lunedì 24 settembre 2012

UOMINI MALVAGI E SERPENTOIDI AFFAMATI_207° episodio

La singolare accozzaglia comprende: un picchiatore di professione, un collezionista di armi da fuoco, un teppista da strada, un serial killer campagnolo, un rapinatore di coppiette, un cecchino, un incendiario, un dinamitardo. Si guardano attorno, con tutta la circospezione accumulata nel corso delle loro carriere criminali. Sanno di dover essere alleati, perché affronteranno nemici formidabili, ma sono tutti ferocemente individualisti. Ognuno di loro ucciderebbe tutti gli altri, senza alcuna esitazione, senza alcun ripensamento. Al momento però è meglio fingere di lavorare in squadra. L’accozzaglia si trova lì, avendo superato una specie di concorso. Erano tutti ospiti delle patrie galere, quando venne offerta loro la possibilità di guadagnarsi la libertà, combattendo una battaglia all’ultimo sangue. Il picchiatore è un tizio massiccio, brutale, che usa come unica arma una coppia di tirapugni d’ottone. Può distruggere ossa, o addirittura rompere crani, con un solo pugno. Il collezionista di armi da fuoco impugna un fucile mitragliatore dell’esercito, perfettamente oliato, carico e pronto a sparare. Il teppista da strada finora ha risolto tutto a coltellate, ma non disdegna di impugnare una pistola. Quale arma ha scelto il serial killer campagnolo? Ovviamente una motosega elettrica. Arma poco pratica in un duello, ma quel delinquente non è esattamente un guerriero. Il rapinatore di coppiette ha una specie di piede di porco, per spaccare i vetri delle auto, ed un coltello, per minacciare le sue vittime. Il cecchino guarda i suoi colleghi criminali con malcelato disprezzo, giacché si sente l’unico vero professionista del delitto. Il suo fucile di precisione è un vero gioiello della tecnologia bellica, ma deve essere usato di sorpresa e da lontano. L’incendiario è completamente fuori di testa. Di solito adopera bidoni pieni di benzina, ma oggi si accontenta anche lui della classica pistola automatica. Ultimo di questa distesa di rifiuti della società, il dinamitardo si è legato attorno al corpo numerosi candelotti di dinamite, o qualcosa di peggio. Gli altri, man mano che si accorgono di ciò, si allontanano precipitosamente. Lui è contento di rimanere solo, ma, come gli altri teppisti, non ha capito bene i termini del suo ingaggio. Essendosi tutti macchiati di crimini contro le persone, gli otto dovrebbero rimanere in galera per decenni, se non per sempre. Tuttavia, senza avvisare i media, è stato concesso loro di partecipare ad un combattimento all’ultimo sangue contro gli Hunter Killer. Ovviamente all’accozzaglia umana non è stato chiarito che gli Hunter Killer sono grossi serpentoidi extraterrestri, con il vizio di stritolare le ossa e masticare le carni dei teppisti che cacciano. Gli otto criminali sono muniti di cavigliere gps; per cui non possono allontanarsi dalla zona delimitata per lo scontro, senza incorrere nella squalifica, che consiste in un proiettile in fronte! Pistoleri dei corpi speciali si sono posizionati lungo il perimetro della zona brulla e boscosa, scelta per l’esperimento. I serpentoidi hanno ovviamente scommesso che ammazzeranno tutti i criminali, senza alcun problemi, e senza subire perdite. I profiler della polizia si sono buttati in cervellotiche riflessioni probabilistiche. Lucrezia, detective e simbionte di Ferox, ha scommesso anche lei sul successo dei serpentoidi. Li ha già visti in azione, più volte, e non pensa che dei criminali comuni siano in grado di reggere contro i poteri degli alieni serpentiformi. Sysform, l’unica femmina degli Hunter Killer, non ha ancora deciso se partecipare o meno a quell’allenamento. Di sicuro Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa non hanno bisogno di lei, dal punto di vista della forza bruta. Su Akros, pianeta simile alla Terra, ma su un diverso piano dell’esistenza, le protobestie sono state sconfitte da Evolution e dalla K-Force. Hanno interpretato validamente Ferox, Kong, Fulminatore e Maga, ma gli originali si sono confermati più forti. Sul cacciatorpediniere Vae Victis, che naviga su un mare sconosciuto, in un mondo non identificato, Dragonfire, Farie e Drexx attivano il teletrasportatore. Intendono riunire i due super-gruppi sulla nave, portandosi dietro le protobestie. Dopo decideranno cosa farne. La macchina, che sfrutta i wormholes nello spazio-tempo, ha agganciato i bersagli. Vi è tuttavia da considerare che il teletrasporto in questione richiede un salto tra le dimensioni. Farie è riuscita a spedire su Akros Kong, Ferox, Fulminatore e la Maga, ma Akros è il mondo natale della fata, quindi fonte del suo potere. Il portale degli wormholes è più tecnologico che magico; forse per quel motivo fallisce in parte. Il varco nello spazio-tempo riporta sulla nave i super-eroi, mentre i super-cattivi sono spariti. Sulla Terra, il picchiatore ed il teppista da strada fanno comunella, cercando di coinvolgere gli altri delinquenti in una gang improvvisata. Il cecchino ha già preso il largo, cercando un posto protetto ed elevato, dal quale sparare ai nemici ed eventualmente anche ai colleghi di sventura. Il dinamitardo, felice di avere spaventato tutti con gli esplosivi che reca sulla sua persona, mette in atto un piano che, secondo lui, è geniale: monta trappole esplosive. Il collezionista di armi da fuoco, il serial killer con la motosega, l’incendiario ed il bandito delle coppiette si aggregano di malavoglia al picchiatore ed al teppista da strada. Una banda di debosciati, che proprio adesso sono osservati con attenzione dagli Hunter Killer, che si sono mimetizzati nella vegetazione cresciuta senza controllo. L’incendiario rimane indietro, proprio perché è attratto da quelle erbe, che potrebbero prendere facilmente fuoco. Essendo un esaltato, l’incendiario adora il caos in quanto tale, ed è sicuro che le fiamme che accenderà faranno scappare tutti a gambe levate. Allora lui si sentirà il più furbo ed il più forte. Si china a raccogliere rami secchi, per predisporre numerosi piccoli fuochi. Pitone sbuca dalle erbe alte, a mezzo metro dalla sua faccia. L’incendiario è completamente bloccato dalla sorpresa e dalla paura. In un ultimo sprazzo di lucidità, pensa che la durata residua della sua vita si misuri in minuti. Ha ragione, e non riesce neppure a gridare. Pitone lo morde alla gola, con le sue enormi mascelle munite di grossi denti acuminati. L’incendiario non sente dolore, mentre muore. Pitone gli ha infatti inoculato un veleno anestetizzante e paralizzante, che gli impedisce di gridare, ora e per sempre. Il serial killer campagnolo, con la sua motosega elettrica, è convinto di trovarsi su un terreno a lui favorevole. Sysform, che si era tenuta in disparte, decide di partecipare al gioco sanguinario, come osservatrice ed esca. I serpentoidi, essendo predatori nati, dispongono di sensi decisamente sviluppati; per cui quando Sysform adocchia il tizio campagnolo, lui non si accorge della presenza dell’aliena. A questo punto, Sysform si muove in maniera fin troppo rumorosa, e si fa anche vedere. Il serial killer, abituato ad aggressioni vili, nonché a torturare persone legate ed imbavagliate, si spaventa alquanto, quando vede quel grosso serpente. Tuttavia si ricorda di essere armato con un’arma micidiale, che lo rende ai suoi stessi occhi un personaggio di un film dell’orrore. Accende la motosega, e corre verso Sysform. La serpentessa deve fare uno sforzo per muoversi così lentamente, ma sta giocando con quel cretino, ed un po’ si diverte. L’inseguimento dura per alcuni minuti, poi l’aliena finge di essere impossibilitata a proseguire nella sua fuga. Ciò esalta l’ego malato del serial killer delle campagne; finalmente ucciderà una creatura in uno scontro diretto, senza prima narcotizzarla ed immobilizzarla. Anaconda lo avvicina da dietro, silenzioso come un fantasma, o quasi. La sua enorme testa si erge a due metri dal suolo, sorretta senza sforzo dalle spire possenti. La bocca si spalanca, consentendo alla lingua biforcuta di allungarsi fino a toccare, umida di saliva urticante, la nuca dello sventurato. Colto di sorpresa, si volta; ciò che vede gli toglie tutta la voglia di combattere: una bestia enorme, che manifesta intenti tutt’altro che amichevoli. La reazione del criminale è scontata: non prova neppure a tagliuzzare quel colossale serpente, ma scappa velocissimo. Diciamo che lui crede di raggiungere una velocità esagerata, mentre in realtà, per i due serpentoidi, si muove quasi al rallentatore. L’attacco di Anaconda è quasi un atto di pietà, perché non lo sottopone ad alcuna tortura. Se lo meriterebbe, dati i suoi trascorsi criminali, ma, dopo di lui, ci sono altri sei cretini da ridurre in polpette. La testa di Anaconda, munita di creste ossee, colpisce la colonna vertebrale del fragile umano, spezzandogliela con facilità. A questo punto, il grosso maschio serpentoide invita la più minuta Sysform ad uno spuntino, con quelle carni ancora palpitanti. I cinque serpentoidi si incontrano quindi, per fare il punto della situazione. Il cecchino è il più pericoloso del gruppo avversario, perché non intende rischiare uno scontro diretto. Il suo fucile potrebbe però ferire anche un serpentoide forte come Stritolatore. Occorre altresì fare attenzione a non entrare nel raggio d’azione degli esplosivi del dinamitardo. Anche il fucile mitragliatore del collezionista di armi è pericoloso. Il rapinatore di coppiette è probabilmente il bersaglio meno rischioso, ma Stritolatore, capo degli Hunter Killer, rivendica per sé il picchiatore ed il teppista da strada. Spera che, gonfi di steroidi come sono, oppongano un minimo di resistenza. Il picchiatore è sempre stato aggressivo, nei confronti dei suoi simili. Forte per costituzione, il picchiatore ha praticato pugilato, lotta libera ed arti marziali. Nulla lo rende felice come ammazzare di botte qualcuno, specie se lo pagano per farlo. Gli Hunter Killer sono cacciatori di taglie, quindi anche loro somministrano dolore e morte in cambio di una contropartita. Il teppista da strada si è subito avvicinato al picchiatore, perché sono anime gemelle. Quando Stritolatore li trova, i due teppisti lo contrastano armati di spranghe di metallo. Mostrano coraggio, affrontando il colosso venuto dallo Spazio. Se non fossero entrambi strafatti di droga, probabilmente scapperebbero; ma i loro cervelli sono obnubilati, e la loro aggressività è al massimo. Schivano il primo affondo del serpentoide, ma non riescono neppure loro a colpirlo. Le spranghe fischiano nell’aria, cercando di mordere la carne durissima di Stritolatore. La sua lunghezza potrebbe giocare contro di lui, se non avesse sviluppato una strategia comune tra i sauri: adopera la coda per percuotere ambedue i nemici. Il teppista da strada è più esile del socio picchiatore; ecco perché non riesce più a sollevarsi da terra. Stritolatore gli ha spezzato una gamba, ed ora si appresta a fare lo stesso con il picchiatore. Il pazzo umano strabuzza gli occhi, poi si lancia sul serpentoide, che lo attende. Con una mossa velocissima, Stritolatore avvinghia quel bipede, finora convinto di possedere muscoli fortissimi. Le spire formidabili non gli lasciano scampo, e soffoca prima che le costole si spezzino quasi tutte sotto una pressione inimmaginabile. Stritolatore non è sazio del dolore che ha somministrato; ecco perché, appena fiutato il rapinatore di coppiette gli piomba addosso. Imprevedibilmente, costui gli spara con una pistola, ferendolo. Stritolatore si accerta di non aver subito danni ad organi vitali, ma decide comunque di ritirarsi, lasciando l’avversario a Boa. La fortuna del criminale è finita ed anche le pallottole nel caricatore. Il serpentoide non corre il rischio che l’umano estragga ed usi qualche altra arma. Le sue mascelle lo serrano attorno al collo, per spezzarglielo con una rotazione secca. Una pallottola però sibila, prima di conficcarsi a pochi centimetri da Boa: il cecchino lo ha individuato. Ricarica e spara di nuovo, ma il serpentoide è già fuori tiro. Il collezionista di armi non è furbo come il cecchino; infatti spara a raffica contro Anaconda, Pitone e Sysform. Loro dimostrano di possedere riflessi velocissimi, contenendo così i danni: qualche pallottola di striscio. Stritolatore, nonostante sia stato colpito più duramente, è ancora fortissimo, se rapportato ad un umano. E lo dimostra investendo il malcapitato con tutta la sua massa e l’inerzia prodotta dalla velocità. Il collezionista di armi perde il fucile. Si allunga per afferrarlo, ma Anaconda, Pitone e Sysform hanno fame. Lo schiacciano al suolo, poi iniziano a mangiarlo. Rimangono in vita il dinamitardo ed il cecchino. I serpentoidi in caccia trovano quasi subito il primo. Soffiano, si contorcono, ma sanno che potrebbe farsi esplodere. Stritolatore, Anaconda, Boa e Pitone lo circondano, pronti a saltargli addosso. Il cecchino li prende di mira, ma Sysform avvisa telepaticamente i suoi soci, che si mettono al riparo. Lo sparatore si accorge di essere fregato, quando, grazie al suo cannocchiale, conta solo quattro serpentoidi. Cerca di voltarsi, per sparare contro la serpentessa in rapido avvicinamento, ma lei ha già superato la sua guardia. Il grido di morte del cecchino arriva fino ai quattro serpentoidi, che guardano il dinamitardo in maniera sempre più famelica. Questo induce il pazzo a decidere di attivare gli esplosivi che reca con sé. Si uccide in maniera teatrale, schizzando i giro pezzi di carne ed ossa, per privare i nemici della gioia di smembrarlo vivo.

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