martedì 20 marzo 2012

SERPENTI E DEPRAVATI_179° episodio

Essere un poliziotto significa combattere il crimine commesso dagli uomini, che a volte raggiunge bassezze difficilmente attribuibili ad altre forme di vita. La detective Lucrezia, che condivide parte dei super poteri di Ferox, gradirebbe aiutare la donna leopardo quando si oppone a mostri e super criminali. Invece il più delle volte le tocca avere a che fare con la marmaglia. Quando era una ragazza, le sembrava che entrare nella polizia fosse il modo migliore di fare del bene al prossimo. Adesso preferirebbe lavorare con Evolution, anche se questo significa trasferirsi in mezzo ad un deserto, a bordo di un cacciatorpediniere misteriosamente insabbiato. Lucrezia non sopporta più che i criminali rei confessi abbiano diritto ad essere trattati meglio dei cittadini comuni. Ovviamente stiamo parlando di criminali in grado di pagare avvocati che mentono per il solo fatto di aprire la bocca: gli avvocati migliori. Poliziotti, retribuiti poco e sottoposti a turni massacranti, giungono trafelati sulle scene del crimine, solo per scoprire che il delinquente li sta prendendo in giro. I detective dovrebbero fare qualcos'altro che non sia correre per la città a sirene spiegate. Lucrezia studia gli indizi lasciati da un assassino; sospetta che li abbia costruiti appositamente, per ingannare e sfottere la polizia, con la complicità dei media. Quanto le piacerebbe mettere le mani, o meglio le grinfie, su quel topo di fogna. Lo farebbe parlare, usando i suoi artigli super umani. Lo torturerebbe con cura, prima che un avvocato intervenga con le sue farneticazioni sui diritti dell'indagato. Mentre riflette, seduta in poltrona nel suo appartamento, i sensi felini che ha ottenuto grazie alla simbiosi con la donna leopardo l'avvertono di una presenza insolita. Ruota su se stessa, velocissima e letale, mentre gli artigli delle mani si estroflettono spontaneamente. Il nuovo arrivato aveva sentito parlare della pericolosità di quella donna, ma adesso ne è certo. Lui peraltro non è esattamente uno sprovveduto topo d'appartamento. A dire il vero non è neppure umano, e di ciò ne va fiero. Pitone è un componente della banda dei cacciatori di criminali, guidata da Stritolatore. Il serpentoide non vuole rischiare che tra lui e la detective si accenda un'inutile zuffa; per cui, grazie ad un dispositivo comunicatore, le parla. Lei vede un serpente veramente grosso: mai visto una bestia simile; e si chiede da dove sia sbucato. Potrebbe sparargli, ma la pistola si trova in un'altra camera; allora si dice che dovrà ripiegare sugli artigli. Poi però lo sente parlare, grazie ad un aggeggio super tecnologico, e comprende di trovarsi in presenza di un serpentoide, non di una bestia famelica scappata da qualche circo. Non è facile formulare i propri pensieri mediante parole, se la propria specie delle parole non sa cosa farsene. Però i serpentoidi hanno sviluppato il viaggio spaziale (e gli umani no), quindi dispongono di un'intelligenza pronta e versatile. Insomma, Pitone spiega a Lucrezia di avere regolare licenza, emessa da autorità umane molto importanti. Offre quindi la sua collaborazione, chiedendo in cambio un aiuto per cacciare i malviventi. La donna con i poteri felini, ed il serpentoide cacciatore di taglie si intendono, senza prima prendersi a mazzate. Lucrezia ha sicuramente letto fumetti nei quali gli eroi appena si incontrano si danno un sacco di botte. Lei però ha sempre pensato che quelle sceneggiature fossero a dir poco banali e ripetitive. Il giorno dopo, Lucrezia riprende la sua attività di indagine. A forza di vedere troppi film e telefilm, anche i criminali mezze calzette si credono dei serial killer. Non bastano le liti familiari, quelle condominiali, stradali e sul posto di lavoro. Adesso ci sono sempre più fuori di testa che ammazzano persone che non conoscevano, per potersi dare un nome altisonante, e sentire parlare di sé in tv. Una banda di pazzi. L'assassino di cui si parla in questi giorni ha già ucciso tre persone, molto diverse tra loro: un pensionato, una casalinga ed una ballerina. Il pensionato viveva praticamente recluso; per cui i vicini non hanno notato la sua scomparsa. La casalinga è stata assalita da qualcuno che le voleva parlare di una nuova offerta gas e luce. La ballerina rientrava a casa, a notte fonda, quando è stata investita da un'auto pirata. Nessun rapporto apparente tra le vittime, sennonché il killer ha rivendicato i tre reati. Come diavolo fai a trovare un pazzo di tal fatta, in una città di milioni di abitanti? Fosse uno che ammazza solo le ballerine, o solo le casalinghe o solo i pensionati, sarebbe più facile. Fortuna che il pazzo decide di presentarsi spontaneamente alla stazione di polizia. Lascia intendere di avere segregato altre vittime, e pretende di trattare da una posizione di vantaggio. Ovviamente di rilasciarlo non se ne parla. Rimane tuttavia il dubbio che abbia veramente rapito qualcuno. Difficile dirlo, dato che in una città così grossa scompaiono più persone di quante l'opinione pubblica sappia o sospetti. Lo sbattono in una cella, dove lui inizia ad atteggiarsi al criminale cannibale di un libro e di un film molto famosi. Lucrezia prova ad interrogarlo, ma lui risponde con citazioni imparate a memoria. Il pazzo si diverte un mondo. Il suo stato d'animo muta radicalmente quando, di notte, passa a trovarlo Pitone. Sta facendo una cosa che esula dalla sua figura professionale di cacciatore di criminali, ma vuole dare una mano alla sua amica detective. Il criminale inizia a gridare; purtroppo per lui, i serpentoidi dispongono di alcuni poteri mentali che si rivelano molto utili quando devono bloccare una preda. Lo sguardo ipnotico dell'alieno priva letteralmente della voce il pessimo individuo, che si accorge di non avere a che fare con un essere di questa Terra. E per la prima volta teme seriamente per la sua vita. Il serpentoide lo strizza nelle sue formidabili spire, togliendogli il fiato. A questo punto, il sordido elemento vuota il sacco, raccontando di avere effettivamente segregato altre due persone. Pitone scopre altresì che il tizio mezzo soffocato dalle sue spire ha un complice. Bene, pensa il serpentoide, contento che la storia si complichi. Quando l'extraterrestre esce dalla cella, lascia sul pavimento un uomo dolorante al punto che non riesce quasi a respirare. Non è allegro come prima, e teme che quanto prima il serpentoide tornerà a trovarlo, per la seconda e definitiva volta. Pitone passa davanti alle guardie, che non lo notano. I suoi dispositivi elettronici inducono infatti nei poliziotti uno stato semi catatonico, di breve durata. Altrimenti non avrebbe saputo come spiegare loro il suo ruolo in quella faccenda; ne sarebbe scaturita una zuffa, che avrebbe richiamato gli altri due serpentoidi, Stritolatore ed Anaconda. Appena Pitone risale sull'auto con i cristalli oscurati, il veicolo si allontana verso la nuova destinazione. Nel frattempo, i poliziotti si sono accorti che il criminale seriale ha avuto un “incidente”. La stampa interviene, per soddisfare l'attenzione malata di troppi lettori. Il pazzo racconta del gigantesco serpente, venuto a fargli visita, ma i cronisti ritengono si sia bevuto il cervello. Ci si droga anche dietro le sbarre? Che domande! Lucrezia è l'unica a sapere che il delinquente dice il vero, per una volta. Due ragazzine, rapite all'uscita dalla scuola, sono sottoposte a sevizie di tutti i tipi, da parte di un depravato. Il suo maestro si è fatto catturare, ma, prima di andare a costituirsi, gli ha detto di non ucciderle. Lui però non resiste alla tentazione di ustionarle con un saldatore a bassa temperatura, che si usa per liquefare lo stagno. Loro gridano a squarciagola, senza riuscire però ad attrarre l'attenzione di alcun passante, dato che si trovano in un locale insonorizzato. I serpentoidi che stanno arrivando fanno di più che ascoltare; fiutano il sangue a notevole distanza. Inoltre i loro cervelli rilevano vibrazioni che gli umani non si rendono conto di emettere. Stritolatore, il campione dei serpentoidi, in passato si è scontrato anche con Evolution. Ha combattuto bene, ma ha perso. Adesso però ha questo nuovo lavoro, e ci tiene a farlo bene. Le regole di ingaggio gli consentono di catturare i criminali, oppure di ucciderli; lui preferisce la seconda opzione. Il complice del maniaco è un ritardato mentale, per il quale somministrare sofferenza è una cosa naturale. Se i serpentoidi lo catturassero vivo, qualche stupido benpensante si commuoverebbe per le vessazioni che di certo ha patito da piccolo. Stritolatore è sorpreso che una razza violenta, quali sono gli umani, a volte diventi mielosa in maniera sconcertante. Il suo ingresso nella casa non è in alcun modo discreto. Sfonda la porta, distruggendo legno e piegando il metallo. Velocissimo, scivola verso la cantina, dove i suoi sensi acutissimi gli segnalano il ritardato e le due ragazzine. Il tizio è grosso, per essere un umano, ed è armato di un grosso coltello. Stritolatore gli arriva addosso come una furia, impedendogli di fare altro male alle sue vittime. Il ritardato grida, ma risponde all'assalto facendo sibilare il coltello nell'aria. Stritolatore eleva la sua grossa testa fino a guardarlo negli occhi, con un gesto di sfida. L'umano però non si ferma, ed il serpentoide evita di poco una coltellata. Quella però è una battaglia impari, vista la forza decisamente superiore del campione dei serpentoidi. Anche la sua velocità è decisamente accecante per un umano. Dapprima sembra che Stritolatore voglia morderlo alla gola; poi però lo aggira per attaccarlo con un micidiale morso alla nuca. L'azione è durata un secondo o forse meno. I denti dell'alieno penetrano nella carne; il ritardato grida e cade in ginocchio. Poi il possente serpentoide ruota la testa, con una mossa da coccodrillo, spezzandogli di netto la colonna vertebrale. Le due ragazzine credono di vivere in un incubo; prima sono state rapite da un pazzo, poi sono state affidate ad un depravato, che ora è stato ucciso da un gigantesco serpente. Osservandolo bene però non è propriamente un serpente: la testa è avvolta da un casco di metallo luccicante, la cui struttura è chiaramente tecnologica. L'essere le guarda come se fossero due merendine, però si accontenta di dare un altro morso al cadavere. Forse gli sta succhiando il sangue, prima che si coaguli. Stritolatore avvisa i suoi assistenti, per mezzo della telepatia e dei suoi dispositivi elettronici. Quando anche loro entrano nel locale, le ragazzine sono certe di essere perdute: il serpente più grosso ne ha chiamati altri due, per invitarli a cena! Invece Stritolatore sta contattando Lucrezia, che, quando arriva, lascia fuori gli altri poliziotti. Non vuole farsi vedere mentre confabula amabilmente con i serpentoidi. Non è il caso che la bassa forza sappia che i tre alieni sono autorizzati a cacciare i criminali sul nostro pianeta. Lucrezia prende in consegna le ragazzine, ed osserva con disgusto il morto; lo avrebbe volentieri ammazzato lei, con i suoi artigli. Peraltro gli altri poliziotti non sanno che lei dispone di artigli; sarebbe difficile spiegarlo. I serpentoidi ora possono andarsene, perché hanno un appuntamento. A bordo della loro auto con i vetri oscurati, guidando grazie alla telecinesi, i tre grossi rettili raggiungono una zona collinare. Stritolatore ha richiesto l'invio di uno specialista. Nessun umano nota la singolare attività, ma gli uccelli sugli alberi si zittiscono. Gli scoiattoli, che di solito sono particolarmente estroversi, scappano a rintanarsi. Disceso da una navetta spaziale, il quarto serpentoide si aggrega al gruppo. Il suo nome di battaglia è Boa; la sua specializzazione è lo studio degli spiriti. In pratica, Boa è uno sciamano, ma è anche un serio docente, molto stimato dai suoi studenti. Appena ha saputo di essere stato richiesto da Stritolatore, è letteralmente scappato dall'università e dal lavoro noioso. Ha messo in testa il casco da battaglia, ed ora è a rapporto dal suo capo spedizione. I serpentoidi hanno una caccia ancora in sospeso: l'orso alieno, che perseguitava il ragazzo umano Christian. Sono quattro cacciatori di killer umani, ma le autorità non si offenderanno se metteranno sotto chiave quel pericoloso mostro alto tre metri. Appena Boa entra in trance, viene contattato dalla Maga, la telepate di Evolution. Il super gruppo mutante è infatti sempre aggiornato sui movimenti degli alieni presenti sulla Terra. Anche perché tra gli eroi di Evolution milita l'alieno più famoso: Dragonfire. Stritolatore, Anaconda e Pitone si collocano attorno al loro sciamano, che, in trance ed avvolto nelle sue spire, agita la grossa testa triangolare. Sogna, o meglio penetra nei sogni altrui. Essendo da poco sulla Terra, Boa deve esplorare il nostro piano astrale. All'inizio, si muove con cautela; poi decide di farsi spuntare le ali, perché nel piano astrale si può fare. Adesso vola alla ricerca di Christian e dell'orso che vorrebbe divorarlo. Guidato dalla sua particolare abilità, il serpentoide sciamano sembra un animale mitologico, munito di gigantesche ali semi-trasparenti. Poi, dopo un tempo che scorre diversamente da quello terrestre, scorge da lontano un colossale orso, che corre a quattro zampe dietro ad un ragazzino. Boa sa di avere trovato Christian, ed anche quel maledetto orso alieno. Normalmente per i serpentoidi gli umani sono cibo, ma Boa non sopporta che un simile colosso se la prenda con un ragazzino. Boa è un rettile civilizzato, che ritiene si debba combattere seguendo delle regole; una di esse è di non accanirsi contro avversari troppo deboli. Vola come una freccia, per piombare addosso all'orso, ma l'impatto scuote più il serpentoide che l'orso. Boa è però riuscito ad interrompere l'inseguimento. Il grosso animale adesso vuole mangiare il serpentoide. Ovviamente non lo può fare, giacché quelli che confliggono tra loro sono corpi sottili, non esattamente materiali. Però, come Boa ha appena verificato, la massa è una variabile importante, anche in quella dimensione. Con una mossa velocissima, schiva gli artigli e l'intero corpo del mostro. Quindi gli avvinghia il torace ed al collo, per troncargli il respiro. Funziona solo in parte, perché l'orso riesce ancora a graffiare il serpentoide. Lui comprende quanto il nemico sia più forte; non gli resta che un attacco velocissimo alla nuca. Gli conficca in profondità i denti, secernendo un veleno paralizzante. Finalmente il mostro barcolla, mulina le grosse zampe, quindi si abbatte al suolo. Boa scivola via, prima di essere schiacciato. Adesso può risvegliarsi; essendo uno sciamano non ha infatti difficoltà a muoversi in quello stato dell'esistenza. Chiristian lo guarda in modo strano, come se avesse capito di non essere stato salvato da uno strano serpente guerriero, ma da una forma di vita molto più sorprendente.

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