martedì 14 agosto 2012

UNA NAVE FANTASMA_201° episodio

La giornata è molto calda, quindi nessuno dovrebbe stupirsi se l'erba secchissima si incendiasse spontaneamente. Si tratta però più che altro di una leggenda urbana: una credenza infondata, di persone che abitano in città. Se dette persone si fossero prese la briga almeno una volta di passeggiare in mezzo alla vegetazione, sotto il sole cocente del mezzodì, si sarebbero accorte che i fuocherelli autoprodotti non esistono. Qualcuno crede che le mosche nascano dalle cacche delle vacche, ma non hanno indagato abbastanza: nascono dalle larve deposte nelle suddette cacche. È altrettanto vero che i fuocherelli non si accendano da soli, ma iniziano la loro esistenza distruttiva grazie a qualche dissennato essere umano. Il caprone di turno, solitamente uno stupidotto che rischia la propria incolumità per cifre ridicole, appicca attentamente l'incendio, in diversi punti della sterpaglia. Sappiamo che l'elemento fuoco una volta scatenato diventa pressoché incontrollabile. Ma attivare incendi corposi non è facilissimo, per fortuna. Oggi in cielo si vedono pochissime nuvole, segno che il vento soffia in maniera appena percepibile. Il piromane ha tuttavia deciso di commettere lo stesso il suo delitto, qui ed ora. Di reato si tratta, perché l'incendio distrugge la vegetazione e tutte le altre forme di vita che incontra. Il teppistello si guarda attorno, per accertarsi di non essere seguito o magari osservato dalla vicina collina. Conosce la zona ed anche le abitudini dei paesani; è quindi certo che a quest'ora siano tutti a casa loro, in attesa che il gran caldo sia portato via dalle ore del tardo pomeriggio. Suda come un maiale, perché il sole batte implacabile. Estrae un accendino, poi accosta la fiamma ad un mucchietto di sterpi, che subito assecondano il suo desiderio malato. Dovrà ripetere quel gesto più volte, prima che la fiamma si levi vigorosa e quasi invincibile. Poi scapperà a gambe levate, per non cadere vittima del suo stesso male. Mai si aspetterebbe di essere osservato da alcune paia di occhi non terrestri. I serpentoidi Hunter Killer sono giunti a lui, grazie ad informazioni elaborate dal super-computer Galadriel, che ha stilato una lista di probabili piromani, per quella particolare area geografica. Come al solito, Galadriel risponde a quesiti che richiedono il trattamento di una quantità immensa di dati. Il super-computer, concepito da Kong, è tuttavia divenuto in breve tempo molto creativo. Adesso è capace di selezionare fin dall’inizio le banche dati più utili, risparmiando tempo. Anche così però, ciò che Galadriel elabora in pochi minuti, se non addirittura in pochi secondi, stupisce e deprime la banda dei profiler che pende dalle sue labbra cibernetiche. La detective Lucrezia funge da contatto tra la polizia, i profiler e Galadriel; il super-computer infatti la trova simpatica. Lucrezia sospetta che dipenda dal fatto che il suo programmatore è l’uomo bestia di Evolution, compagno di battaglie di Ferox: la donna leopardo, che vive nei confronti di Lucrezia una simbiosi, magicamente indotta. Appena Galadriel ha finito di elencare i nominativi e gli indirizzi dei probabili piromani, operanti nell’area presa in considerazione, i profiler si tuffano in una serie sterminata di elucubrazioni, che tutti gli altri chiamano chiacchiere. Lucrezia è però anche il tramite verso i serpentoidi, già messi in pre allarme dai servizi segreti. Grazie a lei, adesso l’incendiario, colto sul fatto, si trova a guardare negli occhi la sua morte. Gli Hunter Killer, una volta accettato un lavoro, possono eseguirlo in due modi: catturare viva la preda, oppure restituirla morta, dopo averci giocato un po’. Decidono quindi di valutare quanto il piromane sappia correre. Lui capisce di essere comunque spacciato, e corre a rotta di collo giù per la collina. I serpentoidi non dispongono di armi per combattere il fuoco; per cui, prima di iniziare la loro caccia all’uomo, chiamano i vigili del fuoco. Non essendo, i telefonini umani, adatti alla forma serpentoide, Sysform sfrutta le sue doti telepatiche per avvisare la detective Lucrezia. Poi tutti via a scivolare nella boscaglia, sulle tracce fin troppo evidenti del piromane. Se fosse un nemico degno di loro, lo avrebbero già assalito. Essendo viceversa solo un lento teppista, si limitano a terrorizzarlo. Essere inseguiti da un serpente gigante è sufficientemente spaventoso; figuriamoci quale emozione dirompente può suscitare l’inseguimento da parte di cinque mostri. Chi può dire se il tizio fosse già cardiopatico; quel che conta è che adesso il suo cuore batte all’impazzata, come se volesse uscirgli dal petto. L’infarto è vicino, preannunciato da fitte toraciche, mentre il fuggitivo inciampa e scivola, urtando rami e rocce. Poi, sorprendendo gli stessi serpentoidi, il piromane piomba in un ripido vallone, rotolando senza controllo alcuno per centinaia di metri, e rimbalzando contro le pietre. Stritolatore guarda i suoi, come a voler escludere che ormai lo si possa consegnare vivo alla polizia. Di mangiarlo purtroppo non se ne parla, perché la polizia si lamenterebbe. I serpentoidi sono al momento gli unici rettili extraterrestri sul pianeta, perché Dragonfire, assieme ad Evolution, si trova in viaggio su un mare alieno. Lasciati indietro i pirati, con la loro nave danneggiata a mitragliate, il super-gruppo asseconda le manovre del cacciatorpediniere sul quale viaggiano, non potendo guidarlo. La nebbia si leva nuovamente, ed, al suo interno, si scorgono ombre gigantesche in movimento. Qualche volta, giungono suoni di battaglie lontane, o richiami, o versi di bestie non identificate. Lampi che si accendono e si spengono, non accompagnati da tuoni. Fulminatore prova ad analizzare quelle manifestazioni elettriche, che però resistono persino alla sua perlustrazione. L’unica cosa da fare è proseguire, senza indebolirsi. La nave di Evolution è provvista di viveri per tutti, dato che Kong ha realizzato nelle stive delle colture idroponiche, per disporre di frutta e verdura fresche. La presenza dei mutanti e del drago non passa inosservata, e qualcuno decide di andare di persona a controllare chi siano quegli intrusi. Si ode una sorta di enorme sospiro, come se tutte le vele di un galeone lamentassero all'unisono il calo improvviso del vento. Un banco di nebbia più compatto degli altri si avvicina alla fiancata di tribordo del cacciatorpediniere. Scivola sull'acqua, come sospinto da correnti invisibili. Bianca, della tinta delle ossa spolpate, la nave fantasma si materializza a pochi metri dal vascello del super-gruppo. Quelli che si sporgono dalle loro postazioni, sulle alberate, a molti metri dal ponte, non sono uomini vivi, bensì spettri. Agitano i loro spadoni intaccati da antiche battaglie, ma non hanno più la capacità di parlare. Di certo la loro presenza non è riconducibile al desiderio di fare amicizia; i modi dei nuovi arrivati vorrebbero infatti instillare la paura nei cuori dei viventi, che stanno a bordo della nave metallica. Il capitano degli spettri, quello con un grosso cappello ed una benda sull'occhio, apre la sua smisurata bocca, ed emette un suono devastante. Pare di trovarsi a pochi metri da un branco di elefanti, che si siano messi a barrire tutti assieme. La nave fantasma viaggia in rotta di collisione con il cacciatorpediniere. Kong nota per primo che gli assalitori stanno a bordo di un vascello che non tocca l'acqua sottostante. Sollevata di due o tre metri, la nave fantasma impatta contro ed attraverso l'acciaio del natante molto più moderno. Spettri loro e spettro la loro nave, i loschi figuri nuotano attraverso la materia propriamente detta. Poi però decidono di attaccare briga con Evolution. Svolazzando quasi senza peso, gli spettri mollano spadate forsennate ai super-eroi provenienti dalla Terra. Ferox, come sempre in prima linea, evita facilmente i goffi assalti. La sua natura felina la rende particolarmente sensibile a queste apparizioni soprannaturali. Il suo pelo leopardato si solleva sulla schiena, come accade ai gatti inferociti. Poi, con velocità ed agilità impareggiabili, la mutante mette a segno le sue unghiate migliori, che sfortunatamente per lei attraversano la sostanza spettrale. Due o tre di quei fantasmi svolazzano attorno a Ferox, cercando a loro volta di ammazzarla. Colpita di striscio da una lama pressoché immateriale, la mutante prova un brivido, ma nulla più. Fulminatore proietta contro gli spettri scariche di diverso tipo, ma tutte li attraversano, lasciandoli indenni. La Maga scandaglia le teste nebbiose, sperando di trovarci dei cervelli abbastanza concreti da poter essere danneggiati dal suo potere. Percepisce qualche scintilla di consapevolezza, ma troppo poco per lavorarci su. Il drago necessita di spazio per scatenare il suo potere, senza danneggiare i suoi amici. Ferox, Kong, Fulminatore e Maga si allontanano quindi con grande sollecitudine. A questo punto, Dragonfire fa impattare l'una contro l'altra le sue gigantesche zampe anteriori, palma contro palma. L'onda d'urto rischia di assordare tutti i vivi presenti. I morti invece vengono investiti da un uragano di tale intensità che li scaglia a svolazzare decine di metri oltre le murate del cacciatorpediniere. Lo spostamento d'aria solleva la nebbia tutto attorno alla nave di Evolution, e provoca addirittura un beccheggio nella nave fantasma. Gli spettri non corrono in rischio di annegare, giacché non respirano e neppure sfiorano l'acqua. Il loro capitano li chiama a raccolta, avendo rilevato che le loro prede sono ben fornite di denti per mordere. Fulminatore si concentra prima di proiettare una scarica ad alta energia; cerca di sintonizzare le vibrazioni della saetta con quelle del vascello fantasma. Il fulmine rossastro descrive un arco, prima di infilarsi con grande forza nel fasciame apparentemente immateriale. Come auspicato dal mutante elettrico, la forza coesiva del legno spettrale cede di fronte a quel flusso energetico. Il fulmine prosegue la sua corsa, attraversando le stive, per sbucare dall'altra parte. Il danno è talmente grande che, se si trattasse di una nave vera, colerebbe subito a picco. Invece il vascello fantasma si limita a toccare l'acqua, come se la spinta antigravitazionale che lo teneva sollevato si fosse esaurita. Poi cigola, mentre inizia a ripararsi da solo. La nebbia si solidifica, fino a diventare una specie di ragnatela, che quasi subito si ispessisce. In breve, le falle sono otturate da una specie di garza spugnosa. Gli spettri volano tutti in soccorso del loro vascello danneggiato e dolente. L'ultimo ad abbandonare la battaglia è il capitano degli spettri, che continua ad agitare la sua grossa spada da macellaio. Non vuole ammettere la sconfitta, come probabilmente non vuole ammettere con se stesso di essere morto da secoli. Non si rende conto di avere sfidato poteri oltre la sua comprensione. Nello specifico, adesso la Maga lo sta bersagliando con una telecinesi molto sottile, che riesce ad afferrare e frenare una sostanza che non dovrebbe esistere. Ma, per quanto sia tenue, la materia è sempre più grossolana dell'energia. Ecco perché la mutante di Evolution sottrae il capitano al suo equipaggio spettrale, che non osa allontanarsi troppo dalla nave per paura di dissolversi. I fantasmi sanno infatti che solo il loro capitano è abbastanza forte da mantenere coesi i suoi atomi, quando è lontano dalla nave, che è la maledizione, ma anche la forza di tutti loro. Lui, che si credeva il più terribile tra i pirati, deve soggiacere ai poteri di una giovane donna, che proprio non riesce a spaventare. Condotto contro la sua volontà a bordo della nave di Evolution, lo spettro emette suoni spaventevoli, e si contorce in vari modi. Quando si trova in presenza del drago però si calma, colto all’improvviso dalle antiche paure dei marinai, che in fondo ai draghi hanno sempre creduto. Visto il suo atteggiamento collaborativo, la Maga lascia andare il guinzaglio psionico, tenendolo tuttavia sempre d’occhio. Kong registra la lunghezza d’onda della sostanza eterea del capo dei pirati, giusto per evitare che giochi a nascondersi nelle pareti o chissà dove. Sulla Terra, il serpentoide conosciuto come Boa contatta, per mezzo di una tecnologia telematica all’avanguardia, la detective Lucrezia. Le comunica l’esito della missione, terminata con il malaugurato incidente al piromane ricercato. A Lucrezia ovviamente non interessa minimamente della sorte di quell’imbecille. Quello che le fa rizzare le antenne è la notizia del viaggio di Evolution a bordo della loro nave. Conoscendo molto bene i mutanti ed il drago, la poliziotta è sicura che la loro forza congiunta si dimostrerà adeguata anche in questo caso. Adesso deve capire come poter comunicare con loro; per non dipendere solo dai poteri sciamanici di Boa. Per ciò che concerne i serpentoidi, è richiesto un loro intervento urgente, per la presenza di un grosso serpente terrestre, in una zona abitata. In attesa che scenda la notte, i serpentoidi per una volta lasciano andare avanti i poliziotti, che tuttavia non sanno trattare con i serpenti di sei metri. Lucrezia, alla quale assegnano tutti i casi diversi dall’ordinario, guida i colleghi nella ricerca di un vero gigante tra i serpenti terrestri. I poliziotti non insistono quando lei dice loro di rimanere indietro, per contenere la folla. Quando Lucrezia si trova di fronte all’enorme animale, vorrebbe però non essere sola. È vero che dispone di super-poteri felini, grazie alla simbiosi con la donna leopardo Ferox, ma la bestia che le si contrappone pesa il doppio di lei, ed ha già le fauci spalancate. Poi, con una mossa a sorpresa, la serpentessa Sysform attacca, impiegando la tecnologia del suo popolo. Un segnale di disturbo e confusione avvolge il cervello del grosso serpente, che arretra e si avvolge su se stesso, allarmato ma anche curioso.

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