martedì 10 luglio 2012
MACCHINE DA GUERRA_196° episodio
Assomiglia vagamente ad un cacciabombardiere, con ali e reattori, ma, frammisto ad esso, c'è un robot alto almeno cinque metri, per nulla aerodinamico. Le armature di Maschera di Ferro e del Robokiller si sono fuse tra loro e con il cacciabombardiere inviato per interdire uno strano oggetto volante. La fusione tra metallo e circuiti elettronici è stata realizzata rendendo fluidi i materiali che non lo erano. Non è stato il calore a mescolare le parti a livello molecolare. Forse il merito deve essere attribuito alle energie occulte che Maschera di Ferro recava nella sua armatura semi-senziente. Il pazzo corazzato non aveva peraltro capito di cosa fosse capace la sua armatura, sebbene essa lo avesse salvato più volte da gravi lesione e dalla morte. Quando Maschera di Ferro ha deciso di aggredire il Robokiller, l'armatura del criminale ha intuito quale fosse per lei il destino migliore. Essendo semisenziente, pensa a se stessa come ad una cosa viva, e non come al supporto di un umano, che peraltro è decisamente fuori di testa. Adesso il fanatico, ex succube dei demoni sulfurei delle lune di Saturno, ed ex sedicente sacerdote vudù, galleggia in una specie di utero super-tecnologico, libero di muoversi, ma non di uscire. Strano che la sua ormai ex armatura non lo abbia scaricato nel deserto, ma forse gli è fedele come uno di quei cani che sopportano le vessazioni dal loro padrone, perché in fondo gli vogliono bene. Invece il Robokiller si limita ad ignorare il fastidioso vociare di quella piccola cosa biologica, pensando che il suo nuovo simbionte metallico lo voglia tenere come mascotte. L'armatura ed il robot colonizzano il cacciabombardiere, scoprendo spazi sufficienti a soddisfare le loro necessità, singole e collettive. Il nuovo Robokiller, molto più grosso del precedente, vola sulle sabbie di quel deserto che sembra senza fine. Si allontana sempre più da un furente Dragonfire, privo del suo dispositivo di volo, danneggiato irrimediabilmente in seguito alla recente caduta. Dalla base di Evolution partono i soccorsi; fisicamente più forti, quindi in grado di sopportare il clima proibitivo, Ferox e Kong volano grazie ai loro craft antigravitazionali. La Maga contatta telepaticamente il drago di Evolution, per indicargli in quale direzione muoversi per favorire la localizzazione da parte dei suoi due amici mutanti. Ma, prima di loro, giungono sulla scena alcune pattuglie armate, a bordo di fuoristrada. Il dittatore locale non è certo rimasto in sella per decenni lasciandosi sfuggire il controllo del territorio. I suoi soldati sono sempre pronti ad intervenire per arrestare eventuali intrusi. Anzi, a dire la verità, si stavano annoiando, e speravano che succedesse qualcosa. Il soldato di truppa è solitamente un soggetto che fin da piccolo mostrava segni di iperattività. Tizi non brillantissimi a scuola, che però eccellevano nello sport e nell'esuberanza fisica. Il loro intimo desiderio è di sparare a qualcuno due o tre volte al giorno. Non necessariamente per uccidere, ma per fare male, e spargere un bel po' di sangue in giro. Le camionette si avvicinano velocemente al drago di Evolution, che non è di luna buona per sopportare i cretini. Dragonfire inizia a sbuffare fumo dalle narici, sotto il sole caldissimo. Quasi quasi spera che i nuovi arrivati lo costringano a sgranchirsi i muscoli e le zampe. Loro non si aspettavano di incontrare il famoso drago verde di Evolution. La sua fama lo ha preceduto, ma i gradassi sono intimamente stupidi. Cercano di compensare le loro carenze oggettive con estemporanee dimostrazioni di forza. Peccato che non abbiano idea della potenza di Dragonfire. Gli sbraitano qualcosa, ma lui li osserva come fossero insetti molesti. Continuano a girargli attorno con le loro camionette, cercando una scusa per impallinarlo con le loro mitragliere. Lui però ha altro per la testa: intende rintracciare il nuovo Robokiller, per scoprire di cosa è fatto: nel senso che gli piacerebbe smontarlo a pugni. Con uno scatto da rettile, l'alieno afferra con una zampa la camionetta più vicina, bloccandola all'istante. Il metallo geme e si piega, mentre gli occupanti proseguono in volo la loro traiettoria, per inerzia, atterrando nelle sabbie roventi. Uno solo di loro è ancora in grado di nuocere. Afferra la sua fida pistola, e spara ripetutamente contro l'invincibile armatura scagliosa. Se i suoi occhi fossero più acuti, vedrebbe le pallottole schiacciarsi nell'impatto, innocue. Il drago per il momento lo ignora. Solleva con una sola zampa la camionetta, e la proietta contro le altre due, centrandole entrambe. Un nuovo rumore di ferraglia scuote il silenzio del deserto. Poi tutto tace, perché il cretino che sparava ha svuotato il caricatore. Visti i risultati, pensa sarebbe il caso di scappare a gambe levate. Ma dove? Tutto sommato, la fortuna oggi è con la sciocca soldataglia, perché Ferox e Kong arrivano volando. Il drago si è già scordato del piccolo scontro, ed è grato ai due mutanti di avergli portato un nuovo dragoncraft, grazie al quale si solleva da quelle sabbie inospitali. Alla donna leopardo dispiace tuttavia di essere arrivata a disputa già conclusa. Avrebbe infatti inflitto volentieri alcune serie ferite da taglio, a quel fastidioso manipolo di teste vuote. A bordo del Robokiller versione cacciabombardiere, Maschera di Ferro non si rassegna alla sua condizione di passeggero. Sentendosi tradito dalla sua armatura, lo psicopatico tenta di giocare una carta diversa. Sebbene non sia tipo da mediazioni e ragionamenti, si rende conto del valore della sottigliezza, specie in questa situazione. Non ha mai preso troppo sul serio la sua esperienza come sacerdote vudù, ma è sicuro di averne tratto vantaggio. Per cui adesso prova ad insinuarsi subdolamente nei processi mentali del Robokiller. L'automa potrebbe, qualora se ne accorgesse, sanzionare duramente il pazzo che voleva usurpare il suo potere. La strategia di Maschera di Ferro è quindi quella di simulare la sottomissione, per far sì che il robot abbassi le sue difese. Solo allora attaccherà. Robokiller preferisce comunicare con l'armatura del pazzo, piuttosto che con l'ex detentore. Quindi forse è distratto quando Maschera di Ferro ricorre alle sue doti magiche. Non si può tuttavia escludere che se ne accorga, e lo lasci fare, per il gusto di sperimentare. Come si è visto, il Robokiller ha sviluppato schemi di pensiero peculiari, che sicuramente sfuggono alla comprensione di un teppista quale è Maschera di Ferro. Il pensiero che si insinua nel processore super tecnologico del Robokiller è: “cercare Black Dragon”. Questa linea d'azione assomiglia e ciò che gli umani chiamano ispirazione. È come vedere all'improvviso una svolta a destra o a sinistra, che non si era notata prima. Dove ci condurrà? Robokiller è molto curioso, perché è affamato di vita. Ecco perché non sospetta il tranello, o forse Maschera di Ferro si sopravvaluta, come al solito. Fatto sta che il grosso aggeggio volante, composto da un cacciabombardiere, un automa molto antico, e un'armatura stregata, cambia rotta. Vuole trovare Black Dragon, ma non per il desiderio di vendetta che Maschera di Ferro sente nei confronti di tutti quelli che lo hanno giustamente bastonato. Black Dragon è lui stesso un automa senziente, costruito ad immagine di Dragonfire. Pareva che i due colossi dovessero scontrarsi più volte, in una serie sconfinata di tentativi di distruzione reciproca. Invece Black Dragon e Dragonfire lottarono fianco a fianco, contro i serpentoidi, che stavano attaccando Base Luna. Ora che i serpentoidi hanno accettato di inviare sulla Terra solo alcuni araldi, Black Dragon ha ripreso la sua perlustrazione e lo studio dei piccoli bipedi organici che infestano il pianeta. I sensi cibernetici di Black Dragon lo informano dell'arrivo di Robokiller. Il drago si volta ed attende che il nuovo venuto palesi le sue intenzioni, pronto alla disputa oppure al dialogo. L'attuale versione del Robokiller si destreggia abbastanza bene in cielo, ma non è fatta per combattere a terra. Per cui l'automa si sgancia dal cacciabombardiere, atterrando grazie ai propri sostentatori antigravitazionali. L'aereo da guerra prosegue il suo volo, descrivendo un largo cerchio. Robokiller e Black Dragon si confrontano. Il primo ha ulteriormente incrementato la sua statura, da quando ha assorbito l'armatura di Maschera di Ferro. All'interno del robot, il criminale segue l'evolversi degli eventi, grazie alle connessioni sensoriali che è riuscito a mantenere. Dipendesse da lui, assalirebbe il drago, allo scopo di assorbire la sua sostanza e la sua tecnologia. Invece Robokiller si limita ad osservare ed a studiare il formidabile meccanoide conosciuto come Black Dragon. Ha assecondato Maschera di Ferro, ma non intende combattere per vendette altrui. Lo psicopatico che è in lui però ha ancora voce in capitolo, proprio grazie alle connessioni residue con la sua ex armatura. Con uno sforzo di volontà non indifferente, Maschera di Ferro invia una scarica energetica, che prorompe dall'armatura del Robokiller. Black Dragon ha una potenza seconda solo a quella di Dragonfire, per cui indietreggia per la forza del colpo, ma non riporta danni. Grazie ai suoi riflessi cibernetici, il drago nero restituisce il colpo in una frazione di secondo. Un pugno metallico impatta contro un petto metallico, producendo un fragore assordante. La battaglia è iniziata, e nessuno dei due contendenti ha intenzione di tirarsi indietro. Il calcio di Robokiller colpisce il volto di Black Dragon, causando lievi danni alle giunture della mascella. Il drago si abbassa, per schivare altri attacchi alti, ma anche per spazzare l'avversario con la sua coda. Robokiller cade rovinosamente al suolo, sollevando sabbia e frammenti di roccia. Il clangore metallico della loro battaglia giunge alle orecchie di Dragonfire, che, assieme a Ferox e Kong, incrocia nella zona. Subito i tre super-eroi dirigono i loro craft antigravitazionali nella direzione dalla quale provengono i suoni. Dragonfire sogghigna, quando avvista il Robokiller e Black Dragon. Scende verso terra, per sistemare una volta per tutte l'automa nemico. Non ha tuttavia considerato il cacciabombardiere, che è divenuto il supporto volante del Robokiller. Il jet, che è pilotato dalla consapevolezza che prima risiedeva nell'armatura di Maschera di Ferro, spara con i suoi cannoncini contro il drago di Evolution. I proiettili lo raggiungono ed esplodono contro la sua corazza, inducendo Dragonfire ad eleggere il cacciabombardiere quale obiettivo primario. Invece, Ferox e Kong si tuffano nello scontro terrestre, che vede coinvolto il loro alleato Black Dragon. Il velocissimo processore del Robokiller valuta quasi all’istante le diverse opzioni. Il drago robot non è avversario da sottovalutare; quindi non è possibile combattere contestualmente l’aggressività della donna leopardo e l’agilità bestiale di Kong. La soluzione permette altresì di sganciarsi dal fastidioso Maschera di Ferro. Sebbene Robokiller abbia trovato sintonia con l’armatura del pazzo corazzato, non può più gestire le sue iniziative irrazionali. L’umano, che galleggia in un utero tecnologico, viene raggiunto da tentacoli di metallo fluido, che assecondano il suo corpo, avvolgendolo. Inizialmente Maschera di Ferro teme che Robokiller intenda ucciderlo; ma comprende nel giro di pochi secondi che la sua carriera criminale è giunta ad una nuova svolta. Mentre Ferox e Kong calano a terra e si separano dai loro craft antigravitazionali, dal corpo del grande automa sorge una tecno-gemmazione. Un nuovo Maschera di Ferro, munito di lame ed artigli, fronteggia i mutanti di Evolution. Contemporaneamente, Dragonfire è salito sul cacciabombardiere, supporto volante di Robokiller. Non importa quanto sia lungo e pesante il velivolo, e neppure che la sua massa sia molto più grande dei settecento chili del drago verde. Lui abbatte sul metallo i suoi pugni incredibilmente possenti, e strappa enormi sezioni di copertura esterna. Cavi elettrici sfrigolano tranciati di netto; olio e tiranti non sono più collegati alle ali ed al timone. Robokiller registra il grido di morte del suo simbionte, ed interrompe la battaglia con Black Dragon, che non lo insegue. Il drago di Evolution non ha alcun motivo di infierire sull’aereo gravemente danneggiato; quindi se ne allontana a bordo del suo dragoncraft. Continua invece lo scontro tra Maschera di Ferro ed i due mutanti Ferox e Kong. Ferox balza come una belva della savana, con gli artigli snudati, che sembrano voler strappare le viscere al nemico. Maschera di Ferro ha tuttavia sviluppato suoi artigli, che brillano di energia micidiale. L’impatto sembra inevitabile, ma, con una mossa concordata, l’uomo bestia di Evolution sposta la sua alleata, e contemporaneamente colpisce con un calcio potente le gambe di Maschera di Ferro. Il suo nuovo assetto gli ha indubbiamente giovato, poiché cade, ma subito rimbalza in guardia. Sogghigna, deciso a combattere fino alla fine. Però il suo desiderio non potrà realizzarsi, dato che si trova circondato, oltre che da Ferox e Kong, anche da Black Dragon e Dragonfire. Per quanto sia folle, capisce che i draghi non lo lascerebbero mai andare, neppure se battesse i due mutanti. La decisione viene presa dal Robokiller, che, ripreso il controllo del suo supporto aereo, cattura Maschera di Ferro con un raggio trattore, e lo conduce con sé. I mutanti ed i draghi li lasciano fare, perché non si sarebbero divertiti ad infierire in quattro contro il solo piccolo Maschera di Ferro.
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