lunedì 1 ottobre 2012

SPADE VENDICATRICI_208° episodio

Le protobestie hanno la facoltà di emulare chiunque, specie i super-eroi di Evolution. La Maga, Ferox, Fulminatore e Kong però hanno sempre sconfitto le protobestie, grazie all’esperienza, alla strategia e forse all’anima. Che le protobestie siano prive di quella cosa che gli umani chiamano “anima”? A loro non importa; le protobestie sono predatori nati, comunque siano state generate o prodotte. Dopo il recente scontro con la K-Force ed Evolution, le protobestie hanno preso nota dei loro deficit strategici. Un’analisi spassionata, come se fossero dei computer viventi. Senza alcuna passione, eccetto la volontà di vincere. Adesso le protobestie si mettono in caccia; il loro obiettivo è Krom: il quinto componente della K-Force. Il colosso alto due metri e mezzo, armato di una formidabile spada a due tagli, sta combattendo contro una banda di terroristi. La K-Force è, su Akros, ciò che Evolution è sulla Terra. Due mondi paralleli, quasi simili; due gruppi di super-eroi, che lottano contro minacce superiori alle capacità umane. Uno dei terroristi dirige la sua auto contro Krom. Il gigante solleva la sua grande spada, che brilla di energia. Il terrorista accelera, convinto che le quasi due tonnellate di metallo possano sottomettere Krom. La velocità del veicolo cresce, mentre il motore raggiunge il massimo numero di giri. L’impatto pare inevitabile, ma Krom non accenna a muoversi. Il terrorista perde improvvisamente tutta la sua euforia assassina, quando la spada micidiale cala fulminea sul cofano dell’auto. L’impatto è estremamente rumoroso. La spada seziona il pesante motore, come se fosse formaggio molle. L’inerzia dovrebbe comunque spingere avanti ciò che resta dell’auto, ma la spada brilla ancora di più, quando assorbe anche quell’energia. Intanto, a bordo della Vae Victis, Dragonfire, Farie, Drexx, Ferox, Kong, Fulminatore e la Maga scorgono in lontananza il profilo di una grossa nave da guerra, in avvicinamento. A quanto pare, i danni alla Lancia di Odino sono stati riparati, ed i suoi uomini cercano la rivincita contro il cacciatorpediniere che ha vinto il primo round. Su Akros, Dardo Assassino ha trovato e soccorso Aroo, l’uomo lupo della K-Force, che era stato avvelenato dagli artigli della protobestia-Ferox. Suppongono che i loro quattro nemici non si trovino troppo distante, ma non sanno che le protobestie stanno assistendo alla battaglia tra Krom ed i terroristi. Sulla Terra, i serpentoidi Hunter Killer non sono gli unici giustizieri a caccia di gloria. Il Ninja Grigio, contattato dalla detective Lucrezia, segue la pista di un rapitore di bambine. Il fatto è avvenuto parecchi anni fa, ed adesso è scomparsa anche la mamma. Il Ninja Grigio non chiede al super-computer Galadriel indicazioni sull’identità del criminale. Preferisce usare le sue percezioni sottili, che si attivano quando medita nella profondità della sua tana. Riceve immagini che sono simboli da interpetare. Suoni, odori e sapori che deve decodificare. La pista poco a poco si delinea. I suoi occhi si aprono all’improvviso, mentre la nera katana inizia a brillare di una luce ultraterrena. Su Akros, il gigante della K-Force conosciuto come Krom solleva velocemente la sua enorme lama a due tagli. Essa si muove liberamente nelle sue grandi mani, per intercettare le pallottole che i terroristi gli stanno sparando addosso senza risparmio. Le pallottole viaggiano più o meno alla velocità del suono, quindi non possiamo contare sull’udito per evitarle. La vista potrebbe servire, ma i riflessi umani non sono così veloci. Krom è un super-umano, ma la sua spada è decisamente incantata. Percepisce la rotta che le pallottole seguiranno, prima ancora che scaturiscano dalle armi. E le pallottole si comportano come se per loro fosse inevitabile collidere contro quel metallo incredibilmente denso. Quando Krom mette le mani addosso ai primi due terroristi, gli altri capiscono di essere spacciati. Nulla possono i calci ed i pugni degli umani, per quanto forti ed addestrati, contro la possanza dell’eroe della K-Force. I terroristi, quando si riprenderanno dalla batosta subita, dovranno ringraziare Krom di essere ancora vivi, sebbene con numerose ossa rotte. Sulla Terra, il Ninja Grigio si muove attraverso la città come un fantasma. Le tenebre lo ammantano, rendendolo invisibile anche a pochi passi di distanza. Nonostante i lampioni si sforzino di rischiarare la notte, la tenebra si comporta come avesse vita propria, e scivola sfidando impunemente ciò che gli umani hanno costruito per combattere il terrore del buio. Nella tenebra, il Ninja Grigio procede a grande velocità, correndo, saltando o forse addirittura levitando. Il suo bersaglio ha approfittato del dolore della madre di una bambina rapita per condurla nel suo covo. La madre si illude che la piccola viva ancora. Subisce le angherie del maniaco, piagnucolando; questo lo rende più forte e convinto nella sua opera malvagia. Il Ninja Grigio non ha mai dubitato di voler uccidere il sordido criminale, ma, giunto nel covo di quella feccia umana, attende di sapere se per caso la bimba rapita anni prima sia viva. È altamente improbabile, e si dimostra l’ennesima illusione, fatta apposta per spezzare l’anima della povera, ma sciocca donna. Neppure adesso, che tutti i dubbi sulla sopravvivenza della piccola sono svaniti, la donna si decide ad assalire il maniaco con le unghie ed i denti. Anzi, è talmente rinunciataria che preferirebbe morire. Adesso, che l’ego dell’ignobile predatore ha raggiunto il massimo dell’autostima, il Ninja Grigio si materializza in mezzo alla stanza. L’impressione che suscita è proprio quella di essere sorto dal pavimento, o filtrato dal soffitto o dalle pareti. Il suo nemico ha la prontezza di riflessi di cercare protezione dietro la donna, minacciando di sgozzarla con un grosso coltello. Lei ormai è quasi impazzita, eppure avverte nel Ninja Grigio una forza ed una presenza che si pone oltre le possibilità di qualsiasi criminale umano. La donna sacrificherebbe volentieri la sua vita, per agevolare l’azione del guerriero delle ombre, ma non è necessario. La spada compare come per incanto nelle sue mani. Una katana, differente nella fattura dalla spada di Krom, eppure simile negli intenti e nei poteri. Una spada che trafigge le anime malvage, più ancora dei loro corpi. Il Ninja Grigio è velocissimo ad estrarre la katana, ed a colpire più veloce di un serpente. Se avesse voluto decapitarlo, la spada sarebbe già tornata nel fodero, e la testa del maiale rotolerebbe sul pavimento. La katana però vuole nutrirsi. Infissa nella fronte della sua vittima, gli somministra un dolore immane, ma non lo lascia morire. La sordida anima del maniaco viene succhiata lentamente, come fa il ragno con gli insetti caduti nella sua rete. Poi, alla fine, la spada tiene per sé l’energia, e sputa ciò che resta della sordida anima semi-disintegrata. Da adesso in avanti, quello che fu un rapitore ed un uccisore di innocenti scoprirà se esiste l’inferno. Nell’oceano delle nebbie naviga la Vae Victis, che è nuovamente sotto attacco da parte della corazzata conosciuta come la Lancia di Odino. Questa volta, la nave più grossa sfrutta meglio la distanza a proprio vantaggio, sparando con i grossi calibri. Le difese antiaeree del cacciatorpediniere entrano autonomamente in azione, ma potrebbero non essere sufficienti. La Maga e Farie non hanno ancora recuperato le energie impiegate per teletrasportare i loro colleghi su Akros. Dragonfire invece è assolutamente pronto alla battaglia, e prende il volo con il suo dragoncraft. Si colloca in posizione ideale per intercettare i giganteschi proiettili in arrivo. Lo assiste in questo difficile compito la Navigatrice, il cui potere mutante è appunto quello di calcolare e di prevedere le rotte degli esseri viventi, ma anche degli altri oggetti in movimento. Il possente drago brucia con il suo plasma caldissimo proiettili massicci, pieni di esplosivo micidiale. Il cielo si riempie quindi di deflagrazioni. Ferox, Kong e Drexx non hanno modo di impiegare i loro poteri, contro avversari tanto lontani, e se ne rammaricano. Fulminatore, invece, aiutato anche lui dalla sorella Navigatrice, scaglia possenti lampi, in difesa della nave che è la base e la casa di Evolution. L’unico che potrebbe assalire la Lancia di Odino è ancora una volta Dragonfire, ma se si discostasse dalla sua posizione difensiva quasi sicuramente la Vae Victis subirebbe danni seri. Kong nell’infuriare della battaglia non abbandona mai il suo sangue freddo, ed il suo intelletto lavora a pieno regime. Il teletrasportatore di bordo, che consente di sfruttare i worm holes, è probabilmente in grado di agganciare la nave nemica. Kong decide di tentare. Ovviamente Ferox insiste per partecipare all’incursione. Drexx, di conseguenza, rimane sulla Vae Victis, a manovrare e presidiare il teletrasportatore. Del resto la sua ultra-velocità non sarebbe impiegabile al meglio sul ponte affollato di una nave da guerra. In una frazione di secondo, Kong e Ferox si materializzano in mezzo ai nemici, cogliendoli di sorpresa. Durante lo scontro precedente, fu Dragonfire a massacrare mezzo equipaggio della corazzata. Quelli che adesso impugnano le armi contro Ferox e Kong riuscirono ad evitare di farsi spezzare le gambe, la testa e la schiena dal drago. I due mutanti sono decisamente meno appariscenti dell’alieno verde, e non sono altrettanto potenti, ma solo perché la forza di Dragonfire è incalcolabile. Avrebbe potuto incendiare la Lancia di Odino, ma non lo fece, forse in ossequio al coraggio dagli uomini che osarono contrastarlo. Le riflessioni cessano di botto, perché Ferox si è già lanciata nella mischia, artigli snudati, a squarciare ed infilzare. Subito dopo, arriva l’uomo bestia di Evolution, i cui pugni producono lesioni quasi pari a quelle che derivarono dalle codate di Dragonfire. I due mutanti di Evolution combattono con agilità contro avversari recidivi, spostandosi in maniera tale da sconsigliare ai nemici di sparare, perché correrebbero il rischio di colpirsi tra di loro. La battaglia sul ponte della Lancia di Odino rallenta anche gli addetti ai cannoni, che diminuiscono la frequenza dei tiri. Ferox e Kong si dirigono proprio verso le torrette, per neutralizzare gli artiglieri. Fulmini che colpiscono dall’alto l’equipaggio della corazzata, annunciano l’arrivo di Fulminatore, che vola grazie al suo craft antigravitazionale. Il capitano della Lancia di Odino ordina ai suoi di intensificare l’attacco, temendo che anche il drago torni a distruggerli con le sue fiamme terrificanti. La situazione si sblocca in maniera imprevista, quando il veliero fantasma del capitano Barbanera emerge da un banco di nebbia, distante poche centinaia di metri dalla corazzata. I fantasmi, che non troppo tempo fa si sono scontrati con Evolution, si comportano come alleati. Alcune torrette ruotano ed aprono il fuoco verso il veliero fantasma, con risultati pressoché nulli. I proiettili non incontrano alcun ostacolo; per cui si inabissano innocui. Barbanera ordina quindi l’arrembaggio. La sua nave, molto più piccola, normalmente non affonda la chiglia nell’acqua del mare, ma galleggia nell’aria sovrastante. Obbedendo a Barbanera, il vascello fantasma levita ancora più in alto, cosicché i pirati defunti ma non vinti possano comodamente attaccare briga con i marinai ancora vivi. Costoro, dopo i primi tentativi, smettono di cercare di uccidere i fantasmi a fucilate. Gli aggressori peraltro non possono uccidere i marinai della Lancia di Odino, neppure con le loro spade ectoplasmatiche. Barbanera comunica telepaticamente con Kong, Ferox e Fulminatore, promettendo di continuare la battaglia anche a nome di Evolution. I super-eroi terrestri acconsentono, visto che ormai gli addetti ai cannoni sono stati quasi tutti abbattuti, feriti più o meno gravemente. Fulminatore ha condotto con sé i craft antigravitazionali di Kong e di Ferox, ed i due se ne servono per tornare sulla Vae Victis. Su Akros, la più intraprendente tra le protobestie, la pseudo Ferox, schizza verso il gigantesco Krom, senza attendere i suoi tre alleati. Così facendo, la protobestia rischia di farsi sezionare dalla enorme spada a doppio taglio. Disponendo di un’agilità quasi pari a quella dell’originale donna leopardo, la protobestia Ferox, si contorce durante il salto, riportando solo una leggera ferita. Krom non è in alcun modo impressionato da quella creatura che assomiglia alla super-eroina terrestre, sua alleata. Agita la spada micidiale, facendola fischiare nell’aria, con fendenti che spezzerebbero ben altro che le ossa della protobestia. Lei però riflette, invece di ributtarsi in un attacco insensato. Poi, con circospezione, retrocede. Non vuole dare l’impressione di scappare, ma le è chiaro di non avere alcuna possibilità contro Krom; non da sola. Quando le quattro protobestie si incontrano, concordano istintivamente di passare al piano B. Rinunciano pertanto alla singolarità, per diventare un’amalgama. Non sono più le protoforme di Ferox, Kong, Fulminatore e Maga, bensì un tentativo di emulare il formidabile Dragonfire. Neppure sommate sono grandi e forti come lui, ma contro Krom ritengono di potercela fare.

Nessun commento:

Posta un commento