martedì 28 febbraio 2012

L’INTRUSO_176° episodio

Il gigante del ghiaccio è stato esorcizzato da questo mondo; eppure una parte infinitesimale della sua sostanza è rimasta imprigionata all'interno di un vano motore. Sembrerebbe neve, ma si tratta di acqua congelata risalente a miliardi di anni or sono. Infatti non si scioglie, nonostante l'auto sia ripartita ed il motore sviluppi una temperatura elevata. Analogamente ad un virus, il piccolo frammento del gigante del gelo ha il potere di replicarsi, una volta invaso un corpo vivente. Non si tratta di cromosomi o geni, giacché i giganti del gelo trascendono la vita terrestre. Il piccolo invasore, proveniente dalla dimensione dell'entropia, è consapevole della sua spinta a diffondersi; null'altro importa. Adesso deve trovare un ospite; essendo puro istinto, si pone in attesa, come farebbe un coccodrillo. I cosiddetti esseri intelligenti non comprendono come si possa rimanere in agguato per mesi interi. I cosiddetti esseri intelligenti però devono ancora dimostrare di saper sopravvivere per duecento milioni di anni, prima, durante e dopo i dinosauri. L'auto arriva finalmente nei pressi della casa; il garage l'aspetta per consentirle di riprendersi dalla brutta avventura. Passano le ore, ed alcuni bambini scendono per giocare. Corrono attorno all'auto, gridano, sudano. Allora l'ospite alieno si muove verso di loro. Scivola a terra, più simile alla gomma che alla neve. Mantiene una colorazione biancastra, ma non è più fatto solo di idrogeno ed ossigeno. Si è trasmutato in qualcosa di più adatto. Emette un odore che giunge alle narici dei bambini. Un odore che induce a pensare a cose dolci: caramelle, cioccolatini, biscotti. Uno dei bambini nota quella strana sostanza, e la tocca con una mano. Subito, come in un vecchio film di fantascienza, l'intruso si arrampica su quella pelle delicata. Sente il sangue che scorre; apprezza la gioventù e la forza latente. Il puro istinto conduce l'aggressore verso ciò che è giovane, non verso ciò che è vecchio. Mangiare un essere vivente con pochi anni di vita è meglio che mangiarne uno reso coriaceo dall'età. Nel giro di pochissimi secondi, l'intruso ha raggiunto il suo obiettivo: si è assimilato alla carne ed al sangue del bambino. Lui non ha sentito alcun male, perché il piccolo predatore non aveva alcuna intenzione di mangiarlo. Molto meglio: intende possederlo, nel corpo e nell'anima. Il bambino annusa la piccola mano; un gesto usuale, anche perché, come ogni piccolo mammifero, scopre il mondo anche grazie all'olfatto. I marmocchi riprendono a giocare, e vanno avanti fino a sera. Smettono solo perché la loro mamma li costringe a tornare a casa, e lavarsi. Il piccolo Christian non si ricorda più di quella strana sostanza odorosa, trovata sotto l'auto del padre, ma l'intruso non si è certo dimenticato di Christian. Anzi: lo conosce sempre meglio, perlustrando e diffondendosi. Il bambino non è già più umano, ma nessuno se ne è accorto. Ad essere precisi, nessun umano se ne è accorto, ma, a distanza di migliaia di chilometri, il prisma cosmico volge i suoi occhi invisibili verso Christian. Oltre i muri, le montagne, gli alberi, le distanze e la curvatura del pianeta, il possente alieno registra la presenza dell'intruso. Nessuno comprende gli schemi pensiero del prisma cosmico, dato che si tratta di un'entità non biologica e senza tempo. I disegni del prisma cosmico sembrano comunque volti alla difesa dell'umanità; ecco perché si trova nei pressi della base di Evolution. Come un abile stratega, il cristallo alieno studia il campo di battaglia e le forze a sua disposizione; poi decide chi inviare in soccorso di Christian. Clara è una ragazzina normale part-time; occasionalmente è una super-eroina. Il suo potere deriva dal Tecnoragno: un simbionte di metallo vivente. Quando non è in giro per il mondo, o tra le dimensioni, per collaborare con Evolution, Clara finge di essere una studentessa. Il Tecnoragno vive in lei e con lei; quando Clara è distratta, il suo amico ascolta anche le lezioni più noiose. Così, quando gli insegnanti la richiamano, lei è sempre di rispondere. Non basta questo a renderla strana, ma lei non intende dare nell'occhio. Christian intanto percepisce di non stare bene come al solito, ma pensa di essere influenzato. Come potrebbe supporre di essere oggetto di una possessione da parte di un intruso extradimensionale? All'interno dell'organismo di Christian è in atto una lotta, tra i suoi anticorpi ed il tentativo dell'intruso di replicarsi. Per il momento, gli anticorpi biologici arrestano l'aggressione aliena, ma non la debellano. L'intruso, per quanto agisca senza un vero piano d'azione, propende per stabilire un contatto con il suo piano dell'esistenza. Dovesse farcela, i giganti del gelo, esiliati da questo mondo potrebbero prendersi una rivincita su Evolution e specialmente Dragonfire. I giganti del gelo per ora non sanno di avere una testa di ponte sulla Terra. Il prisma cosmico intende operare perché non lo scoprano. Clara esce da scuola, e si avvia verso casa; i compiti la attendono. Preferirebbe fare qualcosa di diverso, ma non sa quanto sia differente ciò che il destino ha in serbo per lei. Il prisma cosmico visita Clara in sogno, per non dare troppo nell'occhio. La ragazzina, che non è nuova a missioni e rivelazioni sensazionali, incontra l'alieno cristallino, che le propone di rintracciare il giovane Christian. Al suo risveglio, Clara ed il Tecnoragno concordano di accettare la missione. La ragazzina oggi non andrà a scuola, rischiando un richiamo da parte degli insegnanti. Loro ed i suoi genitori crederanno che se ne sia andata in giro, con le amichette, per saltare qualche lezione fastidiosa. Invece Clara ed il Tecnoragno faranno il possibile per sabotare l'operato di un intruso extraterrestre. La distanza non è un problema per il prisma cosmico, che evoca un portale. Attraverso questo varco nello spazio-tempo, Clara ed il Tecnoragno giungono nei pressi della casa di Christian. Le antenne super-tecnologiche del simbionte rilevano un'attività insolita, tra le mura domestiche. Si direbbe che, scongiurata per il momento una possessione fisica, l'intruso sia però riuscito ad influenzare pesantemente i comportamenti del ragazzo. Adesso minaccia i genitori ed i fratellini, asserendo di essere il profeta dell'entropia. Loro lo guardano come se farneticasse, ma cercano di assecondarlo. Riuscendo a calmarlo, poi potranno chiamare un medico. Purtroppo Christian è più pericoloso di quel che sembra. L'intruso gli ha infatti concesso il potere di secernere il freddo. Quando il ragazzo ribadisce di volere aprire un varco verso la dimensione del gelo estremo, dalle sue mani fuoriescono tentacoli di energia oscura, che bloccano quasi istantaneamente i movimenti dei suoi genitori e dei fratelli. A questo punto, Clara ed il Tecnoragno decidono di intervenire; l'alieno cibernetico emette sottili filamenti, che hanno la meglio sulla serratura della porta esterna. Poi Christian e Clara si affrontano. Clara può contare sul suo amico Tecnoragno, mentre Christian osserva ciò che sta accadendo al suo corpo, come se lo vedesse dall'esterno. Clara attacca per prima, perché è ciò che ha imparato frequentando gli eroi di Evolution. Il Tecnoragno è un simbionte di metallo vivente: circuiti elettronici mai visti sulla Terra, in una lega dura come il titanio. La sua mente elettronica agisce per prima, sparando sottilissimi filamenti, che colpiscono Christian. Appena in tempo per evitare i gelidi tentacoli che stavano per scaturire dalle sue mani. Il Tecnoragno contemporaneamente cerca una fonte d'energia, e la trova in una vicina presa di corrente. Christian viene investito da una forte scarica elettrica, che lo abbatte al suolo. Il ragazzino perde conoscenza; adesso l'intruso non può più usare il suo corpo. I genitori ed i fratelli di Christian pensano sia il momento di intervenire, e si lancerebbero contro Clara, perché secondo loro è lei il nemico da combattere. Il Tecnoragno non avrebbe alcuna difficoltà a fornire alla ragazzina artigli acuminati, e la capacità di usarli. Ma in questo modo ci sarebbe uno spargimento di sangue inopportuno. D'improvviso una sonnolenza invade i cervelli ed i corpi dei genitori, che non riescono più a connettere. La Maga consente loro di raggiungere il divano, poi li sprofonda ambedue in una sonno profondo. I fratelli di Christian non costituiscono un problema per la mutante di Evolution, che è giunta in aiuto di Clara e del Tecnoragno. La Maga è partita dalla base di Evolution, appena ha saputo della missione che il prisma cosmico aveva affidato alla ragazzina. La Maga ha la capacità di estromettere l'intruso extradimensionale dal corpo di Christian, o almeno ci proverà. Tuttavia proprio adesso qualcuno nella dimensione dei giganti dell'entropia si è accorto del tentativo del loro emissario di riaprire il portale dimensionale. Per aiutarlo, inviano alcuni dei loro giganteschi orsi bianchi. I mostri appena arrivano sulla Terra iniziano a ruggire ed a inseguire gli umani che incontrano sul loro cammino. I primi ad intervenire sono i poliziotti locali, che, abituati ad avere a che fare con i carnivori selvaggi delle vicine montagne, non esitano ad imbracciare i fucili. Gli orsi, che provengono da una dimensione prossima a quella dei giganti dell'entropia, subiscono i colpi dei fucili, ma non cadono. Dimostrano una vitalità considerevole, che agevola una guarigione velocissima delle ferite. Inoltre gli aggressori dispongono di ossa a prova di pallottola. Non sono però in grado di contrastare gli artigli della donna leopardo, che emerge da un portale per wormhole. La Maga frattanto è alle prese con la resistenza che l'intruso oppone ai suoi poteri telecinetici e magici. Quella specie di emissario dell'entropia si è radicato molto bene nel corpo di Christian; difficile estirparlo senza fare male o forse addirittura uccidere il ragazzino. Il Tecnoragno aiuta la Maga, fornendo un quadro dettagliato ed aggiornato dello stato clinico di Christian. In pratica, i poteri della mutante vengono indirizzati verso le ramificazioni del se stesso iniziale che l'intruso ha creato. Entrata in una sorta di trance, la Maga visualizza le cellule di Christian. Visualizza altresì la materia non cellulare, che costituisce il corpo dell'aggressore. Proprio la natura non biologica dell'alieno consente alla telecinetica di Evolution di inviare a colpo sicuro la sua energia sul bersaglio. Le sottilissime ramificazioni vengono così separate come nessun chirurgo umano potrebbe. Come se tantissime piccole mani, munite di artigli, costringessero l'intruso a mollare la presa. Clara, in simbiosi con il Tecnoragno, segue l'intervento della Maga. Non tutti gli alieni sono desiderosi di distruggere la vita sulla Terra. Il Tecnoragno, come anche Dragonfire, rispettano le altre forme di vita, eccetto quando si comportano come questo emissario dell'entropia. Non molto distante, Ferox guida l'attacco di uno stuolo di poliziotti, contro gli orsi che irrompono da un portale dimensionale. Evolution non ha ancora scoperto cosa induca questi esseri biologici a combattere le battaglie dei giganti del gelo. Forse i colossi pelosi non sono in grado di capire che chi vive nella dimensione dell'entropia vuole distruggere tutte le forme di vita. In effetti, vedendoli attaccare come quelle stupide bestie che sono, è difficile attribuire pensieri filosofici agli orsi. Ferox ha già dimostrato di saper trattare con questi mostri, molto più grandi di lei. Con la sua grande velocità e la sua agilità felina, la mutante giunge facilmente quasi a contatto con i nemici; poi usa i suoi tremendi artigli. Gli orsi gridano per il dolore che Ferox somministra loro. Nel frattempo, i poliziotti impiegano le armi da fuoco in loro dotazione, ma il danno maggiore è ascrivibile a Ferox. La donna leopardo sa di dover dare tempo alla Maga di agire. Gli orsi non si avvicineranno alla casa di Christian, non tutti interi. Loro però ci provano, trascinati da una volontà superiore all'istinto di autoconservazione che dovrebbe frenarli. La Maga riconosce che ciò che sta facendo rientra più nelle competenze della sua amica Nancy, che non è qui. Ma non può deconcentrarsi, per cui si lancia con rinnovato impegno nell'esorcismo dell'intruso. Clara ed il Tecnoragno decidono di aiutare l'amica fornendole la loro energia vitale. I fratelli di Christian, compresa la situazione, si offrono di fare altrettanto. Attorno alla Maga ed a Christian, si forma quindi una catena di persone che si tengono per mano. La Maga attinge da loro solo l'energia necessaria, per non danneggiarli. L'intruso a questo punto griderebbe, se avesse una bocca e corde vocali. Non è strutturato per provare dolore, perché era solo una specie di emissione collaterale del gigante del gelo. Non dovrebbe sentirsi come se gli strappassero braccia e gambe: lui non ha né braccia, né gambe. È puro istinto, non ha cervello, quindi non capisce che, stando in un corpo umano, si è fin troppo assimilato ad esso. Infine, una sostanza biancastra fuoriesce dalla pelle di Christian, attraverso i pori. In questo modo, l'intruso abbandona il corpo che aveva cercato di possedere. All'esterno della casa, la battaglia infuria, con gli orsi che, sebbene ridotti male, avanzano. Ferox ammira il loro impegno, ma ammette di aver bisogno d'aiuto. E l'aiuto arriva in volo, attraverso l'ennesimo portale che si apre ad una decina di metri dal suolo. Il dragoncraft trae energia dal suo corpo, trasformandola in spinta propulsiva. Il drago verde si frappone tra gli orsi e la casa che vorrebbero invadere. Quei mostri sono tutti alti e grossi come Dragonfire, ma l'alieno di Evolution dispone di una potenza senza pari. Ferox sorride, come sorridono i leopardi; adesso sì che le sorti della battaglia gireranno a loro favore. L'arrivo di Dragonfire distrae la Maga e Clara dall'intruso, espulso dal corpo di Christian. Il Tecnoragno viceversa mantiene vigile la sua attenzione su quella forma biancastra che tenta di riaggregarsi. Simile ad un rivolo d'acqua che scorre lentamente, l'alieno proveniente dalla dimensione dell'entropia si allontana dal corpo del ragazzino, che aveva posseduto. Solo allora il Tecnoragno ottiene l'attenzione di Clara, ma nella mossa dell'intruso non pare esserci altro che il desiderio di scappare. Ora la battaglia infuria tra Dragonfire ed i cinque orsi, sopravvissuti agli artigli di Ferox ed alle pallottole dei militari. Il drago aspetta che i grossi plantigradi extraterrestri gli si avvicinino a sufficienza, per poi atterrarne tre. La grande coda scagliosa colpisce le zampe dei mostri, riducendole piuttosto male. I ruggiti aggressivi sono diventati grida di dolore. I rimanenti due orsi sono perplessi, ma gli ordini che hanno ricevuto sono molto chiari: attaccare ad ogni costo. Ciò però significa scontrarsi con due formidabili pugni del drago di Evolution; gli orsi vedono le stelle, e crollano svenuti. Uno degli altri tre, con le zampe rotte o quasi, si trascina fino alla soglia della casa. Ormai non si capisce cosa voglia ottenere, e neppure lui lo sa. Attirati l'uno verso l'altro, l'orso alto tre metri e l'intruso proveniente dal piano dell'esistenza dei giganti del gelo giungono a contatto. La materia che sembra neve scivola tra le cellule non terrestri dell'orso abbattuto da Dragonfire. Tra tutti i presenti, solo il Tecnoragno ha visto e compreso. Decide però di non allarmare Clara, ma si riserva di studiare gli sviluppi della situazione. Superata la crisi in casa di Christian, l'attenzione si sposta sugli orsi, che vengono incarcerati in apposite celle, dove potranno riprendersi dalla batosta appena subita.

mercoledì 22 febbraio 2012

ENTROPIA_175° episodio

I maghi neri, servi dell’entropia sconfitti da Evolution, non erano i soli in circolazione. La loro missione era di aprire un varco dimensionale verso il mondo del gelo eterno. Questi umani, come molti altri prima di loro, commettono l’errore di ritenersi utili ai loro padroni disumani; quindi degni di un riconoscimento. Lo studio della magia nera sembra non abbia aperto le menti di quei piccoli uomini, che attribuiscono la loro logica ad esseri antichi come la vita stessa. Tanto varrebbe cercare di trattare con un ghiacciaio. I signori dell’entropia hanno un solo disegno: estendere il loro dominio anche su questa dimensione. Non sono divinità della morte; sono ancora più alieni. Le divinità dell’oltretomba erano preda di passioni umane; come se in loro scorresse il sangue, che pretendevano dai loro accoliti. I signori dell’entropia non sanno cosa sia il sangue, e non li riguarda in alcun modo. Appena iniziano a manifestarsi sulla Terra, quelle antichissime divinità assorbono tutto il calore disponibile. I maghi neri muoiono quasi istantaneamente, come se tutta la neve del mondo li avesse coperti. Non sono semplici umani, ma, per i colossi di ghiaccio sono formiche morte. Il gigante del ghiaccio si manifesta come una montagna semovente immersa nella nebbia. Si tratta però di una nebbia quale gli uomini non conoscono da eoni. Forse i nostri antenati scimmieschi si rintanavano nelle caverne, quando ancora non conoscevano l'uso del fuoco, per sfuggire ad una nebbia di questo tipo. Mezze scimmie irsute, muscolose e quasi senza paura, tremavano quando i giganti del gelo camminavano sulla Terra. Poi accadde qualcosa, che indusse o costrinse quelle entità totalmente disumane a lasciare questo piano dell'esistenza. Adesso un portale si è aperto, ed i mostri sono tornati. L'autostrada viene improvvisamente invasa da un vapore, che bagna istantaneamente i cristalli e l'asfalto. Le vetture sono costrette a ridurre drasticamente la loro velocità. Anche i più fuori di testa tra gli umani non se la sentono di viaggiare spavaldamente in un contesto nel quale tutti i punti di riferimento paiono essere scomparsi. Alcune auto si toccano lateralmente e altre si tamponano. C'è chi si ferma, per constatare i danni, rischiando di essere investito da chi sopraggiunge. L'animosità però si esaurisce, quando gli autisti escono dalle loro calde macchine. Il freddo dell'anima li assale. Le loro stesse parole sembrano ovattate, come se i suoni faticassero a propagarsi in quel contesto innaturale. Poi, con un rumore come di ghiacciai in lento movimento, una forma a dir poco colossale si avvicina all'autostrada bloccata. Il freddo aumenta ancora di più, e la neve inizia a cadere. Gli automobilisti tornano a bordo delle loro vetture, sperando che i motori alimentino gli impianti di riscaldamento e condizionamento. Invece accade che i pistoni rallentano, come se la benzina o il gasolio non fossero più in grado di circolare. Questa è entropia: la perdita del calore che è insito nella vita, ma anche di quello che esiste a livello sub-atomico. Tuttavia quegli uomini e quelle donne non muoiono, perché il gelo soprannaturale li precipita in un sonno che assomiglia ad un coma mai diagnosticato prima. Il gigante del gelo passa oltre, lasciando le anime imprigionate nei corpi in animazione sospesa. Neppure nel sogno possono trovare riparo e ristoro, perché quegli uomini e quelle donne si trovano imprigionati nella dimensione del gelo estremo. Non erano l'obiettivo della mostruosa entità, altrimenti sarebbero morti. La loro sopravvivenza è dovuta solo al fatto che il gigante del gelo è transitato molto lontano da loro. Il fenomeno atmosferico non poteva passare inosservato; alcuni jet militari si avvicinano per accertare di cosa si tratti. I missili collocati sotto le ali dei caccia sono pronti a volare e distruggere. Il comandante dello stormo ordina ai suoi di allargarsi; la formazione cambia, mentre si avvicina all'immane bersaglio. Poi il comandante ordina il fuoco, ed una salva di missili cerca il bersaglio. Il problema è che il gigante del gelo è un bersaglio a dir poco anomalo, essendo privo di emissioni termiche rilevanti. Quei missili sono stati studiati per colpire jet in volo, o carri armati a terra. Ecco perché adesso sono a dir poco perplessi; il loro percorso non è più rettilineo, e passano accanto al colosso del gelo che avrebbero dovuto distruggere. Milioni spesi dai contribuenti, per acquistare quella tecnologia, provocano solo dei costosissimi crateri. Le truppe di terra nel frattempo sono giunte a tiro, con i cannoni dei carri armati. Sebbene neppure loro capiscano la natura del bersaglio, i militari obbediscono, ed aprono il fuoco. I proiettili, privi di computer interni, rispondono solo all'esplosivo che li scaglia verso l'alto, ed alla gravità che li riporta verso il basso. Alcune esplosioni si verificano sulla montagna semovente, che è il gigante del ghiaccio. Grandi pezzi si staccano dal suo corpo, che non è fatto né di carne, né di sangue, né di ossa. Altro ghiaccio migra per tappare le falle create dalle esplosioni dei proiettili dei carri armati. I jet tornano ad attaccare, questa volta con i cannoncini, limitandosi a scheggiare il colosso. I carristi dovrebbero sfruttare l'attacco dei jet per ritirarsi, ma non lo fanno, ed il gigante del gelo si avvicina sempre più. Il comandante dei mezzi corazzati ordina la ritirata, ma il nemico è più veloce. Un piede, o forse una colata di ghiaccio durissimo, scende verso uno dei tank. L'equipaggio accelera al massimo, ma la pressione cresce in maniera inimmaginabile; finché i cingoli girano a vuoto ed il motore si spegne. Gli uomini a bordo non riescono ad uscire, perché i portelli si sono bloccati. Il freddo atroce li abbatte, come è già accaduto agli automobilisti. Poi il colosso immane avanza. Non visti da quella montagna vivente, due mutanti di Evolution prestano soccorso ai carristi. Neppure Kong, l'uomo bestia di Evolution, riesce ad aprire i portelli. In suo soccorso arriva però Fulminatore, che impiega la sua energia per produrre calore. Se consentisse alla sua elettricità di raggiungere il metallo del carro armato, ucciderebbe sul colpo gli uomini al suo interno. Questo compito richiede un grande impegno da parte di Fulminatore, ma riesce a raggiungere il suo obiettivo. Infatti Kong adesso può estrarre i militari da quella trappola mortale; i loro segni vitali sono molto tenui, ma Fulminatore può fare qualcosa per loro. Induce calore nei loro corpi, in modo che possano guarire e riprendersi dalla brutta avventura. Il colosso del gelo procede inarrestabile come un iceberg. Altre truppe sparano contro il mostro dell'entropia, ma i proiettili impattano inutilmente sull'insensibile sostanza che costituisce il terribile nemico dell'umanità. Il piombo di appiattisce, mentre scava per pochi centimetri; nulla più. I lanciagranate spediscono piccoli missili, che sono dotati di esplosivo. Il danno questa volta è più marcato, ed i militari attirano l'attenzione del colosso. Ecco che solleva una gigantesca mano, dalla quale al suo comando partono schegge di ghiaccio. I soldati sono investiti da quella tempesta letale; potrebbero morire, se la Maga non fosse giunta in loro aiuto. Ampliando al massimo il suo potere telecinetico, la mutante deflette gran parte dei missili. Però alcune schegge raggiungono i militari, che subiscono ferite tutto sommato limitate. Quello che fu una divinità nei tempi antichissimi si accorge dei piccoli umani che lo sfidano. Li osserva, con occhi che hanno visto la deriva dei continenti, e li giudica indegni della sua attenzione. Decide pertanto di delegare ad altri la loro distruzione. Con un gesto, carico di incantesimi tenebrosi, il gigante terrificante apre un portale, dal quale irrompono nel piano dell'esistenza della Terra mostruosità pelose, irte di zanne ed artigli. Provengono da una dimensione diversa da quella dei giganti del gelo, che è inospitale per tutti gli esseri dotati di un sistema circolatorio. Simili a orsi alti tre metri, bianchi come la neve, aggrediscono i soldati, che rispondono con i loro fucili. Gli aggressori non sono invulnerabili, quindi sanguinano, ma non si fermano. Ferox, la donna leopardo di Evolution, adesso può usare i suoi artigli micidiali. Gli orsi bianchi sono grandi e grossi, ma Ferox è molto più veloce di loro. Non riescono a colpirla neppure una volta, mentre lei affonda e squarcia ad ogni assalto. Kong, l'uomo bestia, attacca a sua volta, con pugni e calci potentissimi. Fulminatore lancia le sue scariche, contro le quali gli orsi non hanno difesa: friggono e cadono. La Maga impiega scariche mentali, che abbattono i nemici come se fossero trafitti da spade enormi. Ma la loro ferocia li induce a rialzarsi, per cui la battaglia prosegue. I quattro mutanti di Evolution sono aiutati dai militari, che si sono ripresi dalla temperatura e dalle tempeste indotte dal gigante del ghiaccio. Lui, immenso nella sua statura di circa cento metri, si muove circondato da emissioni in grado di uccidere chiunque sulla Terra. Fortunatamente però sulla Terra vive un drago alieno, il cui potere trascende la comprensione degli uomini. Dragonfire giunge a bordo del suo dragoncraft. Uomini e mutanti volgono lo sguardo verso il cielo bianco per la neve gelata, che continua implacabile a cadere. Il drago emette fiamme dalle fauci possenti, preparandosi alla battaglia contro una divinità apparentemente inarrestabile. Più in basso, un orso atterra Kong, grazie alla massa superiore. Evolution è però un super-gruppo forgiato da tantissime battaglie; non passano due secondi, e Ferox affonda i suoi artigli nella schiena dell'orso. L'enorme animale grida, sbava e sanguina; prova ad afferrare la donna leopardo, ma lei continua ad infierire. Adesso Kong può finalmente colpire con uno dei suoi potentissimi pugni. Sebbene l'orso pesi oltre mezza tonnellata, il mutante di Evolution decide di fargli pagare la sua aggressione. L'impatto è rumoroso quanto basta, la mascella dell'orso si sloga, mentre il resto del corpo peloso si solleva letteralmente da terra. L'enorme animale perde conoscenza. Adesso i mutanti di Evolution fronteggiano i rimanenti aggressori, con scariche elettriche, artigli, pugni, calci e la lama mentale della Maga. Dragonfire carica direttamente il gigante dell'entropia, come un proiettile di settecento chili. Il dragoncraft trasforma la super-forza del drago in velocità. L'impatto incrina la montagna di ghiaccio. Il mostro immenso spalanca l'enorme bocca, emettendo un suono totalmente alieno. La massa impressionante, alta oltre cento metri, arretra ed inciampa. Dragonfire si allontana dal nemico, per preparare un secondo attacco. Per quanto appaia composto di acqua congelata, il gigante dell'entropia ha al suo interno uno scheletro ed un sistema nervoso costituiti da un materiale cristallino completamente extraterrestre. Quella mente antica come il mondo prova allarme: non rammenta se e quando ebbe modo di incontrare un nemico altrettanto potente. La dimensione relativamente ridotta di Dragonfire non trae più in inganno il colosso dei ghiacci, che adesso ne rispetta la capacità distruttiva. Questo non significa peraltro che la battaglia sia finita. Lo spaventoso gigante è stimolato dalla sfida che ha trovato su questo mondo. Solleva i pugni pesanti tonnellate, e colpisce il suolo. Ne risulta un terremoto, che solleva e scombussola buoni e cattivi. L'onda d'urto viaggia per parecchi chilometri, distruggendo il vetro, ed incrinando il metallo. Quando Dragonfire attacca una seconda volta, il suo mostruoso nemico lo colpisce in volo, con uno dei suoi enormi pugni. L'alieno verde viene rispedito indietro, a grande velocità; vola senza controllo, finché piomba contro una casa colonica. Fortunatamente per gli abitatori, avevano deciso di evacuarla; ciò che accade è la quasi totale disintegrazione della struttura, che pare quasi sbriciolarsi. Nulla si muove per circa mezzo minuto, poi le macerie vengono proiettate verso l'alto dalla furia del drago verde, che emerge incolume da quel disastro di pietre e metallo. Dragonfire sibila ed emette fiamme, mentre si libera di materiali pesanti e taglienti, come se fossero fuscelli. I suoi amici mutanti, rassicurati, attaccano con nuovo fervore i giganteschi orsi, che arretrano. Dragonfire decolla come un missile, grazie al suo dragoncraft; ma invece di puntare verso il gigante del gelo si innalza di parecchie centinaia di metri. I suoi amici non hanno dubbi su quel che sta facendo: il drago verde somma la sua forza a quella della gravità, per investire il nemico con una potenza incommensurabile. Il mostruoso gigante di ghiaccio prova ad intercettare Dragonfire, con le mani grandi come case, ma l'alieno di Evolution supera le sue difese, e lo colpisce in pieno petto. Il ghiaccio è durissimo, come se le ere geologiche avessero creato un materiale quasi simile al diamante. Dragonfire però manifesta una densità ancora più grande. Inoltre il possente rettile extraterrestre emette un calore impressionante, senza ancora fatto ricorso alla super-fiamma. L'impatto è tale che Dragonfire passa da parte a parte il nemico, creando una galleria del diametro di almeno quattro metri, attraverso la quale emerge dalla schiena. Essendo privo di terminazioni nervose, il gigante del gelo non dovrebbe provare dolore fisico, ma l'entità della violazione è tale che la gelida materia che dovrebbe essere la negazione della vita pulsa di dolore. Il danno prodotto da Dragonfire è pressoché irreparabile, per cui all'interno del gigante del ghiaccio si avvia un processo di deflagrazione. Il dottor Occulto, che osserva l'epica battaglia dal piano astrale, avvisa Evolution del rischio che la dispersione dei frammenti del gigante del ghiaccio possa in realtà aiutarlo a replicarsi. Ogni frammento di quel ghiaccio soprannaturale sarebbe in grado di affermarsi sulla materia ordinaria, creando una reazione a catena verso l'entropia dell'intero pianeta. Solo il potere di Dragonfire può evitare il contagio. Il drago si allontana in volo dal gigante del gelo, per prendere meglio la rincorsa. Nel frattempo, i mutanti di Evolution, che hanno steso tutti gli orsi, riuniscono i militari, per coprirli con un ombrello di energia. Maga e Fulminatore sommano i loro super-poteri, creando una barriera fortissima. Potranno reggere per poco, ma Dragonfire è già pronto ad emettere la sua super-fiamma. Il gigante del gelo accenna ad un ultimo tentativo di emettere un uragano di ghiaccio e neve, ma il plasma del drago avanza come una valanga inarrestabile. Quella sostanza accumulata in miliardi di anni resiste più di qualunque ghiaccio terrestre, ma il potere del drago ricorda le eruzioni solari. A distanza di chilometri, gli umani imprigionati nelle loro automobili escono dal coma indotto dal gigante del ghiaccio, ed assistono alla fiammata quasi cosmica di Dragonfire. La barriera della Maga e di Fulminatore deflettono quasi tutti gli effetti collaterali, ma la gente all'interno suda come all'equatore. Infine il gigante del ghiaccio, incapace di esplodere, implode. Al suolo rimane pochissima neve, che subito scompare. Il dottor Occulto è quasi certo che l'essenza del colosso di ghiaccio si sia salvata, tornando alla dimensione di origine. Del resto Evolution non è nata per sopprimere la vita; neppure quella terribilmente aliena dei giganti dell'entropia.

mercoledì 15 febbraio 2012

LO SCRIGNO_174° episodio

Il velivolo multifunzione di Evolution, progettato e costruito da Kong, si allontana dall’isola vulcanica. La Maga ritiene sia il caso di sigillare lo scrigno, per contenere il potere soprannaturale che da esso promana. I maghi neri, che stavano riportando sulla Terra gli spiriti del gelo estremo, temono ritorsioni da parte dei loro padroni. Per quelle entità, antiche come la Natura stessa, gli umani sono formiche con le quali giocare, ma solo per poco tempo. Dal loro stato stato dell’esistenza, le antichissime divinità hanno bandito tutto ciò che è caldo o appena tiepido. Nessuna forma di vita, dotata di sangue, sopravvivrebbe ai rigori che farebbero sembrare primaverile il clima dei poli terrestri. La Maga fatica a mantenere un campo d’energia attorno allo scrigno, che preme per riaprirsi. La mutante è certa che, se dovesse accadere, il terrificante manufatto potrebbe congelare un’intera metropoli. Nancy dirige il velivolo verso la base di Evolution, che si trova a bordo di un cacciatorpediniere, capitato chissà come in un deserto sabbioso. Il mistero del cacciatorpediniere stimola ancora la curiosità del dottor Occulto, capo di Evolution, ma adesso bisogna risolvere il problema dell’ondata terrificante di neve e freddo. Togliendo lo scrigno di mano ai maghi neri, il primo risultato, su scala planetaria, è stato il rialzo di qualche grado. Il velivolo multifunzione raggiunge il suo obiettivo; la Maga e Nancy si dirigono verso la grande nave metallica. A bordo, Kong prende in consegna lo scrigno, e lo colloca all’interno di un dispositivo di contenimento, che dovrebbe neutralizzare i suoi poteri entropici. Sull'intero emisfero nord intanto continua ad infuriare la perturbazione, scatenata dai maghi neri. Non si tratta di freddo normale, quanto di freddo dell'anima, che invita a non muoversi di casa, neppure per procurarsi da mangiare. Come un messaggero di morte, il vento gelido invita gli anziani soli ad avvolgersi nelle coperte, che però non sono in grado di riattivare la loro tenue scintilla vitale, che lentamente si spegne. Così facendo, molti scivolano nelle grinfie della morte congelata. Gli araldi dell'entropia si materializzano in vari punti del pianeta, per rafforzare la rete di freddo e rassegnazione, in attesa che lo scrigno torni ad agire. I maghi malvagi lavorano per tenere acceso un fuoco entropico che non scalda, ma raffredda. I mutanti di Evolution, messo in sicurezza lo scrigno, decollano dalla loro base, ed iniziano la caccia. Dopo alcune ore di volo ad alta quota, il jet scende verso terra. Fulminatore esce levitando dal velivolo multifunzione, dopo aver individuato il primo bersaglio. Si trova in cima ad una collina priva di vegetazione; biascica antichi incantesimi, allo scopo di aprire un nuovo portale verso la dimensione gelida. Nella zona, gli animali perdono l'appetito e la voglia di vivere. Gli uomini e le donne guardano il cielo plumbeo, abbandonando la speranza di rivedere il sole. La forza elettrica di Fulminatore lo scherma dalla neve e dal freddo. Quando giunge nella valle desolata, volando sul suo craft antigravitazionale, il mutante brilla di lampi bluastri e rossi. Il mago nero lo vede, e sogghigna. Ad un suo gesto, colonne di nevischio volano verso Fulminatore, per sommergerlo in una morsa destinata ad assorbire tutta la vitalità dal suo corpo. Fulminatore è lì per abbattere il mago, ed è pronto a combattere con tutte le sue abilità. Un fulmine scaturisce dalle mani del super-eroe di Evolution. La forza elettrica risiede in profondità, nei muscoli, nei nervi, nelle ossa, nel sangue e nel cuore di Fulminatore. Il lampo frigge l'aria mentre passa; disintegra il flusso gelido diretto contro il mutante elettrico. Investe, una frazione di secondo dopo essere partito, il mago del gelo, che grida e cade a terra. In un altro posto, a una decina di chilometri di distanza, due sciatori si rendono conto di essere dei cretini. Sono usciti di pista, ed ora il bianco incombe su di loro. Si stanno convincendo che quello sia il colore della morte. Neve e cielo: bianco assoluto, e gelo totale. I loro movimenti si fanno sempre più lenti. Vorrebbero trovare un riparo, ma solo nei film i protagonisti costruiscono igloo senza disporre di pale adeguate. Quando il freddo ti invade, la lucidità ti abbandona, e la voglia da fare ti concede appena di muovere un passo dopo l'altro, sempre più lento. Basterebbe un ultimo sforzo per raggiungere il luogo nel quale Fulminatore combatte contro il mago nero, ma gli sciatori non lo sanno. Infine si arrendono alla spossatezza estrema. Il freddo non estrae l'acqua dai nostri corpi, come fa il caldo; il freddo la solidifica dentro di noi, uccidendoci dall'interno. Gli sciatori non possono neppure provare a scaldarsi a vicenda, giacché la loro vitalità è ridotta al lumicino. Mentre Fulminatore ed il mago nero si scambiano emissioni energetiche micidiali, i due umani crollano per non più rialzarsi. A soli dieci chilometri di distanza, che, per quel che conta, potrebbero anche essere centomila. Il mago nero non molla, sorprendendo il mutante con la sua tenacia e la sua resistenza all'elettricità. Rischiando di indebolirsi, dato il clima avverso, Fulminatore cambia strategia d'attacco. Levita, con il sul craft antigravitazionale, ed attacca fisicamente il nemico, ma solo per sollevarlo dalla terra e dalle rocce da cui trae forza. Il mago nero in effetti si sente subito più debole, e prova a reagire. Un incantesimo a bruciapelo supera lo schermo di Fulminatore. Punture si diffondono ovunque, ma l'eroe di Evolution continua a salire verso il cielo, artigliando con una mano la nera veste che avvolge il mago. Giunto ad un punto di stallo, non riuscendo più a guidare il supporto sostentatore, il mutante lascia cadere il nemico. Il mago nero grida, ma non è in grado di farsi spuntare le ali; inutile provare a levitare, data la velocità di caduta sempre in aumento. Spera però di impattare in un blocco di neve; invece finisce contro un campanile. Schiva la guglia acuminata, ma solo per precipitare a rotta di collo sul duro pavimento di cemento armato, antistante la chiesa. La sua animaccia perde il controllo su quel sistema nervoso interrotto e su quelle ossa fratturate. La scintilla vitale del servo dell'entropia viene assorbita dall'universo gelido che si trova oltre la soglia. Altrove, un paese in mezzo alla campagna; villette residenziali con riscaldamento autonomo. La fornitura di gas viaggia sotto terra, quindi non risente della neve che si accumula a metri. Tante belle famigliole si sono impegnate a pagare per i prossimi decenni quelle casette, fornite di coibentazione garantita. Peccato che quel paesello residenziale sia attraversato da strade che nessun spazzaneve ha ripulito. Gli uomini impugnano le pale, e fanno il possibile per sbloccare almeno i loro vialetti. Poi accade l’imprevisto: i termosifoni si raffreddano, dato che la pressione dell’acqua cala, e la temperatura dell’acqua precipita. Le caldaie nuovissime possono poco, se il gas non le alimenta. Con un combustibile differente, come ad esempio il legno, nessuna interruzione di tubature avrebbe causato tali danni. Trattandosi di una giornata festiva, i bambini sono a casa da scuola; se non altro i genitori non dovranno inoltrarsi nella tormenta per riportarli a casa. Il problema è però un altro: il freddo crescente. Un giro di telefonate, tra i vicini suggerisce di spostarsi in massa nell’edificio più grande del paese: la chiesa. Il prete è contento di ospitare tutta quella gente; avrebbe preferito fossero venuti da lui per ascoltare una predica, ma in questo modo potrà conoscerli meglio. La chiesa non è riscaldata, eccetto che per una stufa a legna, che non può fare molto per quella cubatura. La gente è tuttavia contenta di avere trovato un riparo comune; i bambini giocano e gli adulti parlano tra loro. L’autore dell’interruzione della linea del gas osserva non visto. Essendo un mago nero, gli pare singolare che il suo sabotaggio abbia condotto la gente in chiesa. Ora però intende usare il suo potere per aggredire le anime di quegli umani, fin troppo allegri. Tesse incantesimi micidiali, che iniziano a diffondere il malessere tra le sue vittime. Navigatrice adesso può tracciare l’emissione, e ne informa la Maga. Il velivolo multifunzione di Kong punta verso il nuovo obiettivo; tempo previsto trenta minuti. In quel periodo di tempo, il mago nero entra nella chiesa, incurante dei simboli di una divinità che lui non conosce e non teme. Nulla può contro di lui il prete, e neppure le centinaia di persone, che non comprendono di quale potere disponga quel tizio vestito di nero. Poi arriva la Maga, che lo aggredisce con la sua lama mentale, ancor prima di averlo di fronte. La mutante non ha interesse a disputare uno scontro magico, per cui lo bersaglia ancora con la sua telecinesi, fino a farlo cadere in ginocchio. La telepate di Evolution appare decisa a finirla subito e senza correre rischi, ma il mago nero rivolge i suoi incantesimi verso la folla. Alcuni uomini ed alcune donne avanzano, come fossero zombie. La Maga non comprende il loro intento, e li lascia avvicinare troppo; quando l’avvinghiano, lei cerca di difendersi, ma così facendo trascura il vero nemico. Preferirebbe non fare del male agli umani, però non intende subire il ricatto, giacché la posta in gioco trascende per importanza l’incolumità di chi l’attacca. Quando l’adoratore del gelo primordiale lancia le sue scariche letali, la Maga si è già liberata. Alcuni umani ne fanno le spese, cadendo a terra, in preda alle convulsioni. La battaglia potrebbe proseguire, poiché nessuno dei due potenti contendenti è disposto a concedere una tregua. Ciò che il perfido soggetto non sa è che Nancy lo ha raggiunto da dietro. Qualcuno, tra i servi soggiogati dal mago nero, avanza per fermarla, ma lei è molto più veloce di loro. La ragazza è una telepate come la Maga, però la sua vera dote è la capacità di guarire. Difficile immaginare un impiego distruttivo di una simile dote, eppure adesso i tentacoli di bio-energia che provengono dalle sue mani fanno ben altro che risanare. Agendo sul sistema nervoso, il potere di Nancy rallenta i movimenti del nemico. Lui, terrorizzato, si sforza di contrastare l’attacco, ma non fa altro che sovraffaticare il suo cuore. Tentacoli di energia raggiungono il muscolo cardiaco. Potrebbero calmare la fibrillazione, ma questa non è l’intenzione di Nancy. Non vuole ucciderlo, ma solo provocargli un dolore tale da sprofondarlo in uno stato quasi comatoso. Appena il mago si abbatte al suolo, il suo incantesimo cessa di esistere, e la gente nella chiesa si rende conto di dovere la vita alle due mutanti di Evolution. Sopra di loro, vola il velivolo multifunzione di Kong. All'interno, oltre all'uomo bestia di Evolution, si trova anche la donna leopardo. Lo scrigno, sottratto agli adoratori dell'entropia, decide proprio in qual momento di attaccare. Concentra la sua energia in una specie di laser, che perfora il campo energetico che lo manteneva in stasi. Poi, cogliendo di sorpresa i due super-eroi, emette un raggio trattore, che colpisce Kong. Ferox, non essendo impegnata nella guida, schizza via appena in tempo. L'uomo bestia viene viceversa sottoposto ad una gravitazione centripeta, che lo costringe a ripiegare gli arti possenti. Se Kong non fosse super-forte, subirebbe danni irreparabili da quella forza che pare intenzionata a schiacciargli i polmoni. Poi l'uomo bestia viene rapito dallo scrigno incantato, e scompare al suo interno. Ferox attacca d'istinto, chiudendo lo scrigno con tutta la sua forza. Così facendo, evita di fare la stessa fine di Kong. Poi la donna leopardo pilota il velivolo, portandolo a terra. La Maga e Nancy salgono a bordo, e Ferox racconta loro l'accaduto. È indispensabile tornare alla base, per conferire direttamente con il dottor Occulto, ma prima bisogna rintracciare Fulminatore. Nel giro di un'ora Ferox, Maga, Nancy e Fulminatore sono diretti alla massima velocità verso la base di Evolution in pieno deserto. La situazione: alcuni maghi neri continuano la loro opera per sovvertire il clima, ma Kong è stato quasi sicuramente sbalzato in un mondo, dove le condizioni climatiche potrebbero ucciderlo. Dragonfire è il più adatto alla missione di salvataggio, per cui si espone volontariamente al potere dello scrigno degli antichi inverni. I colleghi di Evolution si fanno da parte, mentre il perfido tramite manifesta ancora una volta il suo potere. Venti gelidi investono il drago, ma la sua temperatura interna gli consente di resistere facilmente. La massa di Dragonfire oppone però una resistenza inaspettata; l'alieno allora salta spontaneamente nel varco dimensionale, oltre il quale si trova il mondo del gelo assoluto. Quando Dragonfire atterra in mezzo al ghiaccio ed alla neve, Kong è ormai quasi congelato, nonostante la pelle spessa e la pelliccia. Il possente extraterrestre avanza, scagliando lontano massi enormi. Non lascerà che il suo amico Kong soccomba; piuttosto darà fuoco a tutto ciò che lo circonda. Ed in effetti la prima cosa da fare è emettere una vampata di super-fiamma, per riattivare la circolazione del mutante. Il plasma caldissimo fuoriesce dalle fauci del drago, che adesso più che mai sembra una figura mitologica. Mentre il calore lo raggiunge, riportandolo alla vita, Kong riceve l'ennesima dimostrazione del perché gli umani abbiano sempre adorato e temuto i draghi. Una vampata, alta centinaia di metri, penetra il terreno, sepolto da eoni sotto il ghiaccio. Terra e rocce non dovrebbero prendere fuoco, ma il potere del drago è tale da trascendere questi ed altri limiti. Dragonfire solleva l'amico tra le braccia possenti, per condurlo verso il portale, che però appare sempre meno definito. Kong vola verso il varco, scagliato dal braccio fortissimo dell'alieno verde. Il mutante si contorce, per centrare l'obiettivo; usando tutta la sua forza rigenerata, Kong sfonda letteralmente la soglia spazio-temporale. Dall'altra parte, i suoi colleghi di Evolution lo accolgono con gioia, sebbene trepidino per Dragonfire, che si trova ancora dall'alta parte. Il colosso verde ha però anch'egli l'intenzione di tornare a casa, sul suo pianeta adottivo. In lontananza scorge figure in movimento, grandi come montagne; ritiene siano i signori di quel mondo, che giungono per verificare chi abbia osato scatenare il plasma incandescente, che sta ancora bruciando tutto ciò che incontra. Potrebbe affrontarli, perché Dragonfire non conosce la paura, ma il dottor Occulto gli chiede di tornare sulla Terra. Per riuscirci, sarà necessario riaprire il portale; peraltro è quasi impossibile indurre lo scrigno a farlo. Il varco non si è però richiuso del tutto, grazie a Fulminatore che ha interposto una scarica di energia pulsante, e lotta per mantenerla in loco. Kong ha appena dimostrato che il portale può essere forzato, ed il drago non chiede di meglio. Prende la rincorsa, poi balza in avanti, spinto dai fortissimi muscoli delle sue zampe posteriori. Colpisce il varco con ambedue i pugni, con una forza che sfonderebbe una nave da guerra, e questa possanza si dimostra più che adeguata. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria; per cui, mentre Dragonfire irrompe sulla Terra, frammenti di pseudo materia frantumata lo seguono. Lo scrigno degli antichi inverni subisce un impatto, che lo solleva dal suolo. Quando si abbatte sul metallo del ponte del cacciatorpediniere, mostra fratture che attraversano la sua sostanza durissima. Da esse fuoriesce un fumo nerastro e maleodorante. La pseudo-materia sfrigola, per poi sciogliersi in una pozza nerastra, che corrode l'acciaio stesso.

mercoledì 8 febbraio 2012

NEVE_173° episodio

Alla fine del primo mese dell'anno, gli abitanti dell'emisfero nord della Terra si sentono autorizzati a pensare che forse la primavera giungerà in anticipo. Qualche insetto inizia a svolazzare, sebbene l'aria abbia una temperatura intorno ai dieci gradi. Gli uccellini, quelli che d'inverno non migrano, cinguettano, pregustando l'arrivo delle giornate più lunghe e calde. Anche alcune piante si lasciano ingannare dalla mitezza diurna dell'aria, ed emettono qualche gemma. Poi, nel fine settimana, particelle infinitesimali di neve compaiono nell'aria del mattino. Forse si tratta di nevischio bagnato, perché non si ferma al suolo, ma abbatte la temperatura fino al punto di congelamento dell'acqua. I ciclisti, assaliti dal gelo improvviso, arrancano verso casa. Il giorno successivo, domenica, i fiocchi di neve si sono moltiplicati, e, giunti a terra, gelano senza pietà, rendendo quasi impossibile camminare senza scivolare. I previsori del tempo professionisti si rendono finalmente conto che qualcosa sta accadendo; per non sbagliare, annunciano almeno dieci giorni di bufere, con temperature siberiane. Pensano sia preferibile esagerare, piuttosto che sottovalutare la coda invernale. Alcune scuole rimangono chiuse, altre aperte, costringendo i genitori a trasportare i figli in un ambiente ostile. Ospedali minacciano la chiusura, per deficit di riscaldamento, poi si scopre che non è così. Disposizioni e controdisposizioni ingenerano ulteriore caos. Un treno rimane bloccato, perché la corrente non arriva più ai motori. I passeggeri sono prigionieri dei vagoni, sempre più freddi. Il loro supplizio dura alcune ore, fino all'arrivo di Fulminatore e di Dragonfire. Il mutante elettrico localizza, grazie ai suoi poteri, le linee di forza interrotte; scopre che un ramo, abbattuto dal peso della neve, ha tranciato un cavo di alimentazione. Il mutante vola in quella direzione, sostentato dal suo dispositivo antigravitazionale. La neve, che continua a cadere, ostacola la visibilità, ma Fulminatore raggiunge ugualmente l'obiettivo. Nessun altro potrebbe afferrare i cavi dell'alta tensione, come fa lui. L'alta tensione incrementa ulteriormente la sua potenza, permettendogli i saldare assieme i due capi del cavo interrotto. Adesso il treno potrebbe ripartire, se non fosse bloccato dalla neve caduta sui binari. Forse gli umani prima o poi impareranno a costruire apposite tettoie, sotto le quali fare transitare i treni senza ostacoli meteorologici. Il riscaldamento torna nel convoglio, ristorando centinaia di persone semi-congelate. La fiamma di Dragonfire può essere impiegata per aprire la strada al convoglio, ma l'alieno deve dosare la sua forza, per non distruggere le traversine e le rotaie stesse. Levitando, grazie al suo dragoncraft, il drago di Evolution proietta verso il basso una esalazione prolungata di plasma a bassa potenza. La neve si trasforma istantaneamente in vapore, saltando lo stato liquido. Dragonfire tratta allo stesso modo un tratto lunghissimo di ferrovia, mentre la motrice elettrica prende velocità. Dopo di che i due super-eroi di Evolution si possono allontanare, tra gli applausi dei passeggeri e dei conduttori. La neve continua a cadere, per il quarto giorno consecutivo. Nelle campagne, le strade sterrate scompaiono sotto una coltre spessissima. In città, la gente corre a rifugiarsi nelle case riscaldate. Gli impianti sono sottoposti a notevoli stress, e l'inquinamento cresce. Fortuna che le precipitazioni ininterrotte abbattono parzialmente i fumi velenosi. Le autorità amministrative invitano i cittadini a non fare ricorso alle automobili. I mezzi pubblici possono trasportare tantissimi passeggeri, impegnando sulle strade uno spazio molto minore di quello che occuperebbero le automobili necessarie a fare altrettanto. In teoria, dato che, con il freddo, i bus si fermano all'improvviso. Come è possibile, si chiedono i dirigenti dell'azienda che gestisce i trasposti pubblici? Qualora controllassero il chilometraggio dei mezzi, non formulerebbero domande tanto stupide. Il quarto giorno, dopo l'inizio delle nevicate, il fenomeno si interrompe; il sole compare appena dietro una specie di nebbia gelida, ma dura poco. Correnti nordiche trasportano altra neve, accompagnata da aria freddissima. Chi soffre maggiormente il disagio sono i senza fissa dimora, che cercano di sopravvivere al trascorrere della notti, avvolti in protezioni improbabili: plastica e cartoni. Si addormentano, sperando di svegliarsi al mattino, ma le ore più fredde prima dell'alba li richiamano inclementi alla realtà. I corpi rattrappiti dal freddo diventano una cosa sola con il duro selciato, che aspira la loro energia vitale. In questo incubo tenebroso, uno di questi senza dimora si desta all'improvviso, perché dinanzi a lui c'è un essere terribile e fantastico. Una donna che sembra anche una belva della jungla. Ferox, la donna leopardo di Evolution, ha trovato quel povero e debole essere umano, grazie al potere telepatico della Maga. Ferox gli ordina di levarsi dal suo stato di quasi morte, e, quando lui oppone resistenza, lo solleva di peso. Mani dotate di una forza sovrumana lo prendono in consegna. Quelle mani sono estensioni di un corpo fortissimo: l'uomo bestia di Evolution, Kong. Che il relitto umano voglia o meno, questa notte non morirà, perché i formidabili mutanti lo trasportano in un locale caldo, dove qualcuno si prende cura di lui. La donna leopardo è strutturata più per uccidere, che per salvare vite, ma questa sera i suoi poteri risanano. In una pausa, tuttavia Ferox sente dire che un bambino di poco più di un anno è stato annegato dal padre. Questa è una vita che la mutante non è riuscita a proteggere, e se ne duole. Tanti, se non tutti hanno reagito con sdegno: come è possibile assassinare il proprio figlio, per recare danno alla moglie? Quando Ferox mugola in maniera pericolosa, per poi uscire nella tormenta, con gli artigli già estroflessi, Kong capisce dove sta andando. La guarda, augurandole di trovare l’assassino, poiché anche lui lo farebbe, se non ci fossero altre persone da trarre in salvo. Il criminale non si è nascosto, dopo il misfatto; non ne aveva l’intenzione, nonostante sia stato denunciato per omicidio volontario aggravato. Cosa passa in un cervello come quello, non è dato sapere, ma a Ferox in fondo non interessa, dato che si accontenterà di sbudellarlo. Può ovviamente contare sui poteri traccianti della Navigatrice. Grazie alla collega mutante, che si trova nella base di Evolution, su un cacciatorpediniere arenato nel deserto, la donna leopardo sa dove andare. Il pazzo criminale sogghigna, sicuro di potere eventualmente inscenare un’infermità di mente, che gli consentirebbe una detenzione non convenzionale. Persino un delinquente come lui sa che i detenuti comuni lo torturerebbero prima di ucciderlo, per quello che ha fatto. Ma non entrerà in carcere, perché Ferox lo terminerà prima. Seduto in una cella di sicurezza, aspetta gli interrogatori di rito, che però non avranno luogo. La collettività non si sobbarcherà questo onere. Il poliziotto, preposto alla sua sorveglianza, non si accorge dell’arrivo di Ferox, la cui comparsa improvvisa lo stupisce e lo spaventa. Senza bisogno di parlare, lo sguardo della donna leopardo è eloquente: prenderà l’assassino, con o senza la collaborazione di chi lo sorveglia. Un attimo di riflessione, ed il poliziotto si allontana; racconterà di essersi recato al bagno. Ferox entra nella cella, e la sua vittima si alza in piedi; capisce di non avere la minima possibilità di salvarsi, e forse neppure lo vorrebbe. Gli artigli della mutante squarciano abiti, pelle, muscoli e viscere; gas, sangue e liquami si rovesciano sul pavimento. Il poliziotto, che si è effettivamente recato in bagno, ode un grido straziante; la sua reazione è un sospiro di sollievo. Poi, con calma, telefona ai suoi capi, per annunciare che un cadavere straziato giace nella cella di sicurezza. Non è sicuramente trapassato in modo indolore, perché così ha voluto Ferox. Nessun magistrato sarà così ottuso da indagare su un caso chiuso in maniera a dir poco insolita: fa comodo a tutti che del delinquente sia rimasta solo una pozza maleodorante, e poco più. Ferox ha agito come un capobranco, che si senta in dovere di eliminare sul nascere un possibile contagio: i pazzi assassini devono essere terminati. La Maga, rimasta di guardia alla base di Evolution, assieme alle Navigatrice ed alla telepate Nancy, passa in rassegna i vari telegiornali, che raccontano della vastissima area colpita da un maltempo che non si ricordava da decenni. Ci sono molti morti assiderati, anche all'interno delle loro stesse autovetture o camion. Il dottor Occulto, capo di Evolution, galleggia nel piano astrale con il suo corpo eterico. Da quel punto di vista privilegiato, Occulto rileva un’insolita attività magica, in una precisa area dell’emisfero nord. Il mutante e mago ritiene che detta insolita attività possa avere correlazione con il grande freddo. Intanto, Dragonfire, Fulminatore, Kong e Ferox intervengono in soccorso degli animali di uno zoo. Hanno visto in tv che il gelo, che dura ininterrottamente da giorni, ha bloccato l’afflusso dei rifornimenti. Quindi adesso i serpenti, i felini, gli orsi e tutti gli altri ospiti dello zoo soffrono un disagio enorme. Solo le foche, i pinguini ed i leoni marini nuotano felici nell'acqua sempre più fredda; ma anche per loro tra un po’ non ci sarà da mangiare. I leoni sono nati per vivere in un clima mite, sebbene nella savana di notte faccia freddo. Ferox entra nella gabbia dei grandi felini, avvicinandoli come nessun guardiano umano potrebbe fare. Una leonessa manifesta un certo allarme, perché il suo primo compito è difendere il piccolo. Tuttavia il felino avverte una singolare affinità, con quello strano bipede. Inoltre la leonessa percepisce anche la forza e la pericolosità di chi le sta di fronte. Kong entra nella gabbia degli orsi, che però sono molto meno disponibili della leonessa. Uno attacca l’uomo bestia di Evolution, che lo schiva abilmente; un rischio peraltro calcolato, ma ora si rende necessario un intervento esterno. Fulminatore emette alcune piccole scariche elettriche, che inducono l’orso ad accettare l’aiuto degli intrusi. Dei serpenti si occupa Dragonfire; li trova ormai in stato quasi catatonico. Raccoglie alcuni grossi boa e pitoni, che, a contatto con la sua scaglie, riprendono lentamente vitalità. Il calore interno del drago giunge infatti all’esterno, senza dover ricorrere alla super-fiamma. Ferox esce dalla gabbia dei leoni, con il cucciolo in braccio, seguita dalla leonessa. Data la temperatura inclemente, lo zoo è coperto dalla neve. Dragonfire individua pertanto un pozzetto, dove scatenare il suo potere, ed il plasma caldissimo erompe dalle sue fauci. Si realizza pertanto un singolare accampamento di belve di tutti i tipi, carnivori predatori ed erbivori, che pensano per prima cosa ad espellere il maledetto freddo dai loro corpi. I tre mutanti ed il drago si interpongono tra le varie fazioni di lupi, jene, leoni, pantere ed erbivori, rimandando il pasto all’arrivo degli approvvigionamenti. I media narrano di una manifestazione di gelo mai vista negli ultimi settanta anni. Non è peraltro chiaro se in quel periodo il clima inclemente coinvolse, come oggi, l’intero emisfero nord del pianeta. Così affermano telegiornali e giornali, ma non è precisamente così. Infatti, in un’isola vicinissima al polo nord, la temperatura rilevata è intorno ai dieci gradi sopra lo zero, e non nevica. Quella terra, creata e dominata dai vulcani, dovrebbe essere coperta di ghiaccio, ma il fuoco ha imposto la propria forza. La popolazione dell’isola è distribuita sulle coste, perché vive di pesca; l’interno invece fa pensare ad un pianeta primordiale, privo di vita. Qualcuno però si muove, in mezzo a quelle nebbie calde. Si tratta di alcuni uomini incappucciati e vestiti di nero. Sono maghi, che recitano antichissimi incantesimi. Lo sappiano o meno, le loro parole e le loro energie hanno suscitato l’attenzione di entità antichissime. Adorati dagli uomini primitivi, questi spiriti soprannaturali non risentono del trascorrere del tempo. Sono nati assieme al pianeta, quando fuoriuscì dal Sole; non moriranno mai, perché non vivono come gli esseri biologici. Osservano con una particolare curiosità quei piccoli umani, che cercano di evocarli. Ed hanno finanche già parzialmente soddisfatto le preghiere a loro destinate. Attraverso un varco dimensionale, quelli che furono i giganti del gelo hanno inviato sulla Terra correnti distruttive, che gli abitatori mortali del pianeta credeva circoscritte ai poli. La Natura è violentata da queste intrusioni, e cerca di compensare il freddo incredibile con l’invio di aria calda. L’arrivo della bella stagione dovrebbe segnare la sconfitta dei perfidi spiriti del gelo, a meno che i loro intermediari umani aprano ulteriormente il portale dimensionale. La Maga, accompagnata dalla collega telepate Nancy, vola verso l’isola nordica. L’interferenza magica confermata dal dottor Occulto si trova a pochi chilometri. Le due mutanti devono valutare la forza dei nemici, e la portata dei loro piani. Il velivolo multifunzione di Kong vola praticamente da solo, offrendo un riparo dai rigori esterni, che comunque sono accettabili se raffrontati a quello che accade più a sud. Giunti all’ottavo giorno di crisi, si registrano centinaia di decessi, dovuti anche alla sottovalutazione del rischio. La Maga e Nancy sfruttando i poteri mimetici del velivolo, studiano gli avversari, per individuarne i punti deboli. I maghi neri operano all'interno di un cerchio di pietre antichissime. Quello è un luogo nel quale, millenni or sono, avvennero sacrifici cruenti: uomini che uccisero altri uomini, per regalarne il sangue agli spiriti del gelo. Gli adoratori dell'entropia, indossati i panni degli antichi sacerdoti di quel culto sanguinario, hanno stabilito un contatto grazie ad uno scrigno dotato di poteri incommensurabili. Un oggetto che risale a tempi antichissimi, costruito con materiali che hanno resistito ai millenni, ed anche a tentativi di attacco fisico. Se adesso la Maga e Nancy riuscissero a mettere le mani sullo scrigno, scoprirebbero che il perfido tramite si difende emettendo energie mortali. Le due mutanti, sospettando che i maghi neri non siano la vera fonte di potere, attaccano come è loro congeniale. Una scarica mentale distorsiva colpisce di sorpresa i maghi, che, non prevedendo un attacco, hanno gli schermi psichici abbassati. I cinque crollano in ginocchio, ma occorre agire in fretta, prima che si riprendano. Lo scrigno, che è pericoloso per chiunque cerchi di toccarlo, si solleva da terra, grazie alla telecinesi della Maga, aiutata dalla collega. L'azione è velocissima, e consente ad Evolution di privare i malvagi dello strumento che ha consentito loro di distorcere il clima. Il velivolo multifunzione di Kong si allontana velocemente dall'isola vulcanica, inseguito dalle maledizioni dei maghi sconfitti.