martedì 26 giugno 2012

DIFENDERE GLI INERMI_194° episodio

I super-eroi non si occupano sempre e solo di salvare il mondo e la civiltà da nemici terribili. Analogamente, gli Hunter Killer non trascorrono tutte le ore delle loro giornate ad inseguire e massacrare ricercati, da catturare vivi, o riportare morti. A volte gli esseri dotati di super-poteri o gli alieni che vivono sul nostro pianeta prestano attenzione a vicende umane più banali, nelle quali è a rischio la sola esistenza di un individuo comune, su sei o sette miliardi. Capita ad esempio che il Prisma Cosmico proponga ad Evolution o ai suoi alleati di estrarre viva una bambina, che è precipitata in un pozzo giocando. La piccola, di quattro o cinque anni, stava giocando in mezzo alla strada, perché al suo paese si usa fare così. Improvvisamente le sue urla di gioia sono state interrotte da vocalizzazioni differenti: allarme, sconcerto, spavento. La bambina è infatti precipitata in una voragine, che nessuno aveva notato, perché da quelle parti le cose funzionano in quel modo: dicesi improvvisazione criminale. Poche ore prima, su quella strada era transitata un'auto. Una delle ruote aveva impattato contro una grossa pietra piatta. Il conduttore della vettura era sceso, a rimuovere la lastra di pietra; poi si era allontanato senza rimetterla dov'era. Risultato: un pozzo inutilizzato è tornato ad essere una pericolosa trappola, per esseri sufficientemente piccoli da precipitarvi. Adesso una folla vociante e specialmente stupida si accalca inutilmente nei pressi per piccolo ma profondo abisso, gridando alla bambina cose insensate, tipo se si senta bene. Come potrebbe quella bambina sentirsi bene, dopo un volo di parecchi metri, che l'ha condotta in una fredda ed umida tomba di terra? Gli Hunter Killer si trovano ad alcuni continenti di distanza, ma il Prisma Cosmico ha fornito ad Evolution la tecnologia non terrestre del teletrasporto tramite wormholes. L'uomo bestia di Evolution, Kong, manovra con abilità i comandi del computer, per dislocare i serpentoidi. Stritolatore, Boa, Anaconda, Pitone e Sysform si materializzano alle spalle di quei sudati ed inutili umani, che da ore stazionano nei pressi del pozzo, come se partecipassero ad una festa. È chiaro che quella marmaglia non ha attività lavorative da svolgere; altrimenti si sarebbe già dispersa. La comparsa pressoché magica dei cinque extraterrestri serpentoidi innesca un'opportuna fuga di massa. Strisciando e sibilando, i quattro grossi maschi avanzano verso i due poliziotti locali, che, per dovere d'ufficio, sono rimasti impietriti sul posto. Stritolatore, il capo del team, aggira i due poveri umani, leccandosi le zanne. Non è lì per mangiarli, ma gli piace fare scena. Le sue enormi spire sono muscoli efficientissimi e letali, che cooperano con uno scheletro forte e flessibile. Sysform, la femmina del gruppo, decisamente più minuta dei colossi lunghi nove metri che l'accompagnano, ricorre subito alla sua sonda mentale, per individuare la bambina. La mente aliena della serpentoide si spinge in profondità, fino ad incontrare una giovane consapevolezza, quasi azzerata dalla paura e dalla disperazione. Sysform fa l'unica cosa logica in un caso simile: si tuffa nell'abisso, frenando la discesa grazie alla frizione che esercita contro le pareti del pozzo. Stritolatore ed i suoi Hunter Killer si guardano attorno, come a voler cercare grane. E finalmente le grane arrivano: la popolaglia è infatti tornata, armata di forconi e bastoni. Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone sghignazzano, come sanno fare i serpentoidi. Poi si lanciano nella mischia, al solo scopo di esercitare i loro muscoli possenti. Quasi nessun umano mette a segno una forconata, ai danni degli Hunter Killer. Questo gli salva indubbiamente la vita. Infatti i serpentoidi si sono limitati ad abbattere gli avversari come birilli. Non li hanno ancora assaliti né a testate, né li hanno morsicati con le formidabili mascelle. Mentre in superficie i maschi giocano, molti metri più sotto Sysform ha trovato la bambina. La prima cosa da fare è di calmarla con le sue facoltà ipnotiche. Sysform è un seduttrice nel senso più ampio, giacché le sue emanazioni telepatiche inibiscono ogni reazione di chi le sta di fronte. Adesso la serpentessa deve trovare il modo di portare fuori di lì la bambina. Sollevarla fino in superficie è quasi escluso, giacché Sysform non dispone della potenza muscolare dei maschi della sua specie, e nessuno di loro potrebbe manovrare in spazi così ridotti. Boa, che è lo sciamano del gruppo, ha sviluppato per quel motivo una sintonia mentale con Sysform. Si sgancia dalla battaglia in corso, certo che i suoi soci non avranno problemi con un centinaio di stupidi umani privi di armi da fuoco. Boa cerca un accesso alternativo al pozzo, dove è precipitata la bambina, per poterla condurre in salvo. Annusa l'aria, avvertendo la vicinanza di qualcosa di fetido. Trattasi di un contadino ritardatario, che arriva solo adesso sulla scena della battaglia tra serpentoidi ed umani. Il tizio è armato di un machete, brandito con furia assassina. Potrebbe ferire seriamente Boa, ma solo se lo sciamano fosse molto più lento di quel che è. Il contadino è certamente ubriaco e drogato; non si capisce altrimenti per quale motivo cerchi di farsi ammazzare da un rettile extraterrestre lungo, massiccio e cattivo. Boa, come tutti i serpentoidi, non ama le chiacchiere; gli scivola in mezzo alle gambe, per poi attorcigliarsi attorno al suo corpo. Il tutto in pochissimi secondi. Le spire bloccano braccia e gambe, ma l'Hunter Killer gliele serra ulteriormente, fino a causare sinistri scricchiolii di articolazioni lussate ed ossa fratturate. In un lampo, abbandona sul terreno quel che resta dello stupido, dolorante ed ululante. Poi Boa torna al piano iniziale: trovare un accesso alternativo al pozzo dove è precipitata la piccola umana. I suoi sensi affinati lo indirizzano verso un avvallamento, che nasconde quello che cerca. Boa si lancia nelle tenebre, causando un fuggi fuggi di topi e serpi. Grazie alla simbiosi con Sysform, giunge in breve dove la serpentessa ha trovato la bambina. I due serpentoidi studiano l'esemplare umano, forse provando nei suoi confronti un simpatia che gli adulti di solito non meritano. La piccola è ancora sotto l'effetto della fascinazione di Sysform, e segue gli avvenimenti come se sognasse. Racconterà poi ai genitori di essere stata soccorsa e salvata da due serpenti buoni, ma i genitori, sciocchi ed illetterati, non le vorranno credere. Non provengono dallo stesso mondo di Dragonfire, ma come lui i serpentoidi sono molto sensibili alla genuinità dell'infanzia. Ecco perché preferiscono non considerarli una colazione o una merenda. Dragonfire è un rettile formidabile, che lavora con i mutanti terrestri di Evolution, per difendere gli inermi. Oggi il fato gli darà la possibilità di impiegare i suoi vasti poteri in maniera diversa dal solito. Non gli sarà chiesto di disintegrare truppe corazzate, giganti, demoni o robot. Oggi salverà alcune giovani vite dagli effetti di quella che troppi stupidi chiamano “fatalità”. Tutti gli anni la parrocchia organizza una gita in cima a quella montagna. In questa stagione il caldo si fa sentire, ed i ragazzini sono invitati a portarsi dietro parecchia acqua. La partenza è prevista per le otto del mattino, quando il sole non colpisce ancora con la massima forza. Uno dei bambini non vorrebbe essere lì; preferirebbe giocare con il suo computer, ma i genitori insistono perché socializzi. Lui necessariamente si adegua; inizia così una camminata contro voglia, che dovrebbe fare tappa a metà della salita, intorno a mezzogiorno. Il caldo però si fa sentire più del previsto, e tutti i partecipanti alla scarpinata sudano e bevono. Mario, il bambino che volentieri sarebbe rimasto a casa, accusa problemi respiratori, anche a causa dell'umidità dell'aria. La pioggia caduta durante la notte è evaporata o lo sta facendo, sottoponendo i bambini ad un imprevisto bagno turco. Mario inciampa e rallenta, fino a ritardare la sua marcia rispetto al gruppo. Poi improvvisamente si sente male, e non riesce a chiamare gli altri per farsi aiutare. Fortuna che l’amico Luigi lo vede, ed accorre per soccorrerlo. Quando Luigi si accorge che Mario non riesce a ripartire, prova a chiamare gli altri, che però sono fuori portata della sua voce. Mentre si chiede cosa potrà fare da solo, solleva lo sguardo. I suoi occhi si spalancano, quando avvista un colosso verde: un drago con tanto di coda, che si erge come una statua, su una vicina sporgenza rocciosa. Dragonfire è il suo nome, e sta scrutando ciò che lo circonda, perso nei suoi pensieri dragheschi. Ammira il panorama, segue i movimenti dei leprotti e degli scoiattoli, ascolta il rumore dell'acqua che scorre. Le sue orecchie però captano anche i tenui suoni provenienti dai due bambini. Chiaramente uno dei due sta male, presumibilmente per aver assorbito troppe radiazioni solari. A differenza sua, gli umani non possono infatti trarre nutrimento e giovamento dalle molteplici emissioni della nostra stella. Con ampi balzi, che smentiscono la sua mole, Dragonfire scende verso Luigi e Mario. Giunto nei pressi di un'ampia e profonda frattura nella roccia, il drago di Evolution spicca un balzo possente. Quando atterra, il pietrisco rimbalza in tutte le direzioni; poi si avvicina ai due bambini. Pensa a ciò che potrà fare, non essendo le sue doti da guaritore. Dragonfire è più che altro un distruttore, ed in questo caso sarebbe più utile un talento come quello di Nancy, che però si trova nella base del super-gruppo, a considerevole distanza. Il drago incombe sui bambini, immobile sotto il sole; le radiazioni che hanno ferito uno dei due giovanissimi umani lo fortificano ulteriormente. Il suo pensiero raggiunge il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution. Il mutante telepatico, il più potente del pianeta, comunica al suo alleato extraterrestre un'ipotesi che ha appena elaborato. Occulto ritiene che il potere di Dragonfire possa assorbire il maniera differente l'energia solare. Il drago alieno si concentra quindi sulle particelle di plasma che sono penetrate nel corpo del piccolo Mario. Le visualizza come aggressori, che indeboliscono le ossa ed i muscoli della loro vittima. Sono attive ed aggressive anche se il gigantesco corpo di Dragonfire protegge i bambini da ulteriori radiazioni solari. La mente dell'alieno si è dimostrata in altre occasioni come una trappola, per chi ha avuto l'ardire di cercare di penetrarla. Questa mente aliena adesso chiama, in una lingua extraterrestre, le particelle di plasma presenti nel corpo che stanno divorando. Dragonfire è il loro padrone, e le vuole con sé. Esse, la particelle, che dovrebbero essere prive di pensiero, cedono viceversa alla lusinga del colosso alieno. Smettono di divorare le piccole deboli cellule umane, e scivolano attraverso i tessuti, come fantasmi, senza bruciare, né perforare. Infine confluiscono in massa verso Dragonfire, che le assorbe tutte senza alcun problema. Mario è ancora danneggiato dal plasma solare, ma la sua guarigione è già iniziata. Potrà farcela anche senza l'intervento di Nancy, che, in caso di necessità, sarebbe peraltro stata trasportata sul posto mediante un portale di wormholes. Durante l’azione di Dragonfire, gli altri piccoli gitanti, condotti da alcuni adulti poco affidabili si sono finalmente fermati. Si sono accorti dell’assenza di Mario e Luigi, ma qualcun altro risente dell’effetto della potente insolazione. Che le stagioni non siano quelle di una volta è una semplificazione, che però corrisponde al vero. Quella gita in passato, in quegli stessi luoghi, non aveva avuto alcuna controindicazione. Adesso i telefonini finalmente squillano, chiedendo l’intervento urgente dei soccorsi, e gli elicotteri degli ospedali più vicini si levano in volo. Dragonfire decide di trasportare in volo Mario, che si sta riprendendo, e Luigi, che lo vuole accompagnare. Il dragoncraft estrae energia dal corpo super-potente del drago, trasformandola in spinta antigravitazionale e propulsiva. Il dragoncraft, progettato e realizzato dallo scienziato del gruppo, Kong, estende due apposite imbragature metalliche per reggere i due bambini. Chi volge lo sguardo verso il cielo vede il colosso verde assieme a due figure molto più minute. Luigi e Mario dimenticano per un attimo la loro disavventura, sommersi dall’ebrezza del volo. L’avventura potrebbe concludersi in questo modo, se il destino o forse il Prisma Cosmico non ci avessero messo lo zampino. L’alieno verde non crede nel caso, e neppure si offende se i suoi poteri vengono richiesti in maniera non formale. Infatti, sotto di lui, una ragazzina è appena precipitata in un torrente, che cercava di superare appesa ad una corda. Stranezze pericolose per l’incolumità umana, suggerite da cinema e televisione. Ad un comando mentale di Dragonfire, il suo supporto super-tecnologico si sgancia dal suo corpo, pur continuando a volare. Il possente alieno precipita pertanto da almeno cento metri d’altezza, impattando l’acqua con una forza terrificante. La sua massa di oltre settecento chili lo spinge sempre più in profondità, fino a toccare il fondo roccioso. Dragonfire asseconda l’impatto, poi, flettendo i muscoli possenti delle zampe posteriori, erompe verso l’alto. Come uno squalo, punta verso la bambina che sta annegando; l’afferra ed esce dall’acqua di parecchi metri. Prima di ricadere, il suo dragoncraft riprende contatto con lui e con la bambina. Poi il sorprendente quartetto prosegue il volo verso il più vicino ospedale. Dragonfire sa o immagina che i tre piccoli umani che sta trasportando sono troppo coinvolti dalla fantastica avventura, per provare altro che un’incomparabile euforia. Tanto basta a guarirli dalle ustioni, dall’aver rischiato l’annegamento, e dalla tensione della prova.

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