lunedì 11 giugno 2012

DIAVOLI IN VACANZA_192° episodio

La donna strepita, rotolandosi per terra. Suda, puzza e si agita in maniera per nulla sensuale. Sembra voglia strapparsi gli abiti di dosso, ma nessuno dei presenti tenta di approfittare della sua disponibilità. Tutti i presenti pensano infatti che quella donna non abbia alcun bisogno di farsi possedere da un essere umano, perché è già preda di un diavolo! Il prete che sta arrivando a quella fattoria isolata, viaggia faticosamente lungo una strada assolata ed isolata. Se non fosse un prete bestemmierebbe, ma lui oltretutto è un esorcista, o quasi. Arranca faticosamente attraverso la campagna, a bordo di un carro trainato da due asini, per combattere la sua battaglia contro il male. I suoi superiori gli hanno detto: “vai tu, perché il tuo maestro è indisposto”. Così, pronto o meno, il prete si è mosso, in ossequio al suo credo, o forse al suo contratto di lavoro. Quando entra in quella fattoria, che, data la puzza, sembra una tana di maiali selvatici, il sacerdote ripassa a mente le parole magiche che gli hanno insegnato. Si è portato l’acqua santa, vari simboli magici e l’incenso, che non guasta mai. Gli uomini selvatici come i loro maiali, che osservano la donna rotolarsi per terra, non sono esattamente religiosi. Potremmo definirli più che altro superstiziosi. Il prete sa che dovrà guadagnarsi il loro favore fin dall’inizio; con gente simile non si scherza e specialmente non si ragiona. È come entrare in una capanna di frasche, abitata da selvaggi della jungla; il sacerdote è un guaritore, ma se non guarisce la tizia rotolante rischia ben altro che semplici insulti. La chiesa insegna che la prima cosa da verificare, nei casi di sospetta possessione, è lo stato mentale della persona “posseduta”. Potrebbe essere semplicemente fuori di testa, senza scomodare il diavolo in persona. Il prete non vorrebbe esprimere il pensiero successivo, che gli sorge spontaneo: “cosa se ne farebbe il principe delle tenebre di una simile cretina?”. Tenta quindi di raggiungere la mente chiaramente ottenebrata della donna che persiste nel rotolarsi assurdamente a terra, sudando e puzzando. Ma lei bada solo alle proprie urla. Il prete si rende conto che l’esagitata potrebbe finanche staccarsi la lingua a morsi, ma questa non sarebbe una brutta idea. Inutile anche colloquiare con i suoi simili, che assistono allo show con atteggiamenti indecifrabili. Poi al prete viene in mente una definizione popolare di queste contadine fuori di testa: “tarantolate”, giacché il popolo bue ama pensare che, in alternativa al diavolo, siano i ragni velenosi ad innescare l’insanità mentale. Ovviamente il più delle volte la tarantola non c’entra proprio. Forse quell’altro ragnetto che la segue da vicino, per farle la colpa delle sue malefatte. Certo che trovare una minuscola ferita, prodotta da un ragno di piccolissima taglia, sul corpo di una esagitata, è un’ipotesi da scartare. Tanto vale stare al gioco di quei pazzi, e recitare qualcosa in latino. Il sacerdote di un dio per nulla guerriero recita pertanto le filastrocche che gli hanno insegnato, e che non capisce. Possibile che i diavoli capiscano il latino, e si facciano spaventare da uomini in sottana nera? La pazza intanto continua a tarantolarsi e la puzza del suo sudore ammorba l’aria. Il prete suda, sperando che il suo dio gliela mandi buona, per una volta. Poi accade un miracolo, perché quella maledetta befana spettinata rallenta. Che sia stanca? Forse un infarto? Succede l’imprevedibile: il demonietto che è veramente in lei prova curiosità per quel prete, comprende ciò che dice, e decide di rispondergli. La tarantola ha avuto il suo ruolo, cioè si è fatta vedere ed additare. Il ragno più piccolo ha in effetti inoculato il suo veleno nella donna; un veleno che agisce sul sistema nervoso e sul cervello. Tanto più piccolo e sottoutilizzato è il cervello, tanto più agevole è l'azione della neurotossina. L'abbattimento delle difese psichiche della donna ha tuttavia favorito l'azione di un essere extradimensionale, che possiamo definire demone o diavolo. Lui non sta facendo proseliti per organizzare una grande battaglia tra il bene ed il male, dato che la donna posseduta sarebbe effettivamente poco utile in qualsiasi disputa. Tornando al prete, lui nota una strana luce negli occhi della tarantolata, e viene colto da un timore superstizioso. Forse non aveva mai affrontato prima il problema della sua fede. Aveva deciso di farsi prete, perché è un lavoro sicuro: somministrare qualche sacramento qua e là è sempre meglio che lavorare in campagna o in fabbrica. Ora però teme di aver fatto il passo più lungo della gamba. La sua voce è titubante, quando ordina al diavolo di abbandonare subito il corpo di quella pia donna. La conseguente risata del demonietto non lo aiuta di certo a ricostruirsi una fiducia in sé e nel suo lavoro. Di colpo, il prete si trova da solo, assieme alla donna non più tarantolata, ma chiaramente strumento del male. Tutti quelli che erano presenti nella camera sono infatti scappati sull'aia, assieme ai polli. Bisbigliano tra loro, annichiliti dalle ataviche credenze. Vigliacchi oltre ogni aspettativa, lasciano il sacerdote al suo destino. Il prete afferra la donna per le spalle, agitandola. Forse crede che, mostrandosi forte, il diavolo se la darà a gambe. Ma, lei (o per meglio dire lui) gli ride in faccia, con voce roca e maschia. Il prete allora si ricorda di dover evitare che il diavolo lo raggiri, essendo per definizione il maestro degli inganni. Non essendo in grado di ragionare dei massimi sistemi con il nemico del suo dio, il sacerdote si mette in ginocchio e prega. Il vero motivo per cui tutto ciò avviene è da ricercarsi in un indebolimento delle barriere tra questo stato dell'esistenza e quello dal quale provengono i cosiddetti "diavoli". Una torma di esseri umanoidi, ma non solo, cammina o corre verso il portale, dal quale si riverseranno sulla Terra. Potrebbero andare in gita su altri pianeti, ma questo nostro globo blu e verde li ispira molto. Dipende probabilmente dalle qualità intrinseche negli umani. I diavoli si trovano ovviamente bene in mezzo a gente che trae grande godimento nel somministrare dolore ingiustificato al prossimo. I diavoli non vengono da noi per insegnarci a commettere il male, bensì per vivere in un contesto a loro congeniale. Per loro è come andare in vacanza in un villaggio turistico, dove tutti possono fare di tutto, senza dover pulire o pagare per i danni. Arrivati sulla Terra, si mantengono pressoché incorporei, così da poter convivere nei corpi degli uomini e delle donne: una goduria pilotarli come autoscontri. La folta messe dei diavoli però rallenta all’improvviso, come se avessero rilevato un ostacolo sulla loro strada. Ed in effetti un drago sputafuoco, alto tre metri e pesante settecento chili, li scruta con occhi che promettono cose poco simpatiche. Dragonfire si schiera come barriera contro l’accesso selvaggio dei diavoli sulla Terra. I diavoli, essendo tali, attaccano subito briga. Loro, per professione di fede, non possono prendere in considerazione il dialogo e la mediazione. Attaccano, perché il loro DNA lo prescrive, ammesso che abbiano un DNA. Inizia quindi una battaglia tra diavoli prevalentemente rossi ed drago verde. Lui è molto più massiccio di ognuno degli avversari, ma loro sono molti di più. I diavoli mordono, graffiano e scalciano, ma la loro forza non impressiona Dragonfire, che li scaglia da parte con i giganteschi pugni, la coda ed i calci possenti. Loro non possono ferirlo, ma lui non frena di certo le botte che somministra. In fondo, non essendo umani, non è così facile ucciderli. Quello che il drago sta difendendo è il fronte più grosso, in questa battaglia per dilagare sul nostro pianeta. I diavoli hanno infatti aperto altri varchi dimensionali, più piccoli. Mentre l’instancabile Dragonfire continua il suo allenamento, un manipolo di diavoletti irrompe sulla Terra in un punto diverso del pianeta. Quello che i diavoli non sanno è che il capo di Evolution, il dottor Occulto, ha percepito l’apertura anche di questo secondo accesso. Ecco perché ha inviato a riceverli Ferox, la donna leopardo, e Kong, l’uomo bestia, nonché scienziato di Evolution. I diavoletti rossi schizzano fuori dal buco nello spazio, che si èa aperto nel bel mezzo di un mercato rionale. Donne che litigano con i pescivendoli, gridando più di loro. Pensionati che manipolano la frutta esposta, con le loro luride mani, nonostante sia stato detto loro più volte di non farlo. Venditori di stracci, che spacciano per abiti, affascinano sciocche passanti. I diavoletti si sentono a casa loro, in mezzo a quella marmaglia vociante ed irrazionale. Gli invasori potrebbero rendersi invisibili, ma la loro teatralità innata impone loro di esibirsi sfrontatamente. Sono certi che nessun umano potrà impedire loro di possedere chiunque vogliano. Uno di loro punta su una bella ragazza, concentrata su capi d'abbigliamento incredibilmente succinti. Il diavoletto si prepara alla procedura di possessione. Già pregusta gli scherzi che potrà porre in essere grazie a quel corpo appetitoso. Sennonché Ferox lo intercetta in volo, ferendolo incredibilmente con i suoi artigli. Dal diavoletto scaturisce una sorta di sangue di colore verdastro. Lui prova un dolore insolito, chiedendosi come sia stato possibile per quella strana creatura lo abbia ferito, come se fosse fatto di comune carne e sangue. La donna leopardo non è famosa per il suo umorismo, ma questa volta sorride mentre mostra al suo avversario i bracciali super tecnologici che indossa. Poi si volta verso Kong, con un cenno d'intesa, giacché è stato lui ad ideare quei sincronizzatori energetici. Adesso gli artigli di Ferox sono pervasi da un'energia in grado di lacerare anche la carne necromantica. Kong però non rimane con le mani in mano, essendosi lui stesso munito di analoghi bracciali. Uno dei suoi grossi e possenti pugni colpisce in pieno un secondo diavoletto in vena di possessioni. Il gitante, proveniente da un altro stato dell'esistenza, incassa la botta, riflettendo sulla situazione particolarmente ingarbugliata. Il primo dei diavoli giunti sulla Terra, nel frattempo ha stremato il prete a forza di chiacchiere. L'uomo in tonaca nera non è ferito, ma ha un tremendo mal di testa. Il suo avversario è un parlatore terrificante, che si è divertito un mondo a distruggere quasi tutte le convinzioni religiose del sacerdote. Adesso la donna ex tarantolata esce all'aperto. I suoi parenti ed amici notano i suoi occhi più strani del solito, ed indietreggiano. Il diavoletto al suo interno amerebbe farsi un bel giro su quel pianeta abitato da deboli individui. Fulminatore e la Maga atterrano però in quel momento davanti alla casa. Il loro arrivo convince i presenti a scappare a gambe levate. Tutti eccetto la ex tarantolata ed i due mutanti di Evolution. Il possessore percepisce subito i poteri mentali della Maga, e, temendoli, la attacca fisicamente. Quel corpo non è certo dotato di muscoli addestrati alla velocità, ma il piccolo demone conta sull'effetto sorpresa. Fulminatore però detiene un potere che gli consente di bloccare sul nascere quell'attacco. Una piccola scarica elettrica è sufficiente a scagliare indietro di oltre un metro la donna posseduta. Poi la Maga attiva le sue doti uniche, per estromettere l'intruso, senza danneggiare troppo l'ospite. Nel mercato rionale, il diavoletto che ha assaggiato gli artigli di Ferox reagisce, emettendo fiamme bluastre. La donna leopardo schiva quasi completamente l'attacco, ma la sua pelliccia rimane leggermente bruciacchiata. Come se condividessero i pensieri del gitante incendiario, i suoi colleghi, che affrontano Dragonfire, lo colpiscono all'unisono con la loro calda dotazione diavolesca. Il drago extraterrestre viene quindi avvolto dalle fiamme, che brucerebbero qualsiasi uomo o animale terrestre. Ferox è già balzata addosso all'intruso extradimensionale che ha cercato di bruciarla. Nel corpo a corpo, questi piccoli demoni non si mostrano particolarmente brillanti. Kong partecipa alla rissa, in mezzo alle bancarelle del mercato rionale. Lancia cassette di frutta e verdura contro i diavoletti, colpendoli con forza. Ferox prende a pugni il suo avversario, reso fin troppo tangibile dai bracciali sintonizzatori, inventati dall'uomo bestia di Evolution. I mutanti le danno, ed i demoni le prendono. Il portale dimensionale torna pertanto ed inevitabilmente ad aprirsi, per consentire una rapida ritirata ai diavoletti vacanzieri. Dragonfire non solo è illeso, ma anche rafforzato dal fuoco demoniaco. Ora si prepara a restituire il colpo, ma i demonietti, vista la situazione, tagliano la corda, di corsa. Maga scaglia la sua sonda mentale contro la ex tarantolata. A questo punto, il primo arrivato, della comitiva dei diavoletti vacanzieri, capisce anche lui che è ora di fare le metaforiche valigie, e di tornarsene nel rassicurante inferno che chiamano casa.

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