giovedì 18 agosto 2011

DEMONI SULFUREI DELLE LUNE DI SATURNO_4° libro_148° episodio

Quando lo scienziato insettoide Zzaax giunse sulla Terra, nel corso di una sua battaglia, incontrò il cagnolino soprannominato “Rifiuto”; impressionato dalla cattiva sorte del simpatico animaletto, l'extraterrestre gli donò il Transformatron. Mentre Zzaax riprendeva il suo viaggio attraverso le dimensioni, la nuova simbiosi tra il cagnolino e l'organismo biomeccanico originava Cyberdog. Più recentemente, fu il Transformatron ad intenerirsi per la malattia di una coraggiosa bambina terrestre. Transformatron colse allora l'occasione per replicare se stesso, nella forma di un ragno di metallo vivente, che instaurò una simbiosi molto proficua con la piccola umana. Quando l'essere senziente, prodotto per gemmazione, prese contatto con la nuca della bambina, analizzò i guasti presenti, ed agì di conseguenza. I tentacoli filamentosi giunsero ovunque in quel corpo martoriato, cercando e distruggendo le cellule traditrici. Organi praticamente inutilizzabili furono sostituiti con realizzazioni completamente ignote alla medicina ed all'ingegneria di questo mondo. La bambina, che si era sdraiata, priva di speranza di guarigione, in un letto di morte, venne sostituita da un essere più che umano. I medici, che l'avevano data per spacciata, ordinarono diversi esami diagnostici, per giustificare scientificamente l'avvenuto miracolo. Il tecnoragno però provvide ad ingannare le macchine, o meglio: si alleò con esse per evitare che gli umani scoprissero ciò che era avvenuto. La diagnostica per immagini provò a forzare quegli ostacoli, ma fornì solo referti di difficile interpretazione. I tentacoli del tecnoragno erano fantasmi, ed il tecnoragno stesso sapeva dissimularsi in maniera quasi assoluta. Clara, questo il nome della bambina simbiotica, pensa e sogna della vita che ha di fronte, e della morte che poteva coglierla. Il tecnoragno le parla nel sonno; Clara lo ha già incontrato diverse volte, mentre cammina nei contesti onirici elaborati dalla sua giovane mente. Il tecnoragno è una specie di cagnolino, che però di zampe ne ha otto. Brilla, quando i raggi del sole lo illuminano, ma questo accade solo nei sogni, giacché, nella vita reale, è molto più riservato. Cyberdog è ovviamente interessato alla nuova vita di Clara, ed il Transformatron vuole sapere come si comporta quel suo figlio biomeccanico. Il tecnoragno ha narrato a Clara di provenire da un altro mondo, molto diverso dalla Terra. Clara, la cui vita ha ripreso a scorrere con maggiore impeto, si sorprende a scrutare il cielo di notte. Una cosa che le era capitato di fare poche volte, prima della malattia, e sicuramente con un'intensità minore. Quelle che i terrestri chiamano “stelle cadenti” sono meteoriti, che si incendiano entrando nell'atmosfera. A volte però non si tratta di rocce, specie quando non si limitano a precipitare al suolo. Indubbiamente la simbiosi con il tecnoragno ha aperto la mente a quella bambina, peraltro già apprezzabilmente intelligente. Pochi tra i terrestri credono nella vita su altri mondi: che presunzione! Clara sa che l'Universo è pieno di vita, e non si tratta solo di vita organica e cellulare. Quella notte, forse il Transformatron ed il tecnoragno si sono dati un appuntamento, senza avvertire i rispettivi ospiti, o portatori che dir si voglia. Quella notte, anche Cyberdog guarda le stelle in cielo. Clara ed il super-cagnolino scorgono entrambi un corpo luminoso, muoversi in maniera del tutto originale, sullo sfondo stellato. Forse Transformatron ed il tecnoragno sanno che Zzaax sta arrivando per loro, ma non lo hanno ancora detto ai loro simbionti. Neppure Transformatron ed il tecnoragno sanno però che alcuni giovani lupi mannari scorrazzano nei paraggi. La trama del destino sta avvolgendo e coinvolgendo alcuni personaggi che hanno un legame con Evolution. Mentre ciò si verifica, il potere della Navigatrice rileva la correlazione. Il dottor Occulto, che dal piano astrale sovrintende buona parte di ciò che avviene sul pianeta Terra, registra l'attività extraterrestre in avvicinamento. A vederlo, si direbbe un meccanoide; il realtà Zzaax è uno scienziato insettoide, autoevolutosi mediante innesti di metallo senziente. Torna sulla Terra perché è convinto che Cyberdog possa assisterlo efficacemente nella sua battaglia contro i demoni sulfurei delle lune di Saturno. Zzaax arriva per Cyberdog e per il Transformatron, ma coinvolgerà nella sua missione anche Clara e la lupetta mannara Rebecca. I sei occhi sfaccettati di Zzaax, guardano contemporaneamente i numerosi display della cabina di comando della sua astronave. Le sue sei zampe, munite ognuna di tre pseudodita, gli consentono di camminare su pavimento, soffitto e pareti. Esegue manovre a velocità eccezionale, con perizia e precisione da computer di classe eccelsa. La mannara Rebecca corre a perdifiato nei campi e nei boschi, libera più di quanto avrebbe creduto possibile. Con lei, corrono i suoi amici, mannari per nascita e non per trasformazione. Il gruppetto dei ragazzini terribili si muove a due o quattro zampe, saltando ed ululando. Quando sbucano all'aperto, in un campo incolto, la nave spaziale di Zzaax sta apprestandosi ad atterrare, senza produrre alcun suono udibile, neppure dalle orecchie acute di quei giovani licantropi. Clara si è alzata nella notte, spinta da qualcosa che non saprebbe definire. Il suo tecnoragno la guida ad un incontro che le cambierà la vita, ma del resto il tecnoragno la vita a Clara l'ha già cambiata una volta, trasformandola in ciò che è. Il messaggio di Zzaax era diretto al Transformatron, ma il tecnoragno, essendone una derivazione, lo ha ricevuto a sua volta. Cyberdog non ha mai visto, né saputo di navette spaziali, come del resto gran parte dei terrestri, con due o quattro zampe. Il super cagnolino è sempre stato curioso ed intelligente; quindi non si tira indietro quando lo sportello della navetta si spalanca. Si proietta all'interno, dove incontra nuovamente Zzaax, che diede origine alla sua nuova esistenza. L'extraterrestre è felice che il cagnolino terrestre non intenda separarsi dal Transformatron. In effetti, se lo facesse, tornerebbe ad essere la povera creatura che gli stolti chiamavano “Rifiuto”. Zzaax accoglierebbe con un alzata di sopracciglio il tecnoragno e Clara, ma, pur avendo sei occhi, Zzaax è sprovvisto di sopraccigli. Finanche uno scienziato extraterrestre come lui prova un attimo di sconcerto, notando quel gruppetto di strani bipedi, che, accanto alla sua astronave, la annusano attentamente. Evidentemente il velivolo spaziale emette un buon odore, perché una lupetta si sporge a guardare dentro. Rebecca è una sorta di capo gruppo, nell'organizzare i giochi dei suoi amici. Adesso però loro non sono più così ben disposti a seguirla. L'arrivo di alcuni umani, a bordo di fuoristrada, induce i piccoli mannari a ritirarsi nel bosco. Invece Rebecca decide di nascondersi a bordo dell'astronave di Zzaax. Lui, l'insettoide extraterrestre, decide per una manovra di disimpegno rapido: il suo velivolo spaziale si allontana ad una tale velocità che gli umani sospettano di aver sofferto di allucinazioni. La scelta istintiva di Rebecca ha scombussolato i suoi amici, che però adesso devono cercare di sfuggire a quegli uomini che li inseguono. Zzaax pilota la sua astronave, che, nonostante sia di dimensioni contenute, è provvista di tutta le tecnologia necessaria a viaggiare entro il sistema solare ed oltre. Clara, Rebecca e Cyberdog sono gli ospiti di Zzaax; di conseguenza il computer di bordo provvede a fornire loro una sistemazione per il viaggio. Le due ragazzine sono ovviamente portate a stringersi l’una contro l’altra, per non farsi schiacciare psicologicamente dagli eventi a dir poco fuori controllo. Il cyber cagnolino solidarizza con loro, desideroso di un contatto fisico con esseri a sangue caldo. Mentre la navetta spaziale si innalza fin oltre l’atmosfera terrestre, le tre creature terrestri osservano con meraviglia il passaggio dall’azzurro del cielo al nero dello Spazio. Poi Zzaax accelera, dopo aver rilevato una traccia gravitazionale in grado di condurre la navetta nella direzione voluta: Saturno. A questo punto, Rebecca, Clara e Cyberdog avvertono, ognuno a proprio modo, una modificazione nella percezione del tempo. Non saprebbero più dire se sia giorno o notte, né se stiano trascorrendo ore o giorni. Il cyber cagnolino ha naturalmente un’idea del passaggio del tempo legata al succedersi delle albe e dei tramonti. Rebecca, che è una licantropa acquisita, è molto sensibile alle fasi lunari. Clara, sebbene potenziata dal tecnoragno, è ancora sostanzialmente umana. Durante il viaggio verso Saturno, mancano le albe ed i tramonti, giacché la Terra è lontana. Per lo stesso motivo, i sensori licantropici di Rebecca non hanno idea di cosa stia facendo la Luna. Clara invece riesce a mantenere una serenità d’animo sorprendente, che contagia poco a poco Cyberdog e Rebecca. Sul pianeta Terra, i tizi armati fino ai denti, che hanno messo in fuga i giovani mannari, si aggirano per la boscaglia. Mercenari, ai quali è stato promesso un lauto pagamento per la cattura di licantropi vivi, vorrebbero scaricare i loro fucili con proiettili di gomma addosso a qualcuno. Non visto, perché non vuole farsi vedere, il lupo nero li osserva e li tiene d’occhio. Le sue zanne possenti sono pronte a chiudersi su braccia e gambe, se quei maiali bipedi oseranno ferire i giovani mannari. Rebecca non pensa ai suoi amici, essendo immersa in una profusione di suoni ed immagini che il suo cervello cerca di ordinare. Saturno ha oltre sessanta satelliti naturali, con diametri che vanno da meno di un chilometro a oltre cinquemila! Saturno nel nostro sistema solare è un gigante, secondo solo a Giove, ed è talmente grosso che può permettersi un proprio sistema di lune ed anelli. Zzaax non intende coinvolgere le ragazzine terrestri e neppure il cyber cagnolino nella sua guerra contro i demoni sulfurei. Lui stesso non intende attaccare frontalmente e da solo i terribili avversari. Il motivo del coinvolgimento di Cyberdog è che, essendo il simbionte del Transformatron, doveva necessariamente partecipare ad una ricerca, possibilmente molto discreta su una delle lune di Saturno. Il manufatto che Zzaax cerca, si trova in una profonda ed inospitale caverna, su un piccolo mondo desolato. Cyberdog viene provvisto di una tuta spaziale adeguata alle insidie dell’ambiente a dir poco avverso. Come si è già visto più volte, il cagnolino cibernetico è la manifestazione del coraggio. Moltissimi terrestri conservano un buon ricordo di piccoli amici a quattro zampe, che non si sono mai tirati indietro di fronte ad una nuova avventura. Cyberdog è quello ed anche di più. Rebecca e Clara provano una certa invidia per lui, quando scende spavaldo dalla navetta, ed inizia a saltellare su quelle rocce infide. Ma i demoni sulfurei, che infestano le lune di Saturno, si sono accorti dell’insolita attività, ed iniziano a muoversi verso Cyberdog, con intenti per nulla benevoli. Il planetoide roccioso non ha una gravità apprezzabile, e neppure un’atmosfera, respirabile o meno. La tuta fornita da Zzaax supplisce a tutto ciò, grazie anche alle capacità di adattamento dei Transformatron ed ovviamente di Cyberdog. Rebecca e Clara seguono l’evolversi della missione sui monitor dell’astronave. Tra loro iniziano a parlare dei motivi per i quali un esploratore spaziale come Zzaax abbia bisogno di qualcun altro per una camminata insolita su un mondo lontano, ma apparentemente priva di pericoli. Sbagliano a ritenere che il cagnolino cibernetico non corra rischi, e se ne avvedono quasi subito, con la comparsa di alcune formazioni di fumo giallo, che convergono in maniera inequivoca verso il piccolo esploratore. Tansformatron incita il suo simbionte canino a procedere più velocemente, mentre l’olfatto di Cyberdog, che non dovrebbe funzionare in assenza di aria, rileva viceversa una traccia di ciò che Zzaax cerca. Lo scienziato insettoide si colloca di fronte ad una strumentazione, che si rivela essere un lanciaraggi di precisione. Ma non prima di avere coinvolto le due ragazzine terrestri in un videogame estremamente realistico. Loro due, Clara e Rebecca, non hanno il tempo di pensare alle loro mamme ed alla Terra, altrimenti forse non asseconderebbero con quella sollecitudine i desideri dell’alieno. I demoni sulfurei, in forma gassosa volano sulla superficie del piccolo mondo desolato. Si direbbe che il vento li spinga, ma in realtà la loro forza motrice è più simile alla magia. Quando Cyberdog si avvede delle presenze incombenti, potrebbe essere troppo tardi; sennonché i raggi sparati dalla nave spaziale di Zzaax iniziano a bersagliare i demoni delle lune di Saturno. Sebbene i raggi li attraversino, le entità ne risentono in qualche modo, a livello di coesione. Il tecnoragno fornisce a Clara indicazioni sull’ottimizzazione del tiro al bersaglio, che le permettono di centrare più volte i bersagli. Rebecca cerca di fare altrettanto, ma la sua potenzialità licantropica in questo frangente non le è di aiuto. Cyberdog ed il Transformatron intanto si sono infilati in una fenditura di piccole dimensioni; e questo spiega in parte il motivo del loro coinvolgimento da parte di Zzaax. Mentre all’esterno infuria la battaglia tra la navetta spaziale ed i demoni sulfurei, i computer di bordo guidano il formidabile duo simbiotico sul bersaglio. L’oggetto della ricerca è una forma geometrica forse più che tridimensionale, in continuo mutamento: le sue facce passano da un minimo di quattro ad una quantità incalcolabile, nel giro di un secondo, o meno. Il prisma emette una luminosità intermittente, di colori che paiono quasi trasmettere suoni musicali e molto altro. Cyberdog non ha mai visto una cosa simile, e neppure il Transformatron, giacché il prisma è unico nel sistema solare. I demoni sulfurei sapevano del prisma, ma non osavano avvicinarsi troppo ad esso, conoscendo le leggende sul suo conto. Ora però il prisma si solleva spontaneamente dal suo letto di roccia, orbita su se stesso come un sole di puro cristallo di inimmaginabile fattura, ed infine ordina a Cyberdog ed al Transformatron di guidarlo all’astronave. Come se quella manifestazione difficilmente definibile avesse scelto da che parte stare nel conflitto in corso, segue i due simbionti all’esterno. I raggi sparati da Zzaax, Rebecca e Clara hanno disperso i nemici, ma non li hanno distrutti; il rischio è che ora arrivino i rinforzi, i loro ovviamente. Ma il prisma ha disposto diversamente, perché trasporta se stesso, Transformatron e Cyberdog nel velivolo spaziale, senza neppure attendere l’apertura delle porte a tenuta stagna. Ora a Zzaax non resta che allontanarsi alla massima velocità da quella piccola luna del gigantesco pianeta Saturno. Sulla Terra, ignaro del destino della sua protetta Rebecca, il lupo nero decide di intervenire contro i mercenari, che, in quanto tali, attribuiscono ad ogni vita un prezzo, più che un valore. Come avvoltoi si lanciano sul gruppo dei giovani mannari in fuga, brandendo armi che potrebbero facilmente ucciderli. I mercenari sono protetti da cotte di maglia metalliche, contro gli artigli e le zanne dei quasi lupi. Sfortunatamente per loro, il lupo nero è una sorta di demone benigno, che trae la sua forza dalla Natura stessa; quindi nei boschi è ancora più forte. Il suo balzo è veloce, improvviso e sconvolgente. L’intero gruppo dei mercenari si trova a terra, con un grosso lupo nero a distanza di pericolo certo. Con la testolina che si ritrovano, potrebbero cercare di sparargli, ma il suo sguardo di fuoco induce in loro un tale terrore che si immobilizzano, senza però riuscire a bloccare quel tremore nelle gambe, che salva loro la vita.

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