martedì 17 luglio 2012

LUPI E CICLISTI_197° episodio

Una gara ciclistica. Tre settimane di sforzi quasi ininterrotti di atleti che percorrono centinaia di chilometri al giorno, con poche pause di recupero. Salite ripide e discese mozzafiato. Pioggia ed anche grandine, nonostante la stagione estiva. Un pubblico speciale segue questa manifestazione. Non pagano biglietti, ma anticipano le salite dei loro eroi, e li aspettano con enorme pazienza. In mezzo a quella folla eterogenea e colorata, ci sono personaggi che hanno preso le ferie per seguire la corsa ciclistica. In cima alle salite, quando gli atleti rallentano per la fatica e le grandi pendenze, i fan corrono al loro fianco. Qualcuno azzarda un contatto fisico, che potrebbe essere nocivo al corridore, se lo si interpretasse come una spinta d'aiuto. Tutto sommato, però si tratta di persone di buon cuore e grande passione. Il ciclismo trae sostentamento economico dagli sponsor, non dal pubblico, a differenza di ciò che avviene in altri sport. Gli sponsor pagano più volentieri se il pubblico è presente in massa. Essendo però gli umani differenti tra loro, come gli altri animali e le piante, quella gara ciclistica ha richiamato anche un tizio poco raccomandabile. Costui riesce a seminare, lungo le strade che saranno percorse dalle biciclette, numerosi chiodi. Quale sia il motivo che spinge l'insano personaggio, potrebbe essere oggetto di studi molto lunghi e di chiacchiere da salotti televisivi. Che stia accadendo qualcosa di strano durante la gara appare chiaro, quando le forature si presentano a decine. Data la peculiarità di quelle ruote, fini e gonfiate ad alta pressione, un chiodo potrebbe provocare addirittura uno scoppio della camera d'aria. Al momento, le auto dette “ammiraglie” riescono ancora a sostituire le ruote rese inutilizzabili. Il punto è che, non essendo stato individuato il teppista, potrebbe riprovarci, o fare di peggio. In mezzo alla folla festante, ma preoccupata, ci sono cinque ragazzi, che esteriormente non palesano le potenzialità psico-fisiche che li contraddistinguono. I quattro giovani licantropi e la loro amica Clara formano un gruppetto affiatato, che studia come entrare in azione contro il nemico di turno. Assieme a loro, c'è il cagnolino Cyberdog, che dissimula benissimo il suo simbionte alieno Transformatron. Rebecca, Sonia, David e Pedro gradirebbero avere una pista da fiutare, ma i chiodi metallici non conservano alcuna traccia di secrezioni umane; specie dopo essere stati esposti all'aria ed al sole. Stanno inseguendo un maledetto fantasma, che potrebbe colpire indisturbato, più volte. Ai giovani eroi non resta altra possibilità che continuare a seguire il giro ciclistico, sperando di ottenere qualche input. Anche la magistratura locale indaga, utilizzando le forze di polizia; ma sembra che nessuno abbia notato il pazzo che seminava chiodi sulla strada. Il teppista è felice di aver ottenuto tutta quell'attenzione mediatica, però pensa sia meglio lasciare calmare le acque. Tanto è convinto che gli si presenterà l'opportunità di replicare il suo atto criminale. In fondo, il tracciato è noto, ed è quasi impossibile da presidiare integralmente. Kong, l'uomo bestia di Evolution, dialoga a distanza, tramite Transformatron e Tecnoragno, con i giovani licantropi e Clara, che gli esprimono il loro disappunto e la loro frustrazione. Kong li vuole aiutare, perché questi giovani hanno già dimostrato in passato la voglia di fare, e l'abilità di combattere contro gli stupidi ed i delinquenti. Kong è un inventore; tra le sue creazioni, emerge il super-computer Galadriel: un super-processore in grado di raccogliere immensi quantitativi di dati da incrociare. Galadriel è il nome della regina degli elfi nella saga del Signore degli Anelli. Come lei, il computer di Kong scruta in uno specchio che però non è magico, bensì iper-tecnologico. Quante persone c'erano ad assistere al passaggio dei ciclisti? Questo è un dato difficile da ottenere, ma non per Galadriel, che si nutre di tutte le banche dati legali, e non solo di quelle. Si tratta di decine di migliaia di persone, che, trovandosi da quelle parti, avrebbero potuto compiere la malefatta. I profiler della polizia e dei servizi segreti, che pendono dalle metaforiche labbra di Galadriel, sono entusiasti del lavoro che quella meravigliosa macchina ha fatto in un tempo incredibilmente breve. Galadriel ha formulato una graduatoria dei sospettati, trasmettendola ai profiler, che amano perdersi in chiacchiere prima, dopo, ma anche durante le indagini. Kong, conoscendo i soggetti, la passa però anche ai giovani eroi, che gli hanno chiesto aiuto. Così adesso potranno menare le zampe ed agitare felici le code lupesche. Clara, che è una ragazzina simbiotica con l'alieno conosciuto come “Tecnoragno”, si aggira in perlustrazione, nei pressi della casa di uno dei sospettati. Un adolescente cresciuto male fino ai trent'anni. Un mezzo sociopatico, che potrebbe aver seminato i chiodi che hanno causato quelle forature durante la corsa ciclistica. Le giovani licantrope Rebecca e Sonia si occupano di altri due giovinastri, ubriaconi del fine settimana. Galadriel ritiene evidentemente che il colpevole sia un bamboccione, residente nell'area geografica dove ha commesso il reato. Potrebbe riprovarci nell'immediato, prima che la carovana si allontani troppo. Secondo il profilo psicologico elaborato dal super-computer, il soggetto ignoto ha agito contro chi ha violato il suo territorio. Per cui non seguirà i corridori, quando si allontaneranno ulteriormente. David e Pedro si mescolano ai ragazzi che escono da una scuola, per tenere sotto controllo alcuni minorenni. I quattro giovani licantropi stanno in realtà memorizzando delle impronte olfattive, che consentiranno loro di seguire i sospettati anche in mezzo ad una folla di sudati ed esultanti tifosi. Cyberdog, pur non essendo un lupo mannaro, dispone di un olfatto potenziato dal suo Transformatron. Per quanto concerne Clara, la sua simbiosi con il Tecnoragno le permette di tracciare piste non solo olfattive dell'umano a lei assegnato. Il giorno successivo, in occasione di una tappa del giro ciclistico, con alcune salite impegnative, i giovani eroi si disperdono apparentemente a caso lungo il tracciato. Ipotizzando che il delinquente che cercano voglia riprovarci con i chiodi, è probabile che attacchi nei tratti di discesa. I motivi della sua scelta criminale sarebbero almeno due: il pubblico si concentra lungo le salite, e una foratura in discesa è molto più pericolosa, data la velocità. Confidando nella vegetazione rigogliosa del bordo strada, i giovani licantropi assumono la loro forma para-umana, che non li obbliga a correre a quattro zampe. Nella tappa di oggi, c'è stata una fuga da lontano del ciclista solitario. Nella classifica generale, ha pochi punti, per cui gli altri corridori lo lasciano andare verso la vittoria di tappa. Il giovane pedalatore non si guarda neppure indietro, ma spinge come se fosse inseguito dal diavolo in persona. Come tutti i ciclisti del giro, ha una piccola ricetrasmittente; dall'auto ammiraglia, gli comunicano il distacco di parecchi chilometri, sul gruppo di quelli che ambiscono al podio. Nessuno di loro scatta, per non innescare una reazione a catena, con grande spreco di energie. I ciclisti del gruppo inseguitore si sorvegliano a vicenda, tenendo una velocità di crociera peraltro molto alta. Gettare sull'asfalto chiodi, dopo il passaggio del primo scalmanato, potrebbe significare provocare una caduta di massa nel gruppo. In discesa, viaggiano tranquillamente ad oltre cinquanta chilometri orari; cadere l'uno sull'altro equivale a fratture sicure, in primis clavicole e testa. I giovani licantropi, Clara e Cyberdog sono però pronti a scattare, per bloccare sul nascere la malefatta. Gli olfatti lupeschi ed i super-sensi tecnologici del Tecnoragno e del Transformatron sono allertati. I loro cervelli, organici ed elettronici, hanno immagazzinato le tracce olfattive ed altri allarmi. Quando, in corrispondenza di un lungo rettilineo, il ciclista in fuga sfreccia veloce, chino sul manubrio, il teppistello che i giovani eroi attendevano sbuca da un rifugio che si era ricavato in mezzo alle frasche. Sa di avere pochi minuti, prima che arrivi il gruppo degli inseguitori. Apre uno zainetto, estraendo una manciata di chiodi e puntine. Di taglia ridotta, ma potenziato dal suo simbionte, il cagnolino Cyberdog azzanna un polpaccio del cretino. Il metallo vivente dell'alieno Transformatron si spinge lungo i canini dell'eroe a quattro zampe, rendendoli più acuminati e lunghi. Il dolore è tale, che la sua vittima molla la presa sui chiodi. Teme di essere stato addentato da un serpente velenoso; invece scorge quello strano cagnolino. Si china a raccogliere un bastone, per darglielo sulla testa. Ma Sonia, che tra i licantropi è la più vicina, lo atterra con un solo balzo impetuoso. Poi arrivano gli altri, che lo afferrano con le loro zanne, per trascinarlo tra i cespugli. Il teppista è paralizzato dalla repentinità dell'azione dei giovani eroi, ed ora teme per la sua vita. Clara sembra una normale ragazzina, che non si capisce cosa ci faccia in compagnia di quattro licantropi. Neppure lei è tuttavia quel che sembra. Una ragazzina non potrebbe estroflettere dalle dita degli artigli di metallo luccicante. Con quelli sotto il naso, attentatore capisce di dover fare silenzio, nella maniera più assoluta. Del resto, potrebbe forse chiedere aiuto ai ciclisti che voleva azzoppare? Il gruppo arriva sfrecciando, sull'asfalto pulito. Nessuno cade e nessuno si rende conto di avere rischiato grosso. Mentre Cyberdog tiene d'occhio il teppista, Clara, Rebecca, Sonia, David e Pedro confabulano tra loro, per concordare la mossa successiva. I licantropi vorrebbero come minimo assaggiare le carni di quel cretino, ma il dottor Occulto, capo di Evolution, ha più volte sconsigliato ai suoi allievi i bagni di sangue più teatrali. Altrimenti la donna leopardo Ferox avrebbe assecondato fin troppo la sua natura di predatrice. I giovani eroi conoscono Ferox, e sanno quali danni possano produrre i suoi artigli e le sue zanne. Cyberdog rizza le orecchie, raccogliendo un segnale emesso dal Tecnoragno di Clara. Con un guaito d'intesa, il cagnolino cibernetico si allontana correndo nella boscaglia, assieme ai suoi amici bipedi. Il teppista attentatore si solleva lentamente, temendo una trappola. Poi, nella sua stupidità, si illude di essersela cavata con zero danni. Ridacchia ed urla, non sapendo cosa lo attende. Con i muscoli potenziati, Clara corre assieme ai licantropi ed a Cyberdog; si allontanano da quello sciocco, ma con lui non hanno ancora finito. Il trascorrere delle ore porta nuovi pensieri e nuove situazioni; poi però all’improvviso ciò che sembrava accantonato riemerge con all'improvviso e con violenza. Ecco i ciclisti arrivare nuovamente in gruppo, pedalando disinvoltamente su un asfalto che riserva loro una brutta sorpresa. Uno di loro perde il controllo della bicicletta, che sbanda, si mette di traverso, e causa una caduta di massa. Grida di dolore, sangue che scorre copioso: un grande successo per il piano criminale di chi in questo momento sogna, ma non sa di sognare. Una macchina carica di biciclette, un’ammiraglia, piomba sulla moltitudine atterrata; il pesante veicolo schiaccia braccia e gambe, in un macello mai visto, né immaginato. Il teppista stesso viene assalito dalla pesante sensazione di avere esagerato: mai avrebbe pensato di causare la morte di qualcuno. Gente morta per modo di dire, visto che i ciclisti fratturati e massacrati si levano lentamente dall’asfalto insanguinato, come tanti zombie. Roteano gli occhi, ma solo quelli che gli occhi li hanno ancora. Sollevano le loro biciclette distrutte, per tirargliele addosso, e qualcuno lo colpisce di striscio. Avvolto e catturato dal suo incubo, il delinquente corre in preda alla paura ed all’ansia. Gli zombie non dovrebbero essere così veloci, ma questi erano atleti. Di colpo, l’inseguito si trova in sella ad una bicicletta, arrancando lungo una salita. Suda e fatica, ma non riesce a distanziare gli zombie di quelli che ha ucciso con la sua stupidità. Nella sua pedalata non è solo, perché sulle biciclette che lo precedono e lo fiancheggiano ci sono quattro licantropi, che gli sorridono con le loro zanne acuminate. Per il momento, non sembrano intenzionati a staccargli le braccia o le gambe; anzi, lo incitano a pedalare. Forse il sognatore intuisce di sognare, ma la necessità di concentrarsi sui pedali lo connette saldamente all’incubo. Dai bordi della strada, numerosi cretini gli lanciano chiodi sotto le ruote, costringendolo a manovre improvvise e tali da causare crampi e strappi al suo corpo addormentato. Impreca contro chi è così stupido da fare certe cose; poi si ricorda di avere fatto di peggio, e prova finalmente vergogna. Adesso è solo a pedalare, perché i licantropi hanno mollato le bici, ed ululano felici, correndo e saltando nei boschi. Potrebbe svegliarsi dall’incubo, ma prima deve arrivare in cima alla salita. Sa di dover fare in fretta, prima che cali la notte. Il cielo però è sempre più coperto, ed il vento soffia gelido. Un ululato, molto più forte di quelli dei giovani licantropi, gli congela la spina dorsale. Ai bordi della strada, nessuno, eccetto una ragazza con un cagnolino. Clara e Cyberdog sembrano fuori posto in quel contesto. Il teppista si chiede come faranno a scappare di lì, prima che arrivi il lupo cattivo. Perché è proprio il lupo cattivo che sta arrivando. Forse il giovinastro ha imparato la lezione, ma il Lupo Nero vuole dire lo stesso la sua. Un ringhio terrificante, un balenio di zanne crudeli, un balzo di grande potenza, un urlo lunghissimo di chi si sente già ridotto a brandelli. Finalmente, come risalendo da una profondità abissale, il sognatore emerge nel nostro stato dell’esistenza. È coperto di sudore viscido, trema come una foglia, e si guarda attorno ancora terrorizzato. Il fatto di trovarsi nella sua stanza, nel suo letto, lo rassicura, ma il suo cuscino, sventrato, reca i segni inequivocabili degli artigli del lupo-demone.

Nessun commento:

Posta un commento