martedì 31 luglio 2012

BRAXAL ED IL SUO ARALDO_199° episodio

Un grido agghiacciante scuote la notte. Svegliati di soprassalto, gli ex dormienti si chiedono che animale emetta tali suoni. Poi però, pensandoci meglio, decidono non sia il caso di approfondire. Si girano nel letto, e tornano a dormire. Chi invece non dorme è il gatto-demone che si diverte a starnazzare in quel modo. Non sta lanciando sfide agli altri gatti, perché nessuno di loro avrebbe una sola possibilità contro di lui. Il gatto-demone gorgheggia a suo modo, come un cantante urlatore di altri tempi. Dedica le sue serenate alla Luna, come fosse un lupo mannaro, ma non si aspetta che la Luna lo ascolti. È trascorso parecchio tempo da quando il demone del quinto inferno conosciuto come Braxal trasformò un gattino più morto che vivo in un non morto. Braxal esiste in una dimensione completamente differente dalla nostra, per cui non è vincolato alle tipologie locali dei non morti. Il suo gatto-demone non è un vampiro, sebbene gradisca bere il sangue degli sventurati che decidesse di sventrare. Non è un lupo mannaro e neppure un gatto mannaro. È un caso a sé. Preferisce la notte al giorno, per via dell'aria più pulita, anche in città. Inoltre, di notte, il gatto-demone si arrampica sui muri delle case, seguendo piste tutte sue. Fiuta i sogni, che di solito sono più interessanti delle persone che li stanno vivendo. Gli adulti anche durante la notte pensano al lavoro, ai debiti ed a storie d'amore piene di simbolismo inestricabili. I bambini viceversa rivedono i giochi della giornata appena trascorsa, e si agitano nei lettini. Data la stagione, le finestre sono quasi tutte aperte. Il gatto-demone cammina tranquillamente sulla parete che affaccia sul cortile interno del caseggiato. A pochi metri da lui, un bambino dorme e si agita, nella sua cameretta. Nel sogno, cerca di non farsi vedere da alcuni malvagi che lo stanno cercando. Il bambino è in grado di muoversi come un serpente, scivolando giù per le scale a chiocciola. Dove lo condurranno quegli innumerevoli gradini? Il gatto-demone si affaccia nella cameretta del giovane umano, e lo osserva con calma e concentrazione. I suoi poteri gli permettono di vedere il sogno del bambino, come se fosse un film, proiettato al cinema. I cacciatori vedono la preda, e la inseguono efficacemente, nonostante la sua sorprendente velocità rettile. Il bambino si nasconde in un angolo buio, ma un essere che sembra fatto di tentacoli e tendaggi oscuri gli balza addosso. In questi casi, l'unica cosa da fare è svegliarsi. Non ha infatti senso sprecare energie contro certi fantasmi attaccaticci, che cercano di toglierti il respiro, e di bloccarti i movimenti. Ma il maledetto sudario semovente non molla la presa. Così, quando il bambino finalmente si sveglia, porta con sé il fantasma. Succede di rado, ma succede. Il gatto-demone, accucciato sulla finestra della cameretta, solleva il dorso ed il pelo. Non soffia, ma emette una modulazione tutta sua, che distrae il fantasma quel che basta a fargli perdere il contatto con il suo stato dell'esistenza. Infatti, quello che per noi è la dimensione dei sogni, per il fantasma è casa. È sconcertato per l'imprevisto sviluppo, e, come se non bastasse, c'è un gatto-demone che vuole farlo a pezzi. La battaglia inizia, in uno strano silenzio. Il bambino si rannicchia in un angolo del suo lettuccio, mentre il fantasma avvolge il gatto-demone, o almeno ci prova. Abituato ad avere a che fare con giovani e giovanissimi umani, l'essere proveniente dalla dimensione onirica deve fare i conti con i riflessi e con la ferocia del gatto non morto. Unghiate metalliche lacerano il sudario simile ad una pesantissima nebbia. Il vantaggio del fantasma onirico è di non essere fatto di carne, ossa e sangue. Però in qualche modo le unghie micidiali del suo avversario lasciano il segno. Accade perché, quando Braxal ha salvato la vita al suo araldo, gli ha trasmesso potenzialità che lo rendono parzialmente soprannaturale. Come potrebbe intervenire il bambino in uno scontro furioso, che si svolge nella sua cameretta, accanto e sopra il suo letto? Chi dei due è il buono, e chi è il cattivo? Il gatto terrificante ha attaccato briga con il fantasma, ma si direbbe lo abbia fatto per soddisfare la sua natura assassina; non per proteggere un cucciolo umano. D'un tratto, l'essere della dimensione onirica cambia strategia, attraversando il muro che separa la camera del bambino da quella dei genitori. Il gatto-demone non può farlo, ma non intende farsi scappare il suo nemico; per cui irrompe a velocità fulminea nella stanza adiacente. Lì, sempre in un silenzio innaturale, balza sul sudario ondeggiante, atterrandolo. I due adulti stanno dormendo; forse avvertono le presenze nella stanza, ma il sonno impedisce loro di aprire gli occhi. Il gatto-demone è deciso a farla finita con quell'essere extradimensionale, che suscita in lui un'ira inspiegabile. Lo morde, lo lacera, e gli strappa addirittura un flebile suono. Come se l'incantesimo si fosse rotto, il fantasma implode, come se precipitasse in un gorgo marino. Il gatto-demone pare indeciso se seguirlo; però ormai la scelta non spetta più a lui. Il gorgo inghiotte ambedue i contendenti, ed anche il gatto-demone fa sentire la sua terrificante voce. Quando i genitori si svegliano di soprassalto, vedono il figlio sulla soglia della loro stanza. Assonnati, si chiedono come abbia fatto ad emettere un suono così agghiacciante. Poi, vedendolo sconvolto, lo invitano a letto con loro. Quando lui inizia a raccontare del gatto-demone e del fantasma, si convincono che abbia sognato. Decidono di non indagare, pensando al lavoro che li attende al risveglio. Il bambino preferisce stare lì, piuttosto che nel suo letto da solo, ma ha paura di addormentarsi. Teme che la storia non sia finita così. Ha ragione, sebbene non sappia che Braxal, proveniente dal quinto inferno, si sta muovendo verso di lui. Attraverso le barriere dimensionali, Braxal giunge sulla Terra, mantenendo per il momento l'invisibilità e l'intangibilità. Osserva la famigliola stretta a se stessa, come se il contatto fisico potesse fare altro che tenerli caldi. Il papà sogna una cosa, la mamma un'altra, il figlio si prepara ad accedere al suo personale sogno. A Braxal interessa appunto questo, dato che intende usare il bambino come portale per penetrare in un particolare contesto di un reame pressoché illimitato. Non visto e non sentito, il demone del quinto inferno osserva giungere l'intontimento che precede il sonno. Ovviamente non riguarda lui, bensì il bambino. I nervi ed i muscoli si rilassano, mentre una sensazione piacevole si diffonde nel giovane corpo. È fatta! Il sogno inizia a bordo di un treno, che sfreccia nella notte. Il lungo fischio della locomotiva annuncia che la macchina scatena la forza rassicurante dei suoi motori. Il bambino è solo, o almeno pensava di esserlo; perché adesso accanto a lui siede un uomo alto, che indossa uno strano cappotto nero, con il bavero alzato. Braxal ha assunto sembianze umane, per meglio svolgere la sua ricerca. In questa forma, riesce ad essere rassicurante, ed a scambiare due chiacchiere con l'unico altro passeggero del treno. La situazione è strana: un convoglio che viaggia privo di passeggeri; ma nei sogni accade anche di peggio. Difficile dire a che distanza si trovi il gatto-demone, giacché in quel piano dell'esistenza ogni porta conduce a luoghi diversissimi, e ci sono porte che sembrano tutt'altro. Il gatto-demone corre dei grossi rischi, dato che è precipitato in quella dimensione con il suo corpo fisico. Per il momento, in fantasma non si vede, ma non è detto che questa sia una bella notizia. Questo reame è differente dagli inferni che Braxal frequenta abitualmente. È possibile che i suoi poteri qui siano meno forti che sulla Terra. Come previsto, il fantasma è tornato. Coglie l'occasione della prima galleria, nella quale il treno si infila urlando, per scivolare addosso al bambino. L'incubo torna all'attacco. Il bambino grida, ma il suono rimane all'interno del suo sogno. Viene però udito dal gatto-demone, che infila una serie di porte e finestre più o meno aperte, che lo conducono all'interno del treno lanciato a folle velocità. Il fantasma molla il bambino, preferendo riprendere la sua zuffa con il gatto-demone. Braxal rivede il suo feroce araldo, ma non lo interrompe mentre si diverte. Il punto è che il fantasma si è fatto accompagnare da qualche amichetto. Esseri tentacolati entrano nel vagone, come una montagna di carne tremolante. La scena cambia radicalmente: il vagone è diventato una casa parzialmente crollata. Nella grande sala, Braxal, il suo gatto-demone ed il bambino fronteggiano l'aggressione di entità inimmaginabili. Braxal abbandona la sua parvenza umana, per combattere al meglio quella feccia semovente. Un grosso umanoide rosso, con coda, tridente e zoccoli di caprone è quanto ci si può attendere dagli standard estetici di un demone del quinto inferno. Il gatto-demone non ha mai combattuto assieme al suo creatore, ma sembra deciso a dare il meglio di sé. Braxal colpisce dall'alto, con il suo tridente infuocato; il gatto-demone graffia e morde dal basso. Fantasmi e mostri tentacolati sbucano anche dal terreno, intenzionati a fare del male. Il bambino è atterrito da tanta violenza. Braxal invece si diverte, e per farlo ancora meglio fruga nei ricordi del piccolo umano, alla ricerca di qualcosa da utilizzare nella battaglia in corso. La mente del bambino, stimolata dalla telepatia del demone, produce immagini di esseri formidabili, che lui chiamerebbe a difenderlo. Braxal ed il suo gatto-demone agiscono nel sogno del bambino, che però non è in grado di sfruttare tutte le potenzialità ambientali. Braxal sogghigna, mollando una forconata micidiale ad uno dei tentacolati; tutto ciò mentre concentra la sua attenzione su una delle indicazioni che gli provengono dal sognatore. Di solito sono gli umani che provano ad evocare i demoni. Oggi sarà Braxal ad evocare qualcuno che è molto più che umano, pur non essendo un demone. Un extraterrestre potentissimo, che Braxal chiamerà a sostegno dell'incolumità di un innocente; perché il demone del quinto inferno sa che Dragonfire lotta per difendere i deboli. L'alieno di Evolution si trova in un momento di introspezione, quando riceve la chiamata dal bambino. Gli umani direbbero che sta dormendo, ma non è proprio così. Essendo già dissociato dal suo corpo fisico, il drago non ha difficoltà a varcare un portale, che lo conduce ove ha luogo la battaglia. Braxal e Dragonfire dapprima si squadrano come due lottatori, poi, con uno sguardo di tacita intesa, si scagliano ruggendo contro i fantasmi ed i mostri tentacolati. Il potere di Dragonfire non può essere interpretato, e neppure le sue strategie di combattimento. Che sia stato evocato o meno, è lui a dirigere il gioco, per ciò che lo riguarda. La sua enorme e possente coda scagliosa falcia, arrivando da destra, gli avversari. Poi la coda descrive un arco di distruzione, ruotando nel senso opposto. I nemici di Dragonfire, come sempre, vengono sbalzati in aria, e, come sempre, cadono a terra sconfitti. Braxal, che non è un piccolo demone, è decisamente contento che il colosso verde sia al suo fianco in questa battaglia. Un fantasma, forse quello che lo aveva aggredito nella sua cameretta, emerge da una fessura nel muro, per scagliarsi contro il bambino. A questo punto, interviene nuovamente il gatto-demone, araldo di Braxal, che graffia quel sudario micidiale con le sue unghie metalliche. Sebbene questo accada nella dimensione onirica, l’arrivo di Dragonfire ha scombussolato l’equilibrio tra le forze, ed ora il gatto-demone può strappare il sudario del fantasma. Braxal ha preso di mira una specie di enorme piovra, che si muove agevolmente anche in assenza di acqua. A Braxal quell’essere tentacolato ricorda uno degli orrori antichissimi, descritti da umani impazziti dal terrore. Entità differenti dai classici demoni, che, al loro confronto, sono quasi rassicuranti. Il tridente infernale spara fiamme che bruciano anche quella che difficilmente potrebbe considerarsi carne. Il suo rivale indietreggia, ma non cade. Dragonfire nel frattempo sta colpendo, con pugni indescrivibili, una torma apparentemente illimitata di esseri di tutte le forme e le dimensioni. Nessuno di loro riesce ad intaccare le possenti scaglie extraterrestri, ma il drago sospetta di non essere l’obiettivo primario di quella moltitudine biascicante. Braxal scaglia in suo tridente, che s’infligge nel petto del suo nemico, o in quello che per un umano sarebbe il petto. Evidentemente però, sotto quella scorza, non batte alcun cuore. Braxal allora invia il suo fuoco, che divampa direttamente dal tridente; ed il mostro grida. È il momento che Dragonfire attendeva; le sue fauci emettono il potentissimo plasma, che avvolge il mostro immenso. Il potere combinato di Braxal e di Dragonfire produce un vortice, che assorbe non solo l’orrore antichissimo, ma tutti i suoi servi, che sono aspirati o si lanciano nella pira dirompente. Il sogno finalmente si disgrega, ma non prima che il gatto-demone abbia costretto ad una rovinosa ritirata il fantasma ridotto a brandelli. Quando il bambino si sveglia, accanto a lui c’è l’araldo felino di Braxal, che si lascia accarezzare come se fosse un comune gattino di carne mortale.

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