giovedì 15 settembre 2011

BASE EVOLUTION_4° libro_152° episodio

In un famoso film di fantascienza, abbiamo assistito al ritrovamento, in luoghi desertici in vari siti del pianeta, di navi ed aerei scomparsi decine di anni prima, nel triangolo delle Bermude. La narrazione filmica rivelava che gli autori della dislocazione di quelle migliaia di tonnellate di metallo erano extraterrestri, che alla fine favorirono un incontro ravvicinato con i nativi. Però, prima di giungere a tanto, gli alieni inviarono alle menti più sensibili un messaggio contenente una sequenza di cinque note: una specie di parola d'ordine. Così avvenne che sul luogo dell'appuntamento giunsero e si incontrarono i parenti degli umani rapiti da quella razza extraterrestre. La musichetta di cinque note passò alla storia del cinema. La nostra narrazione inizia con una di dette navi, poggiata sulle sabbie di un deserto assolato, e parzialmente immersa nelle dune medesime. Nessuna finzione cinematografica: i cammellieri l'hanno notata quando comparve come per magia, e da allora è rimasta lì. Si chiedono ancora quale forza possa avere sollevato dall’oceano quella nave, trasportandola in volo per migliaia di chilometri. Ma i cammellieri sono fatalisti per professione, e la comparsa improvvisa del vascello ha rafforzato la loro convinzione che i disegni divini siano imperscrutabili. Si tratta di una nave militare, che stazza non meno di tremila tonnellate, ma è priva di equipaggio umano. A bordo non ci sono scheletri o altri resti di degenerazione della materia vivente. Chiunque abbia spostato la nave ha fatto sparire completamente centinaia di persone. I misteri sulla faccia della Terra sono tantissimi, e c'è gente che ci ricama sopra, specie a quelli fasulli. Il gruppo mutante Evolution si occupa viceversa di misteri veri, lasciando ai chiacchieroni le false meraviglie. Evolution oggi viaggia a bordo di un velivolo multifunzione, progettato dall'uomo bestia Kong. La destinazione dei super eroi è la nave nel deserto. Le sofisticate strumentazioni degli alleati reptoid, che presidiano Base Luna, hanno individuato il vascello metallico in un posto dove, a rigor di logica, non dovrebbe stare. I reptoid hanno avvisato Evolution, suggerendo una verifica sul campo, subito disposta dal dottor Occulto. Non è difficile scorgere dall'alto quella massa di acciaio in mezzo alla sabbia, ma solo se si sa dove guardare. Il deserto è infatti sconfinato ed ingannevole, con le sue ombre in perenne movimento. Lo scienziato mutante Kong guida con perizia il suo velivolo in un atterraggio verticale. L'aereo multifunzione è attrezzato per accogliere Dragonfire, ed è lui il primo a scendere a terra. Lo seguono Ferox, Fulminatore, Maga e Kong. Ora si tratta di riuscire ad entrare nella nave abbandonata. Resistendo alla tentazione di farsi largo a pugni o con la super-fiamma nel metallo di una fiancata, Dragonfire si solleva in volo, grazie al suo dragoncraft. I quattro mutanti fanno altrettanto, per mezzo dei loro dispositivi antigravitazionali. Anche i craft volanti sono frutto della scienza dell'uomo bestia Kong, che ha realizzato questa singolare applicazione della tecnologia extraterrestre, studiando la navetta spaziale che condusse Dragonfire sulla Terra. I quattro mutanti iniziano ad esplorare il colosso metallico, addentrandosi nelle sue viscere. Il drago ovviamente non può fare altrettanto, essendo alto tre metri e pesante settecento chili. Dragonfire perlustra i ponti, raccogliendo informazioni sul cacciatorpediniere abbandonato. Ben quattro cannoni binati da 120 mm di diametro, altrettante mitragliere pesanti da quaranta millimetri, due postazioni antiaeree ad elevata velocità di fuoco, quattro lanciabombe di profondità, e due lanciasiluri. Il tutto probabilmente funzionante, come se le armi fossero appena state ingrassate e ricaricate. Nessun missile, né ponte d'atterraggio per elicotteri, quindi la nave dovrebbe avere sessanta o più anni. I quattro mutanti percorrono lunghi corridoi, salgono scale, aprono e chiudono portelloni. Il colosso dei mari inizia a parlare ad Evolution ed a Dragonfire. Loro di rimando pensano a come sarebbe bello trasferire la loro base operativa, dall'edificio in città alla nave nel deserto. Eviterebbero di dover continuare a pagare i danni causati dai loro continui scontri con i super-nemici, che sanno dove stanno di casa. Un cacciatorpediniere di tremila tonnellate, per di più pesantemente armato, si presta ottimamente a controbattere offensive terrestri ed anche quelle provenienti dal cielo. Inoltre il fatto di vivere in mezzo ad un deserto creerebbe difficoltà non trascurabili a chiunque volesse attaccare il super-gruppo. La Maga guarda negli occhi Ferox, e le due mutanti si capiscono al volo: sottoscrivono l'idea di colonizzare il vecchio cacciatorpediniere. Fulminatore e Kong, contestualmente, iniziano ad ipotizzare un utilizzo funzionale di molti degli spazi lasciati liberi da un equipaggio superiore alle cento unità. Quando Ferox, Fulminatore, Maga e Kong emergono dalla loro visita all'interno della nave da guerra, scoprono che Dragonfire sta già facendo pratica nell'uso dei cannoni. Un essere potente come Dragonfire apprezza la facilità di manovra e di puntamento di quelle armi micidiali. Le torri metalliche, che svettano nella parte centrale del vascello, permettono di spingere lo sguardo a grande distanza. Il radar, appena riattivato, inizia la sua rilevazione dello spazio circostante. Tra i cinque super-eroi, il drago alieno è il più esuberante, giacché adesso potrà muoversi liberalmente sui ponti ed in stive di grandi dimensioni. La giornata trascorre in fretta e la notte scende velocemente nel deserto. Il cielo, non perturbato da inquinamento luminoso, né dai gas di scarico, si popola di stelle difficilmente visibili da una città. I quattro mutanti non hanno problemi a trovare un alloggio per il pernottamento, mentre il drago rimane all'aperto, a gustarsi i profumi del deserto. Prima di addormentarsi, la Maga estende una rete di sensori psichici attorno alla nave. Riesce a percepire i movimenti che avvengono tra le sabbie: lucertole ed altri rettili, oltre ad una moltitudine di insetti ed aracnidi che escono dalle tane per cacciare. Poi, uno alla volta, rilassati come se fossero a casa propria, i mutanti di Evolution si arrendono al sonno ristoratore. E la nave da guerra racconta la sua storia. Vedono il capitano dare ordini agli altri ufficiali, per regolare la navigazione in base alle necessità belliche. I motori rispondono con efficienza, come docili destrieri, spingendo le migliaia di tonnellate di metallo ed il carico umano ad una velocità che solleva grandi onde, al passaggio della nave. Le eliche ruotano senza sobbalzi, convogliando la forza dei propulsori nell'acqua dell'oceano. La giornata dal punto di vista climatico è tra le migliori, ma la rotta impostata sta spostando il cacciatorpediniere verso un banco di nebbia. Il capitano, che in sogno racconta gli eventi ad Evolution, vorrebbe poter dire di avere allora percepito un'anomalia, ma non andò così. Nessuno a bordo poteva sospettare cosa si nascondesse in quelle nebbie dall'aspetto così ordinario. Kong si ricorda di aver letto molte storie del mare, con navi misteriosamente scomparse, in circostanze che potremmo definire normali. La visibilità si riduce sensibilmente, ma il radar mostra un mare sgombro da ostacoli; il sonar indica che il fondale è molto lontano dalla chiglia della nave. Tutto prosegue come previsto, finché il cacciatorpediniere raggiunge il centro del banco di nebbia. A questo punto, Ferox per prima avverte un allarme che non riesce a definire. Sebbene stia dormendo, estroflette i suoi artigli, ed i suoi muscoli si preparano a balzare. Giacché il viaggio onirico coinvolge i quattro mutanti, anche loro si materializzano sul ponte della nave da guerra, tra i marinai indaffarati, che non li notano. Spettatori di un evento risalente ad una settantina di anni prima, Fulminatore, Maga, Kong e Ferox si pongono istintivamente schiena contro schiena, per combattere contro un nemico invisibile, ma di cui tutti ormai percepiscono la presenza. Dragonfire non sta dormendo, ma il legame simbiotico che si è creato con i suoi amici e colleghi lo induce a volgere lo sguardo verso il basso, come se li potesse vedere attraverso l'acciaio della nave. Nel sogno, la nave si ferma; i motori sono stati avvolti da una cappa di oscurità, ed hanno cessato di pulsare. O meglio, chi dispone di super-sensi come Kong e Ferox, ode in estrema lontananza un lieve tintinnio di parti metalliche che si stanno arrestando. La nave da guerra prosegue per inerzia, smuovendo sempre meno acqua. I marinai della moderna unità da battaglia si scoprono preda di un terrore atavico, simile a quello che colse i loro colleghi nei secoli precedenti, che incapparono in banchi di nebbia soprannaturale, simili a questo. Fulminatore è il primo a scorgerla, ma il suo grido nasce soffocato, e perde velocemente consistenza. Ora la avvistano anche gli altri mutanti: una nave a vela, un trialberi, che passa accanto al cacciatorpediniere, in un silenzio quasi assoluto. I marinai della moderna nave da guerra si sporgono per vedere meglio, non credendo ai loro occhi. Dapprima sembra che sul vascello a vela non ci sia anima viva; poi però alcuni marinai individuano dei leggeri movimenti. La nebbia, che tutto avvolge, inganna anche gli occhi più acuti, ma si intuisce la presenza umana. Infine, quando il veliero è ormai quasi completamente transitato accanto al cacciatorpediniere, giungono dei suoni vagamente riconducibili a voci umane. Uscendo dalle volute di nebbia che ruotano sul ponte del veliero, alcuni spettrali personaggi si affacciano verso il colosso metallico che li sovrasta. Si direbbero a loro volta confusi e spaventati di quell'incontro, e, anche se riuscissero a far sentire la loro voce, probabilmente la loro lingua non sarebbe compresa da gran parte dei marinai del cacciatorpediniere. Il veliero è a sua volta appena entrato nel banco di nebbia soprannaturale, sebbene in un secolo differente. Prosegue verso la libertà, giacché il destino di quei marinai non è di fermarsi, ma solo di gettare l'occhio su quel mistero della natura. Narreranno molte storie su questo incontro, ed alcuni tra i lettori ci crederanno. Verranno scritti libri, o meglio: quei libri furono scritti secoli or sono. Brividi percorrono la schiena dei marinai del cacciatorpediniere. I possenti cannoni sono inutili contro la forza che li imbriglia. I mutanti di Evolution, che stanno ancora sognando, si sentono a loro volta inermi, sebbene siano grati al capitano del cacciatorpediniere per avere mostrato loro quei fatti tenebrosi. Ma la narrazione non è terminata. La nave da guerra, orgoglio della sua marina militare, riprende a muoversi. I motori sembrano emergere da grandi profondità, ma lentamente e con progressione ce la fanno. I marinai esultano, perché preferirebbero affrontare una battaglia in pieno oceano, piuttosto che rimanere prigionieri di quelle nebbie spaventose. La velocità della nave aumenta e diminuisce, mentre la rotta cambia senza alcun intervento umano. Inutile cercare di gestire il timone, poiché ogni strumentazione si rifiuta di rispondere agli addetti. Lo stato d'animo degli invisibili ed intangibili mutanti di Evolution è identico a quello dei marinai: un'inquietante attesa. In quella nebbia, il sole non penetra, ma è presente una luminosità diffusa che rende il paesaggio decisamente alieno. Sebbene durante i sogni non siamo sempre in grado di pensare con chiarezza, nella mente della Maga si accende una luce. La mutante psionica è la più avvezza a ciò che definiremmo occulto; ecco perché tocca a lei ricordarsi di Dragonfire. Lui, il drago alieno, avverte subito il pensiero dell'amica, e le chiede telepaticamente in quale modo si possa rendersi utile ad Evolution. Per raggiungere i suoi amici, Dragonfire deve dormire. Il colosso si sdraia sul ponte del cacciatorpediniere, e chiude gli occhi, dopo aver ammirato ancora una volta quella splendida volta stellata. Difficile quantificare il trascorrere del tempo occorrente per distaccarsi da questa realtà, per accedere a quell'altra, che ci avvolge come ci trovassimo nuovamente nell'utero materno. Come tutti i rettili, il drago è nato da un uovo, ma comprende benissimo la metafora. Quando compare nel sogno dei suoi colleghi, suscita la loro gioia, ma anche la preoccupazione che nessuno di loro possa tornare nella realtà che consideriamo tale. Adesso gli osservatori sono cinque, come rileva il capitano del cacciatorpediniere, che funge da narratore. La Maga però non crede che il suo ruolo e quello dei colleghi si esaurisca così. La Maga sospetta un trucco, ed avverte i suoi di tenersi pronti ad agire. In quel male spettrale, la nave si avvicina ad un'isola, sebbene a bordo si sia persa da tempo la sensazione di movimento. Analogamente, non si percepisce neppure l'attracco ad un molo che pare spuntato all'improvviso; tutto è molto strano, ma qui nulla è ciò che sembra. Evolution ed il drago sognano di fatti che avvennero una settantina di anni or sono; i marinai, pronti a rischiare il tutto per tutto, scendono a terra, dove iniziano a camminare verso l'interno dell'isola. Qualcosa suggerisce che di un'isola si tratti. La narrazione può dirsi conclusa, almeno per quel che riguarda l'equipaggio. Resta tuttavia da capire cosa abbia dislocato il cacciatorpediniere. I sensi della Maga le segnalano un allarme crescente, che non pare riconducibile a minacce presenti. Ora che Dragonfire è partecipe al sogno di Evolution, nella nostra realtà la nave non è più presidiata; sarebbe quindi il caso di rinviare a data da destinarsi il resto della storia. Il sogno però oppone resistenza, o forse si tratta della nebbia soprannaturale. Lo spettrale capitano non si è allontanato assieme ai suoi uomini, e sta osservando i mutanti ed il drago. Qualunque sia il suo ruolo, non si può dire che stia agevolando il ritorno dei super-eroi alla realtà. In più, con il passar del tempo, il sogno impone sempre più la sua legge, rallentando i processi mentali di quelli che ha rapito. Ferox, Kong, Fulminatore e la stessa Maga precipitano in un annebbiamento degli intenti. Tendono a dimenticare chi sono e perché sono lì. Dragonfire però è un alieno, membro di una possente razza di rettili. I suoi processi mentali non subiscono alcuna alterazione, e si prepara a sconfiggere l'ennesimo nemico, impiegando la sua arma più forte. Il drago apre le fauci verso il cielo che non si vede; quindi emette la super-fiamma. Il potere di Dragonfire è connaturato nella sua anima, quindi lo porta con sé anche quando si trova fuori dal proprio corpo. Colpita dal plasma caldissimo, la nebbia evapora istantaneamente. Dragonfire crea un turbine ascendente, che rende finalmente visibile un'enorme superficie di quel mondo. Così facendo, il drago dissipa l'incantesimo che aveva rapito lui ed Evolution. Il risveglio degli eroi avviene sotto le stelle del deserto, mentre un'enorme luna piena illumina la loro nuova base.

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