domenica 12 giugno 2011

RAPITA DAI LUPI MANNARI_4° libro_138° episodio

Distaccato dal suo corpo fisico, il dottor Occulto galleggia nel piano astrale. Sulla Terra, ma in contatto mentale costante con lui, c’è la sua allieva Navigatrice. La giovane mutante, sorella di Fulminatore, osserva con rispetto e soggezione il suo maestro, che è il fondatore ed il capo di Evolution. Occulto volge la sua attenzione al satellite naturale della Terra. Dal suo punto d’osservazione, le centinaia di migliaia di chilometri di distanza non costituiscono un ostacolo. Vede Base Luna, ed al suo interno scorge Ferox, Fulminatore, la Maga e Kong. Assieme ai suoi allievi mutanti, Base Luna ospita quattro astronauti umani, che sono capitati nel bel mezzo di uno scontro tra Evolution ed i serpentoidi del capitano Red Snake. All’esterno della base, c’è Dragonfire, accompagnato da Drago Nero e dai due reptoid, Brak e Ssax. Il grosso serpentoide Stritolatore è appena stato ridotto in fin di vita da Ferox, ma attaccare briga con la donna leopardo non è quasi mai consigliabile. Stritolatore stava cercando la rivincita, dopo essere stato malmenato da Drago Nero, ma evidentemente ha sbagliato i suoi calcoli. Al dottor Occulto non sfugge che sulla Terra sia scesa la serpentessa Sysform, che si è scontrata nella base di Evolution con la detective Lucrezia, con Nancy, la telepate proveniente dal medioevo, e con il suo grosso lupo-demone. Sysform ha pensato bene di allontanarsi dalla base di Evolution, data la forza soverchiante degli avversari. Il cagnolino Cyberdog, curioso ed intelligente, si è posto spontaneamente all’inseguimento dell’inviata dei serpentoidi. Ma il dottor Occulto sposta la sua attenzione anche al passato, perché eventi che hanno avuto inizio circa sei anni terrestri or sono, stanno producendo adesso un frutto degno d’attenzione. Vede una bambina scomparsa, e la disperazione dei genitori, durata nel tempo. Loro ovviamente, a distanza di sei anni, temono sia accaduto il peggio, ma gli eventi si sono sviluppati in una maniera che sfugge alla comprensione umana. Il capo di Evolution vede chi ha rapito la bambina di nome Rebecca. I genitori della piccola sarebbero felici di sapere che lei è ancora viva, ma non farebbero i salti dalla gioia se qualcuno comunicasse loro come sono andate le cose. Infatti, sei anni or sono Rebecca fu rapita da una lupa mannara. Forse vide in lei l’immagine della figlia che aveva appena perso. Oppure la rapì perché le sembrava buona da mangiare. Ora però la bambina è cresciuta in un contesto a dir poco strano, giacché i lupi mannari l’hanno adottata. Chiaramente all’inizio il tono muscolare, l’agilità, i riflessi e la forza della bambina non erano paragonabili a quelli dei coetanei mannari. Rebecca subì le angherie di quanti la vedevano come un’intrusa, ma la sua mamma adottiva le volle subito bene. Quasi miracolosa fu la capacità della bambina umana di emulare le prestazioni fisiche di quelle mezze bestie che la circondavano. Così adesso Rebecca corre e salta come se fosse una vera lupacchiotta mannara. Il dottor Occulto sospetta che fattori non ancora identificati siano intervenuti per agevolare questo eccezionale adattamento psico-fisico. Sapendo che presto la bambina lupo verrà coinvolta nelle avventure di Evolution, Occulto utilizza i suoi vasti poteri psionici per predisporre una scenografia onirica che si presti al suo disegno. Rebecca ha dodici anni, e dorme assieme ai fratelli ed alle sorelle lupi mannari. In quanto tali, mutano la propria forma fisica in concomitanza con la luna piena. Alcuni di loro possono diventare più simili ai lupi. La maggior parte dei mannari si accontenta tuttavia di una forma transizionale. Se la luna non è piena, i mannari assomigliano agli umani, pur disponendo di forza e velocità superiori. Il sogno della ragazzina inizia con l’esplorazione di una zona collinare, ricca di alberi, attraversata da un torrentello. Il dottor Occulto desidera rimuovere finalmente dall’animo di Rebecca il dolore legato alla perdita della sua famiglia umana. Per fare questo, il potente telepate ha individuato e coinvolto la sua madre biologica. Ora la donna si accinge a prendere sonno; come sempre, prima di dormire, guarda la foto della figlia scomparsa. Il dolore nella madre è forse più grande di quello della figlia. Si tratta di una ferita che rovinerà la vita ad entrambe, se i poteri del dottor Occulto non interverranno. La donna si accorge di sognare, ma quel luogo ha una qualità mai vista prima. Le pare di muoversi in un sogno altrui. In effetti quello è il sogno di Occulto. Rebecca, libera nel bosco, corre e salta come una piccola bestia spensierata. Ma in fondo al cuore qualcosa la rallenta. L’imprinting ricevuto dai mannari la pone al riparo dalle introspezioni umane, ma non la libera del tutto. Nel branco, la psicologia non ha diritto di cittadinanza. La mente deve essere rivolta al domani, non al passato: così funziona la mente della bestia che voglia rimanere viva. La mamma di Rebecca cammina nello stesso bosco, senza saltare e senza correre. Osserva i fiori, i funghi e gli animaletti che si fermano a guardare lei. Quando la donna giunge in una radura, illuminata dal sole, scorge in lontananza una figura umana che insegue un giovane cerbiatto. Incredibile, si dice, che una ragazzina di quell’età sia in grado di sviluppare quella potenza. Il giovane quadrupede cerca di togliersi di torno quella strana creatura, ma la quasi mannara non desiste. Quando il cerbiatto effettua una curva troppo ardita, Rebecca gli salta addosso, partendo da un piccolo avvallamento. Il cerbiatto teme per la sua vita, e lo dimostra emettendo un verso di sofferenza. Rebecca ride, perché il suo era un inseguimento gioioso, non una caccia assassina. Ora anche il cerbiatto lo ha capito; si lascia accarezzare, e le lecca le mani. La donna che assiste a questa scena decide di farsi avanti. Tocca lievemente la spalla della ragazzina, che velocemente scatta per collocarsi in posizione d’attacco. In questo frangente, il disegno del dottor Occulto si realizza: mamma e figlia si guardano negli occhi, ed in loro si risvegliano ricordi ed emozioni indescrivibili. Nonostante la figlia sia cambiata molto più della madre, una corrente bioelettrica scorre dall’una all’altra, cancellando in un istante i sedimenti che il dolore della scomparsa aveva prodotto in sei anni. Mamma e figlia sanno di sognare, ma il dottor Occulto, che è la voce del sogno, dice loro che il loro contatto psichico è reale. Per sua natura, il reame del sogno confina con quello dell’incubo. Una situazione che evoca in noi belle emozioni degenera in fretta in un contesto d’incubo. Il bosco diventa una brutta foresta, il sole diventa crepuscolo, rumori provengono da zone di nebbia e d’ombra comparse all’improvviso. Mamma e figlia si stringono l’una contro l’altra, ed il cerbiatto cerca di approfittare del loro calore corporeo. Il piccolo quadrupede è l’unica componente del sogno a non essersi trasformata in incubo. Grida spaventose giungono da lontano, ma sono in avvicinamento. Mostri, simili a morti viventi, giungono al galoppo, su bestie che ricordano molto poco i cavalli. La mamma di Rebecca, Alexandra, non riesce a scansarsi in tempo, ed un cavallo infernale le è ormai addosso. La giovane lupacchiotta però non intende cedere senza combattere. Con forza sorprendente, allontana la madre dalla traiettoria fatale. Per sentito dire, ed anche per istinto, tutti sappiamo di dover evitare di morire in sogno. Potremmo svegliarci con il cuore in gola, coperti di freddi sudori, oppure potremmo precipitare in un coma che la medicina non saprebbe spiegare. Il cerbiatto schiva agilmente un secondo cavallo demoniaco, ed anche la lancia che il cavaliere zombie gli scaglia contro. Rebecca ed Alexandra cercano un riparo, dietro qualche albero, o in cima ad una collinetta. I demoni che le assediano però sembrano decisi ad ucciderle, o almeno a far loro molto male. Capita, in sogno, di non riuscire a correre oltre una piccola velocità che ci rende facile preda dei nostri nemici. è come essere invischiati nel miele. Rebecca potrebbe nascondersi dietro un masso, ma sua madre è fin troppo umana e fragile. La ragazzina lupo allora si colloca addirittura come barriera vivente, contro le terribili armi degli aggressori. La situazione precipita, per la donna, la ragazza ed il cerbiatto. Poi nell’incubo giunge, con un ululato feroce, il lupo nero amico della telepate Nancy. Il dottor Occulto non intende abbandonare madre e figlia, che lui stesso ha condotto in quell’ambito onirico. Il lupo nero, è una sorta di demone medievale, che, nel mondo della veglia, si trova nella base di Evolution. Ha accettato di abbandonare il suo corpo fisico, per questa nuova missione. La sua amica Nancy e la detective Lucrezia lo vegliano. Rebecca non ha mai visto in azione un vero lupo, giacché i suoi compagni di branco sono mutaforma solo parziali. Gli zombie a cavallo tentano di infilzare il nuovo arrivato, ma lui è molto più forte, grosso e veloce di loro. Al morto vivente più vicino stacca un braccio, con la lancia ancora nella mano. Sebbene non provi dolore, quella specie di cadavere non riesce a rimanere in sella alla bestia che cavalca. Precipita quindi al suolo, dove viene calpestato e fatto a pezzi da quelli che sopraggiungono al galoppo. Poi il lupo nero morde il collo di uno di quei quadrupedi, mezze zebre, mezze lucertole. L’animalaccio è molto più vivo del suo cavaliere, e lo dimostra eruttando una quantità impressionante di sangue nero e violaceo. La puzza di cose morte ammazzate riempie le narici di Rebecca e di Alexandra. Il cerbiatto dimostra di voler fare la sua parte, quando, con un grande e coraggioso balzo, si scaglia addosso a uno degli ultimi mostriciattoli a cavallo delle zebre-lucertole. Lo zombie ed il cerbiatto cadono entrambi. Rebecca, che ci tiene all’incolumità del suo nuovo amico, balza ululando sul semi-morto che si agita a terra. La ragazzina lupo lo colpisce con un formidabile calcio su quella testaccia marcia. Poi, non essendosi detta testa staccata dal collo, provvede lei stessa a farlo, con le sue forti mani. In quella che noi chiamiamo realtà, la serpentessa Sysform si allontana dalla base di Evolution. Non potrebbe passare inosservata a lungo, circolando in un centro abitato; per cui il suo computer simbiotico produce un effetto assimilabile all’invisibilità. Il cagnolino cibernetico però non intende farsi depistare, e, grazie al suo simbionte biomeccanico Transformatron, individua la sua specifica traccia olfattiva e vibrazionale. Forse la serpentoide potrebbe accorgersi di essere seguita, ma è troppo presa dalla sua missione per voltarsi indietro. Una concitata contrattazione tra un drogato ed uno spacciatore rappresenta un’attrattiva non da poco per chi voglia studiare a fondo la razza umana. Lo spacciatore è strafottente, sicuro di poter dettare le condizioni alla sua vittima. Però questa volta il drogato, evidentemente con il cervello pressoché fuori uso, non accetta di subire le solite angherie. Estrae un coltello, per poi affondarlo più volte nelle viscere del nemico. Lui, lo spacciatore, non ci crede, ma deve riconoscere che il sangue che cola sull’asfalto è il suo. Il drogato scappa, ma non dopo essersi appropriato gratuitamente delle dosi di droga oggetto del litigio, conclusosi nel peggiore dei modi per lo spacciatore moribondo. Sysform sbuca dal buio e dal suo manto di invisibilità. Scivola tra le gambe del fuggitivo, che inciampa ed impatta con la faccia contro un bidone dell’immondizia. Poi la serpentessa avvicina il suo muso al volto sanguinolento del drogato, e spalanca le fauci, come se volesse mangiargli l’intera testa. L’umano grida e rotola via, mentre Sysform assume la posizione d’attacco. La serpentessa chiaramente non intende mangiarlo, intero o a pezzi, perché ha percepito che il suo sangue è veleno. L’impressione che riceve, guardando negli occhi quella feccia bipede, è che la razza dominante sulla Terra non sia invidiabile, quando manifesta taluni comportamenti per lei inspiegabili. Pertanto si allontana sdegnosa. Cyberdog concorda; lui di solito è ottimista verso gli umani, ma quello che vomita e biascica davanti a lui è più simile ad un verme. In orbita attorno alla Luna, sull’astronave dei serpentoidi, Stritolatore si risveglia dall’anestesia. Il suo corpo è in qualche modo differente, più pesante. La sensibilità sulle sue spire non si estende a tutti gli oltre nove metri del suo grosso corpo. Stritolatore non è un serpentoide diplomatico, ed i medici rischiano di essere mangiati vivi, o almeno di subire amputazioni inguaribili. La presenza del comandante del corpo di spedizione, Red Snake, riporta la situazione entro una certa normalità; ovviamente secondo gli standard di quei rettili extraterrestri. Stritolatore ottiene quindi le informazioni che cercava. Essendo un militare ed un gladiatore, controlla molto bene le fauci, che rimangono chiuse, e le zanne velenifere, che non affondano nelle carni dei medici. Ora è più macchina che serpentoide, perché la sua degenerazione fisica era troppo avanzata per salvare dalla cancrena gran parte di quel corpo di cui era tanto orgoglioso. Non grida neppure vendetta contro Ferox ed Evolution, ma i suoi pensieri evocano tortura e sterminio. La donna leopardo, all’interno di Base Luna, avverte una strana sensazione, come quando si riceve una minaccia di morte. Lei però di solito la morte la somministra, ed il nuovo Stritolatore farà meglio ad evitare di sfidarla, come avrebbe dovuto fare quello vecchio. Nel reame del sogno, tornato tale dopo la sconfitta delle creature non-morte provenienti dall’incubo, è giunto il momento dei commiati. Madre e figlia si sono incontrate dopo una separazione durata troppi anni. Ora avranno modo di rivedersi anche nella dimensione della veglia. Il lupo nero è già tornato alla base di Evolution, dove si sveglia. Nancy, i cui poteri telepatici si stanno ancora espandendo, ottiene da lui una narrazione dell’avventura appena vissuta. Poi racconterà tutto alla nuova alleata, Lucrezia. Il lupo nero però deve uscire, spinto dalla necessità di completare un imprinting, che è iniziato nel reame dei sogni. Tocca anche a Rebecca svegliarsi, in una specie di grossa cuccia, assieme ai suoi coetanei mannari. Loro la guardano con curiosità, avvertendo un cambiamento di atteggiamento e consapevolezza. Poi giunge dall’esterno il forte ululato del lupo nero, che non ha avuto problemi a rintracciare il covo dei mannari. Rebecca si precipita all’aperto, sotto il cielo stellato, e le sue mani accarezzano il muso possente del lupo demone. La ragazza pensa fortemente alla mamma Alexandra, ed ulula a suo modo, palesando la felicità che prova. Il dottor Occulto è stato l’artefice di questo ricongiungimento. Alexandra non lo ha visto, ma ha sentito la sua presenza per tutta la durata dell’avventura. Grande è la gratitudine che prova, e che spera un giorno di poter dimostrare, ricambiando in qualunque modo.

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