mercoledì 22 febbraio 2012
ENTROPIA_175° episodio
I maghi neri, servi dell’entropia sconfitti da Evolution, non erano i soli in circolazione. La loro missione era di aprire un varco dimensionale verso il mondo del gelo eterno. Questi umani, come molti altri prima di loro, commettono l’errore di ritenersi utili ai loro padroni disumani; quindi degni di un riconoscimento. Lo studio della magia nera sembra non abbia aperto le menti di quei piccoli uomini, che attribuiscono la loro logica ad esseri antichi come la vita stessa. Tanto varrebbe cercare di trattare con un ghiacciaio. I signori dell’entropia hanno un solo disegno: estendere il loro dominio anche su questa dimensione. Non sono divinità della morte; sono ancora più alieni. Le divinità dell’oltretomba erano preda di passioni umane; come se in loro scorresse il sangue, che pretendevano dai loro accoliti. I signori dell’entropia non sanno cosa sia il sangue, e non li riguarda in alcun modo. Appena iniziano a manifestarsi sulla Terra, quelle antichissime divinità assorbono tutto il calore disponibile. I maghi neri muoiono quasi istantaneamente, come se tutta la neve del mondo li avesse coperti. Non sono semplici umani, ma, per i colossi di ghiaccio sono formiche morte. Il gigante del ghiaccio si manifesta come una montagna semovente immersa nella nebbia. Si tratta però di una nebbia quale gli uomini non conoscono da eoni. Forse i nostri antenati scimmieschi si rintanavano nelle caverne, quando ancora non conoscevano l'uso del fuoco, per sfuggire ad una nebbia di questo tipo. Mezze scimmie irsute, muscolose e quasi senza paura, tremavano quando i giganti del gelo camminavano sulla Terra. Poi accadde qualcosa, che indusse o costrinse quelle entità totalmente disumane a lasciare questo piano dell'esistenza. Adesso un portale si è aperto, ed i mostri sono tornati. L'autostrada viene improvvisamente invasa da un vapore, che bagna istantaneamente i cristalli e l'asfalto. Le vetture sono costrette a ridurre drasticamente la loro velocità. Anche i più fuori di testa tra gli umani non se la sentono di viaggiare spavaldamente in un contesto nel quale tutti i punti di riferimento paiono essere scomparsi. Alcune auto si toccano lateralmente e altre si tamponano. C'è chi si ferma, per constatare i danni, rischiando di essere investito da chi sopraggiunge. L'animosità però si esaurisce, quando gli autisti escono dalle loro calde macchine. Il freddo dell'anima li assale. Le loro stesse parole sembrano ovattate, come se i suoni faticassero a propagarsi in quel contesto innaturale. Poi, con un rumore come di ghiacciai in lento movimento, una forma a dir poco colossale si avvicina all'autostrada bloccata. Il freddo aumenta ancora di più, e la neve inizia a cadere. Gli automobilisti tornano a bordo delle loro vetture, sperando che i motori alimentino gli impianti di riscaldamento e condizionamento. Invece accade che i pistoni rallentano, come se la benzina o il gasolio non fossero più in grado di circolare. Questa è entropia: la perdita del calore che è insito nella vita, ma anche di quello che esiste a livello sub-atomico. Tuttavia quegli uomini e quelle donne non muoiono, perché il gelo soprannaturale li precipita in un sonno che assomiglia ad un coma mai diagnosticato prima. Il gigante del gelo passa oltre, lasciando le anime imprigionate nei corpi in animazione sospesa. Neppure nel sogno possono trovare riparo e ristoro, perché quegli uomini e quelle donne si trovano imprigionati nella dimensione del gelo estremo. Non erano l'obiettivo della mostruosa entità, altrimenti sarebbero morti. La loro sopravvivenza è dovuta solo al fatto che il gigante del gelo è transitato molto lontano da loro. Il fenomeno atmosferico non poteva passare inosservato; alcuni jet militari si avvicinano per accertare di cosa si tratti. I missili collocati sotto le ali dei caccia sono pronti a volare e distruggere. Il comandante dello stormo ordina ai suoi di allargarsi; la formazione cambia, mentre si avvicina all'immane bersaglio. Poi il comandante ordina il fuoco, ed una salva di missili cerca il bersaglio. Il problema è che il gigante del gelo è un bersaglio a dir poco anomalo, essendo privo di emissioni termiche rilevanti. Quei missili sono stati studiati per colpire jet in volo, o carri armati a terra. Ecco perché adesso sono a dir poco perplessi; il loro percorso non è più rettilineo, e passano accanto al colosso del gelo che avrebbero dovuto distruggere. Milioni spesi dai contribuenti, per acquistare quella tecnologia, provocano solo dei costosissimi crateri. Le truppe di terra nel frattempo sono giunte a tiro, con i cannoni dei carri armati. Sebbene neppure loro capiscano la natura del bersaglio, i militari obbediscono, ed aprono il fuoco. I proiettili, privi di computer interni, rispondono solo all'esplosivo che li scaglia verso l'alto, ed alla gravità che li riporta verso il basso. Alcune esplosioni si verificano sulla montagna semovente, che è il gigante del ghiaccio. Grandi pezzi si staccano dal suo corpo, che non è fatto né di carne, né di sangue, né di ossa. Altro ghiaccio migra per tappare le falle create dalle esplosioni dei proiettili dei carri armati. I jet tornano ad attaccare, questa volta con i cannoncini, limitandosi a scheggiare il colosso. I carristi dovrebbero sfruttare l'attacco dei jet per ritirarsi, ma non lo fanno, ed il gigante del gelo si avvicina sempre più. Il comandante dei mezzi corazzati ordina la ritirata, ma il nemico è più veloce. Un piede, o forse una colata di ghiaccio durissimo, scende verso uno dei tank. L'equipaggio accelera al massimo, ma la pressione cresce in maniera inimmaginabile; finché i cingoli girano a vuoto ed il motore si spegne. Gli uomini a bordo non riescono ad uscire, perché i portelli si sono bloccati. Il freddo atroce li abbatte, come è già accaduto agli automobilisti. Poi il colosso immane avanza. Non visti da quella montagna vivente, due mutanti di Evolution prestano soccorso ai carristi. Neppure Kong, l'uomo bestia di Evolution, riesce ad aprire i portelli. In suo soccorso arriva però Fulminatore, che impiega la sua energia per produrre calore. Se consentisse alla sua elettricità di raggiungere il metallo del carro armato, ucciderebbe sul colpo gli uomini al suo interno. Questo compito richiede un grande impegno da parte di Fulminatore, ma riesce a raggiungere il suo obiettivo. Infatti Kong adesso può estrarre i militari da quella trappola mortale; i loro segni vitali sono molto tenui, ma Fulminatore può fare qualcosa per loro. Induce calore nei loro corpi, in modo che possano guarire e riprendersi dalla brutta avventura. Il colosso del gelo procede inarrestabile come un iceberg. Altre truppe sparano contro il mostro dell'entropia, ma i proiettili impattano inutilmente sull'insensibile sostanza che costituisce il terribile nemico dell'umanità. Il piombo di appiattisce, mentre scava per pochi centimetri; nulla più. I lanciagranate spediscono piccoli missili, che sono dotati di esplosivo. Il danno questa volta è più marcato, ed i militari attirano l'attenzione del colosso. Ecco che solleva una gigantesca mano, dalla quale al suo comando partono schegge di ghiaccio. I soldati sono investiti da quella tempesta letale; potrebbero morire, se la Maga non fosse giunta in loro aiuto. Ampliando al massimo il suo potere telecinetico, la mutante deflette gran parte dei missili. Però alcune schegge raggiungono i militari, che subiscono ferite tutto sommato limitate. Quello che fu una divinità nei tempi antichissimi si accorge dei piccoli umani che lo sfidano. Li osserva, con occhi che hanno visto la deriva dei continenti, e li giudica indegni della sua attenzione. Decide pertanto di delegare ad altri la loro distruzione. Con un gesto, carico di incantesimi tenebrosi, il gigante terrificante apre un portale, dal quale irrompono nel piano dell'esistenza della Terra mostruosità pelose, irte di zanne ed artigli. Provengono da una dimensione diversa da quella dei giganti del gelo, che è inospitale per tutti gli esseri dotati di un sistema circolatorio. Simili a orsi alti tre metri, bianchi come la neve, aggrediscono i soldati, che rispondono con i loro fucili. Gli aggressori non sono invulnerabili, quindi sanguinano, ma non si fermano. Ferox, la donna leopardo di Evolution, adesso può usare i suoi artigli micidiali. Gli orsi bianchi sono grandi e grossi, ma Ferox è molto più veloce di loro. Non riescono a colpirla neppure una volta, mentre lei affonda e squarcia ad ogni assalto. Kong, l'uomo bestia, attacca a sua volta, con pugni e calci potentissimi. Fulminatore lancia le sue scariche, contro le quali gli orsi non hanno difesa: friggono e cadono. La Maga impiega scariche mentali, che abbattono i nemici come se fossero trafitti da spade enormi. Ma la loro ferocia li induce a rialzarsi, per cui la battaglia prosegue. I quattro mutanti di Evolution sono aiutati dai militari, che si sono ripresi dalla temperatura e dalle tempeste indotte dal gigante del ghiaccio. Lui, immenso nella sua statura di circa cento metri, si muove circondato da emissioni in grado di uccidere chiunque sulla Terra. Fortunatamente però sulla Terra vive un drago alieno, il cui potere trascende la comprensione degli uomini. Dragonfire giunge a bordo del suo dragoncraft. Uomini e mutanti volgono lo sguardo verso il cielo bianco per la neve gelata, che continua implacabile a cadere. Il drago emette fiamme dalle fauci possenti, preparandosi alla battaglia contro una divinità apparentemente inarrestabile. Più in basso, un orso atterra Kong, grazie alla massa superiore. Evolution è però un super-gruppo forgiato da tantissime battaglie; non passano due secondi, e Ferox affonda i suoi artigli nella schiena dell'orso. L'enorme animale grida, sbava e sanguina; prova ad afferrare la donna leopardo, ma lei continua ad infierire. Adesso Kong può finalmente colpire con uno dei suoi potentissimi pugni. Sebbene l'orso pesi oltre mezza tonnellata, il mutante di Evolution decide di fargli pagare la sua aggressione. L'impatto è rumoroso quanto basta, la mascella dell'orso si sloga, mentre il resto del corpo peloso si solleva letteralmente da terra. L'enorme animale perde conoscenza. Adesso i mutanti di Evolution fronteggiano i rimanenti aggressori, con scariche elettriche, artigli, pugni, calci e la lama mentale della Maga. Dragonfire carica direttamente il gigante dell'entropia, come un proiettile di settecento chili. Il dragoncraft trasforma la super-forza del drago in velocità. L'impatto incrina la montagna di ghiaccio. Il mostro immenso spalanca l'enorme bocca, emettendo un suono totalmente alieno. La massa impressionante, alta oltre cento metri, arretra ed inciampa. Dragonfire si allontana dal nemico, per preparare un secondo attacco. Per quanto appaia composto di acqua congelata, il gigante dell'entropia ha al suo interno uno scheletro ed un sistema nervoso costituiti da un materiale cristallino completamente extraterrestre. Quella mente antica come il mondo prova allarme: non rammenta se e quando ebbe modo di incontrare un nemico altrettanto potente. La dimensione relativamente ridotta di Dragonfire non trae più in inganno il colosso dei ghiacci, che adesso ne rispetta la capacità distruttiva. Questo non significa peraltro che la battaglia sia finita. Lo spaventoso gigante è stimolato dalla sfida che ha trovato su questo mondo. Solleva i pugni pesanti tonnellate, e colpisce il suolo. Ne risulta un terremoto, che solleva e scombussola buoni e cattivi. L'onda d'urto viaggia per parecchi chilometri, distruggendo il vetro, ed incrinando il metallo. Quando Dragonfire attacca una seconda volta, il suo mostruoso nemico lo colpisce in volo, con uno dei suoi enormi pugni. L'alieno verde viene rispedito indietro, a grande velocità; vola senza controllo, finché piomba contro una casa colonica. Fortunatamente per gli abitatori, avevano deciso di evacuarla; ciò che accade è la quasi totale disintegrazione della struttura, che pare quasi sbriciolarsi. Nulla si muove per circa mezzo minuto, poi le macerie vengono proiettate verso l'alto dalla furia del drago verde, che emerge incolume da quel disastro di pietre e metallo. Dragonfire sibila ed emette fiamme, mentre si libera di materiali pesanti e taglienti, come se fossero fuscelli. I suoi amici mutanti, rassicurati, attaccano con nuovo fervore i giganteschi orsi, che arretrano. Dragonfire decolla come un missile, grazie al suo dragoncraft; ma invece di puntare verso il gigante del gelo si innalza di parecchie centinaia di metri. I suoi amici non hanno dubbi su quel che sta facendo: il drago verde somma la sua forza a quella della gravità, per investire il nemico con una potenza incommensurabile. Il mostruoso gigante di ghiaccio prova ad intercettare Dragonfire, con le mani grandi come case, ma l'alieno di Evolution supera le sue difese, e lo colpisce in pieno petto. Il ghiaccio è durissimo, come se le ere geologiche avessero creato un materiale quasi simile al diamante. Dragonfire però manifesta una densità ancora più grande. Inoltre il possente rettile extraterrestre emette un calore impressionante, senza ancora fatto ricorso alla super-fiamma. L'impatto è tale che Dragonfire passa da parte a parte il nemico, creando una galleria del diametro di almeno quattro metri, attraverso la quale emerge dalla schiena. Essendo privo di terminazioni nervose, il gigante del gelo non dovrebbe provare dolore fisico, ma l'entità della violazione è tale che la gelida materia che dovrebbe essere la negazione della vita pulsa di dolore. Il danno prodotto da Dragonfire è pressoché irreparabile, per cui all'interno del gigante del ghiaccio si avvia un processo di deflagrazione. Il dottor Occulto, che osserva l'epica battaglia dal piano astrale, avvisa Evolution del rischio che la dispersione dei frammenti del gigante del ghiaccio possa in realtà aiutarlo a replicarsi. Ogni frammento di quel ghiaccio soprannaturale sarebbe in grado di affermarsi sulla materia ordinaria, creando una reazione a catena verso l'entropia dell'intero pianeta. Solo il potere di Dragonfire può evitare il contagio. Il drago si allontana in volo dal gigante del gelo, per prendere meglio la rincorsa. Nel frattempo, i mutanti di Evolution, che hanno steso tutti gli orsi, riuniscono i militari, per coprirli con un ombrello di energia. Maga e Fulminatore sommano i loro super-poteri, creando una barriera fortissima. Potranno reggere per poco, ma Dragonfire è già pronto ad emettere la sua super-fiamma. Il gigante del gelo accenna ad un ultimo tentativo di emettere un uragano di ghiaccio e neve, ma il plasma del drago avanza come una valanga inarrestabile. Quella sostanza accumulata in miliardi di anni resiste più di qualunque ghiaccio terrestre, ma il potere del drago ricorda le eruzioni solari. A distanza di chilometri, gli umani imprigionati nelle loro automobili escono dal coma indotto dal gigante del ghiaccio, ed assistono alla fiammata quasi cosmica di Dragonfire. La barriera della Maga e di Fulminatore deflettono quasi tutti gli effetti collaterali, ma la gente all'interno suda come all'equatore. Infine il gigante del ghiaccio, incapace di esplodere, implode. Al suolo rimane pochissima neve, che subito scompare. Il dottor Occulto è quasi certo che l'essenza del colosso di ghiaccio si sia salvata, tornando alla dimensione di origine. Del resto Evolution non è nata per sopprimere la vita; neppure quella terribilmente aliena dei giganti dell'entropia.
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