Anche su Akros, pianeta illuminato da due soli, ci sono i rapinatori di banche. Una banda di quattro individui, armati di pistole mitragliatrici, entra in un istituto di credito, per arraffare tutto il contante che sarà in grado di portare via. I clienti rischiano di fare una brutta fine, perché la marmaglia appare pesantemente drogata. I cassieri capiscono di non dover opporre resistenza, e di non dover reagire in alcun modo alle aggressioni verbali. I quattro banditi si preparano ad uscire dalla banca, anticipando l’arrivo della polizia. Un quinto complice interviene con un pesante camion, che, in retromarcia, entra nel vasto locale, abbattendo il vetro corazzato. Adesso è più facile portare via centinaia di chili di banconote di vario taglio. Il camion riparte quasi sgommando, con a bordo i cinque euforici banditi. Corre a folle velocità per le strade della città, inducendo gli automobilisti a scansarsi, per evitare un rischiosissimo frontale. I cinque tizi sono quasi sicuri di avere gabbato la polizia, anche perché, dall’altra parte della città, il sesto ed ultimo complice ha appena fatto esplodere un auto bomba, per depistare le forze dell’ordine. Vestito di verde sgargiante, Dardo Assassino segue con lo sguardo il camion in fuga. L’arciere, che si trova in cima ad un edificio di dieci piani estrae una delle sue frecce dalla faretra, poi, con un movimento velocissimo, scocca il dardo, senza apparentemente aver mirato. Dardo Assassino è un mutante, che, fin da ragazzino, ha scoperto di avere un’abilità quasi soprannaturale con l’ arco e le frecce. Il suo super-potere innato consiste nel rapporto psichico con i dardi che scaglia. Questo, ad esempio, ha già raggiunto il camion in fuga, seguendolo meglio di come farebbe un falcone con una preda. Si direbbe in effetti che la freccia stia fiutando una pista, perché cambia continuamente direzione, per schivare gli ostacoli. Sembra un missile teleguidato, ma la freccia di Dardo Assassino è apparentemente fatta di semplice legno. Il mutante dirige, con il potere della sua mente, il suo proiettile piumato, che senza difficoltà colpisce il fianco di una delle ruote anteriori del camion in fuga. Sebbene proceda ad altissima velocità, il copertone non può opporsi all'impatto, che lo sfonda, producendo una immediata fuoriuscita di aria. L’autista rischia di perdere il controllo del mezzo, che sbanda, piegandosi verso la ruota colpita. Segue lo scontro rumorosissimo contro quattro o cinque auto in sosta. I delinquenti scendono dal camion inutilizzabile; sono feriti, ma impugnano le armi, decisi a vendere cara la pelle. La velocissima Drexx piomba loro addosso senza alcun preavviso. Impugna un manganello di semplice legno, ma percuote i criminali centinaia di volte, abbattendoli al suolo, prima che uno solo di loro riesca ad esplodere un solo colpo d’arma da fuoco. Buon per loro che Dardo Assassino non abbia ritenuto necessario intervenire: non si sarebbero più sollevati da terra. Drexx è contenta di poter fare esercizio, e si volta per ringraziare il collega super-eroe, ma Dardo Assassino è semplicemente scomparso. Sulla Terra, Kong sta inseguendo un pericoloso dinamitardo. Il losco figuro ha già fatto saltare in aria numerose auto in sosta, mediante congegni ad orologeria. Non si tratta di un integralista religioso, bensì di un criminale drogato, alla ricerca di emozioni forti. Dal punto di vista dell'uomo bestia di Evolution, nulla cambia; occorre impedirgli di nuocere agli innocenti passanti. Il dinamitardo si rende conto che una borsa o uno zaino potrebbero dare nell'occhio, per cui utilizza esplosivi concentrati, che trasporta nelle tasche del cappotto. Kong, nonostante la mole è agilissimo, e potrebbe saltare da un tetto all'altro, ma segue il delinquente dall'alto, volando a bordo del suo craft antigravitazionale. L’uomo bestia rimane sospeso in aria, in attesa che la sua preda giri l’angolo. Il tizio si guarda attorno, sicuro di non essere seguito; anche se guardasse in alto, non vedrebbe Kong, che, anticipando le sue mosse, ha nuovamente cambiato posizione. Fare saltare in aria un’auto è relativamente facile, se si somma la forza dirompente dell’esplosivo al contenuto infiammabile del serbatoio. Un dispositivo a tempo darà al dinamitardo il tempo necessario ad allontanarsi. Giunto a poche strade di distanza, si ferma ad ascoltare l’esplosione, che puntualmente si verifica. Il delinquente è felice, e prosegue nel suo piano. Kong, sceso velocemente a terra, ha però, prima dello scoppio, scollegato l’esplosivo dalla vettura. L'ordigno è deflagrato in mezzo alla strada, con danni contenuti alle auto in sosta. L’uomo bestia di Evolution ha volutamente assecondato in parte l’azione criminale, affinché il tizio passasse ad un livello successivo. Kong è infatti sicuro che l’auto esplosa fosse un diversivo. Adesso il dinamitardo è contento che la polizia sia accorsa in quella parte della città; così lui ritiene di potere agire indisturbato altrove. Kong, volando sul suo craft antigravitazionale, segue il suo bersaglio, che viaggia a bordo di una veloce vettura. Giunto nei pressi di una centrale elettrica, il dinamitardo penetra al suo interno, dopo avere aperto una porta secondaria. Kong scende a terra, e spedisce il craft telecomandato a galleggiare ad una quota preordinata; lo chiamerà dopo avere concluso la missione. Il delinquente raggiunge indisturbato una sala comandi non presidiata; di certo ha studiato per tempo le abitudini del personale. Kong, prima di intervenire, studia il teppista che armeggia con diversi dispositivi. A questo punto irrompe nella sala, costringendolo a prestargli tutta l’attenzione. Purtroppo il timer è già partito, e l’uomo bestia è costretto a lasciare scappare il dinamitardo. La cosa più importante da fare è infatti di disinnescare una bomba, che potrebbe scatenare una reazione a catena nell’intera centrale elettrica. Lo psicopatico scappa a gambe levate, sperando di sfuggire a quella bestia micidiale. L’arrivo di Kong è un imprevisto da non sottovalutare, ma lui dovrà mostrare una grande abilità, per impedire o circoscrivere lo scoppio. Kong è uno scienziato, e con la sua disciplina mentale si dedica subito alla soluzione del problema, dimenticando quasi completamente il pazzo criminale che sta scappando. La concentrazione dell’uomo bestia è tale che non si accorge subito di essere stato raggiunto nella centrale elettrica da Dragonfire. Accoglie tuttavia con sollievo l’arrivo del possente alieno; ma ora occorre agire più con destrezza che con la forza bruta. L’ordigno è però più complicato di quel che sembra, e resiste al tentativo di disinnescarlo. Kong strappa alcuni cavi, ma il conto alla rovescia rallenta, invece di fermarsi. Dragonfire prende in mano la situazione, nel senso che, afferrata la bomba, si precipita all’esterno. La porta d’uscita è chiusa, ma nulla può contro la massa in movimento del drago. La deflagrazione avviene prima che l’alieno riesca a scagliare lontano un ordigno studiato per abbattere acciaio e pilastri di cemento armato. Quando la polvere sollevata torna a posarsi, Dragonfire appare pressoché indenne, al centro di un alone di distruzione che ha frantumato parte della pavimentazione di pietra. Dislocato senza preavviso da Akros sulla Terra, Dardo Assassino vede Kong balzare via a grande velocità, intenzionato a raggiungere il pericoloso delinquente. Dardo Assassino decide di agire in un frazione di secondo, specie perché nota che l’umano si prepara a lanciare una granata addosso a Kong. L’uomo bestia non è invulnerabile come Dragonfire, ed entrambi sono alleati della K-Force. Dardo Assassino per il momento non si chiede come sia giunto sulla Terra. Incocca una delle sue frecce, e la scaglia verso la sua preda. Guidato dal potere mentale del mutante di Akros, il dardo adatta a perfeziona la sua traiettoria. Il dinamitardo si appresta a lanciare la granata, ma la velocissima freccia lo raggiunge, lo aggira ed entrando dalla schiena gli attraversa il cuore. La granata sfugge dalla mano morente del criminale, e tocca il suolo, rimbalzando più volte. Kong frena il suo impeto, schizzando verso l'alto, per sfuggire all'esplosione. La deflagrazione riduce in frammenti le ossa, i muscoli, le interiora del dinamitardo, spargendo in giro sangue e feccia varia. Lontanissima da lì, Nancy, la telepate nata nel medioevo, cammina nel deserto, affiancata dal suo lupo nero. Il cacciatorpediniere arenato nelle sabbie, nuova base di Evolution, dista parecchi chilometri, ma si vede ancora bene, attraverso l'aria tersa. Nancy esplora alcune rovine, la cui presenza ha percepito tramite i suoi particolari doni mutanti. La sua mente raccoglie sensazioni ed informazioni dall'ambiente apparentemente inospitale. In realtà, per chi sia in grado di sentire, molte sono le voci ed i racconti diffusi dalle consapevolezze dei piccoli animali delle sabbie. Rettili e scorpioni tramandano, nelle loro menti collettive, leggende di un passato lontano, nel quale bipedi umani costruirono edifici in pietra. Il lupo nero, che è una sorta di demone legato al potere della magia naturale, fiuta l'aria, assorbendo a sua volta conoscenze latenti. Nancy avverte la presenza di un locale sotterraneo, pressoché invisibile dall'esterno. Potrebbe cercare l'aiuto dei suoi amici di Evolution, ma preferisce mettere alla prova i suoi talenti telecinetici. La sabbia, per effetto dell'energia della mutante, si muove, scoprendo la sottostante pietra. Adesso però Nancy deve concentrare al massimo la sua forza, giacché la pietra pesa decisamente di più. Lentamente la sposta, aiutata dal lupo nero, che adopera le sue grosse zampe per spingere la lastra. Nancy si ferma a prendere fiato, prima di accedere alla cavità, che riceve aria e luce per la prima volta dopo secoli di chiusura. Il punto è che aria e luce stanno risvegliando qualcosa che dovrebbe continuare a dormire. Una forza spirituale maligna, imprigionata con grande sforzo da antichi stregoni, inizia ad odorare la vita, e desidera assorbirla. Il lupo nero percepisce il pericolo imminente, quando il pelo gli si rizza sulla schiena, ed emette un sordo brontolio di allarme. Nancy ha fatto sempre attenzione ai messaggi del suo amico a quattro zampe. Proprio grazie all'attenzione prestata, la mutante è ancora viva, sebbene sia stata dislocata in un tempo decisamente posteriore a quello della sua nascita. Quando venne segregata, l'immonda creatura nella cripta aveva posseduto il corpo di un grande guerriero, rifiutandosi di abbandonarlo. Adesso il grande scheletro, coperto di muscoli e tendini rinsecchiti e trasformati dal tempo e dalla magia, scricchiola mentre inizia a muoversi. Sul cacciatorpediniere, base di Evolution, la Maga percepisce il pericolo imminente, ai danni di Nancy e del lupo nero. In risposta alla tacita richiesta di aiuto, un portale di wormholes si apre di fronte a Dardo Assassino, ed una voce nella sua testa lo incita ad intervenire per perseverare la sua battaglia contro le forze del male. Dardo Assassino, che da sempre ha una predilezione per le sfide più ardite, accetta, entra nel varco spazio-temporale e scompare dalla vista di Kong e Dragonfire. In un battito di ciglia riemerge nel medesimo stato dell'esistenza, ma a migliaia di chilometri di distanza, nel deserto. Nancy ed il suo lupo sono appena entrati nella tomba; Dardo Assassino sente di dover intervenire velocemente. La mutante proveniente dal medioevo è sempre stata più orientata verso le guarigioni, che verso le uccisioni. Gli altri mutanti di Evolution sono tutti più attrezzati di lei, in tal senso, ma nessuno di loro è lì con lei. Il lupo nero è però pronto ad azzannare quel gigantesco morto vivente, che scruta i due nuovi arrivati con occhi di brace. Lo spirito maligno, che ancora possiede quell'antico corpo, esulta, giacché ora potrà abbandonare le spoglie alla loro consunzione. Lupo nero attacca, mordendo a fondo un polpaccio del mostro scheletrico; si ode uno scricchiolio di ossa incrinate, ma il morto semovente non avverte dolore. Risponde subito all'attacco, colpendo ferocemente il lupo nero. Solo la sua natura di demone naturale salva l'amico di Nancy da gravi ferite. Il dolore però lo induce per il momento a ritirarsi. La telepate tenta allora di invadere la mente del mostro, con la massima pressione telecinetica da lei esercitabile. Nancy commette l'errore dei principianti; quello stesso errore che mise in pericolo La Maga nelle sue prime battaglie: entrando nella mente del non morto si apre ad essa. Immagini infernali assalgono la mutante: mostruosità dotate di tentacoli e chele cercano di divorarla, serpenti la avvinghiano per stritolarla, magma incandescente la assale dal basso. Il lupo nero, nonostante sia ancora dolorante, sferra un nuovo assalto al non morto. Ma questa volta non commette l'errore di lasciarsi colpire o afferrare. Il canide demoniaco afferra un braccio dell'avversario; poi, sfruttando la forza del salto, glielo disarticola dalla spalla. È come combattere con una macchina, che non prova dolore, e deve essere abbattuta un pezzo alla volta. L'attenzione dello spirito maligno inevitabilmente perde contatto con Nancy, che, raccogliendo le forze, usa la telecinesi per colpire ed abbattere il mostro, che finalmente rovina al suolo. Adesso però lei ed il lupo nero sono indeboliti, ed accetterebbero l'aiuto di chiunque. Se non altro per portare lo scontro all'esterno, dove c'è più spazio di manovra, che non in quella tetra ed oscura cripta. Dardo Assassino, calatosi nella fossa, incontra il non morto, che lo sovrasta minacciosamente. Il mutante di Akros schiva agilmente il goffo attacco, che il cadavere inquieto realizza con il braccio rimastogli. Dardo Assassino deve guadagnare spazio, per poter scoccare. Non essendocene a sufficienza nella cripta, balza sulla schiena del lupo nero, utilizzandola come un trampolino. L'iniziativa stupisce tutti, gli amici ed il nemico. Sembra infatti che il super-eroe vestito di verde sia scappato, in preda alla paura. Nancy ed il lupo nero però non possono fare altrettanto, dato che il mostro taglia loro la strada. In superficie, Dardo Assassino afferra dalla faretra una delle sue frecce, e le parla in un linguaggio di suoni che non paiono provenire da corde vocali umane. Scocca quindi il suo proiettile ligneo verso l'alto, come se dovesse colpire un volatile. La freccia però inizia a volare per conto suo, avvitandosi nell'aria; poi si tuffa attraverso il buco nel terreno. Un suono sibilante annuncia, nella cripta, l'arrivo della seconda e definitiva morte per il non morto. Il dardo sfiora il pavimento della cripta, poi si impenna e sale come un missile. In una frazione di secondo, attraversa la mandibola dell'essere scheletrico, penetrando a fondo il cervello putrescente. La freccia incantata inizia subito a diffondere un veleno immateriale, che esorcizza lo spirito maligno. Non potendo più rimanere in quel cervello, che inizia a trasformarsi in polvere, la manifestazione del male vola via, alla ricerca di una fessura ove rintanarsi. La trova e si precipita lontano dalla luce, cercando una qualsiasi forma di vita da possedere, per non soccombere completamente all'oblio. Prima che lo scheletro cada completamente a pezzi, l'antico guerriero, liberato dopo secoli dal male, solleva quello che resta della sua mano, in un segno di ringraziamento e di commiato.
mercoledì 26 ottobre 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento