venerdì 4 novembre 2011

CLARA ed il TECNORAGNO_5° libro_159° episodio

Quando Clara rientra in classe, i compagni non possono fare a meno di bisbigliare tra loro, visto che si era sparsa la voce che fosse prossima a morire, a causa di una gravissima malattia. Chi la visitò in ospedale, la vide magra e quasi irriconoscibile; però Clara non perse mai la voglia di vivere. Per questo, il Tecnoragno entrò in simbiosi con lei, distruggendo tutte le cellule deviate, che stavano cospirando per ucciderla. Adesso Clara deve fingere di non sapere ciò che avvenne. Né potrebbe raccontare, neppure alla sua migliore amica, che il simbionte di metallo vivente vive dentro di lei. Sua madre e suo padre forse adesso credono ai miracoli; certo non sarebbero contenti se sapessero del suo recente viaggio fino alle lune di Saturno, a bordo di un'astronave extraterrestre. Clara è una ragazzina molto sveglia, non ancora offuscata dalla cosiddetta “normalità”. Il Tecnoragno che è in lei le parla, raccontandole come vede il mondo. Questo alieno biomeccanico è ancora relativamente giovane, giacché nacque per gemmazione dal Transformatron di Cyberdog alcuni minuti prima di entrare in lei e guarirla, trasformandola. Clara si rende conto di poter seguire agevolmente le lezioni di qualunque materia scolastica, senza sforzarsi troppo. In fondo, il Tecnoragno presta attenzione al suo posto, perché è molto curioso di conoscere quel che gli umani considerano scienza. Lui è una macchina vivente: una cosa che gli umani cercano affannosamente di costruire, senza avvicinarsi minimamente alla soluzione del problema. Da ciò che ha capito di questa razza di bipedi, il Tecnoragno ritiene sia meglio così: macchine viventi assemblate da creature così violente produrrebbero solo grossi guai. Clara vorrebbe combattere assieme ai mutanti di Evolution ed al drago verde, Dragonfire. Però, per il momento, è ancora troppo piccola; così le hanno detto quegli adulti dotati di mirabolanti poteri. Forse, pensa Clara, se si mettesse d’accordo con la lupachiotta Rebecca, potrebbero formare un duo di super-ragazzine, e girare per la città a combattere i cattivi. Rebecca gironzola già assieme ai suoi coetanei licantropi, specie di notte, a bordo di un’auto scoperta. A Clara dispiace ammettere che i suoi genitori non sarebbero contenti se raccontasse loro di voler frequentare dei licantropi; neppure se li rassicurasse dicendo che sono dei ragazzini quasi normali. Quasi. Di solito non si trasformano in esseri pelosi, con zanne, orecchie lunghe e code, ma corrono nei boschi per tutta la notte. No, i suoi genitori non capirebbero, ma il Tecnoragno la aiuterebbe a star loro dietro. Clara deve seguire le lezioni scolastiche, rimandando per il momento i sogni che derivano dai suoi nuovi poteri. Durante la ricreazione, Clara si affaccia ad una finestra della scuola, perché il Tecnoragno l’ha avvisata dell’arrivo di Cyberdog. Il cagnolino cibernetico, trasformato in quel che è dal Transformatron, scala facilmente il muro liscio, fino al terzo piano. Grazie ai dispositivi del suo simbionte biomeccanico, Cyberdog si è reso pressoché invisibile a chiunque decidesse di alzare lo sguardo. Transformatron dissimula il cagnolino cibernetico con una proiezione olografica, che replica il muro della scuola. Il Tecnoragno è figlio del Transformatron, nel senso che da lui ha preso sostanza. Le due macchine viventi si incontrano e parlano a loro modo, scambiandosi i molti dati raccolti. Clara accarezza Cyberdog, che con lei ha viaggiato a velocità sub- luce fino alle lune di Saturno. La ragazzina deve ancora abituarsi al suo nuovo stato, ed ha bisogno di amici che la capiscano. Su un altro piano dell’esistenza, esseri pressoché inimmaginabili dalla mente umana, osservano ciò che avviene sulla Terra. Questi fantasmi giungono a noi quando ci muoviamo nel reame del sogno. Non attaccano direttamente chi dorma un sonno non indotto da droghe o incantesimi. Cercano piuttosto di condizionare in modo estremamente sottile la vita che si svolge durante la veglia. Quando Clara si addormenta, entità subdole e striscianti iniziano a seguirla modificando in maniera sottile il suo sogno. I mostri nebulosi sono particolarmente incuriositi dal Tecnoragno, la cui natura esula finanche dalla loro conoscenza millenaria. Clara cammina tranquilla nel suo sogno; si dice che le immagini oniriche rispecchino la serenità dell’anima, o i suoi turbamenti. La ragazzina vede attorno a sé erba, alberi ed animaletti di tutti i tipi che le sorridono. Le malvagie creature nebulose attuano allora il loro attacco, scatenando contro Clara l’immagine della morte a cui lei è sfuggita grazie al Tecnoragno. I brutti ricordi fanno in fretta a tornare ad assillarci, e così avviene. La ragazzina si avvicinò troppo alla morte, per non rammentare ora di averla visualizzata incombente ed inesorabile. Scappa, ma il sogno la rallenta, neutralizzando l’agilità superiore che Clara ha acquisito grazie alla simbiosi con l’alieno di metallo vivente. Il Tecnoragno è vincolato al corpo fisico di Clara, non alla sua immaginazione. Adesso però nota variazioni nei parametri vitali della sua protetta, e decide di tentare di entrare in un reame a lui sconosciuto. Gli organismi biomeccanici non sognano come gli organismi biologici. Forse lo fanno in maniera diversa, forse no. Il Tecnoragno è piccolissimo di fronte al gigantesco spettro della morte, che assomiglia ad uno scheletro armato di falce, ed ammantato di nero. L’alieno è perplesso, giacché per lui quella specie di ologramma è privo di consistenza, quindi di pericolosità. Decide però di attaccarlo, per difendere la sanità mentale di Chiara. Il Tecnoragno, costruito con un metallo vivente più duro del titanio, potrebbe inoculare sostanze letali con un brevissimo contatto. Sfortunatamente questa immagine della morte è un vero fantasma. L’alieno non intende però lasciare che la sua amica continui a subire l’aggressione. Essendo lui stesso un sofisticatissimo cervello elettronico, il Tecnoragno si chiede chi detenga il potere a lui negato. In una frazione di secondo, risolve il problema: certamente i mutanti di Evolution potranno fornire la risposta al quesito. Pervenendo alla base di Evolution, attraverso i computer di bordo, l’alieno trova chi possiede il potere necessario e la capacità di usarlo. La Navigatrice è in grado di tracciare chiunque sulla Terra, ed evidentemente anche oltre. Infatti, lavorando in team con la Maga, ottiene le coordinate cosmiche del piano dell’esistenza ove si sta svolgendo il dramma. Chiara si è fermata, essendosi accorta dell'arrivo nel sogno del suo amico extraterrestre. Intende combattere contro l’aggressore con qualunque mezzo; fosse anche costretta a lanciare sassi e lottare corpo a corpo. La morte è però su di lei ed attorno a lei, come a volerla reclamare nuovamente: la volta che sarebbe definitiva. Clara nota all’improvviso una mano sulla spalla; da essa proviene un calore rivitalizzante, che la ricarica nella decisione di lottare fino alla fine. La Maga è lì, ed emette fiamme come fosse la fata Farie. Nel mondo dei sogni, la mutante di Evolution decide di prendersi tutte le licenze che può e vuole. L'orrida forma fantasmatica ha ora di fronte tre nemici, invece di una; si ferma solo un attimo, ma riparte per completare la sua missione. Una luce ignota a quel mondo scaturisce dalla Maga; adesso evoca una fiamma più simile a quella di Dragonfire. Il drago sicuramente capirebbe e gliela presterebbe volentieri. Un fuoco che consuma anche la forma immateriale, che è solo una brutta copia del demone chiamato Morte, che Evolution e la K-Force sconfissero. Il sogno stesso collassa, restituendo Clara al nostro piano dell’esistenza. Il corpo astrale della Maga rientra nel corpo fisico, ritornando a sua volta alla realtà che conosciamo. La mutante psionica comunica con il suo capo e maestro, il dottor Occulto; convengono che questo è il primo attacco, contro Clara, ma presumibilmente non l'ultimo. È doveroso proteggerla, perché Evolution non permette che i suoi amici subiscano attacchi da parte delle forze del male. Alcuni giorni dopo, arriva puntuale Halloween, una festa nella quale i ragazzini e le ragazzine si travestono da mostri e da streghe. Clara, desiderosa di mescolarsi ai suoi coetanei, ottiene l’autorizzazione da parte dei genitori ad uscire di sera. L’atmosfera è magica, con bambinette che portano cappelli conici, e si atteggiano a streghe cattive. Le loro madri fanno il possibile per trattenerle dal correre in mezzo alle strade percorse dalle auto. In mezzo a quella strana festa pagana, c’è chi non si diverte. Uno zombie, di quelli veri, sta cercando di mettere le grinfie su una particolare ragazzina, che guarda caso è Clara. Gli zombie sono le armi preferite di Uglux e Maschera di Ferro, che però di solito mobilitano plotoni di morti viventi. I due sacerdoti del vudù sembrano preferire una strategia minimalista, oppure non sono stati loro a mandare quel raccapricciante morto semovente. In qualsiasi altra notte dell’anno, uno zombie a spasso per la città susciterebbe allarme; forse anche a carnevale. Invece ad Halloween bisogna strafare, e tutti gridano di gioia, ammirando quello che credono sia un travestimento. Il morto vivente in questione non condivide l’euforia, essendo costretto a fare il segugio; lui preferirebbe stare in una bara, anche se i topi lo prenderebbero di mira. Non potrebbe mai rintracciare la sua preda, se qualcuno non lo guidasse attraverso la calca umana. Infatti, accanto a lui procede un individuo così magro da far sospettare che sia lui stesso un mezzo morto. Si tratta di un sacerdote di divinità cimiteriali, contento di poter recare danno ad una ragazzine innocente. Lui ovviamente non sa del Tecnoragno, ma non capirebbe comunque: ha passato gran parte della sua vita fiutando incensi semi-velenosi, ed adesso il suo cervello è a dir poco annebbiato. La strana coppia finalmente Clara, che non si avvede di essere seguita. Gli zombie non sono famosi per la loro strategia d’attacco: si buttano addosso alla preda, contando di spaventarla a morte. Poi mordono o graffiano, o ci pensa la loro puzza a fare dei danni. Gli zombie sono fortemente infetti: ecco perché bisogna evitarli come la peste. Clara però non è sola, giacché la Maga ha insistito per farla accompagnare dalla lupacchiotta Rebecca e dai suoi amici: Sonia, David e Pedro. I quattro ragazzotti lupi iniziano ad ululare piano, pregustando le mazzate che distribuiranno a quel lento e fastidioso cadavere ambulante. Poi però sono costretti a farsi da parte per l’arrivo del lupo nero, che per loro è una specie di maestro di cattive maniere. I giovani licantropi lo adorano, ma sperano che non faccia a pezzi lo zombie tutto da solo. Nel frattempo, il cadavere semovente è quasi giunto alla distanza giusta per mettere le mani addosso a Clara. Il Tecnoragno, la cui sostanza metallica coesiste con la carne e con le ossa della ragazzina, percepisce la massa in avvicinamento rapido. Il suo allarme induce Clara a voltarsi in tempo per evitare il fetido ed infetto contatto. Contemporaneamente il lupo nero si scaglia, come una valanga pelosa, sullo zombi, atterrandolo. Sfortunatamente per lui, quel cadavere è sorprendentemente reattivo, e, mentre cade, lo colpisce con un pugno. Il lupo nero è leggermente stordito, ma lo zombie ha perso un grosso brano della sua materia putrida, strappata con un solo morso. La sputa subito, dato il saporaccio di roba avariata; poi si gira e digrigna i denti. La popolazione festaiola di Halloween capisce in quel frangente che la lotta in corso non è una finta, ed indietreggia. Rebecca, in ossequio alla sua natura pseudo-licantropica, balza addosso al mostro; i suoi amici si guardano sui musi pelosi, e seguono il suo esempio. Ne segue una zuffa di unghiate e pugni da parte dei lupacchiotti, che si divertono sul serio. Il carnefice, diventato vittima, incassa tutti i colpi, limitandosi a schizzare un po’ di pus in giro; sangue non ne ha più da tempo. Bloccato dai giovani licantropi, lo zombie agita le braccia, ma non riesce a fare leva per rialzarsi. Il lupo nero risolve il suo problema, una volta per tutte, serrandogli le possenti mascelle attorno al collo; poi, con una torsione brutale, glielo spezza. Una faccia bianca, che si direbbe una bella maschera di Halloween, osserva tutto, ma non interviene. Quel vampiro non è un umano mascherato, bensì anche lui un iscritto al folto club dei non morti. Non gli interessa che il lupo nero abbia staccato la testa allo zombie: non lo conosceva neppure. Adesso però decide di stare in disparte, dato che la ragazzina Clara ha avuto troppa fortuna per i suoi gusti. Il lupo nero sembra abbastanza pericoloso; i ragazzini lupo decisamente meno. Si vede che sono ancora apprendisti. ll Tecnoragno ha intanto estroflesso delle vere antenne, che sbucano dalla testolina di Clara. Rebecca ed i suoi amici trovano che le donino parecchio. Loro si accontentano di farsi crescere le orecchie, per sentirci meglio. Lo strano gruppo, composto da un lupo mostruoso, ed alcuni ragazzini più o meno mascherati, raccoglie gli applausi dei passanti, che ora sono nuovamente convinti che lo show sia stato organizzato appositamente per loro. Lo zombie con il collo rotto rimane dove si trova. Che sia morto del tutto? Sembra che a nessuno interessi particolarmente. Tecnoragno sonda l’aria attorno a Clara per rilevare in tempo utile un eventuale nuovo attacco. L’alieno biomeccanico rileva una vibrazione diversa da quelle umane, che però si mantiene a distanza. Clara è grata ai suoi amici di averla aiutata, ma intende diventare una super-eroina, non una vittima da salvare. Ai suoi genitori risulta che sia in giro per la città, ma non da sola e non troppo lontano. Si fidano di Clara, ma uscire da sola di sera è sconsigliabile a quell’età. Mamma e papà sono contenti quando i suoi amici la riaccompagnano a casa in auto. Il lupo nero preferisce non farsi vedere; i giovani licantropi invece risultano addirittura simpatici, a causa della loro vitalità animalesca. Il vampiro aspetta il momento giusto per aggredire la ragazzina, senza sapere che il Tecnoragno ha già trasmesso alla base di Evolution le rilevazioni dei suoi sensori. Il vampiro è quindi il secondo aggressore, di cui il dottor Occulto aveva ipotizzato la presenza. Impiega al massimo il suo potere di fascinazione, per indurre una pesante sonnolenza nei genitori della ragazzina. Poi, con una fluidità di movimenti quasi da rettile, il succhiatore di sangue raggiunge la finestra del bagno, al secondo piano, ed entra. Il buio gioca a suo favore, ma Clara è stata potenziata dall’alieno biomeccanico; lo sente arrivare prima ancora che abbia girato l’angolo. Il Tecnoragno raggiunge, con i suoi filamenti sottilissimi, una presa elettrica. La corrente viaggia quasi alla velocità della luce, attraverso il Tecnoragno stesso, che, avvolte le sue terminazioni attorno alle mani di Clara, si accinge a duplicare parzialmente il potere di Fulminatore. Colpito da una scossa improvvisa, il mostro retrocede sbavando e soffiando. La ragazzina affronta il suo primo super-nemico, grazie al Tecnoragno. Il vampiro soffre, ma non demorde; purtroppo la pressione danneggia l’impianto elettrico, che inizia a scoppiettare ed emettere fumo. Il portale, che si è attivato un
secondo fa sul cacciatorpediniere di Evolution, ha dislocato un ospite decisamente grosso, convinto sul da farsi. Non è Dragonfire, bensì l’uomo bestia, nonché scienziato, Kong. Sorride con tutti i suoi numerosi denti a Clara, cercando di mostrarsi rassicurante; poi, afferrato il vampiro per una spalla, lo solleva e lo colpisce con un gigantesco pugno. La botta è tale che almeno una decina di ossa del succhiasangue si frantumano. Per effetto dell’impatto, il vampiro vola attraverso una finestra, sfondando il telaio metallico. Mentre precipita rovinosamente al suolo, capisce che la sua missione è fallita. Ne ha già prese troppe: la scarica elettrica ed il pugno di Kong; meglio scappare prima che scendano a cercarlo.

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