Il carcere di massima sicurezza sorge in una zona poco popolata di un'isola che, nei mesi estivi, diventa meta di molti turisti. Gli altri mesi dell'anno, i residenti pascolano le pecore o cercano di fare il possibile perché l'economia locale non vada del tutto in malora. Un barcone carico di morti viventi prende il largo nella notte, diretto verso l'isola. Sarebbe troppo chiedere agli zombie di saper remare in maniera ordinata; per cui il malvagio mago mutaforma Uglux ha munito il natante di un motore teleguidato. Il corpo di spedizione del sedicente maestro del vudù deve dare l'assalto al carcere, per fornire manodopera al perfido nemico pubblico. Durante la traversata, gli zombie continuano ad agitarsi, ma solo perché, se dovessero fermarsi, rischierebbero di dare una mano alla putrefazione che li accompagna. I morti ambulanti sono stipati in maniera selvaggia in poco spazio, ma le loro esigenze sono minime, come pure le loro sensibilità. Il barcone procede attraverso il mare e le tenebre, fino a giungere alla meta; dopo parecchie ore, si arena infine sulla spiaggia, consentendo a quell'orrido drappello di scendere. Prendono subito a marciare instancabili verso la prigione, in ossequio alle direttive ricevute. Gli animali dei boschi si zittiscono tutti, cercando di capire chi o cosa siano quei cosi, che sembrano umani, ma puzzano ancor di più. I cinghiali, di solito irascibili, li lasciano passare, senza provare ad infilzarli con le loro zanne. Se lo facessero, scoprirebbero che gli zombie non sanguinano, non provano dolore, ed hanno un cattivo carattere. Un altro animale, di solito poco disposto alla trattativa, specie se infastidito, scatta ed azzanna il polpaccio di uno dei morti semoventi di Uglux. La vipera inocula un'apprezzabile dose di veleno, in tessuti privi di circolazione sanguigna: un vero spreco. Lo zombie non rallenta neppure, trascinandosi però dietro la vipera, ancora agganciata alla sua gamba. La prigione di massima sicurezza si erge alla fine del bosco. Le guardie notano la strana processione degli zombie, che si avvicinano, con passo strascicato e costante, ad un edificio dal quale la gente di solito si tiene alla larga. Le guardie chiamano il capo turno, che, con il suo cannocchiale, scruta attentamente i nuovi venuti. Avendo visionato numerosi film horror, il capo delle guardie viene colto da grande agitazione; perché quelli che stanno arrivando sono dei fottuti morti viventi! Che vorranno quei maledetti? Intima un inutile alt, con il megafono; poi ordina ai suoi uomini di sparare per uccidere. Facile a dirsi, giacché quegli affari reggono bene le fucilate, eccetto quando spezzi loro le gambe; in quel caso continuano a muoversi, ma rimangono a terra. I detenuti sentono sparare, e, come belve in gabbia, saltano da una parte all'altra della cella. Mai immaginerebbero di essere destinatari della visita da parte dei morti vudù. Molti tra i detenuti, del vudù, non hanno neppure mai sentito parlare. A considerevole distanza, Uglux concentra tutti i suoi poteri, accresciuti dal recente patto con le divinità oscure. Deve riuscire ad aprire il cancello; altrimenti il suo drappello mortuario non potrebbe completare la sua missione. I pistoni delle massicce serrature si muovono da soli, o almeno così pare a quelli che si trovano nel forte sotto assedio. Poi gli zombie si lanciano contro il portone, spalancandolo. Alcune guardie provano a bloccare i mostri, colpendoli con fucile o con bastoni. Gli zombie reagiscono, come sanno fare loro, azzannando i vivi, per nutrirsi e rigenerare le ferite subite. Il cortile della prigione è un vero macello, con sangue viscido, mescolato a pus e deiezioni putride di vario tipo. Il capo delle guardie rileva come la paga che riceve sia troppo scarsa per morire, e conduce di corsa i suoi uomini ad un'uscita secondaria. Il fuggi fuggi è totale, compresi i pochi civili presenti nella struttura. Infine gli zombie, decimati dalle fucilate, entrano nella zona progettata per la detenzione. La marmaglia sotto chiave è ovviamente spaventata a morte, ma può solo gridare. Uglux ordina allora ai suoi zombi di entrare nelle celle, ed assalire i delinquenti. Il maestro del vudù ha infatti bisogno di rafforzare il suo esercito, e quali migliori candidati di quei cani urlanti, molti dei quali già privi d'anima? I truffatori e gli stupratori sono i primi a cadere sotto l'assalto dei morti viventi. I rapinatori e gli assassini resistono più a lungo, ma, disarmati, possono fare molto poco contro nemici che non sentono paura, né dolore. Il veleno secreto dallo zombie è insito nella sua saliva purulenta, mista a ciò che resta del sangue ristagnante. Il potere del vudù, concesso dalle divinità oscure che osservano dietro la soglia, rende possibile il contagio e la riproduzione dei morti viventi. I mortali morsicati e graffiati gridano per le orribili ferite, che subito si infettano. Poi i loro cuori iniziano a galoppare, pompando il sangue alla massima pressione. Così facendo, i loro corpi provano a combattere contro un nemico sovrannaturale. Il processo di riproduzione dei morti viventi funziona quasi al 100% sugli umani. Nessun intervento della medicina ufficiale potrebbe peraltro invertire la trasformazione, una volta avviata. I detenuti muoiono uno alla volta, con sguardi stravolti e pupille dilatate al massimo. Il parassita necromantico invade a grande velocità i corpi, espellendo le anime. Poi una parvenza di vita si propone in maniera prepotente, ed il nuovo esercito di Uglux marcia fuori dal carcere. Centinaia di servi fedelissimi a costo zero. Sacrificabili, lenti ed ottusi al punto giusto. Gli zombie si disperdono nei boschi, giacché all'aperto basterebbe un solo missile aria-terra per bruciarli tutti. Uglux, esaltato dal successo ottenuto, ordina loro di assalire e divorare chiunque incontrino. Il malvagio mago mutaforma lascia il suo covo, per meglio coordinare quella marea di morte ambulante. L'assalto al carcere di massima sicurezza mette in allarme la polizia e l'esercito, che inviano uomini armati. Ovviamente non sono attrezzati psicologicamente a combattere i morti; questo significa che le fucilate ottengono risultati minimi se non azzoppano o non distruggono le teste degli zombie. Loro, i morti viventi, manifestano una furbizia operativa inaspettata, attaccando in gruppo. Molti militari, isolati dai colleghi, sono schiacciati dal peso numerico dei cadaveri sbavanti. Le zanne dei mostri strappano grossi brani di carne, causando ferite terrificanti, diffondendo nel contempo il contagio. Fulminatore lancia il suo attacco, scaricando un fiume di energia addosso ad uno zombie, che inizia a friggere, ma non cade. Il mutante di Evolution si rende subito conto che i morti viventi possono incassare scariche tremende, continuando a muoversi. Modifica subito la sua strategia d'attacco, utilizzando il suo craft per allontanarsi dai pericolosi cannibali. Singole scariche dirompenti possono recare molto più danno di una fulminazione diffusa. Non ci sono più sistemi nervosi da distruggere, ma le articolazioni sono molto più vulnerabili. Kong assesta ad un cadavere semovente un pugno gigantesco, che lo scaglia a molti metri di distanza. Il mutante velocissimo assesta calci ad altri due zombie, che a paragone suo sembrano quasi fermi. Anche in questo caso, le costole rotte non sono rilevanti, come non lo sono i nervi fulminati. I morti si rialzano, pur muovendosi più lentamente di prima. La soluzione è semplice, sebbene quasi improponibile nel caso in cui si affronti un nemico umano: spezzargli la colonna vertebrale. La grande forza dell'uomo bestia di Evolution spinge i suoi granitici pugni contro le schiene, che letteralmente si frantumano. Una schiena rotta è comunque invalidante, per cui in breve tempo un discreto numero di orridi nemici striscia al suolo, invece di camminare. Kong si allontana sollecitamente da quelle trappole ancora in grado di afferrare e di mordere. Sebbene sua provvisto di un considerevole fattore di guarigione, il mutante non intende testarlo contro i virus magici e necromantici. L'attacco di Ferox è ancora più veloce, sebbene la donna leopardo non sia forte come Kong. Usare gli artigli contro quella carne marcescente non è gratificante come farlo contro un nemico vivo. In breve, le mani ed i piedi della mutante felina si ricoprono di una disgustosa melma infetta. Il dottor Occulto ordina alla formidabile guerriera di allontanarsi da quella bolgia disgustosa, in attesa di capire se le secrezioni degli zombie possano farsi strada attraverso la pelle e la pelliccia. La Maga, forte dell'esperienza dei colleghi, non si avvicina ai morti viventi, ma individua psionicamente una piccola area attiva al centro dei cervelli degli zombie. A questo punto è relativamente facile per la Maga sparare onde d'energia psicocinetica, direttamente contro i piccoli bersagli invisibili. Gli zombi colpiti sussultano, si fermano, provano a muovere un passo, ma precipitano faccia contro terra. Fulminatore non dispone della capacità di individuare le piccolissime aree attive, nei cervelli semi putrefatti, ma la Maga le visualizza per lui, trasmettendogli le coordinate esatte, ove scagliare la sua grande forza. Lavorando in coppia, Maga e Fulminatore iniziano ad operare una vera strage di zombie. Lampi fuoriescono dalle mani del mutante; non proseguono in linea retta, ma pervengono tutti a bersaglio. Le minuscole aree cerebrali ancora attive vengono attraversate con brutalità, e senza possibilità di scampo. Ferox e Kong, decisi ad evitare il contatto fisico con i liquami secreti dagli zombie, impiegano le loro abilità superiori per indirizzare i morti viventi verso la Maga e Fulminatore, che li aspettano per disattivarli. La strage è a senso unico, ma solo perché Evolution ha compreso in fretta e bene come non affrontare gli insoliti nemici. Quelli che cadono al suolo, iniziano un processo di putrefazione rapida. I mutanti del dottor Occulto non stanno uccidendo detenuti evasi, bensì dei non morti pericolosi. Gli zombie che dovessero scappare dall'isola, sarebbero più difficili da rintracciare e sopprimere. Accertata l'impossibilità di invertire la necromanzia che ha trasformato i vivi in non morti, meglio spazzarli via dalla faccia della Terra. Forse gli zombie bramano la pace, forse no; ciò che è certo è che non sarà loro concesso di diffondere l'infezione. Maschera di Ferro decide allora di buttarsi nella mischia, ritenendo a torto che i suoi vecchi nemici di Evolution siano distratti e quindi più vulnerabili. Muovendosi in maniera sorprendentemente silenziosa, il pazzo corazzato si porta alla spalle di Fulminatore, che, ignaro, continua a sparare le sue scariche distruttive contro gli zombie. Maschera di Ferro potrebbe ferire a morte il mutante elettrico, senza preavvisarlo del suo attacco. Kong però se ne avvede, e compie un poderoso balzo, che lo porta alcuni metri sopra le teste della massa dei morti viventi. Il pazzo criminale viene allertato dai sensori della sua armatura, che nel contempo iniziano una manovra di disimpegno. Troppo tardi per resistere ad una valanga mutante che gli piove addosso, sbattendolo a terra. Maschera di Ferro non è ferito; per cui inizia subito a lanciare dardi avvelenati e dirompenti in tutte le direzioni. Kong li schiva, ma preferisce non avvicinarsi troppo al pericoloso nemico. Lo psicopatico coperto di metallo si troverebbe in effetti nelle condizioni di produrre dei danni, essendo gli altri di Evolution impegnati a massacrare quel che resta degli zombie. L'arrivo di Stritolatore rivela però un punto debole nel ragionamento di Maschera di Ferro. Il suo attacco è così veloce che l'armatura non riesce a reagire in tempo. Il serpentoide extraterrestre esercita con le sue possenti spire la massima pressione, per alcuni secondi; e il suo esoscheletro alieno evidenzia una superiorità tecnologica rispetto all'armatura di Maschera di Ferro. Stritolatore colpisce, con tutta la sua forza, per poi scivolare alla massima velocità fuori tiro. L'armatura del pazzo mascherato dispone di grandi capacità di rigenerazione, ma questa volta la battaglia per lui è terminata. Kong lo lascia perdere solo perché deve aiutare i suoi colleghi a ripulire la zona dai cadaveri ambulanti. A quanto pare però alcuni di loro sono riusciti a scappare, e sono arrivati in riva al mare. Alcuni fuorilegge, al soldo di Uglux, sono pronti a traghettarli in salvo dal massacro che avviene alle loro spalle. Il natante si stacca dalla riva, prendendo velocità. Gli zombie non sono particolarmente espressivi, neppure adesso che pare si siano evitati una brutta fine. Eppure qualcuno di loro mostra segni di agitazione quando dall'acqua del mare emerge una colossale creatura verde, che si pone in rotta di collisione con il natante. Dragonfire sembra una roccia minacciosa, in grado di spezzare con facilità la barca carica di morti viventi. Gli sgherri di Uglux provano a sparargli, ma le scaglie del drago di Evolution respingono con facilità le pallottole. Dragonfire afferra la prua del piccola natante, con le sue potentissime zampe. Le dita del drago affondano nel metallo, dilaniandolo. Subito l'acqua marina irrompe nella barca, riempiendola in brevissimo tempo. Gli zombie, che presumibilmente non respirano, non dovrebbero temere l'acqua, ma è anche vero che di solito non sanno nuotare. Silenziosi fino alla fine, scompaiono nelle profondità del mare. Giunti sul fondo, potrebbero anche provare a camminare, sennonché molti sono gli animali interessati ed in grado di divorarli, vivi o morti che siano. Dragonfire esce dall'acqua, tornando sull'isola; mentre passa loro accanto, afferra i due servi di Uglux, gli unici ancora vivi. Li solleva con facilità, e li scaglia lontano. Non annegheranno, ma al termine del volo che stanno compiendo li aspetta un doloroso impatto con il duro terreno dell'isola.
venerdì 5 agosto 2011
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