sabato 8 settembre 2012
AMMAZZASBIRRI_205° episodio
La detective Lucrezia non riceve notizie dei suoi amici di Evolution da troppo tempo, ed è preoccupata; ma non saprebbe come raggiungerli. Ciò che a Lucrezia non è noto è che la sua attività di poliziotto le ha procurato un nemico deciso ad eliminarla. Il criminale, arrestato da lei in passato, è stato scarcerato. Non è un pericolo pubblico, o un killer seriale; è solo un pazzo che ha deciso di fare un salto di qualità, uccidendo uno sbirro. Ci si potrebbe chiedere che fine abbiano fatto i poteri felini, che Lucrezia ha ottenuto entrando in simbiosi con Ferox. Una belva della jungla dovrebbe avvertire l'avvicinarsi di un pericolo mortale? È vero fino ad un certo punto: un leopardo ha tutti i sensi molto più sviluppati di quelli umani, ma se non fiuta odori, non scorge movimenti, o non ode rumori sospetti, può cadere vittima di una trappola. Quello che ha deciso di uccidere la detective non è un mostro di furbizia, eppure organizza l'agguato sfruttando l'elemento sorpresa. La fortuna dei dilettanti, che potrebbe costare la pelle ad una professionista della lotta contro il crimine. Sarebbe ridicolo se Lucrezia, che ha avuto modo di confrontarsi con minacce super-umane, dovesse cadere sotto i colpi della feccia della società. Come se avesse tenuto conto di tutte queste rimostranze, il colpo di fucile, indirizzato al cuore della detective, manca di poco il bersaglio. In una città caotica, non è facile raccogliere le testimonianze di chi abbia assistito all'esecuzione di un delitto. C'è chi ha notato un furgone allontanarsi a grande velocità, subito dopo lo sparo. Qualcuno ricorda la marca del furgone medesimo, ed il suo colore. Nessuno è però in grado di dire quale fosse la sua targa. La polizia inizia la caccia all'uomo, ma il teppista, come da copione, ha abbandonato il furgone, che peraltro risulta rubato. Un vicolo cieco. Uno tra i troppi delitti perfetti, dei quali non si parla mai sui media, per non spaventare troppo l'opinione pubblica. Gli elementi d'indagine sono pochissimi, ed i profiler non sanno che pesci pigliare. Si rivolgono allora al super-computer Galadriel, che, essendo molto più senziente della media degli umani, decide di impegnarsi con grande foga nella ricerca dell'attentatore. Galadriel ha un'anima elettronica, che prova emozioni elettroniche; queste emozioni la spingono a cercare vendetta! Nel frattempo, Lucrezia viene portata in ospedale, in arresto cardiaco. I medici rilevano alcune tracce residue di vita, che non riescono a spiegare, dato che non si intendono di magia. Lo scettro di Uglux ha infatti correlato la sua forza vitale a quella di Ferox, che è decisamente super-umana. Nel momento in cui il colpo quasi mortale ha precipitato Lucrezia nel coma, la donna leopardo ne ha risentito, nonostante si trovi in un'altra dimensione. Galadriel ha circoscritto quelli che sono stati arrestati da Lucrezia; all’interno di questo gruppo, il super-computer individua gli ex galeotti. Il tentato omicidio potrebbe essere stato commissionato da qualcuno che sia ancora detenuto, ma questa è una seconda linea d’indagine. Galadriel a questo punto ricorre ad altre variabili, che nessun poliziotto sano di mente prenderebbe in considerazione. Ma gli umani quasi mai capiscono cosa significhi essere sani di mente. La lista dei sospettati, che Galadriel ha elaborato in pochi secondi, abbisogna di verifiche sul campo; gli Hunter Killer sono i più indicati, ma stanno occupandosi di un altro caso. I profiler della polizia sono stati allertati da una serie anomala di suicidi. Si riuniscono di continuo, per parlarsi addosso. Non sanno che pesci pigliare, leggono e rileggono grossi libri, scritti da gente che non aveva mai prestato servizio di pattuglia. In questo frangente, i serpentoidi si introducono nei locali ove i profiler si scervellano. Gli umani dovrebbero essere abituati a quegli alieni, ma Stritolatore, Anaconda, Boa e Pitone sono più grossi del più grosso serpente terrestre. Sysform è più piccola dei colleghi, ma nessun umano può tenerle teste. La serpentessa considera i quattro maschi come fratelli un po’ gradassi, ma non ha dubbi sul loro valore in battaglia. Gli Hunter Killer assistono, ridacchiando tra loro, alle chiacchiere dei profiler; poi si mettono alla ricerca del pazzo di turno. I segni di vita di Lucrezia si sono ulteriormente affievoliti; la poliziotta rischia quindi che l’ospedale completi il lavoro del delinquente che le ha sparato, staccando le macchine che la tengono in vita. Avendo perso la connessione con la realtà, Lucrezia sogna di trovarsi nella stazione di polizia. I suoi colleghi però la scrutano in maniera strana, non riuscendo a capire le sue parole. Si chiede se siano diventati tutti sordi, per quanto strano possa sembrare. Galadriel, per poter inviare gli Hunter Killer a cercare l’attentatore della detective, deve aiutarli a chiudere in fretta il caso in corso. Il sospetto “suicidatore” ha lasciato molte più tracce, quindi i serpentoidi avranno modo di arrivare a lui relativamente in fretta. Una corsa contro il tempo per salvare Lucrezia. I profiler hanno capito che quel fesso, che si crede un angelo della morte, pesca le vittime nei gruppi di esauriti, che si trovano a tarda sera per piangersi addosso. Trova dei depressi, e poi li “aiuta” a morire; con ogni probabilità loro cercano di opporsi, ma il criminale ha già deciso cosa sia meglio per loro. Meglio diffidare di tutti quelli che sbandierano le buone intenzioni! Come distinguere un finto suicidio da uno vero? La premeditazione lascia sempre tracce, ma ci vuole un super-cervello per sapere dove cercarle. Per Galadriel è un gioco da bambini, e, per quanto non sia mai stata piccola, lei lo gioca benissimo. I profiler stanno ancora parlandosi addosso, mentre i serpentoidi sono già sulla strada. Il criminale si sta lavorando l’ottava vittima. Lo ha drogato, lo ha steso su un letto, ed adesso lo ammazza con le chiacchiere, prima di sparargli in testa. L’ottava simulazione di suicidio, di genitori e congiunti di bambini morti nell’incendio della loro scuola. La stampa dirà che non hanno retto alla sofferenza, ma solo il sedicente angelo della morte conoscerà la verità: li ha aiutati lui a lasciare questa valle di lacrime! Ciò che i profiler dovrebbero imparare dai criminali è che non si ritengono veramente cattivi, bensì giusti. Un lieve fruscio alle spalle del serial killer annuncia l’arrivo di Stritolatore, il campione del contingente dei serpentoidi sulla Terra. Spalanca la sua enorme bocca, munita di zanne lunghe e spesse. Da esse gocciola saliva corrosiva verdastra, mista ad un veleno che la sua specie rielabora a seconda delle situazioni. La mancata ottava vittima del criminale è talmente rimbambita da non rendersi conto dell’arrivo dell’alieno. Non capisce di trovarsi in una posizione particolarmente delicata; vuole solo dormire, e così dorme. Stritolatore si erge ben più alto della testa dell’umano, che piange e ride contemporaneamente: se non è pazzo, gli manca poco. Al campione dei serpentoidi spiace che non tenti di resistergli, ma chiude in fretta la missione, con un solo morso alla gola del serial killer. Poi, visto che nessuno lo vede, se lo smangiucchia un po’! Questo è ciò che avviene sulla Terra; ma che fine ha fatto la detective Lucrezia? Sta camminando in una landa nebbiosa, senza punti di riferimento. Non ci sono luci che la chiamino verso l’aldilà, non ancora. Un mugolio giunge da lontano, ma si avvicina. Lucrezia non la vede arrivare, ma riconosce Ferox quando ode i suoi agghiaccianti richiami. La donna leopardo è lì, grazie al potere del dottor Occulto. Si ricongiunge alla sua amica, per condurla verso la vita. Come hanno reagito i media alla notizia dell’attentato alla poliziotta? Hanno scatenato giornalisti non sempre perspicaci, alla ricerca di notizie; e la notizia che vorrebbero riferire per primi è quella del decesso, o, come seconda opzione, della sua uscita dal coma. Apparentemente dimenticato da tutti, il mancato killer si aggira nei pressi dell’ospedale dove è ricoverata Lucrezia. È intenzionato a completare il suo sporco lavoro, dovesse costargli la vita. Scoprire dov’è ricoverata non è un problema, dato appunto il via vai dei giornalisti. Fingersi uno di loro non è così difficile, come non lo è ingannare gli sbirri che dovrebbero proteggerla. Ferox e Lucrezia si aggirano per le strade di una città diversa da ogni altra vista prima. Le strade stesse ricordano i percorsi mutevoli di un labirinto. Il dottor Occulto ha avvisato la donna leopardo del rischio di smarrirsi lei stessa in un caos inestricabile. Sulla Vae Victis, la Maga, Fulminatore, Kong e Dragonfire vegliano sul corpo addormentato della loro collega. Al momento, dall’oceano nebbioso non giungono rumori che possano fare pensare all’ennesimo attacco. È come se tutti rispettassero una pausa, in attesa che Ferox salvi la sua amica. Il dottor Occulto, Nancy e la Navigatrice sforzano i loro poteri mentali, per mantenere un seppur tenue contatto con Ferox. Nel reame intermedio tra la vita e la morte, una torma di strane bestie attacca le due eroine. Ferox estrae i suoi artigli, felice di poter fare ciò che le riesce meglio: squarciare e dilaniare. Il suo sorriso è in realtà un’esibizione di zanne acuminate, proprie della sua natura bestiale. Lucrezia, che si ricorda di essere stata ferita a morte, comprende che quello è un sogno, ma si tratta anche dell’ultima possibilità di tornare ad abitare il suo corpo. Estroflette anche lei gli artigli, effetto della simbiosi felina, e parte all’attacco. La detective non è forte ed agile come la donna leopardo, ma nelle sue mani compare la fida pistola, con allegata la licenza di uccidere. E la battaglia inizia, con l’umana e la mutante pronte a dare tutto ed anche di più, per uscirne vincitrici. Sulla Terra, il super-computer Galadriel può finalmente fare affidamento sul suo braccio armato: gli Hunter Killer. Non è però il caso che intervenga tutta la banda; sarà sufficiente, secondo le proiezioni di Galadriel, che Sysform si collochi in agguato. La serpentessa è infatti molto più discreta dei suoi colleghi maschi, molto più grossi ed ingombranti. Galadriel ha identificato quasi con certezza matematica lo sparatore. Ha avvisato anche i profiler della polizia, che lo cercano dappertutto, meno che dove si trova realmente. La mente elettronica sopraffina ha viceversa elaborato un piano di battaglia molto più lineare: il tizio cercherà di uccidere del tutto Lucrezia, ed allora Sysform gli spezzerà il collo e la schiena. Posti di blocco compaiono un po' dovunque, ma è come cercare un ago in un pagliaio. I media, che non perdono occasione per parlare a sproposito, hanno già rivelato la notizia che sarebbe dovuta rimanere riservatissima: l'identità del killer. Lui ora sa di avere le ore contate, ma, essendo un pazzo maledetto, non ha più alcuna considerazione per la sua stessa incolumità personale. Non esclude di uccidersi con le sue stesse mani, ma solo dopo avere terminato l'odiata detective. Lei, Lucrezia, sta sparando a più non posso a figure incappucciate, armate di mannaie e ganci da macellaio. Ogni colpo un centro. Ferox non si fa pregare, in qualunque stato dell'esistenza operi, per dimostrare di essere tra le migliori assassine in circolazione, se non la migliore in assoluto. L'ospedale è presidiato da poliziotti che pensano a tutto fuorché a fare la guardia. Parlano di calcio e di donne, mentre sotto il loro naso passa chiunque, compreso il killer. Sysform invece, essendo un alieno serpentoide lungo almeno tre metri, si deve accontentare di seguire il circuito fognario. I topi non si fermano neppure a salutarla, e scappano al massimo della velocità. Poi Sysform si infila nei condotti di condizionamento, sopportando la corrente d'aria e la polvere in movimento. Non ha bisogno di una piantina, per trovare la stanza di Lucrezia. Dispone di poteri telepatici innati, ed ha registrato le onde cerebrali della detective. Quando scivola accanto al letto, il teppista non è ancora arrivato, ma, dopo pochi minuti, la porta si apre lentamente. Il pazzo gongola, sapendo che gli sbirri impazziranno vedendo l’esito di ciò che sta per fare. Lucrezia è assolutamente immobile, con sondini che le escono dal naso, e flebo che le nutrono endovena. Il pazzo estrae un affilatissimo coltello, con il quale si accinge a recidere tutti i grossi vasi sanguiferi del collo. Immagina già di rotolarsi in qual sangue appena spillato, tiepido al punto giusto, e di berlo avidamente. Quell'incompetente non si rende conto che una serpentoide, nata su un pianeta del quale lui non ha mai sentito parlare, è pronta ad ucciderlo in due o tre modi diversi. In questo istante, trascendendo lo spazio, il tempo e gli stati dell'esistenza, il dottor Occulto, capo di Evolution, lancia l'allarme. Le telepati Maga, Navigatrice e Nancy gli prestano la forza per fare comparire un portale dimensionale di fronte a Lucrezia disincarnata. Così, mentre Ferox affronta da sola tutti i rimanenti ectoplasmi assassini, la detective salta nel varco. Sysform si ferma una frazione di secondo prima di staccare il collo a morsi al delinquente, perché ha percepito che Lucrezia è tornata. E la detective, decisa a non subire più le offese di quella feccia umana, affonda i suoi artigli simbiotici nella gola biancastra del malvagio. Lo stupore sul volto del maiale scompare quasi subito, perché Sysform attacca a sua volta, per nutrirsi di tutto quel sangue, che altrimenti sarebbe sprecato. A missione compiuta, anche Ferox si risveglia, sul cacciatorpediniere di Evolution. Il suo sorriso felino rende felici tutti i mutanti ed il drago, che si complimentano con lei.
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