domenica 14 ottobre 2012
ESPLORATORI DEI SOGNI_210° episodio
I giovani licantropi questa notte se ne stanno calmi e rilassati, sul tetto di un edificio, sufficientemente alto da consentire loro di spaziare con lo sguardo in lontananza. Questa notte non hanno voglia di correre a perdifiato nei boschi, forse perché non c'è la luna piena. I conigli, gli scoiattoli a gli altri piccoli animali sono felici di ciò. I giovani licantropi sfruttano il loro olfatto per fiutare qualcosa che vada oltre il semplice odore. Cessata quasi completamente la circolazione dei rumorosi e puzzolenti veicoli a combustione interna, il vento conduce, a chi abbia la capacità di percepirle, le emissioni vitali degli alberi. Grazie ai loro nasi, particolarmente sviluppati, anche quando non sono completamente trasformati in lupi, i giovani licantropi riconoscono i pollini, le resine e tutto quello che di volatile c'è nel regno vegetale. Questa notte i nostri amici guerrieri ululanti dormirebbero volentieri sotto le stelle, ma gli eventi si stanno muovendo per negare loro il riposo notturno, che invece pare sia concesso a quasi tutti gli altri abitanti della città. Che bello quando gli umani non urlano, non corrono e finanche non parlano! Peccato che la notte duri solo poche ore. Rebecca, Sonia, David e Pedro: questi i nomi dei quattro licantropi adolescenti, che stanno per essere raggiunti dal loro amico Cyberdog. Il cagnolino cibernetico scala tranquillamente la parete del palazzo. Il suo simbionte, l’alieno tecnomeccanico Transformatron, estroflette artigli di metallo duro come il titanio, che perfora i mattoni. Cyberdog sapeva di trovare i suoi amici licantropi sul tetto, ma non si aspettava che stessero lì calmi a guardare le stelle. Altri protagonisti della nostra storia, i serpentoidi, trascorrono la notte nel loro covo, arredato secondo uno stile a dir poco alieno. Difficile dire se stiano dormendo, dato che hanno gli occhi aperti, ma sono assolutamente immobili. Nel covo degli Hunter Killer, c’è un grosso televisore che trasmette i notiziari 24 ore su 24. Sysform, l’unica femmina del gruppo, rientra nel covo proprio mentre in tv c’è un servizio su un laboratorio di ricerca. La serpentessa presta particolare attenzione al filmato, specie dove si dice che, nel laboratorio di ricerca sui danni prodotti dal fumo delle sigarette, i cani, le scimmie, i conigli ed altri animali sono costretti a respirare nicotina per gran parte del tempo. Sysform riesce ancora a provare sconcerto per le bassezze della razza umana. I serpentoidi divorano i cani, le scimmie ed i conigli, ma lo fanno in ossequio alla loro natura di predatori. Non li torturano con manifestazioni di sadismo, camuffate da scienza. Non avendo contratti di cattura da portare a termine, la serpentessa propone quindi ai suoi colleghi di sgranchirsi le spire in qualche altro modo. Cyberdog ed i quattro giovani licantropi intanto stanno continuando a godersi il fresco della notte. Il Transformatron non ha poteri psionici, ma è incuriosito dalle applicazioni dell’olfatto dei lupacchiotti. Loro invece vorrebbero tanto entrare nei sogni degli umani, che dormono sotto ed intorno a loro. Nei paraggi c’è però un essere che ha questo potere: il gatto demone, araldo di Braxal. Un animale, che è molto più di un animale, come del resto lo è Cyberdog. Se il gatto demone ha un difetto è quello di non essere particolarmente discreto nei suoi miagolii agghiaccianti. Uno dei suoi gorgheggi strappa i giovani licantropi e Cyberdog dalle loro riflessioni. Si affacciano verso la strada, e lui, il gatto demone, avverte in loro una particolare vibrazione, che li identifica come alleati. Così l’ex gattino morente, trasformato dal potere di Braxal in una piccola belva demoniaca, schizza verso di loro, risalendo le pareti lisce, come poco prima aveva fatto il cagnolino cibernetico. Essendo un gatto demone educato, appena incontra i nuovi amici li saluta con uno dei suoi stridenti miagolii, che svegliano centinaia di persone nei paraggi. Data l’ora però gli umani si convincono di aver avuto un incubo, e si riaddormentano, ripromettendosi di non mangiare più roba di difficile digestione prima di mettersi a letto. Il gatto demone, che in realtà è un gattino più piccolo del già minuto Cyberdog, saltella in mezzo ai quatto licantropi, che intuiscono a naso la peculiarità demoniaca del nuovo arrivato. I licantropi sono più vicini ad essere dei mutanti, che ad essere soprannaturali. Il gattino, invece, è stato quasi riportato in vita da Braxal, che non è un piccolo demone. Il Transformatron, che vive in simbiosi con il cagnolino cibernetico, decide di risolvere il problema della comunicazione tra i licantropi e l’arando di Braxal. Isole metalliche, dissimulate sul corpo di Cyberdog, emettono lunghi tentacoli, sottili, luccicanti e metallici. Cinque tentacoli, per la precisione, che raggiungono le fronti di Rebecca, Sonia, Pedro e David, mettendoli in contatto mentale con il miagolatore demoniaco, che d’ora in avanti chiameremo Braxcat. Lui ha già dimostrato un’attitudine a seguire le tracce dei sogni altrui: è un esploratore nato. I licantropi e Cyberdog comprendono, grazie alla connessione mentale, quanto sia immenso il terreno nel quale potranno tuffarsi, grazie alla guida di Braxcat, per giocare, correre e magari anche azzannare qualcuno o qualcosa. Frattanto i cinque serpentoidi, conosciuti come Hunter Killer, si sono inoltrati nelle campagne, contando solo sulle loro possenti spire. Hanno lasciato a casa l’automobile, perché di notte preferiscono muoversi come i rettili cacciatori che sono. Gli scoiattoli si sono rintanati tutti sugli alberi, dove dormono nelle fessure dei tronchi. Quelli di loro che fanno la guardia, si immobilizzano, vedendo passare quegli esseri non terrestri. Boa, lo sciamano del gruppo, solleva la grande testa crestata, perché si è accorto di essere osservato. Ma questa notte i serpentoidi non sono a caccia di scoiattoli, e neppure di lepri. Anche gli uccelli rapaci si tengono alla larga da quella banda singolare e pericolosa. Producendo pochissimo rumore, nonostante la sua grande massa, Stritolatore, leader del gruppo, guida i suoi verso un centro di sperimentazione scientifica, dove gli animali vengono torturati da umani che sostengono di voler fare del bene. Dato che è notte, gran parte degli addetti è assente. Ci sono tuttavia alcuni guardiani ed un tizio che si è trattenuto in laboratorio, per concludere un esperimento. È talmente preso dalle iniezioni, che sta somministrando ad alcuni conigli, che non nota l’arrivo di Anaconda e Pitone. I due enormi alieni serpentoidi gli strisciano alle spalle; poi si ergono ad almeno due metri da terra, grazie ai loro muscoli possenti. Anaconda avvicina la sua testa alla nuca del ricercatore, ed emette un forte sibilo. L’effetto è dirompente, nel silenzio della notte: l’umano schizza dalla sedia, facendo cadere le siringhe. Quindi si volta, già terrorizzato da ciò che lo aspetta. In quei brevi istanti, il suo inconscio proietta immagini di mostri atavici. Però la realtà come sempre supera la fantasia, e vedere incombere su di sé Pitone ed Anaconda induce il ricercatore a riversare ogni energia residua nelle gambe. Scappa, inciampando, cadendo, rialzandosi, gridando. Poco prima dell’irruzione dei serpentoidi, un gruppetto di ecologisti militanti si stava preparando a fare altrettanto. Nel buio si sono solo accorti che qualcuno li stava anticipando. Gli ecologisti non hanno visto gli Hunter Killer, perché altrimenti non sarebbero entrati nel laboratorio. Così, mentre Anaconda e Pitone esplorano un’altra ala della costruzione, gli ecologisti entrano a loro volta, per liberare gli innocenti animali. Nel giro di pochi minuti, l’aria è pervasa da suoni emessi da una moltitudine di bestiole. Boa trova per primo il direttore delle ricerche, che per sua sfortuna quella notte non aveva sonno. Sta somministrando fumo di sigarette ad alcune scimmie, per cronometrare quanto tempo ci mettono a morire. Arrivano anche Stritolatore e Sysform. Il capo degli Hunter Killer, che è un guerriero sanguinario, scruta attentamente quello strano umano e le sue ancor più strane azioni. Non intende ucciderlo per difendere animaletti che per i serpentoidi sono cibo, ma il pazzo è armato. Il direttore del laboratorio si trova in una piccola stanza, poco illuminata. Questo è forse il motivo per cui spara contro i serpentoidi, invece di scappare come ha già fatto il suo sottoposto. Stritolatore non lo avrebbe ucciso, dato che per lui è un animale fragile e puzzolente. Non lo avrebbe colpito al petto con la sua testa crestata, se non gli avesse sparato contro. Quell’uomo è un vero stupido. Gente che studia per anni, senza metabolizzare i fondamentali della sopravvivenza. Quando gli ecologisti arrivano, a liberare le scimmie fumatrici, trovano quindi il direttore morto. Sysform gli ha risparmiato l’agonia di essere schiacciato a morte da Stritolatore. La serpentessa lo ha azzannato sul collo, inoculandogli un veleno letale. Intanto, in un altro stato dell’esistenza, i mutanti di Evolution, Dragonfire, Farie e Drexx continuano la loro navigazione a bordo della Vae Victis. Il corso d’acqua, che stanno risalendo, li porta sempre più all’interno dell’isola che hanno trovato. Che non siano benvenuti è stato dimostrato dal recente attacco degli esseri scimmioidi, muniti di quattro braccia. La nuova aggressione proviene questa volta dalla vegetazione stessa, che spinge viticci sempre più grossi lungo la rotta della nave da guerra. La Vae Victis conferma di poter adoperare i suoi cannoni anche senza addetti al tiro. Le torrette ruotano, prendono la mira e colpiscono i grossi alberi dai quali provengono quei tentacoli vegetali. Ferox, Kong e Drexx impugnano dei machete e con essi colpiscono ferocemente le liane rampicanti, che cedono sotto i colpi. Lasciano sul ponte della nave una strana linfa, che ricorda il sangue. I super eroi della Terra e di Akros non perdono tempo a stupirsi, giacché si trovano in una dimensione per loro aliena, e “strano” è un termine che tende ad essere abusato. Fulminatore calibra le sue emissioni energetiche, in modo di bruciare gli aggressori, senza folgorare tutti quelli che camminano sul ponte metallico del cacciatorpediniere. Dragonfire aspetta che i viticci davanti alla nave si accumulino come una selva sempre più inviolabile. Poi scatena la sua super-fiamma, che non si limita ad incenerire i tentacoli verdi che colpisce, ma si estende velocemente verso gli alberi dei quali sono emissari. La Vae Victis rallenta, per non infilarsi nel turbine infuocato prodotto dall’alieno di Evolution. Quando infine la fiamma famelica raggiunte il suo acme, le piante urlano il loro dolore immenso, prima di morire incenerite. Sulla Terra, Braxcat, il gatto demone, ha appena convinto i giovani licantropi e Cyberdog ad assecondare il suo ed il loro desiderio di visitare i sogni altrui. È però prima necessario che tutti i presenti cadano in trance, per liberare i loro corpi astrali. In piena notte, con le strade silenziosissime, mentre gli umani entrano nella fase più profonda del sonno, Braxcat ed i suoi compagni di avventura lasciano momentaneamente i loro corpi fisici. Rimane a far la guardia il Transformatron, che è tutt’uno con il corpo di Cyberdog, che è solo apparentemente addormentato. Braxcat decide di fare una sorpresa ai giovani licantropi ed al cagnolino cibernetico, entrando nei sogni della loro alleata Clara, il corpo della quale è analogamente presidiato dal simbionte Tecnoragno. Lui individua i nuovi venuti, sebbene siano fantasmi, ma il Transformatron lo ha avvisato pochi minuti fa della missione in corso. Così i due extraterrestri tecnomeccanici studiano con attenzione le gesta di questi esploratori dei sogni. Clara sogna di trovarsi in una specie di sotterraneo, parzialmente illuminato dalla luce solare di una bella giornata estiva o primaverile. Cammina in mezzo alle macerie, probabilmente provenienti da un crollo parziale del soffitto. Clara però non ha paura che mattoni o altro le cadano in testa. Passa in un locale adiacente, dal quale sembra sia possibile uscire all’aperto, scalando una rampa di terra. In questo sogno, Clara trae piacere dagli odori dei fiori e delle erbe. Non mancano neppure i colori, e la ragazzina è felice di aver trovato questo rifugio. Dietro di lei, si materializzano i giovani licantropi, Cyberdog ed il gatto demoniaco. Decidono di non farsi vedere, o meglio: è Braxcat che dirige il gioco. Rebecca e Sonia vorrebbero correre incontro all’amica, e sono certe che lei le accoglierebbe a braccia aperte. Ma il gatto demoniaco fiuta il pericolo; il pelo gli si rizza sulla schiena, e lui sembra già più grande e pericoloso. Mentre Clara si allontana, camminando tranquillamente, ecco arrivare i mostriciattoli che hanno messo in allarme il gatto, araldo di Braxal. Evidentemente il suo padrone gli ha donato delle sensibilità uniche. I licantropi seguono l’esempio di Braxcat, rizzando anch’essi il pelo sulla schiena, mentre si trasformano nella loro versione transizionale. Il sogno ha delle regole tutte sue, e Clara non ode i versacci che gli attaccanti emettono prima di scontrarsi con i giovani licantropi, che, a proposito di rumorosità non abbisognano di lezioni. I mostriciattoli non hanno una forma definita: sono neri, pelosi, grossi come mastini, ma dotati di zampe e tentacoli. Sonia, Rebecca, Pedro e David attaccano subito briga, infliggendo più unghiate e morsi di quanti ne subiscano. Cyberdog, fortificato dal Transformatron, estroflette artigli metallici lunghi e pericolosi; poi si unisce alla festa. Braxcat però sembra avere anticipato tutti, perché da solo sta facendo una strage, tra miagolii terrificanti e soffi che farebbero invidia a Ferox. I mostriciattoli vengono respinti nel giro di pochi minuti. Raccolgono i loro pezzi e si allontanano a balzi, lamentandosi. Così, quando Clara ritorna in quella stanza, la trova deserta. La sola cosa che le appare stonata è lo strano odore di pelame di cane bagnato.
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