martedì 7 agosto 2012
IN VIAGGIO TRA I MONDI_200° episodio
Una nave da guerra pesante tremila tonnellate, dotata di cannoni, mitragliatrici, siluri e bombe di profondità. La nuova casa di Evolution è arenata in pieno deserto, da almeno sessanta anni. Né i mutanti, né il drago sanno come ci sia arrivata. Sanno però, dato che un sogno tentò di catturarli (e grazie ad esso videro il passato), che l'equipaggio abbandonò la nave, scendendo su un'isola immersa in una nebbia soprannaturale. Dopo, evidentemente, una forza senza pari dislocò il cacciatorpediniere, catapultando le migliaia di tonnellate di metallo a migliaia di chilometri di distanza. Neppure il dottor Occulto, potentissimo telepate e mago, immagina che la loro nave si appresti a viaggiare tra i mondi. Nei paraggi della nave, le forme di vita hanno un minimo di sei zampe, o scivolano sulla loro pancia. Fatta eccezione per lo zombie da guardia di Evolution, Pierre, che è una forma di vita discutibile; diciamo più che altro un non morto. Lui, che ha una consapevolezza differente da quella dello zombie standard, nota qualcosa di strano nel cacciatorpediniere. La nebbia pare sprigionarsi dal metallo stesso, e questa è una cosa strana. Però, pare riflettere tra sé lo zombie, ai suoi amici mutanti capitano solo cose strane; al drago anche di più. La nebbia si leva ad avvolgere l'alta struttura, con i suoi cannoni pronti a sparare granate micidiali. Dragonfire, nella sua versione artigliere, ha collaudato e mantenuto in efficienza quelle formidabili armi di distruzione, come se si aspettasse ed auspicasse di averne bisogno. Il sole continua ad arrostire la sabbia del deserto; i serpenti cacciano fuori la testa, notando anche loro il verificarsi di un prodigio. Gli scorpioni invece gironzolano, come sempre intenti agli affari loro. Pierre sopravvive al calore terrificante, forse perché i suoi liquidi evaporabili se ne sono già andati da tempo. In un battito di ciglia, la nave non c'è più; ma nel deserto l'unico che potrebbe battere le ciglia non ha più bisogno di umidificare gli occhi. A bordo del cacciatorpediniere, il dottor Occulto per primo percepisce la dislocazione spazio-temporale. Le telepati Maga e Nancy lo seguono a ruota. La Navigatrice invece constata che, tecnicamente, né loro, né la nave si sono mossi. Sembra invece che lo spazio ed il tempo attorno alla nave si siano spostati, portandola con sé. Kong, l'uomo bestia di Evolution, si precipita ai suoi computer, collegati al teletrasportatore; gli strumenti indicano e confermano quanto i super-sensi dei suoi amici avevano già compreso: la nave è tornata a viaggiare. Dopo decine di anni, la chiglia si immerge nelle acque dell'oceano; la nave è felice di essere tornata nel suo elemento. Dragonfire sale sul ponte, per valutare se le condizioni ambientali siano adeguate alle esigenze dei suoi amici mutanti. La strumentazione fornitagli da Kong misura la presenza di ossigeno, azoto ed anidride carbonica. Stanno viaggiando su un mare d'acqua, che si trova in un mondo che è la Terra o è ad essa assimilabile dal punto di vista atmosferico. Un tuono lontano annuncia un temporale. Fulmini rossastri attraversano il cielo plumbeo. Il vento soffia più forte, ma il drago verde è protetto dalla sua armatura naturale, in grado di deflettere anche le micrometeore. Kong e Ferox salgono sul ponte, per sincerarsi della situazione. Ben lungi dall'essere preoccupati, i super-eroi sono eccitati per la nuova avventura. All'improvviso, palle di cannone (di quelle di una volta) fischiano sulla testa dei super-eroi. Una di esse si schianta rumorosamente contro una torretta, rimbalzando in mare. La corazzatura del cacciatorpediniere è tuttavia troppo spessa per essere danneggiata da proiettili scagliati da armi antiquate. Dragonfire punta il dito contro gli attaccanti: un veliero che batte bandiera pirata. A bordo, una torma di disperati, che spara con archibugi e pistole ad avancarica. Kong e Ferox potrebbero essere feriti, ma il drago si limita ad osservare i nuovi arrivati, mostrando nei loro confronti un certo compatimento. Quale tara mentale può convincere quel mucchio di umani ad attaccare una nave molto più grossa, praticamente inattaccabile da tutte le loro armi antiquate? La Maga, che si è affacciata sul ponte, invia uno scandaglio mentale verso la nave pirata. In breve, ha la conferma di uno squilibrio mentale diffuso tra tutti gli attaccanti: la loro ferocia è cresciuta a dismisura, fino ad inibire ogni residuo buon senso. Quei pazzi ora tentano di abbordare il cacciatorpediniere di Evolution. Le fiancate della nave pirata sono molto più basse; questo costringe i fuori di testa a lanciare verso l’alto i loro rampini d’abbordaggio. Nel contatto tra i due vascelli, quello di legno cigola e si frantuma contro l’acciaio del cacciatorpediniere. Il capo dei pirati, pazzo o meno che sia, pensa a ciò che potrà combinare quando salirà e prenderà possesso di quella meraviglia dei mari. I pirati rispondono come un sol uomo ai suoi incitamenti, e salgono lungo le murate del cacciatorpediniere come tante scimmie. Poi alla fine saltano sul ponte metallico, pronti a versare il sangue altrui ed anche il loro. Non potevano però immaginare di dover affrontare un drago extraterrestre alto tre metri, e pesante settecento chili. Lui li osserva immobile, anche quando lo minacciano con le loro grosse sciabole. Visto che quel colosso rimane fermo, lo assalgono, contando sulla forza che deriva loro dallo stato di euforia demenziale. Ma il semplice acciaio, sospinto da piccoli muscoli, si limita a scivolare sulle scaglie verdi. Adesso tocca al drago colpire: con un solo manrovescio atterra o scaglia in acqua una decina di pirati urlanti. Ferox, la donna leopardo sguaina i suoi artigli micidiali, e si lancia nella mischia. Se lasciasse fare al drago, li spazzerebbe via tutti in pochi minuti. La mutante però vuole divertirsi a sua volta. I pirati, vedendola arrivare, si illudono di poterla massacrare con le loro armi. Credono che Ferox sia una donna che indossa uno strano costume. Cosa ne sanno i pirati del 17° secolo dei mutanti? La velocità della donna leopardo li stupisce e li atterrisce. I suoi artigli tagliano abiti, pelle, tendini e muscoli. Neppure le ossa reggono ad un colpo diretto di quegli artigli mai visti prima. Altri pirati tentano un assalto di sorpresa, salendo dall’altra murata della nave. Kong li vede, e li prende direttamente a calci. Finiscono in mare, dove si fermano per riflettere sulla pazzia del loro comportamento. Centinaia di uomini che hanno combattuto molte volte in maniera sanguinosa. Gente che non teme il corpo a corto, né di beccarsi una coltellata più o meno profonda. Spaventerebbero dei militari non troppo addestrati; forse anche i corpi speciali dovrebbero affrontarli con molta attenzione. Ma i quattro mutanti di Evolution non sono particolarmente emozionati, mentre dispensano artigliate, pugni, calci, scariche elettriche e scariche psioniche. Ferox viene circondata da una torma di feroci criminali, più fuori di testa che mai. Lei è velocissima, ma la distanza ravvicinata le impedisce di schivare completamente tutti i colpi che a lei sono diretti. Il suo fattore di guarigione è già in azione, e rimargina le sue piccole ferite. Adesso la donna leopardo è ancora più pericolosa per gli stupidi umani che vorrebbero ucciderla. Uno di loro si illude di poterla abbattere, lanciandole un grosso coltello, ma l'arma non lascia la sua mano. Fulminatore lo ha visto in tempo. Un lampo scuote l'aria, provocando un suono che si muove ad un milionesimo della velocità della luce. Nessuno può evitare un attacco di quel tipo. L'elettricità del mutante salda assieme il coltello e la mano del pirata; poi lo attraversa completamente, scaricandosi sul ponte della nave, bruciacchiandolo. Al pirata esce il fumo dalle orecchie, mentre la coscienza lo abbandona completamente. Fulminatore non ha sprecato troppa della sua energia, e forse questo salverà la vita al pirata. Di sicuro, l'energia che lo ha percorso si è fatta strada attraverso i nervi e gli altri tessuti. La sua carriera come scorritore dei mari è finita, in un modo o nell'altro. La Maga, defilata rispetto al fronte della battaglia, ha nel frattempo ottenuto l'informazione che cercava: una particolare lunghezza d'onda, che accomuna tutti i pirati. Come se fossero degli apparecchi riceventi, ai quali arriva un segnale che li induce a continuare forsennatamente a combattere contro forze soverchianti. La Maga indirizza, seguendo quella traccia sottile, una lama mentale molto sottile, ma molto fastidiosa. Non avrebbe il potere di cuocere contemporaneamente quelle teste bacate; il dottor Occulto, capo del super-gruppo sarebbe in grado di farlo, ma preferisce che i suoi mutanti ed il drago si allenino. Una specie di colpo di fioretto, moltiplicato per cento, che, arrivato sul bersaglio, si concretizza in un fortissimo ronzio. L'attacco della Maga simula la presenza di una vespa nel cervello; praticamente impossibile da immaginare, ma a dir poco insopportabile. Ecco perché tutti i pirati si lanciano oltre i parapetti, tuffandosi nel mare sottostante. La Maga, colpendo di fioretto, ha contenuto le perdite umane, sebbene fossero pessimi soggetti. I pirati tornano a bordo del loro veliero, ma la battaglia non è finita. Il capitano, più pazzo tra i pazzi, ordina di puntare i cannoni di babordo, verso il cacciatorpediniere di Evolution. La prima salva scaglia una dozzina di inadeguati proiettili contro la possente armatura della nave da guerra. Rimbalzano tutti, producendo al massimo qualche piccola ammaccatura. Adesso però tocca al drago sparare. È impressionante vedere i grossi cannoni, manovrati da Dragonfire, ruotare con le loro torrette. Il colosso alieno dispone di un telecomando, approntato da Kong. In tal modo, l'extraterrestre non è costretto a muoversi in spazi troppo piccoli per la sua mole. La nave pirata si è allontanata dal cacciatorpediniere allo scopo di regolare l'alzo dei cannoni. L'intento del capitano è di spazzare il ponte con la salva successiva. Le palle di cannone non sono esplodenti, ma sarebbero in grado di ferire ed uccidere i quattro mutanti di Evolution. Decisamente più potenti, i proiettili dei più moderni cannoni del cacciatorpediniere volano a disalberare il vascello nemico. Le deflagrazioni avvengono dieci metri sopra il ponte gremito da quella banda di folli. Il legno degli alberi si sbriciola, mentre le vele prendono fuoco. Adesso la mobilità della vecchia nave è azzerata. Permane però la minaccia dei cannoni. In qualche modo i valorosi avversari hanno impressionato Evolution, che decide di non sterminarli. Ad aprire il fuoco sono pertanto le mitragliere pesanti, che rovesciano piombo rovente appena sopra la linea di galleggiamento dell'ex veliero. L'acqua marina, che irrompe vorticosa, induce i pirati a precipitarsi nelle stive, per cercare di tappare le falle. Fatto ciò, il cacciatorpediniere si allontana, propulso da motori che rispondono ad una volontà esterna. Sulla Terra, i serpentoidi, ex nemici di Evolution, vengono contattati dai servizi segreti. La procedura per avvicinare i rettili extraterrestri è infatti preclusa alle normali forze di polizia. Stritolatore ed i suoi si trovano in una tana sotterranea. L’agente incaricato preferirebbe affrontare uno scontro a fuoco, piuttosto che incontrare questi terribili alieni. Apre una porta cigolante, scende gradini umidi e coperti di muffa, cerca di forare le tenebre con una torcia elettrica. Impugna una pistola, ma la sua mano non è ferma come vorrebbe. Nel sotterraneo, l’agente segreto cammina addossato ad una parete, pronto ad attaccare e difendersi. Le sue orecchie si sforzano di attribuire una fonte ed una consistenza ai suoni attutiti che percepiscono. Sysform la serpentessa lo sta seguendo dall’inizio, ma lui non se ne è accorto. L’aliena, più piccola dei colleghi maschi, è sicuramente più silenziosa e veloce. Quando l’agente segreto si ferma a tergersi il sudore, lei avvicina la sua testa crestata e triangolare all’orecchio sinistro dell’umano. Apre le fauci, provviste di zanne acuminate, e la sua lingua saetta nell’orecchio. Preso di sorpresa, il tizio scatta in avanti, ma perde la presa sul terreno viscido. Sysform gli scivola accanto, e lui si rende conto che quell’essere mostruoso sarebbe in grado di azzannarlo alla gola in meno di un secondo. L’agente recupera un minimo di lucidità, e posa la pistola a terra, lieto di trovarsi tra alleati e non tra nemici. Dalle ombre, scaturiscono gli altri serpentoidi, che gli sorridono. L’agente non è però in alcun modo rassicurato, da tutte quelle zanne e quelle lingue sibilanti. Si rialza, sforzandosi di manifestare dignità professionale; poi consegna a Stritolatore il documento che autorizza i serpentoidi a catturare vivi, o a sopprimere, gli incendiari che stanno distruggendo vaste aree boschive. Pitone, Boa, Anaconda, Stritolatore e Sysform si riuniscono, per organizzare la partenza. Dovranno viaggiare in aereo, dato che sarà necessario attraversare un oceano. Le guardie aeroportuali, in partenza ed in arrivo, sono state avvisate di non verificare il contenuto di alcune casse; i serpentoidi trovano addirittura modo di rilassarsi durante il tragitto. Uno dei poteri della loro specie è infatti quello di collocarsi volontariamente in una specie di trance, per risparmiare energie. Durante il distacco dal suo corpo fisico, tocca a Boa, che è lo sciamano del gruppo, avvistare la nave di Evolution, che veleggia su un mare decisamente non ordinario, al confine tra i mondi. La rivelazione induce Boa a provare invidia per i mutanti terrestri e per il possente drago verde, che si muovono disinvolti verso la prossima avventura.
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