lunedì 27 agosto 2012

ATTACCO AL DOTTOR OCCULTO_203° episodio

Il cacciatorpediniere di Evolution naviga sul mare alieno, mosso da forze che neppure il dottor Occulto comprende appieno. Il telepate mutante, probabilmente il più potente della Terra, accoglie con un certo distacco quello che per altri sarebbe considerato un accanimento del destino. La percezione dell'ordine delle cose del dottor Occulto è infatti molto superiore a quella dei comuni mortali. Occulto, Navigatrice e Nancy collaborano alle battaglie dei colleghi ed amici Dragonfire, Maga, Fulminatore, Kong e Ferox; ma operano su un livello più sottile. Mentre il cacciatorpediniere viene preso d'assalto da una piovra colossale, il dottor Occulto e le sue assistenti fondono assieme i loro poteri, per vedere oltre il velo delle apparenze. Un solo tentacolo di quella bestia pesa centinaia di chili, se non addirittura tonnellate. Si abbatte sul ponte della nave, abbracciandola strettamente. Il mostro però è evidentemente pratico di navi di legno, che scricchiolerebbero, si scheggerebbero ed infine si frantumerebbero. La nave di Evolution è viceversa un cacciatorpediniere, con uno scafo d'acciaio spesso decine di centimetri. Il tentacolo dell’abitatore delle profondità non ha quindi modo di schiacciare e di sfondare il metallo a prova di pallottole. Il mostro allora manda in avanscoperta un'altra delle sue escrescenze monumentali. Ritiene che un attacco doppio sia più produttivo di uno singolo, ma nemmeno adesso la struttura della nave cede sotto i suoi sforzi. La piovra, terrore dei mari, prova addirittura ad appendersi al cacciatorpediniere, per rovesciarlo o tirarlo sott'acqua: niente da fare. Il mostro attaccabrighe è veramente enorme, però è fatto di carne, con cartilagini che fungono da esoscheletro. Non è possibile un paragone tra un essere vivente, fatto per l'80% d'acqua, ed una nave da guerra. I mutanti di Evolution e Dragonfire osservano con attenzione gli sforzi autolesionistici della piovra. Dopo un po' però gli ospiti puzzano, e quell'animalaccio emana in effetti un fetore tipo tonnellate di pesce morto, esposto al sole. Gli eroi convengono sul fatto che sia ora di buttarlo fuori bordo. Il drago afferra saldamente un tentacolo, sebbene la sua superficie sia molto scivolosa. Dragonfire infila nelle carni del rivale le sue possenti dita, lacerando senza pietà i tessuti. Si dice che le piovre siano insensibili al dolore, ma forse questa convinzione deriva dal fatto che le piovre non parlano e non urlano. Questa, sebbene mantenga un rigoroso silenzio, reagisce all'assalto del potente alieno corazzato, ritraendo il tentacolo. Fulminatore potrebbe colpire l'altro tentacolo, ma l'energia della sua scarica attraverserebbe tutto il cacciatorpediniere, causando danni a cose e persone. Kong non prova neppure a colpire con i suoi pugni potenti quella sostanza che sembra gomma. Maga dovrebbe cercare il cervello della creatura, prima di ferirlo con le sue energie psioniche. Ferox però non si lascia frenare dall'enormità del nemico, e lo aggredisce, producendo ferite lunghe e profonde, fino a farlo sanguinare. Il liquor più verde che rosso bagna il ponte, e la bestia spaventosa molla completamente la presa sul cacciatorpediniere. In quel momento, sebbene non sia evidente alcuna correlazione tra i fatti, il dottor Occulto subisce un potentissimo attacco psichico. Finora abbiamo visto il capo di Evolution come una forza mentale e magica quasi completamente distaccata dalla materia; ma lui vive e sente come tutti gli uomini. Le fitte gli attraversano il cervello, ma vanno oltre, percorrendo il midollo spinale e tutti i nervi. Navigatrice e Nancy chiamano la Maga, i cui talenti magici e psionici adesso sono quanto mai apprezzabili. Il dottor Occulto è stato assalito di sorpresa, ed anche una tigre potente cade ad suolo se il suo aggressore è abbastanza forte e veloce. Però, proprio come una bestia mangiatrice di uomini, il capo di Evolution raccoglie le sue grandi energie, per partire subito al contrattacco. Chiunque abbia osato sfidarlo dovrà pagare il prezzo del suo ardimento o della sua pazzia. L’attacco a sorpresa ha distrutto quasi completamente una barriera che il dottor Occulto visualizza come un muro trasparente, forte come il diamante, ma molto più flessibile. La più potente mente telepatica della Terra reagisce ricostruendo una ragnatela di puro titanio. Come se due o tre ragni invisibili lavorassero alacremente, ci vogliono solo pochi secondi perché lo scheletro del campo d’energia sia ricostruito. Il dottor Occulto si trova in ginocchio, ma non è mai crollato completamente al suolo. Con fatica, ma con metodo e forza inarrestabile, si rialza in piedi. I suoi allievi sono scesi nel grande salone di comando, ed osservano la luminosità ultraterrena di energie che dovrebbero essere invisibili all’occhio umano. Ma i presenti sono quasi tutti mutanti, eccetto uno, che è addirittura un drago extraterrestre. Lui, Dragonfire, annusa qualcosa nell’aria: un odore differente da ogni altro, non rilevabile neppure dagli olfatti superiori di Ferox e Kong. Una puzza di morto antichissimo, ad un livello di decomposizione tale da risultare irraggiungibile finanche per gli zombie. Neppure Uglux e Maschera di Ferro, sedicenti maestri del vodoo, saprebbero produrre un fetore che trascende la materia in tal modo. Ad enorme distanza, oltre le barriere dimensionali, sul pianeta Terra, l’autore dell’attacco a sorpresa si rintana in un nascondiglio insospettabile. Non serba il ricordo delle sconfitte subite da parte di Evolution e della K-Force del pianeta Akros. Il maledetto, antichissimo vampiro di cui stiamo parlando si chiamava Moloch. Ucciso una prima volta, da un’arma che mai avrebbe ritenuto idonea a farlo (una freccia di Dardo Assassino), quella creatura del male ha tentato di divorare Kong dall’interno, ma ha fallito. Apparentemente disintegrato, senza più neppure una putrida molecola disposta a dargli retta, Moloch si è trovato a percorrere la china che attende tutti i mortali. Tuttavia una tale animaccia millenaria non poteva sciogliersi come il sale nell’acqua. Si è quindi reincarnato in un innocente lattante, di nome Loris. Subendo la possanza della Natura, Moloch ha perso la cognizione di sé, nutrendo e mantenendo tuttavia un rancore alla ricerca di un destinatario. Come crescerà quel piccolo umano, avendo annidata in sé una simile essenza, votata al male assoluto? Poi però è accaduto che, addormentatosi il bambino, il mostro abbia tirato fuori la testolina malvagia dalla tana che si era scavato. In uno sprazzo di ricordo, il maledetto vampiro ha scagliato una freccia di odio puro verso il dottor Occulto. Un incantesimo che ha lacerato lo spazio ed il tempo, giungendo fino alla dimensione ignota dove si trovano attualmente i mutanti di Evolution ed il drago verde. Moloch in pochi secondi ha esaurito tutta la nefanda energia che chissà come ancora deteneva. Un incantesimo per uccidere, che i maghi preferiscono non adoperare, per non caderne vittime. Moloch così facendo ha danneggiato il suo corpo ospite: un innocuo bambino che avverte profonde fitte, come se un cancro lo divorasse. Esterno ad Evolution, ma da sempre loro alleato, il Ninja Grigio esce dal suo stato meditativo, estrae dal fodero la sua katana magica, piegando la testa in avanti, in un lieve inchino di saluto e di consapevolezza. Clara e Cyberdog hanno nel loro passato episodi che li accumunano. La ragazzina era minata mortalmente da una gravissima malattia, che la medicina umana non sapeva curare. Aspettava la morte, ma la vita tornò in lei più forte di prima. Cyberdog era un piccolo cane, vessato dagli uomini ignoranti, e dai suoi stessi simili. Il Transformatron lo trovò degno di lui, e lo assimilò. Non più una creatura vittima quasi per predestinazione, bensì il punto di amalgama tra il cane ed una macchina extraterrestre. Quando il Transformatron ebbe modo di riprodursi, generò il Tecnoragno, che, analogamente al suo genitore, si integrò con un essere terrestre: Clara. Proprio adesso Clara e Cyberdog percepiscono una chiamata ad una nuova missione, ed i loro simbionti di metallo vivente ne condividono le motivazioni. Il Ninja Grigio, Clara e Cyberdog convergono quindi verso la casa dove il lattante grida fisicamente e mentalmente Il Ninja Grigio ha un’identità segreta, che gli consente di vivere tra i suoi simili, ma le sue occupazioni “normali” sono congegnate e distribuite in maniera tale da permettergli di sganciarsi quando ci sia bisogno del suo alter ego, guerriero delle ombre. Clara, dopo essere guarita miracolosamente, ha continuato a frequentare la scuola e gli amici, ma si è gradualmente avvicinata sempre più ai giovani licantropi. Tra di loro, ha trovato la migliore intesa con Rebecca, che, rapita in giovanissima età, è tornata in famiglia dopo aver acquisito i poteri licantropici. Non è escluso che i poteri mentali della Maga abbiano intessuto attorno alle due ragazzine un’aura di credibilità e di giustificazione; per consentire loro di allontanarsi di casa per partecipare alle missioni come supporter di Evolution. Cyberdog è un cagnolino libero ed indipendente; il suo simbionte Transformatron mantiene un costante contatto con il “figlio” Tecnoragno. Ambedue analizzano con curiosità i comportamenti degli umani, dei mutanti e di tutti gli altri esseri che fanno parte del mondo di Evolution, non ultimo il formidabile Dragonfire. Loris, vittima della malvagità millenaria del vampiro Moloch, frattanto annega nel suo dolore. I genitori, disperati, ricorrono a diversi specialisti, che però non riscontrano malattie a loro note. Due giorni dopo aver ricevuto la chiamata, i tre eroi si incontrano all’esterno della casa dove abita Loris. Il Ninja Grigio sospetta che sia stato il dottor Occulto a chiamare a raccolta questo insolito trio. Transformatron e Tecnoragno non ricevono più da tempo le comunicazioni telematiche, mediante le quali Kong manteneva il contatto. Dovranno quindi fare affidamento sulla percezione sottile dell’uomo mascherato, portatore della katana nera. Clara sa che il suo simbionte e quello di Cyberdog avranno il compito di scovare il nemico; il Ninja Grigio si occuperà di ucciderlo. Come può comportarsi la madre di un bambino gravemente ammalato, quando alla sua porta si presentano una ragazzina accompagnata da un cagnolino? I due visitatori sono di certo più rassicuranti del Ninja Grigio, ma quello che la ragazzina dice suona stonato. Sostiene infatti di avere il potere di scandagliare il corpo del piccolo Loris, per individuare la fonte reale del suo male tremendo ed improvviso. Eppure nei momenti di grande disperazione sovente gli esseri umani si rendono disponibili a credere alle storie più strampalate. Così Clara e Cyberdog sono accolti in casa. Clara racconta alla mamma di Loris di essere stata salvata, mesi or sono, da un extraterrestre di metallo vivente, ed a questo punto la donna inizia a dubitare che sia stato saggio fare entrare quei due. Cambia idea quando, subito dopo, il Tecnoragno ed il Transformatron estroflettono dai corpi di Clara e del cagnolino cibernetico dei sottilissimi tentacoli di lucente metallo. Loris ha quasi perso conoscenza, a causa dell’energia che il vampiro Moloch gli sottrae. La perfida anima si prepara ad un nuovo attacco contro il dottor Occulto. Istintivamente è certo che il capo di Evolution non farebbe mai sopprimere un bambino innocente. Moloch non è ancora consapevole di ciò che era, ma la sua malvagità lo ristora. Ci sono però altre strade da percorrere; ecco perché i tentacoli iniziano a perlustrare con delicatezza il corpo della giovanissima vittima del maligno. Cyberdog e Clara entrano in una specie di trance, per sintonizzare le loro anime con le consapevolezze dei loro simbionti alieni. Per stanare la perfida presenza, senza recare danno al corpo posseduto, i tentacoli sparano piccole scariche elettriche, che poco alla volta costringono il nemico ad emergere. L’antico vampiro ovviamente non ha paura di una ragazzina e di un piccolo cane. Presumendo che siano solo loro gli sprovveduti che gli danno la caccia, Moloch abbandona la sua tana vivente; Loris si accorge di stare leggermente meglio, e stringe la mano della madre, in trepidante attesa. Lei non potrebbe immaginare nulla di più strano di un orrido fantasma che aleggi al centro della stanza, sul letto dell’innocente. La mamma farebbe qualsiasi cosa per proteggere Loris, ma riesce solo a stringerlo a sé, facendogli scudo da un male peggiore di ogni incubo. Nella stanza ora però c’è qualcun altro: il Ninja Grigio. Finestra e porta sono chiuse, ma lui è lì, con la katana nera che, sguainata, canta una antichissima canzone di sfida e di morte. Il Ninja Grigio è uno dei portatori delle spade nere, che forse sono più antiche dell’umanità stessa. La katana sibila nell’aria, mentre si carica di energia soprannaturale. Moloch vede il Ninja, ma i suoi occhi immateriali sono fissi su quell’arma terribile. Forse, nei lunghi millenni della sua esistenza ha avuto modo di scontrarsi con un altro portatore della spada. Il fatto che il fantasma cerchi di rientrare nel corpo di Loris conferma il suo terrore per il potere che minaccia di estrometterlo ancora una volta da questa sfera mortale. Poi, veloce come un lampo, il Ninja Grigio taglia più volte, con colpi sibilanti, il perfido fantasma. Nessun metallo terrestre sarebbe in grado di danneggiare un ectoplasma, ma la katana nera va oltre. Per una frazione di secondo, lo spazio-tempo si lacera ed inghiotte Moloch, che finalmente urla in maniera straziante. Finisce così. Quando la mamma solleva la testa, il figlio è finalmente sveglio e sorridente. Il Ninja se ne è andato, portando con sé i colleghi di eroismo. La finestra è aperta, per fare entrare un raggio di sole.

domenica 19 agosto 2012

IL PIRATA BARBANERA_202° episodio

Una ragazzina che viene rapita mentre corre nel bosco. Era abituata a quel percorso, in mezzo a quelli che riteneva fossero suoi alberi ed ai suoi cespugli. Peccato che la vegetazione non abbia trovato il modo di avvisarla della belva umana in agguato. Gli alberi ed i cespugli assistono da sempre agli agguati, posti in essere da animali che ne cacciano altri per nutrirsi. Un umano che ne catturi un altro è viceversa mosso da spinte molto meno giustificabili. Il padre riceve una chiamata sul telefonino della figlia: il rapitore è un maniaco, che non ha ancora ucciso, ma potrebbe farlo tra poco. Gli investigatori risalgono ad un video, nel quale la ragazza viene chiusa in un armadietto metallico, collocato sotto terra. Il suo terrore è accompagnato dall'esaltazione del criminale. La polizia indaga, ed anche gli Hunter Killer. Ma prima, devono sistemare il grosso serpente, preso in consegna da Sysform. Galadriel, il super computer di Kong, suggerisce che i giovani licantropi partecipino alla caccia. Il loro olfatto raggiunge la massima potenza quando assumono la forma lupina. Per loro è uno sforzo abbandonare la postura bipede, ma il vero rischio è che la loro mente si distacchi troppo dalla dimensione umana. Clara, simbiotica con il Tecnoragno, li accompagna per assisterli nella fase di ritorno. Il grosso serpente terrestre si rivela essere femmina incinta. Ecco il motivo della sua reattività anche nei confronti della detective Lucrezia. Pur avendo percepito i poteri felini della sua avversaria, sarebbe stata infatti pronta ad una lotta senza esclusione di colpi, pur di proteggere le sue uova. Sysform ha risolto la questione, parlando a quell’essere possente, sicuramente molto simile agli antenati dei serpentoidi. Gli Hunter Killer decidono di occuparsi loro della futura mamma, perché nelle mani degli umani verrebbe scannata. Alcuni tra gli umani non capiscono l’odio diffuso verso i serpenti, ma la stragrande maggioranza della razza umana è fermamente convinta che quegli esseri antichissimi meritino le morti più orrende. La serpentessa terrestre comprende a suo modo che i nuovi arrivati, Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa, non sono di questo mondo, ma per lei sono molto meno alieni degli umani. La mossa successiva degli Hunter Killer è di incontrare i giovani licantropi, in presenza di Lucrezia, Clara, Cyberdog e Lupo Nero. Il grosso animale, che è un demone naturale, considera i quattro giovani come suoi allievi. La comunità dei licantropi adulti, che vivono quasi perfettamente integrati con gli esseri umani, si fida di Lupo Nero, ed è tranquillizzata dal fatto che ci sia anche lui quando i ragazzi incontrano i serpentoidi. Rebecca è l’unica del quartetto a non essere nata licantropa, ma lo è diventata, in seguito ad un contagio reso possibile dalla sua natura mutante. Lei non si è mai trasformata in un vero lupo, ed in effetti neppure adesso riesce ad emulare i tre amici. Loro affrontano coraggiosamente una trasformazione che è palesemente dolorosa. Si tratta infatti di cambiare non di poco tutte le ossa del corpo, e non solo quelle. L’essere lupi riempie di felicità i tre giovani licantropi, ma da subito avvertono che le loro menti razionali subiscono l’assalto di istinti antichissimi. Subito ululano, in risposta alla nuova forza che sentono in loro. Rebecca allora li affronta e li richiama, rischiando di essere assalita. Vuole che i suoi amici rimangano concentrati sulla loro missione. Poi, una volta trovata la ragazza rapita, dovranno ritrasformarsi in fretta. Lupo Nero affianca Rebecca, per fare capire ai canidi più piccoli chi comanda. I cinque serpentoidi osservano affascinati le dinamiche di gruppo di quegli esseri selvaggi. Clara e Cyberdog sincronizzano i solo simbionti di metallo vivente. Transformatron e Tecnoragno sono pronti ad agire, ma vorrebbero evitare di combattere contro gli amici. Poi la caccia inizia, con i tre lupi più piccoli, Sonia, David e Pedro, che sembrano aver raccolto una pista. A bordo di un cacciatorpediniere, che naviga su mari sconosciuti, i super-eroi di Evolution dedicano la loro attenzione ad uno spettro che hanno appena catturato. Il dottor Occulto, che di spettri se ne intende, ritiene che il capitano della ciurma di attaccabrighe, appena sconfitta da Evolution, possa fornire chiarimenti importanti sulla natura di quel mondo. Il capitano si presenta come Barbanera, ed il nome suscita curiosità, più che paura. Narra dei bei tempi, quando lui e gli altri erano vivi. Con ciò non intende peraltro ammettere di essere morto. Non poteva fare a meno di notare che lui e gli altri della sua banda svolazzano e passano attraverso le pareti, ma è più propenso a ricondurre il fenomeno alla stranezza di quel mondo. Un tempo, il pirata Barbanera infestava un vasto tratto di mare, per depredare i galeoni di passaggio. Contro di lui erano schierate navi da guerra ben più grossa della sua. Eppure non riuscirono mai a sfruttare a loro vantaggio l’armamentario più pesante. Barbanera è al corrente di altri vascelli pirati, come quello che Evolution ha preso a mitragliate qualche giorno prima di subire l’assalto degli spettri. La differenza è che quelli erano pirati tecnicamente vivi, mentre Barbanera ed i suoi sono più che altro dei non morti. Si intuisce però che questo argomento non sia particolarmente congeniale all’ospite di Evolution, ed è comprensibile che così sia. Barbanera riprende il suo racconto, descrivendo la sua modalità di accesso a quel mondo. La nebbia, sempre la nebbia. Una notte, mentre a bordo della nave i pirati festeggiavano l’ultimo assalto ad un galeone, un vapore diverso da ogni altro avvolse la nave. Barbanera, superstizioso ma attento alla sua incolumità ed anche a quella dei suoi sgherri, ordinò di levare l’ancora, e la nave si mosse. Purtroppo un veliero non naviga se il vento manca. Il capitano ordinò pertanto ai suoi tagliagole di usare le pertiche, per scandagliare il fondale. Ed in effetti le pertiche toccarono il fondo del mare, che si trovava pochi metri sotto la chiglia della nave pirata. Una pericolosa secca. Selvaggi, assassini ma ardimentosi, quei pendagli da forca spinsero sulle pertiche fino a slogarsi le articolazioni ed a strapparsi i muscoli. Il vascello, compagno e strumento di mille nefandezze, avanzò alla cieca. Poi, uno ad uno, i pirati caddero preda di un sonno lunghissimo, popolato da incubi spaventosi. Barbanera non sa che quel sonno durò secoli, ed i loro corpi fisici perirono di stenti. Poi però, grazie alla magia o alla maledizione di quel mare oscuro e senza fine, risorsero come spettri, loro e la nave. Kong, che tra gli eroi di Evolution è il più portato alle indagini, si avvede che adesso Barbanera sta facendo i conti con se stesso e con le sue paure. Lo spettro rialza la testa, ed i suoi occhi brillano di consapevolezza: ammette finalmente di non essere più tra i vivi. La cosa sorprendente è che Barbanera sia riconoscente ad Evolution di avergli mostrato la verità. Era un uomo duro tra uomini duri. Ora spera che lo lascino tornare dai suoi, qualunque cosa riservi loro il destino. Sonia, David e Pedro ricordano vagamente per quale motivo stanno correndo come bestie feroci. Rebecca è salita in groppa al Lupo Nero, per non perdere terreno, e per tenere meglio d’occhio i suoi tre amici. I serpentoidi sono veloci, anche in mezzo alla boscaglia, ma la banda dei lupi è pressoché irraggiungibile. Dato che gli Hunter Killer sono incaricati di trovare la ragazza rapita, fanno il possibile per non perdere il contatto con gli scalmanati che li precedono. Clara, potenziata dal Tecnoragno, visualizza costantemente la posizione di tutti i cacciatori. Cyberdog ed il suo Transformatron estroflettono antenne, per raccogliere dati differenti dalla pista odorifera. Sonia improvvisamente frena, costringendo Pedro e David a fare altrettanto. I tre lupi fiutano furiosamente in giro. Rebecca sopraggiunge con il Lupo Nero. Segnala agli altri che quella è la zona da circoscrivere. Non lontano, sotto un metro di terra pressata, le orecchie della giovane Susan percepiscono suoni tenui, che le infondono nuovo coraggio. Non deve agitarsi, per non consumare troppo in fretta la poca aria disponibile. Il criminale che l’ha seppellita intendeva probabilmente ucciderla per asfissia, o forse dissotterrarla prima che morisse. Lupo Nero, tra tutti i cacciatori, è quello maggiormente dotato, dal punto di vista dell’udito. La pista odorifera è terminata in una radura come tante altre. Adesso Rebecca, in forma licantropica, avvicina i tre amici. Ottiene qualche ringhio, perché in fondo sono lupi. Però, coll’approssimarsi di Lupo Nero, Sonia, David e Pedro assumono una posa di sottomissione, ed iniziano a ritrasformarsi. Il gruppo dei giovani licantropi si ricostituisce, ma avranno tempo più tardi di raccontarsi le sensazioni provate. Lupo Nero inizia a raspare il terreno, con le sue zampe possenti. Non ha dubbio che la ragazza si trovi lì sotto. Mentre Susan viene estratta ancora viva da quella che poteva essere la sua tomba, il criminale, autore dell’inqualificabile seppellimento, avvista quello strano assembramento di licantropi, serpenti e lupi. Essendo un pazzo, oltre che un criminale, estrae una pistola, con la quale bersaglia gli eroi, amici di Evolution. Nessuno viene colpito, ma, nel giro di pochi secondi, si mettono tutti al riparo. Quasi tutti, ad essere precisi, giacché uno dei serpentoidi si sta avvicinandosi di soppiatto all’obiettivo della missione degli Hunter Killer. Stritolatore velocemente analizza la situazione. Accanto a lui ci sono Sysform, Boa, e Pitone. Anaconda invece, nonostante sia lungo e pesante, striscia silenziosamente, dato che i serpentoidi amano colpire di soppiatto. I giovani licantropi potrebbero abbandonare la caccia, ma sono curiosi di vedere come andrà a finire. Con loro, la ragazza Susan ha superato lo sconcerto di essere stata salvata da un lupo gigante. Sonia, Rebecca, David e Pedro sono tornati umani, per evitare di agitarla oltre il necessario. Susan accarezza Cyberdog, che a lei sembra un normale cagnolino. In realtà Cyberdog è simbiotico con un alieno di metallo vivente: il Transformatron, come Clara, che è simbiotica con il Tecnoragno. I serpentoidi Stritolatore, Sysform, Boa, e Pitone attirano il fuoco del criminale, che pensa di avere a che fare con delle bestie sorprendenti, non certo con un manipolo di cacciatori extraterrestri. Anaconda è ormai quasi a portata di zanne, e la sua lingua biforcuta sibila felice. Lupo Nero è contento che i suoi protetti abbiano avuto l’occasione di un valido allenamento. Hanno dimostrato di saper lavorare in gruppo, e di sapersi trasformare in lupi. La cattura o l’eliminazione fisica del delinquente di turno è di spettanza degli Hunter Killer. Loro avrebbero preferito ricevere una commessa più impegnativa, ma sono comunque realizzati quando riescono a dimostrarsi più capaci dei poliziotti terrestri. Stritolatore si chiede quanto tempo impiegherà Anaconda a far fuori quel cretino. Poi un grido straziante annuncia che il serpentoide ha messo le sue gigantesche spire attorno alla gabbia toracica del malcapitato, che non ha la minima possibilità di uscirne vivo. Con una lieve pressione, il serpentoide priva la sua vittima della capacità di parlare e di urlare. Ora spalanca la sua enorme bocca zannuta, mentre l’umano è terrorizzato al punto di non poter più connettere. Un morso possente pone fine all’esistenza ed alla carriera del rapitore. Anaconda, che non è schizzinoso, sugge golosamente il sangue ancora caldo. Sul cacciatorpediniere di Evolution, i mutanti, il drago e lo spettro del pirata Barbanera si voltano verso tribordo, perché da una distanza di meno di un chilometro terrestre giungono suoni che interrompono bruscamente il silenzio di quel mare misterioso. La nebbia onnipresente impedisce di vedere di cosa si tratti, ma si intuisce che dalle profondità stia giungendo in superficie qualcosa di veramente grosso. Tentacoli lunghi centinaia di metri si levano verso il cielo, che però rimane indifferente a tutta quell'agitazione. Una massa globosa affiora, per consentire a due occhi abituati alle oscurità abissali di vedere uno strano natante di metallo. Quella forma di vita è sicuramente una respiratrice d’acqua, ma non sembra soffrire particolarmente adesso che respira aria. Forse l’enorme umidità atmosferica aiuta il mostro a fare a meno dell’acqua per brevi periodi. O forse quella cosa tentacolata non ha bisogno di respirare. Dragonfire ed Evolution interrompono le loro riflessioni sulla natura di Barbanera, per prepararsi all’offensiva di un nemico molto più grosso. Lo spettro è al corrente della pericolosità del mostro degli abissi, che secerne energie in grado di destabilizzare finanche la sostanza estremamente tenue che costituisce Barbanera ed i suoi. Il pirata si allontana volando dal cacciatorpediniere di Evolution, e gli eroi non hanno motivo di trattenerlo. Lui raggiunge la sua nave per rinnovare il legame ultraterreno che consente agli spettri di navigare su quel mare. I suoi uomini sono felici di vederlo, ed a loro modo lo festeggiano. Nel frattempo, il cacciatorpediniere e il mostro degli abissi sono giunti quasi a contatto. Il mostro non è così perspicace da capire che Evolution e Dragonfire registrano la sua venuta come l’ennesima battaglia, cibo del corpo e della mente. Quei fantastici super-eroi provenienti dalla Terra stanno per fare molto male al gigante emerso dagli abissi del mare nebbioso.

martedì 14 agosto 2012

UNA NAVE FANTASMA_201° episodio

La giornata è molto calda, quindi nessuno dovrebbe stupirsi se l'erba secchissima si incendiasse spontaneamente. Si tratta però più che altro di una leggenda urbana: una credenza infondata, di persone che abitano in città. Se dette persone si fossero prese la briga almeno una volta di passeggiare in mezzo alla vegetazione, sotto il sole cocente del mezzodì, si sarebbero accorte che i fuocherelli autoprodotti non esistono. Qualcuno crede che le mosche nascano dalle cacche delle vacche, ma non hanno indagato abbastanza: nascono dalle larve deposte nelle suddette cacche. È altrettanto vero che i fuocherelli non si accendano da soli, ma iniziano la loro esistenza distruttiva grazie a qualche dissennato essere umano. Il caprone di turno, solitamente uno stupidotto che rischia la propria incolumità per cifre ridicole, appicca attentamente l'incendio, in diversi punti della sterpaglia. Sappiamo che l'elemento fuoco una volta scatenato diventa pressoché incontrollabile. Ma attivare incendi corposi non è facilissimo, per fortuna. Oggi in cielo si vedono pochissime nuvole, segno che il vento soffia in maniera appena percepibile. Il piromane ha tuttavia deciso di commettere lo stesso il suo delitto, qui ed ora. Di reato si tratta, perché l'incendio distrugge la vegetazione e tutte le altre forme di vita che incontra. Il teppistello si guarda attorno, per accertarsi di non essere seguito o magari osservato dalla vicina collina. Conosce la zona ed anche le abitudini dei paesani; è quindi certo che a quest'ora siano tutti a casa loro, in attesa che il gran caldo sia portato via dalle ore del tardo pomeriggio. Suda come un maiale, perché il sole batte implacabile. Estrae un accendino, poi accosta la fiamma ad un mucchietto di sterpi, che subito assecondano il suo desiderio malato. Dovrà ripetere quel gesto più volte, prima che la fiamma si levi vigorosa e quasi invincibile. Poi scapperà a gambe levate, per non cadere vittima del suo stesso male. Mai si aspetterebbe di essere osservato da alcune paia di occhi non terrestri. I serpentoidi Hunter Killer sono giunti a lui, grazie ad informazioni elaborate dal super-computer Galadriel, che ha stilato una lista di probabili piromani, per quella particolare area geografica. Come al solito, Galadriel risponde a quesiti che richiedono il trattamento di una quantità immensa di dati. Il super-computer, concepito da Kong, è tuttavia divenuto in breve tempo molto creativo. Adesso è capace di selezionare fin dall’inizio le banche dati più utili, risparmiando tempo. Anche così però, ciò che Galadriel elabora in pochi minuti, se non addirittura in pochi secondi, stupisce e deprime la banda dei profiler che pende dalle sue labbra cibernetiche. La detective Lucrezia funge da contatto tra la polizia, i profiler e Galadriel; il super-computer infatti la trova simpatica. Lucrezia sospetta che dipenda dal fatto che il suo programmatore è l’uomo bestia di Evolution, compagno di battaglie di Ferox: la donna leopardo, che vive nei confronti di Lucrezia una simbiosi, magicamente indotta. Appena Galadriel ha finito di elencare i nominativi e gli indirizzi dei probabili piromani, operanti nell’area presa in considerazione, i profiler si tuffano in una serie sterminata di elucubrazioni, che tutti gli altri chiamano chiacchiere. Lucrezia è però anche il tramite verso i serpentoidi, già messi in pre allarme dai servizi segreti. Grazie a lei, adesso l’incendiario, colto sul fatto, si trova a guardare negli occhi la sua morte. Gli Hunter Killer, una volta accettato un lavoro, possono eseguirlo in due modi: catturare viva la preda, oppure restituirla morta, dopo averci giocato un po’. Decidono quindi di valutare quanto il piromane sappia correre. Lui capisce di essere comunque spacciato, e corre a rotta di collo giù per la collina. I serpentoidi non dispongono di armi per combattere il fuoco; per cui, prima di iniziare la loro caccia all’uomo, chiamano i vigili del fuoco. Non essendo, i telefonini umani, adatti alla forma serpentoide, Sysform sfrutta le sue doti telepatiche per avvisare la detective Lucrezia. Poi tutti via a scivolare nella boscaglia, sulle tracce fin troppo evidenti del piromane. Se fosse un nemico degno di loro, lo avrebbero già assalito. Essendo viceversa solo un lento teppista, si limitano a terrorizzarlo. Essere inseguiti da un serpente gigante è sufficientemente spaventoso; figuriamoci quale emozione dirompente può suscitare l’inseguimento da parte di cinque mostri. Chi può dire se il tizio fosse già cardiopatico; quel che conta è che adesso il suo cuore batte all’impazzata, come se volesse uscirgli dal petto. L’infarto è vicino, preannunciato da fitte toraciche, mentre il fuggitivo inciampa e scivola, urtando rami e rocce. Poi, sorprendendo gli stessi serpentoidi, il piromane piomba in un ripido vallone, rotolando senza controllo alcuno per centinaia di metri, e rimbalzando contro le pietre. Stritolatore guarda i suoi, come a voler escludere che ormai lo si possa consegnare vivo alla polizia. Di mangiarlo purtroppo non se ne parla, perché la polizia si lamenterebbe. I serpentoidi sono al momento gli unici rettili extraterrestri sul pianeta, perché Dragonfire, assieme ad Evolution, si trova in viaggio su un mare alieno. Lasciati indietro i pirati, con la loro nave danneggiata a mitragliate, il super-gruppo asseconda le manovre del cacciatorpediniere sul quale viaggiano, non potendo guidarlo. La nebbia si leva nuovamente, ed, al suo interno, si scorgono ombre gigantesche in movimento. Qualche volta, giungono suoni di battaglie lontane, o richiami, o versi di bestie non identificate. Lampi che si accendono e si spengono, non accompagnati da tuoni. Fulminatore prova ad analizzare quelle manifestazioni elettriche, che però resistono persino alla sua perlustrazione. L’unica cosa da fare è proseguire, senza indebolirsi. La nave di Evolution è provvista di viveri per tutti, dato che Kong ha realizzato nelle stive delle colture idroponiche, per disporre di frutta e verdura fresche. La presenza dei mutanti e del drago non passa inosservata, e qualcuno decide di andare di persona a controllare chi siano quegli intrusi. Si ode una sorta di enorme sospiro, come se tutte le vele di un galeone lamentassero all'unisono il calo improvviso del vento. Un banco di nebbia più compatto degli altri si avvicina alla fiancata di tribordo del cacciatorpediniere. Scivola sull'acqua, come sospinto da correnti invisibili. Bianca, della tinta delle ossa spolpate, la nave fantasma si materializza a pochi metri dal vascello del super-gruppo. Quelli che si sporgono dalle loro postazioni, sulle alberate, a molti metri dal ponte, non sono uomini vivi, bensì spettri. Agitano i loro spadoni intaccati da antiche battaglie, ma non hanno più la capacità di parlare. Di certo la loro presenza non è riconducibile al desiderio di fare amicizia; i modi dei nuovi arrivati vorrebbero infatti instillare la paura nei cuori dei viventi, che stanno a bordo della nave metallica. Il capitano degli spettri, quello con un grosso cappello ed una benda sull'occhio, apre la sua smisurata bocca, ed emette un suono devastante. Pare di trovarsi a pochi metri da un branco di elefanti, che si siano messi a barrire tutti assieme. La nave fantasma viaggia in rotta di collisione con il cacciatorpediniere. Kong nota per primo che gli assalitori stanno a bordo di un vascello che non tocca l'acqua sottostante. Sollevata di due o tre metri, la nave fantasma impatta contro ed attraverso l'acciaio del natante molto più moderno. Spettri loro e spettro la loro nave, i loschi figuri nuotano attraverso la materia propriamente detta. Poi però decidono di attaccare briga con Evolution. Svolazzando quasi senza peso, gli spettri mollano spadate forsennate ai super-eroi provenienti dalla Terra. Ferox, come sempre in prima linea, evita facilmente i goffi assalti. La sua natura felina la rende particolarmente sensibile a queste apparizioni soprannaturali. Il suo pelo leopardato si solleva sulla schiena, come accade ai gatti inferociti. Poi, con velocità ed agilità impareggiabili, la mutante mette a segno le sue unghiate migliori, che sfortunatamente per lei attraversano la sostanza spettrale. Due o tre di quei fantasmi svolazzano attorno a Ferox, cercando a loro volta di ammazzarla. Colpita di striscio da una lama pressoché immateriale, la mutante prova un brivido, ma nulla più. Fulminatore proietta contro gli spettri scariche di diverso tipo, ma tutte li attraversano, lasciandoli indenni. La Maga scandaglia le teste nebbiose, sperando di trovarci dei cervelli abbastanza concreti da poter essere danneggiati dal suo potere. Percepisce qualche scintilla di consapevolezza, ma troppo poco per lavorarci su. Il drago necessita di spazio per scatenare il suo potere, senza danneggiare i suoi amici. Ferox, Kong, Fulminatore e Maga si allontanano quindi con grande sollecitudine. A questo punto, Dragonfire fa impattare l'una contro l'altra le sue gigantesche zampe anteriori, palma contro palma. L'onda d'urto rischia di assordare tutti i vivi presenti. I morti invece vengono investiti da un uragano di tale intensità che li scaglia a svolazzare decine di metri oltre le murate del cacciatorpediniere. Lo spostamento d'aria solleva la nebbia tutto attorno alla nave di Evolution, e provoca addirittura un beccheggio nella nave fantasma. Gli spettri non corrono in rischio di annegare, giacché non respirano e neppure sfiorano l'acqua. Il loro capitano li chiama a raccolta, avendo rilevato che le loro prede sono ben fornite di denti per mordere. Fulminatore si concentra prima di proiettare una scarica ad alta energia; cerca di sintonizzare le vibrazioni della saetta con quelle del vascello fantasma. Il fulmine rossastro descrive un arco, prima di infilarsi con grande forza nel fasciame apparentemente immateriale. Come auspicato dal mutante elettrico, la forza coesiva del legno spettrale cede di fronte a quel flusso energetico. Il fulmine prosegue la sua corsa, attraversando le stive, per sbucare dall'altra parte. Il danno è talmente grande che, se si trattasse di una nave vera, colerebbe subito a picco. Invece il vascello fantasma si limita a toccare l'acqua, come se la spinta antigravitazionale che lo teneva sollevato si fosse esaurita. Poi cigola, mentre inizia a ripararsi da solo. La nebbia si solidifica, fino a diventare una specie di ragnatela, che quasi subito si ispessisce. In breve, le falle sono otturate da una specie di garza spugnosa. Gli spettri volano tutti in soccorso del loro vascello danneggiato e dolente. L'ultimo ad abbandonare la battaglia è il capitano degli spettri, che continua ad agitare la sua grossa spada da macellaio. Non vuole ammettere la sconfitta, come probabilmente non vuole ammettere con se stesso di essere morto da secoli. Non si rende conto di avere sfidato poteri oltre la sua comprensione. Nello specifico, adesso la Maga lo sta bersagliando con una telecinesi molto sottile, che riesce ad afferrare e frenare una sostanza che non dovrebbe esistere. Ma, per quanto sia tenue, la materia è sempre più grossolana dell'energia. Ecco perché la mutante di Evolution sottrae il capitano al suo equipaggio spettrale, che non osa allontanarsi troppo dalla nave per paura di dissolversi. I fantasmi sanno infatti che solo il loro capitano è abbastanza forte da mantenere coesi i suoi atomi, quando è lontano dalla nave, che è la maledizione, ma anche la forza di tutti loro. Lui, che si credeva il più terribile tra i pirati, deve soggiacere ai poteri di una giovane donna, che proprio non riesce a spaventare. Condotto contro la sua volontà a bordo della nave di Evolution, lo spettro emette suoni spaventevoli, e si contorce in vari modi. Quando si trova in presenza del drago però si calma, colto all’improvviso dalle antiche paure dei marinai, che in fondo ai draghi hanno sempre creduto. Visto il suo atteggiamento collaborativo, la Maga lascia andare il guinzaglio psionico, tenendolo tuttavia sempre d’occhio. Kong registra la lunghezza d’onda della sostanza eterea del capo dei pirati, giusto per evitare che giochi a nascondersi nelle pareti o chissà dove. Sulla Terra, il serpentoide conosciuto come Boa contatta, per mezzo di una tecnologia telematica all’avanguardia, la detective Lucrezia. Le comunica l’esito della missione, terminata con il malaugurato incidente al piromane ricercato. A Lucrezia ovviamente non interessa minimamente della sorte di quell’imbecille. Quello che le fa rizzare le antenne è la notizia del viaggio di Evolution a bordo della loro nave. Conoscendo molto bene i mutanti ed il drago, la poliziotta è sicura che la loro forza congiunta si dimostrerà adeguata anche in questo caso. Adesso deve capire come poter comunicare con loro; per non dipendere solo dai poteri sciamanici di Boa. Per ciò che concerne i serpentoidi, è richiesto un loro intervento urgente, per la presenza di un grosso serpente terrestre, in una zona abitata. In attesa che scenda la notte, i serpentoidi per una volta lasciano andare avanti i poliziotti, che tuttavia non sanno trattare con i serpenti di sei metri. Lucrezia, alla quale assegnano tutti i casi diversi dall’ordinario, guida i colleghi nella ricerca di un vero gigante tra i serpenti terrestri. I poliziotti non insistono quando lei dice loro di rimanere indietro, per contenere la folla. Quando Lucrezia si trova di fronte all’enorme animale, vorrebbe però non essere sola. È vero che dispone di super-poteri felini, grazie alla simbiosi con la donna leopardo Ferox, ma la bestia che le si contrappone pesa il doppio di lei, ed ha già le fauci spalancate. Poi, con una mossa a sorpresa, la serpentessa Sysform attacca, impiegando la tecnologia del suo popolo. Un segnale di disturbo e confusione avvolge il cervello del grosso serpente, che arretra e si avvolge su se stesso, allarmato ma anche curioso.

martedì 7 agosto 2012

IN VIAGGIO TRA I MONDI_200° episodio

Una nave da guerra pesante tremila tonnellate, dotata di cannoni, mitragliatrici, siluri e bombe di profondità. La nuova casa di Evolution è arenata in pieno deserto, da almeno sessanta anni. Né i mutanti, né il drago sanno come ci sia arrivata. Sanno però, dato che un sogno tentò di catturarli (e grazie ad esso videro il passato), che l'equipaggio abbandonò la nave, scendendo su un'isola immersa in una nebbia soprannaturale. Dopo, evidentemente, una forza senza pari dislocò il cacciatorpediniere, catapultando le migliaia di tonnellate di metallo a migliaia di chilometri di distanza. Neppure il dottor Occulto, potentissimo telepate e mago, immagina che la loro nave si appresti a viaggiare tra i mondi. Nei paraggi della nave, le forme di vita hanno un minimo di sei zampe, o scivolano sulla loro pancia. Fatta eccezione per lo zombie da guardia di Evolution, Pierre, che è una forma di vita discutibile; diciamo più che altro un non morto. Lui, che ha una consapevolezza differente da quella dello zombie standard, nota qualcosa di strano nel cacciatorpediniere. La nebbia pare sprigionarsi dal metallo stesso, e questa è una cosa strana. Però, pare riflettere tra sé lo zombie, ai suoi amici mutanti capitano solo cose strane; al drago anche di più. La nebbia si leva ad avvolgere l'alta struttura, con i suoi cannoni pronti a sparare granate micidiali. Dragonfire, nella sua versione artigliere, ha collaudato e mantenuto in efficienza quelle formidabili armi di distruzione, come se si aspettasse ed auspicasse di averne bisogno. Il sole continua ad arrostire la sabbia del deserto; i serpenti cacciano fuori la testa, notando anche loro il verificarsi di un prodigio. Gli scorpioni invece gironzolano, come sempre intenti agli affari loro. Pierre sopravvive al calore terrificante, forse perché i suoi liquidi evaporabili se ne sono già andati da tempo. In un battito di ciglia, la nave non c'è più; ma nel deserto l'unico che potrebbe battere le ciglia non ha più bisogno di umidificare gli occhi. A bordo del cacciatorpediniere, il dottor Occulto per primo percepisce la dislocazione spazio-temporale. Le telepati Maga e Nancy lo seguono a ruota. La Navigatrice invece constata che, tecnicamente, né loro, né la nave si sono mossi. Sembra invece che lo spazio ed il tempo attorno alla nave si siano spostati, portandola con sé. Kong, l'uomo bestia di Evolution, si precipita ai suoi computer, collegati al teletrasportatore; gli strumenti indicano e confermano quanto i super-sensi dei suoi amici avevano già compreso: la nave è tornata a viaggiare. Dopo decine di anni, la chiglia si immerge nelle acque dell'oceano; la nave è felice di essere tornata nel suo elemento. Dragonfire sale sul ponte, per valutare se le condizioni ambientali siano adeguate alle esigenze dei suoi amici mutanti. La strumentazione fornitagli da Kong misura la presenza di ossigeno, azoto ed anidride carbonica. Stanno viaggiando su un mare d'acqua, che si trova in un mondo che è la Terra o è ad essa assimilabile dal punto di vista atmosferico. Un tuono lontano annuncia un temporale. Fulmini rossastri attraversano il cielo plumbeo. Il vento soffia più forte, ma il drago verde è protetto dalla sua armatura naturale, in grado di deflettere anche le micrometeore. Kong e Ferox salgono sul ponte, per sincerarsi della situazione. Ben lungi dall'essere preoccupati, i super-eroi sono eccitati per la nuova avventura. All'improvviso, palle di cannone (di quelle di una volta) fischiano sulla testa dei super-eroi. Una di esse si schianta rumorosamente contro una torretta, rimbalzando in mare. La corazzatura del cacciatorpediniere è tuttavia troppo spessa per essere danneggiata da proiettili scagliati da armi antiquate. Dragonfire punta il dito contro gli attaccanti: un veliero che batte bandiera pirata. A bordo, una torma di disperati, che spara con archibugi e pistole ad avancarica. Kong e Ferox potrebbero essere feriti, ma il drago si limita ad osservare i nuovi arrivati, mostrando nei loro confronti un certo compatimento. Quale tara mentale può convincere quel mucchio di umani ad attaccare una nave molto più grossa, praticamente inattaccabile da tutte le loro armi antiquate? La Maga, che si è affacciata sul ponte, invia uno scandaglio mentale verso la nave pirata. In breve, ha la conferma di uno squilibrio mentale diffuso tra tutti gli attaccanti: la loro ferocia è cresciuta a dismisura, fino ad inibire ogni residuo buon senso. Quei pazzi ora tentano di abbordare il cacciatorpediniere di Evolution. Le fiancate della nave pirata sono molto più basse; questo costringe i fuori di testa a lanciare verso l’alto i loro rampini d’abbordaggio. Nel contatto tra i due vascelli, quello di legno cigola e si frantuma contro l’acciaio del cacciatorpediniere. Il capo dei pirati, pazzo o meno che sia, pensa a ciò che potrà combinare quando salirà e prenderà possesso di quella meraviglia dei mari. I pirati rispondono come un sol uomo ai suoi incitamenti, e salgono lungo le murate del cacciatorpediniere come tante scimmie. Poi alla fine saltano sul ponte metallico, pronti a versare il sangue altrui ed anche il loro. Non potevano però immaginare di dover affrontare un drago extraterrestre alto tre metri, e pesante settecento chili. Lui li osserva immobile, anche quando lo minacciano con le loro grosse sciabole. Visto che quel colosso rimane fermo, lo assalgono, contando sulla forza che deriva loro dallo stato di euforia demenziale. Ma il semplice acciaio, sospinto da piccoli muscoli, si limita a scivolare sulle scaglie verdi. Adesso tocca al drago colpire: con un solo manrovescio atterra o scaglia in acqua una decina di pirati urlanti. Ferox, la donna leopardo sguaina i suoi artigli micidiali, e si lancia nella mischia. Se lasciasse fare al drago, li spazzerebbe via tutti in pochi minuti. La mutante però vuole divertirsi a sua volta. I pirati, vedendola arrivare, si illudono di poterla massacrare con le loro armi. Credono che Ferox sia una donna che indossa uno strano costume. Cosa ne sanno i pirati del 17° secolo dei mutanti? La velocità della donna leopardo li stupisce e li atterrisce. I suoi artigli tagliano abiti, pelle, tendini e muscoli. Neppure le ossa reggono ad un colpo diretto di quegli artigli mai visti prima. Altri pirati tentano un assalto di sorpresa, salendo dall’altra murata della nave. Kong li vede, e li prende direttamente a calci. Finiscono in mare, dove si fermano per riflettere sulla pazzia del loro comportamento. Centinaia di uomini che hanno combattuto molte volte in maniera sanguinosa. Gente che non teme il corpo a corto, né di beccarsi una coltellata più o meno profonda. Spaventerebbero dei militari non troppo addestrati; forse anche i corpi speciali dovrebbero affrontarli con molta attenzione. Ma i quattro mutanti di Evolution non sono particolarmente emozionati, mentre dispensano artigliate, pugni, calci, scariche elettriche e scariche psioniche. Ferox viene circondata da una torma di feroci criminali, più fuori di testa che mai. Lei è velocissima, ma la distanza ravvicinata le impedisce di schivare completamente tutti i colpi che a lei sono diretti. Il suo fattore di guarigione è già in azione, e rimargina le sue piccole ferite. Adesso la donna leopardo è ancora più pericolosa per gli stupidi umani che vorrebbero ucciderla. Uno di loro si illude di poterla abbattere, lanciandole un grosso coltello, ma l'arma non lascia la sua mano. Fulminatore lo ha visto in tempo. Un lampo scuote l'aria, provocando un suono che si muove ad un milionesimo della velocità della luce. Nessuno può evitare un attacco di quel tipo. L'elettricità del mutante salda assieme il coltello e la mano del pirata; poi lo attraversa completamente, scaricandosi sul ponte della nave, bruciacchiandolo. Al pirata esce il fumo dalle orecchie, mentre la coscienza lo abbandona completamente. Fulminatore non ha sprecato troppa della sua energia, e forse questo salverà la vita al pirata. Di sicuro, l'energia che lo ha percorso si è fatta strada attraverso i nervi e gli altri tessuti. La sua carriera come scorritore dei mari è finita, in un modo o nell'altro. La Maga, defilata rispetto al fronte della battaglia, ha nel frattempo ottenuto l'informazione che cercava: una particolare lunghezza d'onda, che accomuna tutti i pirati. Come se fossero degli apparecchi riceventi, ai quali arriva un segnale che li induce a continuare forsennatamente a combattere contro forze soverchianti. La Maga indirizza, seguendo quella traccia sottile, una lama mentale molto sottile, ma molto fastidiosa. Non avrebbe il potere di cuocere contemporaneamente quelle teste bacate; il dottor Occulto, capo del super-gruppo sarebbe in grado di farlo, ma preferisce che i suoi mutanti ed il drago si allenino. Una specie di colpo di fioretto, moltiplicato per cento, che, arrivato sul bersaglio, si concretizza in un fortissimo ronzio. L'attacco della Maga simula la presenza di una vespa nel cervello; praticamente impossibile da immaginare, ma a dir poco insopportabile. Ecco perché tutti i pirati si lanciano oltre i parapetti, tuffandosi nel mare sottostante. La Maga, colpendo di fioretto, ha contenuto le perdite umane, sebbene fossero pessimi soggetti. I pirati tornano a bordo del loro veliero, ma la battaglia non è finita. Il capitano, più pazzo tra i pazzi, ordina di puntare i cannoni di babordo, verso il cacciatorpediniere di Evolution. La prima salva scaglia una dozzina di inadeguati proiettili contro la possente armatura della nave da guerra. Rimbalzano tutti, producendo al massimo qualche piccola ammaccatura. Adesso però tocca al drago sparare. È impressionante vedere i grossi cannoni, manovrati da Dragonfire, ruotare con le loro torrette. Il colosso alieno dispone di un telecomando, approntato da Kong. In tal modo, l'extraterrestre non è costretto a muoversi in spazi troppo piccoli per la sua mole. La nave pirata si è allontanata dal cacciatorpediniere allo scopo di regolare l'alzo dei cannoni. L'intento del capitano è di spazzare il ponte con la salva successiva. Le palle di cannone non sono esplodenti, ma sarebbero in grado di ferire ed uccidere i quattro mutanti di Evolution. Decisamente più potenti, i proiettili dei più moderni cannoni del cacciatorpediniere volano a disalberare il vascello nemico. Le deflagrazioni avvengono dieci metri sopra il ponte gremito da quella banda di folli. Il legno degli alberi si sbriciola, mentre le vele prendono fuoco. Adesso la mobilità della vecchia nave è azzerata. Permane però la minaccia dei cannoni. In qualche modo i valorosi avversari hanno impressionato Evolution, che decide di non sterminarli. Ad aprire il fuoco sono pertanto le mitragliere pesanti, che rovesciano piombo rovente appena sopra la linea di galleggiamento dell'ex veliero. L'acqua marina, che irrompe vorticosa, induce i pirati a precipitarsi nelle stive, per cercare di tappare le falle. Fatto ciò, il cacciatorpediniere si allontana, propulso da motori che rispondono ad una volontà esterna. Sulla Terra, i serpentoidi, ex nemici di Evolution, vengono contattati dai servizi segreti. La procedura per avvicinare i rettili extraterrestri è infatti preclusa alle normali forze di polizia. Stritolatore ed i suoi si trovano in una tana sotterranea. L’agente incaricato preferirebbe affrontare uno scontro a fuoco, piuttosto che incontrare questi terribili alieni. Apre una porta cigolante, scende gradini umidi e coperti di muffa, cerca di forare le tenebre con una torcia elettrica. Impugna una pistola, ma la sua mano non è ferma come vorrebbe. Nel sotterraneo, l’agente segreto cammina addossato ad una parete, pronto ad attaccare e difendersi. Le sue orecchie si sforzano di attribuire una fonte ed una consistenza ai suoni attutiti che percepiscono. Sysform la serpentessa lo sta seguendo dall’inizio, ma lui non se ne è accorto. L’aliena, più piccola dei colleghi maschi, è sicuramente più silenziosa e veloce. Quando l’agente segreto si ferma a tergersi il sudore, lei avvicina la sua testa crestata e triangolare all’orecchio sinistro dell’umano. Apre le fauci, provviste di zanne acuminate, e la sua lingua saetta nell’orecchio. Preso di sorpresa, il tizio scatta in avanti, ma perde la presa sul terreno viscido. Sysform gli scivola accanto, e lui si rende conto che quell’essere mostruoso sarebbe in grado di azzannarlo alla gola in meno di un secondo. L’agente recupera un minimo di lucidità, e posa la pistola a terra, lieto di trovarsi tra alleati e non tra nemici. Dalle ombre, scaturiscono gli altri serpentoidi, che gli sorridono. L’agente non è però in alcun modo rassicurato, da tutte quelle zanne e quelle lingue sibilanti. Si rialza, sforzandosi di manifestare dignità professionale; poi consegna a Stritolatore il documento che autorizza i serpentoidi a catturare vivi, o a sopprimere, gli incendiari che stanno distruggendo vaste aree boschive. Pitone, Boa, Anaconda, Stritolatore e Sysform si riuniscono, per organizzare la partenza. Dovranno viaggiare in aereo, dato che sarà necessario attraversare un oceano. Le guardie aeroportuali, in partenza ed in arrivo, sono state avvisate di non verificare il contenuto di alcune casse; i serpentoidi trovano addirittura modo di rilassarsi durante il tragitto. Uno dei poteri della loro specie è infatti quello di collocarsi volontariamente in una specie di trance, per risparmiare energie. Durante il distacco dal suo corpo fisico, tocca a Boa, che è lo sciamano del gruppo, avvistare la nave di Evolution, che veleggia su un mare decisamente non ordinario, al confine tra i mondi. La rivelazione induce Boa a provare invidia per i mutanti terrestri e per il possente drago verde, che si muovono disinvolti verso la prossima avventura.