domenica 19 agosto 2012

IL PIRATA BARBANERA_202° episodio

Una ragazzina che viene rapita mentre corre nel bosco. Era abituata a quel percorso, in mezzo a quelli che riteneva fossero suoi alberi ed ai suoi cespugli. Peccato che la vegetazione non abbia trovato il modo di avvisarla della belva umana in agguato. Gli alberi ed i cespugli assistono da sempre agli agguati, posti in essere da animali che ne cacciano altri per nutrirsi. Un umano che ne catturi un altro è viceversa mosso da spinte molto meno giustificabili. Il padre riceve una chiamata sul telefonino della figlia: il rapitore è un maniaco, che non ha ancora ucciso, ma potrebbe farlo tra poco. Gli investigatori risalgono ad un video, nel quale la ragazza viene chiusa in un armadietto metallico, collocato sotto terra. Il suo terrore è accompagnato dall'esaltazione del criminale. La polizia indaga, ed anche gli Hunter Killer. Ma prima, devono sistemare il grosso serpente, preso in consegna da Sysform. Galadriel, il super computer di Kong, suggerisce che i giovani licantropi partecipino alla caccia. Il loro olfatto raggiunge la massima potenza quando assumono la forma lupina. Per loro è uno sforzo abbandonare la postura bipede, ma il vero rischio è che la loro mente si distacchi troppo dalla dimensione umana. Clara, simbiotica con il Tecnoragno, li accompagna per assisterli nella fase di ritorno. Il grosso serpente terrestre si rivela essere femmina incinta. Ecco il motivo della sua reattività anche nei confronti della detective Lucrezia. Pur avendo percepito i poteri felini della sua avversaria, sarebbe stata infatti pronta ad una lotta senza esclusione di colpi, pur di proteggere le sue uova. Sysform ha risolto la questione, parlando a quell’essere possente, sicuramente molto simile agli antenati dei serpentoidi. Gli Hunter Killer decidono di occuparsi loro della futura mamma, perché nelle mani degli umani verrebbe scannata. Alcuni tra gli umani non capiscono l’odio diffuso verso i serpenti, ma la stragrande maggioranza della razza umana è fermamente convinta che quegli esseri antichissimi meritino le morti più orrende. La serpentessa terrestre comprende a suo modo che i nuovi arrivati, Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa, non sono di questo mondo, ma per lei sono molto meno alieni degli umani. La mossa successiva degli Hunter Killer è di incontrare i giovani licantropi, in presenza di Lucrezia, Clara, Cyberdog e Lupo Nero. Il grosso animale, che è un demone naturale, considera i quattro giovani come suoi allievi. La comunità dei licantropi adulti, che vivono quasi perfettamente integrati con gli esseri umani, si fida di Lupo Nero, ed è tranquillizzata dal fatto che ci sia anche lui quando i ragazzi incontrano i serpentoidi. Rebecca è l’unica del quartetto a non essere nata licantropa, ma lo è diventata, in seguito ad un contagio reso possibile dalla sua natura mutante. Lei non si è mai trasformata in un vero lupo, ed in effetti neppure adesso riesce ad emulare i tre amici. Loro affrontano coraggiosamente una trasformazione che è palesemente dolorosa. Si tratta infatti di cambiare non di poco tutte le ossa del corpo, e non solo quelle. L’essere lupi riempie di felicità i tre giovani licantropi, ma da subito avvertono che le loro menti razionali subiscono l’assalto di istinti antichissimi. Subito ululano, in risposta alla nuova forza che sentono in loro. Rebecca allora li affronta e li richiama, rischiando di essere assalita. Vuole che i suoi amici rimangano concentrati sulla loro missione. Poi, una volta trovata la ragazza rapita, dovranno ritrasformarsi in fretta. Lupo Nero affianca Rebecca, per fare capire ai canidi più piccoli chi comanda. I cinque serpentoidi osservano affascinati le dinamiche di gruppo di quegli esseri selvaggi. Clara e Cyberdog sincronizzano i solo simbionti di metallo vivente. Transformatron e Tecnoragno sono pronti ad agire, ma vorrebbero evitare di combattere contro gli amici. Poi la caccia inizia, con i tre lupi più piccoli, Sonia, David e Pedro, che sembrano aver raccolto una pista. A bordo di un cacciatorpediniere, che naviga su mari sconosciuti, i super-eroi di Evolution dedicano la loro attenzione ad uno spettro che hanno appena catturato. Il dottor Occulto, che di spettri se ne intende, ritiene che il capitano della ciurma di attaccabrighe, appena sconfitta da Evolution, possa fornire chiarimenti importanti sulla natura di quel mondo. Il capitano si presenta come Barbanera, ed il nome suscita curiosità, più che paura. Narra dei bei tempi, quando lui e gli altri erano vivi. Con ciò non intende peraltro ammettere di essere morto. Non poteva fare a meno di notare che lui e gli altri della sua banda svolazzano e passano attraverso le pareti, ma è più propenso a ricondurre il fenomeno alla stranezza di quel mondo. Un tempo, il pirata Barbanera infestava un vasto tratto di mare, per depredare i galeoni di passaggio. Contro di lui erano schierate navi da guerra ben più grossa della sua. Eppure non riuscirono mai a sfruttare a loro vantaggio l’armamentario più pesante. Barbanera è al corrente di altri vascelli pirati, come quello che Evolution ha preso a mitragliate qualche giorno prima di subire l’assalto degli spettri. La differenza è che quelli erano pirati tecnicamente vivi, mentre Barbanera ed i suoi sono più che altro dei non morti. Si intuisce però che questo argomento non sia particolarmente congeniale all’ospite di Evolution, ed è comprensibile che così sia. Barbanera riprende il suo racconto, descrivendo la sua modalità di accesso a quel mondo. La nebbia, sempre la nebbia. Una notte, mentre a bordo della nave i pirati festeggiavano l’ultimo assalto ad un galeone, un vapore diverso da ogni altro avvolse la nave. Barbanera, superstizioso ma attento alla sua incolumità ed anche a quella dei suoi sgherri, ordinò di levare l’ancora, e la nave si mosse. Purtroppo un veliero non naviga se il vento manca. Il capitano ordinò pertanto ai suoi tagliagole di usare le pertiche, per scandagliare il fondale. Ed in effetti le pertiche toccarono il fondo del mare, che si trovava pochi metri sotto la chiglia della nave pirata. Una pericolosa secca. Selvaggi, assassini ma ardimentosi, quei pendagli da forca spinsero sulle pertiche fino a slogarsi le articolazioni ed a strapparsi i muscoli. Il vascello, compagno e strumento di mille nefandezze, avanzò alla cieca. Poi, uno ad uno, i pirati caddero preda di un sonno lunghissimo, popolato da incubi spaventosi. Barbanera non sa che quel sonno durò secoli, ed i loro corpi fisici perirono di stenti. Poi però, grazie alla magia o alla maledizione di quel mare oscuro e senza fine, risorsero come spettri, loro e la nave. Kong, che tra gli eroi di Evolution è il più portato alle indagini, si avvede che adesso Barbanera sta facendo i conti con se stesso e con le sue paure. Lo spettro rialza la testa, ed i suoi occhi brillano di consapevolezza: ammette finalmente di non essere più tra i vivi. La cosa sorprendente è che Barbanera sia riconoscente ad Evolution di avergli mostrato la verità. Era un uomo duro tra uomini duri. Ora spera che lo lascino tornare dai suoi, qualunque cosa riservi loro il destino. Sonia, David e Pedro ricordano vagamente per quale motivo stanno correndo come bestie feroci. Rebecca è salita in groppa al Lupo Nero, per non perdere terreno, e per tenere meglio d’occhio i suoi tre amici. I serpentoidi sono veloci, anche in mezzo alla boscaglia, ma la banda dei lupi è pressoché irraggiungibile. Dato che gli Hunter Killer sono incaricati di trovare la ragazza rapita, fanno il possibile per non perdere il contatto con gli scalmanati che li precedono. Clara, potenziata dal Tecnoragno, visualizza costantemente la posizione di tutti i cacciatori. Cyberdog ed il suo Transformatron estroflettono antenne, per raccogliere dati differenti dalla pista odorifera. Sonia improvvisamente frena, costringendo Pedro e David a fare altrettanto. I tre lupi fiutano furiosamente in giro. Rebecca sopraggiunge con il Lupo Nero. Segnala agli altri che quella è la zona da circoscrivere. Non lontano, sotto un metro di terra pressata, le orecchie della giovane Susan percepiscono suoni tenui, che le infondono nuovo coraggio. Non deve agitarsi, per non consumare troppo in fretta la poca aria disponibile. Il criminale che l’ha seppellita intendeva probabilmente ucciderla per asfissia, o forse dissotterrarla prima che morisse. Lupo Nero, tra tutti i cacciatori, è quello maggiormente dotato, dal punto di vista dell’udito. La pista odorifera è terminata in una radura come tante altre. Adesso Rebecca, in forma licantropica, avvicina i tre amici. Ottiene qualche ringhio, perché in fondo sono lupi. Però, coll’approssimarsi di Lupo Nero, Sonia, David e Pedro assumono una posa di sottomissione, ed iniziano a ritrasformarsi. Il gruppo dei giovani licantropi si ricostituisce, ma avranno tempo più tardi di raccontarsi le sensazioni provate. Lupo Nero inizia a raspare il terreno, con le sue zampe possenti. Non ha dubbio che la ragazza si trovi lì sotto. Mentre Susan viene estratta ancora viva da quella che poteva essere la sua tomba, il criminale, autore dell’inqualificabile seppellimento, avvista quello strano assembramento di licantropi, serpenti e lupi. Essendo un pazzo, oltre che un criminale, estrae una pistola, con la quale bersaglia gli eroi, amici di Evolution. Nessuno viene colpito, ma, nel giro di pochi secondi, si mettono tutti al riparo. Quasi tutti, ad essere precisi, giacché uno dei serpentoidi si sta avvicinandosi di soppiatto all’obiettivo della missione degli Hunter Killer. Stritolatore velocemente analizza la situazione. Accanto a lui ci sono Sysform, Boa, e Pitone. Anaconda invece, nonostante sia lungo e pesante, striscia silenziosamente, dato che i serpentoidi amano colpire di soppiatto. I giovani licantropi potrebbero abbandonare la caccia, ma sono curiosi di vedere come andrà a finire. Con loro, la ragazza Susan ha superato lo sconcerto di essere stata salvata da un lupo gigante. Sonia, Rebecca, David e Pedro sono tornati umani, per evitare di agitarla oltre il necessario. Susan accarezza Cyberdog, che a lei sembra un normale cagnolino. In realtà Cyberdog è simbiotico con un alieno di metallo vivente: il Transformatron, come Clara, che è simbiotica con il Tecnoragno. I serpentoidi Stritolatore, Sysform, Boa, e Pitone attirano il fuoco del criminale, che pensa di avere a che fare con delle bestie sorprendenti, non certo con un manipolo di cacciatori extraterrestri. Anaconda è ormai quasi a portata di zanne, e la sua lingua biforcuta sibila felice. Lupo Nero è contento che i suoi protetti abbiano avuto l’occasione di un valido allenamento. Hanno dimostrato di saper lavorare in gruppo, e di sapersi trasformare in lupi. La cattura o l’eliminazione fisica del delinquente di turno è di spettanza degli Hunter Killer. Loro avrebbero preferito ricevere una commessa più impegnativa, ma sono comunque realizzati quando riescono a dimostrarsi più capaci dei poliziotti terrestri. Stritolatore si chiede quanto tempo impiegherà Anaconda a far fuori quel cretino. Poi un grido straziante annuncia che il serpentoide ha messo le sue gigantesche spire attorno alla gabbia toracica del malcapitato, che non ha la minima possibilità di uscirne vivo. Con una lieve pressione, il serpentoide priva la sua vittima della capacità di parlare e di urlare. Ora spalanca la sua enorme bocca zannuta, mentre l’umano è terrorizzato al punto di non poter più connettere. Un morso possente pone fine all’esistenza ed alla carriera del rapitore. Anaconda, che non è schizzinoso, sugge golosamente il sangue ancora caldo. Sul cacciatorpediniere di Evolution, i mutanti, il drago e lo spettro del pirata Barbanera si voltano verso tribordo, perché da una distanza di meno di un chilometro terrestre giungono suoni che interrompono bruscamente il silenzio di quel mare misterioso. La nebbia onnipresente impedisce di vedere di cosa si tratti, ma si intuisce che dalle profondità stia giungendo in superficie qualcosa di veramente grosso. Tentacoli lunghi centinaia di metri si levano verso il cielo, che però rimane indifferente a tutta quell'agitazione. Una massa globosa affiora, per consentire a due occhi abituati alle oscurità abissali di vedere uno strano natante di metallo. Quella forma di vita è sicuramente una respiratrice d’acqua, ma non sembra soffrire particolarmente adesso che respira aria. Forse l’enorme umidità atmosferica aiuta il mostro a fare a meno dell’acqua per brevi periodi. O forse quella cosa tentacolata non ha bisogno di respirare. Dragonfire ed Evolution interrompono le loro riflessioni sulla natura di Barbanera, per prepararsi all’offensiva di un nemico molto più grosso. Lo spettro è al corrente della pericolosità del mostro degli abissi, che secerne energie in grado di destabilizzare finanche la sostanza estremamente tenue che costituisce Barbanera ed i suoi. Il pirata si allontana volando dal cacciatorpediniere di Evolution, e gli eroi non hanno motivo di trattenerlo. Lui raggiunge la sua nave per rinnovare il legame ultraterreno che consente agli spettri di navigare su quel mare. I suoi uomini sono felici di vederlo, ed a loro modo lo festeggiano. Nel frattempo, il cacciatorpediniere e il mostro degli abissi sono giunti quasi a contatto. Il mostro non è così perspicace da capire che Evolution e Dragonfire registrano la sua venuta come l’ennesima battaglia, cibo del corpo e della mente. Quei fantastici super-eroi provenienti dalla Terra stanno per fare molto male al gigante emerso dagli abissi del mare nebbioso.

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