lunedì 22 ottobre 2012
SERPENTI DELL’INCUBO_211°episodio
Clara sta ancora sognando. Decide di uscire da quel vasto locale sotterraneo, anche perché la giornata sta finendo, e vuole tornare a casa. Si avvia quindi verso la rampa in terra battuta, che la conduce all’aperto. Non ha difficoltà a salire, e neppure a passare attraverso un piccolo varco nella muratura. Una volta fuori, osserva con una certa apprensione le profondità dalla quale è appena emersa. Adesso le sembra oscura e minacciosa. Meglio camminare velocemente per il sentiero che attraversa i campi ed il bosco. Mentre il cielo si tinge di rosso, Clara raggiunge i primi alberi. Adesso spera che dietro ai tronchi non si nasconda qualche mostro spaventoso. Clara ha dimenticato di possedere i poteri che le derivano dal suo simbionte Tecnoragno. Lui non può ricordarglielo dato che è rimasto nella nostra realtà a vigilare il corpo addormentato della ragazzina. I quattro giovani licantropi non perdono tempo, ma corrono velocemente nel bosco, senza farsi vedere da lei. Il gatto demoniaco Braxcat ed il cane cibernetico Cyberdog la seguono nascosti nei fossi che costeggiano il sentiero. In pratica la coprono, nel caso in cui dai sotterranei appena abbandonati sbucasse qualche nuova minaccia. Braxcat lo spera vivamente, perché si diverte moltissimo a sbrindellare i fantasmi, come fossero semplici lenzuola svolazzanti. Gli amici di Clara sono contenti di essere entrati in questo suo sogno, anche se diventa sempre più simile ad un incubo. Poi l’attacco giunge inatteso: una specie di vipera nerastra scatta in alto, per mordere Clara. Una vipera normale non salta in quel modo, ma questa non è la realtà che conosciamo. I più vicini a Clara sono Cyberdog e Braxcat, che si precipitano come due furie sull’aggressore. La vipera, che ha inoculato il suo veleno in un braccio della ragazzina, spalanca una bocca enorme, pronta a mordere anche i due nuovi arrivati. Ma Braxcat pare essere dotato del potere del volo, o forse del teletrasporto. In una frazione di secondo raggiunge il serpente, per poi sezionarlo con le sue unghie sottilissime, ma più forti dell’acciaio. Il rettile nerastro si rifiuta di morire, ma ecco che Cyberdog, che nonhamai scordato di essere tutt’uno con il Transformatron, centra la vipera con due tentacoli di metallo lucente. La scarica elettrica, che investe il serpente, lo trasforma in una pozzanghera nerastra e puzzolente. I quattro giovani licantropi accorrono, e si accorgono che il veleno ha creato gravi danni a Clara. Sulla Terra, il Tecnoragno si accorge che l’avvelenamento è filtrato anche nel nostro stato dell’esistenza. Gli esploratori dei sogni si svegliano sul tetto del palazzo, dal quale è iniziata la loro avventura. I giovani licantropi sanno che la partita non è però conclusa. Sarà necessario l’intervento di un potere che nessuno di loro possiede; neppure Braxcat, né Cyberdog. Devono contattare il dottor Occulto, sperando che la sua sapienza sia in grado di guarire Clara. Il dottor Occulto, i mutanti di Evolution ed il drago si trovano sulla Vae Victis, in una dimensione senza nome. Assieme a loro, ci sono la fata Farie e la velocissima Drexx, entrambe componenti della K-Force di Akros. Il cacciatorpediniere, a suo modo senziente, continua a navigare sul corso d’acqua, che si inoltra nell’isola che stanno esplorando. In lontananza, si scorge una fortificazione massiccia, dalla quale si sporgono figure, che, a quanto pare, si preparano alla battaglia. Le torrette della Vae Victis ruotano autonomamente. I cannoni si caricano, come se invisibili serventi avessero trasportato i proiettili su dalla stiva. Quindi la nave da guerra apre il fuoco per prima, come se avesse imparato la lezione dagli scontri recenti. La fortificazione, colpita da quella forza dirompente, si frantuma in vari punti, ma solo superficialmente. Forse è iniziato lo scontro finale. La nave aumenta la sua velocità, mentre i suoi ospiti e le alleate si preparano ad affrontare i nemici rimasti. Uno di essi emerge dalle acque ribollenti, ergendosi a prua della Vae Victis. Un vero mostro, alto non meno di dieci metri. Un ammasso di roccia, che però mantiene la capacità di muoversi, sebbene in maniera difficoltosa. La Vae Victis lo colpisce con due cannonate, riuscendo solo a rallentare la sua avanzata. È necessario un potere più grande: quello di Dragonfire. Sulla Terra, i giovani licantropi, Cyberdog e Braxcat penetrano nottetempo nella camera di Clara. La loro amica sta effettivamente male, come se fosse stata morsicata da una vera vipera. Cercando di non farsi sentire dagli altri abitanti della casa, gli amici della ragazzina vegliano su di lei. Il gatto demone si trova bene con questi umani, ed anche con quello strano cane. Braxcat possiede doti che non comprende, o forse Braxal, che gli ha ridato la vita, lo sta aiutando anche adesso. Il gatto vorrebbe esternare il suo stato d’animo con uno dei suoi miagolii, ma sveglierebbe chiunque, e non sarebbe una soluzione. Invece quello che fa è di lanciare una richiesta di aiuto oltre le barriere dimensionali. Il gattino, sebbene sia parzialmente demoniaco, ha un’anima semplice. Soffre per l’incidente occorso a Clara, e la sua sincera voglia di riportare in vita la ragazzina spazia libera, fino a raggiungere il dottor Occulto. Mentre Dragonfire si prepara ad accettare la sfida del mostro roccioso, il fondatore di Evolution si concentra, per amplificare il segnale che gli perviene dalla Terra. Il potente telepate e mago individua quasi istantaneamente chi, sulla nave, potrà aiutare i suoi alleati: Nancy, la guaritrice. La cosa più semplice da fare è di inviare l’essenza di Nancy nella dimensione dei sogni, per avviare la guarigione da dove è partita la malattia. Sul ponte della nave, parecchi metri più in alto rispetto ai locali occupati dal dottor Occulto e dalle sue aiutanti Navigatrice e Nancy, Dragonfire prende il volo. Il dragoncraft trae energia dal corpo possente dell’alieno verde; così Dragonfire raggiunge in fretta una velocità impressionante. Il suo nemico roccioso pesa un numero incalcolabile di tonnellate, e non si riesce a capire quanto sia enorme, essendo quasi del tutto immerso nel fiume. La velocità del drago tuttavia lo sorprende, prima che possa alzare la guardia. Un pugno di enorme potenza apre le ostilità: Dragonfire colpisce quello che dovrebbe essere il volto del mostro. Il rumore è impressionante, e ne scaturisce un’esplosione di frantumi di pietra. Il gigante però non cade: oscilla avanti ed indietro, ma regge bene all’impatto che avrebbe sfondato anche un muro portante di un palazzo. Subito dopo è il mostro a contrattaccare, con un movimento di una delle braccia smisurate. Lo spostamento d’aria arriva anche a bordo della Vae Victis, ma è la mano chiusa a pugno del gigante roccioso che impatta contro Dragonfire. L’alieno di Evolution viene scagliato verso il ponte della nave, dove atterra in un fragore di metallo. Il cacciatorpediniere si lamenta per il trattamento, ma non ha dubbi su chi sia il nemico. Fulminatore potrebbe scaricare le sue saette contro l’aggressore, però è sicuro che Dragonfire non abbia bisogno dell’aiuto di alcuno. La vibrazione prodotta dal decollo del drago si ripercuote per tutta la nave. Il dottor Occulto, grazie ai suoi poteri mentali, segue lo scontro, ma non può distrarsi più di tanto. Aiutato dalla Navigatrice, sta infatti inviando l’essenza della Guaritrice Nancy in aiuto di Clara. Dragonfire prima di saltare verso il suo nemico, ha lasciato sul ponte il dispositivo di volo danneggiato. I muscoli del drago lo proiettano quasi altrettanto bene del dragoncraft. Non può però correggere la rotta una volta partito, ma non ne ha bisogno. Dragonfire piomba contro la grande massa di roccia senziente, ed inizia a colpirla con grandi pugni dirompenti. Adesso il gigante di pietra conosce il dolore ed anche la paura. Reagisce stringendo l’alieno di Evolution con braccia che potrebbero stritolarlo, se lui non fosse quello che è. La densità del corpo di Dragonfire è infatti più grande di quella della roccia stessa, e lui inizia a frantumare il petto del colosso. Questo sistema è però troppo macchinoso, per cui Dragonfire prepara la sua super-fiamma. Occorrono alcuni minuti, ma quando il plasma super caldo erompe dalle fauci del drago, la pietra si trasforma in lava. Al centro di quella specie di eruzione vulcanica, il possente rettile extraterrestre ricorda a tutti quelli che osservano il motivo per cui i draghi sono da sempre temuti e riveriti da tutte le culture. Il cacciatorpediniere, base itinerante di Evolution decide, spontaneamente ed opportunamente, di invertire la spinta delle sue eliche. Così facendo si allontana dalla pericolosissima emissione di energia, che costringe all’ebollizione l’acqua del fiume. Poi, il mostro di roccia non riesce più a mantenere la sua integrità strutturale, ed esplode in una moltitudine di pezzi. Dragonfire torna alla nave, nuotando nella poca acqua rimasta. La Vae Victis deve peraltro attendere che il livello del fiume si rialzi, prima di riprendere il viaggio. Intanto, nella stiva, la Navigatrice indirizza il corpo astrale di Nancy verso la dimensione dei sogni, che in qualche modo è contigua a quel piano dell’esistenza, oltre che a quello della Terra. Questa volta Braxcat non partecipa alla missione, per vegliare personalmente su Clara. I quattro giovani licantropi e Cyberdog, invece, nel silenzio della stanza della ragazzina, si abbandonano nuovamente al trance, che li conduce al rendez vous con Nancy. Dovremmo entrare nei pensieri di ognuno dei componenti di questo singolare super-gruppo, ma è meglio seguirli in azione. Non hanno alcuna garanzia di trovare Nancy o la stessa Clara, dato che la dimensione dei sogni è influenzata da innumerevoli soggettività. Sonia, Rebecca, Pedro e David rimangono uniti nella transizione grazie al potere del Transformatron, che nella nostra dimensione ha toccato le menti fisiche dei giovani licantropi, interrelandole. Dall’altra parte, Cyberdog, che è un cagnolino apparentemente normale, guida un quartetto di formidabili mutanti lupeschi. Il simbionte di Clara è in un certo senso figlio del simbionte del cagnolino cibernetico. Questo loro legame permette a Cyberdog di guidare i suoi amici dove si trova Clara. Anche in questo mondo, la ragazzina è priva di conoscenza. Anche nella dimensione dei sogni rischia la vita, a causa del veleno inoculatole da una vipera ormai defunta. Clara giace su una specie di altare, costituito da una grande pietra bianca, a forma di parellelepipedo. Adesso manca solo la Guaritrice, la cui essenza giunge da molto lontano, ammesso che abbia senso parlare in termini terrestri di dislocazioni tra i piani dell’esistenza. Sulla Vae Victis, troviamo la Navigatrice, che ha il potere di scorgere il percorso migliore, per raggiungere luoghi o persone. Sotto la guida del suo maestro, il dottor Occulto, la mutante trova i giovani licantropi e Cyberdog. Nancy deve muoversi con velocità e decisione, prima che quella dimensione fin troppo fluida confonda il potere della stessa Navigatrice. La Guaritrice scopre di poter volare. Decide di farsi spuntare le ali, e vola. Grandi ali da angelo, che ha sempre desiderato. Nella dimensione del sogno tutti noi potremmo fare cose bellissime, se conservassimo una sufficiente lucidità mentale. La giornata è bellissima, l’erba è verdissima, i fiori sono gialli, arancioni e di altre tinte appariscenti. Questo è il sogno di Clara, che cerca in questo modo di aiutare chi vuole salvarle la vita. Nel cielo terso, appaiono due grandi ali, che si avvicinano velocemente. In un batter d’occhio, Nancy atterra, suscitando l’invidia di tutti i bipedi presenti. Invece Cyberdog si limita a farle le feste. Il Transformatron ed il Tecnoragno esultano per il successo della prima parte della missione di salvataggio. La Guaritrice saluta tutti, e si accinge ad impiegare il suo potere. Con la repentinità tipica dei sogni, però la giornata di sole diventa una giornata nuvolosa. Soffia il vento, inizia a piovigginare acqua gelida, poi, come se non bastasse, arrivano i lupi. Un branco di attaccabrighe, che sbuca tra gli alberi, che ora sembrano essi stessi mostri in agguato. I giovani licantropi non si fanno pregare; anche questa volta, preferiscono la loro forma transizionale. I veri lupi sono più piccoli, ma sono più numerosi. La battaglia inizia, tra ringhi, unghiate, morsi, ma anche tecniche di combattimento che mettono in difficoltà gli aggressori. Cyberdog fa la sua parte, sconvolgendo i lupi con l’agilità ed i poteri che gli derivano dalla simbiosi con l’alieno tecnomeccanico Transformatron. I quattro giovani licantropi ed il cagnolino cibernetico fanno scudo alla Guaritrice, che trasfonde tutto il suo potere in Clara. Nancy si sta stancando, ed anche i suoi riflessi rallentano. Non sarebbe in grado di opporre resistenza all’attacco di un singolo lupo. Ma per questo ci sono i suoi amici, che combattono come forsennati, e riescono anche a divertirsi. Ogni volta che stendono uno dei lupi, ululano, e così facendo innervosiscono ancora di più gli attaccanti. Trascorrono i minuti e le ore, in quella dimensione quasi senza tempo. Poi finalmente l’avvelenamento retrocede; Clara si sforza di aprire gli occhi, e lotta anche lei, con tutte le sue forze. Sulla Terra, il suo simbionte Tecnoragno agisce sul corpo fisico della ragazzina, rendendolo più forte. Nella dimensione del sogno, finalmente una sorta di fantasma nero abbandona Clara, scivola al suolo e prende fuoco. Compiuta la sua missione in trasferta, la Guaritrice rigenera le sue ali angeliche, per tornare da Evolution e dalle nuove avventure che li attendono.
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