giovedì 25 agosto 2011

DEMOSURT_4° libro_149° episodio

La donna è giovane, bella, nonché direttrice di banca, ma il padre di sua figlia non vive più con loro. Capita infatti sempre più spesso che unioni, scaturite da decisioni frettolose, si dissolvano altrettanto frettolosamente, per palese incompatibilità. Quella sera, la signora in questione incontra un uomo in un bar, dove peraltro si era recata per rimorchiare; il giorno dopo si vedono a cena, e le pare di avere finalmente risolto il problema della solitudine che tanto le pesa. Continua ad essere una creatura frenetica e nevrotica, in tutto ciò che fa, ma non se ne cura più di tanto, giacché ritiene che nella società dei consumi tutti corrano. Essendo molto occupata con il suo lavoro, la donna rincasa tardi; il rapporto con la figlia, di otto anni ne risente, come prevedibile. Quando la figlia le racconta di aver visto persone strane, che da fuori guardano in casa, la donna risponde con la supponenza degli adulti, negando ogni credibilità ai fatti descritti dalla figlia. Considerare poco affidabili i bambini non favorisce l’instaurarsi della complicità auspicabile tra figli e genitori. Poi, quando iniziano a crescere, è inutile piangere sul latte versato. Inoltre, i bambini fortunatamente non sono tutti preda di allucinazioni, come lascerebbero viceversa ritenere molte affermazioni dei più sciocchi tra i genitori. La sera successiva, il telefono di casa squilla, ma chi ha chiamato si nega alla comunicazione. La donna, presumibilmente colta da un sospetto o da un impulso, si avvicina alla porta a vetri, che affaccia direttamente sul giardino. Improvvisamente però un uomo mascherato irrompe in casa, non ostacolato sulla serratura quasi inesistente. La donna e la figlia strillano, ma vivono in una casa isolata, in piena campagna; una scelta ecologica, pericolosa per taluni versi. Madre e figlia sono quindi sottoposte a minacce di morte, giacché questi sono banditi da quattro soldi; ma, proprio per questo, sono pericolosi. La donna non ha ancora capito che il tizio da lei rimorchiato al bar aveva congegnato un piano per arrivare proprio a questo punto. Se ne accorge, riconoscendolo dalla voce, nonostante lui non si sia tolto la maschera; ma è troppo tardi per recriminare. In breve, i tre delinquenti pretendono, minacciandole la figlia, che la direttrice di banca compia una rapina per loro conto, nell'istituto di credito dove lavora. La donna a questo punto commette l’errore di perdere il controllo ed aggredire, seppure verbalmente, i tre individui armati, che potrebbero facilmente uccidere sia lei, che la figlia. La situazione degenera, e Ferox, la donna leopardo, che, richiamata in loco dall'istinto o da una percezione più sottile, si trova su un albero, in giardino, fiuta un pesante odore di paura e di pazzia. Decide di non entrare nella casa, sebbene, con la sua velocità, sia quasi sicura di poter uccidere i tre delinquenti in pochi secondi. Lancia invece un piccolo sasso contro una finestra, ottenendo di attirare all’esterno le sue prede. La loro spavalderia li conduce in una trappola mortale. Puntano inutilmente le pistole in tutte le direzioni, ma i loro occhi non vedono al buio. Gli occhi di Ferox viceversa luccicano, come quelli di ogni felino, provocando uno dei tre teppisti, che le esplode contro l'intero caricatore della pistola. Tempo sprecato, dato che la mutante felina si è già mossa, con una velocità incomparabile. Potrebbe stenderli, senza impiegare gli artigli, ma uno di loro decide di tornare in casa, per rivalersi sulle sue vittime. Così facendo, sancisce la sua fine, ed anche quella degli altri due. Cinque artigli percorrono dolorosamente la sua schiena, ledendo profondamente le fasce muscolari della marmaglia umana. Il sangue scorre in abbondanza, ed il primo delinquente crolla al suolo agonizzante. Nel successivo balzo, la donna leopardo piove addosso agli altri due banditi, e dieci nuove ferite profonde si originano dai punti in cui le dita di ambedue le mani di Ferox raggiungono il bersaglio. A circa un miliardo di chilometri di distanza, mentre l’astronave dell'insettoide Zzaax si allontana da una piccola luna rocciosa di Saturno, i demoni sulfurei, detti demosurt, utilizzano i loro poteri magici per tracciarne la rotta, per poterla poi seguire in un secondo tempo. I demoni sulfurei di Saturno non sono infatti in grado di eguagliare la velocità sub-luce dei nemici, ma ci sono altri modi di dislocarsi attraverso lo spazio ed il tempo. Il velivolo spaziale di Zzaax, conosciuto come la Fluttuatrice tra i Mondi, sfrutta le correnti solari, mediante vele enormi che si dispiegano nel vuoto cosmico. All’interno del sistema solare è infatti poco funzionale superare la velocità della luce: si rischierebbe di impattare contro un pianeta, un satellite o un asteroide. Clara, Rebecca e Cyberdog, assistono, dagli oblò computerizzati dell’astronave, al viaggio verso la Terra. Le immense vele cosmiche, prodotto di una tecnologia superiore, attirano tutta la loro attenzione, e lo spettacolo delle stelle, incredibilmente luminose, è incomparabile. Lo scienziato insettoide Zzaax invece è concentrato nella conduzione dell’astronave, che richiede l’osservazione e la verifica costante di numerosi display, sui quali pulsano dati espressi da simboli alieni. Il prisma cosmico, trovato in una grotta su una piccola luna rocciosa di Saturno, galleggia al centro della sala comando del veicolo cosmico, e studia gli organismi, biologici e tecnomeccanici presenti. I pensieri del prisma cosmico sono imperscrutabili; ammesso che si possa utilizzare il termine riduttivo di “pensiero” per definire le elaborazioni di quell’entità senza tempo. Zzaax vuole riportare sul loro pianeta gli ospiti, che lo hanno assistito nell’ultima missione; ma non ha preso in considerazione che i demosurt possano attuare la loro inevitabile vendetta in tempi brevi. Quando la Fluttuatrice tra i Mondi passa accanto alla Luna, i demoni sulfurei di Saturno rilevano le circostanze favorevoli ad un salto spaziale, e lo realizzano. Un varco dimensionale si apre in una zona non lontana da Base Luna, dove i due reptoid e Drago Nero stazionano da quando i serpentoidi iniziarono il conflitto con Evolution ed i suoi alleati. Base Luna, essendo essa stessa dotata di consapevolezza, ha deciso da tempo con quale fazione allearsi, optando per Evolution. I serpentoidi, quindi, per il momento si limitano ad osservare il pianeta Terra, grazie alle loro strumentazioni superiori. Inoltre, Stritolatore e Sysform si aggirano tra i terrestri, analizzando criticamente i loro costumi arretrati, evitando nel contempo di scatenare le ire dei mutanti di Evolution e del drago alieno Dragonfire. In questo contesto, si inseriscono i demosurt, il cui solo desiderio è di riprendersi il prisma, sebbene non sia mai stato veramente in loro possesso. Trattandosi di alieni, abituati a spadroneggiare su lune praticamente disabitate, i demoni sulfurei non sono in grado di quantificare il pericolo che corrono attaccando Drago Nero. L’automa, massiccio come Dragonfire, è fermo all’esterno di Base Luna, in uno degli enormi crateri, prodotti da impatti avvenuti in un passato remotissimo. Drago Nero è illuminato dalla Terra, e lo si potrebbe confondere con una statua dedicata ad una divinità terrificante. Quando però i demosurt si avvicinano troppo a Drago Nero, i suoi sensori si attivano, inducendo il robot a chiedersi chi osi disturbarlo. Il cervello elettronico dell’automa senziente analizza i dati disponibili, deducendo che sia atto un nuovo attacco a Base Luna. I demosurt sono entità semi-gassose, che riescono ad avere la meglio contro i nemici grazie alla loro attitudine di invaderne le vie respiratorie. Un demosurt, che si presenta come una nube giallastra, densa e palpitante, scivola letteralmente intorno ed addosso a Drago Nero. Subito il malvagio aggressore cerca di localizzare l’accesso alle vie respiratorie di quel colosso coperto di metallo nero. Il punto è che Drago Nero è fatto di metallo, non ne è solo ricoperto. Non ha necessità di respirare, giacché non deve ossigenare il sangue che non ha. Drago Nero tuttavia constata come l’esposizione ai gas solforosi potrebbero alla lunga danneggiare anche un'armatura come la sua. Di conseguenza, colpisce il demosurt con un pugno che avrebbe sfondato un muro di cemento armato. Come era prevedibile, il demosurt non subisce alcun danno. Drago Nero è sorpreso lui stesso di avere posto in essere quella mossa da eroe dei fumetti. Si vede, dice tra sé, che a forza di frequentare Dragonfire ed Evolution, se ne assimilano alcuni comportamenti stravaganti. L’automa, mentre pensa agli amici che stanno sulla Terra, prova uno strano calore al centro del suo enorme petto. Dragonfire, a distanza di oltre trecentocinquantamila chilometri, volge lo sguardo verso la Luna, come se avesse percepito che qualcosa sta accadendo ad un suo amico. Frattanto la Fluttuatrice tra i Mondi scende sulla Terra, dopo avere ripiegato le sue immense vele spaziali. Ad attendere Cyberdog, Clara e Rebecca, ci sono i mutanti di Evolution, inviati in loco dal dottor Occulto. L’insettoide Zzaax accoglie con interesse i mutanti, avendone studiato le gesta. Kong, l’uomo bestia di Evolution, è il primo a farsi avanti, affascinato dalle meraviglie tecnologiche contenute nell’astronave. Il prisma cosmico brilla e pulsa, mentre si rivolge a tutti i presenti contemporaneamente. Ed ognuno di loro lo sente esprimersi in maniera diversa: con le parole più adatte. Così come ha fatto il dottor Occulto, anche il maligno Uglux ha monitorato l'arrivo sulla Terra di quell'oggetto di grande potere, che tutti iniziano a conoscere come il prisma cosmico. Grossi camion arrivano velocemente, per scaricare un numero impressionante di nuovi zombie. La Maga prende in consegna le ragazzine Rebecca e Clara; questa non è la loro lotta, mentre Evolution ed il drago non cercavano di meglio. Bisogna riconoscere ad Uglux ed a Maschera di Ferro una perseverazione pressoché incrollabile. Il mago mutaforma ed il pazzo corazzato si lanciano all'attacco, seguiti dai più lenti zombie. Uglux lancia un potente incantesimo di costrizione, che in qualche modo riesce ad interferire con i motori della Fluttuatrice tra i Mondi. Lo scienziato insettoide gradirebbe tornare alle sue faccende spaziali, non essendo in alcun modo interessato ai piccoli giochi di potere tra super-eroi e super-criminali. Finché l'astronave rimane a Terra, il pessimo duo può tentare di mettere le mani sul prisma; peraltro nessuno dei due ha idea di cosa si tratti, né i rischi che corrono cercando di prenderlo con la forza. Una torma di zombie, circa una decina, tenta un attacco concentrico ai danni di Dragonfire, che, immobile, aspetta che gli si accalchino addosso. Poi iniziano a morderlo, col solo risultato di rompersi i denti marci. Ferox schizza addosso a Uglux, che nel frattempo ha incrementato le sue dimensioni, assorbendo pietre e legno. Il mutaforma estroflette dalla sua mano artificiale alcune grosse lame feroci, che bramano di bere il sangue della mutante. Però avere in mano un coltello o una spada non basta, se non si sa come adoperarli. Uglux non ha semplicemente la velocità per contrapporsi alla donna leopardo. Fulminatore se la prende con Maschera di Ferro, la cui armatura regge decisamente bene contro le sue scariche elettriche ad alto potenziale. Evolution ha dimostrato numerosissime volte di saper lavorare come un gruppo di demolitori. Kong, colpisce a piedi uniti Maschera di Ferro, distratto da Fulminatore. La Maga, sebbene stia in disparte con le ragazzine e con il cagnolino cibernetico, coglie a sua volta di sorpresa Uglux, che perde per un attimo il controllo del suo incantesimo traente. L'astronave di Zzaax riprende istantaneamente vita, staccandosi dal suolo a velocità vertiginosa. Dragonfire sceglie quel momento per liberarsi di tutti gli zombie che gli gravano addosso. È chiaro che l'alieno di Evolution aveva intenzione di usare i morti viventi come proiettili; gli zombie non possono opporsi in alcun modo alla super-forza del drago, e volano contro Maschera di Ferro ed Uglux. Il pazzo corazzato subisce il terzo impatto nel giro di pochi minuti, ed il computer della sua armatura si sovraccarica per i troppi allarmi che si attivano. La coda del drago sibila terribilmente, giungendo infine a contatto con la dura scorza di Uglux, che sembra quasi esplodere. Ferox, per non imbrattarsi con le secrezioni purulente degli zombie, li colpisce con terrificanti unghiate alle gambe. La donna leopardo usa le mani ed i piedi, provvisti di ben venti pugnali di materiale corneo più duro dell'acciaio. Rebecca, in ossequio alla sua predisposizione licantropica, ulula un suo urlo di battaglia e di vittoria. Chiara ringrazia ancora una volta il suo tecno-ragno per averle donato una nuova vita, e si ripromette di partecipare presto alle battaglie di Evolution. Cyberdog, che ha già lottato a fianco di Ferox, vorrebbe lanciarsi nella mischia, ma poi decide di proteggere le sue nuove amiche. Alcuni zombie, tenuti di riserva dal fastidioso duo, entrano in azione, con la lentezza che è la loro caratteristica distintiva. I mutanti ed il drago osservano perplessi l'iniziativa disperata di Uglux e di Maschera di Ferro, che, nel frattempo, si sono rimessi in piedi. Il mago mutaforma pensa sia il caso di disimpegnarsi, ed anche Maschera di Ferro, che di solito cerca la rissa, ammette lo svantaggio di forze. Dieci zombie in più non hanno la minima possibilità contro il solo Dragonfire; figuriamoci quanto resisterebbero se dovessero lottare anche contro Evolution. Fulminatore si prepara ad eliminarli tutti, in un colpo solo, ma la Maga, analizzati psionicamente i nuovi arrivati, lancia l'allarme bomba. Agli zombie non importa di saltare in aria, tanto sono già morti. Meglio sparpagliarsi in una volta sola, che aspettare i topi. Le uniche che potrebbero subire danni dai kamikaze zombie sono le ragazzine Rebecca e Clara. Cyberdog dispone viceversa di numerosi talenti, per sottrarsi al piano di fuga di Maschera di Ferro ed Uglux. Intanto, i morti viventi si sono avvicinati fin troppo ai loro veri bersagli. Ma ecco che Dragonfire si allontana velocemente, a bordo del suo dragoncraft, con lui ci sono Rebecca, Clara e Cyberdog. Nel preciso istante della deflagrazione, Ferox e Kong impiegano le loro super-agilità per evitare le schegge delle granate ed i frammenti dei morti scoppiati. Fulminatore e la Maga invece proiettano in avanti le loro energie, elettriche e psicocinetiche, costruendo una barriera quasi invalicabile. Maschera di Ferro e Uglux tagliano la corda, ma Dragonfire ed Evolution sono ormai abituati alle loro uscite di scena di tipo fumettistico, con tanto di minacce di vario tipo.

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