Tutti i popoli della Terra hanno sempre attribuito una grande importanza agli allineamenti planetari. Noi cosiddetti “moderni” proviamo stupore ed invidia al pensiero che agli “antichi” fosse nota l’esistenza di Marte, Venere, Giove e Saturno. Forse anche Mercurio. Noi riusciamo a mala pena a vedere la Luna. Forse la colpa è dell’atmosfera inquinata, e delle troppe luci delle nostre città. O forse gli “antichi” avevano già inventato il telescopio. Se la Luna passa davanti al Sole, lo eclissa. Se la Terra passa tra il Sole e la Luna, è quest’ultima a finire nel nostro cono d’ombra. Questa sera, quelli che stanno sulla Luna vedono il Sole eclissato dalla Terra. Il fenomeno dura circa novanta minuti terrestri. I terrestri invece possono vedere la Luna rossa. Chi sono quelli che stanno sulla Luna? Ovviamente i mutanti di Evolution, accompagnati da quattro draghi e quattro astronauti umani. Sulla luna ci sono anche parecchi serpentoidi, che difficilmente si fanno coinvolgere dal lato romantico dell’eclisse. I serpentoidi pensano di afferrare questa occasione, per irrompere nella Base Luna. Credono di poter sfruttare a loro favore il cono d’ombra proveniente dalla Terra, per far fuori i terrestri ed i loro amici reptoid. Sulla Terra, c’è un vecchio nemico di Evolution, che analogamente ritiene di utilizzare per i propri fini la distrazione suscitata dall’eclisse, per vendicarsi delle mazzate collezionate in passato. I super-criminali sono così: vogliono sempre vendicarsi, perché si ricordano di tutte le botte che hanno incassato dai super-eroi. Così facendo, il più delle volte, i super-criminali ne prendono delle altre. Il nemico di Evolution, che non si vedeva in circolazione da parecchio, è Uglux, mago e mutaforma. I serpentoidi non sanno che Base Luna è un’entità a suo modo senziente, che intende punirli per essere stata recentemente colpita dai raggi sparati dall’astronave del capitano Red Snake. Mentre il manipolo di nemici si avvicina, Base Luna fornisce loro comodi accessi, per invitarli ad una festa a sorpresa. Stritolatore non c’è, dato che deve fare un po’ di pratica con il suo nuovo corpo. I serpentoidi sono cinque, tutti addestrati ad uccidere. Strisciano con un’agilità connaturata alla loro specie, e potenziata da un lungo allenamento. Appena dentro Base Luna, iniziano a fiutare l’aria; come nel caso dei rettili terrestri, anche loro sono in grado di adoperare la lingua bifida per seguire le tracce delle prede. Base Luna modifica se stessa in maniera estremamente sottile. Se fosse fatta di cemento ed acciaio, non potrebbe aprire nuovi corridoi e chiuderne altri con questa facilità. I cinque serpentoidi non hanno modo di accorgersi che le vie di fuga si chiudono dopo il loro passaggio. Inoltre, Base Luna guida in qualche maniera sottile la loro avanzata sprezzante. Così, nel giro di alcune centinaia di metri, i serpentoidi perdono ogni orientamento, in quel labirinto vivente. Sulla Terra, il lupo nero e Rebecca guardano il cielo, in compagnia degli altri giovani lupi mannari del branco. La presenza di quel possente quadrupede rassicura i giovani mutaforma. Anche per il lupo nero la Luna rappresenta una fonte di mistero e fascino. Lui è il primo ad intonare un canto antichissimo, in onore dei nostro satellite naturale. Gli umani sentirebbero solo un ululato abbastanza pauroso, ma il lupo nero in realtà esprime alcuni concetti nella sua lingua natia. I mannari e Rebecca lo guardano affascinati, ed anche loro si uniscono al coro. Uglux il mago stabilisce un contatto con l’edificio dove ha sede Evolution. Essendo anche un mutaforma, trae energia e massa dal cemento e dai mattoni, diventando decisamente più grosso e difficile da ammazzare. Decide di scalare il muro, infilando le unghie possenti negli interstizi che trova, creandone alcuni nuovi. La sua ascesa è lunga, ma la gente in strada è affascinata dalla Luna, e non perde certo tempo a guardare lui. Anche la detective Lucrezia e la telepate Nancy sono distratte da quella visione spettacolare, ma l’allarme le avvisa dell’arrivo dell’intruso. Le due quasi super-eroine si trovano a fronteggiare un mago decisamente propenso a far loro del male. Il legame telepatico tra Nancy ed il lupo nero scatta in quel momento, senza che la ragazza lo attivi volontariamente. Il quadrupede peloso volge lo sguardo nella direzione della base di Evolution, ed un sordo brontolio gli attraversa il petto. Quindi scatta velocissimo, per difendere la sua amica Nancy. Rebecca vorrebbe inseguirlo, ma uno degli adulti del branco le ferma, ricordandole la sua giovane età e la mancanza di addestramento specifico. In un altro punto della città, Sysform sta incontrando difficoltà impreviste. Entrata in un negozio di alimentari per nutrirsi, ha realizzato il suo obiettivo, ma, all’uscita, ha trovato ad attenderla alcuni umani armati. I poliziotti le intimano di fermarsi; poi, guardandola meglio, impugnano le armi per ucciderla. Mai immaginerebbero che si tratti di una visitatrice da un altro mondo, e la notizia non susciterebbe in loro alcun interesse. Sysform, che non ha paura di combattere, soffia come il serpentoide che è, pronta a vender cara la pelle. Cyberdog, che ha assistito a tutta la scena, decide di intervenire. Non conosce la forza di Sysform, ma i suoi avversari sono armati e capaci di usare le armi. Il Transformatron, simbionte extraterrestre del cagnolino, estroflette alcune sottilissime antenne di un metallo duro come il titanio. Da esse inizia a sparare diverse frequenze, che fanno venir mal di testa sia agli umani, che alla serpentessa. Lei però è la prima a riprendersi, e schizza via nell’ombra. Ha adocchiato quello strano cagnolino, che in fondo l’ha aiutata. Giunta ad una discreta distanza dai poliziotti, Sysform attende Cyberdog, per guardarlo meglio. Lei è una scienziata ed una spia, quindi non uccide senza motivo. Adesso, che si trova davanti a quella piccola creatura, sente la presenza di una tecnologia non terrestre, che non riesce ad identificare. Anche il Transformatron annota la presenza di un’aliena differente da lui sulla Terra: una serpentoide. Le tre forme di vita, due organiche ed una biomeccanica, continuano quindi il loro giro notturno, come alleati. Intanto Uglux ha aperto le ostilità; per il momento impiega la forza bruta che gli deriva dalla pietra e dal cemento. Se fossero presenti i mutanti di Evolution, o Dragonfire, lo butterebbero facilmente dalla finestra. Lucrezia e Nancy sono però in maggiore difficoltà. La telepate prova a colpirlo con una sonda mentale, ma Uglux ha imparato in qualche modo a deflettere quel tipo di potere. Lucrezia, emulando Ferox, lo attacca con i suoi artigli; sfortunatamente Uglux è troppo coriaceo per poterlo ferire in quel modo. Non con artigli che siano al disotto del livello di quelli di Ferox. Poi finalmente irrompe il lupo nero, che merita immediatamente tutta l’attenzione del mago attaccabrighe. Lucrezia si ricorda di essere una poliziotta, estrae la pistola, e spara alcuni colpi contro Uglux. Il tizio, assorbendo cemento e mattoni, si è creato una discreta armatura, che si scheggia pesantemente; ma non sanguina. Lucrezia cessa il fuoco, per consentire al lupo nero di fare la sua parte. Il peloso quadrupede in due balzi è già addosso al mago mutaforma; lo investe con considerevole inerzia, abbattendolo nonostante la sua massa accresciuta. Mentre cade però Uglux tira un pugno al lupo nero, stordendolo leggermente. Nancy, che non sopporta di stare in disparte, impiega i suoi poteri mentali per inibire il senso dell’equilibrio di Uglux. Il lupo nero gli salterebbe addosso, ma le sue fauci potrebbero poco contro la materia rocciosa che lo ricopre. Il mutaforma ammette con se stesso di trovarsi in una situazione particolarmente fastidiosa. Pensa allora di scatenare conto i tre avversari uno dei suoi incantesimi; è infatti sicuro che nessuno di loro sia in grado di resistere ad un attacco magico. Sottovaluta però il lupo nero, che, invece di cercare di morderlo, prova a buttarlo dalla finestra. Uglux oppone resistenza, mentre inizia a scatenare le sue energie nefande. Il dottor Occulto, la cui attenzione finora era distratta dagli eventi in corso su Base Luna, segnala a Nancy di concentrare i suoi poteri psionici in un solo potentissimo attacco. La scarica mentale è talmente intensa da risultare addirittura visibile ad occhio umano. Uglux traballa ed indietreggia. Questione di secondi e potrebbe riprendersi. Ma Lucrezia ed il lupo nero lo attaccano contemporaneamente; la detective con gli artigli, il grosso animale con i denti. Uglux precipita rovinosamente per numerosi piani. Potrebbe lasciarci le penne, sennonché si contorce durante la caduta, per non impattare contro il marciapiede. Atterra su un’auto posteggiata, sfondandola in maniera pressoché irreparabile. Il mutaforma verifica di non avere subito danni troppo ingenti, e si allontana sollecitamente prima che i suoi nemici riprendano le ostilità. Sulla Luna, uno dei serpentoidi, che credeva di essere seguito dagli altri della banda, scopre di essere solo. Base Luna lo ha isolato in una maniera talmente discreta da sfuggire alla sua pur acuta percezione. Questo serpentoide cercava la rissa, e sta per trovala, giacché Base Luna ha deciso che si confronti con Kong, l’uomo bestia di Evolution. Assieme a Kong c’è uno degli astronauti, che goffamente impugna il suo fucilone. I quattro umani sono militarmente migliorati dall’inizio della missione, ma Kong pensa sia il caso di occuparsi personalmente del rettile spaziale. L’attacco del serpentoide prenderebbe di sorpresa qualunque umano, ma Kong è un mutante che unisce la forza e l’agilità di un gorilla ad un cervello geniale. Una massa di muscoli, nervi, tendini ed ossa si proietta in avanti, come se il suo intento fosse di sfondare il torace dell’uomo bestia di Evolution. L’astronauta presente non si fa pregare, e spara una sventagliata di proiettili di plasma incandescente. Molti colpi al secondo attraversano lo spazio, cercando di scavare buchi infuocati nel maledetto serpentoide. Sparando con un mitragliatore, a distanza ravvicinata, è difficile non colpire un bersaglio così grosso. Due o tre ferite di striscio fanno infatti sussultare il serpentoide, che però è già in volo, e si ripromette di staccare successivamente la testa a morsi a quell’umano. I gorilla sono animali veramente massicci, caratterizzati da una forza enorme, se confrontati con un umano di pari peso. Un uomo di duecento chili normalmente è un grassone, pressoché incapace di nuocere, a meno che sia un colosso del sumo. Un gorilla di duecento chili potrebbe probabilmente prenderne a sberle dieci di colossi del sumo di pari peso. Kong ha le braccia lunghe e muscolose, ma le sue gambe non sono da meno. Il mutante è quindi più mobile di un gorilla. Tutto ciò per dire che, vedendo arrivare il serpentoide, Kong si limita ad abbassarsi. La testaccia dura dell’alieno prosegue il suo viaggio, seguita dai sei o sette metri di animalaccio. Con una destrezza nata da allenamenti e battaglie, il mutante terrestre afferra la coda del serpentoide, prima che il resto del corpo tocchi il suolo. Il rettile vorrebbe girarsi, per affondare le sue zanne velenifere nelle carni di Kong, ma lui gli ha già impresso un moto rotatorio che promette poco di buono per l’incolumità dell’alieno. L’astronauta si ritira frettolosamente dalla scena della battaglia, per evitare di essere investito dal bestione che Kong sta maltrattando con cura. Quando le possenti mani del terrestre lasciano andare il serpentoide, quest’ultimo si prepara al doloroso impatto contro una parete. Base Luna, che ha favorito questo combattimento, non ha certo intenzione di salvaguardare le ossa dell’invasore. Così, invece di ammorbidire la sua sostanza, la indurisce al massimo. La botta è tremenda, ed il serpentoide scivola al suolo, stordito. Gli altri quattro alieni si sono accorti di aver perso il contatto con uno di loro. Stabiliscono pertanto di rimanere vicini e a vista. Base Luna non ha però intenzione di ripetere il suo attacco, e li asseconda. I quattro si trovano in un ambiente molto ampio e alto. Tirano un sospiro di sollievo, ritenendo che sarebbe stato peggio dover combattere in un corridoio senza vie di fuga. Sfortunatamente per loro il drago alto tre metri e pesante settecento chili, che avanza verso di loro, significa per loro fratture ossee sicure, se non peggio. I serpentoidi sono un popolo coraggioso, quindi circondano Dragonfire, cercando di capire come attaccarlo. Quattro serpentoidi contro un drago. Nei paraggi, Ferox, Fulminatore e Maga scommettono tra loro non tanto sulla vittoria del drago, quanto sul tempo che ci metterà a stirarli tutti e quattro. Velocissimo, Dragonfire afferra due dei serpentoidi per il collo, ammesso che ne abbiano uno. Lascia che i due gli si attorciglino attorno alle braccia possenti, come se stesse studiando due innocui serpentelli. Poi la sua coda micidiale falcia gli altri due rettili extraterrestri. I mutanti di Evolution, davanti ad un monitor di Base Luna, notano che il colpo è stato inferto con una forza non letale, come se volesse tenerli da parte, e non spezzare loro le vertebre. I due serpentoidi, prigionieri della formidabili grinfie di Dragonfire, spalancano le fauci, mostrando zanne velenifere. I computer simbiotici, che si trovavano in corrispondenza del collo dei due alieni, sono andati in tilt, appena il drago li ha sottoposti ad una pressione indescrivibile, con le sue zampe immani. Quando i due serpentoidi prigionieri capiscono cosa intenda fare il drago, iniziano già a sentire un gran mal di testa. Infatti Dragonfire guida le due teste ad impattare l’una contro l’altra, con un rumore di ossa rotte. Fulminatore e Maga strizzano gli occhi, immaginando il dolore che i due hanno certamente provato. Ferox sogghigna, perché lei li avrebbe prima di tutto tagliuzzati con i suoi artigli tremendi. Adesso gli altri due serpentoidi fronteggiano Dragonfire, cercando di trovare una via d’uscita possibilmente diversa da quella che ha condotto i loro colleghi a giacere esanimi sul pavimento di Base Luna. Sulla superficie fredda ed inospitale del satellite naturale della Terra, Drago Nero ed i due reptoid Brak e Ssax hanno assistito al passaggio della Terra davanti al Sole. Sospettavano che i serpentoidi avrebbero tentato un assalto, giovandosi del cono d’ombra proiettato dalla Terra. Finora non si sono accorti che un manipolo di nemici è già entrato in Base Luna. Drago Nero, che è un automa senziente, dispone di poteri simbiotici nei confronti del computer della base. D’improvviso avverte che i suoi alleati sono stati attaccati, e balza in loro soccorso. I reptoid lo seguono, sperando che ci sia ancora qualcuno di quei serpentacci da bastonare. I due serpentoidi ancora svegli tentano il tutto per tutto, in un attacco diretto: chiaramente una mossa dettata dalla scarsa attitudine alla strategia militare. Dragonfire però non si muove, come se non avesse notato quei due alieni in pericolosa rotta di collisione. I tre di Evolution, davanti ai monitor, si guardano e sorridono. Inutile proseguire con le scommesse; non vogliono approfittare esageratamente degli sprovveduti umani, che sono quantomeno perplessi. Il motivo dei sogghigni di Evolution si rivela in un rumore di materiale corneo che impatta contro scaglie di drago. In quel momento, Drago Nero, Brak e Ssax irrompono nell’ampia sala, ma capiscono subito che il divertimento è toccato tutto a Dragonfire. Semmai a loro spetterà far pulizia. I due serpentoidi non hanno capito il piano del drago di Evolution, finché non è stato troppo tardi. Dragonfire è rimasto semplicemente fermo, sapendo che la sua massa e la sua armatura si sarebbero dimostrate inviolabili. Così facendo, ha memorizzato il picco della forza fisica dei nemici, senza rimanerne in alcun modo impressionato.
domenica 19 giugno 2011
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