non paiono intenzionati a farle sconti, né a darle il tempo di ricaricarsi. Un lupo completamente nero irrompe attraverso una breccia nella parete, che funge da finestra. Mentre passa, distrugge le sbarre fatte di legno, come fossero rametti secchi. Il lupo ha occhi di brace, ma i banditi non hanno tempo di rimirarli, perché la sua dentatura è a dir poco formidabile. Un brigante è già a terra, dove sanguina come un porco sgozzato, e non ce ne vogliano i porci. Il lupo ulula, o forse parla con voce tremenda e gutturale. Nancy non si sorprende di sentire parlare il lupo, dato che solitamente colloquia amabilmente con i cani ed i gatti; e loro rispondono in maniera adeguata ed intelligente. I due briganti voltano le spalle, per fuggire a quel demone diurno. Però, stupidi come sono, si intralciano a vicenda, scivolando e rotolando all'esterno della capanna. Poi si rialzano e corrono come se avessero alle calcagna i diavoli dell'inferno. Il lupo, che è più di un lupo, ulula qualcosa a Nancy, assordandola. È talmente grosso e potente, da prestarsi ad essere cavalcato. La ragazza gli sale in groppa, sparendo così dalla vista degli umani del villaggio in riva al fiume. Si dice che quando siamo pronti per incontrare il nostro maestro, il nostro maestro appare. Il lupo-demone corre e salta tra gli alberi del bosco, salendo e scendendo colline. Salta torrenti, mentre Nancy si regge con tutte le sue forze a quel pelo folto e spesso. La ragazza perde la cognizione del tempo, ma le ore passano, ed il sole si avvia al tramonto. Alla fine della corsa forsennata il demone-lupo entra in una caverna, illuminata da torce. La ragazza scopre che in quell'antro ci sono cibi dei quali lei può nutrirsi. Il lupo ovviamente predilige la carne gocciolante sangue, ma non può pretendere di estendere alla sua ospite umana i suoi pessimi gusti alimentari. Quella notte, la mamma di Nancy pensa alla sua piccola. Non le importa ciò che dicono sul suo conto. Non le importa che sia una strega; lei le vuole ancora bene, e le augura il meglio. Nancy avverte nitidamente il pensiero della mamma, perché ormai i suoi poteri mutanti stanno sbocciando pienamente. La ragazza cerca di promettere alla madre che prima o poi si rivedranno, ma il destino ha disposto diversamente, almeno nel breve periodo. Nancy accetta di essere stata salvata dal lupo gigantesco, ben sapendo che cose del genere non accadono se non in ossequio a disegni superiori. Come abbiamo detto in premessa, Nancy è una ragazza intelligente. Se il lupo non è solo un lupo, neppure la caverna è solo una caverna. È più che altro una forma di vita a se stante, differente da tutte quelle conosciute dagli umani, di quel secolo ed anche del nostro. La caverna esiste a suo modo, nello spazio-tempo, in maniera contestuale. Ha differenti sbocchi, in momenti differenti della storia umana. In verità la consapevolezza della caverna è quella di uno studioso, giunto da un altro mondo, o da un altro piano dell'esistenza. Assieme al lupo, che non è un lupo, raccoglie e collezione individui interessanti. Mentre Nancy dorme, vegliata dal lupo che già la ama, la caverna apre un portale spazio-temporale nel nostro secolo. Il gigantesco quadrupede peloso non si staccherà dalla ragazza; per cui la consapevolezza che pervade la caverna dovrà adattare il suo piano di conseguenza. Sulla Terra, la Maga dorme anch'essa, non sapendo che presto dovrà incontrare una sua progenitrice. I tentacoli psionici del collezionista alieno non sfuggono tuttavia all'attenta percezione extra sensoriale del dottor Occulto, che si prepara ad accettare la sfida, ed a vincerla. Come indurre Nancy a combattere contro la Maga? L'entità aliena, che pervade la caverna interdimensionale, evoca un'anima collezionata in precedenza: una vera strega. Una donna tremenda, esperta in intrugli bolliti nei calderoni. Una femmina umana bruttissima e deforme, divenuta una malvagia fattucchiera anche per vendicarsi di quanti la dileggiavano. Una strega più nel carattere che nei poteri. Una che spaventava la gente lanciando un malocchio inesistente. Sfortunatamente per lei, alla fine le hanno dato credito, condannandola a morte. Stava morendo sul rogo, quando il lupo gigantesco la salvò per portarla dal suo padrone. Il suo corpo era ormai danneggiato irrimediabilmente dal fuoco, ma il potere del collezionista separò l'anima dal corpo, lasciando il secondo ai vermi. Poi mise l'animaccia starnazzante in una bottiglia piena di veleno alcolico. La strega oggi non è più pazza di quando lo fosse in vita, perché lo era fin troppo per un essere umano. Nancy viene pervasa dalla maligna essenza, che la soggioga mentre le sue difese psichiche sono al minimo. Poi la fattucchiera rediviva esce all'aperto, respirando per la prima volta da centinaia di anni. Agave, questo il nome della creatura, desiderosa di terrorizzare il mondo. Non avendo una scopa da cavalcare, monta su un tronco abbattuto, ancora provvisto di radici, e riesce a farlo volare! Agave si accorge che, dentro di lei, Nancy oppone resistenza. La giovane mutante è la fonte di potere della strega reincarnata, che si concentra al massimo per tenerla sotto controllo. Ci riesce solo perché Nancy è giovane e priva di allenamento. La strega deve fare in fretta a combattere e sconfiggere la Maga, perché quanto prima Nancy spezzerà le catene che la imprigionano nel suo stesso corpo. Il lupo nero segue da terra Agave, che svolazza pericolosamente tra le cime degli alberi. Il suo obiettivo è la base di Evolution, in città. Però, come già anticipato, il dottor Occulto ha organizzato la sua controffensiva. La Maga arriva volando, sul suo craft: una geniale struttura tubolare che trasforma l'energia della mutante psionica in antigravità. Lei ed Agave si incontrano, o meglio si scontrano, sopra un'area poco abitata, nei pressi della città dove si trova la base di Evolution. Agave grida come una pazza; Nancy si tapperebbe le orecchie, se potesse controllare il suo corpo. Anche la Maga prova fastidio per quell'esibizione sonora, ma non perde tempo, e colpisce per prima. Una scarica psicocinetica disarciona Agave, che precipita da una ventina di metri. Sotto di lei, in letto di un torrente quasi in secca. I grossi massi l'aspettano per fracassarle le ossa. Adesso è il turno di Nancy di gridare, ma nessuno l'ascolta. Il grosso lupo nero pare sbucare dal nulla; scatta velocissimo, interponendo il suo corpo muscoloso tra la ragazza posseduta e le pietre. Il bestione subisce l'impatto, ma salva la ragazza. Agave finalmente scopre di avere poteri veri, e li usa. La forza ovviamente è quella telecinetica di Nancy. Una discreta massa di pietrisco decolla, volando incontro ed addosso alla Maga. Lei accelera e sale, ma subisce qualche doloroso impatto. La sua disciplina e la sua magia le consentono di guarire, o quantomeno di assorbire quasi tutto il dolore. Ora però la Maga è furiosa, al punto di lanciarsi in picchiata verso Agave. Si prepara a spararle addosso una delle sue scariche cerebrali; riuscirebbe a friggerle il cervello, ma così facendo ucciderebbe anche Nancy. Forse il collezionista alieno ritiene che questa battaglia possa servire come allenamento per Nancy, ma si sbaglia di grosso. Il grosso lupo-demone capisce tutto ciò, in una frazione di secondo; il suo balzo, con le fauci spalancate, promette poco di buono per la Maga. Chi conosce Evolution si stupirebbe qualora un singolo mutante si lanciasse insensatamente nella battaglia. Il loro capo, il dottor Occulto, è un grande sostenitore del lavoro di gruppo. Dal cielo scende a grande velocità Kong, l'uomo bestia di Evolution, la cui forza è seconda solo a quella di Dragonfire. Vola mirabilmente sul suo craft, avendolo realizzato lui stesso (come del resto anche quelli del colleghi). Il lupo che è più di un lupo pare avere preso il volo; l'impatto gli arriva addosso come una frana rocciosa. Il colossale pugno di Kong gli sloga quasi la mascella. Il bestione quadrupede atterra dolorosamente tra i sassi del greto del torrente. Sanguina da quelle fauci che avrebbero voluto squartare la Maga. Agave è una pazza, e vorrebbe ingaggiare battaglia con i due mutanti. Il lupo viceversa tornerebbe alla caverna, per riprendersi dalle mazzate subite, ma si vede costretto a rimanere, per salvare il corpo di Nancy. La situazione viene risolta dall'arrivo del un formidabile colosso verde. Volando grazie al dragoncraft, l'alieno di Evolution emette una fiammata d'avvertimento, che induce Agave ed il lupo a saltare indietro, a dir poco allarmati. L'acqua del torrente prende a bollire, appena entra in contatto con la fiamma cosmica di Dragonfire. Il drago si prepara ad entrare nello scontro, ma l'ordine telepatico della consapevolezza che pervade la caverna induce il lupo a caricarsi sulla groppa la recalcitrante Agave. Grande è la sua velocità, ma, se Evolution volesse la sua pelliccia, la otterrebbe con facilità. Il dottor Occulto invece accetta la resa degli avversari, senza infierire. Anche la Maga si è accorta della consapevolezza mutante, prigioniera nel corpo posseduto dalla strega. Occorre separare i nemici dagli amici, per evitare che l'eccessiva irruenza danneggi anche i secondi. Ci saranno altre occasioni di confronto e di scontro.
domenica 10 aprile 2011
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