domenica 24 aprile 2011

MASSACRO RINVIATO_4° libro_131° episodio

Recentemente alcune amministrazioni comunali hanno deciso di affittare greggi e mandrie, con tanto di pastore e cane, per tagliare l'erba dei prati. Più che tagliare, si tratta di brucare, ma funziona decisamente bene. Il pastore, aiutato dal suo cane, conduce bovini ed ovini nell'area da trattare; e loro trascorrono mattina e pomeriggio a mangiare di gusto tutta quell'erba verde. Famiglie che passano da quelle parti apprezzano quella pace e quel lavorio ininterrotto e placido di bocche e di denti. Qualche vitellino o agnellino incuriosito si avvicina ai passanti, per la gioia dei bambini non ancora completamente rimbambiti dai videogames. Peccato che gli stessi umani, tanto sensibili alla vista degli animali vivi, non pensino di risparmiare loro la vita. In particolari ricorrenze, intere moltitudini di assurdi bipedi si sentono in diritto ed in dovere di sopprimere un numero esagerato di animali, ancora più piccoli e teneri del solito: il massacro degli innocenti. Dragonfire, che è un rettile extraterrestre, non augura agli umani di incontrare una delle moltissime razze carnivore che popolano il cosmo; esse gradirebbero fare a noi ciò che noi facciamo a bovini, capre, pecore, cavalli e bipedi piumati, senza scordare gli abitatori dei mari. Il drago di Evolution ha rinunciato fin da piccolo a nutrirsi di carne, per rispetto di tutta la vita terrestre; non solo dei presuntuosi umani. Dragonfire sa che i rettili come lui hanno colonizzato moltissimi mondi, e non avrebbero problema alcuno a trasformare l'umanità a bestiame d'allevamento. Piacerebbe agli umani trovarsi dentro, e non fuori, dal recinto elettrificato? Ovviamente no. Capirebbero gli umani cosa provavano le loro vittime? Difficile: gli umani sono pieni di sé, cioè di aria fritta. Il grande lupo nero, amici della mutante Nancy, osserva con attenzione il colosso verde, mentre Dragonfire riserva tutta la sua attenzione ai simpatici e pacifici quadrupedi. La mente extraterrestre del drago, che è in collegamento costante con stati dell'esistenza a dir poco alieni, si placa in tal modo dopo ogni battaglia. Dragonfire non ha dubbi che le guerre ci saranno sempre, perché sempre ci saranno individui votati alla sopraffazione. Eppure si chiede come mai tutte le forme di vita non assomiglino a quegli esseri tanto pacifici e placidi, che ha di fronte. Il grosso lupo nero si sforza di apprendere quanto differisca questo tempo, da quello dal quale lui e Nancy provengono. Anche allora gli umani allevavano bestiame, per nutrirsene, ma oggi esistono tecnologie alimentari che renderebbero possibile non uccidere gli animali innocui. Il lupo nero sembra una bestia tremenda, ma ha un cervello ed un cuore. Lui e Dragonfire si capiscono, sebbene non sia chiaro in quale lingua conferiscano l'uno coll'altro. Il drago osserva interessato le mosse del suo nuovo alleato, che si avvicina di soppiatto ad un gruppo di piccoli bovini. Muovendosi in maniera tale da evitare che il suo odore allarmi gli animali, il lupo demoniaco dimostra di possedere un'intelligenza non da sottovalutare. Alcune bestiole non si avvedono dell'avvicinarsi del grosso canide, finché uno di loro, un vitellino particolarmente attento a ciò che lo circonda, gira la testa e spalanca gli occhioni. Il vitellino dovrebbe gridare “al lupo”, ma i vitellini non gridano, e poi lui di lupi non ne ha mai visti prima. Per cui il vitellino rimane fermo, con la bocca spalancata, per lo stupore ed il timore. Quando gli adulti della mandria si accorgono del grosso lupo nero, ha luogo un fuggi fuggi generale. Tutti scappano, eccetto il vitellino che per primo ha posato gli occhi sul terribile nuovo arrivato. Il cane, preposto alla sorveglianza della mandria, si precipita nella direzione del pericolo. È molto coraggioso, ma quel lupo demone potrebbe spezzargli la colonna vertebrale con un morso. Dragonfire, che nonostante pesi settecento chili, e sia alto tre metri, si muove silenzioso come il vento, interpone una sua grossa zampa tra il cane ed il lupo, a garanzia dell'incolumità del primo. Il cane osserva il drago grosso, verde e coperto di scaglie; riflette sul da farsi, e decide di calmarsi in fretta ed in maniera convincente. Il lupo intanto si è avvicinato al vitellino, al punto di sfiorarlo con il naso; lo fiuta, sentendo l'odore del latte e dell'erba fresca. Il vitellino senza paura lo lecca sul muso, come segno di amicizia. A questo punto il grosso e pericolosissimo lupo nero sorride, come sanno sorridere i lupi più terrificanti. Il vitellino certo non immagina di essere destinato al macello; perché dovrebbe pensare a certe cose un animaletto innocente ed innocuo? Neppure il grosso lupo nero è al corrente del prossimo appuntamento del vitellino con la mietitrice. Se lo sapesse farebbe il possibile per evitarlo. Neppure Dragonfire è in grado di leggere il futuro, ma di certo il suo immenso potere può azzerare qualunque progetto umano di morte e distruzione. Il drago presto avrà l'occasione di manifestare la sua forza ed anche la sua sensibilità; il lupo nero gli fornirà il pretesto. Durante la notte i vitellini della mandria dormono e sognano, accanto alle loro mamme premurose. Quando il sole torna ad illuminare quella parte del globo terrestre, gli animali pregustano un'altra bella giornata, da trascorrere nei prati, a mangiare e riposare. Invece no, perché il pastore è stato costretto a vendere gli animali ad un macellatore. Anche in questo caso, le istituzioni non aiutano chi lavora, ma chi gioca con i soldi altrui: le banche. I macellatori ed i macellai nascono evidentemente con una predisposizione all'assassinio. Chiunque acquisti carne da loro dovrebbe provare allarme nel vederli squartare gioiosamente bestie vive e morte da poco, impugnando grossi coltelli affilati. Sorridono, mentre tagliano e distruggono la sostanza di esseri che, fino a poche ore prima, pensavano, sentivano e volevano vivere. Per il macellatore, il tenero vitellino non è altro che carne già morta. Al macellatore non importa della sensibilità della bestia, la cui morte è per lui inevitabile, ma anche irrilevante. Ride, mentre costringe madri e figli a salire sui camion che li condurranno al tempio del dolore estremo. I vitellini cominciano a provare paura, e emettono teneri muggiti. Le madri cercano di proteggerli, ma chi proteggerà loro? Se il lupo demone fosse un semplice canide peloso, il vitellino e la mandria sarebbero spacciati. Fortunatamente per loro, invece, il contatto fisico tra due esseri tanto diversi, appartenenti a periodi storici distanti tra loro centinaia di anni, ha creato un legame telepatico. Il lupo demone rizza le orecchie, emette un borbottio crescente, ed infine ulula. Nella base di Evolution, Ferox, la donna leopardo, reagisce per prima a quei rumoracci. Balza dalla branda, dal letto, o dalla cuccia che sia; scende le scale, senza quasi toccarle, ed arriva in pochi secondi nel locale dove il lupo ha appena finito di emettere i suoi latrati. Ferox lo guarda attentamente e con curiosità, giacché si aspettava di trovare un intruso. Alla donna leopardo dispiacerebbe di essere stata svegliata da un brutto sogno del loro ospite peloso. Giungono anche gli altri eroi, Kong in testa. Il lupo nero non parla la lingua degli umani, o forse sono gli umani che non parlano la sua. Neppure i mutanti di Evolution riescono a tradurre le sue emissioni gutturali. La Maga potrebbe leggere i suoi pensieri, e ritrasmetterli ai presenti, ma gli chiederebbe preventivamente il permesso, perché è una mutante educata. Nancy l'anticipa, preferendo un approccio meno invasivo nei confronti del suo amico lupo nero. I mutanti di Evolution si fanno da parte, per lasciarla fare. È indiscutibile il legame mentale tra Nancy, telepate nata nel medioevo, ed il suo lupo demone. I due sono stranieri nel nostro tempo, dopo che l'accesso alla caverna del collezionista è stato chiuso da Dragonfire. Nancy in qualche modo capisce ciò che il lupo le dice, ed anzi gli chiede chiarimenti nella sua stessa lingua lupesca. Poi la mutante adolescente spiega tutto ad Evolution ed a Dragonfire. Nancy ha appreso in pochissimo tempo la lingua di Ferox, Kong, Fulminatore e Maga; le doti telepatiche della ragazza sono formidabili. L'urgenza del messaggio del lupo si impone però su ogni altra considerazione. Dragonfire posa la sua enorme zampa verde sul dorso del lupo demone; senza bisogno di parlare, così facendo gli comunica che voleranno assieme, alla ricerca del vitellino e della mandria in pericolo. Frattanto i camion hanno raggiunto il luogo del massacro, pervaso di vibrazioni che solo la morte violenta riesce a produrre. Gli animali sono atterriti, perché hanno capito ciò che li aspetta. Non riescono neppure più a muggire, avendo perso ogni speranza. Sbagliano, fortunatamente per loro, perché, provenienti dalla base di Evolution, sono in arrivo il colossale Dragonfire ed il lupo nero, che fiuta l'aria per trovare la pista del suo amico vitellino. All'interno del macello, uomini sanguinari cercano a loro modo di guadagnare uno stipendio. Privi come sono di sensibilità, non si curano degli sguardi terrorizzati dei piccoli innocenti e delle loro madri. Tra qualche ora, in quel luogo di morte, ci saranno molti meno cuori pulsanti. Per gli umani presenti, quei cuori non meritano più di battere; perché quelle carni sanguinose devono essere ridotte a fette, e vendute a caro prezzo. I vitellini sono separati dalle madri, che verranno assassinate subito dopo. Ordigni di sterminio sono impugnati con abilità e disinvoltura, mentre i macellai parlano tra loro di argomenti vari: sport e donne. Mancano pochi istanti all'inizio della mattanza, quando un ululato terrificante invade l'intero macello. Bovini ed umani temono, a livello atavico, quel suono proveniente dalla gola di un vero carnivoro. Gli umani vorrebbero essere lupi o addirittura leoni, ma la natura ha fornito loro piccoli e deboli denti, a malapena in grado di masticare la carne cotta. Il gigantesco lupo che irrompe adesso nel macello, invece è in grado di masticare carne e frantumare ossa con estrema disinvoltura. Si aggira brontolando cupamente; scruta con occhi di brace gli umani pronti a versare sangue innocente. Nessuno tra gli addetti osa muoversi; finché qualcuno si chiede timoroso da dove sia giunto un simile mostro. Sicuramente da un luogo d'incubo. Il lupo demone giunge infine nei pressi del suo amico vitellino, che lo riconosce ed emette un flebile muggito. Il macellaio non è un pazzo; quindi posa quella sorta di pistola che avrebbe dovuto impiegare contro il vitellino ed altri come lui. L'umano guarda il lupo, ed il lupo guarda l'umano, che ritiene non sia il caso di tentare la sorte. Tutti noi sappiamo come l'idiozia sia molto diffusa tra gli uomini e le donne. Sull'idiozia si può sempre fare affidamento: la storia lo insegna. Ecco perché un tizio, armato di coltello, decide di attaccare alle spalle il lupo demone. Il gigantesco canide se lo aspettava e quasi ci sperava, perché lui in fondo è un vero predatore ed un vero carnivoro. Lupi, felini rapaci ed ogni altro uccisore naturale fanno quel che devono, con rapidità, somministrando il minimo di sofferenza. Se un carnivoro fasullo ne attacca uno vero, non c'è battaglia; neppure se cerca di prenderlo di sorpresa. Le religioni degli uomini raccontano di divinità antropomorfe, giacché gli uomini si illudono di essere il meglio, dal punto di vista dell'evoluzione. Invece non c'è paragone tra l'efficienza del lupo, paragonata a quella di un uomo. Gli umani dovrebbero riscrivere i loro libri religiosi, riconoscendo che il loro dio ha dato il meglio di sé quando ha creato i lupi e gli altri predatori. Mentre il tizio, lanciato al massimo della sua velocità, già pregusta di affondare il lungo coltello in quel corpo peloso e muscoloso, il lupo si sposta con un solo movimento fluido. Dragonfire, il cui ingresso ha completamente immobilizzato i macellai, ammira le movenze del lupo, che gli ricordano in un certo modo quelle di Ferox, la donna leopardo di Evolution. Poi le mascelle del lupo demone si serrano sul braccio che regge il coltello, rendendo inutile l'uno e l'altro. Gli urli di dolore, provenienti da chi un istante fa voleva pugnalarlo, lasciano indifferente il bestione ringhiante. Le vere bestie non chiedono, né concedono pietà. Con un solo lacerante movimento, il lupo demone strappa il braccio al predatore fasullo, che sanguina come un vitello sgozzato. Mentre cade a terra, assaggia la medicina che voleva somministrare: dolore e morte che arriva galoppando. I suoi colleghi accorrono per arrestare la fuoriuscita del sangue, ma al lupo non interessa che viva o muoia. E neppure a Dragonfire, a dire il vero. Nancy, la cui simbiosi con il grosso lupo è fortissima, ha nel frattempo rintracciato il precedente proprietario della mandria. Grazie ai suoi poteri psichici, su suggerimento della Maga, ha convinto una banca a prestare al pastore la cifra necessaria a a riacquistare il bestiame. I bancari studiano sempre nuovi motivi per non aiutare chi abbia necessità di un sostegno economico. Ferox si era offerta di invogliare quei passacarte a fare un'opera di bene, a suo modo ovviamente. Il dottor Occulto, capo di Evolution, non ha dubbi che la donna leopardo ci sarebbe riuscita. Però chi avrebbe raccolto tutte quelle frattaglie di bancario sparse in giro? La giovane Nancy ha quindi scatenato sul bancario il suo potere mutante di fascinazione, con risultati positivi. Forse la banca lo licenzierà, ma potrà abbastanza facilmente impiegare altrove le sue doti di vessatore della povera gente. All'interno del macello, Dragonfire ed il lupo demone si apprestano a condurre all'esterno vacche e vitelli, a cui hanno salvato letteralmente la pelle. Dragonfire, che non ha avuto ancora modo di scatenare la sua super-forza, spezza personalmente tutte le catene che tengono prigionieri gli animali. Poi, con un solo potentissimo pugno, sfascia la porta d'acciaio, che esplode verso l'esterno, come se fosse il tappo di un vulcano in eruzione. La polizia accorsa potrebbe eccepire sui metodi del drago e di quel grosso lupo nero che lo affianca. Ma Evolution ha acquisito tanti e tali meriti da indurre le istituzioni a chiudere un occhio. Il grosso lupo demone, proveniente dal medioevo, è diventato l'eroe di tutti i vitellini della mandria, che lo attorniano e lo ringraziano a loro modo. È molto felice, lui che è una bestia sanguinaria, di avere salvato tutte quelle tenere vite.

Nessun commento:

Posta un commento