Drago Nero allarga verso l’esterno le braccia possenti, costringendo il demone sulfureo a dissiparsi parzialmente. Il demosurt però non si è teletrasportato sulla Luna per giocare; per cui scatena tutto il suo potere corrosivo, ai danni dell’armatura del possente automa a forma di drago. Lo scontro si protrae da pochi minuti, ma pare che Drago Nero non abbia la possibilità di mettere a segno un solo colpo. Sbagliato, giacché il Drago Nero è in grado di scatenare una scarica di plasma infiammato, quasi pari alla super-fiamma di Dragonfire. Il demosurt colpito prende fuoco, provando un dolore forte ed inaspettato. Controllando al massimo le sue molecole, il demone si allontana velocemente da Drago Nero. L’alieno, proveniente dalle lune di Saturno, cerca disperatamente una fessura tra le rocce lunari, dove potersi rintanare. Riesce nel suo intento, ma solo perché Drago Nero non lo finisce con una seconda fiammata. La combustione ha scombinato molta della sostanza del demosurt, che rimane rintanato per rigenerarsi. Brak e Ssax, i due reptoid da tempo alleati di Dragonfire e Drago Nero, si avvicinano alla zona dello scontro. Così facendo, attirano l’attenzione di altri demosurt, che assalgono i draghi extraterrestri in tuta spaziale. Anche in questo caso, la strategia di invadere le vie respiratorie dei nemici con la propria sostanza solforosa, non funziona. Inoltre le tute spaziali dei reptoid emettono onde d’energia repellenti, che scoraggiano gli aggressori. Brak e Ssax comunicano per mezzo di una tecnologia che i terrestri devono ancora esplorare: una commistione tra telepatia e radio. Concordano all’istante di ricorrere ad una delle molte armi comprese nella loro dotazione. I demosurt subiscono gli effetti di un’energia alla quale non possono resistere, che però non mira ad allontanarli, quanto a segregarli. I demoni sulfurei delle lune di Saturno reagiscono con i loro poteri magici, ed una luminosità cangiante illumina una vasta area nei pressi di Base Luna. Lo scontro tra i reptoid ed i demosurt dura alcuni minuti, poi i tre draghi a guardia del nostro satellite verificano di avere catturato qualcosa; forse non un intero demone, ma una sua versione ridotta. In un grosso contenitore di vetro corazzato, alcuni litri di zolfo vivente si agitano ed urlano nel silenzio dello Spazio. Drago Nero, Brak e Ssax lo studiano attentamente, per programmare le mosse successive. Sulla Terra, nella sede di Evolution, la Maga e Navigatrice aiutano Nancy a sviluppare le sue abilità psioniche e magiche. L’esercizio consiste nel trovare Cyberdog, visto l’ultima volta al ritorno dalla sua avventura sulle lune di Saturno. Rintracciare qualcuno è un potere specifico della Navigatrice, che sovrintende l’esperimento. La Maga e Nancy proiettano i loro pensieri in tutte le direzioni, come fossero lame di luce. La Navigatrice visualizza i due distinti flussi, che, nella sua mente, assumono colorazioni differenti. La Maga emette energia più corposa, mentre Nancy, che è più giovane e meno esperta, è contraddistinta da un flusso in crescita, che necessita di essere disciplinato. Come onde, i pensieri delle due mutanti psioniche viaggiano attraverso la città, seguendo vie e vicoli, aggirando veicoli e persone. Cyberdog cammina sui tetti, assomigliando più ad un gatto che ad un cane. Le unghie retrattili, di un metallo simile al titanio, fornite dal suo Transformatron, gli consentono di camminare anche sulle pareti verticali. Ad un tratto, sente distintamente un lieve guaito, proveniente da un cassonetto. Il super-udito di Cyberdog isola quel suono tenue, che risulta appartenere ad un piccolo cane ferito. Cyberdog non ha problemi ad estrarre l’animaletto dalla sua prigione. Gli sembra di vedere se stesso, quando era rinchiuso in un canile, e prima ancora, quando lo prendevano a calci per strada. La Maga, nonostante la distanza, avverte il pessimo stato di salute del cagnolino. In breve, lei e Nancy giungono dove si trova Cyberdog, mentre la Navigatrice le visualizza da lontano. Sebbene la Maga sia più esperta nel combattimento, Nancy riserva ancora delle sorprese. La sua attitudine di guaritrice è il suo punto forte. Il cagnolino ferito, sicuramente abbandonato da un padrone indegno di far parte della razza umana, è corroso da una forma di morte individuabile da chi ne abbia il potere. Nancy può farlo, ma solo grazie all’apporto magico e psionico della Maga. Quella cosa nera pare un verme, ma è provvista di chele e tentacoli, che minacciano ferite oltre ogni possibilità di guarigione. Si agita, perché ha capito di essere finita in una rete energetica di potenza superiore. Trattandosi di una forma di morte, la cosa ributtante potrebbe essere distrutta, ma con un considerevole dispiego di forza vitale. Il dottor Occulto, capo di Evolution, raggiunge la mente delle sue adepte, per indicare loro la strada da seguire. Nancy avverte l’enorme potere e la conoscenza impressionante del mutante, ed è sempre più convinta di aver fatto bene a rimanere con quei super-eroi. La forma di morte ode le parole del dottor Occulto; ne comprende il significato, e pare sorridere. In fondo, in questo modo, l’equilibrio tra vita e morte verrà rispettato. Decine di chilometri sono poca cosa per il nero messaggero. Cerca e trova colui che ha picchiato ed abbandonato il cagnolino nel cassonetto. Una piccola dose di morte, che poco fa pervadeva una bestiolina di pochi chili, colpisce ed invade una massa decisamente superiore. L’umano avverte un brivido fatale, ma la forma di morte diluisce la sua azione. La cosa nera non è lì per uccidere, ma si riserva di corroderlo per mesi, se non per anni. Il tizio, che ha quasi ucciso un essere che si fidava di lui, inizia a capire cosa significhi soffrire veramente. Gli è andata bene ad incontrare la Maga e non Ferox, che, per sua natura, infligge ferite decisamente poco metafisiche. La donna leopardo però adesso deve occuparsi di altre questioni, visto che i demosurt sono arrivati sulla Terra, e stanno cercando proprio lei. Non è facile prendere di sorpresa una mutante provvista di super-sensi felini; oltre tutto, Ferox ha combattuto e vinto moltissime battaglie, ed è sempre pronta a ricominciare. I demoni sulfurei delle lune di Saturno hanno la consistenza e la puzza dei fumi di zolfo, per cui dovrebbero cercare di arrivare alle spalle della donna leopardo, evitando che l'odore li preceda. Invece il vento trasporta verso di lei le loro fetide esalazioni. Ferox li annusa prima di vederli, ma, nel giro di un secondo, li visualizza come se fosse giorno, giacché la sua percezione notturna è pari a quella di una belva della jungla o della savana. I demosurt sono arrivati sulla Terra, come prima avevano fatto con la Luna: la loro magia attiva varchi dimensionali, che saltano in un colpo solo milioni o miliardi di chilometri. Ferox si vede giungere addosso delle masse gassose, che promettono guai. La sua ferocia naturale non la rende avventata, né stupida; per cui non li attacca ad artigli snudati, avendo capito che nulla potrebbero contro quei nemici intangibili. Peraltro è sicura che loro sarebbero in grado di farle male, forse addirittura ucciderla. La donna leopardo si trova all’interno di un edificio, che stava perlustrando nel corso della sua ronda notturna. La prima cosa da fare è guadagnare l’uscita, giacché è certa che quelle masse di gas semovente non avrebbero problemi a saturare con il loro veleno tutta la cubatura di quei vasti locali. I demosurt sono riusciti a carpire i pensieri dei reptoid ed anche di Drago nero; i tre draghi non si sono accorti di questa penetrazione aliena, quindi non hanno tentato di opporsi. I demoni gassosi stanno cercando il prisma cosmico sulla Terra, ed intendono ottenerlo, sconfiggendo gli amici dei draghi con i quali si sono scontrati nei pressi di Base Luna. Sebbene non sia loro del tutto chiaro, i demosurt hanno parzialmente ricostruito il legame tra Evolution e Cyberdog: il piccolo quadrupede, che si era infilato in una fenditura su una luna rocciosa di Saturno, per appropriarsi del prisma cosmico, al ritorno sulla Terra, è stato accolto dai suoi amici mutanti. I demosurt sono molto antichi, forti, decisi e spietati, ma Ferox li sorprende con la sua velocità animalesca; nessuno di loro ha mai visto qualcosa di simile. La mutante non può permettersi di scivolare, o di sbagliare un salto; ma non si pone neppure il problema, poiché per lei la probabilità di sbagliare in combattimento si avvicina allo zero. Ferox non è presuntuosa: è una tra le migliori macchine biologiche conosciute. Esce come un missile da quella che poteva diventare una trappola mortale, e non ansima neppure. Ora aspetta che i demoni provino nuovamente ad attaccarla. Essendo tremendamente astuta, la donna felina non sottovaluta alcun nemico vivo, ma si chiede come farà ad ammazzare quelle bolle di gas mefitico. I membri di Evolution sono costantemente monitorati dal loro capo, il dottor Occulto, e dalla collega Navigatrice. Ecco perché Fulminatore accorre sollecitamente in aiuto di Ferox. Adesso gli equilibri di forza sono cambiati, poiché il mutante elettrico può bersagliare i nemici con le sue scariche energetiche. I lampi di energia concentrata attraversano la sostanza dei demosurt, senza provocare grossi danni. Anche se in realtà un minimo di contatto si verifica tra l’energia ed il gas, ed alcune molecole di quest’ultimo friggono, fumano e si carbonizzano. I demosurt dispongono di poteri magici, che adesso riversano contro Fulminatore e Ferox. Una specie di onda lenta ma pesante estende i suoi tentacoli verso Fulminatore, ancora intento a sperare le sue scariche energetiche contro i demoni sulfurei delle lune di Saturno. La donna leopardo comprende il pericolo, e solleva il collega sulle sue spalle, per allontanarlo più velocemente dalla zona pericolosa. La forza muscolare della donna leopardo è formidabile, ma è la sua agilità a sorprendere i nemici demoniaci. Quando Fulminatore torna con i piedi per terra, ha capito quale tipo di emissione si presti a danneggiare quei mostri. Invece di ricorrere a scariche perforanti, il mutante di Evolution proietta una serie di frequenze in grado di trasmettere una temperatura elevata. I corpi gassosi vengono così surriscaldati, perdendo consistenza. Sono loro in questa occasione a trarre vantaggio dal trovarsi all’aperto; giacché in un locale chiuso sarebbero stati distrutti o ridotti ai minimi termini. Invece si appiattiscono al suolo, scivolando via come mercurio. Cercano una via di fuga, che trovano nel circuito fognario. Ferox e Fulminatore comunicano al dottor Occulto che i demoni che li hanno attaccati potrebbero sbucare senza preavviso da qualunque scarico di lavandino. Kong abbandona il suo amato laboratorio, per intraprendere una missione di salvataggio. Decide di muoversi come un vero uomo bestia, superando con un solo balzo gigantesco gli abissi che si aprono tra i palazzi più alti. La Navigatrice lo guida verso Cyberdog, perché il cagnolino cibernetico è il bersaglio dei vendicativi demosurt. Il Transformatron non è peraltro facile da prendere di sorpresa, dati i numerosissimi sensori high tech di cui dispone. Il fumo giallastro, che fuoriesce da un tombino, scivola lungo i muri, come un serpente in caccia. Non riesce però a giungere a distanza di attacco, giacché Cyberdog schizza verso l'alto, propulso dai suoi muscoli esoscheletrati. Il fumo solforoso cambia forma, diventando un orrido e pericoloso monolite, dal quale si estroflettono tentacoli velocissimi. La velocità di Kong è però superiore; l'attacco del mutante sfonda il monolito, precipitando dall'alto. Poi, prima che l'alieno si riprenda, il mutante è già schizzato al secondo piano di un vicino edificio. Il super-cagnolino lo raggiunge, correndo su pareti verticali, grazie agli artigli forniti dal Transformatron. Come pronosticato, nel frattempo altri demosurt sono penetrati nell'edificio di Evolution, dove si trovano davanti la Maga e Nancy. Più propensi ad adoperare la forza bruta che la strategia militare, i demoni di gas non sospettano che nei paraggi possa trovarsi un altro nemico. Il lupo nero ne approfitta per attraversare con un balzo quel grosso banco di nebbia velenosa, disperdendola; ma non prima di avere ben sigillato bocca e narici. Gli occhi gli bruciano un po', ma i demosurt hanno perso il vantaggio della sorpresa. Il tocco taumaturgico di Nancy, che accorre accanto al suo lupo nero, compensa gli effetti nefasti del gas sulfureo. Il potere della Maga è invece più devastante, ed intende dimostrarlo contro quei nemici tanto infidi. Lei è sicura che una mente semisolida coordini quei corpi, che altrimenti si disperderebbero. I poteri psionici della mutante individuano infatti una rete neurale pressoché invisibile, che però esercita il suo potere su una grande quantità di molecole gassose. La Maga chiude gli occhi, per non lasciarsi distrarre dalla percezione dell'ordinario. Subito al suo cervello pervengono le immagine di quello che potrebbe sembrare soprannaturale. La spada mentale della mutante psionica sarebbe inutile, per cui afferra, con la forza della mente, le singole diramazioni neurali. Una ad una, artigliandole e bloccandole con manette ad alta energia. Quindi, immobilizzati i mostri, pervade quegli strani sistemi nervosi con la sua forza psichica, sommata a quella del lupo nero e di Nancy, che acconsentono a prestarle la loro vitalità. Non è chiaro se gli alieni siano componenti di un organismo più grande; ma resta il fatto che, per timore di collassare, ricorrono al teletrasporto per scappare. I demosurt, che cacciano Cyberdog, non sono però ancora sconfitti, e scivolano verso l'alto, per ucciderlo. Il colossale Dragonfire entra allora in scena, ma non ricorre alla sua super-fiamma, per non abbattere i vicini edifici abitati. Neppure lui può afferrare i demosurt, ma non intende farlo. Quando i mostri si accorgono di lui, è troppo tardi per evitare la punizione da lui comminata. Le enormi mani, verdi e scagliose, impattano l'una contro l'altra, producendo vibrazioni che frantumano le finestre fino a centinaia di metri di distanza. Kong e Cyberdog si chiudono le orecchie, per sopportare meglio l'onda d'urto. I demoni gassosi, invece pulsano orribilmente, in un crescendo spaventoso. Poi esplodono in tutte le direzioni. Di loro rimangono alcuni piccoli focolai sul terreno, ma anche quelli si disperdono in pochi secondi.
giovedì 1 settembre 2011
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