mercoledì 11 gennaio 2012

DELITTI CONTRO LA SPECIE_1_169° episodio

A volte, notiamo bambini accompagnati da genitori, che inspiegabilmente tendono a sottovalutare i rischi connessi al traffico, alla malvagità umana o alla loro stessa stupidità. Se i piccoli sopravvivono all’incompetenza dei genitori, si può frequentemente parlare di fortuna. Se, viceversa, capita loro un incidente, si parla, sovente a sproposito, di tragedia. Agnese ha cinque anni, e si sente già una ragazzina indipendente. Ecco perché scappa via dalla madre, che la chiama invano; poi però la mamma si calma, pensando che la piccola non possa perdersi all’interno di un edificio, frequentato da tanta gente. In fondo, sono le dieci del mattino; cosa potrebbe capitare alla piccola Agnese a quest’ora? I bambini sono pieni d’energia, e corrono freneticamente; la mamma non se le sente di tallonarla, e la lascia fare. Poi però accade che, svoltando un angolo, Agnese sparisca alla sua vista. Un minimo di apprensione attraversa il cuore della mamma; se non la provasse non sarebbe umana. Istintivamente aumenta il passo, per ristabilire al più presto il contatto visivo con la bambina. Svolta anche lei l'angolo, ma Agnese non si vede; che si sia nascosta per farle uno scherzo? Alla madre questa situazione non piace di certo; sua figlia deve imparare a non giocare in questo modo. Corre a sua volta, fino al corridoio successivo, ma di Agnese nessuna traccia. Cercando di non perdere il controllo dei propri nervi, la mamma scende verso la portineria di quel palazzo di uffici, dove, molto agitata, chiede agli addetti alla sorveglianza se abbiano visto uscire Agnese, descrivendola al meglio. Nulla, a quanto pare; ed allora le emozioni prendono il sopravvento. Non vorrebbe piangere, perché in casi come questo bisogna ragionare freddamente. Il portinaio, intenerito, le suggerisce quindi di telefonare alla polizia, cercando di rassicurarla che questo incubo diurno cesserà di esistere tra pochi minuti, quando Agnese si presenterà, raccontando di avere scherzato. Passano i minuti ed anche le ore; la polizia interroga molte persone, ma non trova alcuna traccia che conduca alla bambina scomparsa. La verità è che, sebbene le sia stato rammentato più volte di non fidarsi degli sconosciuti, la piccola si è lasciata condurre via da una donna, che sosteneva di essere stata mandata dalla mamma. Adesso Agnese ha gli occhi rossi, e chiede di poter tornare a casa. Chi trarrebbe vantaggio dalla sofferenza di una bambina di cinque anni? C’è solo l’imbarazzo della scelta: pazzi, criminali e maniaci di tutti i tipi. Se sarà fortunata, i suoi rapitori chiederanno un riscatto. Altrimenti, potrebbe essere violentata ed uccisa nel giro di poche ore. Nella sfortuna, Agnese ha però in mano una carta che potrebbe fare la differenza. La partita non è ancor chiusa, perché la sensibilità femminile a volte travalica le differenze tra le specie viventi. La femmina che ascolta i lamenti della piccola non è però umana. Nata su un pianeta, dove i serpenti si sono evoluti come specie dominante, Sysfom si muove con assoluta circospezione nelle città terrestri. Non vuole correre il rischio che qualcuno la scambi per uno strano e grosso rettile autoctono. I serpentoidi hanno in effetti una certa somiglianza con i pitoni e le anaconda, ma sono altresì provvisti di apparecchiature ad alta tecnologia. E, cosa da non sottovalutare, i serpentoidi hanno sviluppato la telecinesi, che supplisce all'assenza delle braccia e delle mani. Sysform, che una volta faceva di mestiere la spia, dispone altresì di poteri telepatici, che le permettono di capire i linguaggi umani. Se anche gli uomini e le donne padroneggiassero i poteri telepatici, forse eviterebbero di combattere continue guerre sanguinose. Forse accade perché, come la serpentessa ha notato, questi mammiferi spelacchiati godono particolarmente a fare del male ai loro simili. Anche ai bambini. Sysform i bambini umani potrebbe anche divorarli, come i lupi fanno con gli agnelli, ma si è sempre posta dei limiti etici. Ha sentito piangere Agnese, grazie al potere della sua mente; adesso, muovendosi ad una velocità impressionante, la sta raggiungendo. I topi scappano, quando vedono arrivare l’aliena, ma lei non intende mangiarli, almeno per ora. Una cantina non è sicuramente un posto che si possa definire al sicuro dalle incursioni di un essere, il cui corpo è un unico fascio di muscoli, sempre in movimento. Agnese è sola, quando Sysform entra nella cantina, attraverso una piccola finestra. La piccola griderebbe, alla vista di quel gigantesco serpente; sennonché lo sguardo ed il potere mentale dell’aliena la calmano. Un maschio, per prima cosa, penserebbe a come uccidere i carcerieri. Sysform, che è una femmina, preferisce invece parlare con la bambina, per rassicurarla. Comunica senza parole, avvolgendola con il suo caldo corpo; finché le lacrime cessano di sgorgare. Adesso l'aliena può mostrare ai carcerieri della bambina quanto grande possa essere la furia di una serpentoide. Il suo potere di fascinazione corrisponde alle leggende sullo sguardo dei serpenti; ma lei non lo esercita solo cogli occhi. Il carceriere di Agnese non capisce bene per quale motivo si senta indotto a controllare la situazione della bambina. Lei non sta più gridando, ma questo non è un buon motivo per spalancare la porta della cella. Sysform si erge di fronte all’umano, che ora è sottoposto al pieno potere psionico della serpentessa, che però, non accontentandosi di quello, scatta in avanti, stordendolo con una micidiale testata nel plesso solare. Agnese, con la genuinità dei bambini, non dubita che quello strano rettile sia suo amico; in più, la bambina intuisce che quella creatura ragiona come una mamma. Il secondo guardiano è meno fortunato, giacché la serpentessa non ha tempo da perdere, e lo morde sul collo, come un vampiro. Si nutre quindi del suo sangue, inoculandogli nel contempo un veleno che lo immobilizza. È fortunato che non gli divori un orecchio o qualche altra parte del corpo. Ma Sysfom è, a suo modo, una buongustaia; meglio accontentarsi del sangue, nonostante colesterolo e trigliceridi troppo alti. Il terzo ed ultimo bandito spara a Sysform, ferendola di striscio. Un errore, che lui comprende in ritardo; questione di secondi, e l’aliena lo avvinghia nelle sue spire possenti. Sebbene sia molto meno muscolosa di Stritolatore, Sysform conosce numerose tecniche mortali. Sa come fare male ed uccidere. Avverte i punti deboli dell’avversario, ed in corrispondenza di essi esercita la sua forza sorprendente. L’umano non ha tempo ed il modo di reagire; perde conoscenza, e perderebbe anche la vita se le priorità della sua avversaria fossero differenti. Vuole per prima cosa salvare la bambina, ma c’è qualcosa che non la convince in quel rapimento. Quel luogo sembra una specie di laboratorio; quindi il quadro è più complesso del previsto. Agnese peraltro vuole solo tornare dalla mamma, sapendo che soffre da quando si sono perse di vista. Mentre Sysform pensa a come accompagnare a casa la bambina, considerando che la sua forma serpentesca non è in alcun modo rassicurante per gli umani, Cyberdog fa il suo ingresso nella cantina. Lo segue Clara, con il suo Tecnoragno, che è stato il primo ad individuare le vibrazioni della serpentessa. Lo strano trio è decisamente attrezzato per seguire le tracce del losco traffico di esseri umani. Clara prende per mano Agnese, e, con fare rassicurante, esce da quel luogo di detenzione. Quando la conduce a casa, la mamma ed il papà della bambina sono assaliti da una gioia senza pari, e ringraziano la ragazzina. Tale è la loro euforia, che non approfondiscono dove Clara abbia trovato la loro figlia, e come sia avvenuta la sua liberazione. Agnese ha peraltro giurato di non rivelare della serpentessa gentile, né dei suoi amici, che sono partiti per una missione ancora più grande. Ovviamente Agnese rivelerà quanto prima questi segreti all’orecchio della mamma, che però attribuirà il racconto alla sfrenata fantasia dei bambini. Come potrebbe un essere umano credere che un serpente extraterrestre compia azioni a fin di bene, sbaragliando marmaglia che viceversa non mostra alcun rispetto per la sua stessa specie? Il Tecnoragno ed il Transformatron, simbionti di Clara e del cagnolino Cyberdog, impiegano tutte le loro facoltà elettroniche per dedurre quale sia il piano criminale complessivo, al quale allude la serpentessa. I computer presenti nella tana dei criminali vengono scandagliati senza alcuna pietà. Nessuna protezione resiste per più di tre secondi all’intrusione degli alieni di metallo vivente. Se non basta lavorare sul software, si intrufolano nell’hardware, mediante sottilissime antenne senzienti. Sysform, che reca su di sé dispositivi progettati dalla sua razza progredita, è parte attiva in questo gruppo di ricerca composto da specie originarie di pianeti diversi. In breve, i tre ottengono le coordinate della struttura dove sospettano si trovino molti bambini rapiti. I dati raccolti confermano i peggiori sospetti: si tratta di un mercato degli organi per trapianti. Ai delinquenti, che gestiscono l’orrido traffico, non importa che i piccoli muoiano; anzi questo sarebbe preferibile, per cancellare le tracce. Essendo necessario un intervento tempestivo, il Transformatron stabilisce un contatto telematico con la base di Evolution, chiedendo l’apertura di un portale di teletrasporto. Kong, l’uomo bestia del super gruppo mutante, acconsente e procede; Evolution è nata per sconfiggere le nefandezze di tutti i tipi, e perciò apprezza che altri eroi si muovano in tal senso. Il portale degli wormholes, fornito dal misterioso prisma cosmico, si spalanca di fronte a Sysform, Cyberdog e Clara, preparandosi a dislocarli a centinaia di chilometri di distanza. In un batter d’occhio, scompaiono e ricompaiono, entrando ed uscendo da un varco nello spazio-tempo. Fulminatore vorrebbe aggregarsi al singolare trio, ma ad Evolution è pervenuta una richiesta d’intervento, per arrestare un vampiro impazzito. Quando Clara, Sysform e Cyberdog si materializzano nella base nemica, trovano viceversa ad attenderli la donna leopardo Ferox, che non vede l’ora di affondare le sue unghie micidiali nelle carni dei rapitori di bambini. Sysform la guarda in uno strano modo, perché in un altro frangente sarebbero forse state acerrime nemiche, ma non adesso. Fulminatore si materializza in una città, nell’emisfero nel quale è notte. Il vampiro che lui sta cercando lo fiuta, e si appresta ad aggredirlo. Evolution non ha la presunzione di voler addestrare tutti i nuovi vampiri, affinché non diventino degli assassini. Di solito, i clan dei succhiasangue provvedono in tal senso, dato che non è interesse dei vampiri rivelarsi agli umani. La loro possibilità di perpetuazione risiede nella segretezza; ai vampiri infatti non interessa l’ipotesi di una guerra contro i mammiferi che forniscono loro il necessario nutrimento. Questo vampiro è però sfuggito al controllo del clan, che dovrebbe regolare quello specifico territorio. Forse è stato creato per sbaglio, ed ora pensa solo ad uccidere. La sete di sangue rende il vampiro poco coerente nelle sue scelte; ecco perché, prima di incontrare Fulminatore, si ferma per fare uno spuntino. I vampiri maschi non cacciano le donne per soddisfare il loro desiderio sessuale. Questa è una trovata letteraria, fatta apposta per accalappiare il pubblico adolescenziale femminile. Preferiscono le ragazze perché sono fisicamente più deboli dei maschi, e forse anche perché il loro sangue non è guastato dagli umori ormonali tipici dei maschietti in calore. In sostanza: per i vampiri maschi il sangue delle femmine umane è il migliore, eccetto forse quello dei bambini. La ragazza sta rincasando; è sera inoltrata, ma non è ancora notte. Lei evita di circolare da sola di notte, e non per paura dei vampiri, giacché, se qualcuno glielo chiedesse, lei risponderebbe di non credere all’esistenza dei mitici succhiasangue. Quello che lei crede ovviamente non può alterare minimamente la realtà. Il predatore si avvicina alla preda, pregustando di succhiarle grandi quantitativi di sangue. Potrebbe ucciderla, anzi quasi lo auspica. Gli umani non si confondano: i vampiri li considerano la loro cena, così come i bipedi mammiferi credono che tutti gli animali della Terra siano bistecche semoventi. Trattasi di reciprocità: chi la fa, l’aspetti. Il vampiro compare all’improvviso a pochi metri, davanti alla ragazza. Non si è materializzato, ma è arrivato con tale velocità da simularne l’effetto scenico. La ragazza forse griderebbe, se attribuisse al suo urlo il potere di spaventare l’aggressore, o fosse convinta di ottenere aiuto. Inoltre il succhiasangue sta esercitando su di lei una sorta di ipnosi paralizzante. Forse si tratta di una radiazione elettromagnetica, oppure di un odore subliminale. Il predatore velocissimo ha ormai quasi messo le grinfie addosso alla ragazza. Il suo attacco è durato pochi secondi, e potrebbe concludersi in un tempo leggermente più lungo. Prima che chiunque possa o voglia intervenire. Questo però accadrebbe se Fulminatore non si trovasse lì, ma il mutante ha una missione da compiere. Per non fare del male alla giovane, proietta contro il vampiro una scarica elettrica di forza contenuta. Lui, colto di sorpresa, si sente attraversare da un’energia che lo scaglia lontano, come fosse un fuscello. Fulminatore lo osserva attentamente, mentre il vampiro ricambia il suo sguardo. Dalle mani del mutante elettrico, prorompono lampi blu e rossi, in attesa che Fulminatore decida cosa farne. L’aria crepita, mentre la corrente libera ozono nell’atmosfera. Quel vampiro è un pazzo, e, come tale, si lancia come una furia contro il micidiale mutante. La ragazza teme che il suo salvatore ci possa lasciare le penne, data l’irruenza del mostro sanguinario. Non conviene, in effetti, affrontare fisicamente un vampiro, a meno che si possiedano agilità e forza adeguate, come Ferox e Kong, ad esempio. Fulminatore, sebbene sia più veloce di un umano normale, non può in effetti competere sul piano fisico con un vampiro. Ma non è questa la sua intenzione. Analizzando l’attacco del succhiasangue al rallentatore, si nota che giunge quasi a contatto fisico con Fulminatore, mentre lui continua a sembrare un inerme agnello sacrificale. Tuttavia, un microsecondo prima che le unghie ed i denti gli squarcino la gola, il mutante proietta la sua dirompente energia contro l’aggressore, somministrandogli un dolore senza pari. Questa volta però non si limita a proiettarlo lontano: l’energia vivente lo insegue, aspirandogli quasi tutta l’energia vitale, riducendolo ad un ammasso fumante. Evolution è intervenuta si richiesta degli stessi vampiri che adesso, sbucati come spettri dalle tenebre, raccolgono il loro simile per curarlo e ripristinarlo. Sanno di dover ringraziare Fulminatore, per non averlo distrutto, quando poteva farlo. Prima di andarsene, dimostrano in effetti la loro gratitudine, ossequiando il vincitore. Sull'altro fronte, Ferox guida le sue singolari truppe alla liberazione degli innocenti segregati.

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