lunedì 2 luglio 2012

ARMATURE_195° episodio

I ripetuti attacchi di Maschera di Ferro ad Evolution hanno evidenziato più che altro la sua testardaggine. La sua armatura stregata gli attribuisce una potenza considerevole, ma sembra sia destino che non possa farcela contro nessuno dei mutanti del super-gruppo. Maschera di Ferro è pressoché invulnerabile alle pallottole, ma gli artigli di Ferox sono molto più duri e penetranti del piombo. Kong non ha gli artigli della donna leopardo, ma ha dimostrato a Maschera di Ferro che i suoi pugni possono colpire come magli, producendo danni che trascendono la capacità di autoriparazione dell'armatura. Combattere contro Fulminatore e la Maga evita lo scontro corpo a corpo, ma i due mutanti utilizzano come armi i lampi ad alta energia e la lama mentale. L'elettricità può collassare i sistemi interni dell'armatura. Il potere della Maga invece aggredisce direttamente la mente del nemico; e forse l'integrità mentale non è il punto forte di Maschera di Ferro. Tuttavia lo psicopatico corazzato ha verificato una potenzialità della sua armatura, che non aveva preso in considerazione: entrando in contatto diretto con altri dispositivi tecnologici, tende ad assumerne il controllo. Ci ha provato con il robot conosciuto come Black Dragon. Sfortunatamente questa potenzialità significa poco o nulla quando Maschera di Ferro lotta con un mostro come il Lupo Nero, che è tutto fuorché tecnologico. Il piano criminale che si forma nella mente del criminale prevede appunto di aggredire un avversario, che possa essere soggiogato dal potere della sua armatura semi-senziente. Maschera di Ferro, che a suo modo è brillante, sta pensando di attaccare il Robokiller. Inutile formulare sterili riflessioni sul fatto che Robokiller dovrebbe essere uno dei cattivi, quindi un alleato di Maschera di Ferro, non un suo nemico. I super-criminali di solito hanno un unico vero vantaggio sui super-eroi: la loro totale amoralità. Come si dice: non c’è onore tra i ladri, ed evidentemente ciò è vero per tutti i criminali. Neppure il Robokiller è riuscito a sconfiggere Evolution, ma Maschera di Ferro è interessato alla sua forza bruta, non alla sua strategia più o meno efficace. L'automa in questione, dopo essersi ripreso dagli esiti della sua infausta battaglia contro Evolution, si è inoltrato nel deserto. Si è mosso senza fretta, non avendo alcun obiettivo da raggiungere, neppure la vendetta. Ha camminato instancabilmente sotto il sole ed anche di notte, osservando ed imparando. Un essere fatto principalmente d'acqua si sarebbe disidratato e disintegrato; Robokiller no. Ha convertito la radiazione solare in energia, ed ha proseguito per la sua strada, in un posto privo di strade. Ha anche mutato la sua parvenza fisica, per trarre vantaggio dall'ambiente, inospitale quasi come Mercurio o Venere. Robokiller non respira, quindi potrebbe facilmente esistere su mondi con atmosfera venefica. Gli esseri umani credono che le macchine siano stolide e brutali, ma si sbagliano: i processori elettronici non subiscono intoppi emozionali, sbalzi umorali, eccitazione e depressione. Poi Robokiller si è fermato, in cima ad una formazione rocciosa, circondata dalle sabbie del deserto. Si è reso praticamente invisibile, grazie alle sue attitudini mimetiche. Adesso è lì, immobile come una statua, eppure attivo come mai a livello mentale. Lui è il trionfo della mente sulla materia, sebbene si tratti di una mente elettronica. Sembra che il suo scopo sia di dissolversi nel paesaggio; invece Robokiller si sta imponendo sull'ambiente. Osserva tutto e sente tutto, come una di quelle piante colossali, che esistono da migliaia di anni. La sua mente concatena tutti i dati a sua disposizione, deducendo e prosperando in questa sua gioia interiore. Robokiller, costruito per uccidere, si vede come un dio immobile, che però potrà in qualsiasi momento levarsi in volo verso luoghi non ancora esplorati. Così, fino alla fine dei tempi. Maschera di Ferro invece è un fastidioso figuro, incapace di vivere in pace con chiunque, compreso se stesso. Utilizza la sua scienza per cercare e trovare Robokiller; non già per copiarne la pace interiore, quanto per rubargli la forza e la sostanza. Un uomo imprigionato in un'armatura che è molto più viva e sensibile di lui. Ha lavorato ed ordito con Uglux, il mago mutaforma. Ha servito i demosurt, i demoni sulfurei delle lune di Saturno. Infine si è riconvertito in poco credibile sacerdote vudù. E tutto per sconfiggere gli odiati mutanti di Evolution; forse perché non sopporta di vederli felici di quel che sono. Maschera di Ferro più di tutti non sopporta Dragonfire, ma il drago non lo considera un avversario degno di lui. L'alieno verde, arrivato cucciolo sul nostro pianeta, lo ha adottato come casa. Forse è ottimista sulle potenzialità umane, più di quanto lo siano gli umani stessi. Dragonfire ha trovato degli amici, nei mutanti di Evolution, e negli alleati che via via ha incontrato nelle moltissime battaglie. Il dottor Occulto è in qualche modo una mente affine per Dragonfire. Il potente mutante e mago è a suo modo alieno, pur essendo terrestre. Dragonfire ed Occulto hanno un rapporto particolare, molto differente dal rapporto tra maestro ed allievo. Maschera di Ferro avrebbe potuto imparare questo ed altro, dall'osservazione di Evolution. Invece non ha fatto altro che attaccare briga e prendersele di santa ragione. Ora, al culmine della sua pazzia, vola grazie ad un supporto che ha malamente copiato dai craft di Evolution. Prende velocità, in rotta di collisione con il monolitico Robokiller. L'impatto avviene a grande velocità; Maschera di Ferro rimbalza lontano, mentre il suo supporto di volo cade in pezzi. Robokiller solo ora nota il fastidioso intruso, che lo ha distratto da profonde riflessioni. L'armatura del pazzo mascherato si è incrinata per l'ennesima volta. Ancora una volta, quella meraviglia della tecnica si ripara da sola. La magia demoniaca l'aiuta a correggere l'ennesimo errore dello sciocco umano che si trova al suo interno. Maschera di Ferro riprende il suo attacco, senza che il Robokiller gli faccia caso. Purtroppo per lui, l'automa non conosce i poteri dell'armatura del suo aggressore. Stabilito un contato fisico, infatti, è il più piccolo tra i due contendenti ad assorbire forza dell'altro. Forse Robokiller è diventato troppo filosofo e poco guerriero. Solo così si può spiegare come si sia lasciato aggredire da uno che è più debole di lui. L'automa prova a reagire, ma i suoi movimenti sono molto lenti. Cerca di capire, ma sente solo la pazza risata di Maschera di Ferro, che cresce dentro di lui. Il pazzo corazzato è lui stesso uno spettatore della meraviglia tecnologica che sta avendo luogo. Mai potrebbe concepire che il Robokiller sia costretto ad aprirsi, per ospitarlo. L'automa ovviamente è in grado di ricollocare i suoi motori ed i suoi dispositivi, in maniera tale da continuare a funzionare. L'armatura di Maschera di Ferro però lo abbandona quasi completamente, migrando verso l'esterno, fondendosi con quella del robot. Il nuovo Robokiller è quindi più grosso, nonché dotato di poteri quasi demoniaci, portati il dote degli aggressori. La consapevolezza dell'automa osserva ciò che avviene con distacco. In fondo stava contemplando il mondo, e continuerà a farlo. Maschera di Ferro però non si accontenta della vittoria ottenuta senza alcuna vera battaglia. Potrebbe considerare la novità, lui che di recente rischiò di farsi divorare, carne, ossa e metallo, da un lupo demoniaco. All'interno di quella montagna di circuiti elettronici, con una forza distruttiva a disposizione molto più grande di quella che aveva prima, Maschera di Ferro desidera mettersi alla prova. Tuttavia le troppe batoste subite da parte dei super-eroi lo hanno minato nel morale, più di quanto sia disposto ad ammettere persino con se stesso. Per cui, quando decolla dal deserto, non vola verso la base di Evolution, bensì in direzione opposta. Un gigantesco robot non può però passare inosservato ai radar, che subito avvisano le forze di interdizione aerea di quel paese povero, ma discretamente armato. Il dittatore locale detiene un potere quasi assoluto da decenni. Ha collocato tutti i suoi numerosissimi parenti in varie posizioni chiave. Per cui tutte le insurrezioni finora sono finite sul nascere. Il popolo è imbonito con promesse di guerre vittoriose, contro i nemici più ricchi, quindi invidiati. Al dittatore non interessa elevare il livello di vita del suo popolo. Ancor meno gli interessa migliorare la loro penosa cultura di base: gli stupidi si lasciano dominare con poche parole e pochi slogan. La religione si presta ottimamente a rimbambire quelli che il cervello se lo sono trovato lì, ma non sanno cosa farne. Quel paese di poveracci è però ricco di combustibili fossili ed altri minerali utili all'industria. I poveracci però preferiscono agitarsi in mezzo alla sabbia, lanciando pietre contro nemici lontani decine di miglia. Robokiller vola indisturbato, finché viene intercettato da due cacciabombardieri. Trattasi di modelli vecchi di oltre quarant'anni, ma le potenze mondiali devono rifilare a qualcuno i loro scarti di magazzino. E si fanno anche pagare a caro prezzo. Poi c'è il business dell'addestramento dei piloti: i cammellieri difficilmente sono portati per il volo ed il combattimento a bordo di cacciabombardieri. I piloti sono prevedibilmente sorpresi di avere intercettato un grosso umanoide metallico, invece di un aereo. Il radar non aveva colto la differenza. La procedura d’ingaggio prevede che si intimi al velivolo intruso di atterrare. Se l’avvertimento non funziona, si possono usare i missili ed i cannoncini. Il Robokiller è attrezzato per ricevere le chiamate radio, ma il perfido Maschera di Ferro è desideroso di provare la forza distruttiva del suo nuovo acquisto. È quindi il robot il primo ad aprire il fuoco, grazie a mitragliere che gli fuoriescono dalla schiena. Colti di sorpresa i piloti dei due caccia sono investiti da una valanga di metallo rovente. Uno dei due velivoli subisce danni ad uno dei motori, e si allontana per tentare un atterraggio di fortuna. L’altro cacciabombardiere è solo apparentemente più fortunato, giacché il Robokiller lo raggiunge, e gli si aggrappa. Le possenti mani dell’automa scavano nella fusoliera costruita per ottimizzare l’avionica, non per sopportare quel trattamento. Poi, su ordine del pazzo corazzato, Robokiller attiva la procedura di assimilazione dell’intero aereo. Questa volta, la macchina aggredita non oppone alcuna resistenza, non essendo senziente. Il pilota comprende come sia meglio eiettarsi con il suo seggiolino agganciato al paracadute. Si salva solo perché il criminale che ha posseduto Robokiller è intento ad intensificare il suo potere. Nel giro di mezz’ora, un automa composito, munito di ali e jet, lungo una ventina di metri, solca i cieli sopra il deserto. Adesso Maschera di Ferro si sente abbastanza forte da sfidare Evolution; per cui l’enorme macchina di cui fa parte vola verso la base dei mutanti e del drago. Maschera di Ferro si accorge però di non poter più contare sul fattore sorpresa, dato che verso di lui arriva volando Dragonfire. Kong, lo scienziato del super-gruppo, ha seguito sui suoi monitor tutte le ultime manovre del loro nemico di sempre. Adesso Dragonfire lo intercetta prima che giunga a tiro del cacciatorpediniere, che ospita la base di Evolution. Robokiller, pilotato da Maschera di Ferro, spara i suoi missili contro l’alieno verde. Data la pericolosità di Dragonfire, non è certo il caso di lesinare sulle armi disponibili. Il drago sfrutta l’agilità del suo craft antigravitazionale, per levarsi dalla traiettoria dei proiettili, che però continuano a seguirlo. Mentre Maschera di Ferro canta vittoria, dalle fauci del drago fuoriesce una quantità di plasma sufficiente a fare esplodere in volo i pericolosi aggeggi. Poi Dragonfire attraversa indenne la nube infuocata che ha appena prodotto. Se l’avesse aggirata, il suo nemico lo avrebbe visto arrivare; invece accade che piombi addosso a Robokiller, colpendolo quasi come una meteora. L’impatto provoca lesioni nella spessa armatura dell’automa; tuttavia tutti i sistemi cibernetici lavorano per la quasi istantanea riparazione. Questo comporta comunque un consumo di energia e di massa. Maschera di Ferro, rintanato nelle viscere del colosso metallico, avverte il tremendo impatto. Teme che il drago possa distruggere Robokiller a pugni, nonostante si trovino a decine di metri dal suolo, e Dragonfire non possa scatenare tutto il suo potere. A questo punto, la consapevolezza del Robokiller si manifesta improvvisamente, per salvaguardare se stesso dalla distruzione totale. La gigantesca macchina volante restituisce il pugno a Dragonfire. L’armatura naturale dell’alieno di Evolution regge molto bene a quella manifestazione di forza bruta, ma, essendo la sua massa molto più piccola di quella dell’avversario, viene scagliato lontano. L’unico effetto della formidabile replica del robot è il danneggiamento del dragoncraft; senza di esso, il colosso verde precipita verso terra. Si schianta pochi secondi dopo, producendo una voragine. Dragonfire è ancora una volta illeso, ma la sua furia è senza pari. Con un balzo, schizza fuori dalla crosta terrestre frantumata; si guarda attorno ed in alto, ma il nemico si è ormai allontanato alla massima velocità. Maschera di Ferro grida la sua frustrazione, ma nessuno lo ascolta, neppure la sua ex armatura.

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