mercoledì 8 febbraio 2012

NEVE_173° episodio

Alla fine del primo mese dell'anno, gli abitanti dell'emisfero nord della Terra si sentono autorizzati a pensare che forse la primavera giungerà in anticipo. Qualche insetto inizia a svolazzare, sebbene l'aria abbia una temperatura intorno ai dieci gradi. Gli uccellini, quelli che d'inverno non migrano, cinguettano, pregustando l'arrivo delle giornate più lunghe e calde. Anche alcune piante si lasciano ingannare dalla mitezza diurna dell'aria, ed emettono qualche gemma. Poi, nel fine settimana, particelle infinitesimali di neve compaiono nell'aria del mattino. Forse si tratta di nevischio bagnato, perché non si ferma al suolo, ma abbatte la temperatura fino al punto di congelamento dell'acqua. I ciclisti, assaliti dal gelo improvviso, arrancano verso casa. Il giorno successivo, domenica, i fiocchi di neve si sono moltiplicati, e, giunti a terra, gelano senza pietà, rendendo quasi impossibile camminare senza scivolare. I previsori del tempo professionisti si rendono finalmente conto che qualcosa sta accadendo; per non sbagliare, annunciano almeno dieci giorni di bufere, con temperature siberiane. Pensano sia preferibile esagerare, piuttosto che sottovalutare la coda invernale. Alcune scuole rimangono chiuse, altre aperte, costringendo i genitori a trasportare i figli in un ambiente ostile. Ospedali minacciano la chiusura, per deficit di riscaldamento, poi si scopre che non è così. Disposizioni e controdisposizioni ingenerano ulteriore caos. Un treno rimane bloccato, perché la corrente non arriva più ai motori. I passeggeri sono prigionieri dei vagoni, sempre più freddi. Il loro supplizio dura alcune ore, fino all'arrivo di Fulminatore e di Dragonfire. Il mutante elettrico localizza, grazie ai suoi poteri, le linee di forza interrotte; scopre che un ramo, abbattuto dal peso della neve, ha tranciato un cavo di alimentazione. Il mutante vola in quella direzione, sostentato dal suo dispositivo antigravitazionale. La neve, che continua a cadere, ostacola la visibilità, ma Fulminatore raggiunge ugualmente l'obiettivo. Nessun altro potrebbe afferrare i cavi dell'alta tensione, come fa lui. L'alta tensione incrementa ulteriormente la sua potenza, permettendogli i saldare assieme i due capi del cavo interrotto. Adesso il treno potrebbe ripartire, se non fosse bloccato dalla neve caduta sui binari. Forse gli umani prima o poi impareranno a costruire apposite tettoie, sotto le quali fare transitare i treni senza ostacoli meteorologici. Il riscaldamento torna nel convoglio, ristorando centinaia di persone semi-congelate. La fiamma di Dragonfire può essere impiegata per aprire la strada al convoglio, ma l'alieno deve dosare la sua forza, per non distruggere le traversine e le rotaie stesse. Levitando, grazie al suo dragoncraft, il drago di Evolution proietta verso il basso una esalazione prolungata di plasma a bassa potenza. La neve si trasforma istantaneamente in vapore, saltando lo stato liquido. Dragonfire tratta allo stesso modo un tratto lunghissimo di ferrovia, mentre la motrice elettrica prende velocità. Dopo di che i due super-eroi di Evolution si possono allontanare, tra gli applausi dei passeggeri e dei conduttori. La neve continua a cadere, per il quarto giorno consecutivo. Nelle campagne, le strade sterrate scompaiono sotto una coltre spessissima. In città, la gente corre a rifugiarsi nelle case riscaldate. Gli impianti sono sottoposti a notevoli stress, e l'inquinamento cresce. Fortuna che le precipitazioni ininterrotte abbattono parzialmente i fumi velenosi. Le autorità amministrative invitano i cittadini a non fare ricorso alle automobili. I mezzi pubblici possono trasportare tantissimi passeggeri, impegnando sulle strade uno spazio molto minore di quello che occuperebbero le automobili necessarie a fare altrettanto. In teoria, dato che, con il freddo, i bus si fermano all'improvviso. Come è possibile, si chiedono i dirigenti dell'azienda che gestisce i trasposti pubblici? Qualora controllassero il chilometraggio dei mezzi, non formulerebbero domande tanto stupide. Il quarto giorno, dopo l'inizio delle nevicate, il fenomeno si interrompe; il sole compare appena dietro una specie di nebbia gelida, ma dura poco. Correnti nordiche trasportano altra neve, accompagnata da aria freddissima. Chi soffre maggiormente il disagio sono i senza fissa dimora, che cercano di sopravvivere al trascorrere della notti, avvolti in protezioni improbabili: plastica e cartoni. Si addormentano, sperando di svegliarsi al mattino, ma le ore più fredde prima dell'alba li richiamano inclementi alla realtà. I corpi rattrappiti dal freddo diventano una cosa sola con il duro selciato, che aspira la loro energia vitale. In questo incubo tenebroso, uno di questi senza dimora si desta all'improvviso, perché dinanzi a lui c'è un essere terribile e fantastico. Una donna che sembra anche una belva della jungla. Ferox, la donna leopardo di Evolution, ha trovato quel povero e debole essere umano, grazie al potere telepatico della Maga. Ferox gli ordina di levarsi dal suo stato di quasi morte, e, quando lui oppone resistenza, lo solleva di peso. Mani dotate di una forza sovrumana lo prendono in consegna. Quelle mani sono estensioni di un corpo fortissimo: l'uomo bestia di Evolution, Kong. Che il relitto umano voglia o meno, questa notte non morirà, perché i formidabili mutanti lo trasportano in un locale caldo, dove qualcuno si prende cura di lui. La donna leopardo è strutturata più per uccidere, che per salvare vite, ma questa sera i suoi poteri risanano. In una pausa, tuttavia Ferox sente dire che un bambino di poco più di un anno è stato annegato dal padre. Questa è una vita che la mutante non è riuscita a proteggere, e se ne duole. Tanti, se non tutti hanno reagito con sdegno: come è possibile assassinare il proprio figlio, per recare danno alla moglie? Quando Ferox mugola in maniera pericolosa, per poi uscire nella tormenta, con gli artigli già estroflessi, Kong capisce dove sta andando. La guarda, augurandole di trovare l’assassino, poiché anche lui lo farebbe, se non ci fossero altre persone da trarre in salvo. Il criminale non si è nascosto, dopo il misfatto; non ne aveva l’intenzione, nonostante sia stato denunciato per omicidio volontario aggravato. Cosa passa in un cervello come quello, non è dato sapere, ma a Ferox in fondo non interessa, dato che si accontenterà di sbudellarlo. Può ovviamente contare sui poteri traccianti della Navigatrice. Grazie alla collega mutante, che si trova nella base di Evolution, su un cacciatorpediniere arenato nel deserto, la donna leopardo sa dove andare. Il pazzo criminale sogghigna, sicuro di potere eventualmente inscenare un’infermità di mente, che gli consentirebbe una detenzione non convenzionale. Persino un delinquente come lui sa che i detenuti comuni lo torturerebbero prima di ucciderlo, per quello che ha fatto. Ma non entrerà in carcere, perché Ferox lo terminerà prima. Seduto in una cella di sicurezza, aspetta gli interrogatori di rito, che però non avranno luogo. La collettività non si sobbarcherà questo onere. Il poliziotto, preposto alla sua sorveglianza, non si accorge dell’arrivo di Ferox, la cui comparsa improvvisa lo stupisce e lo spaventa. Senza bisogno di parlare, lo sguardo della donna leopardo è eloquente: prenderà l’assassino, con o senza la collaborazione di chi lo sorveglia. Un attimo di riflessione, ed il poliziotto si allontana; racconterà di essersi recato al bagno. Ferox entra nella cella, e la sua vittima si alza in piedi; capisce di non avere la minima possibilità di salvarsi, e forse neppure lo vorrebbe. Gli artigli della mutante squarciano abiti, pelle, muscoli e viscere; gas, sangue e liquami si rovesciano sul pavimento. Il poliziotto, che si è effettivamente recato in bagno, ode un grido straziante; la sua reazione è un sospiro di sollievo. Poi, con calma, telefona ai suoi capi, per annunciare che un cadavere straziato giace nella cella di sicurezza. Non è sicuramente trapassato in modo indolore, perché così ha voluto Ferox. Nessun magistrato sarà così ottuso da indagare su un caso chiuso in maniera a dir poco insolita: fa comodo a tutti che del delinquente sia rimasta solo una pozza maleodorante, e poco più. Ferox ha agito come un capobranco, che si senta in dovere di eliminare sul nascere un possibile contagio: i pazzi assassini devono essere terminati. La Maga, rimasta di guardia alla base di Evolution, assieme alle Navigatrice ed alla telepate Nancy, passa in rassegna i vari telegiornali, che raccontano della vastissima area colpita da un maltempo che non si ricordava da decenni. Ci sono molti morti assiderati, anche all'interno delle loro stesse autovetture o camion. Il dottor Occulto, capo di Evolution, galleggia nel piano astrale con il suo corpo eterico. Da quel punto di vista privilegiato, Occulto rileva un’insolita attività magica, in una precisa area dell’emisfero nord. Il mutante e mago ritiene che detta insolita attività possa avere correlazione con il grande freddo. Intanto, Dragonfire, Fulminatore, Kong e Ferox intervengono in soccorso degli animali di uno zoo. Hanno visto in tv che il gelo, che dura ininterrottamente da giorni, ha bloccato l’afflusso dei rifornimenti. Quindi adesso i serpenti, i felini, gli orsi e tutti gli altri ospiti dello zoo soffrono un disagio enorme. Solo le foche, i pinguini ed i leoni marini nuotano felici nell'acqua sempre più fredda; ma anche per loro tra un po’ non ci sarà da mangiare. I leoni sono nati per vivere in un clima mite, sebbene nella savana di notte faccia freddo. Ferox entra nella gabbia dei grandi felini, avvicinandoli come nessun guardiano umano potrebbe fare. Una leonessa manifesta un certo allarme, perché il suo primo compito è difendere il piccolo. Tuttavia il felino avverte una singolare affinità, con quello strano bipede. Inoltre la leonessa percepisce anche la forza e la pericolosità di chi le sta di fronte. Kong entra nella gabbia degli orsi, che però sono molto meno disponibili della leonessa. Uno attacca l’uomo bestia di Evolution, che lo schiva abilmente; un rischio peraltro calcolato, ma ora si rende necessario un intervento esterno. Fulminatore emette alcune piccole scariche elettriche, che inducono l’orso ad accettare l’aiuto degli intrusi. Dei serpenti si occupa Dragonfire; li trova ormai in stato quasi catatonico. Raccoglie alcuni grossi boa e pitoni, che, a contatto con la sua scaglie, riprendono lentamente vitalità. Il calore interno del drago giunge infatti all’esterno, senza dover ricorrere alla super-fiamma. Ferox esce dalla gabbia dei leoni, con il cucciolo in braccio, seguita dalla leonessa. Data la temperatura inclemente, lo zoo è coperto dalla neve. Dragonfire individua pertanto un pozzetto, dove scatenare il suo potere, ed il plasma caldissimo erompe dalle sue fauci. Si realizza pertanto un singolare accampamento di belve di tutti i tipi, carnivori predatori ed erbivori, che pensano per prima cosa ad espellere il maledetto freddo dai loro corpi. I tre mutanti ed il drago si interpongono tra le varie fazioni di lupi, jene, leoni, pantere ed erbivori, rimandando il pasto all’arrivo degli approvvigionamenti. I media narrano di una manifestazione di gelo mai vista negli ultimi settanta anni. Non è peraltro chiaro se in quel periodo il clima inclemente coinvolse, come oggi, l’intero emisfero nord del pianeta. Così affermano telegiornali e giornali, ma non è precisamente così. Infatti, in un’isola vicinissima al polo nord, la temperatura rilevata è intorno ai dieci gradi sopra lo zero, e non nevica. Quella terra, creata e dominata dai vulcani, dovrebbe essere coperta di ghiaccio, ma il fuoco ha imposto la propria forza. La popolazione dell’isola è distribuita sulle coste, perché vive di pesca; l’interno invece fa pensare ad un pianeta primordiale, privo di vita. Qualcuno però si muove, in mezzo a quelle nebbie calde. Si tratta di alcuni uomini incappucciati e vestiti di nero. Sono maghi, che recitano antichissimi incantesimi. Lo sappiano o meno, le loro parole e le loro energie hanno suscitato l’attenzione di entità antichissime. Adorati dagli uomini primitivi, questi spiriti soprannaturali non risentono del trascorrere del tempo. Sono nati assieme al pianeta, quando fuoriuscì dal Sole; non moriranno mai, perché non vivono come gli esseri biologici. Osservano con una particolare curiosità quei piccoli umani, che cercano di evocarli. Ed hanno finanche già parzialmente soddisfatto le preghiere a loro destinate. Attraverso un varco dimensionale, quelli che furono i giganti del gelo hanno inviato sulla Terra correnti distruttive, che gli abitatori mortali del pianeta credeva circoscritte ai poli. La Natura è violentata da queste intrusioni, e cerca di compensare il freddo incredibile con l’invio di aria calda. L’arrivo della bella stagione dovrebbe segnare la sconfitta dei perfidi spiriti del gelo, a meno che i loro intermediari umani aprano ulteriormente il portale dimensionale. La Maga, accompagnata dalla collega telepate Nancy, vola verso l’isola nordica. L’interferenza magica confermata dal dottor Occulto si trova a pochi chilometri. Le due mutanti devono valutare la forza dei nemici, e la portata dei loro piani. Il velivolo multifunzione di Kong vola praticamente da solo, offrendo un riparo dai rigori esterni, che comunque sono accettabili se raffrontati a quello che accade più a sud. Giunti all’ottavo giorno di crisi, si registrano centinaia di decessi, dovuti anche alla sottovalutazione del rischio. La Maga e Nancy sfruttando i poteri mimetici del velivolo, studiano gli avversari, per individuarne i punti deboli. I maghi neri operano all'interno di un cerchio di pietre antichissime. Quello è un luogo nel quale, millenni or sono, avvennero sacrifici cruenti: uomini che uccisero altri uomini, per regalarne il sangue agli spiriti del gelo. Gli adoratori dell'entropia, indossati i panni degli antichi sacerdoti di quel culto sanguinario, hanno stabilito un contatto grazie ad uno scrigno dotato di poteri incommensurabili. Un oggetto che risale a tempi antichissimi, costruito con materiali che hanno resistito ai millenni, ed anche a tentativi di attacco fisico. Se adesso la Maga e Nancy riuscissero a mettere le mani sullo scrigno, scoprirebbero che il perfido tramite si difende emettendo energie mortali. Le due mutanti, sospettando che i maghi neri non siano la vera fonte di potere, attaccano come è loro congeniale. Una scarica mentale distorsiva colpisce di sorpresa i maghi, che, non prevedendo un attacco, hanno gli schermi psichici abbassati. I cinque crollano in ginocchio, ma occorre agire in fretta, prima che si riprendano. Lo scrigno, che è pericoloso per chiunque cerchi di toccarlo, si solleva da terra, grazie alla telecinesi della Maga, aiutata dalla collega. L'azione è velocissima, e consente ad Evolution di privare i malvagi dello strumento che ha consentito loro di distorcere il clima. Il velivolo multifunzione di Kong si allontana velocemente dall'isola vulcanica, inseguito dalle maledizioni dei maghi sconfitti.

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