Farie partecipa alle missioni del super-gruppo K-Force, ma il suo posto rimane nel reame incantato che esiste su Akros solo per chi lo sa vedere. Il popolo delle fate è più antico degli umani, ed un tempo risiedeva nel loro stesso piano dell’esistenza. Poi gli umani rinnegarono le antiche divinità e tutta la mitologia correlata. In qualche modo questo disincanto fece del male alle fate, che decisero di spostare il loro reame oltre la soglia del visibile. Non lo fecero per paura, ma semplicemente perché non volevano più avere a che fare con una specie sempre più rumorosa e violenta. Farie sa che lo stesso avvenne sulla Terra, ma ha perso i contatti con quei lontani parenti. Il reame delle fate assomiglia a quello che i registi più bravi hanno ricostruito nei film che raccontano di un mondo antico, ma non troppo, nel quale elfi, nani e uomini collaboravano per combattere contro nemici demoniaci. Ruscelli spumeggianti, fiori, piante da frutto, piccole abitazioni disperse sulle pendici di lievi colline. Nel reame di Farie il clima è controllato dal potere magico delle fate. Potrebbero insegnare agli umani come fare, ma, conoscendoli, le fate sono sicure che ne risulterebbe solo caos, sopraffazione e guerra. Le fate, maschi e femmine, dispongono di un potere telepatico innato; grazie ad esso, vivono in simbiosi quasi perfetta. Farie ha incontrato una terrestre in possesso di un potere simile al suo: la mutante Maga, membro di Evolution. La fata non è al corrente della recente battaglia di Krom contro i morti viventi; né è stata informata dell’aiuto offerto da Dragonfire. I due possenti super-eroi hanno sbaragliato anche un gigantesco agglomerato di pezzi di non morto. Il fatto strano è che su Akros gli zombie non siano diffusi come sulla Terra. Qualcuno oggi ha però superato la barriera dimensionale, per attaccare con un esercito di morti viventi un mondo che non ha ancora sviluppato difese specifiche. Sulla Terra, da centinaia d’anni, se non addirittura migliaia, circolano leggende su zombie e simili. Finora l’influenza delle divinità del vudù non era riuscita a diffondersi attraverso le dimensioni. Farie non sa ancora che Uglux e Maschera di Ferro stanno preparando un attacco al suo reame fatato. Catturati dai demoni sulfurei di Saturno, i due malvagi pare abbiano trovato un’intesa con i loro catturatori. Uglux e Maschera di Ferro decidono di colpire Evolution attraverso i suoi alleati. In un obitorio, un tizio appena morto in un incidente automobilistico, viene pervaso da una finzione di vita. Le sue mani tremano, poi si sollevano verso il soffitto. Lo zombie posa a terra i piedi, e, con le gambe rigide, cammina verso l’uscita. Farà parte del nuovo esercito di invasione, diretto al reame fatato su Akros. Un inserviente non crede ai suoi occhi, quando vede arrivare quel morto con la testa quasi distrutta dall’impatto contro il parabrezza. L’inserviente, sebbene non sia un astuto pensatore, deduce velocemente che sia meglio farsi da parte. Non si pone problemi metafisici, e questo gli salva la vita. Un altro morto da poco si risveglia nella bara in cui è stato seppellito. La chiamata del vudù è tremenda; lui colpisce il legno con la forza dei dannati, fino a distruggersi le mani. Ma la bara regge, ignorando la frenesia dello zombie. Non sempre i morti risvegliati ce la fanno ad uscire dalle bare. Questo prova una frustrazione che sarebbe eccessiva anche per un vivo; poi lentamente la sua orrida energia innaturale sfuma, e la pace torna sul corpo devastato. Il potere che le divinità dell’oltretomba hanno prestato ai due sacerdoti super-criminali chiama a raccolta tutti quelli che sono morti da poco, perché sarebbe inutile invadere il reame delle fate con zombie già putrefatti. La marmaglia cadavere emette suoni che spaventano gli animali notturni in caccia. Tutti meno i gatti, che vivono la notte urbana in una maniera completamente aliena agli umani. I gatti della città, dove si trovava la sede di Evolution, cercano la loro amica Ferox, ma non la trovano. Nei paraggi però si aggirano Rebecca, la mutante licantropa, ed il suo gruppetto di amici chiassosi ed ululanti. Di solito i gatti ed i lupi mannari non vanno d’accordo, ma questa sera i primi si fanno avanti coraggiosamente. Rebecca frena gli amici, che quei gatti vorrebbero mangiarseli crudi. In una maniera imperscrutabile, la giovane para-umana comprende il messaggio che i gatti intendono comunicarle. Contenta di potersi rendere utile ad Evolution, Rebecca cerca di capire come raggiungere Ferox e soci. Su Akros, il portale, aperto dalla magia dei demosurt e dal potere del vudù, inizia a vomitare morti viventi. Si materializzano nei pressi del bosco incantato, dove vivono le fate. I morti semoventi non lo percepiscono come incantato, perché i loro sensi sono quasi completamente estinti. Neppure gli umani sarebbero in grado di visualizzare le meraviglie del popolo fatato, neppure se ci capitassero in mezzo. Agli umani è preclusa la vista, ma anche i suoni e gli odori di quel paradiso quasi antico come il mondo che lo ospita. Le guardie, che si occupano della sorveglianza dei confini del bosco, lanciano l’allarme. Giacché gli orridi nemici si avvicinano, i soldati del popolo fatato iniziano a scagliare i loro dardi. Studiati per bruciare la carne vivente, i proiettili lignei fanno del loro meglio per distruggere anche la carne morta. Nei punti colpiti dalle freccie, si levano fiammate e fuoriesce un fumo puzzolentissimo. Ma i morti viventi sopportano l’attacco degli arcieri meglio di come farebbero i troll, che sono molto più grossi. Qualche zombie perde un braccio, ma continua ad avanzare verso il bosco e nel suo interno. I morti viventi colpiti alle gambe, viceversa, subiscono una grossa penalizzazione. Strisciano, ma la loro pericolosità è molto contenuta. Incantesimi antichissimi entrano in azione, facendo sì che gli alberi abbattano le loro fronde massicce sui mostri, che però si rialzano quasi tutti, eccetto quelli con la schiena rotta. La torma orrida, proveniente dal portale, continua a riversarsi nella pianura, e di lì verso il bosco. I guerrieri del popolo fatato intensificano i lanci delle loro dardi. La magia insita nelle frecce penetra nei cadaveri, segue i nervi estinti, le ossa marcescenti, come se insetti a migliaia mangiassero tutto ciò che incontrano. Divorati dall’interno, gli zombie cadono in massa. Farie si avvicina alla zona degli scontri, per contribuire con i suoi poteri alla distruzione degli osceni attaccanti. La fata della K-Force ha già dimostrato in passato di saper controllare il potere del fuoco, ed ora, nei pressi del suo reame di nascita, proietta lingue di fiamma contro gli zombie rimasti. Il calore sviluppato pare in sintonia con lo stato d’animo di Farie: i bersagli bruciano velocemente, per poi esplodere dall’interno. Purtroppo la fata non conosce Uglux e Maschera di Ferro, giunti su Akros assieme alla legione di morti viventi. Maschera di Ferro, sfruttando i nuovi poteri mimetici della sua armatura, giunge alle spalle di Farie, bloccandole le mani. Uglux assorbe pietre e legno, per crescere a dismisura. Il popolo fatato spreca i suo dardi magici contro il corpo del mutaforma, che si limita ad assimilarli. Poi, avendo raggiunto una massa di alcune tonnellate, Uglux sfoga la sua super forza contro gli arcieri, percuotendoli e mettendoli in fuga. Sulla Terra, Rebecca ed i suoi amici giovani licantropi attraversano la città a bordo di un’auto scoperta. Ululano alla luna, sebbene non sia piena. I passanti credono si tratti di drogati, e si voltano dall’altra parte. Evolution dista migliaia di chilometri, quindi in auto Rebecca ed i suoi amici non hanno la minima possibilità di raggiungere la nuova base. Sul cacciatorpediniere, arenato nelle sabbie del deserto, la Maga si trova di guardia all’accesso al portale dei wormholes. Kong ha integrato il varco dimensionale con una strumentazione di alta tecnologia, in modo da poter studiare ed utilizzare al meglio il dono fornito dal prisma cosmico. La Maga scorge nelle profondità del varco dimensionale la licantropa Rebecca, che scorrazza attraverso la città. La Maga, assistita dall’amica telepate Nancy, indirizza la sua sonda mentale verso la ragazzina, per scoprire i motivi che la spingono. La Maga sospetta che il portale non agisca a caso: ha stabilito il contatto, assecondando il desiderio di Rebecca di prendere contatto con Evolution. Il wormhole estende i suoi tentacoli, fino ad avvolgere l’auto dei giovani licantropi. Nel giro di pochi secondi, la vettura accede al condotto di teletrasporto, che la trasferisce quasi istantaneamente nei pressi del cacciatorpediniere, nuova sede di Evolution. Rebecca e gli amici passano dal fresco notturno al caldo del pomeriggio. I loro occhi faticano ad abituarsi alla luce solare, ma hanno fretta di riferire ad Evolution quanto hanno scoperto. Ferox, la donna leopardo, decide di trasferirsi subito su Akros, per capire quale sia il pericolo che corre Farie. Ferox è velocissima ed agile, quindi si presta stupendamente all’attività di intelligence, che precederà un intervento più dirompente, da affidare presumibilmente a Dragonfire. La donna leopardo compare su Akros giusto in tempo per assistere alla cattura di Farie, da parte di Maschera di Ferro. Colta di sorpresa, la fata subisce una scarica elettrica, che scaturisce dall’armatura del pazzo corazzato. Ferox resiste all’impellenza di attaccare da sola, preferendo seguire i due super-criminali. Sa di essere monitorata dalla Maga, e sa che presto arriveranno i rinforzi. Così, sfruttando la naturale abilità dei grandi felini, ed utilizzando il suo super-olfatto, la mutante giunge al castello delle fate, nel bosco invaso dalle nuove truppe cadaveriche, giunte dalla Terra. Finalmente il portale, che riforniva Uglux e Maschera di Ferro della loro manovalanza termina di vomitare morti tornati ad una parvenza di vita. Evidentemente nella zona, dove il rituale di resurrezione è stato attivato, i morti trasformabili sono per il momento esauriti. Per impinguare le truppe dell'esercito di Uglux e Maschera di Ferro, sono stati cooptati anche cani, gatti, maiali e cavalli, rigorosamente morti ammazzati, quindi azzoppati, lesionati e non adatti al combattimento. Farie è prigioniera nella sua stessa dimora, ma i suoi guerrieri preparano un contrattacco. Ferox si colloca in agguato su una finestra a molti metri dal suolo, pronta a fare assaggiare i suoi artigli ai due famigerati adoratori del vudù. Gli zombie, umani ed animali, non possono percepire la presenza delle fate, tanto più in quel bosco. Arrivati in massa ad attaccar briga, quei fetidi ammassi stanno disgregandosi, attaccati da vermi e topi. Quando i guerrieri del popolo fatato attaccano, impugnando questa volta le lunghe lame a doppio taglio, i morti viventi non hanno il vantaggio della sorpresa. Ad ogni colpo, un arto semi-defunto perde contatto con il resto del corpo. Privi della guida di Uglux e di Maschera di Ferro, i loro putridi sgherri perdono letteralmente la testa. La battaglia, particolarmente silenziosa e con nessun spargimento di sangue, termina con una grossa ammucchiata di braccia, mani, piedi, gambe, tronchi e teste di zombie terrestri. Adesso le fate volgono la loro attenzione al castello, dove Farie è prigioniera dei due super-criminali. Forse i suoi super-sensi l'avvisano di ciò che è accaduto all'esercito dei morti, fatto facilmente a pezzi. Ferox decide di attaccare proprio in quel momento. Uglux, nella sua forma quasi umana è più vulnerabile di Maschera di Ferro; ecco perché Ferox aggredisce il mago mutaforma, con i suoi possenti artigli di mani e piedi. Sangue verdastro sgorga copioso, da una ventina di ferite, mentre il super-criminale soffre per lesioni che, somministrate ad un comune mortale sarebbero fatali. Maschera di Ferro si volta ad affrontare la donna leopardo, che gli soffia in faccia la sua sfida. Dragonfire emerge dal portale dei wormholes, suscitando timore e sorpresa nel popolo fatato. L'agitazione dura poco, visto che le fate sono a conoscenza dell'alleanza tra Farie ed Evolution. Il drago verde scruta, dall'alto dei suoi tre metri, l'ammucchiata di zombie. Qualcosa si agita ancora, e qualche mano si atteggia a ragno, cercando di scappare al destino che l'attende. Occhi giallastri si spalancano, in teste staccate dai corpi. Manifestando una sensibilità inaspettata, gli zombie ridotti in frantumi si agitano, in una oscena vibrazione cadaverica. Dragonfire sogghigna, mentre apre le fauci. Il fuoco divampa dentro e fuori di lui; erompe ad altissima temperatura, colpendo la montagna di carne ed ossa fetide. I topi scappano, poco prima che le fiamme raggiungano l'obiettivo; i vermi no, ed arrostiscono in una frazione di secondo. L'incendio divampa, ma è circoscritto dai poteri magici delle fate. Un lugubre lamento collettivo di morte si leva dal mucchio ribollente, ma dura poco. Rimane solo cenere incandescente: nulla di vino e neppure di non morto. Ferox balza verso Maschera di Ferro; lui istintivamente si ritrae, nonostante sia protetto dal durissimo metallo. Lei, la donna leopardo, lo colpisce con un doppio calcio, costringendolo ad indietreggiare. Poi Ferox raggiunge Farie, che si trova confinata in una sorta di circolo magico. La mutante felina non entra nel circolo, sapendo di poter essere ferita dalle forze magiche. Abbatte viceversa uno dei quattro sostegni, su cui poggiano le candele nere, realizzate con grasso e sangue di neonato. I poteri magici di Farie tornano a lei, infiammandola di ira e forza distruttiva. Avendo un conto in sospeso con Maschera di Ferro, gli somministra una dose massiccia del suo potere elementale. L'armatura, in grado di reggere possenti impatti, è impreparata contro gli attacchi di magia naturale, quindi inizia a creparsi. Dragonfire entra nel salone, dove è in atto lo scontro tra super-eroine e super criminali. Colpisce subito Uglux con la sua possente coda. Il mutaforma è scagliato attraverso la parete di pietra del castello, riportando serie contusioni. Uglux, avvolto in una nube di dolore, teme che questa volta il drago intenda farla finita con lui. Gli artigli di Ferox infieriscono su Maschera di Ferro, incidendo profondamente l'armatura lesionata da Farie. Finalmente la donna leopardo vede il colore del sangue del vecchio nemico di Evolution, ed è rosso. Uglux atterra duramente, ed impiega il potere residuo per ricostruire il suo corpo distrutto, ma Dragonfire sta arrivando per lui. A questo punto, i demoni sulfurei di Saturno, che avevano favorito l'accesso dei due adepti del vudù ad Akros, riaprono il loro portale magico, recuperando quel che resta di loro. Maschera di Ferro ed Uglux hanno guidato un esercito numeroso e letale, attaccando presuntuosamente il reame delle fate. Ora tornano sulla Terra, con la coda tra le gambe, e tante ferite da rimarginare, nel corpo e nello spirito.
giovedì 20 ottobre 2011
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