martedì 31 gennaio 2012

ORDIGNI_172° episodio

Un gruppo di manifestanti, muniti di megafoni e bandiere, marcia verso la piazza centrale della città. Protestano contro l'aumento dei prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità. Trattandosi di una manifestazione non promossa direttamente da un partito o un sindacato, ad essa partecipano persone le cui rivendicazioni sono varie ed abbondanti. Ci sono i tassisti, gli autotrasportatori, i pescatori, gli agricoltori, operai in cassa integrazione, studenti con poca voglia di studiare, teppisti, abitatori dei centri sociali, nullafacenti. C'è chi grida una cosa, chi l'altra, ma tutti insultano il governo, perché si usa fare così. La polizia controlla che non si verifichino danneggiamenti a beni pubblici o privati. I manifestanti con gli zaini sono perquisiti, per accertare che non siano armati. Dardo Assassino, arciere della K-Force, si trova sul tetto di un vicino palazzo. La sua missione non è di tenere d'occhio quella variopinta e vociante umanità, bensì di prevenire un attentato dinamitardo annunciato da Uglux e Maschera di Ferro. Qualcuno ha pensato bene di montare un palco, sul quale salgono urlatori a turno. La giornata è autunnale, ma non piove; per cui la manifestazione prosegue secondo un rituale non scritto, ma consolidato. I poliziotti sono in assetto anti-sommossa; qualche furbetto li insulta, ma loro non hanno ancora ricevuto l'ordine di caricare. Tengono d'occhio i più esagitati, per bastonarli per primi, caso mai capitasse. Ciò che i manifestanti non sanno, e neppure i poliziotti, è che due super-criminali provenienti da un differente piano dell’esistenza hanno collocato un ordigno proprio in quella piazza. Uglux e Maschera di Ferro, dal canto loro, sono felicissimi che la piazza si sia riempita; altrimenti si sarebbero dovuti accontentare di fare saltare qualche automobile, con relativo equipaggio di papà, mamma e uno o due bambini. Drexx la velocissima è riuscita a sventare un attentato in uno stadio, aiutata da Farie e della mutante terrestre Maga. La fata della K-Force continua ad avvolgere l’intera città con una ragnatela soprannaturale, aiutata dalla telepate di Evolution. Le loro super-facoltà individuano una zona a rischio, dove Dardo Assassino è già stato distaccato. Nulla di nuovo purtroppo. Lui allora incocca una delle sue frecce semi-senzienti. Prima di lanciarla verso il cielo, le parla, come se fosse un falcone da caccia. La freccia, che apparentemente è fatta di semplice legno, reca su di sé l’impronta dell’arciere mutante. Come se una parte di lui volasse ed annusasse la preda, prima di trafiggerla. Nessuno, tra i manifestanti ed i poliziotti, bada a quella figura in cima ad un tetto. Dardo Assassino lancia quindi la sua freccia, che pare prendere vita. Non vola secondo una rotta prevedibile, e neppure tende a ricadere, attratta dalla gravità. Piuttosto decide di muoversi in cerchio, fischiando nell'aria mentre scende verso terra. A questo punto, tutti quelli che si trovano di sotto alzano lo sguardo preoccupati. I contestatori dimenticano il motivo perché sono lì, mentre i poliziotti, che lo sanno, si tirano comunque indietro. Arrivata a livello del suolo, a circa dieci centimetri di altezza, la freccia del mutante annusa una pista. Lui, Dardo Assassino, è completamente assorto nella sua concentrazione simbiotica. La freccia gli invia tutti gli input che raccoglie. Qualcuno potrebbe pensare sia provvista di tecnologie superiori, ma non è così. In questo frangente, la freccia e l’arciere sono quasi una cosa sola. Dardo Assassino finalmente capisce di cosa si tratta: una banale borsa, appoggiata sotto il cavallo di bronzo, che sorregge un altrettanto bronzeo tipo, con una spada levata verso il cielo. All’interno della borsa, un timer, collegato ad un panetto di esplosivo, come quelli che si vedono nei film. Questa volta però nessun agente di qualche agenzia di controspionaggio si precipita a tagliare il cavo rosso o quello blu. Tocca alla freccia di Dardo Assassino colpire al cuore il detonatore, perforando da parte a parte la borsa. L’esplosivo ad alto potenziale diventa improvvisamente inutile, e dalla borsa trafitta si leva un filo di fumo. Manifestanti e poliziotti si avvicinano cautamente alla statua equestre, giacché cavallo e uomo sono un pezzo unico. Imbracciato uno scudo antisommossa, uno dei poliziotti si avvicina alla borsa, contenente l’ordigno azzerato dalla freccia di Dardo Assassino. Terminata la sua missione, lui la richiama a sé, e lei, obbediente esce a marcia indietro dal metallo, dalla plastica e dal cuoio. Scivola fuori, come se qualcuno la stesse estraendo; poi ruota, vibra, s'impenna e decolla. Dardo Assassino la coglie al volo, perfetta come quando l’aveva lanciata. I telegiornali raccontano di una mancata esplosione e dello show di quella freccia magica; sulla Terra, Uglux e Maschera di Ferro mugugnano. Su Akros, Aroo, l’uomo lupo della K-Force, si aggira nei corridoi di una delle scuole più rinomate della città. Impiega il suo olfatto animalesco per fiutare l’esplosivo, ma quella massa umana, stipata nelle aule, emette odori a dir poco pesanti. Riflette sulla convinzione degli umani di trovarsi al vertice dell’evoluzione, sia su Akros che sulla Terra; ma gli umani non si rendono conto di quanto puzzino. Lui se ne accorge, e ritiene che anche Ferox, la donna leopardo di Evolution, condivida questo suo pensiero. Qualcuno tra gli studenti si è accorto dell’insolita presenza nella scuola; di conseguenza, gli insegnanti faticano più del solito a frenare gli irrequieti adolescenti. Uno di loro, esce con una scusa dalla classe, proprio mentre sta passando Aroo. Parlare di licantropi è una cosa, incontrarne uno è diverso, anche se si tratta di un mutante e non di un mutaforma affetto da una maledizione. Aroo scruta il giovane, con i suoi occhi gialli; il ragazzo, che adesso correrebbe volentieri a nascondersi, si sforza di sorridere. Quando il super-eroe si allontana, per proseguire la sua perlustrazione, l’adolescente lo segue. L’uomo lupo si ferma, per capire cosa voglia il giovane umano. Pur avendo una prevedibile titubanza, il ragazzo accenna ad Aroo di aver notato movimenti sospetti nel seminterrato. In risposta, il mutante gli si avvicina, ed allora il giovane sospetta di aver osato troppo. Cosa succederebbe se l’uomo lupo avesse fame? Fosse anche solo quella fame che si risolve con una merenda? Il solo pensiero induce i brividi lungo la schiena; ma Aroo lo sta annusando per capire se dica la verità. Pare di sì, per cui invita il suo nuovo amico a fargli strada. Al piano di sotto, ci sono grandi locali bui, ma Aroo è una creatura della notte. Il giovane viceversa estrae una piccola e provvidenziale torcia elettrica. Mentre nella scuola le lezioni proseguono nella loro ritualità, il più delle volte stancante, uno studente meno diligente degli altri accompagna il super-eroe della K-Force nelle viscere del grosso edificio. D’un tratto, l’udito eccezionale del mutante capta suoni interessanti e sospetti. Il giovane, il cui nome è Mario, non capisce cosa stia accadendo, ma non è più lui ad aprire la marcia. Aroo ha sentito le voci di almeno due persone, a distanza di decine di metri, dietro una porta chiusa. Adesso percepisce anche i loro odori: hanno paura di essere scoperti, quindi stanno combinando qualcosa di losco. I malintenzionati si trovano nel locale caldaie, dove sono collocate le cisterne del combustibile. Stanno collocando un ordigno, come è stato loro ordinato da un pazzo in armatura. Maschera di Ferro ha infatti assoldato questi due delinquenti di basso livello, per fare saltare la scuola. I due stupidotti non sanno però che l’ordigno esploderà tra breve, uccidendo anche loro. Neppure Aroo lo sa, ma irrompe con furia animale nel locale caldaie. Incontrare un uomo lupo in un sotterraneo è un incubo per molti, se non per tutti. Oggi questo incubo si concretizza per due teppistelli, che cercavano solo di ottenere i soldi per sballarsi. Aroo li afferra ambedue, sollevandoli da terra; loro gridano, ma non reagiscono. Questo salva loro la vita, che sarebbe stata strappata facilmente dai loro corpi dagli artigli e dalle zanne del mutante, che tuttavia li scaglia contro un muro. Mario, durante la zuffa, è entrato nella grossa stanza; notata una borsa addossata ad una delle cisterne, la segnala al mutante lupesco. Lui, adesso che è vicino, fiuta l’odore dell’esplosivo al plastico. La sua decisione è fulminea, come la sua velocità; non come Drexx, ma gli umani lo vedono comunque schizzare via come un lampo peloso. Rischia lui stesso di essere coinvolto nella deflagrazione, ma è un eroe, e gli tocca rischiare. Giunto nell’atrio della scuola, sospetta di non avere più il tempo di aprire la porta a vetri. Per cui esegue un lancio formidabile della borsa, che centra una finestra semi aperte, a tre metri dal suolo. Tale è la forza del mutante, che il vetro cede verso l’esterno. L’esplosione, un secondo dopo, manda in frantumi tutti i vetri dell’edificio. Nonostante si sia chiuso le orecchie con le sue zampe potenti, le orecchie dell’uomo lupo fischiano. Intanto, Krom, un gigante tra gli uomini, si aggira nel grande centro commerciale. La Maga lo avvisa telepaticamente dell'esplosione avvenuta nei pressi della scuola. Due attacchi sventati ed uno quasi riuscito. Il colosso sospetta che Uglux e Maschera di Ferro non si siano limitati agli obiettivi finora individuati. Preferirebbe combattere con un nemico concreto e fortissimo, piuttosto che attendere che Farie percepisca la traccia infinitesimale che cerca. La fata della K-Force si concentra ulteriormente, alla ricerca dell’ordigno successivo. In cima al palazzo più alto della città, la Maga la raggiunge, perché le è venuta un’idea. Chi possiede il potere di seguire le tracce, dove mancano emissioni rilevabili dai cinque sensi? La risposta è: la Navigatrice. Maga e Farie assieme inviano la loro richiesta d’aiuto attraverso le dimensioni, verso la mente telepatica più potente del pianeta Terra. Il dottor Occulto riconosce che la Navigatrice potrebbe fare la differenza, pur operando da un differente piano dell’esistenza. Agirà dal piano astrale, che è il tramite tra i due mondi. Il super-potere dell’allieva di Occulto produce un’onda di perlustrazione, diretta verso Akros; ad attenderla ci sono Farie e la Maga. La verità deve essere rivelata e lo sarà. Purtroppo le notizie questa volta non sono buone, giacché Uglux e Maschera di Ferro hanno fatto collocare un dispositivo di distruzione in un centro commerciale diverso da quello presidiato da Krom. Il gigante non intende darsi per vinto; per cui monta in sella alla sua moto super-dimensionata, e corre verso il suo nuovo obiettivo. Viaggia ad alta velocità attraverso la città, rischiando diverse volte un incidente stradale. Poi però viene raggiunto dalla velocissima Drexx, che lo supera facilmente. Gli si pone quindi davanti, allo scopo di fargli da apripista. La sua strategia funziona, grazie al suo sgargiante costume, decisamente riconoscibile. Krom irrompe nel centro commerciale, strappando per la fretta una porta girevole dalla sua base. Quasi contemporaneamente, da un’altra entrata si precipitano all'interno alcuni terroristi armati, che hanno deciso proprio in quel frangente di tentare una rapina. Spavaldi, sparano in aria, facendo scappare la folla a gambe levate. Non sanno che tra un po’ il centro commerciale potrebbe essere distrutto da un ordigno ad alto potenziale. Krom non ha tempo per quei cretini, ma loro, evidentemente drogati, gli sparano addosso. Quei proiettili non feriscono Krom, ma non lo rendono neppure felice; per cui ritiene che adesso i suoi aggressori dovranno vedersela con la sua spada, assetata di energia vitale. Sulla Terra, Dragonfire vola, grazie al suo dispositivo antigravitazionale. La ricerca effettuata dalla Navigatrice non ha infatti solo individuato il luogo ove si trova l’ordigno, bensì anche il punto di partenza dei flussi elettromagnetici che lo controllano. Il drago di Evolution si avvicina alla tana di Uglux e Maschera di Ferro, ma loro non lo sanno, altrimenti non perderebbero tempo a monitorare ciò che avviene su Akros. La spada di Krom di solito non viene usata contro i nemici comuni, perché basterebbe una piccola ferita per ucciderli. La lama incantata aspirerebbe in pochi secondi tutta la loro scarsa energia umana, lasciando solo degli involucri bruciacchiati. Krom deve pertanto frenare l’esuberanza della fedele compagna di molte battaglie. Solleva quindi l’arma micidiale, e la conficca nella pavimentazione del centro commerciale. La spada irradia subito micidiali vibrazioni, che, raggiungono i rapinatori, risalendo dal suolo fino al loro piccolo cervello. In realtà, la lama micidiale riesce ad assorbire parte della loro energia vitale, lasciandoli però solo storditi e non morti stecchiti. Krom ama quella sua compagna di scontri sanguinosi, ma deve sempre tenerle testa; altri meno forti di lui sono infatti stati divorati dalla loro stessa lama affamata. Drexx nel frattempo ritiene di aver trovato l’ordigno, e chiama Krom. Dragonfire scende al suolo silenziosamente. Si impone di operare in relativo silenzio, per cogliere sul fatto i due fastidiosi soggetti. La loro base operativa si trova all'interno di un vecchio rifugio anti-aereo, che si inoltra nelle viscere di una collina. Il portone di acciaio è chiuso con un grosso lucchetto, che Dragonfire stritola con una sola zampa. Essendo il corridoio sufficientemente alto, il drago procede nella sua esplorazione, finché giunge ad una sala scavata nella roccia. Uglux e Maschera di Ferro sono intenti a controllare, sul monitor, l'evolversi dei loro attacchi su Akros. Vedono Krom che sistema i teppisti, e Drexx che scopre l'ordigno. Sebbene sia collegato ad un timer, i due criminali sono in grado di anticipare l'esplosione, ma aspettano che i super-eroi della K-Force siano più vicini. Ucciderli sarebbe il coronamento della loro campagna di terrore su Akros. Ogni alleato di Evolution è un nemico di Maschera di Ferro e di Uglux, che però in quel momento avvertono una presenza che incombe su di loro. Quando si voltano, Dragonfire sorride loro: un digrignare di zanne spaventose. L'alieno verde per prima cosa distrugge il computer centrale: un solo gigantesco pugno produce un danno irreparabile, interrompendo il collegamento interdimensionale. Adesso il dispositivo esplodente può essere disinnescato. Krom invita Drexx a collocarsi dietro di lui; poi evoca il potere della sua spada magica. Sebbene preferisca prosciugare la vita organica, per assecondare il suo portatore, la lama nera estende il suo potere fino ad inglobare il timer elettronico. L'orologio digitale risente dell'intrusione, ma continua a scandire il trascorrere dei secondi. Poi però la spada di Krom affonda nei delicati meccanismi, azzerando ogni residua carica elettrica. Sulla Terra, Dragonfire colpisce per primo, e l'armatura di Maschera di Ferro risuona come una ferraglia qualsiasi. Il pazzo corazzato potrebbe avere qualche possibilità contro il drago solo se lo cogliesse di sorpresa; invece così l'elettronica dell'armatura finisce irrimediabilmente in tilt. Mentre Maschera di Ferro lotta per rimettersi in piedi, Uglux tenta di assorbire la forza del drago, così come fa normalmente con l'acciaio e la pietra. Il suo tentativo è però destinato all'insuccesso, giacché le scaglie aliene resistono molto bene contro il potere del mutaforma, che finisce a sua volta contro un muro, proiettato dall'irresistibile forza di Dragonfire. L'attacco dell'alieno di Evolution dimostra che conosce molto bene i suoi nemici, ed ha imparato a non lasciare loro alcuna possibilità. Proprio per questo motivo, decide di provocare un crollo, che li seppellisca. Dragonfire percuote il pavimento del rifugio anti-aereo una, due, tre volte, poi, mentre le pietre cominciano a cadere, guadagna l'uscita. Uglux e Maschera di Ferro, sconfitti dall'attacco lampo del drago, si addossano alle pareti, per evitare di essere schiacciati da ciò che precipita loro addosso dall'alto. Uglux concentra al massimo il suo potere di mutaforma e di mago, assumendo la durezza della roccia stessa, mentre il suo socio corazzato si rintana frettolosamente in una provvidenziale nicchia, dove però rimane incastrato, in attesa che l'armatura riattivi i dispositivi d'emergenza.

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