domenica 7 ottobre 2012

PROTOAMALGAMA_209° episodio

Le protobestie, quando impersonano Ferox o uno degli altri mutanti di Evolution, dispongono di uno scheletro adeguato. Quando, come adesso, si fondono assieme, le loro ossa assumono una consistenza semi-fluida, prima di ricompattarsi. La protobestia Kong era la più grossa del gruppo, emulando perfettamente la massa corporea dell'uomo-bestia di Evolution. I suoi circa duecento chili si amalgamano con gli altrettanti chili di materia vivente, provenienti dagli altri tre. Ne risulta un drago necessariamente più piccolo di Dragonfire, ma ugualmente in grado di emettere fiamme caldissime. Il suo scheletro è ovviamente quasi infrangibile. La protobestia Drago si riveste di scaglie cornee verdastre, che difficilmente si dimostreranno all'altezza di quelle dell'originale rettile alieno. Il cervello della protobestia Drago è un'amalgama funzionale dei quattro cervelli originari. Le protobestie agiscono come individui, ma danno il massimo quando tornano ad essere una sola cosa, perché quella è la loro forma primigenia. La protobestia Drago attacca Krom, ruggendo. La sua carica è impressionante per i pochi umani che non si siano ancora allontanati dal luogo dello scontro. Krom però impugna la sua grande spada, ed aspetta saldo come una roccia. Il gigante guerriero della K-Force sa che quello non è Dragonfire, ma solo una copia di categoria inferiore. Appena la protobestia Drago giunge a distanza utile, azzarda una codata micidiale contro il nemico. Krom non eccepisce sulla forza bruta del mostro che lo attacca, ma ritiene fin da subito che difetti di strategia. Il gigante super-umano usa i possenti muscoli delle gambe per saltare, sollevandosi da terra di almeno due metri. La coda del protodrago passa sibilando sotto di lui, senza neppure sfiorarlo. Poi, prima di atterrare, Krom e la sua spada portano un attacco proprio contro quella coda che avrebbe voluto spezzargli le ossa. La lama taglia con relativa facilità un tratto terminale della coda del protodrago, che sibila dal dolore. Mentre la battaglia prosegue, la parte amputata inizia a sciogliersi, tornando ad essere una massa biancastra. Mentre Krom schiva abilmente una grossa pietra, scagliatagli contro dall’indomabile nemico, il pezzo di coda sviluppa alcune zampette, e si muove verso la protobestia Drago. Il gigante della K-Force, scatta in avanti, tentando di amputare una zampa superiore al mostro, che però indietreggia, evitando nuovi danni. In quel frangente, il protodrago riassorbe la parte di sostanza corporea che Krom gli aveva asportato. In un altro stato dell’esistenza, il super-gruppo mutante Evolution, assieme a Drexx e Farie proseguono la loro navigazione sul cacciatorpediniere Vae Victis. Dragonfire ha scoperto di poter controllare la rotta della nave da guerra, agendo sulla ruota del timone. Lui solo a bordo dispone della forza necessaria a controbattere l’esuberanza del vascello. Il drago manovra in base alle sue percezioni, deciso a trovare la terra ferma; se non altro per rompere la monotonia di quell’interminabile viaggio per mare. I suoi alleati si lasciano volentieri condurre da Dragonfire, convinti che le sue sensibilità aliene siano molto utili in un contesto distorto come quello attuale. Trascorre un tempo difficilmente misurabile, giacché il cielo è sempre coperto da nubi. Poi di prua finalmente compare un’isola. Quella visione risolleva gli animi degli eroi e delle eroine presenti sulla nave, che preferiscono l’esplorazione e la battaglia ad un viaggio fin troppo calmo. La Vae Victis, che di solito si muove secondo propri schemi imperscrutabili, smette di opporre qualunque resistenza alle formidabili zampe di Dragonfire. La navigazione si sviluppa senza incontrare ostacoli, fino a breve distanza dalla costa. Il cacciatorpediniere costeggia l’isola, fino ad incontrare un fiume, che si spinge all’interno. Il drago aspetta che i suoi colleghi ed amici esprimano il loro parere sulla perlustrazione. Tutti confermano la loro fiducia in lui, suscitando nel drago orgoglio e gratificazione. Il corso d’acqua è sufficientemente largo e profondo da consentire alla nave da guerra di transitare a velocità ridotta. Alberi rigogliosi popolano le rive. Trattandosi di una dimensione differente da quella della Terra ed anche di Akros, i colori e le forme vegetali appaiono ovviamente aliene. In corrispondenza di una strettoia del fiume, alte grida annunciano l’attacco da parte di esseri scimmioidi, con sei arti ed una dentatura da carnivori. Su Akros, Krom e la protobestia Drago si scontrano in un corpo a corpo. Krom colpisce per primo, con un pugno potentissimo. Il suo nemico, colto completamente di sorpresa, subisce un impatto doloroso, che lo scaglia indietro di alcuni metri. Il protodrago non cade solo perché la sua potente coda lo stabilizza. Krom approfitta del vantaggio, ed, impugnando la grande spada, si appresta ad assestare un colpo decisivo sulla testa del mostro. Quando le protobestie hanno deciso di emulare Dragonfire, lo hanno fatto considerando il suo grande potere di emettere fiamme micidiali. Il protodrago scaglia quindi verso il suo nemico tutto il suo potere, ma, fortunatamente per il colosso della K-Force, la fiamma non ha raggiunto il massimo della temperatura. Krom prova comunque dolore, ed esce quasi subito dalla traiettoria del fuoco. Il gigante super-umano sta già guarendo dalle ustioni, ma il mostro si prepara ad un altro attacco. Arrivano però sulla scena della battaglia Aroo, l’uomo lupo, e Dardo Assassino. Il primo assale l’enorme protobestia, affondando i suoi denti acuminati in una spalla. Poi, quando il mostro allunga una zampa per afferrarlo, balza lontano. È la volta di Dardo Assassino e delle sue frecce semisenzienti. La protobestia viene colpita quasi contemporaneamente ad entrambe le zampe posteriori, ma i proiettili di legno non affondano per più di pochi centimetri in quella sua carne durissima. Poi il mostro si volta e fronteggia i tre super-eroi. La spada di Krom adesso è pronta ad affondare nel cuore del protodrago, ammesso che ne abbia uno, ovunque si trovi. Sulla Vae Victis, nella dimensione delle nebbie, i primi due scimmiotti carnivori, piovuti dai rami degli alberi a volta, assaggiano gli artigli della donna leopardo, che mugola felice di vedere il colore del loro sangue. Non sembrano particolarmente svegli, come se con il numero potessero vincere tutte le battaglie. Neppure Kong usa i guanti con chi li attacca senza alcun motivo apparente. I suoi pugni sballottano gli stupidi, con tutte le loro quattro braccia mulinanti a vuoto. Fulminatore limita la sua reazione a scariche relativamente deboli, che però causano folgorazioni ed odore di pelo bruciato. La Maga si tiene in disparte, giacché i suoi amici non hanno certo bisogno di lei, per pestare quelle centinaia di sprovveduti intrusi pelosi. La mutante telepatica vuole penetrare in quei piccoli cervelli, prima che svengano tutti per effetto delle botte che stanno incassando. Farie, la fata della K-Force non ritiene che gli scimmiotti siano degni della sua attenzione, ma commette l’errore di distrarsi. Accade così che uno di loro la morsichi di striscio, suscitando la sua immediata ira. Disintegrerebbe lo scimmiotto, però pensa che sia il caso di tenerlo in vita, nell’eventualità che le abbia inoculato un agente virale o batterico tipo la rabbia. Lo scimmiotto non capisce cosa lo abbia colpito, ma l’incantesimo di Farie lo addormenta profondamente, nel giro di due secondi. Drexx, il cui super-potere è la velocità, surclassa i pur agili aggressori, che non riescono quasi a vederla; ma lei li vede molto bene, e li percuote ferocemente. Dragonfire osserva la battaglia, fermo sul ponte della Vae Victis come una statua di pietra verde. Di certo gli scimmiotti avevano sviluppato questa convinzione, dato che, appena si rendono conto che Dragonfire è vivo, si danno precipitosamente alla fuga. Cercano di trascinare via anche i loro caduti, ma il prigioniero di Farie è oltre le loro possibilità d’intervento. Aroo, l’uomo lupo della K-Force, ha la tendenza ad assecondare fin troppo la sua naturale aggressività. Quindi, mentre Dardo Assassino cerca di capire come ferire veramente il protodrago, lancia un ululato e scatta all’attacco. Il mostro, amalgama di ben quattro protobestie, si ricorda di lui, e lo lascia fare. Aroo ha la possibilità di aprire enormemente la sua bocca, per addentare meglio. Si lancia verso una della enormi braccia del mostro, e lo morde con forza. Potrebbe sbriciolare un femore umano, ma il suo avversario avverte solo fastidio. Sorprendendo l’uomo lupo con la sua velocità, la protobestia Drago lo afferra per la collottola; poi arretra il braccio e lo scaglia lontano. Krom reagisce con la velocità del pensiero. Corre, o meglio salta, per intercettare il collega. Lo afferra a tre metri da terra, mentre vola ad una velocità che lo condurrebbe ad un impatto molto pericoloso. La grande massa di Krom assorbe gran parte dell’inerzia di Aroo; poi tutti e due si schiantano contro un muro di mattoni. Il muro si sfonda, mentre Krom ed Aroo scompaiono alla vista di Dardo Assassino. Il protodrago gli ride in faccia, come a voler sottolineare che lui pesa quattrocento chili, e potrebbe incenerirlo con relativa facilità. Ed in effetti ci prova, spalancando le fauci, dalle quali già iniziano ad erompere fiamme micidiali. Dardo Assassino aspettava proprio che il suo nemico spalancasse la boccaccia, per infilarci una delle sue frecce. La caratteristica principale delle protobestie è di essere pressoché fluide, anche quando sembrano solide. Questa caratteristica evita che il proiettile di durissimo legno, guidato dal potere mutante di Dardo Assassino, gli danneggi la colonna vertebrale. La protoamalgama registra l’aggressione, ma solo per riassemblarsi velocemente. In pratica, la freccia colpisce una vertebra, però subito dopo viene circondata da cellule pulsanti, che la espellono come fosse un piccolo ed insignificante corpo estraneo. Dardo Assassino però non demorde, e richiama la freccia, per non lasciare che il protodrago la distrugga. Un grande fragore di mattoni spezzati e polverizzati annuncia il ritorno in campo del gigantesco Krom. Aroo è stordito, ma ancora in grado di nuocere. La battaglia riprende con un macigno che vola verso il nemico della K-Force. Krom ha mirato bene, ed il protodrago subisce un potente impatto sulla testa. Il macigno si scheggia e rimbalza, senza ferirlo. Occorre molto di più: ad esempio la spada di Krom! Il protodrago carica come un bufalo, deciso a schiacciare i nemici con la forza bruta o con la fiamma. Dardo Assassino ha affrontato avversari anche più grandi, ma prudentemente si pone fuori dalla portata della coda del mostro. Frattanto carica il suo arco, deciso ad infilare qualche altra freccia in bocca all’enorme protobestia. Krom invece mantiene la sua posizione, lui e la sua spada assetata di sangue e di forza vitale. Quando infilza il protodrago nelle viscere, il mostro avverte un grande dolore, accompagnato dallo sconcerto di chi si credeva invulnerabile, ma ha appena scoperto di non esserlo affatto. A questo punto, inizia una lotta serrata tra le quattro probestie, che cercano di dissolvere il loro legame, e la spada di Krom, che aspira la loro forza. Il protodrago ruggisce, prima di cambiare forma; quindi torna ad essere un enorme amorfo mucchio di protoplasma. Estroflette tentacoli, che avvolgono Krom, ma il super-eroe della K-Force non molla la presa sulla spada a due tagli. Aroo si prende la rivincita sul mostro, staccando a morsi alcuni tentacoli, che continuano a muoversi anche dopo essere caduti a terra. Krom ed il protodrago sembrano due statue scolpite in ricordo di uno scontro primordiale. Il cervello della proamalgama inizia a dissolversi, rifluendo nei quattro cervelli originari; ma prima di perdere ogni controllo sui quattrocento chili di materia ribollente, la protoamalgama decide di esplodere. Sfrutta la fiamma magmatica, che aveva ospitato al suo interno. Pochi secondi prima della deflagrazione, Krom estrae la spada dalle viscere del nemico, e si getta a terra. Dardo Assassino ed Aroo lo hanno già preceduto. Con un grande spostamento d’aria, pezzi più o meno grandi del defunto protodrago volano in tutte le direzioni. Questo significherebbe la morte per ogni forma di vita classificata dagli umani come “naturale”. Ma le protobestie trascendono la comprensione umana, e le loro cellule continuano a vivere, anche sparpagliate come sono adesso. Sulla Vae Victis, il cacciatorpediniere di Evolution, la Maga e Farie analizzano la mente dell’essere scimmiesco che, assieme ad una torma di suoi simili, si è lanciato in un attacco quasi suicida. Come previsto, non risulta possedere un’intelligenza apprezzabile. Un ruggito enorme attira l’attenzione dei super-eroi. Un gigante con quattro braccia e due zampe atterra sul ponte della nave. Decisamente più grande di quelli che lo hanno preceduto, commette l’errore di proiettarsi verso l’avversario più massiccio. Kong, Ferox e Fulminatore, che erano pronti ad intervenire, lasciano che sia Dragonfire a scagliarlo a decine di metri di distanza, con un solo formidabile pugno. Lo scimmione atterra nel fiume; poi, semistordito, si allontana lentamente a nuoto. L’attacco è durato pochi secondi, ed stato presumibilmente suggerito dall’insensatezza che la telepate mutante e la fata riscontrano anche nel cervello dello scimmiotto preso prigioniero.

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