mercoledì 15 febbraio 2012

LO SCRIGNO_174° episodio

Il velivolo multifunzione di Evolution, progettato e costruito da Kong, si allontana dall’isola vulcanica. La Maga ritiene sia il caso di sigillare lo scrigno, per contenere il potere soprannaturale che da esso promana. I maghi neri, che stavano riportando sulla Terra gli spiriti del gelo estremo, temono ritorsioni da parte dei loro padroni. Per quelle entità, antiche come la Natura stessa, gli umani sono formiche con le quali giocare, ma solo per poco tempo. Dal loro stato stato dell’esistenza, le antichissime divinità hanno bandito tutto ciò che è caldo o appena tiepido. Nessuna forma di vita, dotata di sangue, sopravvivrebbe ai rigori che farebbero sembrare primaverile il clima dei poli terrestri. La Maga fatica a mantenere un campo d’energia attorno allo scrigno, che preme per riaprirsi. La mutante è certa che, se dovesse accadere, il terrificante manufatto potrebbe congelare un’intera metropoli. Nancy dirige il velivolo verso la base di Evolution, che si trova a bordo di un cacciatorpediniere, capitato chissà come in un deserto sabbioso. Il mistero del cacciatorpediniere stimola ancora la curiosità del dottor Occulto, capo di Evolution, ma adesso bisogna risolvere il problema dell’ondata terrificante di neve e freddo. Togliendo lo scrigno di mano ai maghi neri, il primo risultato, su scala planetaria, è stato il rialzo di qualche grado. Il velivolo multifunzione raggiunge il suo obiettivo; la Maga e Nancy si dirigono verso la grande nave metallica. A bordo, Kong prende in consegna lo scrigno, e lo colloca all’interno di un dispositivo di contenimento, che dovrebbe neutralizzare i suoi poteri entropici. Sull'intero emisfero nord intanto continua ad infuriare la perturbazione, scatenata dai maghi neri. Non si tratta di freddo normale, quanto di freddo dell'anima, che invita a non muoversi di casa, neppure per procurarsi da mangiare. Come un messaggero di morte, il vento gelido invita gli anziani soli ad avvolgersi nelle coperte, che però non sono in grado di riattivare la loro tenue scintilla vitale, che lentamente si spegne. Così facendo, molti scivolano nelle grinfie della morte congelata. Gli araldi dell'entropia si materializzano in vari punti del pianeta, per rafforzare la rete di freddo e rassegnazione, in attesa che lo scrigno torni ad agire. I maghi malvagi lavorano per tenere acceso un fuoco entropico che non scalda, ma raffredda. I mutanti di Evolution, messo in sicurezza lo scrigno, decollano dalla loro base, ed iniziano la caccia. Dopo alcune ore di volo ad alta quota, il jet scende verso terra. Fulminatore esce levitando dal velivolo multifunzione, dopo aver individuato il primo bersaglio. Si trova in cima ad una collina priva di vegetazione; biascica antichi incantesimi, allo scopo di aprire un nuovo portale verso la dimensione gelida. Nella zona, gli animali perdono l'appetito e la voglia di vivere. Gli uomini e le donne guardano il cielo plumbeo, abbandonando la speranza di rivedere il sole. La forza elettrica di Fulminatore lo scherma dalla neve e dal freddo. Quando giunge nella valle desolata, volando sul suo craft antigravitazionale, il mutante brilla di lampi bluastri e rossi. Il mago nero lo vede, e sogghigna. Ad un suo gesto, colonne di nevischio volano verso Fulminatore, per sommergerlo in una morsa destinata ad assorbire tutta la vitalità dal suo corpo. Fulminatore è lì per abbattere il mago, ed è pronto a combattere con tutte le sue abilità. Un fulmine scaturisce dalle mani del super-eroe di Evolution. La forza elettrica risiede in profondità, nei muscoli, nei nervi, nelle ossa, nel sangue e nel cuore di Fulminatore. Il lampo frigge l'aria mentre passa; disintegra il flusso gelido diretto contro il mutante elettrico. Investe, una frazione di secondo dopo essere partito, il mago del gelo, che grida e cade a terra. In un altro posto, a una decina di chilometri di distanza, due sciatori si rendono conto di essere dei cretini. Sono usciti di pista, ed ora il bianco incombe su di loro. Si stanno convincendo che quello sia il colore della morte. Neve e cielo: bianco assoluto, e gelo totale. I loro movimenti si fanno sempre più lenti. Vorrebbero trovare un riparo, ma solo nei film i protagonisti costruiscono igloo senza disporre di pale adeguate. Quando il freddo ti invade, la lucidità ti abbandona, e la voglia da fare ti concede appena di muovere un passo dopo l'altro, sempre più lento. Basterebbe un ultimo sforzo per raggiungere il luogo nel quale Fulminatore combatte contro il mago nero, ma gli sciatori non lo sanno. Infine si arrendono alla spossatezza estrema. Il freddo non estrae l'acqua dai nostri corpi, come fa il caldo; il freddo la solidifica dentro di noi, uccidendoci dall'interno. Gli sciatori non possono neppure provare a scaldarsi a vicenda, giacché la loro vitalità è ridotta al lumicino. Mentre Fulminatore ed il mago nero si scambiano emissioni energetiche micidiali, i due umani crollano per non più rialzarsi. A soli dieci chilometri di distanza, che, per quel che conta, potrebbero anche essere centomila. Il mago nero non molla, sorprendendo il mutante con la sua tenacia e la sua resistenza all'elettricità. Rischiando di indebolirsi, dato il clima avverso, Fulminatore cambia strategia d'attacco. Levita, con il sul craft antigravitazionale, ed attacca fisicamente il nemico, ma solo per sollevarlo dalla terra e dalle rocce da cui trae forza. Il mago nero in effetti si sente subito più debole, e prova a reagire. Un incantesimo a bruciapelo supera lo schermo di Fulminatore. Punture si diffondono ovunque, ma l'eroe di Evolution continua a salire verso il cielo, artigliando con una mano la nera veste che avvolge il mago. Giunto ad un punto di stallo, non riuscendo più a guidare il supporto sostentatore, il mutante lascia cadere il nemico. Il mago nero grida, ma non è in grado di farsi spuntare le ali; inutile provare a levitare, data la velocità di caduta sempre in aumento. Spera però di impattare in un blocco di neve; invece finisce contro un campanile. Schiva la guglia acuminata, ma solo per precipitare a rotta di collo sul duro pavimento di cemento armato, antistante la chiesa. La sua animaccia perde il controllo su quel sistema nervoso interrotto e su quelle ossa fratturate. La scintilla vitale del servo dell'entropia viene assorbita dall'universo gelido che si trova oltre la soglia. Altrove, un paese in mezzo alla campagna; villette residenziali con riscaldamento autonomo. La fornitura di gas viaggia sotto terra, quindi non risente della neve che si accumula a metri. Tante belle famigliole si sono impegnate a pagare per i prossimi decenni quelle casette, fornite di coibentazione garantita. Peccato che quel paesello residenziale sia attraversato da strade che nessun spazzaneve ha ripulito. Gli uomini impugnano le pale, e fanno il possibile per sbloccare almeno i loro vialetti. Poi accade l’imprevisto: i termosifoni si raffreddano, dato che la pressione dell’acqua cala, e la temperatura dell’acqua precipita. Le caldaie nuovissime possono poco, se il gas non le alimenta. Con un combustibile differente, come ad esempio il legno, nessuna interruzione di tubature avrebbe causato tali danni. Trattandosi di una giornata festiva, i bambini sono a casa da scuola; se non altro i genitori non dovranno inoltrarsi nella tormenta per riportarli a casa. Il problema è però un altro: il freddo crescente. Un giro di telefonate, tra i vicini suggerisce di spostarsi in massa nell’edificio più grande del paese: la chiesa. Il prete è contento di ospitare tutta quella gente; avrebbe preferito fossero venuti da lui per ascoltare una predica, ma in questo modo potrà conoscerli meglio. La chiesa non è riscaldata, eccetto che per una stufa a legna, che non può fare molto per quella cubatura. La gente è tuttavia contenta di avere trovato un riparo comune; i bambini giocano e gli adulti parlano tra loro. L’autore dell’interruzione della linea del gas osserva non visto. Essendo un mago nero, gli pare singolare che il suo sabotaggio abbia condotto la gente in chiesa. Ora però intende usare il suo potere per aggredire le anime di quegli umani, fin troppo allegri. Tesse incantesimi micidiali, che iniziano a diffondere il malessere tra le sue vittime. Navigatrice adesso può tracciare l’emissione, e ne informa la Maga. Il velivolo multifunzione di Kong punta verso il nuovo obiettivo; tempo previsto trenta minuti. In quel periodo di tempo, il mago nero entra nella chiesa, incurante dei simboli di una divinità che lui non conosce e non teme. Nulla può contro di lui il prete, e neppure le centinaia di persone, che non comprendono di quale potere disponga quel tizio vestito di nero. Poi arriva la Maga, che lo aggredisce con la sua lama mentale, ancor prima di averlo di fronte. La mutante non ha interesse a disputare uno scontro magico, per cui lo bersaglia ancora con la sua telecinesi, fino a farlo cadere in ginocchio. La telepate di Evolution appare decisa a finirla subito e senza correre rischi, ma il mago nero rivolge i suoi incantesimi verso la folla. Alcuni uomini ed alcune donne avanzano, come fossero zombie. La Maga non comprende il loro intento, e li lascia avvicinare troppo; quando l’avvinghiano, lei cerca di difendersi, ma così facendo trascura il vero nemico. Preferirebbe non fare del male agli umani, però non intende subire il ricatto, giacché la posta in gioco trascende per importanza l’incolumità di chi l’attacca. Quando l’adoratore del gelo primordiale lancia le sue scariche letali, la Maga si è già liberata. Alcuni umani ne fanno le spese, cadendo a terra, in preda alle convulsioni. La battaglia potrebbe proseguire, poiché nessuno dei due potenti contendenti è disposto a concedere una tregua. Ciò che il perfido soggetto non sa è che Nancy lo ha raggiunto da dietro. Qualcuno, tra i servi soggiogati dal mago nero, avanza per fermarla, ma lei è molto più veloce di loro. La ragazza è una telepate come la Maga, però la sua vera dote è la capacità di guarire. Difficile immaginare un impiego distruttivo di una simile dote, eppure adesso i tentacoli di bio-energia che provengono dalle sue mani fanno ben altro che risanare. Agendo sul sistema nervoso, il potere di Nancy rallenta i movimenti del nemico. Lui, terrorizzato, si sforza di contrastare l’attacco, ma non fa altro che sovraffaticare il suo cuore. Tentacoli di energia raggiungono il muscolo cardiaco. Potrebbero calmare la fibrillazione, ma questa non è l’intenzione di Nancy. Non vuole ucciderlo, ma solo provocargli un dolore tale da sprofondarlo in uno stato quasi comatoso. Appena il mago si abbatte al suolo, il suo incantesimo cessa di esistere, e la gente nella chiesa si rende conto di dovere la vita alle due mutanti di Evolution. Sopra di loro, vola il velivolo multifunzione di Kong. All'interno, oltre all'uomo bestia di Evolution, si trova anche la donna leopardo. Lo scrigno, sottratto agli adoratori dell'entropia, decide proprio in qual momento di attaccare. Concentra la sua energia in una specie di laser, che perfora il campo energetico che lo manteneva in stasi. Poi, cogliendo di sorpresa i due super-eroi, emette un raggio trattore, che colpisce Kong. Ferox, non essendo impegnata nella guida, schizza via appena in tempo. L'uomo bestia viene viceversa sottoposto ad una gravitazione centripeta, che lo costringe a ripiegare gli arti possenti. Se Kong non fosse super-forte, subirebbe danni irreparabili da quella forza che pare intenzionata a schiacciargli i polmoni. Poi l'uomo bestia viene rapito dallo scrigno incantato, e scompare al suo interno. Ferox attacca d'istinto, chiudendo lo scrigno con tutta la sua forza. Così facendo, evita di fare la stessa fine di Kong. Poi la donna leopardo pilota il velivolo, portandolo a terra. La Maga e Nancy salgono a bordo, e Ferox racconta loro l'accaduto. È indispensabile tornare alla base, per conferire direttamente con il dottor Occulto, ma prima bisogna rintracciare Fulminatore. Nel giro di un'ora Ferox, Maga, Nancy e Fulminatore sono diretti alla massima velocità verso la base di Evolution in pieno deserto. La situazione: alcuni maghi neri continuano la loro opera per sovvertire il clima, ma Kong è stato quasi sicuramente sbalzato in un mondo, dove le condizioni climatiche potrebbero ucciderlo. Dragonfire è il più adatto alla missione di salvataggio, per cui si espone volontariamente al potere dello scrigno degli antichi inverni. I colleghi di Evolution si fanno da parte, mentre il perfido tramite manifesta ancora una volta il suo potere. Venti gelidi investono il drago, ma la sua temperatura interna gli consente di resistere facilmente. La massa di Dragonfire oppone però una resistenza inaspettata; l'alieno allora salta spontaneamente nel varco dimensionale, oltre il quale si trova il mondo del gelo assoluto. Quando Dragonfire atterra in mezzo al ghiaccio ed alla neve, Kong è ormai quasi congelato, nonostante la pelle spessa e la pelliccia. Il possente extraterrestre avanza, scagliando lontano massi enormi. Non lascerà che il suo amico Kong soccomba; piuttosto darà fuoco a tutto ciò che lo circonda. Ed in effetti la prima cosa da fare è emettere una vampata di super-fiamma, per riattivare la circolazione del mutante. Il plasma caldissimo fuoriesce dalle fauci del drago, che adesso più che mai sembra una figura mitologica. Mentre il calore lo raggiunge, riportandolo alla vita, Kong riceve l'ennesima dimostrazione del perché gli umani abbiano sempre adorato e temuto i draghi. Una vampata, alta centinaia di metri, penetra il terreno, sepolto da eoni sotto il ghiaccio. Terra e rocce non dovrebbero prendere fuoco, ma il potere del drago è tale da trascendere questi ed altri limiti. Dragonfire solleva l'amico tra le braccia possenti, per condurlo verso il portale, che però appare sempre meno definito. Kong vola verso il varco, scagliato dal braccio fortissimo dell'alieno verde. Il mutante si contorce, per centrare l'obiettivo; usando tutta la sua forza rigenerata, Kong sfonda letteralmente la soglia spazio-temporale. Dall'altra parte, i suoi colleghi di Evolution lo accolgono con gioia, sebbene trepidino per Dragonfire, che si trova ancora dall'alta parte. Il colosso verde ha però anch'egli l'intenzione di tornare a casa, sul suo pianeta adottivo. In lontananza scorge figure in movimento, grandi come montagne; ritiene siano i signori di quel mondo, che giungono per verificare chi abbia osato scatenare il plasma incandescente, che sta ancora bruciando tutto ciò che incontra. Potrebbe affrontarli, perché Dragonfire non conosce la paura, ma il dottor Occulto gli chiede di tornare sulla Terra. Per riuscirci, sarà necessario riaprire il portale; peraltro è quasi impossibile indurre lo scrigno a farlo. Il varco non si è però richiuso del tutto, grazie a Fulminatore che ha interposto una scarica di energia pulsante, e lotta per mantenerla in loco. Kong ha appena dimostrato che il portale può essere forzato, ed il drago non chiede di meglio. Prende la rincorsa, poi balza in avanti, spinto dai fortissimi muscoli delle sue zampe posteriori. Colpisce il varco con ambedue i pugni, con una forza che sfonderebbe una nave da guerra, e questa possanza si dimostra più che adeguata. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria; per cui, mentre Dragonfire irrompe sulla Terra, frammenti di pseudo materia frantumata lo seguono. Lo scrigno degli antichi inverni subisce un impatto, che lo solleva dal suolo. Quando si abbatte sul metallo del ponte del cacciatorpediniere, mostra fratture che attraversano la sua sostanza durissima. Da esse fuoriesce un fumo nerastro e maleodorante. La pseudo-materia sfrigola, per poi sciogliersi in una pozza nerastra, che corrode l'acciaio stesso.

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