lunedì 27 agosto 2012

ATTACCO AL DOTTOR OCCULTO_203° episodio

Il cacciatorpediniere di Evolution naviga sul mare alieno, mosso da forze che neppure il dottor Occulto comprende appieno. Il telepate mutante, probabilmente il più potente della Terra, accoglie con un certo distacco quello che per altri sarebbe considerato un accanimento del destino. La percezione dell'ordine delle cose del dottor Occulto è infatti molto superiore a quella dei comuni mortali. Occulto, Navigatrice e Nancy collaborano alle battaglie dei colleghi ed amici Dragonfire, Maga, Fulminatore, Kong e Ferox; ma operano su un livello più sottile. Mentre il cacciatorpediniere viene preso d'assalto da una piovra colossale, il dottor Occulto e le sue assistenti fondono assieme i loro poteri, per vedere oltre il velo delle apparenze. Un solo tentacolo di quella bestia pesa centinaia di chili, se non addirittura tonnellate. Si abbatte sul ponte della nave, abbracciandola strettamente. Il mostro però è evidentemente pratico di navi di legno, che scricchiolerebbero, si scheggerebbero ed infine si frantumerebbero. La nave di Evolution è viceversa un cacciatorpediniere, con uno scafo d'acciaio spesso decine di centimetri. Il tentacolo dell’abitatore delle profondità non ha quindi modo di schiacciare e di sfondare il metallo a prova di pallottole. Il mostro allora manda in avanscoperta un'altra delle sue escrescenze monumentali. Ritiene che un attacco doppio sia più produttivo di uno singolo, ma nemmeno adesso la struttura della nave cede sotto i suoi sforzi. La piovra, terrore dei mari, prova addirittura ad appendersi al cacciatorpediniere, per rovesciarlo o tirarlo sott'acqua: niente da fare. Il mostro attaccabrighe è veramente enorme, però è fatto di carne, con cartilagini che fungono da esoscheletro. Non è possibile un paragone tra un essere vivente, fatto per l'80% d'acqua, ed una nave da guerra. I mutanti di Evolution e Dragonfire osservano con attenzione gli sforzi autolesionistici della piovra. Dopo un po' però gli ospiti puzzano, e quell'animalaccio emana in effetti un fetore tipo tonnellate di pesce morto, esposto al sole. Gli eroi convengono sul fatto che sia ora di buttarlo fuori bordo. Il drago afferra saldamente un tentacolo, sebbene la sua superficie sia molto scivolosa. Dragonfire infila nelle carni del rivale le sue possenti dita, lacerando senza pietà i tessuti. Si dice che le piovre siano insensibili al dolore, ma forse questa convinzione deriva dal fatto che le piovre non parlano e non urlano. Questa, sebbene mantenga un rigoroso silenzio, reagisce all'assalto del potente alieno corazzato, ritraendo il tentacolo. Fulminatore potrebbe colpire l'altro tentacolo, ma l'energia della sua scarica attraverserebbe tutto il cacciatorpediniere, causando danni a cose e persone. Kong non prova neppure a colpire con i suoi pugni potenti quella sostanza che sembra gomma. Maga dovrebbe cercare il cervello della creatura, prima di ferirlo con le sue energie psioniche. Ferox però non si lascia frenare dall'enormità del nemico, e lo aggredisce, producendo ferite lunghe e profonde, fino a farlo sanguinare. Il liquor più verde che rosso bagna il ponte, e la bestia spaventosa molla completamente la presa sul cacciatorpediniere. In quel momento, sebbene non sia evidente alcuna correlazione tra i fatti, il dottor Occulto subisce un potentissimo attacco psichico. Finora abbiamo visto il capo di Evolution come una forza mentale e magica quasi completamente distaccata dalla materia; ma lui vive e sente come tutti gli uomini. Le fitte gli attraversano il cervello, ma vanno oltre, percorrendo il midollo spinale e tutti i nervi. Navigatrice e Nancy chiamano la Maga, i cui talenti magici e psionici adesso sono quanto mai apprezzabili. Il dottor Occulto è stato assalito di sorpresa, ed anche una tigre potente cade ad suolo se il suo aggressore è abbastanza forte e veloce. Però, proprio come una bestia mangiatrice di uomini, il capo di Evolution raccoglie le sue grandi energie, per partire subito al contrattacco. Chiunque abbia osato sfidarlo dovrà pagare il prezzo del suo ardimento o della sua pazzia. L’attacco a sorpresa ha distrutto quasi completamente una barriera che il dottor Occulto visualizza come un muro trasparente, forte come il diamante, ma molto più flessibile. La più potente mente telepatica della Terra reagisce ricostruendo una ragnatela di puro titanio. Come se due o tre ragni invisibili lavorassero alacremente, ci vogliono solo pochi secondi perché lo scheletro del campo d’energia sia ricostruito. Il dottor Occulto si trova in ginocchio, ma non è mai crollato completamente al suolo. Con fatica, ma con metodo e forza inarrestabile, si rialza in piedi. I suoi allievi sono scesi nel grande salone di comando, ed osservano la luminosità ultraterrena di energie che dovrebbero essere invisibili all’occhio umano. Ma i presenti sono quasi tutti mutanti, eccetto uno, che è addirittura un drago extraterrestre. Lui, Dragonfire, annusa qualcosa nell’aria: un odore differente da ogni altro, non rilevabile neppure dagli olfatti superiori di Ferox e Kong. Una puzza di morto antichissimo, ad un livello di decomposizione tale da risultare irraggiungibile finanche per gli zombie. Neppure Uglux e Maschera di Ferro, sedicenti maestri del vodoo, saprebbero produrre un fetore che trascende la materia in tal modo. Ad enorme distanza, oltre le barriere dimensionali, sul pianeta Terra, l’autore dell’attacco a sorpresa si rintana in un nascondiglio insospettabile. Non serba il ricordo delle sconfitte subite da parte di Evolution e della K-Force del pianeta Akros. Il maledetto, antichissimo vampiro di cui stiamo parlando si chiamava Moloch. Ucciso una prima volta, da un’arma che mai avrebbe ritenuto idonea a farlo (una freccia di Dardo Assassino), quella creatura del male ha tentato di divorare Kong dall’interno, ma ha fallito. Apparentemente disintegrato, senza più neppure una putrida molecola disposta a dargli retta, Moloch si è trovato a percorrere la china che attende tutti i mortali. Tuttavia una tale animaccia millenaria non poteva sciogliersi come il sale nell’acqua. Si è quindi reincarnato in un innocente lattante, di nome Loris. Subendo la possanza della Natura, Moloch ha perso la cognizione di sé, nutrendo e mantenendo tuttavia un rancore alla ricerca di un destinatario. Come crescerà quel piccolo umano, avendo annidata in sé una simile essenza, votata al male assoluto? Poi però è accaduto che, addormentatosi il bambino, il mostro abbia tirato fuori la testolina malvagia dalla tana che si era scavato. In uno sprazzo di ricordo, il maledetto vampiro ha scagliato una freccia di odio puro verso il dottor Occulto. Un incantesimo che ha lacerato lo spazio ed il tempo, giungendo fino alla dimensione ignota dove si trovano attualmente i mutanti di Evolution ed il drago verde. Moloch in pochi secondi ha esaurito tutta la nefanda energia che chissà come ancora deteneva. Un incantesimo per uccidere, che i maghi preferiscono non adoperare, per non caderne vittime. Moloch così facendo ha danneggiato il suo corpo ospite: un innocuo bambino che avverte profonde fitte, come se un cancro lo divorasse. Esterno ad Evolution, ma da sempre loro alleato, il Ninja Grigio esce dal suo stato meditativo, estrae dal fodero la sua katana magica, piegando la testa in avanti, in un lieve inchino di saluto e di consapevolezza. Clara e Cyberdog hanno nel loro passato episodi che li accumunano. La ragazzina era minata mortalmente da una gravissima malattia, che la medicina umana non sapeva curare. Aspettava la morte, ma la vita tornò in lei più forte di prima. Cyberdog era un piccolo cane, vessato dagli uomini ignoranti, e dai suoi stessi simili. Il Transformatron lo trovò degno di lui, e lo assimilò. Non più una creatura vittima quasi per predestinazione, bensì il punto di amalgama tra il cane ed una macchina extraterrestre. Quando il Transformatron ebbe modo di riprodursi, generò il Tecnoragno, che, analogamente al suo genitore, si integrò con un essere terrestre: Clara. Proprio adesso Clara e Cyberdog percepiscono una chiamata ad una nuova missione, ed i loro simbionti di metallo vivente ne condividono le motivazioni. Il Ninja Grigio, Clara e Cyberdog convergono quindi verso la casa dove il lattante grida fisicamente e mentalmente Il Ninja Grigio ha un’identità segreta, che gli consente di vivere tra i suoi simili, ma le sue occupazioni “normali” sono congegnate e distribuite in maniera tale da permettergli di sganciarsi quando ci sia bisogno del suo alter ego, guerriero delle ombre. Clara, dopo essere guarita miracolosamente, ha continuato a frequentare la scuola e gli amici, ma si è gradualmente avvicinata sempre più ai giovani licantropi. Tra di loro, ha trovato la migliore intesa con Rebecca, che, rapita in giovanissima età, è tornata in famiglia dopo aver acquisito i poteri licantropici. Non è escluso che i poteri mentali della Maga abbiano intessuto attorno alle due ragazzine un’aura di credibilità e di giustificazione; per consentire loro di allontanarsi di casa per partecipare alle missioni come supporter di Evolution. Cyberdog è un cagnolino libero ed indipendente; il suo simbionte Transformatron mantiene un costante contatto con il “figlio” Tecnoragno. Ambedue analizzano con curiosità i comportamenti degli umani, dei mutanti e di tutti gli altri esseri che fanno parte del mondo di Evolution, non ultimo il formidabile Dragonfire. Loris, vittima della malvagità millenaria del vampiro Moloch, frattanto annega nel suo dolore. I genitori, disperati, ricorrono a diversi specialisti, che però non riscontrano malattie a loro note. Due giorni dopo aver ricevuto la chiamata, i tre eroi si incontrano all’esterno della casa dove abita Loris. Il Ninja Grigio sospetta che sia stato il dottor Occulto a chiamare a raccolta questo insolito trio. Transformatron e Tecnoragno non ricevono più da tempo le comunicazioni telematiche, mediante le quali Kong manteneva il contatto. Dovranno quindi fare affidamento sulla percezione sottile dell’uomo mascherato, portatore della katana nera. Clara sa che il suo simbionte e quello di Cyberdog avranno il compito di scovare il nemico; il Ninja Grigio si occuperà di ucciderlo. Come può comportarsi la madre di un bambino gravemente ammalato, quando alla sua porta si presentano una ragazzina accompagnata da un cagnolino? I due visitatori sono di certo più rassicuranti del Ninja Grigio, ma quello che la ragazzina dice suona stonato. Sostiene infatti di avere il potere di scandagliare il corpo del piccolo Loris, per individuare la fonte reale del suo male tremendo ed improvviso. Eppure nei momenti di grande disperazione sovente gli esseri umani si rendono disponibili a credere alle storie più strampalate. Così Clara e Cyberdog sono accolti in casa. Clara racconta alla mamma di Loris di essere stata salvata, mesi or sono, da un extraterrestre di metallo vivente, ed a questo punto la donna inizia a dubitare che sia stato saggio fare entrare quei due. Cambia idea quando, subito dopo, il Tecnoragno ed il Transformatron estroflettono dai corpi di Clara e del cagnolino cibernetico dei sottilissimi tentacoli di lucente metallo. Loris ha quasi perso conoscenza, a causa dell’energia che il vampiro Moloch gli sottrae. La perfida anima si prepara ad un nuovo attacco contro il dottor Occulto. Istintivamente è certo che il capo di Evolution non farebbe mai sopprimere un bambino innocente. Moloch non è ancora consapevole di ciò che era, ma la sua malvagità lo ristora. Ci sono però altre strade da percorrere; ecco perché i tentacoli iniziano a perlustrare con delicatezza il corpo della giovanissima vittima del maligno. Cyberdog e Clara entrano in una specie di trance, per sintonizzare le loro anime con le consapevolezze dei loro simbionti alieni. Per stanare la perfida presenza, senza recare danno al corpo posseduto, i tentacoli sparano piccole scariche elettriche, che poco alla volta costringono il nemico ad emergere. L’antico vampiro ovviamente non ha paura di una ragazzina e di un piccolo cane. Presumendo che siano solo loro gli sprovveduti che gli danno la caccia, Moloch abbandona la sua tana vivente; Loris si accorge di stare leggermente meglio, e stringe la mano della madre, in trepidante attesa. Lei non potrebbe immaginare nulla di più strano di un orrido fantasma che aleggi al centro della stanza, sul letto dell’innocente. La mamma farebbe qualsiasi cosa per proteggere Loris, ma riesce solo a stringerlo a sé, facendogli scudo da un male peggiore di ogni incubo. Nella stanza ora però c’è qualcun altro: il Ninja Grigio. Finestra e porta sono chiuse, ma lui è lì, con la katana nera che, sguainata, canta una antichissima canzone di sfida e di morte. Il Ninja Grigio è uno dei portatori delle spade nere, che forse sono più antiche dell’umanità stessa. La katana sibila nell’aria, mentre si carica di energia soprannaturale. Moloch vede il Ninja, ma i suoi occhi immateriali sono fissi su quell’arma terribile. Forse, nei lunghi millenni della sua esistenza ha avuto modo di scontrarsi con un altro portatore della spada. Il fatto che il fantasma cerchi di rientrare nel corpo di Loris conferma il suo terrore per il potere che minaccia di estrometterlo ancora una volta da questa sfera mortale. Poi, veloce come un lampo, il Ninja Grigio taglia più volte, con colpi sibilanti, il perfido fantasma. Nessun metallo terrestre sarebbe in grado di danneggiare un ectoplasma, ma la katana nera va oltre. Per una frazione di secondo, lo spazio-tempo si lacera ed inghiotte Moloch, che finalmente urla in maniera straziante. Finisce così. Quando la mamma solleva la testa, il figlio è finalmente sveglio e sorridente. Il Ninja se ne è andato, portando con sé i colleghi di eroismo. La finestra è aperta, per fare entrare un raggio di sole.

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