martedì 17 gennaio 2012
DELITTI CONTRO LA SPECIE_2_170° episodio
Il complesso che Ferox, Sysform, Clara e Cyberdog intendono esplorare, per liberare tutti coloro che siano in esso tenuti prigionieri, è enorme. Circondato da alti muri, sormontati dal filo spinato, sembra un campo di concentramento. Ci sono addirittura le torrette di guardia, dalle quali uomini armati possono sparare su chiunque provi a superare la cinta di cemento ed acciaio. Dragonfire sarebbe di certo capace di sfondare i muri, e di sbaragliare qualunque truppa, resistendo ai loro tentativo di ferirlo e ucciderlo con mitragliatrici, fucili e pistole. Solo che un attacco di quel tipo avrebbe senso dopo aver accertato la natura criminale del complesso, che, apparentemente, ospita i laboratori super attrezzati di una multinazionale dei farmaci. I quattro eroi, coadiuvati dal Tecnoragno e dal Transformatron, intendono quindi agire con la massima circospezione, onde evitare pesanti ripercussioni mediatiche. Con il suo grande potere economico, la multinazionale farmaceutica non avrebbe infatti alcuna difficoltà a comprare giornalisti, giornali e telegiornali, accusando Evolution ed i suoi alleati di danneggiare strutture nelle quali si effettua ricerca scientifica per il bene dell’umanità. Ferox stabilisce quindi, con i suoi alleati, una triplice incursione nella grandissima struttura. La donna leopardo e la serpentessa aliena si occuperanno di due di detti accessi. Il terzo punto d’attacco spetta di conseguenza a Clara ed a Cyberdog. Ferox non ha bisogno di presentazioni, dato che ha dato prova delle sue enormi abilità in molte avventure con il super gruppo mutante Evolution. Sysform può contare sul suo corpo serpentesco, nonché sull’abilità acquisita in anni di attività spionistica. Cyberdog e Clara invece appaiono come una ragazzina accompagnata da un cagnolino; ma l’apparenza inganna, grazie ai simbionti di metallo vivente, che conferiscono considerevoli poteri ai due insospettabili investigatori. Ad esempio, grazie al metallo vivente dei loro corpi, Transformatron e Tecnoragno creano delle unghie micidiali, che consentono a Clara ed al cagnolino cibernetico di scalare le mura di cemento. Per dissimulare i loro ospiti organici, i due alieni di metallo vivente proiettano interferenze elettromagnetiche tali da inibire tutti i sistemi di sorveglianza. Nel giro di pochi minuti, Clara e Cyberdog sono dentro il complesso. Ferox e la serpentessa fanno lo stesso, sebbene loro utilizzino le doti fisiche che derivano da corpi forti e scattanti. Le guardie non notano la donna leopardo, che li sfiora; meglio per loro, perché Ferox è velocissima ad affondare i suoi artigli letali. La serpentessa aliena scivola sinuosa attraverso i fili spinati, senza toccarli in alcun modo; del resto sono disposti per fermare gli esseri umani, non i serpentoidi. Adesso gli intrusi possono iniziare le esplorazioni in territorio nemico. Cyberdog dispone di un buon olfatto, per il fatto di essere un cane; quando era ancora soprannominato “rifiuto”, è stata proprio questa dote a salvargli spesso la vita. Guida Clara lungo gli sterminati corridoi di pietra e metallo. Le moltissime telecamere devono fare i conti con le emissioni dei due simbionti alieni, che sanno bene come bloccare ed interferire con apparecchi così semplici. Cyberdog segnala a Clara l’avvicinarsi di personale assegnato al complesso; prima di essere avvistati, si nascondono in un corridoio laterale. La loro avanzata è lenta, ma si direbbe che la fortuna li aiuti. Sysform preferisce fare affidamento sulle sue spire serpentine, e trova che gli impianti di condizionamento siano quasi delle corsie preferenziali per quelli come lei. Ferox è meno fortunata dei suoi amici; o meglio sono molto meno fortunati quelli che l’avvistano, intimandole di fermarsi. La donna leopardo reagisce con una velocità che coglie di sorpresa anche le guardie armate, che sparano con i loro mitragliatori, mancandola di parecchi centimetri. Si dice che non convenga mettere un gatto con le spalle al muro: diventa una molla vivente di zanne ed artigli, in grado di recare danni considerevoli ad umani molto più grossi di lui. Ferox è molto più grande e potente di qualsiasi gatto. Costringerla in uno spazio ridotto significa rischiare la vita, perché la sua ferocia innata si scatena, con effetti a dir poco dolorosi. Due guardie armate commettono quell’errore, e non fanno neppure in tempo ad ammetterlo con se stessi. Nonostante i mitragliatori e i giubbotti anti proiettile, le guardie ostentano ancora troppe aree non protette dei loro corpi. Sparano ancora una volta, ma quello strano essere si muove talmente in fretta da far dubitare che sia un fantasma. Secondo ed ultimo errore: la donna leopardo è ben lungi dall’essere immateriale. I suoi artigli intaccano anche il kevlar delle inutili protezioni delle guardie. Difficile dire se ucciderli sia l’intenzione di Ferox; il punto è che, negli scontri corpo a corpo di quel livello, chi perde muore. Non avevano la minima possibilità di farcela; non avrebbero dovuto cedere al miraggio dello stipendio più alto, e specialmente non avrebbero dovuto cercare lo scontro con la donna leopardo di Evolution. La serpentessa, in un altro settore del complesso, riesce ad essere più discreta; poi però è costretta a scendere a terra, a causa di un’interruzione nei condotti dell’aria condizionata. Viene però avvistata da una donna; presumibilmente una addetta alle attività di laboratorio. La tizia grida, poi scappa a gambe levate. Sysform accelera il suo moto serpentino, onde evitare che dia l’allarme. La raggiunge facilmente, la fa inciampare, e l’avvinghia con le sue spire possenti. Adesso, con i suoi poteri mentali, provoca un torpore nella sua vittima. Sempre meglio che doverla stritolare. La sottomissione delle sua preda consente alla serpentessa di scandagliarle la mente, alla ricerca dell’informazione che lei ed i suoi amici cercano: dove sono detenuti i bambini, che si presume siano stati rapiti per commercializzare i loro organi? La Maga sarebbe ovviamente più attrezzata per tale compito, ma non è lì. Sysform scruta in profondità la memoria recente della donna, agevolata dal fatto che lei, spaventata a morte, non oppone resistenza. La serpentessa accerta quindi che le celle di detenzione si trovano in un edificio collocato centralmente, rispetto a quelli dove adesso si trovano Clara, Cyberdog, Ferox e lei stessa. Prima di liberare la laboratorista, Sysform la morde, per inocularle una piccola dose del suo veleno paralizzante. Non morirà, ma non andrà di certo in giro ad avvisare le guardie. Cyberdog e Clara, che finora erano riusciti a sfuggire al personale di sorveglianza, incappano in una ronda. Il rischio era prevedibile; i due simbionti, Tecnoragno e Transformatron, avevano predisposto apposite contromisure. Non potendo contare su una grande potenza elettrica, i due alieni proiettano in avanti sottilissimi tentacoli, che colpiscono le due guardie. Guidati da una scienza superiore, vanno a segno nei pressi delle vertebre cervicali. Attraverso il midollo, giungono ai cervelli dei due uomini scariche che, sebbene durino pochi secondi, scuotono il loro intero sistema nervoso. La sottigliezza ha quindi reso inutile lo spargimento di sangue. Ferox riceve la comunicazione radio di Sysform, che comunica anche a Clara e Cyberdog il loro nuovo obiettivo. Il gruppo si riunisce quindi in un cortile, per attuare la successiva incursione. L’edificio centrale del complesso è sia un ospedale, sia un laboratorio. Gli scienziati senza scrupoli studiano i soggetti rapiti, catalogando i gruppi sanguigni ed altre tipologie utili per i trapianti. L’organizzazione criminale contatta acquirenti, in base ad informazioni sanitarie su cardiopatici, nefropatici ed altri soggetti che, in attesa di trapianto legale, si sono trovati davanti una lunghissima lista d’attesa. Ovviamente gli acquirenti sono tutti sufficientemente ricchi da potersi permettere un organo da trapiantare, proveniente da donatori viventi. Nessuna scusante morale: tutti quelli che partecipano all’orrido business preferiscono non chiedere da dove arrivino gli organi; quindi sanno che il loro è favoreggiamento nei confronti di fornitori criminali. I degenti sono prigionieri di camere chiuse a chiave, con finestre sigillate. L’organizzazione criminale non può infatti lasciarsi scappare quelle galline dalle uova d’oro. Bambini, rapiti in varie parti della città e della regione. Piccoli innocenti, che ormai hanno capito che non saranno mai rilasciati. La loro disperazione viene raccolta e captata dai poteri empatici della serpentessa, che striscia all’attacco. Ferox comincia ad apprezzare l’aggressività di quell’aliena. Clara è ancora una ragazzina, ma rammenta quando, in punto di morte, venne salvata dal Tecnoragno. Ancora oggi, ricorda, con sofferenza mentale ed incubi notturni, la sua terribile degenza in ospedale. Cyberdog ed il suo Transformatron seguono i loro amici, sapendo di condurre una battaglia giusta. Cyberdog era dato per spacciato, recluso in un canile, prima che giungesse il Transformatron. Clara e Cyberdog non hanno pertanto problemi ad immedesimarsi nei bambini rapiti e reclusi. Le eroine ed il cagnolino cibernetico irrompono finalmente nell’ospedale degli orrori. In cortile frattanto sono giunte parecchie guardie armate, in rinforzo a quelle che non erano riuscite a bloccare gli intrusi. Ferox è in grado di muoversi agilmente anche negli spazi angusti dei corridoi. Balza come un vero leopardo, bloccando ogni reazione sul nascere. Sysform scivola tra le gambe dei medici e dei laboratoristi, facendoli cadere. Il Tecnoragno fornisce artigli alla giovane Clara, che graffia ed inocula una sostanza fortemente narcotica. Cyberdog ed il Transformatron preferiscono colpire con le loro antenne elettriche. In breve, il corridoio è cosparso di gente sedata, eccetto quelli che hanno assaggiato gli artigli di Ferox. Se non sono morti, perdono sangue in maniera preoccupante. Ecco perché le guardie che sopraggiungono sono costrette a prestare loro soccorso. Intanto il veloce manipolo giunge alle prime camere, dove sono detenuti i bambini rapiti. L’acciaio ed il vetro rappresenterebbero una barriera non insormontabile per Ferox, ma il Transformatron ed il Tecnoragno agiscono prontamente sui dispositivi elettronici, inducendo le porte ad aprirsi. Così Clara, che conta sul suo aspetto umano per non traumatizzare i bambini, può liberarli. I capi dell’organizzazione criminale ritengono però che gli intrusi si siano scavati la fossa con le loro mani. Non potranno di certo uscire di lì; non affrontando le mitragliatrici, con i bambini in braccio. Il portale degli wormholes sta però trasportando attraverso migliaia di chilometri chi non avrà alcun problema ad affrontare qualunque manipolo di umani armati fino ai denti. Il drago di Evolution esce dal portale ad alcuni metri dal muro di cinta in cemento armato, e lo attacca con i suoi pugni invincibili. A volte Dragonfire preferisce sfogare appieno la sua immensa forza contro l’acciaio e la pietra. Gli piace spezzare e sbriciolare; sostiene, parlandone con il dottor Occulto e con i suoi amici di Evolution, che sia un buon allenamento. Il muro è molto spesso, ma trema come se fosse in atto un terremoto. Poi un pugno del drago lo perfora da parte a parte. I guardiani collocati sulle torri di guardia reagiscono, fedeli alle consegne ricevute. Stupidi, direbbe qualcuno, giacché i loro proiettili possono solo fare infuriare Dragonfire. Lui peraltro è già infuriato, perché sa che in quel luogo si uccidono degli innocenti. Strappa grossi pezzi di cemento, e li scaglia contro le torrette, distruggendole. Non gli importa certo dell’incolumità dei delinquenti che gli sparano addosso. Il drago avanza, ed il clamore giunge fino a Ferox, alla serpentessa, a Clara ed al cagnolino cibernetico. La donna leopardo raggiungerebbe il drago, per combattere assieme a lui, ma deve difendere i bambini appena liberati, e questo è un compito ugualmente importante. Riuniti tutti i bambini in un grosso locale, Ferox, Sysform, Clara e Cyberdog bloccano le porte. Le guardie, che accorrono, non oseranno sparare, per non distruggere l'investimento della ditta: gli organi viventi, che ancora palpitano nei corpi dei legittimi detentori. I bambini, circa una decina, sono stravolti per il susseguirsi degli eventi, ma hanno sentito parlare di Ferox e di Evolution. I più piccoli tra i rapiti piangono, come è comprensibile, però sono rincuorati dalla notizia dell'arrivo del drago. Ad una enorme distanza, a bordo di un cacciatorpediniere arenato nelle spiagge di un deserto, la Navigatrice stabilisce una connessione tra Dragonfire e Ferox. Adesso al gigante verde è chiara la rotta da seguire, per completare la sua missione di salvataggio. Non perde tempo ad aprire porte e portoni di metallo, ma li abbatte con noncuranza. Quasi tutti i sorveglianti scappano, ritenendo che la loro incolumità venga prima degli ordini ricevuti dalla direzione della ditta criminale. Gli stupidi però ci sono sempre e dappertutto; ecco perché due sgherri armati di lanciagranate prendono di mira Dragonfire. Gli sparano da dietro, ed a distanza di sicurezza, per non essere coinvolti nell'esplosione. Gli ordigni, in grado di danneggiare o addirittura distruggere un mezzo corazzato, smuovono il drago, facendolo finire contro un muro. Le scaglie verdi dell'alieno ne risultano lievemente danneggiate, ma il suo fattore di guarigione inizia ad operare. Dragonfire scaglia lontano le macerie, che lui stesso ha prodotto. I due mercenari capiscono allora di avere osato troppo. Provano a ricaricare i lanciagranate, sperando che un colpo diretto produca danni maggiori. Il gigante ha già incassato due granate, quindi dovrebbe essere ferito. Questo è il ragionamento dei due mercenari, che, nella loro stupidità, sono senza dubbio coraggiosi. Però Dragonfire non intende dare loro la possibilità di una replica, e ricorre alla super-fiamma. Il getto di plasma caldissimo investe i corpi umani, carbonizzandoli all'istante. I fucili si liquefano, mentre gli esplosivi scatenano la loro furia. L'edificio crolla, in un raggio di decine di metri, seppellendo Dragonfire. Intanto, Clara, Sysform e Cyberdog notano che Ferox è scomparsa dalla sala. La donna leopardo sta infatti seguendo una pista tutta sua: non vuole dividere con altri la gioia di affondare i suoi artigli nelle carni del direttore di quell'ospedale dell'orrore. Sysform comprende di essere stata anticipata, da una terrestre che è più sanguinaria di qualsiasi serpentoide. Avrebbe infatti gradito fare assaggiare al sordido umano le sue spire e le sue zanne velenifere. Intanto il drago è più infuriato che mai; ruggisce e frantuma tutto ciò che gli capita a tiro. Pezzi di pietra e di metallo schizzano via al suo passaggio, come se scappassero dalla distruzione fatta persona. Come un turbine, provocando altri crolli ed incendi, giunge infine al locale dove si trovano i bambini liberati. Il possente alieno si calma, quando scorge quei visi sofferenti, che lo scrutano dal basso verso l'alto. Serberanno un indelebile ricordo di quel giorno, e del volto del drago. La missione è compiuta, o quasi. Ferox è infatti intenzionata a dire la parola fine a quella sordida vicenda. Non lascerà che i poliziotti, gli avvocati, i giudici e le giurie dicano la loro sul destino del delinquente a capo di quella faccenda di sofferenza e morte. Ferox lo bracca e lui fugge, inciampando e sudando. Ma come potrebbe depistare la mutante di Evolution? Alla fine, abbandonato da tutti, tenta la sua ultima carta, proponendo alla donna leopardo una cifra immensa, per la sua incolumità. La risposta gli giunge nel modo più doloroso, quando gli artigli della mutante lo trafiggono, facendolo annegare nel suo stesso sangue. Solo allora, dalla gola di Ferox, prorompe un sordo e terrorizzante mugolio di morte.
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